lunedì 14 gennaio 2013

INTERVISTA A NICOLA VAPORIDIS “Essere omosessuale , anche se sul set, mi ha fatto capire aspetti femminili della mia personalità che non conoscevo”

Nicola Vaporidis nel 2012 si è sposato due volte con Giorgia Surina : matrimonio civile a Milano e una cerimonia blindata a Mykonos.
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Oggi il matrimonio è una scelta controcorrente. Lo avevi sempre pensato?
“Non sono tipo da giudizi assoluti e non dico mai sì e no definitivi. Comunque, non era nei miei progetti , ho stupito me stesso e ne sono felice. Allo stesso modo , non sapevo che avrei fatto l’attore , semplicemente lo desideravo. Sono contento di aver avuto coraggio , nel mio piccolo. Noto che questa qualità manca spesso in questo Paese”
In questo caso, dai un giudizio drastico
“Invece di evoluzione c’è stata un involuzione. Abbiamo paura di realizzare i sogni e molti si accontentano. Siamo dei vigliacchi in un Paese di pigri. Anche nelle piccole cose. Per esempio si preferisce fare un figlio invece di sposarsi. Mi domando perché. Forse per la paura di commettere un errore e non si capisce che ci lega a una persona più con un figlio che con il matrimonio. Allo stesso modo , si aspetta anni ad andare via di casa dicendo che non ci sono soldi. E’ una scusa. Certo, bisogna accontentarsi. Io sono andato via a 18 anni facendo il cameriere e dividendo l’appartamento con amici”
E’ tutta colpa degli italiani allora?
“Ma no, figuriamoci ! Sicuramente mancano aiuti da parte del sistema , ma c’è anche il vizio di non fare l’interesse della collettività e inseguire il proprio comodo. Intere generazioni sono cresciute nel mito della furbizia”
All’estero è così diverso?
“Ci sono una marea di problemi ovunque, ma indubbiamente, per quello che ho visto io , le cose funzionano meglio e soprattutto hanno ancora un senso del limite che da noi è andato perso”
In Italia , qual è l’aspetto peggiore?
“Forse siamo un Paese di vecchi e non intendo in senso anagrafico. Ci manca un cambio di visione generazionale”
Potresti andare via, hai tutte le possibilità
“Maio voglio combattere nel mio piccolo, per spostare le cose anche di un micromillimetro . Cerco di manifestare il mio disappunto perché potremmo essere una società di artisti , intellettuali, artigiani. Abbiamo eccellenze italiane riconosciute all’estero e che noi dimentichiamo. A volte mi domando quando dovremo essere maltrattati prima di reagire?”
E’ appena uscito il film Ci vediamo a casa, di Maurizio Ponzi, di cosa tratta?
“E’ una commedia divisa in episodi concatenati tra loro. Sono le storie di tre coppie che cercano una casa , un tema che in Italia diventa attuale dopo trent’anni. Vilma e Franco vivono in periferia , non hanno soldi e decidono di fare i badanti a un povero vecchietto. Gaia e Stefano , invece, arrivano da un mondo di ricchezza e sono annoiati in case bellissime”
E tu?
“Io sono Enzo e m’innamoro di Andrea. Cerco lavoro e vivo con mia madre. Andrea è un poliziotto e dorme in caserma”
Un ruolo che ti ha imbarazzato?
“No, perché Enzo vive serenamente la sua omosessualità. Litiga solo con la madre troppo possessiva e vorrebbe essere indipendente da lei. Maurizio Ponzi è stato bravissimo perché ha fatto dell’omosessualità un fatti di consapevolezza , ma anche di leggerezza. Non abbiamo voluto giocare sugli stereotipi e ho cercato di essere riservato e insieme naturale. Essere omosessuale , anche se sul set, mi ha fatto capire aspetti femminili della mia personalità che non conoscevo”
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Neppure baciare Primo Reggiani ti ha creato problemi?
“Diciamo che non è stato fantastico , ma un qualsiasi bacio sul set”
Quando ricevi una proposta di film, come decidi se accettare?
“Valuto tre elementi : il regista , il personaggio e la storia. Se almeno uno dei tre mi convince , allora dico sì”
Un ruolo che ti piacerebbe interpretare?
“Il protagonista di Drive, il film diretto da Nicolas Wending Refin. Amo i personaggi misteriosi e oscuri, ma non realmente cattivi”
E con quale regista?
“In Italia con Castellitto , Virzì , Verdone, Veronesi, Garrone , Luchetti, Placido : tutti quelli con cui non ho mai lavorato. All’estero molti, a partire proprio dal regista di Drive”
Sei anche produttore. Una scelta non facile
“L’ho deciso 4 anni fa per promuovere progetti più personali , soprattutto sul web che secondo me è il futuro. I fondi per la cultura , purtroppo, sono stati i primi a subire tagli. E’ un problema per il cinema come per il teatro”
A proposito di teatro, lo hai abbandonato?
“No, sto preparando due spettacoli. Uno, con il regista Antonello Fassari , andrà in scena ad aprile e lo Sfascio , da un testo di Gianni Clementi”
Differenze tra teatro e cinema?
“In teatro c’è un pubblico che ha pagato il biglietto , m anche sul set c’è un pubblico : chi lavora con te. Sul set si rifanno le scene anche 30 volte ; il teatro è più diretto e ogni volta cambia qualcosa perché una sera non è mai uguale all’altra. Da questo punto di vista forse è più divertente del cinema”
E il randagismo come attore come lo vivi?
“Con un trolley che è il mio migliore amico. Mi piace molto il mio lavoro anche se non saprò mai cos’è la liturgia della giornata : lo stesso tragitto , lo stesso bar della colazione. A volte mi sveglio e non so dove sono”
Cosa non ti piace quando non lavori?
“Andare in moto : amo la velocità. Poi adoro leggere  e stare per conto mio. Forse perché vivi sempre nella confusione”
Progetti per il futuro?
“Film a parte , guardarmi in giro in cerca di motivi per continuare a vedere iul lato positivo del futuro”