venerdì 29 novembre 2013

INTERVISTA A MONICA GUERRITORE "Con Giancarlo Giannini ero sempre in attesa che lui si facesse vivo e mi dedicasse la sua attenzione. Poi ho seguito la Scuola di Oriana Fallaci “Non ho mai chiesto scusa per lo spazio che occupo"



Monica Guerritore è Judy Garland in un musical di Peter Quilter , End of The Rainbow.
Che cos’ha la Garland per averla convinta a studiare canto a 55 anni?
“La sua vita è la summa dello showbiz, è luce e nero, tragedia e bellezza. La Garland scoppiettante e stramba è la leggerezza che Hollywood imponeva e che porta alla solitudine. Lei dice “Essere una star è stato facile, vivere è stato difficile”. Le grandi dive sono fatte per stare sotto i riflettori e , quando i questi si spengono, spesso non sanno dove mettersi, come muoversi. E’ la maledizione di Amy Winehouse , Whitney Houston, Edith Piaf.
La Garland, infine, sposò il suo pusher , di 15 anni più giovane
“Cercava disperatamente l’amore. Ma diceva Rita Hayworth “Vanno a letta con Gilda e si svegliano con me”. Le dive, come ogni donna, desiderano sentirsi dire da chi amano “ti accolgo come sei”. Solo che gli uomini non accettano questi esserini smaniosi di essere abbracciati e le donne si trasfigurano per conquistarli, si tingono, si mettono due zigomi nuovi , dimagriscono di 12 taglie. Tutto pur di dire “Tienimi tra le tue braccia”.
Lei si è strafigurata per amore?
“Da ragazza, con gli uomini ero accondiscendente e incerta di tutto. Con Giancarlo Giannini ero sempre in attesa che lui si facesse vivo e mi dedicasse la sua attenzione. Poi ho seguito la Scuola di Oriana Fallaci “Non ho mai chiesto scusa per lo spazio che occupo”
Cos’altro ha imparato dalle donne che ha interpretato?
“Che c’è un filo rosso che le accomuna, tranne una, ed è il senso di vuoti dentro , come se soffrissero la mancanza di qualcosa. La Lupa cerca di riempire il suo buco in petto con il sesso. Madame Bovary non può fare a meno di andare verso l’amore, senza progetto, anche se va verso il suicidio. Solo Giovanna D’Arco sa ascoltarsi e sa cosa vuole ed è piena: è anima, corpo, mente
Lei Ha conosciuto il senso di mancanza?
“L’ho provato fortemente e l’ho guarito del tutto incontrando un uomo”
Roberto Zaccaria , deputato Pd, docente di Diritto Costituzionale , sposato nel 2010
“Avevo già 52 anni. Un 90% di me si era riempito attraverso l’amore per Gabriele Lavia e le nostre due figlie, ma Gabriele era per me un maestro di vita e di teatro, e in lui la Monica piccola non trovava braccia in cui ristorarsi. Quando l’ho capito , ho ricominciato da zero, prendendomi cura della mia parte che era rimasta una bambina di due anni”
Come ha fatto?
“Ho svuotato casa dai mobili, ho dipinto tutto di bianco, ho studiato arte e poesia, ho fatto teatro-danza. Quella Monica l’ho curata nella malattia, quando ho avuto un tumore al seno, ma l’ho curata soprattutto nelle braccia di Roberto. Anche l’anno scorso , quando sono morti mia madre e mio padre, avevo vicino una persona dalle braccia larghe”
Si è mai sentita forte come Giovanna D’arco?
“A volte, avverto che qualcosa di meravigliosamente grande mi accompagna. L’ho sentito dopo essere uscita dal tunnel della separazione di Gabriele, un periodo in cui mi svegliavo di notte con gli attacchi di panico. Dopo aver superato quel dolore , e dopo il cancro, un giorno, mi sono sentita centrata, forte, accompagnata dagli angeli. Mi sono inginocchiata e ho ringraziato Dio”

sabato 16 novembre 2013

INTERVISTA AL MEDICO ONCOLOGO PREMIO PULITZER SIDDHARTA MUKHERJEE "La modernità non ha causato il cancro, ma prolungando la durata delle vita gli ha fornito maggiori occasioni per manifestarsi"


Siddharta Mukherjee è un grande medico nella branca oncologia. Diplomato nelle più grandi Università del mondo :Stanford, Oxford e Harvard. Il cancro , secondo lui , è un avversario temibile e affscinante di cui occorre smascherare la strategia. Nato in India , ma americano di adozione.
Siddharta ha scritto un libro che ha vinto il premio Pulitzer per la saggistica "L'imperatore del male, Una biografia del cancro" edito da Neri Pozza in Italia.

Nel suo libro lei ricostruisce con impareggiabile talento la lotta che gli uomini ingaggiano contro il cancro , una malattia che terrorizza . Perché dovremmo infliggerci una lettura così dura?

"Risponderò copn una citazione tratta dal più antico trattato militare cinese che si conosce, L'Arte della guerra, che si adatta a pennello al cancro "occoprre conoscere il nemico per darsi tutte le possibilità di scoinfiggerlo". La massima vale per i medici , ma anche per i pazienti e per tutti coloro che un giorno saranno sfiorati o toccati dalla malattia. Più ci sforziamo di comprenderla , meno ci spaventerà. Per sapere a che punto ci troviamo nella lotta contro il cancro e cosa ci attende , occorre innanzitutto essere consapevoli delle battaglie che sono state vinte o perse"

Oggi è un buon motivo per temere meno il tumore rispetto al passato?

"Ne sistono tre . Innazitutto , oggi i trattamenti sono decisamente più tollerabili rispetto agli anni Settanta. Disponiamo di farmaci efficaci contro le nausee provocate dalla chemioterapia , ed agli antidolorifici e antidepressivi che permettono al paziente di conservare un elemento essenziale: la propria dignità. Per certi tumori , inoltre, i ricercatori hanno messo a punto delle nuove molecole, come il Glivec, che contrariamente a quello che si usavano in passato non sono tossiche per l'organismo. Speriamo di scoprirne altre in grado di agire in maniera mirata, e di porre fine alla brutalità della chemioterapia. Infine, la nostra comprensiopne del cancro è sempre più approfondita"

Il cancro è considerato un male della civilizzazione , legato allo stile di vita moderno. La storia conferma questa visione?

"No. In realtà , il cancro è una delle malattie più antiche, anche se ha iniziato a prendere piede solo agli inizi del XX secolo, man mano che le altre cause di decesso venivano debellate. In passato si moriva di tubercolosi , di edema polmonare, di colera, di vaiolo o di polmonite. La modernità non ha causato il cancro, ma prolungando la durata delle vita gli ha fornito maggiori occasioni per manifestarsi"

Quando è comparso allora?

"Secondo un racconto giunto a noi dall'antichità, verso il Cinquecento A.C. Atossa, regina di Persia , fu colpita da un tumore al seno all'età di 36 anni . In un impeto di collera distruttrice , dettata perà dal buon senso, ella ordinò ad uno schiavo di asportarle il tumore con un coltello - cosa che indubbiamente le salvò la vita. Esiste anche il caso , meno antico, di una donna vissuta un migliaio di anni fa alla quale nel 1990, in un arida pianura del Perù meridionale , fu scoperto il copro mummificato. Il suo braccio sinistro presentava una massa dura che aveva perforato la pelle, ottimamente preservata. A quanto pare , era stata colpita da un tumore maligno alle ossa"

Il fondatore di Apple, Steve Jobs, annunciò pubblicamente di avere un cancro e così hanno fatto altre persone famose. Significa che abbiamo sconfitto l'ipocrisia che circondava la malattia?

