martedì 29 settembre 2015

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE AZAR NAFISI “Uno dei tanti tragici effetti delle dittature è cambiare il senso delle parole : per esempio in Iran ci sono elezioni , che per natura dovrebbero essere democratiche. Ma lo sono per i musulmani approvati dai leader religiosi”

Dodici anni fa scrisse “Leggere Lolita a Teheran” e sette anni fa chiese di diventare cittadina americana , ora Azar Nafisi pubblica un nuovo libro.
La repubblica dell’immaginazione racconta i sentimenti contraddittori che prova nei confronti del paese che l’ha accolta. Cita in epigrafe una poesia di Langston Hughes “Che l’America sia di nuovo America, che sia il sogno di un tempo (….) Oh , sì , lo dico chiaro: l’America non è mai stata America per me , eppure pronuncio questo giuramento – America sarà”
Ritiene che l’America sia un paese libero?
“Se mi consente una parolaccia è “il paese delle fottute opportunità”, e in questo rimane certamente un paese libero. La libertà non si raggiunge mai del tutto , ma si cerca , come la felicità. E porta con sé un elemento di rischio , come ogni cosa per cui vale la pena di vivere. Per quanto riguarda l’America , il rischio che vive oggi è il conformismo : non si deve dimenticare che tutti gli stati , anche quelli totalitari , offrono lusinghe e tentazioni. Nel momento in cui cediamo, ci abbandoniamo ai dettami del gruppo : e questo rappresenta la negazione della libertà”
In Tropico del Cancro Henry Miller ha scritto “L’America non esiste : è un nome che si dà a un’idea astratta”
“E’ una grande battuta, provocatoria : ovviamente l’America esiste , ma Miller coglie un elemento di verità , specie per quanto ci sia così di seducente in questo paese, che a volte si rivela solo un’illusione . Questo popolo formato di gente di ogni parte del mondo è abilissimo a cibare queste illusioni : ne è prova evidente l’immagine pubblicitaria , o anche il cinema. E sappiamo bene che vivere nei sogni è sempre pericoloso”
E’ vero che da piccola vedeva sempre i musical?
“Sì , e immaginavo gli Stati Uniti come a una terra di canzoni e danze. Da piccola avevo un’idea di America , proprio come diceva Miller , e sapevo nell’intimo che la realtà sarebbe stata inferiore alle aspettative. Ma la costruzione dell’illusione si vede anche nella vita quotidiana, basta pensare alla politica e come si presentano i candidati di ogni colore: in questo, sia chiaro , il resto del mondo non è molto diverso”
Anche i libri sono illusioni?
“Privare l’uomo dei libri e della cultura significa privarlo di uno degli elementi che lo caratterizza come essere umano. Nel buio oltre la siepe di Lee Harper un personaggio dice “Leggere non mi è mai piaciuto tanto , finché non ho avuto la paura di non poterlo più fare. Non si ama respirare
C’è una relazione tra cultura e dittatura? In altre parole la cultura può salvare dalla privazione della libertà?
“Rispondo con una battuta di Iosif Brodskij , che rifletteva sul fatto che Lenin , Stalin e Mao fossero tutte persone istruite : Stalin aveva diretto un giornale, Mao scriveva addirittura versi. Brodskij conclude che il problema è che “l’elenco delle loro vittime era infinitamente più lungo dell’elenco delle loro letture”. A questo riguardo voglio aggiungere un elemento illuminante : sono le scienze umanistiche a spaventare sempre i tiranni”
In un passaggio del libro lei paragona le dittature comuniste con quelle caratterizzate dal fondamentalismo islamico
“Uno dei tanti tragici effetti delle dittature è cambiare il senso delle parole : per esempio in Iran ci sono elezioni , che per natura dovrebbero essere democratiche. Ma lo sono per i musulmani approvati dai leader religiosi. Pensi per un attimo a quello che succedeva in Bulgaria , con risultati favorevoli al regime vicini al 95%. La rivoluzione islamica ha cambiato per sempre il significato di parole come “spiritualità”, “religione”, “virtuoso”, “decadente”, “straniero”. Queste parole sono diventate orfane , e sono associate alla paura, al pericolo, alla corruzione e allo Stato , così come nell'URSS parole quali “dittatura”, “uguaglianza” e “libertà” avevano smarrito il loro significato originario”
