venerdì 26 ottobre 2012

INTERVISTA A MERYL STREEP “Le uniche volte in cui mi sento nervosa è quando devo fare un discorso, in pubblico, nei panni di me stessa”

Meryl Streep è l’attrice più titolata di Hollywood, Nessuno nella storia del cinema ha avuto tante nominations come lei (17).
Meryl , è vero che ha voluto recitare in Hope Springs ( Il matrimonio che vorrei per l’Italia ndb) anche per via di Tommy Lee Jones?
“Verissimo, Tommy Lee e io ci conosciamo da una vita, da quando, agli inizi , abbiamo recitato entrambi al Public Theatre di New York. Era bravissimo, me lo ricordo in una piece di Sam Shepard. E dopo tutti questi anni , Hope Springs è il primo film in cui finalmente ci hanno proposto di lavorare insieme : un’occasione davvero da non perdere. E poi nessuno come lui sa fare il marito bisbetico e scocciato ma dal cuore d’oro! Anche Tommy era entusiasta , in genere non gli offrono parti del genere. In un certo senso , poi, il film appartiene più a lui : è il suo personaggio che cambia . Io lo istigo , lo animo col mio amore , il mio desiderio , ma è lui che farà il viaggio”
Meryl-Streep-in-Hope-Springs
C’è molta terapia in questo film, lei pensa che possa davvero aiutare una coppia?
“E’ una cosa del tutto individuale. Ho visto gente aiutata e altri per cui la terapia ha fallito. Ma non sono un’esperta”
In Hope Springs lei recita scene d’amore esplicite: non la imbarazza alla sua età?
“Non mi fanno né caldo né freddo, e proprio per la mia età . Una scena è una scena , d’amore o altro non fa la differenza. L’importante è che sia onesta”
Cosa la rende ancora nervosa , allora , quando recita?
“Le uniche volte in cui mi sento nervosa è quando devo fare un discorso, in pubblico, nei panni di me stessa. Per esempio la notte degli Oscar. Non mi chiedete di salire sul podio e…. essere me stessa. Posso far comizi nei panni di Margareth Thatcher, non nei miei. E’ cos’ da quand’ero ragazzina. Non solo la recitazione mi piaceva , ma qualsiasi forma di spettacolo , sono stata una cheerleader nonostante avessi l’apparecchio per i denti e gli occhiali. Insomma, non proprio una Jane Mansfield”
E’ stato facile per lei farsi largo nel cinema?
“Mi ha aiutato la mia esperienza teatrale. Robert Benton , il regista di Kramer vs Kramer , mi aveva vista in una messa in scena di Memoria di due lunedì di Arthur Miller, a Broadway , e nella miniserie Olocausto. Il provino con Dustin Hoffman fu comico : ci conoscevamo e temevamo di smascherarci a vicenda. Un’attrice alle prime armi , com’ero io , si sente un po’ impostora. Dopo il successo di quel film vennero Manhattan e La scelta di Sophie. Grandi successi. Ma c’era sempre qualcosa che non andava : non ero abbastanza bella , avevo il naso lungo, la faccia spigolosa, mi criticavano per la tendenza a recitare personaggi non americani , dunque con accenti stranieri… O perché ero troppo brava! Dopo Silkwood (‘83) non ho più subito la tortura dei provini. E’ un gran sollievo , il lusso dell’attrice affermata”
Presto la vedremo in August: Osage County , accanto a Julia Roberts e Juliette Lewis. Ce ne parla?