"Certo! La percezione delle malattia sulla società è cambiata una volta per tutte. Il tumore non è più motivo di imbarazzo , indubbiamente per via della sua diffusione. Oggi tanti malati , ma anche tanti sopravvissuti, rifiutano di nascondersi. I pazienti preferiscono che la loro patologia venga chiamata con il suo nome. Sono pronti a capire la verità , come accsauto a carla, una madre di famiglia alla quale annunciai che le statistiche le davano solo il 30% di possibilità di sopravvivenza. Abbiamo lottato , e oggi Carla fa parte di quel 30%"

Non tutti i medici instaurano un rapporto così franco...

"E' ciò che ho constatato anch'io. Alcuni di loro credono che minimizzare glie effetti del trattamento o rischi di una ricaduta significhi dimostrare riguardo nei confronti di un paziente. Invece è solo paternalismo. Se sottoponiamo un paziente alla chemio , perchè dovremmo privarlo di informazioni che potrebbero prepararlo a ciò che lo aspetta?"

A che punto siamo nella guerra....

"Nel 2005 una valanga di articoli scientifici rivelò che negli ultimi 15 anni la mortalità di quasi tutte le forme principali del cancro - polmone , seno, colon, prostata - era regolarmente diminuita. Da allora è scesa ancora del 15% : un calo senza precedenti , dovuto alla prevenzione del tabagismo , ai progressi della diagnosi precoce e all'efficacia di alcuni trattamenti chemioterapici. Con un paradosso : il merito spetta alla vecchia guardia di medici ricercatori , ai pionieri degli anni '50 e '60. L'ultima generazione ha compiuto scoperte fantastiche sulla biologia delle cellule cancerose, ma non è ancora riuscita a tradurle in trattamenti efficaci"

Sappiamo finalmente in che modo agisce il cancro?

"Grazie alla genetica abbiamo comprespo che le cellule cancerose non possono smettere di moltiplicarsi. I circuiti che solitamente regolano la divisione e la morte delle cellule vanno in tilt, e queste si comportano come un'auto impazzita , che ha perso il controllo . I freno sono rotti , ovvero i geni detti soppressori del tumore , contenuti nelle cellule , risultano disattivati. L'acceleratore invece è schiacciato al massimo, nel senso che gli oncogeni , i geni che favoriscono il cancro , sono attivi"

Cosa fa impazzire l'auto?

"Allo stato attuale delle conoscenze , l'ipotesi più convincente, è la seguente . Prenderò l'esempio  un mio paziente  , un istallatore di sistemi anti-incendio. Un giorno una microscopica fibra di amianto si stacca dai materiali con cui lavora e va a conficcarsi nel suo polmone sinistro , causando un'infiammazione locale. Le cellule vicine iniziano a suddividersi fusriosamente , come capita quando una minuscola ferita tenta di cicatrizzarsi. Ma tra queste cellule un oncogeno subisce un'accidentale mutazione , e a crescere più rapidamente delle cellule vicine , creando un gruppo di cellule anomale , ma non ancora cancerose"

E poi?

"Trascorrono dieci anni. L'uomo fuma,  e un elemeno cancerogeno contenuto nel catrame provoca in una delle cellule anomali una nuova mutazione , che attiva un secondo oncogeno. La cellula, doppiamente mutata, prolifera sempre più rapidamente . Passano altri dieci anni. L'uomo si sottpone a una radiografia al torace , e l'esposizione ai raggi X causa in una delle cellule delò gruppo una nuova mutazione, che questa volta disattiva un gene soprressore del tumore. L'anno successivo , una quarta mutazione la trasforma in cellula cancerosa. Un anno dopo lo scanner rivela un tumore che forma una scorza attorno a un bronco del polmone"

Per riprendere la sua massima militare, il nemico ormai lo conosciamo. Lo batteremo?

"La medicina deve trovare il modo per evitare che simili mutazioni si producano, o di eliminare le cellule mutate senza nuocere quelle che non lo sono. E precisamente questa la modalità d'azione del Glivec, un farmaco che nel 1999 ha dimostrato la validità di tale approccio , radicalmente nuovo. Il Glivec è utilizzato per un tipo di leucemia il cui esito, un tempo, era fatale. Occorre prenderlo per tutta la vita , ma regala ai pazienti la speranza una trentina anni dopo la diagnosi. Il medico americano a cui dobbiamo il Glivec fa notare, scherzando , che la sua scoperta ha determinato in tutto il mondo  un aumento dei malati di cancro..."

Possiamo sperare che il cancro un giorno sarà debilitato?

"Secondo una credenza piuttosto diffusa , se riuscissimo a identificare ed eliminare tutti gli elementi carcinogeni presenti nel nostro ambiente il cancro scomparirebbe. Mi pare utopistico . E' chiaro che occorre sforzarsi di non esporsi al tabacco o all'amianto , però certe mutazioni genetiche si producono nelle nostre cellule in maniera fortuita . Sono errori del normale processo di replicazione dei geni durante la divisione cellulare , la stessa che assicura all'essere umano le sue funzioni vitali e la riproduzione. Per certi aspetti , i semi del cancro sono incorporati nei nostri cromosomi. Le nostre mire riguardo al cancro dovrebbero quindi essere più modeste : ritardarne il più possibile l'insorgere , allontanarlo sino al limite della vecchiaia"

Non è un po' disfattista?

"Assolutamente no. Mi definisco un sobrio ottimista , nel senso che non mi lascio entusiasamare dalle illusioni. Quando 30 anni fa i medici affermarono che presto sarebbe stato possibile curare il cancro, diedero prova di un orgoglio folle. Alla vigilia del 2000 hanno dovuto ammettere di essersi sbagliati. La generazione attuale è a una svolta , pèerché presto disporrà del catalogo completo delle mutazioni presenti nel genoma del cancro di ogni paziente . Nei prossimi cinquant'anni gli strumenti che utilizzeremo per combattere la malattia cambieranno talmente che i rudimentali cocktail di veleni a cui oggi ricorriamo faranno sorridere"



mercoledì 23 ottobre 2013

INTERVISTA A VITTORIA PUCCINI "Sono sempre stata molto fragile, sensibile. Basta che senta delle negatività intorno a me e ne soffro"



Vittoria Puccini è un’attrice italiana intraprendente. Tra poco in tv con “Altri tempi” nel ruolo di Maddalena, una prostituta che aiuterà la senatrice Merlin nella sua battaglia per la chiusura delle case di tolleranza.
“E’ un ruolo che mi ha fatto riflettere. E quando ho rivisto il film devo dire che ho voluto un gran bene alla mia Maddalena: una donna che combatte , sbaglia, si rialza, cerca un riscatto morale. Insomma, un personaggio che ancora una volta conferma la forza di noi donne”