Per raccontare l’America ha scelto tre libri?
“Ai quali voglio aggiungere subito un grande autore come James Baldwin , che ritengo essenziale per comprendere quello che succede oggi nel mondo in termini di conflitti razziali e identità. Baldwin andò in Francia per parlare della sua America , consapevole che amare significa anche criticare. Era contro l’ideologia e il totalitarismo e rifiutava ogni categoria , o quello che oggi definiamo politically correct. Va ricordato che lui , uomo di colore, scrisse un libro su un gay bianco, pubblicandolo in Inghilterra. I libri che meritano di essere letti superano le classi , le razze e le tradizioni : appartengono a uno spazio universale”
Il primo libro che esamina è Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain
Huckleberry Finn è un personaggio che rifiuta il concetto di radici e di tradizione : è l’antenato di tanti protagonisti senza dimora dei romanzi americani. Capisco  perché secondo Hemingway era il libro più bello della narrativa statunitense : per molti versi ha predetto cosa sarebbe stata l’energia e l’illusione dell’America , con tutte le sue contraddizioni , grandezze e miserie. Io sostengo che avesse ragione Henry Louis Mencken a paragonare Twain a Shakespeare e Cervantes : in Huckleberry Finn ha creato dal nulla un linguaggio nuovo e, di conseguenza, un mondo nuovo”
Scrive anche di Babbitt di Sinclair Lewis
“E’ un altro libro fondamentale per capire l’America nei suoi personaggi marginali e apparentemente insignificanti. In questo caso il parere di Hemingway era opposto: lo considerava una nullità, ma non coglieva la profondità con cui Lewis intuisce una contraddizione molto americana : il desiderio di sistemarsi e quello di essere sempre in movimento. Una volta scrisse “Tutti dovrebbero avere una casa dalla quale andar via
Colpisce anche la sua riscoperta di Carson McCullers
“Il cuore è un cacciatore solitario è un libro struggente e per spiegare perché ho scelto McCullers le rispondo con una sua frase “Tutti gli uomini si sentono soli . A volte , però, mi sembra che noi americani siamo i più soli di tutti”
Lei ha dichiarato di essere delusa da Obama
“Sì, e non mi riferisco all’insufficienza di quello che ha fatto per contrastare l’orrore che vive il mio paese. Ci tengo a dire che l’ho votato poco dopo essere diventata cittadina americana , ed è anche stata l’unica volta che ho votato in vita mia : mi sento responsabile di quel voto. E voglio anche aggiungere che condivido e appoggio molte scelte che ha fatto: capisco cosa possa significare essere il presidente nero in un paese dove alcuni vorrebbero innalzare ancora la bandiera della Confederazione. Ma in politica estera sembra che non abbia una strategia , che si limita a reagire agli avvenimenti. E per quanto riguarda l’educazione ha sviluppato un progetto troppo simile a quello della destra : apprezzo l’idea dell’unificazione nazionale dei programmi , ma credo che la minimizzazione dello studio dell’arte e della musica nelle scuole primarie rappresenti un grave errore. E’ un paradosso : Obama è stato spesso attaccato come troppo intellettuale”
 Tra i grandi scrittori americani lei colloca anche Raymond Chandler
“La correggo: lo colloco tra i grandissimi. Amo il suo linguaggio metaforico e lo sguardo morale e mai moralista. Credo che il suo saggio La semplice arte del delitto rappresenti una Dichiarazione d’Indipendenza per tutti gli scrittori di genere”

giovedì 24 settembre 2015

INTERVISTA A YANIS VAROUFAKIS “Aristotele definiva la democrazia come il sistema nel quale governano i poveri, che sono sempre la maggioranza. In questo senso , la sinistra è custode della democrazia quando non si piega ai pochi potenti che controllano le risorse materiali”

Yanis Varoufakis , economista ed ex ministro greco sotto il governo Tsipras. Non ha niente del silurato , e gira il continente come una trottola. Vuole salvare l’Europa da chi , secondo lui, la sta portando al baratro economico.
 