“Faccio una donna che fuma come una turca , è farmaco-indipendente e ammalata di cancro alla bocca. Il film è ambientato in una casa in Oklahoma , con tutte le persiane abbassate, avvolta perennemente nell’ombra. E’ tratto da una piece teatrale , molto intensa, di Tracy Letts , e ha richiesto il massimo di  partecipazione a noi attori. Ma nonostante la sua angoscia , ibseniania direi, ha un qualcosa di vitale . Finisce per essere un inno alla vita”
Si parla spesso di un seguito di Il diavolo veste Prada . Ma , si farà mai? E lei ci sarà?
“Il solo pensiero mi sfianca! Per recitare di nuovo quella diabolica Miranda Pristley dovrei mettermi di nuovo a dieta e fare molti esercizi fisici. Già l’idea mi trasmette un senso di spossatezza . In realtà , forse lo faremo, ma preferisco non pensarci troppo! E’ più facile interpretare una vecchia con l’Alzheimer, se proprio ci tiene a saperlo”
Lei è l’eccezione vivente della regola che a Hollywood non ci sono buoni ruoli per attrici di una certa età..
“Non ci sono perché li danno tutti a me! Scherzi a parte , oggi ci sono più donne registe o sceneggiatrici , come Vanessa Taylor , l’autrice di Hope Springs, e più ruoli tv interessanti : le cose stanno cambiando , e non solo per me! Poi la fortuna aiuta . Alla mia longevità contribuisce il fatto di non fare la snob, di accettare un po’ di tutto , di essere sempre disposta a cambiare generi e stili. In un mondo , come quello cinematografico, in piena evoluzione, tra le forze del mercato in campo oggi figurano anche le donne, che capiscono quando le storie di altre donne, qualsiasi età esse abbiano , possono attrarre il grande pubblico. E anche quanto meritano di venire raccontate”
Tornando un attimo a Hope Springs , cosa rende un matrimonio duraturo?
“Come dice il film , tutto dipende da quanta voglia si ha di vivere. E quanta voglia si ha di affrontare tutti i problemi che vengono con l’esistenza , anche quotidiana. Specie accanto a una persona con cui vivi da trent’anni. Ignorare il fatto che esistano problemi è il pericolo principale per ogni coppia. Non esiste relazione facile , che non necessiti un costante lavoro. Ma se c’è affinità tra i coniugi , come trent’anni di convivenza dovrebbero garantire , e c’è ancora un po’ di joie de vivre, tutto si supera”
Meryl-Streep-and-Tommy-Lee-Jones-in-Hope-Springs
Ma c’è un segreto specifico , particolare, della longevità del suo matrimonio con Dan?
“Che è un tipo di poche parole. La chiacchiera la faccio tutto io. Lui ascolta e incassa. E mi ama così come sono: iperattiva e smaniosa, ancora alla mia età. Lui è un artista , introverso e introspettivo, io una finta artista, una maschera. Lui è scultore di materia, io di espressioni. Ovvero, una strana coppia a suo modo perfetta”
C’è qualcosa in cui ora spera?
“Nipotini! Mia figlia Mamie è sposata con un simpaticissimo ragazzo e ho speranze che accada qualcosa! E sono sempre in ansiosa attesa del prossimo momento che mi aspetta. Qualcuno ha detto che il segreto della vita è godersi il passaggio del tempo e aiutare gli altri, farli felici , esserci. Ci credo fermamente. E poi sto bene , a parte le ginocchia. Le ginocchia sono un problema , ma il resto è sano!”

