martedì 6 dicembre 2016

INTERVISTA A MICHELE SANTORO “Il punto è che nel mondo della televisione si sta consumando un grande divorzio tra una parte di pubblico colto, con più mezzi economici , che sa scegliere, e una grande fetta di telespettatori ormai confinati nel trash”

Michele Santoro, ex guru dei talk-show politici, scommette su un film documentario , Robinù, cinepresa sui baby boss della camorra napoletana cooptati nel  mainstream dell’idea di rottamazione , in questo casi di vecchi capiparanza




“L’idea è svelare il volto di una sorta di stato Sociale criminale. Ci sono decine di migliaia di persone che in quella immensa piazza di spaccio d’Europa che è Napoli vivono attorno a attività criminali. Dico Stato Sociale perché senza quelle entrate molta gente non saprebbe come vivere”
Lo stato sociale criminale governato dai ragazzini
“Al vertice ci sono sempre i boss che governano grandi partite di traffico , alla base i manovali , del tutto simili a normali lavoratori , come la mamma spacciatrice che all’inizio della giornata prepara i bambini per la scuola e poi si mette al lavoro. E poi questi ragazzini che a nemmeno 18 anni sono pronti a sparare e a morire per farsi largo nella vita”
Non che a Napoli sia una grande novità
“Eh no , lo è eccome. Quando in una incursione di queste bande giovanili ( la chiamano stese , assalti a cavalcioni  dei motorini e armi in pugno ) viene trovato un bambino di 8 anni con la pistola, qualcosa di diverso sta succedendo”
Roba da fiction serale
“Infatti. Ma si capisce che la fiction Tv non ha inventato un mondo e che ciò che ci ha mostrato esiste davvero”
Ma come scusi? Per decenni abbiamo detto che la tv ha mostrato un mondo e un paese inesistente. Lei stesso ha scritto che la televisione deve tornare alla “ricerca di un senso delle cose”. Bentornato nella realtà anche a lei e bentornato alla ricerca di senso
“A m,e veramente pare sempre di averlo cercato, il senso. La ricerca del senso non ha a che vedere con la mia personale esperienza , bensì, direi , con l’ultima fase della televisione. E’ una televisione a pezzi, nel senso stretto dell’espressione”
Ovvero?
“Beh, la tv tende ormai a produrre se stessa “a pezzi”, sapendo che la Rete ne raccoglierà e rilancerà alcuni, qualche minuto, in un processo ormai inarrestabile di frammentazione dei fatti e dei pensieri. La Rete è un gigantesco blob di massa auto costruito. Prima avevano Blob , una riflessione d’autore sulla Tv. Ora ognuno ha il suo blob sui social media , costruita in ragione di se stesso. Il che porta ad un indebolimento pesante della ricerca di senso, porta alla provvisorietà dei comportamenti , anche dal punto di vista politico”
Ognuno con il suo quotidiano palinsesto di vita e pensieri. Ci illumini anche sul “comportamento politico provvisorio”
“Oggi siamo tutti grillini e domani potremo essere un’altra cosa. Non ci sono sedimentazioni che si costruiscono per rimanere. E’ un fenomeno molto visibile nell’informazione in tv”
Cosa guarda?
“Quello che guardano tutti. Molti programmi di approfondimento e milioni di persone che li seguono, il che conferma che c’è ancora una domanda forte di comprensione. Ma si fa fatica a costruire trasmissioni che abbiano una chiarezza di intenti. Sono fatte a pezzi anche loro. Tessitura breve e sincopata”
Lei sta pericolosamente avvicinando all’terno mantra di “servizio pubblico” che con incerti successi ha marchiato negli anni la Rai. Come recita appunto il mantra , “la più grande industria culturale del Paese”
“Su questa faccenda del servizio pubblico c’è in primo luogo un grande equivoco. I dipendenti della Rai pensano loro di essere gli artefici del servizio pubblico”
Invece no?
“Lo sarebbero se lavorassero per consentire al meglio delle risorse culturali della società di esprimersi. La Rai dovrebbe essere un network al servizio delle idee che nascono all’interno della società. Dovrebbe impiegare le sue risorse per realizzare prodotti , mentre gran parte di esse servono a tenere in piedi l’apparato dei dipendenti “
Ah però. Ci va giù duro. Un esercito di mangiapane a tradimento
“Il punto è che nel mondo della televisione si sta consumando un grande divorzio tra una parte di pubblico colto, con più mezzi economici , che sa scegliere, e una grande fetta di telespettatori ormai confinati nel trash. La Rai dovrebbe lavorare su questo”
E come?
“Dovrebbe impedire che avvenga questo divorzio. Le produzioni dovrebbero essere sempre dirette a un pubblico , per dir così, medio alto , colto, ma anche a un pubblico più popolare che potrebbe ancora sentire la Rai come strumento di emancipazione culturale”
E’ la Rai non capace di far questo. O proprio non afferra l’idea ? Non capisce i bisogni del Paese?
“Eh beh , qui bisogna vedere chi sono le persone che dovrebbero capire”
Andiamo sul personale?
“Mah, pensiamo a cos’era Rai Tre. Diretta da un genio come Angelo Guglielmi, circondato da collaboratori come Bruno Voglino, Lio Beghin o Giovanni Tantillo, e altri. Gente che sapeva guardare intorno e scoprire talenti : Chiambretti, Dandini, Guzzanti , e compagnia varia. Non so se è poco . Oggi il dirigente intermedio non fa questo”