Professor Varoufakis come sta?
“Un fiore. Anche se la situazione in Grecia dopo la resa del 13 luglio è triste e non preconizza niente di buono per l’Europa. Il merito è del calore della gente che mi accoglie in Grecia, Italia , Francia , e persino Germania. E anche della libertà che ho per seguire la mia agenda politica fuori dalle strutture di governo”
L’incubo Grexit , tutti gli occhi puntati addosso…. nessuno strascico?
“Il vero amore e la vera amicizia sono sopravvissuti. Fare il ministro è stato un dovere da sopportare fino a che eravamo guidati da un principio. Piuttosto mi spiace per i miei successori che devono gestire l’orribile sconfitta”
Dica la verità , com’è scoprirsi sex-symbol?
“Ho detestato la star system tutta la mia vita. Sarebbe il colmo dell’ipocrisia godere di quel circo quando , per ragioni a me ignote , sono stato elevato su un ridicolo piedistallo”
Sta finendo un libro?
“E’ almeno dal 1989, che ogni anno sto per finire un libro. Questo era quasi pronto prima delle elezioni di gennaio. L’ho dovuto aggiornare . Si intitolerà “il debole soffre il giusto?”. E’ , niente meno, che una storia dell’Euro”
Quindi addio alla politica?
“Tutto il contrario. Presto ci sarà un annuncio ufficiale. Il partito Syriza che ho servito non esiste più. Si è smembrato per la nostra capitolazione. Non volendo unirmi a ciò che è emerso dalla frattura , ho guardato là dove anche il problema greco può trovare una soluzione : l’Europa”
Spieghi meglio
“La Grecia è affondata , ma è l’intera democrazia europea ad essere ferita a morte. A meno che gli europei non capiscano che la loro economia è diretta da pseudo tecnocrati non eletti e non punibili , gente che sta commettendo un errore dopo l’altro , la democrazia continentale rimarrà l’ombra di quello che pensiamo che sia”
Eppure lei ha sempre creduto nell’euro e nell’Europa
“Sto lottando con me stesso per continuare a farlo. Aristotele definiva la democrazia come il sistema nel quale governano i poveri, che sono sempre la maggioranza. In questo senso , la sinistra è custode della democrazia quando non si piega ai pochi potenti che controllano le risorse materiali. Una semplice dose di democrazia liberale nell’Eurogruppo mi sembrerebbe un buon inizio per italiani , greci, spagnoli e tedeschi”
La sconfitta della sua posizione all’Eurogruppo non le è proprio andata giù
“Alexis Tsipras ed io siamo stati in disaccordo perché lui pensava che il nuovo Memorandum fosse l’unica alternativa al piano Schauble di cacciare la Grecia dall’Eurozona. Tsipras venne minacciato di un’espulsione così violenta che la parte debole della popolazione avrebbe sofferto in modo indicibile. Quindi capisco come e perché Tsipras è arrivato a scegliere il Memorandum. Ma non sono d’accordo”
Preferiva fallire con onore?
“Il referendum ci ha dato il 62% di appoggio per cercare un accordo onesto , senza cedere . Così avevo letto io il voto. Tsipras l’ha capito diversamente”
Colpa di quello che lei definì “terrorismo europeo”?
“I giornalisti dovrebbero almeno imparare a riferire le cose correttamente . Ciò che io dissi è che nelle settimane precedenti il referendum , i greci sono stati bombardati di immagini di banche chiuse e dall’idea che non avrebbero mai più riaperto. Terrorismo è usare la paura per un fine politico. E i greci ne sono stati soggetti”
L’alternativa era il suo piano B?
“Ogni piano B che vuole evitare l’uscita dall’Euro ha in sé il problema che appena diventa noto scatena il panico , la fuga dai depositi, la chiusura delle filiali e un’uscita di fatto dalla moneta unica”
Quindi era sbagliato?
“Difficile dirlo. Avrebbe avuto un costo altissimo, questo sì. Ma nel lungo periodo magari non più alto della costante sottomissione alla troika”
Come sta ora la Grecia?
“Nessun paese alle prese con una Grande Recessione può riformarsi fino a che il debito non viene ristrutturato , la spirale debito-inflazione alimenta la crisi”
E le privatizzazioni? La Germania sta comprando
“Mi piacerebbe pensare che questo non fosse l’obiettivo delle istituzioni tedesche. Detto ciò , avrei preferito che Berlino chiedesse alle sue imprese di stare lontane dai saldi greci”
Tornerà l’incubo Grexit?
“Tsipras è convinto che il Memorandum eviti il piano Schauble. Io credo che ci porterà comunque fuori dall’euro. Sperabilmente , quando la Grexit spaventerà di nuovo tutti , l’Europa si sdarà rimessa in piedi , il piano tedesco archiviato e al suo posto ci sarà un pan continentale di sviluppo , un New Deal europeo”

