lunedì 5 dicembre 2011

INTERVISTA A KRISTEN DUNST “Non faccio niente di particolare per tenermi in forma. Ancora meno quando giro , perché si lavora così tanto, si è così stanchi, che l’ultima cosa che ti viene in mente è andare in palestra”

Kristen Dunst è la protagonista di Melancholia di Lars Von Trier “Lars Von Trier è stato categorico : mi ha detto che nei miei occhi doveva leggersi solo la tristezza”.

Lei è sopravvissuta alle riprese o a Lars Von Trier

“Più che faticoso è stato catartico , mi sono lasciata andare e sono diventata vulnerabile. E’ stato difficile immedesimarsi, a volte doloroso ; alla fine delle giornata mi trovavo senza energie”

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Dove ha cercato le emozioni per raccontare la depressione?

“Lars e io abbiamo parlato molto della sua esperienza con la depressione. Ci siamo scambiati idee su come si manifesta e come viene percepita. Lars ne ha sofferto a lungo e ha ancora alti e bassi. Ognuno la vive in maniera diversa. Lui non solo la tiene a bada , ma la usa per scrivere storie incredibili. Io ho preferito dimenticarla. Non sono così forte da utilizzarla , anche se so benissimo che alle spalle di tanti libri e opere d’art ci sono storie di nevrosi”

Raccontarla al cinema è stata una bella sfida

“Certo. Quando sei depresso non fai molto, dunque sai che noia filmare uno che rimane immobile e catatonico tutto il giorno! Devi inventarti qualcosa e Lars ci è riuscito , mettendo in scena quell’idea meravigliosa del pianeta che incombe, del cielo che diventa sempre più nero , della fine di tutto che si avvicina ed è davvero quello che provi: ti sembra che il mondo ti cade addosso. Anche se poni, paradossalmente , in certe situazioni estreme , i depressi sanno reagire con un’improvvisa energia. Se non ti aspetti nulla della vita , non hai più paura”

Ha lavorato con Alexander Skarsgard

“lo adoro, è così dolce. Ed è un ottimo attore. Anche molto divertente , e non è male trovare qualcuno che tiri su di morale. Poi è bello. In una scena dovevamo spogliarci entrambi… Lui si è tolto la camicia e io l’ho fermato "Ehi, no, stop, stop, sei troppo bello , togliti prima i pantaloni e tieni su i calzini , dai!”. In The Blood era sempre senza una camicia ed era un piacere vederlo”

E’ stato imbarazzante per lei spogliarsi nella scena in cui si sdraia e la macchina da presa la studia?

“Una scena splendida , che fa capire molto bene l’intimità del rapporto tra Justine e il suo pianeta , fra lei e la malinconia. Sapevo che sarebbe stata bella, ma mentre la giri è diverso. E’ buio, fa freddo, ci sono zanzare , c’è lo scenografo che sistema la scena e ti veste. Poi, inizi ed entri nella magia del cinema”

Vederla nuda attira inevitabilmente l’attenzione sulla sua bellezza

“Non faccio niente di particolare per tenermi in forma. Ancora meno quando giro , perché si lavora così tanto, si è così stanchi, che l’ultima cosa che ti viene in mente è andare in palestra”

Tutte le attrici che hanno lavorato con Lars poi ne parlano con totale venerazione

“E sa perché ne parlano così? Perché recitare con lui è un’esperienza liberatoria. Sa dove vuole arrivare e ti ci fa arrivare , senza costringerti. Fa tutto lui. Non sapevamo che cosa avremmo fatto, sapevamo solo che quella determinata scena si sarebbe girata in quella data stanza. La macchina da presa vaga per un quarto d’ora , lui può essere presente o anche no e tu ti senti nelle sue mani . Sul set regna un’atmosfera magica”

Per questo è riuscito a tirarle fuori quello che aveva dentro?

“Direi di sì , è una qualità che vorrei avere anch’io se mai un giorno dovessi passare dall’altra parte della macchina da presa. Dipende da come sai parlare agli attori , dal feeling. Una bella ripresa da sola non basta: si devono percepire le emozioni e Lars è in grado di tirare fuori dagli attori cose di cui nemmeno loro sono consapevoli. Una volta con Charlotte Gainsbourg stavamo interpretando la scena del pianeta in un certo modo. Lui mi ha fermato “Okay, rifai la scena come se fossi dispiaciuta per il pianeta , come se il pianeta fosse la cosa più bella per te” . E tutto è cambiato”

E’ mai violento con gli attori?

