sabato 23 luglio 2011

MADYUR VA IN FERIE


MADYUR VA IN FERIE.
Ci vediamo ad Agosto con le notizie nuove
Continuate a leggere il mio blog
Ciao

venerdì 22 luglio 2011

INTERVISTA ALL’ON. PICIERNO DEL PD “Fa male la vergogna provata durante l’emergenza sbarchi, con gli occhi del mondo addosso e la Camera impegnata anche di notte per il processo breve . Scandaloso”

Su Agorà, programma di Rai Tre si è sentito un deputato leghista , Massimo Polledri , dire ad una deputata del Pd “potrebbe essere una bella sorpresa per te se caliamo le braghe”.

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Onorevole Picierno , non sono esattamente bei momenti per il dibattito pubblico..

“E’ la mia prima legislatura e sono delusa dal basso senso delle istituzioni che hanno certi miei colleghi. E le parole di quel troglodita (Plledri ndb) fanno persino male della vergogna provata durante l’emergenza sbarchi, con gli occhi del mondo addosso e la Camera impegnata anche di notte per il processo breve . Scandaloso”

Ha visto il manifesto della festa del Pd? “Cambia il vento”, dice, e si vede la gonna di una ragazza che si alza.

“Un manifesto stupido, inopportuno, sbagliato. Ma che senso ha? Provo orrore per l’immagine di una ragazza senza testa e solo gambe , che è costretta a trattenersi , e quindi in qualche modo a difendersi. Ci voleva invece una donna con begli occhi rivolti al mondo , un messaggio di apertura”

L’immagine usata per i referendum con i quattro sì pronunciati da una ragazza in pieno orgasmo (“Vieni a votare”) , non è che poi fosse poi molto meglio

“Condivido, anche se il Pd lì non c’entra. Comunque evidentemente c’è un problema di racconto e di uso del corpo femminile. Nel Paese le donne e i giovani hanno contribuito in maniera determinante a un cambio di rotta nella sensibilità e nell’opinione pubblica , ma questo non emerge. Abbiamo un premier che dà un esempio pessimo, ma il problema esiste a prescindere da Berlusconi”

Lei è campana e oggi ritorna a parlare dell’emergenza rifiuti a Napoli

“Noi campani siamo i primi a soffrire. Bisogna capire che quando si dice crisi dei rifiuti si dice camorra, e quindi per risolvere il problema occorre partire dalla lotta alla criminalità organizzata”

Il Comune di Milano ha intenzione di aprire il registro delle coppie di fatto , lo stesso vorrebbe anche fare Napoli. Sul tema delle unioni civili il parlamento è un grande ritorno sulla società

“Io sono per il pieno riconoscimento dei diritti, naturalmente anche per le coppie omosessuali, che è giusto vivano il loro rapporto con tale pienezza”

E sul fronte adozioni?

“Su quel versante sarei più prudente. Mi piacerebbe che ci fosse una discussione seria in Parlamento, ma senza gli isterismi visti per esempio sul biotestamento , fatti apposta per far saltare il tavolo. Sarebbe inaccettabile”

Se non fosse onorevole , cosa farebbe ora?

“Certamente so cosa farò: vorrei aprire un ristorante, cablato per navigare in pace , immerso in un uliveto. Non sa quante tensioni mi risolve mettermi a spadellare… E poi farò una mostra fotografica : scatto immagini ovunque! E’ una grande passione , anche se non totale come la politica , che per me non è un lavoro : ho avuto la fortuna che lo diventasse per il tempo di questa legislatura . Poi si vedrà”

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Cosa ho trovato di così interessante nel linguaggio politico di De Mita?

“Era la mia tesi di laurea, in cui ho analizzato il linguaggio politico degli anni 80. De Mita lo ha innovato , con metafore mutuate dal calcio e da altri campi. Se mi chiede perché ha deciso di lasciare il Pd , dico che ancora non l’ho capito , né lui me l’ha spiegato. Anche perché è da allora che non lo sento”

mercoledì 20 luglio 2011

INTERVISTA ALL’ATTRICE ROBIN WRIGHT “Più che proteggere i figli, proteggiamo noi stessi da ciò che non siamo in grado di accettare o capire delle loro scelte , del loro comportamento”

Gli impegni di Robin Wright si sono moltiplicati. Entro la fine dell’anno esce Millenium. L’adattamento a Uomini che odiano le donne e Moneyball con Brad Pitt. Inoltre è al cinema con The Conspirator dove ripercorre il processo agli assassini di Lincoln.

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Prima donna giustiziata nella storia degli Stati Uniti , Mary fu giudicata da una corte militare , ma restano molti dubbi sulla sua colpevolezza. Una specie di peccato originale nella storia americana?

“E’ una vicenda poco conosciuta , ma la cosa interessante è che offre molti spunti di riflessione su ciò che accade ancora adesso , nel ventunesimo secolo. Mary ( il suo personaggio ndb) non ebbe diritto a un vero processo , come garantisce la Costituzione, perché qualcuno pensava che il Paese , per restare unito, avesse bisogno di una condanna esemplare”

Che cosa sapeva di lei?

“Niente, non avevo mai sentito il suo nome. Ma io non faccio testo , dormivo sempre durante le ore di storia. Devo dire, però, che quando Redford mi ha chiesto di accettare la parte, non me l’ha presentato come un film politico. Al telefono mi ha detto solo “Robin , questa è una storia che parla di umanità, di rapporti tra le persone”

Riesce difficile non scorgervi anche riferimenti a emergenze recenti, come Guantanamo

“Il film mostra quanto è facile corrompere il corso della legge , violando la Costituzione e le libertà civili , ma questo purtroppo avviene in molti paesi , non solo nel mio. L’altra cosa interessante è che nel corso della storia non si capisce mai quanto il mio personaggio sia realmente coinvolto nel complotto , né quanto sappia della consapevolezza del figlio , che è il maggior indiziato e paradossalmente alla fine sarà amnistiato. E’ stato questo dubbio , questa ambiguità , che Redford ha deciso di non sciogliere , che mi ha convinto ad accettare , perché assomiglia molto alla realtà. Per quanto ne sappiamo, Mary è solo una madre che cerca di difendere e proteggere il proprio figlio. E questi sentimenti sono relativamente condivisibili , non mi è stato difficile comprenderli e interpretarli : mi ci ritrovo , è un atteggiamento istintivo”

Vuol dire che, da madre, rinuncia a giudicare con lucidità la condotta dei suoi figli?

“Voglio dire che spesso siamo noi genitori che non vogliamo vedere e che, più che proteggere i figli, proteggiamo noi stessi da ciò che non siamo in grado di accettare o capire delle loro scelte , del loro comportamento. Se solo penso a quello che facevo io all’età loro , mio dio! Ma questo è un po’ troppo freudiano”

Per stare coi bambini ha rifiutato molti film: anche questo , più che per loro , l’ha fatto per proteggere se stessa?

