mercoledì 17 ottobre 2012

INTERVISTA A GIANCARLO GIANNINI “Una volta mentre mangiavo un piatto di spaghetti , vidi quella famosa foto in bianco e nero del vietnamita cui sparano in testa: mi misi a piangere da solo. Fu allora che capii che cos’è il senso della vita”

Il 1° agosto ha compiuto 70 anni , Giancarlo Giannini è un istrione del cinema italiano: Doppiatore , attore e regista. Ha nel palmares 180 film , un Oscar sfiorato, e una collaborazione con registi come Luchino Visconti e Ridley Scott. E’ diventato regista per il suo ultimo film Ti ho cercata in tutti i necrologi, in cui è anche ideatore, interprete e produttore. Il film è una coproduzione italo-canadese.

Di cosa tratta il film?
“Una sera a cena un signore mi raccontò che in Africa facevano la caccia all’uomo. In senso stretto : un gruppo di bianchi pagava un milione a un nero per dargli la caccia e magari ammazzarlo. Lui si nascondeva nella foresta e loro cercavano di colpirlo. Da lì cominciai a elaborare la storia di un tassinaro italiano che scappa in Canada e lavora in un’impresa di pompe funebri. Il suo sogno è comprarsi la Mercedes..”
E’ lo sponsor del film?
“No, non ho mai avuto una lira. Ho messo la Mercedes , perché quando in Spagna frequentavo le corride ho scoperto che spesso i toreri rischiavano la vita pur di potersene permettere una. Insomma, il mio tassinaro-becchino incontra un uomo che lo coinvolge in una partita a poker , dove lui perde tutto. Per pareggiare i conti , gli viene offerto di fare la preda in una caccia all’uomo. La fa e si salva, e da lì nasce un demone in lui che lo riporta a rifarla , e rifarla. Finché poi incontra una ragazza , che anche lei fa la caccia… il resto si vedrà al cinema. Ho girato su montagne innevate , sottoterra nelle fogne, di notte, sui laghi. L’ultima scena sarà in Arizona , con sottofondo di Back to life: una terra e una musica che amo molto”
Lei è nato a La Spezia e ha passato molti anni a Napoli. Si sarebbe trasferito in America?
“In America no. E’ in Arizona che vorrei vivere, perché li senti la terra. Ha orizzonti e colori meravigliosi , avverti il senso di ciò che siamo, l’uomo e infinito”
E’ tentato dal misticismo?
“Un giorno, per fortuna, ho scoperto che esiste la fede , la forza del mistero”
Un’illuminazione o una ricerca?
“Ai tempi della mia separazione ( con Livia Giampaolo ndb) , con i figli piccoli ho passato un periodo di solitudine e di paura. Quella paura che non ti fa capire che cosa sei, il perché delle cose. Una volta mentre mangiavo un piatto di spaghetti , vidi quella famosa foto in bianco e nero del vietnamita cui sparano in testa: mi misi a piangere da solo. Fu allora che capii che cos’è il senso della vita , e che cosa c’è dopo. La fede mi è rimasta , tutte le sere prego. E non ho paura di morire , adesso la morte per me è una scoperta, e l’importante è sempre curiosare , scoprire , anche a costo di sbagliare”
Ai ragazzi del Centro sperimentale , dove insegna, racconta questa cose?
“Io dico : ragazzi, provateci, non bisogna star lì a soffrire , recitare è un gioco, divertitevi. Ma soprattutto : non seguite la convenzione, non importa se sbagliate, l’importante è essere diversi, inventare. Guardare avanti, non rifare quello che è già stato fatto. Ci vuole ottimismo, e coraggio”