Lei ci crede?
“Tantissimo. Un esempio banale? Sul set eravamo quasi tutte donne. In molti pensavano che avremmo fatto scintille , con gelosie , invidie reciproche. Invece è stato meraviglioso. Ci siamo aiutate moltissimo, abbiamo chiacchierato delle nostre vite , abbiamo riso tante volte , nonostante la drammaticità del film. E poi la sera a cena insieme… Insomma, alla fine ci siamo lasciate con molto rimpianto . Tra donne credo che si crei veramente un’empatia preziosa , c’è una sorta di fluido magico”

Al di là del contesto storico , il tema attualissimo del film è lo sfruttamento del corpo della donna. Che cosa ne pensa?
“Purtroppo assistiamo quotidianamente alla mercificazione del corpo femminile. Credo che la soluzione stia nell’educazione. Nel lavoro che dobbiamo fare noi madri. Insegnando alle femmine il rispetto per se stesse , come principio fondamentale . E ai figli maschi il rispetto per le femmine . E’ solo così che si può cambiare”

Che tipo di madre è?
“Credo di lasciare che Elena viva la sua infanzia con leggerezza. Non sono una “talebana” che proibisce per esempio certi giochi commerciali. Ma nello stesso tempo cerco di aprirle gli occhi sul mondo : su altre realtà , altre meno felici della sua. Un granello al giorno , conta sa? Queste sono le basi fondamentali. Magari potrai anche dimenticartele, in certi periodi della vita, ma alla fine emergono sempre.  E grazie a questi insegnamenti riesci a ritrovare la strada , anche da sola, senza amici , senza analisti”

Principi che lei possiede, immagino
“I miei genitori prima di tutto mi hanno dato amore. E mi hanno insegnato a dare amore. A rimanere fedele a me stessa, senza snaturarmi. Spero di riuscire  a farlo con Elena”

L’hanno appoggiata quando ha voluto fare l’attrice?
“Anche se per loro, entrambi insegnanti , era un mondo sconosciuto, si sono fidati di me, proprio perché avevano capito che questa sorta di passione non era un capriccio campato in aria. Era qualcosa di serio”

Il cinema: è stato un colpo di fulmine, vero?
“Sono capitata sul primo set quasi per caso , ma in quel preciso istante ho capito che non avrei potuto né voluto fare altro nella vita. Vede, il fascino del mio mestiere è poter essere tanti personaggi diversi. E’ questo scambio continuo, un dare e assorbire. Ogni ruolo mi obbliga a scavarmi dentro , a entrare in contatto con altre realtà o parti di me sconosciute . E pensare che da bambina ero timidissima!”

Ma allora chissà che paura avrà avuto all’inizio
“Vero, con il carattere che avevo, il mio supereroe poteva essere al massimo L’Uomo invisibile. Ma evidentemente in me c’era anche una notevole voglia di emergere. E poi, quando recito non sono io. C’è una maschera che mi protegge. Non giudico il mio personaggio, mai. Cerco di capire dall’interno le sue reazioni e basta. Oggi dirmi felice per il mio lavoro sarebbe riduttivo. Ho già finito di registrare un altro sceneggiato tv , Anna Karenina, sono sul set di una commedia , Tutta colpa di Freud, di Paolo Genovese, poi inizierò la mini serie Oriana, nel quale interpreterò la Fallaci”

Dietro questi personaggi , qual è il suo carattere?
Sono sempre stata molto fragile, sensibile. Basta che senta delle negatività intorno a me e ne soffro. Così a volte cerco di schermarmi. Ma la maternità mi ha rinsaldato. Una figlia ti costringe a fare emergere il lato forte. Una madre deve crescere per poter crescere un figlio”

Sta vivendo un momento felice , mi pare
“Diciamo che ho imparato a vivere in maniera felice. A capire quanto sono fortunata , a godere di quelle che ho. Una volta , non tanto tempo fa, ero più portata a star male , a farmi del male, insomma a non vedere il positivo. Certo, tutto quello che ho nessuno me lo ha regalato. Ma sono una privilegiata e sarebbe disonesto a non ammetterlo. Oggi voglio godermi le cose belle del presente. Sena ansie per il futuro , rimpianti per il passato . E’ un dovere morale, credo”

E la felicità, in amore, è possibile?
“Senza amore non potrei vivere. E’ il pane della vita. Certo ci sono dei momenti in cui ti dici le classiche frasi “Devo stare da sola”, “Non voglio innamorarmi di più”. Per non soffrire, ovvio. Ma decidere a tavolino nella sfera dei sentimenti è una mera illusione. L’amore arriva. E a me è sempre capitato quando meno me lo aspettavo. Anche se adesso sono cambiata”

In che senso?
“Sono cresciuta, maturata. Ecco, la fase dell’amore “sotto i trent’anni”, quello che ti fa soffrire, forse anche perché non lo capisci nemmeno , per me non esiste più. Oggi penso all’amore come qualcosa che ti far star bene , ti fa crescere, addirittura migliorare. Certo, non è che pretenda scenari da Mulino Bianco, l’amore va coltivato , costruito, ci deve essere impegno , ascolto, condivisione , generosità. Ma se l’amore diventa qualcosa che complica la mia esistenza , per carità, basta”

Ha accennato gli anni che passano . Ma è vero che ha detto “Non vedo l’ora che arrivi la prima ruga”
Oh mio Dio , sognare la prima ruga…. Ecco, forse hanno un po’ esagerato. Ma è vero che per ora non ho paura. Anche professionalmente. Più invecchi e il tuo volto comunica emozioni. Ne hai quasi bisogno di far nulla. La vita ce l’hai scritta in faccia. Penso a certe frasi come Virna Lisi, Charlotte Rampling. O a Elena Cotta , 82 anni, che ha vinto la Coppa Volpi a Venezia. Un gran bel messaggio e non solo per chi fa il mio mestiere, ma per tutte le donne”


Il suo nome, Vittoria, non è mai stato un motto? Qualcosa a cui ispirarsi?
“Come dire: Ricordati che ti chiami Vittoria e prima e poi ne uscirai? Ma sì in fondo è vero . Io ce l’ho sempre messa tutta. Spero di farcela a essere degna del mio nome. Sarebbe un bel traguardo, no?”

sabato 21 settembre 2013

INTERVISTA A LUCA ARGENTERO "Non mi sento un sex symbol , sono gli altri che lo dicono"

Luca Argentero oltre al cinema porta il suo sorriso ad 1 caffè onlus ( che ogni propone una onlus a cui donare un euro)

Che valore ha per lei l'amicizia?

" Fondamentale. Ho un attaccamento morboso agli amici , quelli con cui sono cresciuto. Penso che un po' sia dovuto al fattop che dopo il Grande Fratello e i primi film sono stato sradicato dalla mia città. I miei amici torinesi mi mancano e quando dico a Myriam "Amore, guardo devo andare a Torino per tre giorni per questa cosa", lei sa già che è tutto un pretesto per tornare a casa e riabbracciare gli amici. In realtà abbiamo dato vita all'associazione per avere una scusa per vederci! Pensi che la figlia di Beniamino ( uno degli altri pionieri di questa onlus ndb) ormai è innamorata di me. Ma sul serio! Quando mi vede , scappa da tutti e si butta in braccio. Mi dà baci incredibili. Ma lui non è tanto contento"

A proposito di gelosia , che cosa pensa Myriam dell'avventura di 1caffè.org?Perché non l'ha coinvolta in questo progetto?