“Diciamo che nemmeno questo l’ho inteso come sacrificio . Per me è stata una scelta normale. Anzi inevitabile: non sarei mai stata capace di stare ore sul set coi figli e la baby sitter dietro. Non sarei stata in grado di girare dalla mattina alla sera scene, magari pesanti , col pancione. Oppure di rientrare a casa coi bambini piccoli che ti chiedono : mi aiuti a fare la casetta? Mi prendi in braccio? Mi racconti una storia? Semplicemente per me era una cosa impossibile”

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Come è andata con Redford ? Era la prima volta che lavorava con lui?

“Nel 2001 abbiamo girato un film assieme: era mio padre nel Castello, di Rod Laurie. Ma non è questo che conta …come faccio a spiegarglielo? Per una della mia generazione , Robert Redford è un punto fermo.. Se è della mia generazione capirà. Robert Redford ha le spalle larghe . Oltre ad essere un bravissimo narratore e un grande regista , ha una grande umanità. E poi è onesto e sempre molto lucido , con lui ti senti in buone mani, non è quel tipo di maschio cialtrone”

In The conspirator è sofferente e anziana: che effetto le ha fatto vedersi sciupata?

“Accettare di invecchiare è una specie di disciplina , bisogna pure impararla. Ma quello, grazie al cielo, era solo un trucco”

Ho letto che questa fase della sua vita rappresenta un nuovo inizio. Di che cosa?

“Davvero l’ha letto? Mah! Io all’orizzonte di nuovo, vedo soltanto film: due pronti , altri quattro in cantiere. E ora che ci penso , in effetti mi sento piuttosto stanca”

Non ci va in vacanza?

“Ah sì, e sa che le dico? Verrò in Europa, anzi in Italia”

In Italia dove?

“Sulla costa”

E’ praticamente tutta coste , più di 7 mila Km…

“Portofino, Capri, mi sa”

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E sì che la dipingono come una donna decisa , determinata

“Ok”

In che senso?

“Dico ok. A quella definizione di me rispondo che è ok, mi sta bene”

C’è qualcosa che si augura?

“Quello che veramente mi auguro adesso è di diventare grande in fretta. Mi sono stancata di aspettare”

lunedì 18 luglio 2011

INTERVISTA AL REGISTA OLIVER STONE “Com’è possibile che uno come lui (George Bush jr) sia diventato presidente? Io sono ancora sotto shock”

Oliver Stone non era contento di aver fatto una volta “Alexander” , il kolossal americano, lo ha diretto per ben tre volte. Non sequel , ma rivisitazioni. Uscì nel 2004 , e non fu un successo. A Stone vennero imposti dalla casa cinematografica Warner Bros : la durata (175 minuti) , stile e tematiche ( ridurre violenza e accenni all’omosessualità) e strategie di lancio. Il film incassò 33 milioni negli States e 132 nel mondo. Senza dimenticare i proventi dvd.

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Quindi economicamente non andò male. Ma Stone non era contento. Ha rimontato l’opera nel 2005 , ma nemmeno questa gli piaceva. E’ tornato un ultimissima volta in sala di montaggio ed eccolo con “Alexander Revisited: The Final Cut” lungo 220 minuti. Uscirà in dvd sempre con la Warner.

Perché ha voluto rimontare per la terza volta Alexander?

“Perché né il film originale , proiettato nei cinema , né la versione homevideo corrispondevano a ciò che avevo in mente quando scrissi il copione. E non davano l’idea della quantità e qualità delle scene girate. Questo film non si poteva fare in due ore e mezza. E’ il progetto più ambizioso che abbia mai affrontato nella mia vita”

La versione finale ricalca fedelmente il copione?

“Sono andato oltre. Ho voluto evidenziare due percorsi paralleli. Il primo, quello in cui Alessandro si avventura per terre sconosciute, la fine del mondo aristotelica. Il secondo: interiore. Lui si chiede chi fossero davvero i suoi genitori. Era figlio di un dio , come sosteneva sua madre Olimpia , o del Re Filippo? Poteva trovare un’armonia in questa genesi duale? Poteva riunire quei genitori interiori? Ho deciso allora di ricorrere a una narrativa circolare , andando vanti e indietro nel tempo”

In concreto : cosa c’è in questa versione c he non avevamo visto prima?

“Numerose scene di battaglia , da Gaugamela a quella di Multan in India. Abbiamo reintegrato episodi che parlano del rapporto edipico tra Alessandro e Olimpia, e quelli sul suo rapporto con l’eunuco Bagoas. Ho recuperato la scena di baci appassionati tra i due”

Viene dato anche più spazio a Tolomeo , interpretato da Anthony Hopkins

“Ho lasciato che in questa versione Tolomeo raccontasse la storia a ruota libera. La prima, uscita al cinema, era stata stroncata dai critici anche per l’uso di Tolomeo come narratore: dicevano che era una tecnica desueta. Secondo me la performance di Hopkins era strepitosa. Ma solo dandogli più spazio si riesce a capirlo”

Lei dirige spesso il film in grande scala. Come riesce a mantenere il controllo di progetti così costosi?

“Occupandomi del finanziamento , non affidandolo a una major. Nel caso di Alexander durante la produzione non ho dovuto render conto a uno studio. La Warner è entrata in gioco dopo , per la distribuzione. Come sempre succede in fase di montaggio , lo studio mi ha invitato le sue note relative all’uscita del film in Usa. Mi dicevano “Taglia le scene omosex , diminuisci la violenza, accorcia la durata”. Ho ceduto e ho sbagliato”

I formati dvd e blue-ray consentono all’autore di affrancarsi da costrizioni?

“Sì , perché la tecnologia digitale ti permette di montare tutto a tuo piacimento per una spesa minima, e offre allo spettatore varie opzioni, anche quella di rivedersi la versione originale. Inoltre, il blue-ray garantisce una qualità di immagine e suono straordinari , non diversa da quella in sala e superiore a una pellicola vecchia. Sono convinto che nei cinema si dovrebbe proiettare solo in digitale. Io adesso colleziono film solo su blue-ray. Tarantino continua a collezionare pellicole vecchia. A me non interessa”

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Come reagisce alle polemiche che continua a provocare il suo cinema?

“E’ doloroso , perché i politici ti ignorano dicendo che sei un cineasta e quindi non sei serio, mentre dall’altro lato, come regista, ti ignorano dicendo che cerchi di essere politico. Vorrei ci fosse un altro modo , ma come?”

Lei insegue le complicazioni?

