venerdì 17 agosto 2012

INTERVISTA ALL’ATTRICE RACHEL WEISZ “ Quella che sfila sul red carpet non sono io , è qualcosa di diverso. Io sono quella che va al supermercato o va a prendere il figlio a scuola"

Rachel Weisz è bellissima. Attrice in The Constant Gardener – La Cospirazione che gli valsero l’Oscar come attrice non protagonista. Nel nuovo film The Bourne legacy ( in cinema dal 7 settembre) lei è una scienziata. E’ sposata con Daniel Craig, il nuovo James Bond .
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Quando si parla di lei non si può fare a meno di usare il termine sofisticata. E’ sempre stata così  o lo è diventata?
“La ringrazio, ma no , da ragazzina non era assolutamente così. Infatti ero un maschiaccio : la mia attività preferita era arrampicarmi sugli alberi. Non avevo nulla di femminile”
Vuol dirmi che non è passata , come tutte le adolescenti degli anni’80 , attraverso la fase Like a Virgin di Madonna: croci, pizzi e reggiseni a vista?
“No, però ho avuto la fase rockabilly : giacche, pantaloni maschili arrotolati e rossetto rosso”
Da lì come è finita a fare la modella?
“Ho mandato una fotto e ho vinto un concorso. Ma come modella sono stata un vero disastro. Credo di aver fatto in totale 15 servizi fotografici : una carriera davvero penosa. Certo, adesso una campagna come questa di Bulgari mi ripaga di tutte le delusioni del passato”
Le piace l’effetto glamour del suo lavoro?
“Intende farmi truccare e pettinare? Sì è divertente, ma in fondo è come interpretare un ruolo: quella che  sfila sul red carpet non sono io , è qualcosa di diverso. Io sono quella che va al supermercato o va a prendere il figlio a scuola e le assicuro che non esco certo conciata così”
La popolarità le pesa?
“Capisco che la gente sia affascinata da questo tema , ma io non lo trovo molto interessante . Essere famosi ti dà accesso ad alcuni privilegi , ma non è certo quello che ha in mente quando decide di fare l’attore”
Secondo lei al giorno d’oggi è possibile essere un attore senza essere una celebrity? I due ruoli non sono irrimediabilmente sovrapposti?
“Ma sì che è possibile! Conosco attori bravissimi che se glieli nomino non le dicono nulla. A me non interessa diventare una brand, a gente come Paris Hilton sì. Non ho nessuna intenzione di lanciare la mia linea di moda o il mio profumo”
Vincere un Oscar di solito favorisce il passaggio dallo status di attrice a quello di celebrity. A lei non è capitato?
“L’unico cambiamento positivo è che ricevo ottime  sceneggiature e che non devo più fare tutti quei provini che facevo prima per ottenere dei lavori. In quanto a fama no: non so che idea ha lei , ma non mi riconoscono per la strada . Soprattutto qui a Londra , un po’ di più a New York”
Quando lei e Daniel vi siete sposati avete deciso di comune accordo di non parlare mai alla stampa del vostro legame?
“Non c’è stato bisogno di discuterne , è venuto naturalmente”
Però di voi due insieme esistono pochissime foto , vuol dire che evitate di andare nei ristoranti dove sapete che fuori ci sono i paparazzi appostati…
“Guardi, non è così difficile. A New York ci sono 3 ristoranti che tutti sanno di essere circondati dai paparazzi: basta evitare quelli per essere tranquilli. E non è un grande sforzo visto che non si mangia neanche bene. Anzi, in uno per la verità sì. E’ un ristorante italiano , adesso non ricordo il nome , però , ecco , in quello un po’ mi dispiace di non poter andare a mangiare , ma gli altri, pazienza, non è una grande perdita”
Magari fanno consegne a domicilio
“Ha ragione! Domani mi informo”
Si è dichiarata contraria al botox : è per questo che vive a New York e non a Los Angeles?
“Ma io non sono contraria a nulla. E poi sono un’attrice , non un prete: non sta a me dire alla gente quello che deve o non deve fare. Penso che per il mio lavoro il botox sia nocivo: come si fa a recitare con la pelle congelata!”
Eppure molte donne, non solo attrici, lo usano
“Perché evidentemente loro si piacciono di più  così. Oppure hanno mariti a cui piacciono tutte tirate. Ripeto: ognuno è libero di fare quello che vuole. Semplicemente , non è il mio stile, così come certi abiti non sono di mio gusto. In fondo è solo questione di estetica”
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Il problema è che domina quel tipo di estetica , per quanto orrida. Un po’ come la taglia 38 : lei ha corpo da donna vera , si è mai sentita obbligata a dimagrire per aderire ad un certo canone?
“Quando ho girato Un bacio romantico avevo partorito da poco ( Henry Chance dal regista di Darren Aronofsky ndb) avevo tette enormi , ma essere stato così formosa è stato un bene per il personaggio che interpretavo . Per il resto , ovvio che mi preoccupo della mia forma fisica , ma non ne sono ossessionata. Alcune donne lo sono , ma è un loro problema : non è vero che per fare l’attrice e avere successo bisogna essere per forza una taglia 38, io ne sono la dimostrazione , e anche Kate Winslet”
In The Bourne Legacy ci sono molte scene pericolose . Ha usato una controfigura?
“No. Quello che mi piace del ruolo di Marta è proprio essere il suo personaggio reale , non un supereroe”
Suo marito è un esperto di inseguimenti ed esplosioni. Le ha dato qualche consiglio su come affrontare le scene più pericolose?
“Sì. Torna a casa sana e salva”