"E' contenta, mi segue. Ma questo è un progetto mio e di Beniamino. Con lei, per ora , in ambito lavorativo condivido solo la casa di produzione Inside Productions. Per il resto, ognuno ha le sue cose, i suoi impegni. Myriam ne ha tantissimi , è una donna estremamente creativa"

Anche nell'amore c'è una componente di amicizia. Lei quanto è amico di sua moglie?

"Tantissimo. Anzi, con mia  moglie son fin troppo trasparente. Credo sinceramente che potremmo dirci molte meno cose di quante ce ne diciamo. Siamo molto aperti , non marito e moglie, ma due amici che si vogliono bene"

E questo non intacca l'eros di coppia?

"No, assolutamente. Da questo punto di vista va tutto benissimo"

Qual è il vostro segreto?

"Tanto lavoro quotidiano. IMpegno, costanza, e dialogo"

Che è poi la filosofia di 1caffè.org: piccoli passi per fare qualcosa di grande. Anche sul lavoro va avanti poco alla volta?

"Non proprio. In realtà non ho mai avuto il tempo di procedere a piccoli passi perché il successo è arrivato tutto in un colpo. Da quando ho iniziato a fare cinema forse sono andato avanti più lentamente , ma poi anche lì sono arrivati colpi di fortuna. Credo che questo sia un mestiere molto "passivo", la maggior parte delle decisioni l eprendono gli altri per te: il regista che ti propone una parte e il pubblico che poi sceglie se andare a vedere un film o no"

Dunque , non c'è scelta?

"Si fanno pochissimi film, in Italia. In genere accetto tutto ciò che mi offrono di fare. Parlo di proposte vere e concrete , non di sceneggiature che non hanno nessuna spoeranza di arrivare sul set. In tutto questo c'è una grande componenete di fortuna"

Perché si sminuisce? Un po' di talento lo deve avere se è arrivato fino a qui!

"Ogni settimana guardo le uscite del film. Scorro l'indice dei film e mi dico "Magari l'avessero offerto a me!". Sai che c'è? Sono fortunato se un regista come Marco Risi mi cerca per un film perché se chiamava qualcun altro , lòui accettava di sicuro. Raramente mi è capitato di essere la seconda scelta"

E' un momento felice?

"Si', ho tutto quello che mi serve per esserlo: l'ampore, la salute e un lavoro che mi piace fare. Conosco poche persone che riescono a vivere facendo il lavoro dei sogni"

E' da questo equilibrio che nasce la spinta a fare qualcosa per gli altri?

"A dire la verità, secondo me tutti sentiamo l'esigenza di fare qualcosa per gli altri. Io l'ho sempre avuta , così come la maggior parte dei miei amici. Molte delle onlus che aiutiamo attraverso 1 caffè sono di giovani. Giovani che fanno volantariato nel tempo libero , proprio come me e il mio gruppo di amici. La scelta di fondare 1 caffè nasce semmai da un motivo pratico"

Quale?

"Ricevo quasi ogni settimana richieste da parte di onlus che mi domandano di fare da testimonial a eventi di beneficenza. Ad alcune, in passato, ho detto sì , come al Wwf; ad altre ho dovuto rinunciare. Dunque, cercavo una cosa mia, che mi permette di dare una mano a diverse realtà in modo democratico e diffuso"

Si può essere contemporaneamente sex symbol e bravo ragazzo?

"Non mi sento un sex symbol , sono gli altri che lo dicono. Bravo ragazzo invece sì. E ogni tanto mi piace ripetermelo . Quando parlo con una persona cerco di ringraziare e chiedere per favore. Ci tengo all'educazione che mi hanno insegnato. Anche perché sono convinto che siano i piccoli gesti a cambiare meglio il mondo. Oggi la vera trasgressione è essere normali . E cortesi"

venerdì 16 agosto 2013

INTERVISTA A BEN STILLER "Mi è sempre piaciuto perdermi in un film , sia quando lo faccio che quando lo guardo. Alla fine annullarmi nel lavoro è diventata una terapia"

Ben Stiller è in Europa per presentare il suo niovo film "The secret Life of Walter Mitty", interpretato insieme a Sean Penn e Shirley MacLaine. Remake di un musical del 1947: un photo editor illumina il suo grigiore immedismandosi in situazioni di superoe e alla fine si trova suo malgrado all'interno di un avventura.

E' evidente che stava cercando un copione che desse una svolta alla sua carriera , come regista e come attore

"Decisamente sì. Volevo raccontare una storia diversa , commuovere la gente , parlare a tutti quelli che nella vita vorrebbero osare e non lo fanno. Ho sempre avuto la passione per i film che fanno piangere e ridere contemporaneamente. A differenza di Walter, io amo il mio lavoro , mi piace recitare e ancor di più dirigere, ma anch'io sono arrivato ad un punto di rottura; voglio fare film diversi. Sento di essere ad una svolta, anche se la parola mi terrorizza un po'"

La storia di Mitty le calza a pennello. Quando l'ha scoperta?

"Ho letto il romanzo da ragazzo ma ho visto solo di recente il film con Danny Kaye. E' un'idea che mi gira per la festa da tanti anni, dal 2005 avevo in mano una prima sceneggiatura, che non mi aveva del tutto convinto. Poi due anni fa una nuova stesura di Steven Conrad ( La ricerca della felicità ndb) ha totalmente reinventato la storia , l'ha attualizzata , ha fatto volare Walter nel mondo contemporaneo"

In comune i due film hanno un'analogia nei ntempi d'uscita : il primo dopo la Seconda Guerra, il secondo in piena crisi economica

E' proprio nei periodi difficili che la fantasia viene in soccorso ; le aziende in liquidazione , il rischio di perdere il posto di lavoro ... Il passaggio dall'analogico al digitale ha totalmente stravolto le nostre abitudini , ci ha costretti a cambiamenti frenetici; e chi non riesce ad assecondarli rimane in una scorta di zona grigia , proprio come succede al povero Walter , photo editor di Life che si vede scippato del proprio lavoro in favore di un archivio digitale. Così perde tutti i suoi punti fermi , le sue abitudini , il suo mondo. E' proprio questo esproprio a catapultarlo in un viaggio fantastico"

Ha scoperto dei tratti "mittieschi" nella sua personalità?

"Ho sempre avuto la tendenza a scatenare l'immaginazione e a isolarmi. Come Walter ho un'idea romantica del mondo che né guerre né crisi economiche sono riuscite a fugare. Come lui sono un tipo tranquillo capace di far viaggiare la fantasia in territori che nella vita reale avrei il terrore di esplorare. Quando ero al liceo invidiavo i compagni che avevano il coraggio di partire per viaggi lunghissimi , zaino e sacco a pelo. Io non ero capace , ero più introverso , ho lavorato incessantemente sulle risorse interiori per cercare di realizzare i miei sogni"

Chi è Walter Mitty ? Un eroe o un antieroe del nostro tempo?

"Per dirla con le paroile di Steve Conrad : nel petto di ogni americano batte il cuore di un eroe. Walter è uno che ha perso il padre a sedici anni , che ha dovuto riprendersi cura di sua madre, che non ha mai avuto il tempo di fare le cose che avrebbe voluto fare né di alimentare iul suo ego. La fantasia ha messo in azione l'eroe che aveva dentro. E' questo l'aspetto del film che più mi piace"

Non sarai mai un vincitore se non usi la tua immaginazione?