“Se qualcuno lo fosse , mi bloccherei. Non puoi aprirti se non ti fidi del tuo regista e neppure se ti maltratta”

Lei ha difeso Lars Von Trier a Cannes , dopo le sue dichiarazioni che sostenevano il nazismo

“Non ho voglia di parlare di questo argomento. Lui ha sbagliato , ma è stato provocato ed è un provocatore lui stesso e le sue parole a volte sono solo paradossi”

Quando lei attraversa momenti bui , cosa la aiuta davvero?

“Avere un copione da studiare e andare in un altro mondo. E’ successo con Melancholia. Convivere con la depressione è difficile , ma in un certo senso percepisce le cose meglio degli altri, le conosci più in profondità , ti trasformi in una specie di profeta. Mentre studiavo la parte, mi sono ritrovata a fare mille riflessioni. Mi piaceva la depressione di Justine così psichica e romantica al tempo stesso. Il pianeta che si avvicina alla Terra per lei è una sorta di amante perduto. In quel momento puoi avere tutte le preoccupazioni del mondo, ma sei lì, col copione fra le mani , t’immergi nella storia , evochi immagini ed emozioni. E dimentichi tutto il resto”

I ruoli difficili sembrano piacerle

“Mi piace lavorare accanto a persone di cui condivido la visione del mondo, come Sofia Coppola. Mi piace fare parte delle loro storie”

Tornando a Melancholia , qual è la stata la scena più difficile da girare?

“Quella con Charlotte Gainsbourg alla fine. In tanti altri momenti siano in sintonia , ma in quella no. Tendo ad andare d’accordo con tutti sul set e quando non è così provo disagio . In quel caso non so cosa sia successo , mi sembrava strana anche la mia voce, strana e fastidiosa”

Come è stato il passaggio dai film di cassetta come Spiderman a questo?

“Mi piacciono tutti i film di tutti i generi , perché ho bisogno di esprimere stati d’animo diversi. Vorrei che mi chiamassero per una commedia. Dopo essermi vista in questo film ho pensato “Voglio guardarmi ridere”. Non puoi essere sempre cupa , pesante. La prossima volta voglio spassarmela!”

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E’ vero che la scena del matrimonio è cambiata perché l’abito doveva essere molto speciale e ha dovuto indossarlo per circa due mesi?

“Sì, ma mi piace che Justine lo strappi , senza preoccuparsene molto , che si tolga gli orecchini, si faccia un bagno e se lo rimetta come se si trattasse una maglietta qualsiasi. Era davvero qualcosa di completamento inedito , anche se si raccontava un matrimonio”

E se finisse il mondo , sarebbe calma come il suo personaggio nel film?

“Proprio per niente , sarei come Charlotte : andrei fuori di testa”

Crede nella spiritualità , in un ordine cosmico o nel destino?

“Non mi faccia entrare in questi discorsi”

Ha fiducia negli esseri umani?

“Il nostro inconscio è estremamente potente e se pensi intensamente a qualcuno, ti arriverà un email da parte sua. Credo che siamo stati tutti collegati”

Non le spiace che stiano girando un quarto Spiderman senza di lei?

“Gli attori sono tutti bravissimi e alla prima non mancherò. Certo, è strano che ti dicano “Sei troppo vecchia per questo ruolo” quando hai solo 29 anni”

Lei è reduce dal set di Sulla strada

“Sarà un film importante , tratto com’è da un romanzo che ha affascinato numerose generazioni. Mi piace il regista , Walter Salles, e mi è piaciuto molto uno dei suoi film , I diari della motocicletta”

E’ stata anche lei in un campo di addestramento beatnik come il protagonista , Sam Riley?

“Non era necessario , perché il mio ruolo era meno importante. Ma ho letto il libro di Carolyn Cassidy , Off the road, un grande libro in cui l’autrice racconta i vent’anni passati da Kerouac e gli altri poeti di quella generazione. Adesso però basta film seri : voglio farvi ridere!”