mercoledì 17 ottobre 2012

INTERVISTA A GIANCARLO GIANNINI “Una volta mentre mangiavo un piatto di spaghetti , vidi quella famosa foto in bianco e nero del vietnamita cui sparano in testa: mi misi a piangere da solo. Fu allora che capii che cos’è il senso della vita”

Il 1° agosto ha compiuto 70 anni , Giancarlo Giannini è un istrione del cinema italiano: Doppiatore , attore e regista. Ha nel palmares 180 film , un Oscar sfiorato, e una collaborazione con registi come Luchino Visconti e Ridley Scott. E’ diventato regista per il suo ultimo film Ti ho cercata in tutti i necrologi, in cui è anche ideatore, interprete e produttore. Il film è una coproduzione italo-canadese.

Di cosa tratta il film?
“Una sera a cena un signore mi raccontò che in Africa facevano la caccia all’uomo. In senso stretto : un gruppo di bianchi pagava un milione a un nero per dargli la caccia e magari ammazzarlo. Lui si nascondeva nella foresta e loro cercavano di colpirlo. Da lì cominciai a elaborare la storia di un tassinaro italiano che scappa in Canada e lavora in un’impresa di pompe funebri. Il suo sogno è comprarsi la Mercedes..”
E’ lo sponsor del film?
“No, non ho mai avuto una lira. Ho messo la Mercedes , perché quando in Spagna frequentavo le corride ho scoperto che spesso i toreri rischiavano la vita pur di potersene permettere una. Insomma, il mio tassinaro-becchino incontra un uomo che lo coinvolge in una partita a poker , dove lui perde tutto. Per pareggiare i conti , gli viene offerto di fare la preda in una caccia all’uomo. La fa e si salva, e da lì nasce un demone in lui che lo riporta a rifarla , e rifarla. Finché poi incontra una ragazza , che anche lei fa la caccia… il resto si vedrà al cinema. Ho girato su montagne innevate , sottoterra nelle fogne, di notte, sui laghi. L’ultima scena sarà in Arizona , con sottofondo di Back to life: una terra e una musica che amo molto”
Lei è nato a La Spezia e ha passato molti anni a Napoli. Si sarebbe trasferito in America?
“In America no. E’ in Arizona che vorrei vivere, perché li senti la terra. Ha orizzonti e colori meravigliosi , avverti il senso di ciò che siamo, l’uomo e infinito”
E’ tentato dal misticismo?
“Un giorno, per fortuna, ho scoperto che esiste la fede , la forza del mistero”
Un’illuminazione o una ricerca?
“Ai tempi della mia separazione ( con Livia Giampaolo ndb) , con i figli piccoli ho passato un periodo di solitudine e di paura. Quella paura che non ti fa capire che cosa sei, il perché delle cose. Una volta mentre mangiavo un piatto di spaghetti , vidi quella famosa foto in bianco e nero del vietnamita cui sparano in testa: mi misi a piangere da solo. Fu allora che capii che cos’è il senso della vita , e che cosa c’è dopo. La fede mi è rimasta , tutte le sere prego. E non ho paura di morire , adesso la morte per me è una scoperta, e l’importante è sempre curiosare , scoprire , anche a costo di sbagliare”
Ai ragazzi del Centro sperimentale , dove insegna, racconta questa cose?
“Io dico : ragazzi, provateci, non bisogna star lì a soffrire , recitare è un gioco, divertitevi. Ma soprattutto : non seguite la convenzione, non importa se sbagliate, l’importante è essere diversi, inventare. Guardare avanti, non rifare quello che è già stato fatto. Ci vuole ottimismo, e coraggio”