“Giusto, ma io esisto in quanto cerco la verità. Lo facciamo tutti : i registi, gli scrittori. Anche voi giornalisti volete scrivere la verità non bullshit , stronzate. La società invece cerca di renderci conformisti. Ma se io fossi tornato dal Vietnam e non avessi mai messo in discussione quello che ho fatto lì, non avrei mai girato Platoon”

In molti film affronta il tema del potere

“Faccio anche film sugli underdog , gli emarginati come in “Natural Born Killers” o “Nato il 4 luglio”. Non mi interessa il potere a sé. Semmai il potere tormentato. Come quello di Richrad Nixon o di Alessandro Magno. Poi c’è il caso George W.Bush (“W”). Non è un potere tormentato , semmai l’opposto. Ma mi interessava per via dell’impatto che la sua presidenza ha avuto sul mondo nel nostro tempo. Con “W” intendevo dare un’interpretazione drammatica di quello che era successo. Com’è possibile che uno come lui sia diventato presidente? Io sono ancora sotto shock”

Non lo ha bastonato più di tanto in “W”

“Perché parto sempre dal meccanismo di identificazione col protagonista della vicenda. Se il protagonista è un serial killer , è d’obbligo mostrarne un lato umano , stabilire un rapporto d’empatia. Senza questo tutto l’impianto drammatico ed emotivo crolla. Ecco perché un autore di cinema drammatico non può mai lasciarsi trascinare dai propri pregiudizi politici”

Si sente parte di una generazione di autori , come Scorsese , Spielberg o Tarantino?

“Non direi, mi situo semmai nelle fessure che si schiudono tra una generazione e l’altra. Io sono emerso come cineasta negli anni Settanta . Tarantino negli anni Novanta. In questo periodo mi sto riguardando tutti i classici del cinema , dagli inizi fino ad oggi. S’impara sempre. A volte mi piace girare in maniera classica , con una narrativa lineare , come “Wall Street 2”, molto vecchia maniera ; altre mi sbizzarrisco con una narrativa a zig zag, avanti e indietro”

Quali sono i registi che l’hanno ispirata?

“Da giovane, gli europei: Fellini, Antonioni, Godard , Bunuel, Truffaut. Ma poi quando sono andato a scuola di cinema sono cresciuto , mi sono reso conto del contributo di Hollywood. Certo, è un’enorme impresa commerciale , ma in America i film riflettono lo spirito del tempo , mentre gli europei sono ripiegati su se stessi. A me piace raccontare storie”

E gli scrittori che ha amato?

“Da giovane Joseph Conrad, James Joyce, Normal Mailer; ma gli scrittori vanno e vengono , a un certo punto il mio preferito era Nabokov. Oggi, a 60 anni mi interessano certi autori che una volta mi dicevano poco. Leggo molti scrittori non fiction , i giornalisti , quelli che affrontano temi politici e morali”

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Si dice che il cinema è in crisi

“Sono invece ottimista. La generazione dei baby-boomers continuerà ad andare al cinema a vedere i film ancora per molti anni a venire. I giovani invece ci vanno solo per i film-fumetto il primo weekend. Ma va bene lo stesso. E’ un buon segno anche il fatto che i cinema sono bellissimi , puliti, con begli schermi e sistemi d’audio d’avanguardia. Mi fanno ridere coloro che rimpiangono i cineclub. Ma chi vuole andare oggi in una sala piccola , sporca e comoda? Evviva le eleganti multisala con platea da stadio , grandi sedie reclinabili , prenotazione di biglietti on line e amenità varie”

Ha mai pensato al 3D?

“Come no , quando è fatto bene. Ho amato “Avatar”, l’ho visto tante volte, e penso che abbiano fatto un buon uso di 3D. Ho visto un bel film animato in 3D “Rango”, che è anche un omaggio a Sergio Leone . Lui avrebbe amato quella tecnologia. Dovrebbero fare film di avventura come “20 mila leghe sotto i mari” o “2001- Odissea nello spazio”, o “l’ultimo dei Mohicani” in 3D”

Lei è mai stato tentato?

“No. Ci vuole tanto più tempo, e tanti più soldi, e non è nella mia natura spendere molto se non è necessario”

Cosa dice del suo prossimo film “Savages”?

“E’ come un western: manicheo, semplice. E’ la storia di tre giovani spacciatori indipendenti, due maschi e una donna , in un business che cresce in California, dove fanno la miglior marijuana del mondo , fino a quando un cartello messicano decide di intervenire. Dei veri gangster si mettono contro i tre ragazzi: personaggi che ricordano un po’ Butch Cassidy e Sundance Kid. Ma i tre decidono di combattere. E lo fanno in un modo molto intelligente , usando tutte le nuove tecnologie. Ma la pagano cara. C’è tradimento , sesso e omicidi, e un gran finale”

Un’ultima domanda. Cosa ha pensato , lei uomo di sinistra coinvolto in politica , quando ha sentito la morte di Osama Bin Laden?

“Vuole mettermi nei guai? Non ho pensato fino a ora a un commento politico. Direi che certamente il suo tempo era arrivato m direi alla gente che ne va fiera che avrebbe potuto venir fatto fuori con meno spesa e più efficacia. Non era necessario spendere miliardi di dollari , combattere due guerre , cambiare leggi sulla sicurezza nazionale , calpestare i diritti civili , distruggere la reputazione americana all’estero , per trovare Osama Bin Laden. Invece siamo caduti nella trappola preparata da Al Qaeda , e abbiamo sbagliato tutto. Ecco il mio commento”

venerdì 15 luglio 2011

INTERVISTA A FRANCESCA INAUDI “Tatuare è imprimere una ferita su un corpo. Ma il tatuaggio , quello che esprime qualcosa di profondo di te , sta dentro il corpo , si incide all’interno : chi lo fa maneggia aspetti molto delicati di una persona”

L’attrice Francesca Inaudi sarà l’interprete nel Il Richiamo di Stefano Pasetto , girato due anni fa in Argentina, insieme a Sandra Ceccarelli. “Non speravamo neanche più che il film uscisse in Italia. Ha vinto il Festival di Villerupt , è stato accolto molto bene a Toronto , ma da noi non c’era la distribuzione. Ho amato quel set e la Patagonia: era la prima volta che ci andavo, non sapevo una parola di spagnolo, ma lì l’ho imparato e ho smesso di parlare italiano anche perché cast e troupe erano quasi tutti spagnoli”.

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E’ invece italiana la donna con cui lei ha una storia : conosceva Sandra Ceccarelli?

“No, e non è stato un amore. E’ stato amore-odio , non un rapporto facile”

Che cosa l’ha reso difficile?

“Siamo completamente diverse, ea abbiamo due modi di lavorare agli antipodi : io sono pratica, veloce. Lei ha bisogno di costruire sovrastrutture, scrive quaderni interi sul personaggio, non la smette mai”

Una donna respingente , come il personaggio che interpreta?

“Entrambe lo eravamo. Io non un carattere facile, lei neppure. Ma alla fine le voglio anche bene , mi ha insegnato tante cose di me , delle mie intransigenze. Quando sono in difficoltà divento aggressiva : sul set ero come un magma incandescente pronto ad esplodere”

Visto il rapporto , come avete fatto a fare sesso?