giovedì 16 agosto 2012

INTERVISTA A DAVID LYNCH “Non potrei mai avere una certa idea, né ottenere una certa immagine , se non procedendo per tentativi”

David Lynch è un mostro sacro. Regista del famoso Twin Peaks , vi ricordate il famoso quesito chi ha ucciso Laura Palmer?. Si è sposato 4 volte , l’ultima nel 2009. Dipinge e fotografa ,da quando era giovane, e pratica meditazione trascendentale e la promuove nel mondo tramite la David Lynch Foundation for Counscioness-Based Education and Peace. Produce un caffè biologico , un sito di documentari, ha scritto libri, commenta quotidianamente il meteo di Los Angeles , composto musica per i suoi film. Possiede un club esclusivo di Parigi , Il silenzio di Montmartre, ha firmato campagne pubblicitarie importanti , ha reinventato la forma di due bottiglie della famosa marca di champagne Dom Pérignon.

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Ha qualche ricordo speciale dell’Italia?

“Ci sono stato tante volte con Dino De Laurentiis ( produsse molti film di Lynch ndb) . Una volta ad Abano Terme con Silvana mangano , e un’altra a Venezia. Dino mi portò a Piazza San Marco. Era la prima volta , e lui scelse di arrivarci in modo speciale”

In che senso?

“Mi spiegò che se percorrevi una certa strada la visione era particolarmente suggestiva. Poi prendemmo una barca e andammo nel ristorante dove era stato Ernest Hemingway , sull’isola di Torcello. Ricordo un altro viaggio nel Sud , a Catania e Palermo. C’erano Isabella Rossellini , Silvana Mangano e Marcello Mastroianni. Era estate , erano i tempi di Oci Ciorne e il regista Nikita Michalkov aveva trovato un ristorante , una vecchia casa in collina. Stavamo seduti in giardino in mezzo al verde , ogni portata era a base di funghi , tutti buonissimi , e Marcello raccontava una storia dietro l’altra. Una serata meravigliosa”

La sua collaborazione con Dom  Pérignon punta sul principio della sperimentazione . Per lei che cosa significa sperimentare?

“Provare cose diverse e vedere quello che ne viene fuori. Non potrei mai avere una certa idea, né ottenere una certa immagine , se non procedendo per tentativi”

Quindi prima di cominciare non sa quale che risultato vuole raggiungere?

“Assolutamente no. Magari so che se metto insieme A e B probabilmente otterrò la lettera successiva . Ma non puoi esserne certo finché non provi”

Questo vuol dire anche mettere in conto di commettere parecchi errori

“Devi avere la libertà di sbagliare. Stavo giusto leggendo la storia di James Wright , lo scienziato che ha inventato per caso la silly putty. Stava cercando di creare qualcos’altro e invece ne venne fuori con questa sostanza che è diventata un gioco per bambini e ha fruttato milioni di dollari. Quando mischi le cose , si possono verificare fortunati incidenti”

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Lei sostiene che la sofferenza è nemica della creatività

“Facciamo l’esempio della depressione. Chi ne soffre non ha neppure la forza di alzarsi dal letto. E’ veramente difficile in una situazione del genere avere idee”

Ha citato la depressione perché le è capitato di soffrirne?