Anche lei ha avuto coraggio a produrre in proprio questo film, invece di continuare tranquillare a recitare e basta
“Neanche recitare è il mio mestiere , io sono perito elettronico industriale. E poi di film veramente belli ne ho fatti pochi: Pasqualino Settebellezze , che non ci credeva nessuno ed è stato candidato all’Oscar, Film d’amore e anarchia, Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto..”
Si parlava anche di un seguito di Travolti da un insolito destino. Ne ha parlato con Lina Wertmuller?
“C’è il progetto, ma oggi non è facile realizzare un film”
In compenso suo figlio Adriano ha interpretato il remake del film con Madonna. E’ stato lei a convincerlo ad accettare?
“Sì, lui non voleva farlo. Gli dissi: ma sei cretino? Un film internazionale di quel tipo e poi il piacere di dare una quarantina di schiaffoni a Madonna… Adriano è un bel ragazzo , ma non credevo avrebbe fatto l’attore : quando aveva 4 anni lo chiamai ad interpretare me da piccolo in Film d’amore e anarchia. Lui doveva stare fermo sul vasino , ma dopo un po’ si è alzato dicendo “Me ne vado, io il pagliaccio non lo faccio”. Così abbiamo chiamato il fratello , Lorenzo, che mi assomigliava di meno”
Oggi che cosa fanno gli altri suoi figli?
“Lorenzo purtroppo è morto a 20 anni , per un aneurisma. La fede mi ha aiutato tantissimo. Poi c’è Emanuele , che fa musica a Berlino, e Francesco che studia musica a Londra. Quando erano piccoli , io tornavo dall’America con i nuovi giochini elettronici , che da noi ancora non c’erano, e per tutto il volo cercavo a capire come funzionavano”
Certo, lei è un esperto di elettronica. Ma perché non ha seguito quella strada?
“Dopo il diploma , mi avevano chiamato in Brasile dove nascevano i primi satelliti artificiali, oppure potevo andare all'IBM a lavorare con i primi computer. Ma prima dovevo fare il militare. Però , quando sono andato alla visita medica, ho scoperto che – primo nipote maschio di nonna vedova – potevo essere esonerato. Un po’ mi vergognavo , anche perché mi piaceva molto l’aviazione, tanto che da bambino avevo seguito una scuola di aeromodellismo , ma ho avuto il congedo illimitato. Prima di andare in Brasile però, andavo con un mio amico a vedere alcuni spettacoli di filodrammatica e lì conobbi un regista che mi disse “Ma perché non vai all’Accademia?”. Credevo parlasse dell’Accademia militare , mi piaceva l’idea siccome ero  timido e a Napoli avevo pochi amici. Pensavo : che bello , magari mi trasferisco lì, conosco persone , c’è il ballo delle diciottenni… Invece era l’Accademia di Arte Drammatica , per gioco lui mi preparò, diedi l’esame e non solo mi presero , ma ottenni anche 40 mila euro al mese di borsa”
Il Brasile l’ha mai rimpianto?
“Ogni tanto sì , ci penso. Infatti ho continuato a fare brevetti elettronici”
Uno, un giubbotto di gadget, le è stato anche comprato per il film Toys..
“Sì, un altro – una mano che suonava – mi è stato rubato in America. Poi feci , per esempio, le scarpe che si illuminavano e suonavano ballando il tip-tap. C’è un momento in cui il tuo cervello si apre e si riempie di idee. E’ per questo che io sto sempre a pensare e non vado mai a letto, ho anche imparato una tecnica per dormire 20 minuti e basta”
Ma se si ferma, a guardare indietro, cosa vede?
“E’ cambiato un po’ tutto. Io ho una certa età , gli amici più cari sono morti, faccio parte di una generazione – Gassman, Mastroianni, Tognazzi , Volonté – che non c’è più , io sono l’ultima goccia. Quello era un cinema che raccontava anche in modo divertente il divenire dell’Italia. Oggi non c’è più , in compenso c’è questa passione di fare la vita di tutti , Garibaldi, i Papi … E’ perché manca il coraggio , la fantasia. E ci si prende troppo sul serio , i grandi che ho conosciuto non lo facevano. Fellini veniva e tirava fuori il parmigiano da dentro la stagnola “Stasera ci facciamo le tagliatelle”. La Magnani sul palcoscenico non faceva che scherzare. Altro che quegli attori che per fare un malato di Aids devono stare quattro mesi in ospedale. Mi ricordo le passeggiate con Rossellini , le serate con Gassman…”


Quando lo ha incontrato , e avete girato insieme Lo zio indegno e I picari , Gassman era depresso?
“Sì, e penso di averlo un po’ aiutato a guarirne. Mi chiedevo: com’è possibile che lui , con quella forza ed energia , sia depresso? E lui mi spiegava “E’ una malattia , una mattina mi sono svegliato e non volevo più uscire dalla camera”. Parlavamo molto, io gli spiegavo che avevo fede , e lui s’interessava , cercava di capirlo”

martedì 9 ottobre 2012

INTERVISTA A VALERIE TRIERWEILER, MOGLIE DEL PREMIER FRANCOIS HOLLANDE “I miei figli li mantengo io e non vedo come potrei fare senza un salario.Conservare la mia indipendenza finanziaria mi sembra anche più salutare per tenere i piedi per terra