"Il messaggio è : se accetti la realtà e vivi nel presente , giorno per giorno , puoi avere una vita più gratificante di quella raccontata di qualsiasi libro o film. I sogni sono importanti, ma quando si tratta di fare i conti con il quotidiano - perché non abbiamo altro che il presente con cui relazionarci - non ci sono voli pindarici che tengano, devi affrontare le tue responsabilità e andare avanti. L'unica risorsa che abbiamo è vivere pienamente il momento. La fantasia è un palliativo che serve a non arrendersi quando tutto va male"

Lei come ha fatto a mantenersi in equilibrio tra fantasia e realtà nella vita e nella professione?

"Il nostro mestiere, ovviamente, è molto più ancorato alla fantasia. Ma anche noi dobbiamo fare i conti con la realtà, che a volte può essere spietata. Mi è sempre piaciuto perdermi in un film , sia quando lo faccio che quando lo guardo. Alla fine annullarmi nel lavoro è diventata una terapia. Più utile allo strizzacervelli , di cui tuttavia non riesco a farne a meno. E' stata una cura sia nel periodo dei mille turbamenti adolescenziali sia da adulto , quando ho cominciato a riflettere sul tempo che passa , sulla fragilità , sulla nostrra fatale impermanenza"

E' capace di dimenticare  tuttio quando è sul set?

"Sono cresciuto con la convinzione che nel lavoro se non t'impegni al cento per cento non ottieni risultati - quindi è indispensabile lasciare a casa tutto il resto. Noi siamo più fortunati di altri, non solo perché  siamo più ricchi , ma perché possiamo metabolizzare dolori e paure in qualcosa di creativo"

Ma alla fine si resta in contatto con la normalità?

"Aggrappandosi agli affetti veri , alla famiglia, agli amici. E' difficile pensare a loro quando sei sul set , ma alla fine della giornata arriva quella telefonata che ti rimette in sintonia con te stesso"


Quanto è rischioso per un artista popolare come lei tentare di cambiare direzione?

"Non devi pensare ai rischi quando senti di dover fare qualcosa in cui credi e soprattutto osare. Walter Mitty è la storia perfetta che mi consente di lavorare come attore comico e drammatico allo stesso tempo"










giovedì 25 luglio 2013

INTERVISTA ALL'ATTRICE VALERIA SOLARINO " Dire "Sono credente" è un'affermazione pesante come un macigno"

Valeria Solarino è la copmpagna del regista Giovanni Veronesi, conosciuto sul set di Che ne sarà di noi.

Sa Cantare?
"Magari. Sarebbe il sogno della mia vita: essere una pop star, di quelle che cantano e ballano. Peccato che non sappia fare nessuna delle due cose"

Però fa l'attrice. Al cinema e anche a teatro. E lo spettacolo che ha portato in scena lo scorso anno , La signorina Giulia di Strindberg, è anche andato in onda a dicembre

"Su Rai 5. Per sperimentare le riprese in 3D. Una tecnologia che potrebbe essere utile per riportare il teatro in tv. Il palco prevede la tridimensionalità : lo schermo a due dimensioni lo penalizza"

Si tratta di un dramma complesso che affronta, tra vari temi , quello della differenza di classe. Da questo punto di vista , Torino è una città molto conservatrice . Lei come l'ha vissuta?

"Avevo tre anni e mezzo quando ci siamo trasferiti qui ( Nata in Venezuela ndb) . Ho sempre vissuto in quartieri piuttosto popolari , e quindi secondo me più sani. Poi ho sempre fatto sport , e questo ti forma moltissimo. Giocavo a pallacanestro a livello agonistico , e siccome mi allenavo tutti i giorni ,
 fino a vent'anni non ho avuto frequentazioni al di fuori di quell'ambiente"

Perchè decise di smettere?

"Per studiare recitazione. La scuola dello Stabile di Torino mi impegnava dalle nove del mattino alle sei della sera"

 La più bella partita della sua vita?

"Sarà romantico, ma mi viene di dire l'ultima. Il mio allenatore era arrabbiato per la decisione di lasciare e, contrariamente a quanto accadeva di solito, non mi fece giocare dall'inizio. Ma stavamo perdenbdo , ed io ero molto brava in difesa , così ad un certo punto mi chiese si entrare e di marcare a uomo una giocatrice. Credo che alla fine abbiamo perso comunque, ma di poco. Mi ricordo il suo sguardo , come a dire "Avrei dovuto mettereti in campo prima"

Le è pesato rinunciare?

"No. Avevo trovato qualcosa che mi piaceva di più"

Prima ha lasciato gli studi di Filosofia per il basket , poi il basket per il teatro

"E adesso ho il tennis. Sono passata da zero a quattro allenamenti a settimana. E' succeso dopo aver letto il libro di Agassi. Mi sono comprata l'attrezzatura , un mucchio di completini. Però uso i pantaloncini da pallacamnestro. I completio seri, quelli tutti abbinati, li tengo nell'armadio. Li metterò quando sarò brava"

Scusi?

"Vedere una schiappa tutta vestita a puntino fa ridere"

Altre passioni?

"In realtà il tennis è un'ossessione. Mi alleno , lo guardo in tv. Per adesso è tutto. E meno male, se no vado fuori di testa"

La politica non le interessa?

"Non riesco a trovarla appasionante. Non c'è nessuno che mi venga voglia di sostenere. Lo dico con rammarico"

Magari un giorno scopre che invece le piace , e la troviamo candidata a qualche elezione

"Impossibile. Ho troppo rispetto per la professione. Credo che politico lo debba diventare solo chi ha la vocazione. Per me dovrebbe essere un'occupazione per pochi, i più saggi, quelli pronti a sacrificare la propria vita al bene comune. Si tratta di un lavoro di enorme responsabilità , una cosa seria. Non puoi mica avere la passione per la pallacanestro , la recitazione e , infine, per la politica. E poi devi essere puro , senza scheletri nell'armadio, e io qualcuno ne ho"

Lei ha fatto una dichiarazione che mi ha colpito . Ha detto "Sono e atea e ancticlericale". Non capita spesso di sentire qualcuno esprimersi in modo così netto

"Fa strano lo so. Ma , in fondo, anche dire "Sono credente" è un'affermazione pesante come un macigno"

E le ragioni dell'anticlericalismo?

"Bè , la Chiesa ha fattio parecchi danni. Inoltre, non credo che la spiritualità abbia bisogno di un apparato , che spesso è più politico che altro"

Dopo Che ne sarà di noi , il film che le ha fatto conoscere il suo compagno , aveva detto "Mai più un film insieme"

"E , invece, è successo. In Italians, perché non trovava un'altra ragazza adatta. E poi in Manuale d'amore 3"

Ma che cosa c'è di male a lavorare in coppia? Lo fanno tutti.

"Non voglio che diventi scontato che nel cast ci debba essere anch'io. Lui deve essere libero quando scrive una storia. Non deve pensare "Ho un'attrice in casa, bisogna che crei un ruolo apposta". "Non voglio lavorare con te" è un modo di dire "Sentiti libero". Se capita , va bene"

Il film più bello della sua vita?