“Penso che chiunque sappia che cos’è la negatività , o sia passato attraverso momenti di fatica o di malinconia più profondi. E’ per questo che possiamo immedesimarci con quello che accade in un film. O leggere Delitto e castigo anche se non abbiamo mai ucciso nessuno”

Lei e Mel Brooks avete ricevuto un diploma onorario dell’American Film Institute . Brooks è il suo produttore esecutivo di Elephant man , il suo primo film importante. Quanto conta avere al proprio fianco le persone giuste al momento giusto?

“Il fato mi sorrideva se sono stato così fortunato da avere Mel Brooks con me. Mi diede alcuni input sulla sceneggiatura ma mi lasciò la libertà di filmare alla mia maniera. E si parò come un carro armato tra me e chiunque infierisse con il film. Ero alle prime armi , avevo bisogno di protezione e lui me l’ha data. Gli devo molto”

martedì 14 agosto 2012

INTERVISTA AD AMANDA LEAR “Ho lavorato con Belén e francamente oltre ad essere una bellissima ragazza , non vedo quale talento possegga”

Amanda Lear ha ormai lasciato l’Italia.

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Una nuova vita , via dall’Italia e dalla televisione?

Mi è solo capitato un gran colpo di fortuna. Quattro anni fa , un produttore teatrale francese mi ha proposto la parte della protagonista nella commedia Panique au ministere. Un vero azzardo. Nessuno credeva che potessi recitare , tutti ridevano alle mie spalle”

Facile immaginare che si sia lanciata

“Si, ma con una fifa tremenda. Non dormivo più , ero dimagrita . Alla fine è stato uno straordinario successo. In due anni il teatro Porte Saint-Martin ha avuto ben 400 mila spettatori , poi siamo partiti in tournée per altre città francesi . Ora con la stessa produzione abbiamo portato in scena Lady oscar , in cui interpreto una sorta di Anne Wintour , la direttrice di Vogue , elegantissima ma insopportabile”

Ha scoperto la vocazione teatrale un po’ tardi

“E’ un lavoro faticosissimo , niente a che vedere con cinema o televisione. Sei in scena sei giorni su sette. Ne we fai addirittura due spettacoli al giorno. Eppure non vedi l’ora che ricominci. E’ una droga , rimpiango solo di non averla scoperta prima. E pensare che Patroni Griffi e Mauro Bolognini , tanti anni fa , mi avevano incitato a fare teatro”

E’ un modo per dimenticare gli insuccessi televisivi?

“ A un certo punto ho capito che in Italia stavo solo perdendo tempo. Non era così una volta. Quando ho incominciato a fare televisione le ragazze dovevano saper ballare , cantare e recitare. Ora non serve più nulla , basta solo essere carine. Ho lavorato con Belén e francamente oltre ad essere una bellissima ragazza , non vedo quale talento possegga”

Lei  ora parla male della Tv ma ha condotto vari programmi , negli Anni Ottanta è stata una delle star del nascente impero di Silvio Berlusconi

“All’epoca ci si divertiva davvero . C’era una forma di sperimentazione , anche di innovazione. Poi la qualità è precipitata. Anche Berlusconi all’inizio non era un uomo così pesante. Quando penso a com’è finito , poi”

Salvador Dalì aveva più classe

“La prima volta che mi vide , disse “Che bella faccia da teschio che hai”. Fu una passione travolgente , durata quindici anni . Non mi amava perché ero forte . Anzi era attratto dalla mia fragilità”

Era un ménage a tre con la moglie,Gala?

“Lei era più anziana di lui. Ha subito accolto bene il mio arrivo. Trovava sempre un pretesto per assentarsi , per lasciarci da soli. Ad un certo punto tornava e allora ero io che me ne andavo. E’ accaduto persino che fosse lei a pagare i biglietti aerei per farmi andare in Spagna”

E’ con Dalì che ha imparato a dipingere?

“No, è un passatempo che ho sin da giovane. Lui sosteneva che le donne non possono dipingere perché non possiedono testicoli e il talento, almeno per la pittura , risiede in quell’attributo maschile. Per me che faccio spettacolo da una vita, dipingere è un modo di isolarmi in una dimensione solitaria. In questo periodo , posso farlo solo il lunedì, l’unico giorno di riposo dal teatro”

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Ma è anche una donna molto mondana . Colleziona sempre amanti?

“Ho la fortuna di essere ancora corteggiatissima dai ragazzi. I giovani capiscono che una sessantenne come me ha tanto da raccontare e insegnare , non solo al letto. Insomma è una piacevole distrazione , per me  sono solo avventure. Non cerco più l’amore”

Nella sua biografia di Wikipedia una parte è dedicata alle polemiche sulla sua presunta transessualità. Ovviamente lei né conferma e né smentisce?