giovedì 10 settembre 2015

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE MASAL PAS BAGDADI “I sogni dominano davvero la nostra vita reale. Quando sono andata in kibbutz , sola e senza famiglia e senza sapere la lingua, queste è la parte che mi ha salvata”

Masal Pas Bagdadi è nata a Damasco nel 1938 , psicoterapeuta e scrittrice , a soli 5 anni fu costretta a fuggire  in Palestina a causa delle persecuzioni antisemite . Si trovò nel kibbuz Alonim , fondato da poco nelle colline della bassa Galilea. Il suo nuovo libro (Ho fatto un sogno)  la Bagdaddi viaggia nel tempo per obbedire a una Mitzvah (precetto) in cerca del suo personale Tikkun ( riparazione) attraverso la Teshuva (ritorno-espiazione)



A cosa pensava su quell’aereo che la portava a Tel Aviv?
“Mi sono trovata nel cortile della nostra casa a Damasco , nel ghetto. Era l’ora del tramonto , davanti a me la sagoma di Rachel , la sarta che stirava con il ferro a vapore. Cantava e diceva che si sarebbe sposata solo a Gerusalemme. I suoi sogni ad occhi aperti condensavano tutta la nostalgia degli ebrei in esilio”
Com’era il ghetto?
“Un cortile dove vivevano quattro o cinque famiglie . I venditori arabi arrivavano ogni venerdì con frutta e verdura , ricordo il profumo intenso dei meloni e delle susine matura . Scorrazzavano liberi , perché il pericolo veniva dall’esterno e non dall’interno. Eravamo una grande famiglia allargata. Vivo ancora di rendita di quei primi cinque anni , perché mi hanno sempre sentire viva e amata”
Come fu invece nel kibbutz?
“Anche nel kibbutz vivevo un’esistenza collettiva , in sicurezza. Il nemico era fuori. Allora c’era un’idea molto forte intorno alla salvezza dei bambini . Oggi in Siria i bimbi sono usati come scudo. Li fanno esplodere”
E nel kibbutz si gioca la sua doppia identità : la piccola Tune , come la chiamava suo nonno , e la Masal di oggi. Un nome dell’anima , uno per la vita consapevole. Cosa bisogna curare, prima?
“L’anima , è fondamentale. Spesso è inespressa e soffriamo molto più di questo che dei dolori fisici. Da qui nasce Ho fatto un sogno. Tra il reale e l’immaginario , il sogno è la parte più profonda. E’ nostro. Quando uno mi racconta un sogno angosciato , dico sempre : è roba sua , andiamo a vedere perché lo ha fatto , che rapporto c’è con la vita reale”
Ma è più importante la vita della mente o quella dei fatti reali?
“Mi intriga molto la mente , anche se tu devi sapere dove  e cosa fai. I sogni dominano davvero la nostra vita reale. Quando sono andata in kibbutz , sola e senza famiglia e senza sapere la lingua, queste è la parte che mi ha salvata. Non il cibo. Non volevo mangiare. Volevo morire. Per sopravvivere realmente ho dovuto camminare due binari diversi”
Ritorniamo alla doppia identità…
“Il vivere emotivo esce di notte , è legato alla famiglia , alle radici. Io non sapevo nulla. I bambini hanno una capacità incredibile di mantenere vivi certi legami nella mente. Io sono una molto tenace e ho saputo custodirli. Di notte risentivo le voci e ricordavo i gesti dei miei genitori. Così ho memorizzato molti gesti del ghetto. I gesti si toccano. E solo oggi ho potuto tirare fuori tanta esperienza emotiva. Sento il compito di raccontare”