“Siamo attrici professioniste. E una boccia di champagne argentino ha aiutato”

Era la sua prima volta lesbo?

“No, era già successo in 4-4-2, con Alba Rohrwacher debuttante : io facevo la calciatrice e la circuivo. Non c’è differenza fra baciare un attore che non conosci e baciare un’attrice , è lo steso imbarazzo. Certo , Alba era molto più imbarazzata , perché è più timida di me. L’aspetto problematico delle scene di sesso è però un altro: quando percepisci morbosità in chi ti sta intorno , quando tecnici o altri presenti anziché lavorare guardano stai facendo”

Ma non succederà mai

“invece capita , e in quel momento ti si smonta il personaggio . esci dalla parte e diventi solo tu, donna, davanti a loro”

Nel caso del Richiamo com’è andata?

“Bene, è stata una sola scena e uno dei giorni in cui ci siamo divertite di più. Il rapporto fra i nostri personaggi non è costruito sul sesso, ma sul bisogno di contatto in un momento particolare della vita , tanto è vero che ala fine entrambe tornano a esser etero”

Nel film, lei ha infatti un fidanzato , che per lavoro fa tatuaggi. Un punto di contatto con la vera Francesca , che di tatuaggi è piena…

“Tatuare è imprimere una ferita su un corpo. Ma il tatuaggio , quello che esprime qualcosa di profondo di te , sta dentro il corpo , si incide all’interno : chi lo fa maneggia aspetti molto delicati di una persona. Ti devi fidare del fatto che sappia rendere ciò che gli chiedi , qualcosa che sta nella tua anima e che tu vuoi portare sulla tua pelle”

A proposito di riportare in superficie ciò che sta nascosto dentro : lei va dall’analista?

“Da due anni . E’ un percorso che dovrebbero fare tutti. Il delirio di onnipotenza a un certo punto si deve arrestare , a questo serve l’analisi : a fermare il trionfo del narcisismo , a confrontarti con qualcuno che esamini in maniera oggettiva quello che accade. Io sto imparando molto”

Questa esperienza sta cambiando i suoi comportamenti?

“No, io ho una corazza da bucare. Sono una che controlla tutto , deve essere sempre perfetta perché gli altri non abbiano nulla da eccepire, ho un autostima molto bassa. Il mio lavoro è andare a ritrovare l’emozione intrappolata dalla razionalità , e che finora veniva fuori soprattutto con esplosioni di rabbia , accessi di emozioni violente. Da quando sono in analisi , magari piango più spesso, ma non in maniera aggressiva”

Al lavoro di attrice l’analisi è utile?

“Sì. Ho girato un film a dicembre mi sono accorta che adesso ho meno pudore a utilizzare qualcosa di me dandolo al personaggio , a contattare le mie emozioni profonde e lasciarle andare , senza volerle filtrare , mentre in passato ho sempre cercato di controllarle”

A quale film si riferisce?

Il segreto del web di Marco Pontecorvo, per Rai Uno: sono 4 film , in onda in autunno , sulla violenza alle donne. Con Carolina Crescentini siamo due studentesse che fanno le webcam girls , io per sganciarmi dai genitori altoborghesi , lei per mantenersi all’Università. E’ sconvolgente quante ragazze facciano questo , lo abbiamo scoperto preparandoci”

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Tutte nudi davanti alle webcam?

“No, il trucco è tirarla il più lungo possibile in modo da far pagare di più il cliente. D’altronde, in un paese dove non c’è prospettiva di lavoro e di futuro , dove è considerato normale rendere la donna un oggetto , puoi veramente rimproverare una perché decide di fare soldi facili così? Certo, il passo successivo è la escort. D’altra parte , se quello che conta è solo apparire, non importa saper fare…”

Ha solo 33 anni e fa questi discorsi?

“Nei miei anni ‘80 , noi volevamo i prodotti di marca, perché così ci sentivamo più fighi. Adesso invece si desidera un oggetto non per quello che è ma perché ce l’ha qualcun altro. Oggi non sai perché fai le cose. Mentre se io ho posato nuda per un giornale, so perché l’ho fatto”

Perché?

“Perché amo l’idea di rivedere un giorno il mio corpo, un corpo che mi piace e mi piace che si veda.Un po’ come hanno fatto in passato anche Marilyn e Loren”

Però a volte anche lei ci ripensa: tempo fa diceva che non avrebbe mai fatto la terza serie di Tutti pazzi per amore , e invece adesso la sta girando..

“Stiamo lavorando e andremo in onda in autunno. Non ero convinta , ci ho ripensato anche perché c’era proprio poco lavoro in giro. Ma ho chiesto alcuni aggiustamenti , che sono stati fatti”

Quali?

“Di tornare alla malizia di Maya, alla sua ninfomania adolescenziale che si era un po’ persa nei trip borghesi. Però, i capelli sono più ciclamino che mai , anche se con un nuovo taglio”

La mancanza di Pietro Taricone si sente sul set?

“Sempre. Io poi vado tutti i giorni a cavallo , sulla stessa strada che Pietro faceva quotidianamente per tornare a casa , non potrei non pensarci. E’ stata una brutta cosa, stupida, per la quale a lungo siamo tutte state arrabbiate con lui: gli volevamo un bene gigantesco. Era buono, generoso, sembrava che si dedicasse solo a te e costruiva rapporti unici con ognuno. Educatissimo: ogni mattina arrivava salutando tutti, dando la mano. Sempre disponibile , anche se ogni tanto si annoiava sul set”

Torniamo al cavallo: da quand’è che ne possiede uno?

“L’estate scorsa ho girato Come trovare nel modo giusto l’uomo sbagliato e facevo l’amazzone. Mi sono talmente innamorata che ho comprato Sultano e adesso faccio già gli ostacoli e salto un metri e eventi. E’ un cavallo italiano figlio di un super stallone e di mamma ignota”

Ma il film è uscito?

“Non ancora. Siamo tre protagoniste : Giulia Bevilacqua in versione bionda un po’ ninfomane. Giorgia Surina che fa la reporter. E io , che avendo difficoltà con gli uomini , mi butto sul cavallo che non tradisce mai”

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Fedele come un cane?

“Di più. Da un cane te lo aspetti e poi è una bestia più debole , dipende da te. Il cavallo è lui che decide di darti fiducia, gratuitamente”

Insegna qualcosa sugli uomini?

“Che tutto è basato sull’abbandono all’altro e sulle fiducia: se non ci riesci , il rapporto non funziona”

mercoledì 13 luglio 2011

INTERVISTA A GEPPI CUCCIARI “Ci sono persone che mi trovano molto divertente, altre che si chiedono come sia possibile che io lavori”

Geppi Cucciari 37enne , nata a Macomer (Nuoro) , famosa conduttrice e comica televisiva. In questa stagione ha presentato un programma di successo su Canale 5 ed è stata contemporaneamente in onda tutte le sere con una striscia su La7. Geppi ha condotto Gday su La7 e Italia’s Got Talent alla seconda edizione su Canale 5.