“Qualsiasi cosa io dica , è una voce che continua a girare da anni. Credo che mi abbia fatto un’enorme pubblicità. Forse è anche a questo mistero che ho venduto così tanti dischi. Qualche anno fa ,  ho posato nuda in un servizio fotografico . Molti fan sono rimasti delusi , vedendo che ero una donna come tutte le altre”

In Italia dunque non la rivedremo?

“Ricevo solo proposte di lavoro deludenti. Certo , mi mancano alcuni amici. E ci sono città , come Roma e Napoli, che sono nel mio cuore. E forse ho nostalgia di certi maschi italiani , un po’ cattivelli ma comunque seducenti. Pazienza”

La sua ultima canzone s’intitola La Belle et la bete. Supponendo che lei sia la bella, chi è la Bestia?

“E’ un gioco erotico. Una canzone disco intorno all’idea di far sesso al telefono. Abbiamo girato il video nell’hotel Meurice, proprio nella stanza dove dormiva Dalì. Le autorità francesi volevano proibirlo ai minorenni , ma dopo le mie proteste hanno desistito. In fondo , non sculetto né mostro qualcosa di più di quanto fanno Madonna o Lady Gaga”

Direbbe ancora W le donne , come in uno dei suoi primi programmi tv?

“Certo, basta guardare una come Angela Merkel. Abbiamo preso un po’ di potere e sarà sempre di più così”

E anche W gli uomini?

“No, perché la situazione terribile nella quale ci troviamo è anche colpa loro. E poi questi uomini di potere si mettono sempre nei guai. Basta vedere quanti scandali ci sono stati negli ultimi anni”

Non vorrà svelarci la sua età, altro mistero che lei alimenta , ma può almeno dirci se, e quando, pensa di smettere con lo spettacolo?

“Ho già previsto tutto. Una mattina mi alzerò e scomparirò. Andrò nella mia casa in Provenza , mi ritirerò in mezzo a quadri e gatti. Sarò come Greta Garbo . E allora non mi vedrete più”

lunedì 13 agosto 2012

INTERVISTA A CHIARA MUTI, FIGLIO DEL MAESTRO RICCARDO "Il perfezionismo: a volte ti fa fuggire per paura di non essere all'altezza. Mia madre mi ha raccontato che agli inizi il babbo aveva molti dubbi sulle sue capacità"

Chiara Muti è la figlia del grande Maestro Riccardo Muti. A luglio la figlia ha portato in scena la sua prima opera lirica "Sancta Susanna".



L'idea di coinvolgere Chiara nel progetto è stata sua?
Riccardo "Le ho  proposto questo lavoro perché è preparata. Ha recitato a teatro e al cinema , suona al pianoforte, disegna benissimo: a casa ho incorniciato i suoi schizzi di quando era così piccola per Così fan tutte. Ha seguito le grandi regie alla Scala , Salisburgo, Vienna.... Aveva 7-8 anni e stava sveglia fino alle due a vedere le ultime prove-luci. E poi sa bene come la penso sulle regie"

Cioè come?
Riccardo "Quando una regia è fortemente provocatoria e non ha niente a fare con la musica danneggia solo la comprensione. Chiara è cresciuta in un ambiente dove per la musica c'è rispetto . Ed è una donna : quindi più adatta a capira la Sncta Susanna, credo"
Chiara "Sintetizzando , è una giovane costretta a prendere i voti che un giorno di primavera , mentre la natura si risveglia , sente da lontano i suoni di un amplesso e riscopre sil suo corpo . Il finale è tragico , con lei che si straccia le vesti davanti al crocifisso"

Un tema scabroso
Riccardo "Ai suoi tempi fece scandalo ( la prima fu nel 1922 ndb)

E stavolta?Effetti shock , nudi in scena?
Chiara "Mai. La musica è talmente forte : non serve altro. La carne in teatro è sfacciata e volgare. A me interessa la sofferenza di chi è attratta da un mondo e non può più accedervi; e vive questo desiderio con colpevolezza"

L'ha preoccupata di più l'opera o collaborare con suo padre?
Chiara " Mi preoccupava non avere tempo. Mi ha chiamata solo quattro mesi fa , quando stavo lavorando a quello che sarebbe stato il mio debutto da regista , l'Orfeo di cristoph Willibald Gluck per il festival di Montpellier a settembre. Quindio mi sono detta : sarò in grado di due opere e la bambina? Perché per noi donne è così , non abbiamo una moglie che pensa tutto. Ho un marito pianista che non c'è mai. Poi ho deciso: a quasi quarant'anni sento di potermi dare questa chance. Forse essere diventata madre conta. Quando hai un figlio vedi tutto con occhi diversi : per quanto il resto continui ad avere valore , riesci a viverlo con leggerezza . E con più libertà"