"Valzer . Non lo ha visto quasi nessuno: uscì in tre , quattro copie. Un unico piano sequenza , il solo film al mondo girato senza montaggio. Tecnicamente era molto difficile. Ho imparato tanto"


Insomma , dal tennis al cinema, a lei piace molto studiare

"Da poco ho scoperto una frase di Marilyn Monroe che trovo meravigliosa "Lascio agli altri la convinzione di essere migliori , e tengo per me la certezza che si può sempre migliorare"









lunedì 27 maggio 2013

INTERVISTA A NIKOLAJ COSTER-WALDAU “Capita spesso che mi senta dire “Interpreti quel tipo che il pubblico odia”. Ma non è così : Jaime è perfido , eppure piace. Anche per questo non mi capita quasi mai di fare incontri sgradevoli”


Nikolaj Coster-Waldau è danese e nel suo paese è già divo da 20 anni. Ora in tutto il mondo è diventato uno dei personaggi più amati-odiati , e quindi più seguiti, della serie Tv “Il trono di spade”. Una serie piena di intrighi, sesso e potere. Nikolaj interpreta nella serie Jamie Lannister , fratello gemello della regina e suo amante.
Nel trono di spade i personaggi principali vengono decimati uno dopo l’altro. Immagino che sappia già quanto toccherà al suo.
“Sta insinuando che appena è uscito il 5° volume ( la serie è tratta da libri fantasy di George R.R.Martin ndb) ho comprato l’e-book e ho cliccato “cerca-Jaime” sul mio Kindle? Certo che l’ho fatto”
La serie è un successo mondiale . Essere riconosciuti sempre e dovunque le crea anche problemi?
“Me ne sono reso conto di recente. Ero in Spagna a promuovere La madre ( film appena uscito anche in Italia ndb). Non avevo idea che la serie fosse popolare anche là. Quando mi hanno detto che sarei dovuto andare in un grande magazzino a firmare autografi, temevo che non venisse nessuno. Invece c’era un mucchio di gente , molti mi volevano abbracciare e baciare. Capita spesso che mi senta dire “Interpreti quel tipo che il pubblico odia”. Ma non è così : Jaime è perfido , eppure piace. Anche per questo non mi capita quasi mai di fare incontri sgradevoli”
Quasi mai?
“Qualche eccezione c’è stata. L’esperienza peggiore è stata a Belfast. Ero al ristorante con un amico. Il cameriere si avvicina al nostro tavolo e dice “Posso avere un autografo?”. Rispondo “Sicuro”. E lui “Certo che sei una vera merda”. Strabuzzo gli occhi “Che cosa?”. “Tu sei proprio una merda” ripete. “Vuoi dire Jaime?”, provo a mediare. A quel punto , il cameriere dice “Sì, Jaime”, mi fa un grande sorriso e conclude “Ca@@o , se ti odio”
Ha paura che la gente non possa più fare a meno di pensare a Jaime quando la vede?
“Se temo di essere etichettato? E’ normale che il pubblico ricolleghi la tua faccia a un personaggio di successo, ma faccio l’attore esattamente da vent’anni, ho lavorato prima del Trono di spade e intendo continuare a farlo dopo. Trovo che gli effetti collaterali dovuti alla grande popolarità di uno show siano “problemi” piuttosto piacevoli”
Che effetto fa essere un sex symbol?
“Sono un uomo sposato da 15 anni , padre di due bambine: certe domande non me le pongo neppure”

sabato 11 maggio 2013

INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA CAMERA LAURA BOLDRINI “Per avere buoni cittadini dobbiamo avere buone istituzioni , e quindi dobbiamo dare un buon esempio . Non ne abbiamo avuti molti in questi anni”

Laura Boldrini, neo presidente della Camera, per due decenni ha inseguito la crisi del mondo per conto delle Agenzie delle Nazioni Unite , dal Pam alla Fao, all’Unhcr di cui è stata portavoce agguerrita e telegenica.