E che fa?
“Va da un produttore di format esterno e gli chiede : cos’hai da vendermi? E tanti saluti. Tenendo conto poi che la sua autorità deriva da qualche input politico”
Ecco fatto. Così sono capaci tutti
“Si va a finire così in una sorta di gigantesca operazione di ordine pubblico . Tutti sono tranquilli e nessuno si agita più di tanto”
Cura del sonno?
“Un esempio. Una volta facevi, che so, La piovra. Ne discuteva tutto il Paese, ci si chiedeva se quel determinato personaggio somigliava a Andreotti o no e così via. Quella roba entrava nel circuito del dibattito pubblico come un elemento di disordine , creativo. Costringeva tutti a farsi delle domande. Ora tutti a nanna. Si tira a campare , non a scoprire cose nuove”
Ci vuole anche una politica disposta a permetterlo
“Chiaro. Il declamato riformismo di Matteo Renzi ha nella Rai un nodo di verifica importantissimo. Io capisco che chi desidera davvero riformare il Paese se la debba vedere con interessi potentissimi e organizzatissimi. Ma nel caso della Rai , questo alibi non c’è. Paradossalmente è più facile avviare una grande riforma culturale nella e con la Rai. Qui si vede se sul serio vuoi riformare la società”
Scusi però Santoro , lei sta teorizzando un potere così illuminato da darsi la zappa sui piedi , disposto a farsi mettere in discussione dall’industria culturale che controlla. La vedo dura
“E allora vuol dire che la Rai non è in grado di fare il suo mestiere di servizio pubblico e di correre più veloce della politica. Con Una Rai strumento di consenso non ci facciamo nulla, ovvio. Bisogna vedere se un’idea riformista è capace di liberare i cavalli e farli correre”
Ci vuole capacità di visione per questo. Visto che per quarant’anni se l’è girato in lungo e in largo, lei che Paese vede ora
“Un Paese molto in bilico. Che deve stare attento a non tornare indietro. In politica per esempio vorrei una bella sfida tra Renzi e il Movimento 5 stelle capace di produrre qualcosa di veramente nuovo. L’idea di tornare nel vecchio pantano , ai governi tecnici e roba del genere, credo sia la cosa peggiore che ci può capitare”
Ma lei davvero vede in giro grandi visioni?
“Mah, mi sembra tutto molto orientato alla ricerca di consensi immediati. Diciamo che se dobbiamo cercare il senso nuovo nella Tv , anche la politica dovrebbe cercare il suo , di senso. La domanda è chi e come e se sarà in grado di dare una risposta solida. Invece vedo i leader campare ogni giorno nel tempo di un tweet per dar corda ad un’opinione pubblica mutevole e leggera. Però non vorrei nemmeno far l’errore di buttar via il bambino con l’acqua sporca”
Laddove i “bambini” sarebbero Renzi e i 5Stelle?
“Beh, se teniamo conto dell’idea dei protagonisti . certo. Vorrei che si potesse estrarre il meglio in questo confronto. I 5 stelle sono ormai un partito con tendenze leniniste che criminalizza il dissenso. Renzi è condizionato da questo senso di autosufficienza che è il suo più grande limite. La Rai potrebbe aiutarlo”
E Come?
“Per esempio aiutandolo a capire che il mondo non finisce a Rignano sull’Arno”

lunedì 17 ottobre 2016

INTERVISTA A DAKOTA FANNING "Mi dispiace non essere più la bambina dei vostri ricordi"