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Sul Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi, le hanno fatto i complimenti per gli interventi durante la lunga diretta elettorale di Mentana. Chissà la sua autostima.

“In realtà ho fatto due collegamenti senza sapere quello che avevi detto fino a poco prima di andare in onda , perché i pezzi li scrivevo man mano che arrivavano i dati. Mentana mi aveva detto “Quando sei pronta mandami un sms”, e dopo un attimo ero in diretta con lui . Credo che sia stato apprezzato l’atteggiamento satirico un po’ bipartisan. Che poi è la bellezza di essere trasversali”

Fiorello ha detto “Pisapia tutte le feste porta via”. Concorda?

“Dipende da chi organizza la festa”

Il riferimento era ai Bunga Bunga party

“Mi parla di un fenomeno da cui sono stata fortunatamente esclusa fin dalla fase di ideazione della lista degli invitati”

Che ne pensa dei Bunga Bunga Party?

“C’è una connivenza tra organizzatori e partecipanti mica da ridere , anche se nessuno è stato costretto a fare ciò che ha fatto. Mi risulta proprio difficile pensare che quello sia un modo di divertirsi , però se così tante persone partecipavano a quel genere di, chiamiamole così, esperienze , vuol dire che ci trovavano un grande divertimento, oppure un grande vantaggio. O entrambi”

Geppi è un nome d’arte?

“MI chiamo Maria Giuseppina , però Geppi non è un nome d’arte tipo Cher. Semplicemente , tutti mi hanno sempre chiamato Geppi fin da quando aveva tre anni”

Lei che ce l’ha fatta grazie al suo talento comico, cosa ne pensa dei molti senza talento che ci circondano?

“Raggiungere il successo è molto facile, un po’ più difficile è mantenerlo grazie alla qualità. Personalmente , preferisco lavorare sodo e lungo piuttosto che avere degli exploit momentanei che non hanno niente a vedere con l’arte”

Secondo lei , l’epoca dei senza talento e dei Lele Mora è finita?

“Non credo. C’è ancora molta attenzione nei confronti di personaggi che non saprebbero cosa scrivere sulla carta d’identità alla voce professione. Io però ho imparato a non guardare mai accanto, ma avanti”

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Geppi Cucciari ha debuttato alla radio e in tivù nel 2002. Fra pochi mesi festeggia il decennale.

“Cerco di non pensarci , e sono convinta che il modo migliore per affrontare questo mestiere senza implosioni emotive sia vivere al meglio quel che succede giorno per giorno, cercando di meritarti non quello che hai, ma quello che avrai”

Parla di implosioni emotive. Lei cosa fa per rimanere “Centrata”?

“Penso che prima sono una donna , poi un’artista. In testa alla mia lista ci sono i rapporti familiari, amicali, strumentali. Il lavoro viene dopo. Senza contare che quello del comico è il lavoro più opinabile del mondo : un mestiere che è un aggettivo. Peraltro , molto soggettivo: ci sono persone che mi trovano molto divertente, altre che si chiedono come sia possibile che io lavori”

In Italia’s Got Talent insieme a lei c’era Gerry Scotti , che invece è suo avversario nel preserale : lui è in onda con Chi vuol essere milionario, lei con Gday

“Spesso , durante il programma , mi arrivano i messaggi di Gerry “Ti guardo”. Perché lui registra e io sono in diretta. Gerry Scotti è adorabile”

Come è Geppi fuori dal video?

Se fossi come sono sul lavoro sarei insopportabile : chi potrebbe aver voglia di interagire con una che dice una battuta ogni 20 secondi ? E’ ovvio che c’è anche quel componente , ma non solo. Sono una che si diverte a fare dell’altro , e che ascolta quello che le si dice”

Parliamo d’amore. Lei ha detto “Ho un cantiere nel cuore”. Come procedono i lavori?

“C’è gente con gli elmetti , un sacco di ponteggi, e la scritta “pericolo crolli”

Gli uomini li seduce con il sense of humour?

“Non è che faccio sfoggio di repertorio mentre sono con un uomo , non mi metto certo a raccontargli le barzellette. Anche perché le odio. Soprattutto quelle sporche , che per me sono l’apoteosi del nulla. Quando mi dicono “La sai l’ultima?”, io rispondo sempre “No, e non la voglio sapere”. Detto questo , osservo le cose con molta attenzione , perché se mi guardo intono c’è sempre qualcosa di cui ridere , a cominciare da me stessa”

Fino a pochi anni fa Geppi Cucciari era una ragazza come tante , con in più la passione per il palcoscenico. Da quando è diventata famosa, l’atteggiamento degli altri nei suoi confronti è cambiato? La sua agenda si è arricchita o sfoltita?

“Le mie amiche del cuore sono le stesse di quando avevo dieci anni : Lucia, Gabriella, Stefania”

Che fine hanno fatto i suoi studi in Giurisprudenza?

“In un cassetto. Mi sono laureata e poi hanno lavorato da un notaio a MIlano. In realtà non volevo neanche laurearmi, però ormai l’avevo promesso ai miei genitori. Dopo, però, ho fatto quello che mi piaceva”

La passione per lo spettacolo ce l’ha sempre avuta?

“Già mentre davo agli esami all’Università a Milano, frequentavo i laboratori di cabaret per imparare le basi”

La sua è la prima generazione cresciuta con la televisione commerciale. Secondo lei il modello femminile caro alla tivvù berlusconiana degli albori ha influenzato i quarantenni di oggi?

“Se ci sono quarantenni cresciuti con Tinì Cansino e che ancora adesso sono rimasti a quell’ideale di bellezza, evidentemente hanno qualche problema. A un certo punto , quello che conta non sono solo le forme , ma il tipo di relazione che instauri con una persona, la qualità del rapporto”

Nella sua comicità , quanto improvvisa e quanto recita un copione?

“Ci sono sempre le due cose , e chi mi segue lo sa”

Chi sono i suoi fan?

“Le mie coetanee, gli over 65, gli omosessuali”

GEPPI CUCCIARI

Pochi giorni fa Cameron Diaz ha dichiarato “Il sesso è il mio sport preferito”. Lei che dice?

“Che si tenga pure in forma così. Io gioco a tennis”

E’ vero che da piccola era pazza di Pierre Cosso?

“Il tempo delle mele mi ha formato, anche se l’uomo su cui ho più sognato è Patrick Swayze , che Dio l’abbia in gloria”

Com’è il suo uomo ideale?