Il maestro e ha dato qualche dritta?
Chiara "Mi ha detto solo - Di sicuro mi piacerà"
Riccardo "Chiara ha una personalità spiccata, non è a disposizione delle idee di suo padre. Ci assomigluiamo, e quando due persone si assomigliano non vanno a braccetto : c'è un rapporto dialettico"

In che cosa vi assomigliate?
Riccardo "Forse in un certo modo di affrontare il mondo senza compromessi"
Chiara "Nel carattere. Nelle reazioni alle piccole cose : lo sguardo di fronte ad una notizia in tv, il modo di muovere le mani : abbiamo mani uguali. Dei tre figli , sono quella che più ha preso pregi e difetti dei Muti"

Un difetto di Chiara?
Riccardo "Non lo dico , dato che mi assomiglia sarebbe come ammettere un difetto mio..."

Un difetto dei Muti?
Chiara "Il perfezionismo: a volte ti fa fuggire per paura di non essere all'altezza. Mia madre mi ha raccontato  che agli inizi il babbo aveva molti dubbi sulle sue capacità. Questo perché si deve avere obiettivi altissimi"

Chiara è l'unica dei suoi tre figli ad avere seguito una carriera artistica: tra voi c'è un rapporto speciale?
Riccardo "Non èper me sono uguali. Forse con lei, senza far torto agli altri, ci capiamo a sguardi: non c'è bisogno di tante parole"

 E' orgoglioso di lei?
Riccardo "Sì, perché stata bravissima , studiosa, seria nel lavoro e nella vita. E bella"

E' stato un padre severo?
Riccardo "No. Be', se una cosa è proprio orribile lo dico. Ma , dato che ho subito con una certa sofferenza la severità di insegnanti e genitori, ho cercato di non infliggerla a mia volta"
Chiara "Non c'era mai (neanche la mamma) e quindi quando tornava era dolce , non ci faceva domande sulla scuola per esempio. E noi siamo stati tutti bravi : ci siamo armati per la vita da soli. E' andata bena anche a loro"
Riccardo "L'importante è dove si cresce. Quando lavoravo a Filadelfia e i bambini erano piccoli  tutti mi chiedevano: come mai non li porti potrebbero studiare nelle grandi scuole americane. Io rispondevo no, devono fermarsi dove sono nati perché se uno ha radici forti può andare ovunque . Se le radici sono deboli non si va da nessuna parte"

E' vero che quando sua figlia studiava canto lei si tappava le orecchie?
Riccardo "Non me lo ricordo"
Chiara "Chiedevo a mia madre di insegnarmi le arie famose e lui arrivava all'improvviso "Ma cosa sono questi fischi di treno!". E poi diceva "Oddio, che non faccia la cantante , uno dei mestieri più orribili.... Schiavo per sempre delle tue corde vocali"

Chiara ha sposato un pianista . Com'è stato accolto un altro musicista in famiglia?
Riccardo "Contenta Chiara..."
Chiara "L'ho conosciuto perché papà lo aveva scelto come solista per una tournée, ci mancherebbe che dica qualcosa.."

Quattro anni a Parigi, un matrimonio , una figlia. E' riuscita anche a lavorare?
Chiara " Poco. Quando è nata la bambina ho mollatio tutto per stare con lei: non riuscivo a fare altro, forse non ho saputo organizzarmi... Adesso ha 16 mesi e va meglio".

Lei ha viaggiato con i suoii genitori molto più dei suoi fratelli
Chiara "Ci portava a turno. Ma a loro non interessava , e io invece sempre lì a chiedere. "Posso venire?"

Le mancavano quando restava a casa?
Chiara " Sì, però mi informavo sull'opera che mio padre stava dirigendo , disegnavo i costumi e poi, in camera mia, interpretavo tutti i ruoli. Una pazza... Sempre avuto sta mania di rimettere in scena qualcosa che mi sfuggiva . E faceva sparire i miei genitori"

Un momento difficile con suo padre?
Chiara "Quando gli dissi che mi sarei trasferita a Roma a vivere con un fidanzato . Era perplesso , dopo quattro anni con lui a Milano mi allontanavo dal suo occhio vigile"