Anche lei ha avuto coraggio a produrre in proprio questo film, invece di continuare tranquillare a recitare e basta
“Neanche recitare è il mio mestiere , io sono perito elettronico industriale. E poi di film veramente belli ne ho fatti pochi: Pasqualino Settebellezze , che non ci credeva nessuno ed è stato candidato all’Oscar, Film d’amore e anarchia, Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto..”
Si parlava anche di un seguito di Travolti da un insolito destino. Ne ha parlato con Lina Wertmuller?
“C’è il progetto, ma oggi non è facile realizzare un film”
In compenso suo figlio Adriano ha interpretato il remake del film con Madonna. E’ stato lei a convincerlo ad accettare?
“Sì, lui non voleva farlo. Gli dissi: ma sei cretino? Un film internazionale di quel tipo e poi il piacere di dare una quarantina di schiaffoni a Madonna… Adriano è un bel ragazzo , ma non credevo avrebbe fatto l’attore : quando aveva 4 anni lo chiamai ad interpretare me da piccolo in Film d’amore e anarchia. Lui doveva stare fermo sul vasino , ma dopo un po’ si è alzato dicendo “Me ne vado, io il pagliaccio non lo faccio”. Così abbiamo chiamato il fratello , Lorenzo, che mi assomigliava di meno”
Oggi che cosa fanno gli altri suoi figli?
“Lorenzo purtroppo è morto a 20 anni , per un aneurisma. La fede mi ha aiutato tantissimo. Poi c’è Emanuele , che fa musica a Berlino, e Francesco che studia musica a Londra. Quando erano piccoli , io tornavo dall’America con i nuovi giochini elettronici , che da noi ancora non c’erano, e per tutto il volo cercavo a capire come funzionavano”
Certo, lei è un esperto di elettronica. Ma perché non ha seguito quella strada?
“Dopo il diploma , mi avevano chiamato in Brasile dove nascevano i primi satelliti artificiali, oppure potevo andare all'IBM a lavorare con i primi computer. Ma prima dovevo fare il militare. Però , quando sono andato alla visita medica, ho scoperto che – primo nipote maschio di nonna vedova – potevo essere esonerato. Un po’ mi vergognavo , anche perché mi piaceva molto l’aviazione, tanto che da bambino avevo seguito una scuola di aeromodellismo , ma ho avuto il congedo illimitato. Prima di andare in Brasile però, andavo con un mio amico a vedere alcuni spettacoli di filodrammatica e lì conobbi un regista che mi disse “Ma perché non vai all’Accademia?”. Credevo parlasse dell’Accademia militare , mi piaceva l’idea siccome ero  timido e a Napoli avevo pochi amici. Pensavo : che bello , magari mi trasferisco lì, conosco persone , c’è il ballo delle diciottenni… Invece era l’Accademia di Arte Drammatica , per gioco lui mi preparò, diedi l’esame e non solo mi presero , ma ottenni anche 40 mila euro al mese di borsa”
Il Brasile l’ha mai rimpianto?
“Ogni tanto sì , ci penso. Infatti ho continuato a fare brevetti elettronici”
Uno, un giubbotto di gadget, le è stato anche comprato per il film Toys..
“Sì, un altro – una mano che suonava – mi è stato rubato in America. Poi feci , per esempio, le scarpe che si illuminavano e suonavano ballando il tip-tap. C’è un momento in cui il tuo cervello si apre e si riempie di idee. E’ per questo che io sto sempre a pensare e non vado mai a letto, ho anche imparato una tecnica per dormire 20 minuti e basta”
Ma se si ferma, a guardare indietro, cosa vede?
“E’ cambiato un po’ tutto. Io ho una certa età , gli amici più cari sono morti, faccio parte di una generazione – Gassman, Mastroianni, Tognazzi , Volonté – che non c’è più , io sono l’ultima goccia. Quello era un cinema che raccontava anche in modo divertente il divenire dell’Italia. Oggi non c’è più , in compenso c’è questa passione di fare la vita di tutti , Garibaldi, i Papi … E’ perché manca il coraggio , la fantasia. E ci si prende troppo sul serio , i grandi che ho conosciuto non lo facevano. Fellini veniva e tirava fuori il parmigiano da dentro la stagnola “Stasera ci facciamo le tagliatelle”. La Magnani sul palcoscenico non faceva che scherzare. Altro che quegli attori che per fare un malato di Aids devono stare quattro mesi in ospedale. Mi ricordo le passeggiate con Rossellini , le serate con Gassman…”


Quando lo ha incontrato , e avete girato insieme Lo zio indegno e I picari , Gassman era depresso?
“Sì, e penso di averlo un po’ aiutato a guarirne. Mi chiedevo: com’è possibile che lui , con quella forza ed energia , sia depresso? E lui mi spiegava “E’ una malattia , una mattina mi sono svegliato e non volevo più uscire dalla camera”. Parlavamo molto, io gli spiegavo che avevo fede , e lui s’interessava , cercava di capirlo”

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