Nel libro racconta come nel kibbutz le convenzioni sociali le imponevano di essere “come mi vogliono” e non “come voglio” rispetto al desiderio di essere amata dagli uomini. Come ha superato questo blocco?
“Anche osservando mia mamma al bagno turco. nella sua scala di valori le priorità erano i figli e la famiglia, sapeva attendere il suo momento. S’immergeva nell’acqua bollente , il suo viso sin illuminava di luce nuova, il suo corpo rosso come il fuoco divampava di calore. Ho capito che l’amore inizia da quell’esperienza intima con il proprio corpo”
E si è salvata?
“Si, mi sono aperta un varco. Dovevo adeguarmi agli altri perché potessero amarmi : era un modo per vivere. La vitalità nasce dalla femminilità profonda , dal sentirsi belli, dal sapere che il nostro corpo ci appartiene. Oggi si fa  confusione tra femminilità e intimità con la sessualità. Io dico sempre alle donne : entrare nel letto di chi vi piace , però uscitene integre. Non lasciate l’ pezzettini , cioè niente dipendenze. Cominciamo da noi stesse a sentirci bene con la nostra pelle”

Con le feste, nel kibbutz, è arrivato anche l’amore
“Ricordo Yom Azmaur , una festa bellissima in Israele a quel tempo. Si ballava , si cantava. Energia allo stato puro. E alla fine sono andata a fare l’amore sulla spiaggia. Non sapevo nemmeno il suo nome. Però faceva parte di quel pacchetto di questa felicità che usciva dappertutto. Questo vuol dire essere liberi: nel momento vivi la cosa in pieno. Senza dover creare chissà cosa dopo. L’amore è mistero”
Nello Shemà ( preghiera centrale nella vita di un ebreo) è scritto :” e la ripeterai ai tuoi figli”. Suo nonno le sussurrava “Dì ai tuoi figli di imparare da se stessi”. Che contraddizione è?
“I figli ti devono seguire e tu hai il compito di dare l’esempio. Ma non puoi sostituirti a loro, devono sbattere la testa. La nostra tendenza è quella di ripetere ciò che conosciamo. Nella mia vita per poter amare gli uomini mi sono dovuta inventare qualche somiglianza con mio nonno. Mio padre era spesso fuori. La base della nostra persona si struttura da 1 a 6 anni”
Il messaggio di questo libro?
“Il passato ci appartiene , bisogna rispettarlo e non trascurarlo, ma imparare a vivere nel presente per prepararsi al futuro. E’ un libro con cui lasciarti andare a occhi chiusi. L’ho scritto per offrirlo agli altri”
Il sogno , la vista al cimitero, il libro : A Masal è riuscito il suo Tikkun(riparazione)?
“Non basta andare a trovare i morti e fermarli sulle pagine di questo libro . Devo continuare a testimoniare per migliaia di ebrei e comunità di paesi arabi distrutte. Ma so che il mio valore personale non ha significato se non è legato agli altri. E’'’ questo che chiamiamo il Tikkun Olam , la vguarigione del mondo. Spero di aver contribuito , spero in minima parte”