Dakota Fanning è cresciuta sia come donna che come attrice. Sono passati ormai 15 anni quando stregò il mondo insieme a Sean Penn, in Mi chiamo Sam. La bambina prodigio di 8 anni è diventata una 22enne intelligente e volitiva.
Dal 2011 frequenta la New York University e nel tempo libero legge e fa sport. Ha un fidanzato il modello inglese Jamie Strachan. Il 20 ottobre esce in Italia "America Pastoral" il film tratto dal libro di Philip Roth di cui è protagonista con Ewan McGregor ( che ne è anche il regista). Dakota interpreta Merry , adorata figlia di uno stimato membro della comunità ebraica di Newark. Merry , causa guerra in Vietnam e il fermento della rivoluzione giovanile anni 60 , rivelerà un forte spirito anticonformista, compiendo scelte estreme che colpiranno la rispettabilità della sua famiglia.


Ha avuto problemi a interpretare un personaggio così poco amabile?

"Sono rimasta folgorata dal modi in cui Philip Roth caratterizza i suoi personaggi e dalla complessità che riesce a dar loro. E' stato un onore interpretare Merry in un mondo come il nostro in cui sono tutti ossessionati dal bisogno di piacere , dall'idea di riscatto , dalla luce in fondo al tunnel..."

Secondo lei,  perché Merry compie gesti tanto estremi?

"E' impetuosa , ha i suoi principi e le sue idee e non ha nessuna intenzione di cambiarli. Non si può interpretare un personaggio senza trovare il modo di amarlo. Mi sono nutrita delle sue convìnzioni. Le ho rispettate , pur non condividendole"

Quanto l'ha aiutata leggere il romanzo?

"Vuole la verità? L'ho letto a riprese finite. Volevo concentrarmi solo sulla sceneggiatura perché sono quelle le informazioni che recepirà lo spettatore. Il cinema offre un'esperienza diversa, una versione di Pastorale americana che prova a non tradirne l'essenza"

Lei che adolescente è stata?

"Una come tante: sentivo di non essere compresa come avrei voluto, e mi faceva imbestialire chi mi diceva che i miei problemi non erano nulla in confronto alla responsabilità che avrei affrontato in futuro, che un giorno avrei ripensato a quei momenti con un sorriso. Oggi mi ritrovo a dire le stesse cose ai più giovani"

Quindi non è una ribelle?

"Non mi descriverei come una ribelle , ma certo non sono una che si tira indietro. Tendo ad essere protettiva nei confronti delle persone che amo e mi scaglio senza pietà contro chi mi fa del male. Detto questo , ho zero problemi a seguire le regole, e zero voglia di mettermi nei guai"

Da attrice , sa che cosa significa essere parte di un sistema , come l'industria del cinema, che impone dei diktat. Ha già imparato a farsi valere?

"Mi trovo in una posizione privilegiata perché , pur essendo ancora molto giovane, faccio questo lavoro da sedici anni. Non ci ho messo molto a capire che le mie azioni sarebbero state governate da altre persone e dalla loro percezione di chi sono e delle mie capacità. Ho imparato a riappropriarmi del mio potere decisionale perché sono sicura di essere l'unica persona al mondo a sapere che cos'è meglio per me"

Come ci è riuscita?

"Studiando, creando progetti cui sentirmi emotivamente legata e lavorando con persone affini al mio modo di pensare. E' stancante dover sempre obbedire!"

Che progetti ha?

"La trasposizione cinematografica della Campana di vetro di Sylvia Plath, di cui sarò protagonista e produttrice. Il fatto che dietro la macchina da presa ci sarà per la prima volta la mia amica Kirsten Dunst è una motivazione in più. Finora nessuno si era mai azzardato ad adattare questo testo , e credo sia un peccato perché si tratta - con il suo tema della società patriarcale e maschilista - di un libro importantissimo per noi donne"

Sua sorella Elle , che ha quattro anni meno di lei , sta seguendo le sue stesse orme. La riterrà mai una rivale?

"Questa storia della rivalità mi fa veramente ridere! E' l'esatto opposto. Io sono ambiziosa , ci sono tante sfide che voglio ancora affrontare e tanto obiettivi che vorrei raggiungere , ma se c'è una persona al mondo per cui desidero il meglio dalla vita , quella è proprio mia sorella. Capisco che le presunte gelosie possano incuriosire , ma non è il nostro caso"

Elle è molto diversa da lei?