“Deve riconoscere i miei aspetti più belli e accettare quelli meno belli, e mettermi nelle condizioni di fare lo stesso con lui. E poi deve avere un buon odore”

lunedì 11 luglio 2011

INTERVISTA ALLO SCRITTORE E OPINIONISTA HOWARD JACOBSON “A differenza di un ebreo americano che ha una sua identità precisa , io sono un doppio outsider: se faccio troppo l’ebreo rischio di non essere abbastanza inglese, se faccio troppo l’inglese di non essere abbastanza ebreo. E’ una questione complicata”

Howard Jacobson , 68 anni, scrittore. Il suo ultimo libro è L’enigma di Finkler. E’ opinionista per The Independent , non rinuncia a battute in puro sarcasmo ebraico e dall’alto delle 450 mila copie vendute nel Regno Unito, della top Ten del New York Times , di traduzioni in 25 Paesi. Il libro parla dell’amicizia tra Finkler , prototipo dell’uomo di successo , donnaiolo , filosofo da salotto Tv, e il suo ex compagno di scuola Treslove , non ebreo e un fallito. Ha vinto un premio prestigiosissimo , che va ogni anno al miglior romanzo in lingua inglese di Tutto il Commonwealth.

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Lei a chi è più simile?

“Mi chiedono spesso come ho potuto , io così ebreo, creare un personaggio come Treslove , per niente ebreo ma che vorrebbe esser ebreo. La risposta è semplice : Treslove sono io. Ho il suo stesso sentimentalismo , i suoi innamoramenti, le sue paure , le sue domande. I miei genitori erano molto religiosi , io no, ho sempre cercato di capire che cosa fosse veramente l’ebraismo , e sono domande che mi pongo tuttora”

Leggere i suoi romanzi è come prendere un po’ di Woody Allen , di Philip Roth e Mordecai Richler , aggiungere qualche spruzzatina di Wodehouse e mescolare . A chi si sente più vicino?

“Mi diverto a dire che sono più una Jane Austen ebrea che un Philip Roth inglese. In effetti io sono inusuale perché sono un ebreo inglese. E così a differenza di un ebreo americano che ha una sua identità precisa , io sono un doppio outsider: se faccio troppo l’ebreo rischio di non essere abbastanza inglese, se faccio troppo l’inglese di non essere abbastanza ebreo. E’ una questione complicata”

Come una questione di Finkler?

“Appunto. In Inghilterra gli ebrei non hanno mai avuto un ruolo preciso , sono sempre stati in un angolino. Stavano molto quieti , come impauriti. Gli ebrei americani sono stati capaci di influenzare la cultura americana , ma in Inghilterra la cultura è la cultura inglese. C’è poco da fare, anche se le cose stanno cambiando per le nuove generazioni”

Però adesso lei , scrittore ebreo inglese, ha vinto il più importante premio della letteratura inglese

“Infatti, questo ha cambiato il modo in cui mi considerano. Prima dicevano: è molto bravo, ma non vincerà mai un premio, è troppo ebreo, è troppo umoristico o cose del genere. Ora ho centinaia di migliaia di lettori in tutto il mondo e questo mi dà un peso diverso , perché un vero scrittore non scrive per i soldi, ma per essere letto. Finalmente sono uno scrittore felice , e con così tante centinaia di migliaia di lettori”

Lei crede davvero che i peggiori nemici degli ebrei siano gli ebrei?

“Spesso è così. L’antisemitismo più violento viene proprio dagli ebrei, spesso gli ebrei odiano il proprio ebraismo al punto di cambiare il nome , l’identità. Israele poi ha dato loro un nuovo spunto. Possono dire “Sono ebreo ma non approvo Israele”. E’ un po’ quello che racconto anche nel libro quando parlo degli Ebrei Vergognosi , quelle che si vergognano appunto di qualunque cosa faccia Israele”

Si descriva in tre aggettivi

“Sono uno dalle forti certezze e uno dei loro dubbi – che sembrano due opposti – e poi malinconico”

I suoi temi preferiti?

“Sesso ed ebraismo. Qualche volta li mischio, altre volte solo il primo, altre solo il secondo”

Che cosa altro fa di molto ebraico?

“Non ho mai giocato a calcio, però mi piace guardarlo e sono un tifoso del Manchester United , perché è la mia città natale. Non ho mai praticato sport dove c’è contatto fisico. Giocavo a ping-pong e ci ho anche scritto un libro. Mia madre era contenta , perché così stavo al caldo e non prendevo botte”

Peggio di una mamma italiana

“Secondo me sono molto simili. Ogni volta c he vengo in Italia con mia moglie e sediamo all’aperto in una piazza a Roma o a Venezia, o in Umbria, guardiamo le famiglie italiane e ci diciamo: sono proprio come quelle ebree. Amano i bambini , gli piace mangiare bene , stare tutti insieme, non la smettono mai di chiacchierare”

Che cosa ricorda della sera del premio?

“Mia mamma mi ha telefonato e ha detto “Non credo proprio che vincerai questo premio. Non ti guarderò stasera in TV”. Lo diceva perché non voleva che non rimanessi deluso. Così poi l’ho chiamata , ma lei aveva già visto tutto in Tv. E mi ha detto “Sono così contenta. E’ davvero una notizia meravigliosa. Ma ho da fare un reclamo : avevi appena cominciato il tuo discorso e le telecamere sono passate a una nuova notizia appena arrivata , il salvataggio dei minatori cileni. Sono stati sotto terra per due mesi, potevano aspettare altri dieci minuti, così io potevo vedere il tuo discorso per intero”

venerdì 8 luglio 2011

INTERVISTA ALLO SCRITTORE DI BEST SELLER WILBUR SMITH “In un romanzo la gente cerca due cose: da una parte la possibilità di imparare qualcosa. Dall’altra , di evadere dalla propria esistenza , spesso noiosa e incolore , in una dimensione immaginifica”

Wilbur Smith è un scrittore di best seller : 32 libri con 120 milioni di copie vendute ( 20 milioni solo in Italia). Nato in Rhodesia del Nord ( attuale Zambia) , la sua gavetta è stata fare il cronista. A 78 anni Wilbur scrive “La legge nel deserto” che è un romanzo politico.

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Perché ha deciso di occuparsi di attualità?

“Perché è il nostro presente , e credo che un lettore trovi un interesse in più nel leggere un libro con elementi che rimandano alla sua vita. I personaggi mi ronzavano in testa da un pezzo . In più conosco bene quella parte d’Africa in cui ho ambientato una parte della storia : ho posseduto un’isola delle Seychelles”

Il destino del Nord Africa è in ridefinizione . Come pensa che guerre e rivolte in corso ne modellano il futuro?

“Credo che sia utopistico pensare che governi pienamente democratici e laici possono instaurarsi in tempi brevi. Nelle nazioni islamiche c’è un governo presieduto da un uomo solo sin dai tempi di Maometto. Immaginare una forma di governo parlamentare all’occidentale mi sembra di chiedere troppo”

Parliamo d’altri suoi romanzi. C’è sempre l’Africa. Cos’è L’Africa per lei?