La premier dame francese Valérie Trierweiler, moglie di Francois Hollande, parla della sua nuova vita , del futuro e degli errori commessi.
French president-elect Francois Hollande kisses his companion Valerie Trierweiler after greeting crowds gathered to celebrate his election victory in Bastille Square in Paris, France, Sunday, May 6, 2012. France handed the presidency Sunday to leftist Hollande, a champion of government stimulus programs who says the state should protect the downtrodden - a victory that could deal a death blow to the drive for austerity that has been the hallmark of Europe in recent years. (AP Photo/Francois Mori)
Signora Trierweiler , che fine ha fatto l’idea di affidarle una trasmissione su Canal + ( canale televisivo francese ndb)?
“Dopo un periodo di riflessione ho deciso di rinunciare. Con la rete televisiva D8 dove lavoravo da sette anni, si era accennato a dei progetti ancora allo stato di bozza, non di una trasmissione regolare. Avevamo immaginato uno o due documentari l’anno su questioni di grande rilievo come l’istruzione delle bambine del mondo o i problemi demografici. Era un bel progetto, a vocazione umanitaria, ma capisco che per alcuni il fatto di essere la compagna del presidente e lavorare per una televisione possa suscitare delle perplessità , per non dire un disagio, ed è per questo che non ho dato seguito all’idea. Sono consapevole della fortuna che ho avuto nella vita. Ora è il momento di restituire quanto ho ricevuto mettendomi al servizio degli altri, e in particolare dei bambini”
Conciliare tutto sembra complicato. Prima o poi non dovrà prendere la decisione di abbandonare il suo mestiere da giornalista?
“Faccio la giornalista a Paris Match da 22 anni , gestisco una rubrica letteraria che non ha niente a che vedere con la politica. I miei figli li mantengo io e non vedo come potrei fare senza un salario. La Francia detiene il record di donne attive nel lavoro , l’85%. Semplicemente faccio parte di questo 85%. E conservare la mia indipendenza finanziaria mi sembra anche più salutare per tenere i piedi per terra”
Aveva detto di volersi differenziare dalle altre premières dame , però ha dei collaboratori all’Eliseo , come le precedenti spose spose dei presidenti. Non era il caso di rifiutare questa squadra?
“La mia squadra , molto ridotta, è composta da tre persone che hanno il compito di rispondere alla posta e condurre in porto i nostri progetti. D’altronde è quello che c’è sempre stato. L’ufficio che dispongo all’Eliseo mi consente di ricevere le visite. Il lavoro di giornalista , molto solitario, lo svolgo nella nostra abitazione, dove continuiamo a risiedere”
Con l’inizio della stagione letteraria ci sono parecchie opere su di lei in libreria. Le ha lette?
“Ha ragione a parlare di letteratura e stagione letteraria, perché alcuni di questi libri sono più vicini al genere romanzesco che all’inchiesta giornalistica. La mia sensazione è che le persone che li hanno scritti non stiano parlando di me , ma di un personaggio di fantasia creato appositamente per combaciare con i loro cliché”
Soffermiamoci un istante su quel tweet di sostegno al candidato Olivier Falorni , che correva contro Ségolène Royal alle legislative. Lo considera una gaffe, se ne pente?Che cosa le ha detto al riguardo Francois Hollande?
“E’ stato un errore di cui mi pento. Sono stata maldestra , perché è stato male interpretato. Non mi ero amcora resa conto di non essere più una semplice cittadina. Non si ripeterà più. Quanto a quello che ci siamo detti io e Francois , siamo nel campo delle faccende private e private resteranno!”
Gli attacchi dei suoi colleghi in quell’occasione le sono sembrati ingiusti?
“Di sicuro il trattamento mi è sembrato sproporzionato . Alcuni giornalisti oggi riconoscono di aver esagerato”
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Ha sporto querela per delle foto private diffuse sulla stampa rosa. Essere braccate dai paparazzi non è la sorte di tutte le persone di alto rango?
“Bisogna per questo accettarlo? Non credo. Non abbiamo posato per foto private. Continueremo a proteggerci. Ci tengo a dire che l’indennizzo ottenuto con questo processo sarà integralmente versato alla Casa dei giornalisti”
Ha fatto dei progressi su questa idea di uno statuto della première dame? In altre parole , come si immagina questo ruolo?
“Sullo statuto, no. Non c’è alcun bisogno di crearne uno. Sul ruolo sì, ho fatto dei progressi. Forse non avevo compreso fino in fondo la complessità di questo compito. Essere al fianco del presidente obbliga a vedere le cose diversamente , ad avere delle preoccupazioni meno personali. Ricevo numerose richieste da parte di associazioni, e altre da parte di singole persone , il più delle volte di donne in situazioni precarie. Ritengo mio dovere dare una risposta”
Ha detto di volersi impegnare nella fondazione Danielle Mitterrand, che si occupa di democrazia e diritti umani: che ruolo avrà?
“ Garantire continuità all’azione di Danielle Mitterrand , grande donna di sinistra , mi onora. France Libertés si è battuta al fianco dei popoli oppressi per i beni comuni del genere umano , con una particolare attenzione all’accesso all’acqua. Sono argomenti che mi interessano”

martedì 2 ottobre 2012

INTERVISTA A STEFANO DI MARTINO “ Non mi sono mai sentito così dipendente da qualcuno come con Belén”