"Credo che abbia cominciato a recitare per imitarmi , ma che pian piano sia maturata , diventando una giovane donna consapevole del proprio talento e propri desideri. Ora non ci consultiamo neanche più. Sono orgogliosa di lei"

E' stato difficile diventare donna dopo essere stata così famosa da bambina?

"Non è stato facile. Avrei potuto farmi influenzare dal giudizio altrui e fingere di essere più matura di quanto fossi, ma ho scelto di rispettare i miei tempi. Non volto le spalle al passato, ne sono orgogliosa. Però è un po' scocciante quando le persone mi fermano per strada per farmi notare quanto sono cresciuta. E' come se fossi circondata da vecchie zie. Non so più cosa rispondere: mi dispiace non essere più la bambina dei vostri ricordi"

martedì 21 giugno 2016

INTERVISTA A JULIA ROBERTS "Le faccende domestiche mi procuravano molta gioia"

Lei è un attrice meravigliosa , tra poco al cinema con Segreto dei suoi occhi con Nicole Kidman e Chiwetel Eijofor, nel quale interpreta  un investigatrice dell'Fbi la cui vita deraglia dopo il brutale omicidio della figlia. E già in preparazione per un nuovo film Mother's day dove sarà una conduttrice di televendite. A 48 anni è ancora una donna bellissima con ruoli al cinema non più solo romantici.
A casa con i suoi ogni tanto pratica un gioco con domande tipo "Se potessi essere un altro membro della famiglia , per 24 ore, chi vorresti essere?"

E lei chi vorrebbe essere?

"Mia figlia (ha tre figli Hazel Patricia e Phinneaeus , gemelli , e Henry ndb) , perché è una creatura affascinante e bellissima , oltre che meno trasparente dei fratelli"

Se invece potesse essere famosa per qualcos'altro , che cosa vorrebbe essere?

"Una grande scrittrice , o una pittrice. Quello che mi sbalordisce è il fatto di creare qualcosa dal nulla. Prenda L'anno del pensiero  magico  di Joan Didion , che ho latto da poco. Lo mettevo giù e rimanevo lì  nel letto a fissare il vuoto. Mio marito mi chiedeva "Tutto bene?"

C'è una cosa che sogna da fare da molto tempo?

"Un paio di calze fatte a maglia. E che non ho ancora capito come si lavora il tallone. Le calce sono difficili"

Quali aspetti della sua educazione sta cercando di trasmettere ai suoi figli?

"Mia madre lavorava tantissimo , fuori casa e in casa. Era una cuoca fenomenale , faceva tutto con le sue mani. Casa nostra era sempre in ordine , i nostri vestiti sempre puliti . Le faccende domestiche mi procuravano molta gioia"

Che cosa pensa della corsa alla presidenza ( e ormai candidata repubblicana alla presidenza americana ndb) di Hillary Clinton?

"E' un argomento complesso per me che sono una donna di oggi , con una famiglia e un lavoro...Non dico che lei sarebbe la "presidente delle donne", ma trovo che il suo punto di vista sia fondamentale, in un momento storico nel momento storico nel quale rappresentiamo il 51% della popolazione mondiale , e tutto sommato un certo spostamento culturale non è ancora avvenuto. Mi piacerebbe molto vedere che cosa avrebbe da offrire , una volta alla guida di questo paese"




giovedì 24 marzo 2016

INTERVISTA A LAURA PAUSINI "Vede, io sono stata tanti anni fa con un uomo che mi faceva notare ogni giorno quanto ero grassa e che culone avevo. E il culone non mi preoccupava tanto in Tv, dove lo potevo coprire con le giacche lunghe: ero in casa che avevo paura , e dovevo camminare rasente ai muri per non mostrare il sedere"

Per rendersi quanto sia complicata la vita  di Laura Pausini da un punto di vista organizzativo  , basta consultare sullo smartphone di Laura che condivide con i collaboratori. Ci sono impegni fissati fino al 2017 , e appuntamenti a ogni ora dei prossimi due mesi.