“E’ il battito del mio cuore. Ci sono nato, ho vissuto in Africa. Conosco il continente molto bene, l’ho attraversato il lungo e largo . L’ho studiato , ho cacciato animali , mi sono appassionato di bird-watching. Ma più di tutto penso che sia la gente d’Africa a renderla così eccitante. La diversità degli esseri umani , dai tootsie ai pigmei, insieme all’eredità degli scrittori del passato , ne fanno un posto dove c’è sempre qualcosa da scoprire”

Lei viaggia molto , vive spesso all’estero. Dov’è la sua casa?

“Ne ho una a Cape Town , una a Londra e un’altra in Svizzera. Sono un africano nomade. Un girovago del mondo”

Ha detto che Nelson Mandela è l’uomo migliore mai nato in Africa. Lo pensa ancora?

“E’ una persona meravigliosa. Quando ero giovane e lui era in prigione , ci veniva descritto dalla propaganda governativa come un mostro , un divoratore della nazione. Sono molto addolorato nel vederlo scivolare nella vecchiaia”

Torniamo alla sua infanzia africana. E lì che trae l’ispirazione?

“Sì. Nasce lì il mio gusto dell’avventura. Mi vengono in mente i safari con i miei genitori : avevo tre anni , e a quei tempi non si viaggiava certo con le macchine. Mi sistemavano in una specie di amaca , all’estremità c’erano due africani che mi trasportavano a piedi. Ricordo esattamente il verso dei leoni intorno alla tenda nella notte. E l’avventura , appunto: quando i leoni mangiatori di uomini assalivano il campo e gli uomini uscivano per ucciderli , la confusione, l’oscurità , le corse in ogni direzione . Mio padre sparava, io lo spiavo”

Immagini che rivivono nei suoi libri , zeppi di uomini audaci , che sfidano gli animali , che hanno relazioni con bellissime donne . Sono questi caratteri forti a piacere ai lettori?

“In un romanzo la gente cerca due cose: da una parte la possibilità di imparare qualcosa. Dall’altra , di evadere dalla propria esistenza , spesso noiosa e incolore , in una dimensione immaginifica”

I suoi libri sono amatissimi dalle donne. Nostalgia d’identità che non ci sono più?

“Credo che i miei libri , specie gli ultimi , abbiano personaggi femminili molto forti, nei quali le lettrici si possono identificare. D’altra parte , credo spesso che queste signore comprino i miei libri per mariti e figli. Magari alla fine li leggono anche loro”

Crede che trasmettere la passione per la lettura sia una prerogativa femminile?

“Sì. Quando ero bambino , non c’era la Tv e vivevamo in un contesto remoto. Andavamo nella biblioteca della città ad affittare i libri, e ricorda ancora il suono del vecchio telefono quando squillava : mia madre correva a rispondere e se ci annunciavano l’arrivo di un volume ordinato era una gran gioia. Il momento più atteso della giornata era quello in cui si andava a letto e mia madre leggeva una storia a me e a mia sorella. L’amore per i libri in me è nato così: da quelle scatole magiche , da cui venivano fuori storie meravigliose . E dal modo di raccontare di mia madre”

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Perché è così amato in Italia?

“Non saprei. Nel mondo dei libri il successo è imprevedibile. A volte un libro non è particolarmente buono , eppure tutti vogliono leggerlo. Come per un film: talvolta la gente corre a vederli solo per poterne parlare. Il passaparola è determinante. Internet e social network saranno sempre più influenti”

E’ vero che lei ha dei rituali prima di cominciare un nuovo libro?

“Ce li avevo. Oggi comincio a scrivere solo quando sono pronto. Un tempo scrivevo un libro all’anno. A pensarci ora mi sembra una follia. Ma ero giovane : avevo l’entusiasmo e le forze per farlo. Entravo nello spirito di un nuovo libro prima ancora di finire il precedente. Oggi preferisco fermarmi e sentire il profumo delle rose lungo le strade della vita”

C’è un libro che ama di più?

“E’ quello che devo ancora scrivere. I libri sono come i bambini. Mi piace guardare indietro e rileggerli, e magari dire : però, non è male. Ma quando i bambini crescono lasciano il nido , e bisogna guardare il futuro. Sto raccogliendo le mie forze per il prossimo libro … No, non ho ancora cominciato”

Con le aspettative di milioni di appassionati , riesce ancora a scrivere per il gusto di farlo?

“Quando scrivo non penso a ciò che vorrebbero i lettori. Non puoi e non devi farlo mai. Scrivo pensando a ciò che vuole una persona sola , e quella persona sono io. Ci metto tanto entusiasmo ed esperienza . In questo modo ci sono buone probabilità che il libro piaccia”

Una dedizione assoluta?

“Penso che da una parte ci sia un dono : riuscire a mettere insieme delle storie. D’altra parte devi avere la forza per scrivere anno dopo anno . Uno o due libri non fanno uno scrittore. Per essere un autore conclamato devi lavorare venti anni e pubblicare tra dieci e i quindici libri. Una prova che io , credo di aver superato”

Lei ha anche detto che chi passa la vita a scrivere dev’essere un po’ pazzo

“Scrivere richiede una concentrazione assoluta , ed è una specie di ossessione. Come quella di chi spende la sua vita in cerca di una cura per il cancro. Sì, per come concepisco la scrittura io, lo scrittore è un pazzo”

mercoledì 6 luglio 2011

INTERVISTA A BRAD PITT “Angelina è la donna più seria e matura che abbia mai conosciuto. Certe bizzarrie fanno parte del passato, e secondo me sono leggende o esagerazioni”

Sul web scommettono che tra poco arriverà la notizia del matrimonio tra Brad Pitt e Angelina Jolie. Il Telegraph scommette anche sulla location : Miraval , castello da 35 stanze da letto che la coppia ha acquistato nel 2008. Da allora lo stanno restaurando a proprie spese con grande gioia della municipalità della località francese. Brad intanto sponsorizza il suo film “The Tree of life” , mentre Angelina “Kung Fu Panda 2” dove dà la voce ad uno dei personaggi.

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The Tree of Life è il suo primo film tutto centrato sul tra un padre , lei, una madre e i figli. Una volta ha detto che nella vita niente è casuale: era arrivato il momento per dirci che ormai è proprio “accasato”?

“Confermo. Oggi sono un padre , un uomo e un attore felice . In quest’ordine. Nessun film, neanche questo che ho girato con uno dei più grandi registi della storia del cinema (Terence Malick ndb), ti cambia la vita o il tuo modo di essere : solo i figli possono farlo. Erano sei anni che Malick cercava di fare questo film. MI ha incontrato che avevo appena avuto Shiloh : lui pensava ad altri , io gli ho detto che il padre volevo interpretarlo io. Il film l’ho anche prodotto : anche Malick ha potuto realizzare il suo sogno, dopo il nostro incontro”

In passato ha detto di aspirare a una vita normale : la sogna ancora?