Stefano Di Martino , ballerino di Torre Annunziata e di Amici vecchia edizione , è il nuovo fidanzato di Belén.
“Se Una cosa mi piace , me la prendo. E’ andata così con Belén”. E per lei ha tradito e lasciato Emma Marrone. Non c’è settimana che non sono in copertina di qualche rotocalco , stavolta perché sembra in attesa di un figlio.
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Stefano diventa papà?
“Per il momento no. Ogni volta che mi fidanzo lo dicono. Però mi piacerebbe”
Troppo presto
“Come dice mia madre “Sono i figli che scelgono quando arrivare”
Sì, ma ci si può attrezzare perché non arrivino subito
“Certo, comunque è nei miei progetti. Tutto è scritto. Sono fatalista”
Ultimamente il destino è stato clemente nei suoi confronti
“Ho faticato e ora è arrivata la ricompensa. Lavora da quando avevo 15 anni. Ho fatto il parcheggiatore , il cameriere, e prima di Amici, il fruttivendolo , guadagnavo 80 euro a settimana. Alle cinque di mattina ero al mercato e poi andavo a Roma per i provini. Ma senza questo non avrei fatto il ballerino , mi è servito per sopportare sacrifici. E imparare che nessuno ti regala niente”
Successo, lavoro , una fidanzata che tutti la invidiano: la ricompensa è grande
“Forse troppo , ma sto con i piedi per terra e non perché sono umile. Vengo da una famiglia attualmente senza uno stipendio fisso. Ma non ho mai sofferto della nostra condizione economica perché siamo sempre stati uniti , una forza che dà più sicurezza di un conto in banca”
Quindi aiuta i suoi?
“Diciamo che li ringrazio . E faccio regali. L’ultimo è stata una macchina. Ma quello in cui vado più fiero è un orologio per mio padre : la prima cosa superflua per lui che non si era mai potuto comprare nulla”
Lei invece, è ambizioso?
“Di più: mi godo le cose che ho , ma non mi accontento mai. Credo molto in me stesso e sono sicuro che otterrò quello che voglio. Ho tanti desideri , il più grande è aprire un locale. Il mio bisnonno aveva un bar in centro del paese , sono cresciuto in mezzo ai vecchietti che giocavano a carte. Significherebbe continuare la tradizione di famiglia”
Niente danza?
“Quella nella mia vita ci sarà sempre a prescindere da tutto. Anche prima di entrare ad Amici ero consapevole del fatto che potesse finire dopo una settimana. Infatti, ho vissuto l’esperienza giorno per giorno”
Non era troppa tutta questa consapevolezza a 18 anni?
“Sono un sognatore che crede solo in ciò che vede”
Anche nei sentimenti?
“Quando voglio qualcosa , faccio di tutto per averla. Come tutti”
Non è proprio da tutti
“Perché si fanno fregare dalla paura. Odio chi si piange addosso e attira negatività . Pensare positivo è la mia specialità”
E lei non ha paura di nulla?
“Della solitudine. Quando sono stato negli Stati Uniti con la compagnia di ballo Complexions ho sofferto moltissimo”
Avere Emma in casa non lo consolava?
“Era un punto di riferimento , ma non vivevo male la lontananza. Adesso sono cambiato : sono partito da poco da Formentera con il magone , e stavo facendo il conto alla rovescia per vedere Belén. Non mi sono mai sentito così dipendente da qualcuno”
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Quindi Emma aveva ragione quando disse a Vanity Fair che non era innamorato di lei?
“Quella era una riflessione dettata dalla rabbia. Ha anche detto che non amava me ma l’idea di me: siamo stati insieme tre anni , mi aveva in casa, non ero un’idea , ero reale. Però è vero che non avevo per lei le stesse attenzioni che ho per Belén. Io ed Emma avevamo un rapporto che credevo maturo perché non c’erano colpi di testa. Con lei sono stato bene , ma quando è arrivata Belén sono crollate tutte le convinzioni. Ho capito che l’amore vero fa impazzire”