A guardarlo , mette un po' ansia

"Ero così già da piccola : segnavo su un foglio l'ora del pranzo , quella dei compiti , tutto. Sapermi organizzata mette tranquillità. Uno pensa chissà quali vacanze esotiche si faccia la Pausini , invece per me la vera vacanza , quando riesco a ritagliarmela , è passare tre giorni a letto con Paolo (Carta , chitarrista, suo compagno dal 200% ndb)a vedere in Tv i miei programmi preferiti"

Viaggia in continuazione . Eppure c'è stato un periodo della vita , due anni fa , con la nascita della figlia, pensava che avrebbe dovuto fermarsi

"Sono stati i due anni più belli della mia vita . Anche a livello professionale , perché lavorare sapendo che a casa c'è lei ad aspettarmi riempie tutto di significato diverso. Se Paola ( ndb sua figlia) non avesse amato viaggiare, mi sarei fermata. Ma il primo aereo , per Londra, l'ha preso a 4 mesi , al terzo viaggio era già dall'altra parte dell'oceano a Miami , ha imparato a gattonare in Brasile. Certo promuovere un disco o fare un tour è un'altra cosa , significa cambiare paese ogni due-tre giorni : per una bambina di un anno , che deve abituarsi ogni volta a un nuovo orario , a un nuovo clima , a un nuovo hotel , a un nuovo letto, è davvero troppo. Per questo ho accettato la proposta del talent in Messico: per stare un po' di tempo ferma in un posto . Insomma , è grazie a Paola se ho scoperto la Tv"

E poi la Spagna : perché non l'Italia?

"I talent me li hanno offerti tutti : X-Factor, The Voice, Amici. Ma sempre dopo che avevo già firmato all'estero"

Che tipo di giudice è?

"Detto lr mie condizioni. In Messico mi hanno dato carta bianca. Io non credo alle scuole di canto , non penso di poter insegnare a cantare a nessuno, posso solo usare il mio orecchio per giudicare quello che mi piace. E, una volta costruita la mia squadra, posso raccontare ai ragazzi le mie esperienze. Ma non imporrei mai a qualcuno di cantare una canzone che non sente sua: piuttosto me ne vado"

Ha mai vinto uno della sua squadra?

"Mi sono sempre piazzata seconda. Sa, io sono anche il giudice che lascia andare un talento se è molto antipatico. In Messico, per esempio, ho rinunciato a un vincitore annunciato perché non era umile , e ho preferito portare in finale un concorrente più semplice, più vero. Non è un caso se i miei ragazzi oggi lavorano e fanno dischi. Uno l'ho persino portato in tour con me : come giudice è importante seguirli anche dopo"

The Voice e X Factor : quale preferisce?

"X Factor ha saputo sfornare artisti che adesso cantano di mestiere : Marco Mengoni , Noemi, Chiara Galiazzo. Non ho ancora avuto occasione di vederlo quest'anno . Io stessa all'estero sono stata il giudice esotico , ed è una cosa che funziona : l'identità nazionale la danno ai concorrenti"



Quindi in Italia dobbiamo a rinunciare a vederla in un talent?

"Piuttosto penso a un programma tutto mio. Dopo il successo di Stasera Laura ( andato in onda su Rai Uno ndb) mi sono arrivate molte proposte , anche dall'estero. Ma mi sono detta : se lo faccio , questa volta parto da casa mia , e pazienza se sarà più difficile"

Che tipo di programma?

"Ne sto parlando con la Rai , non c'è nulla ancora di definito. Ovviamente uno show musicale , ma mi piacerebbe alla Fiorello . E se dovessi invitare qualcuno , vorrei con me Paola Cortellesi. Perché è un'amica , e perché lo sketch che abbiamo recitato insieme a Stasera Laura , oltre a fare il picco dei telespettatori , mi è piaciuto tantissimo. Questo ritorno in Italia , però, è soprattutto per Paola. Voglio che vada all'asilo , che frequenti i bambini della sua età, che abbia una vita normale , per quanto possibile"

Intanto, però , ha già annunciato le date del tour europeo

"La data di Londra sarà particolarmente emozionate per me , perché è la città dove è stata concepita Paola . Canterò all'Apollo , porteremo anche lei e dormiremo nello stesso hotel. Se riuscissi ad avere la stessa camera, poi, sarebbe il massimo"

Magari ci scappa il Number 2

"No, non lo voglio il Number 2. Se capitasse , ovviamente , ne sarei felice. Ma non è una cosa che mi sento di chiedere a Dio. So cosa vuol dire desiderare un figlio che non arriva , so che per una donna è una delle cose più frustranti e dolorose , così dolorosa da non poterla spiegare. E siccome ho tante amiche e conoscenti in questa situazione , a Dio dico : non te ne chiedo un altro , ma dallo per favore a quelle lì , che lo aspettano e non arriva. Perché lo immaginavo , prima, che diventare madre fosse bello , ma ho scoperto che nella realtà lo è molto di più. Io mi sento migliorata"

In che cosa?