 
Laura Boldrini com’è fare il presidente della Camera?
“Essere stata scelta è stato uno shock , una sorpresa assoluta. L’ho scoperto la mattina stessa del voto. Pensavo che da deputata avrei lavorato sui temi internazionali di cui mi sono sempre occupata nei vent’anni di lavoro all’Onu. E invece mi sono ritrovata qui”
Difficile rivestire un ruolo per cui non si era preparata?
“In realtà nelle Agenzie delle Nazioni Unite mi ero allenata alla mediazione , alla terzietà. Una pratica che mi rende familiare il compito attuale”
Meno familiari le saranno gli effetti collaterali della popolarità. Un giornale ha pubblicato foto di lei insieme al suo compagno Vittorio Longhi col titolo “Ecco il toy-boy del Presidente della camera”. come si è sentita?
“E’ stato vergognoso. Ci sono uomini  che stanno con ragazze più giovani di trenta-quaranta anni e questo viene considerato normale. Se una donna ha un compagno di 11 anni di meno , diventa subito uno scandalo , e questo dimostra un maschilismo inaccettabile , un’arretratezza allarmante. Vittorio è un giornalista che non ha barriere culturali e ha una visione che esce fuori dai confini nazionali. Con lui divido da cinque anni anche ideali e impegno. Per fortuna è un uomo che sorvola su queste robacce”
Lei no..
“Io mi indigno. Ma cosa vogliono? Non sono conformista , non rispondo al cliché della donna mansueta, cerco rapporti paritari. E allora? Non sanno come attaccarmi e per questo provano con il fango sulle mie scelte private. Hanno fatto anche circolare foto di una donna nuda in una spiaggia naturista , come se fossi io : ovviamente un falso assoluto , che però ha girato per giorni sui siti e pagine di Facebook. Tra uomini lo scontro rimane sempre politico , contro una donna si passa subito allo sfregio di tipo sessuale”
Ha contato il fatto di essere donna nella sua elezione e ora nella sua popolarità?
“Sono consapevole del fatto che si cercasse un segnale di rottura. Una donna proveniente dalla società civile lo è stato”
Lei è per le quota rosa?
“Non siamo tutte uguali noi donna, non  bisogna essere ideologici su questi campo. Ma in alcuni casi le quote sono state uno strumento per cambiare le cose”
Per il Quirinale era stato fatto anche il suo nome…
“Non scherziamo! Già qui devo fare tante cose. Devo imparare, familiarizzare con l’amministrazione. Questo è un bel lavoro , voglio portarlo avanti”
La sua bellezza l’ha favorita nel lavoro e ora in Politica?
“Quello che conta è soprattutto l'impegno che metti nelle cose, la passione , il modo con cui ti poni nei confronti degli altri , quanto fai sentire a tuo agio le persone che incontri . Essere Bella? Seve alle attrici , forse. In Italia casomai se hai un aspetto gradevole ti devi spendere per far capire che hai anche un cervello”
Quale le piacerebbe fosse la prima legge del suo Parlamento?
“La madre di tutte le emergenze in Italia è il lavoro. Va rilanciata la produzione . Bisogna intervenire sull’occupazione di giovani e donne. Delle donne poi mi pisce fosse tutelata l’immagine. L’utilizzo attuale del corpo delle donne nella comunicazione non ha eguali nel mondo: dai vestiti allo yogurt alle auto, tutto in Italia è venduto sfruttando l’immagine femminile. Un’immagine che non ci rappresenta. Siamo ridotte a corpi , non persone che lavorano , pensano. Credo che questo sia un danno per il Paese”
Ha cresciuto una figlia da madre separata e lavorando duramente in giro per il mondo. Come ce l’ha fatta?
“Mia madre mi è stata vicina. Ho avuto la fortuna di poter avere aiuto in casa. Quando Anastasia era piccola ho sempre cercato di motivarla su quello che facevo. Quando andavo in missione per conto delle agenzie delle Nazioni Unite lei mi preparava una piccola valigia con dentro suoi vestiti e giochi. Mi diceva “Mamma,  dalla a uno dei bimbi che vai ad aiutare, ma fai una foto , così sono sicura che lo fai”. Certo , io lo so che in termini di presenza , della mia presenza, l’ho penalizzata. Ma siamo cresciute insieme, oggi condividiamo un percorso di vita. E’ una ragazza serena , di indole profondamente buona”
Quando ha cominciato a viaggiare?
“Io vengo dalla provincia marchigiana. Da piccola studiavo in una scuoletta in mezzo ai campi. Quando andavo a trovare la nonna a Matelica mi sembrava un viaggio in una grande città. Lì c’era il cinema, le macchine, le amiche.  Da quei viaggi ho cominciato a fantasticare il lontano. Volevo fare la giornalista : girare il mondo e raccontare gli altri”
E poi?
“A 19 anni me ne andai in Venezuela , a lavorare in una risaia. Poi su fino a New York. Litigai con mio padre per quel viaggio , per anni non mi ha più parlato. Per me fu fondamentale , l’inizio di una ribellione e di un’utopia”
Che l’ha portata qui
“Che mi ha portato prima a fare qualche contratto in Rai e poi a lavorare alla Fao, al Programma Alimentare mondiale e all’Alto Commissariato per i rifugiati. E infine qui”
Rimpianti?
“Un anno e mezzo fa in pochi mesi ho perso mio padre , mia madre , una sorella e una zia. Mi dispiace di non essere più vicina ai miei genitori , di non essere riuscita ad instaurare di è più un rapporto da adulta , non da figlia”
Lei è cattolica?
“Sì credente. Anche se non molto praticante. Ho ricevuto un’educazione religiosa. Mio padre ci faceva recitare il rosario in latino , la sera”
Chi è stata la prima persona che ha chiamato quando è stata eletta?
“Anastasia, mia figlia. Lei studia Scienze Politiche in Inghilterra , era stata qui per votare. Quando mio hanno scelto come presidente le ho telefonato , ma dormiva. Mi ha risposto stordita “Ma non ti avevano già eletta?”. C’è voluto un po’ per spiegarle”
Che fa nel tempo libero , se ne è rimasto un po’?
Io cammino , nel tempo libero. Riesco a farlo anche adesso. Mi colpisce che molta gente mi fermi e mi incoraggi”
Ha tagliato la sua scorta , ha tagliato le spese della Camera. Crede che la gente chieda alla politica soprattutto di essere austera? Non teme si balli un po’ sull’orlo del populismo , del facile “tagli alla casta”?
“La gara ai tagli come espressione unica della politica è molto riduttiva. Ho voluto dare un biglietto da visita agli italiani perché fosse un esempio, l’ammissione che il superfluo va eliminato in questi tempi in cui i cittadini sono costretti a sacrifici. Credo però che il decoro istituzionale vada salvaguardato e che i deputati debbano avere stipendi da classe dirigente. Bisogna raggiungere un’austerità sostenibile. Per avere buoni cittadini dobbiamo avere buone istituzioni , e quindi dobbiamo dare un buon esempio . Non ne abbiamo avuti molti in questi anni”
Dopo l’austerity sulle spigole nel menù dei deputati ci saranno risparmi più sostanziali?
“Credo che la crisi economica abbia avuto tanti effetti collaterali. Uno di questi è cambiare la percezione di quelle che una volta venivano bollate con sufficienza come utopia da anime belle e oggi sono obiettivi possibili. Per esempio tagliare le spese militari. Per esempio pretendere che le banche siano soprattutto fonti di credito alle famiglie , per esempio salvaguardare il territorio, l’ambiente”
Programmi battaglieri, quasi grillini…
“I deputati del Movimento 5 stelle sono portatori di una istanza di cambiamento , ma non sono i soli ad esserlo. E soprattutto finora hanno dimostrato qualche rigidità di troppo. Sono in Parlamento , spero che comincino a vedere la mediazione con altri occhi. Anch’io mi sono candidata perché ero indignata, perché ero stanca degli sprechi, della politica di questi anni. Ma per cambiare le cose occorre trovare un terreno comune nell’interesse del Paese”
Beppe Grillo l’ha accusata di essere espressione della partitocrazia. Avete poi fatto pace?
“Non conosce la mia storia, non lo hanno evidentemente ben informato. Né ho avuto finora il piacere di conoscerlo”
Lei ha imposto il divieto di “Tweet” nelle riunioni. Non le piace la politica sa social media?
“Non si può twittare a riunione in corso , vanno rispettati i lavori. Se esce un’agenzia che dà per presa una decisione sulla quale si sta ancora dibattendo , si fornisce un’informazione sbagliata e si falsa il processo decisionale. Io sono su Twitter e su Facebook , quindi sono assolutamente convinta del potenziale comunicativo sei social media. Quello che penso però è che la politica non vada fatta soltanto davanti a uno schermo”
Le scuole di partito non vanno più di moda, la cooptazione è elitaria, la democrazia su internet non la convince. Come si fa ad aprire il palazzo , a coinvolgere la società civile nella politica?
“Intanto ci vuole più trasparenza. Inoltre inaugureremo una campagna di ascolto : vogliamo sentire regolarmente rappresentanti della società civile  su tutti i tempi da trattare in Parlamento. Consultazioni che non si sovrapporranno alle audizioni nelle commissioni ma amplieranno il contratto con  i cittadini”
L’infanzia in campagna , le gite a Matelica, l’università a Roma , il lavoro nel mondo. E ora Montecitorio. Quale sarà la prossima reincarnazione di Laura?
“Un ritorno alle origini , credo. Mi piacerebbe tornare in campagna”

sabato 20 aprile 2013

INTERVISTA A PAUL THOMAS ANDERSON “Scientology funziona perché l’obiettivo di tutti è essere felici , stare bene, e ognuno cerca di farlo come può. Per me ogni mezzo è lecito”