Non aveva il sospetto che quella tranquillità fosse strana?
“Eravamo sereni e casalinghi , e mi sentivo sicuro. Invece, se una cosa ti piace tanto, hai paura di perderla”
Può raccontare com’è andata con Belén?
“Ci incontrammo la prima volta l’anno scorso ad Amici e non mi fece nessun effetto. Ma perché non avevo avuto modo di conoscerla. Poi, lavorando insieme, ho capito che lei è quello che non ti aspetti da una showgirl: è simpatica, disponibile, non è pesante, trasmette serenità. All’inizio ero diffidente . ma quando ho smesso di sfidarla e ci siamo iniziati a conoscere, ho perso la testa”
Il seguito l’hanno visto tutti
“La storia con Emma si stava trascinando da tempo . Quando è arrivata Belén , il primo giorno, mi si è acceso un campanello d’allarme perché catturava troppo la mia attenzione. E non per il suo aspetto. Poi, ci siamo scambiati i numeri e, nel momento in cui ho capito che c’era un interesse , ho lasciato Emma e me ne sono andato da casa. Ma senza avere le certezze che io e Belén ci saremmo messi insieme. Sapevo solo che c’era un’attrazione fisica . La cosa che nessuno crede è che noi non siamo mai stati insieme prima di chiudere le rispettive storie”
Che cosa è stato di sbagliato in tutta la vicenda?
“ tempi. Forse avremmo dovuto lasciar passare qualche settimana, fare la cosa con calma, ma non funziona così. Mi fanno ridere certi commenti , tutti parlano come se non sapessero che cos’è un colpo di fulmine. Sapevo che sarebbe scoppiato un caso, ma non potevamo farne a meno”
Lei è quello che ha ricevuto meno insulti
“Perché in Italia siamo maschilisti e finti moralisti. Quando prendevamo i fischi in studio ero tranquillo perché non era per come ballavo , ma per la mia vita privata. Sono fatti miei. Almeno non mi sono nascosto. Mica come chi tradisce la moglie e poi torna a casa e magari scrive su un blog che sono uno stron..e Belén è una poco di buono”
Ammetterà, però, che per Emma è stato un colpo durissimo
“Sì, e mi dispiace moltissimo”
C’è qualcosa che non le ha detto?
“Ho sbagliato a non parlare di Belén nel momento in cui abbiamo rotto. Ma non l’ho fatto solo perché non sapevo come sarebbe andata. Belén comunque è stata soltanto la goccia , ma il vaso era già pieno d’acqua dei rubinetti miei e di Emma”
Sarà ancora nel cast di Amici?
“Certo. Mi davano per licenziato, ma io faccio bene il mio lavoro. Perché avrebbero dovuto bandirci dalla tivù?”
 Hanno detto che Belén la farà lavorare in un suo programma?
“Falso, non c’è format che renderebbe la nostra collaborazione interessante”
Non si sente mai il principe consorte?
“No, perché sono protagonista. La cosa che mi dà più fastidio di tutta la vicenda è che passo per un mantenuto, il toy boy, quando invece sono uno all’antica: i pantaloni li porto io. E faccio un lavoro che mi permette di pagare cene e vacanze alla mia donna”
Anche con Emma era così?
“Ovvio, infatti pur capendo la sua rabbia, non ho certo digerito sue affermazioni su cene e regali”
Adesso, però, mi spiega come ha fatto a conquistare la più desiderata d’Italia?
“Con la semplicità. Molti uomini, invece, usano il portafoglio. E poi sono uno scugnizzo, uno tagliato. Faccio finta di farmi sedurre, ma in realtà sono io al volante”
Si è discusso molto anche sulla sua arma nascosta
“Ognuno gioca le  carte che ha. Io sparo tutte le cartucce , consumo il caricatore”
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Ha mai avuto proposte indecenti?
“Sì, ma non le ho accettate. Arrivano sempre da chi non è molto attraente”
Com’è stare con Belén?
“Mi sciolgo quando parlo di lei. E’ riuscita a tirare fuori la parte più nascosta di me : quella attenta, dolce , affettuosa. Ho anche scoperto di essere geloso. Me la vorrei mangiare per tenerla sempre con me”