"Molte dicono che, una volta diventate madri, si sentono più fragili , io invece mi sento più forte. Anche nel lavoro : da quando c'è Paola non ho paura a dire dei no , sono più capace di scegliere da sola, e non penso mai che qualcosa possa andare male"

Perché , secondo lei?

"Perché sono stata troppo male, prima. Perché l'unico mio vero sogno è lei. Prima mi mancava tutto , non bastava la musica a completarmi. Forse non dovrei dirlo , ma io mi sento davvero realizzata solo da quando sono madre"

Che tipo di mamma è?

"Riesco a dirle dei no , a differenza di suo padre. Sono ottimista, non ansiosa. Però cerco di non viaggiare mai senza di lei. E se proprio devo lascio un testamento firmato , che aggiorno continuamente e che contiene tutte le mie ultime volontà"

Di che tipo?

"Di tutti i tipi , professionali e personali : io rompo anche da morta. Per esempio, non voglio assolutamente essere lasciata sola nell'intervallo di tempo tra la morte e la cremazione. Ci dovrà essere qualcuno a vegliarmi , fosse anche uno che devono pagare , perché nessuno mi deve toccare"

Parliamo di cose meno lugubri. I 40 li ha compiuti ormai da oltre un anno , e sembra diventata più bella. Ha fatto qualcosa?

"Io appena vedo una siringa svengo dalla paura. E poi ho una truccatrice che mi rende perfetta tutti i giorni : perché dovrei pensare a grandi cose quando bastano le piccole? Comunque , tutta questa nuova bellezza io non la vedo : forse sembravo meno bella perché prima di essere madre ero più inquieta , mentre oggi si vede che sono felice. In realtà un tempo mi curavo di più : prima di Paolo ho avuto compagni che non mi facevano sentire bella, e allora giù a comprare creme, cosmetici , persino quel lucidalabbra per gonfiare le labbra , che brucia. E mai che strappassi un complimento"

Oggi come si vede?

"Allo specchio cerco di non guardarmi mai, perché sono già costretta a guardarmi fin troppo per lavoro, nelle foto, in Tv. Però vedo la bilancia e continuo a fare dieta : ho una fame della madonna da vent'anni"

Per lei la bellezza è una questione di chili?

"Vede, io sono stata tanti anni fa con un uomo che mi faceva notare ogni giorno quanto ero grassa e che culone avevo. E il culone non mi preoccupava tanto in Tv, dove lo potevo coprire con le giacche lunghe: ero in casa che avevo paura , e dovevo camminare rasente ai muri per non mostrare il sedere. Nella copertina di Lato destro del cuore , il singolo del nuovo disco, ci sono io di schiena : nei primi quindici anni della mia carriera una foto del genere non sarebbe stata possibile , perché c'era sempre una persona con me che diceva : non inquadratela da dietro. E quella persona era il mio fidanzato"


Ma il culo, nella copertina, come è venuto?

"E' venuto grosso , come ce l'ho. Ma quella posizione serviva a rendere il significato della canzone. Quindi chi se ne frega, tanto quando vado a casa c'è Paola : come mi guarda lei , non mi guarda nessuno. Mi sveglio al suo fianco , con la maglietta bianca, vedo che mi guarda come mi guarda , e mi dico : e che cazzo . posso anche mangiare qualcosa, tanto gli piaccio"

Ex fidanzati a parte , chi o cosa l'ha ferita di più ?

"Le critiche che ho ricevuto su alcuni giornali per il mio silenzio dopo la tragedia di Reggio ( la morte di un tecnico in un incidente durante il montaggio del palco ndb) . C'è un motivo molto personale dietro la mia scelta , e ha che fare con il rispetto per una madre che ha perso il figlio"

Per questo ha rotto i rapporti con alcuni giornalisti?

"Se si riferisce a Marinella Venegoni, la ragione è un'altra. Ha ironizzato sul fatto che non riuscissi a restare incinta. Avevo un rapporto molto amichevole con lei , che peraltro è stata scortese anche verso Gianna nello scrivere quella frase . E sapeva quante difficoltà avessi a rimanere incinta. Può immaginarsi quanto mi ha fatto male"