Paul Thomas Anderson regista di Boogie Nights , Magnolia, Il petroliere.
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Anni fa ha dichiarato che Magnolia sarebbe rimasto per sempre il suo film più riuscito . La pensa ancora così?
“E’ vero l’ho detto , ma risentita oggi mi sembra una gran stronzata”
Vuol dire che ha cambiato idea?
Ogni volta che finisci un film pensi che sia il migliore. Quello che ha reso speciale Magnolia è la consapevolezza che avrei potuto girarlo solo in quel determinato momento della mia vita”
Alcuni critici hanno notato che i suoi film stanno diventando sempre più cupi e pessimisti
“Forse hanno ragione”
So che non ama l’etichetta di “film su Scientology” attribuita alò suo ultimo film The Master. Le somiglianze però ci sono
“Diciamo questo: il tema è molto controverso , ne ero consapevole fin dall’inizio e sapevo che avrebbe creato polemica. Il film non è  però un attacco a Scientology: ho usato la vita di Ron Hubbard solo come traccia su cui costruire il personaggio di Dodd”
Come si spiega le polemiche?
“La nascita di un culto è un argomento affascinante : io stesso ne sono stato incuriosito. E rappresenta lo sfondo perfetto per raccontare il rapporto tra due esseri umani”
E’ credente?
“Al momento no”
Come si è informato?
“Ho letto e fato ricerche , ma solo sulla sua nascita, intorno agli anni ‘50, il periodo in cui è ambientato il film. Di che cosa sia Scientology adesso non ho la più pallida idea: nel film ci sono parecchie cose inventate che la gente penserà essere vere, ma che non lo sono. Non è mai stata mia intenzione insultare nessuno”
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Si è dato una risposta sul successo di Scientology?
“Scientology funziona perché l’obiettivo di tutti è essere felici , stare bene, e ognuno cerca di farlo come può. Per me ogni mezzo è lecito: non giudico”
E’ vero che ha organizzato una proiezione privata per far vedere il film a Tom Cruise , probabilmente il più famoso seguace?
“Io e Tom siamo amici: sapevo che stavo maneggiando del materiale per lui importante , l’ho fatto in segno di rispetto. Quello che ci siamo detti però rimane però tra noi”
Un tema ricorrente nei suoi film è la famiglia
“Sarà che da ragazzino i miei libri preferiti erano quelli sulle grandi storie familiari. E poi vengo da una famiglia molto numerosa , 9 tra fratelli e sorelle, quindi ho sempre avuto molto materiale a disposizione”
Tutti gli attori che recitano nei suoi film finiscono per vincere premi: come fa  a ottenere sempre il meglio da loro?
“Non so se sia merito delle mie abilità registiche, anzi diciamo no. Sono bravo a scegliergli. Joaquin Phoenix , per esempio , erano anni che lo vedevo in un mio film , fin dai tempi di Boogie Nights.Per il resto cerco di girare in modo semplice e di lasciarli liberi , stare fuori dalle scatole , non intralciarli”
Ai tempi di Magnolia lei aveva però la reputazione di regista rompiscatole
“Da giovane hai il terrore di mettere in imbarazzo te stesso e gli altri, quindi controlli tutto in modo ossessivo. Con l’esperienza ho imparato a rilassarmi , mi diverto di più e non ho più bisogno di dimostrare niente a nessuno”
Ultima domanda Boogie Nights racconta l’industria del porno. Lei che cosa pensa di Youporn?
“Non mi piace. C’è troppa roba. Finisci per passare il tempo a cercare sempre qualcosa di meglio, invece che guardare. Preferisco la mia vecchia collezione di filmini”

lunedì 4 febbraio 2013

INTERVISTA ALL’ATTRICE AMY ADAMS “Ho imparato il trucco per non impazzire: ricordarsi che si è sempre la stessa persona , qualunque cosa stia facendo, la mamma, l’attrice, la moglie che cucina”

Amy Adams è una delle protagoniste, o forse la grande protagonista, del film The Master di Paul Thomas Anderson. La sua parte è quella dell’inquietante moglie di un santone e madre-padrona della sua setta. La sua carriera ha preso il volo con Janebug, un piccolo film premiato al Sundance Film , che le ha portato la prima delle tre candidature all’Oscar.

In Junebug interpretava un’ingenua ragazza di provincia che reagisce incredula quando la cognata le racconta di essere nata in Giappone. Tipo: se uno è americano . come fa essere nato in Giappone? La stessa scena deve essere capitata a lei, nella vita vera: perché è nata in Italia , a Vicenza, vicino alla base Nato di Aviano dove lavorava suo padre. Sbaglio?
“Per niente : è andata proprio così. In Italia? Ma non sembri italiana , hai gli occhi azzurri! In realtà ci sono stata pochissimo nel vostro Paese, a tre anni era già tornata in America . Non parlo l’italiano e mi dispiace non averlo imparato. Però, tutta la mia famiglia è molto legata affettivamente a quel periodo . Proprio in onore di quei ricordi ho chiamata mia figlia Aviana”
E’ nata nel 2010, nel bel mezzo del suo momento professionale d’oro
“Dopo aver girato The Fighter , avevo deciso di prendermi sei mesi di stacco e di riposo. Ma alla fine la pausa è durata più di un anno, perché sono rimasta subito incinta. La cosa buffa è che avevo sempre pensato ai 35 come l’età perfetta per avere un figlio: ne avevo parlato anche con Darren ( artista e attore, suo compagno ndb)
State insieme da dodici anni , da due siete genitori di Aviana , eppure niente matrimonio , per ora : perché?
“Ci siamo abituati così . Ma spero che , prima o poi , succederà”
Come ha vissuto il ritorno al lavoro?
“Il primo impegno è stato il doppiaggio del film dei Muppets. Mi pareva la cosa ideale, poco impegnativa. In realtà non lo è stato per niente. Il mio personaggio era tutto pimpante ma io mi sentivo ancora uno straccio fisicamente , e non solo”
E le gioie della maternità?
“Ci sono ovvio , ma si diventa anche più vulnerabili. Fortunatamente ho imparato il trucco per non impazzire: ricordarsi che si è sempre la stessa persona , qualunque cosa stia facendo, la mamma, l’attrice, la moglie che cucina”
Lei cucina?
“Da sempre. Ma dopo Julie e Julia lo faccio con tutt’altro spirito”
Sceneggiatrice e regista era Nora Ephron , e quello è stato il suo ultimo film : è scomparsa in giugno
“Mi manca moltissimo. E’ stata proprio lei ad aprirmi un mondo , a insegnarmi a leggere un menu attraverso i tuoi occhi. Prima cucinavo per motivi di sopravvivenza : lei mi ha fatto capire come il cibo possa riunire persone in grado di condividere molto di più di un piatto ben cucinato. Su quel set, tutti abbiamo scoperto qualcosa. Per esempio, il gelato all’olio d’oliva. Nora aveva appena scovato un posto dove lo facevano benissimo e volle che tutta la troupe lo assaggiasse. Per me fu una rivoluzione! Da allora non posso farne a meno e ogni volta che lo mangio penso a Nora , e quanto fosse una donna speciale , capace di mettere passione nelle cose che faceva e di contagiarti con un calore umano davvero unico”
Adesso lei riceve un mucchio di sceneggiature , registi importanti vogliono dirigerla  , si sta preparando ad interpretare il film autobiografico su Janis Joplin : si sente realizzata?
“Sono una perfezionista , mai soddisfatta fino in fondo. Inoltre, i miei inizi difficili mi hanno molto indurito. Troppe porte in faccia”

Sembra incredibile
“Ha presente Tootsie? Non andavo mai bene a nessuno. Sempre troppo alta o troppo bassa, troppo giovane o troppo vecchia, troppa bionda o non abbastanza. Ma non mollavo. Pensi che una volta sono andata al provino per il personaggio di una prostituta afro-americana!”
Masochista
“No, è che pensavo sempre che a furia di vedermi i direttori del casting si sarebbero ricordati di me e mi avrebbero richiamato. E, in effetti, è andata così”
Le tre nomination all’Oscar l’hanno resa più sicura di sé?
“Magari! Bastasse quello!”
Potrebbe averne una quarta , quest’anno, per The Master. E magari vincere
“Chissà. Incrociamo le dita”
Se dovesse vincere, in Italia diremmo che ha vinto un attrice italiana. O quasi
“In effetti. Nel discorso di ringraziamento potrei citare Vicenza”