“Questa è la mia normalità. Io mi sveglio al mattino , adoro fare colazione coi miei figli e con la mia compagna : lo faccio a casa , e dovunque. Per questo portiamo sempre i bambini con noi: per costruirci una regolarità , una routine: sono stato fortunato, ho vinto mille lotterie , ma so anche che per noi è fondamentale lavorare ogni giorno perché questo non cambi. I bambini vanno al Liceo francese che ha sedi in tutto il mondo : così non perdono l’idea di dover studiare come tutti gli altri. Mentre lavorava a Kung Fu Panda 2 a Los Angeles , Angie lasciava i gemelli nel nido degli studios , come tutti i dipendenti. In Texas , dove abbiamo girato The Tree of Life, abbiamo affittato una fattoria e andavano a cavallo , tutti e sei”

Sembra strano che “crazy Angie” , la pazzerella , famosa per la passione per i coltelli per esempio, possa aspirare a condividere una vita normale. La cosa più normale di lei erano i 13 tatuaggi: il 14° , a proposito, indica latitudine e longitudine di Shawnee, la città dove lei è nato…

“A me sembra così romantico. Angie è la donna più seria e matura che abbia mai conosciuto. Certe bizzarrie fanno parte del passato, e secondo me sono leggende o esagerazioni( forse anche questa http://pensierimadyur.blogspot.com/2009/09/lindsay-lohan-accusa-jolie-di-avere.html) . Il suo secondo marito , Billy Bob Thornton, con cui in teoria si scambiava fialette di sangue da portare come ciondoli , disse che era la donna più candida della Terra. E’ vero. Angie è stata molto amata da sua madre, ma è cresciuta lontano dal padre: tutti i ragazzi subiscono il fascino del dark, forse lei un po’ più d’altri”

In The Tree of Life , il padre incanta l’ordine , mentre la donna è la grazia , l’amore e la dolcezza. In casa vostra presumo che i ruoli non siano così netti..

“Sono cambiati i tempi : oggi l’uomo sente anche la responsabilità di comunicare affetto e amore, e la donna non è solo la casalinga tutto cuore. Tra di noi , Angie ha una capacità organizzativa fortissima , sono io a obbedirle e a seguire i suoi consigli : ma ovviamente so anche farmi rispettare , sia dai bambini che da lei. Il testosterone è ancora il mio”

Vi chiamano il “Brangelina Bunch”, il mucchio: come reagite?

“Ridendo perché in realtà le nostre case sono dei veri e propri campi di addestramento militare. C’è il caos tipico dei bambini e ci siamo noi che , a volte aiutati, cerchiamo di dare loro delle regole: se fanno qualcosa di male vanno in punizione e non escono. Se si dimenticano il loro zainetto , peggio per loro. Cerchiamo di assecondarli nelle loro passioni : Maddox è un avventuriero, io e lui facciamo grandi passeggiate in Francia, Pax è un cuoco migliore dei suoi genitori; Zahara una vera signorina , molto aggraziata. Shiloh ha passato la fase in cui voleva vestirsi da maschietto e ci chiedeva degli animaletti morti ; Knox e Viv sono uno imperturbabile e l’altra sensibilissima. MI piace l’idea di essere la loro guida , di accompagnarli mentre crescono”

Di sicuro non dormiranno mai per terra come fece lei appena arrivato a Hollywood , e non avranno bisogno di vestirsi da pollo e distribuire volantini di un ristorante, per guadagnare qualche soldo…

“Però supereranno altre prove. Io volevo recitare , ma non avevo soldi. Adesso è diverso anche per me : però, grazie a Angie , so che nel mondo ci sono tanti che sopravvivono a stenti per mille motivi , dalle guerre ai disastri naturali. Per questo abbiamo così tanti impegni umanitari , e per questo abbiamo adottato bambini da Paesi che soffrono. In Namibia, abbiamo aperto un fondo di assistenza a nome di Shiloh : lei è nata lì ed è giusto che sia legata al suo Paese. Maddox e Pax sono stati nella loro Cambogia con Angie , nei campi profughi. Abbiamo una casa a New Orleans perché così possono anche loro seguire i lavori della mia fondazione Make it right: costruiamo case esco-sostenibili e con un criterio architettonico nuovo. Sono su palafitte , in modo che il prossimo uragano non le distrugga”

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Ha detto del suo personaggio “Lo capisco : anch’io vengo dal Sud , sono cresciuto alla chiesa battista : non siamo uomini che si aprono con facilità. Non siamo gli americani di Woody Allen”. Eppure parla moltissimo ed è un padre affettuoso …

“Nel film sono quasi respingente , ma nella vita mi butto nel fango coi miei figli. MI hanno aiutato Angie e i bambini. LI ascolto e cerco di esaudire i loro desideri”

E lei cosa vorrebbe insegnare a loro?

“Una cosa che mi ha trasmesso mio padre. Da adolescente giocavo a tennis da semi-professionista e lui ci teneva. Poi entrai in crisi. Lanciai la racchetta , urlai parolacce. Lui mi disse solo “Se non ti diverte, non farlo”. Finii la partita e non partecipa mai più a un torneo di tennis. Trovare quello che sei destinato a fare e impegnarti al massimo , lasciando perdere le aspettative degli altri : ecco cosa è importante”

lunedì 4 luglio 2011

INTERVISTA ALLA CANTAUTRICE DOLCENERA “Equilibrio è una parola grossa per me. Ce l’ho per un po’ , poi lo perdo, e torno a ricercarlo”

Dolcenera , all’anagrafe Emanuela Trane , cantante, vive a Firenze ma è nata a Galatina. Il 17 maggio è uscito il suo 5° album “Evoluzione della specie”.

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Titolo impegnativo

“Rappresenta la mia crescita. A partire dal modo in cui ho scritto questo album. Cioè partendo dalla batteria , la mia nuova passione. Ma quando parlo di evoluzione della specie non parlo solo di me : il brano che dà titolo al disco prende in giro voi uomini per il vostro approccio al sesso”

Quello dove canta “01 me la dà, me la dà”: che cosa vuol dire ?

“E’ appunto un riferimento , spiritoso e affettuoso , al sesso visto dagli uomini. Purtroppo per voi, siete primordiali”

Come si è innamorata della batteria?

“L’anno scorso mi hanno regalato un videogioco con i tamburi di Ringo Starr. Ho iniziato, sono arrivata subito al livello più alto , e mi sono messa a studiare”

Per il disco precedente, Nel paese delle meraviglie, si era presentata come una sciuretta bon ton , oggi è rockettara : anche questo fa parte del nuovo linguaggio?

“Sono cambiata io , è cambiato il look . Dopo aver provato i due estremi , dark e brava ragazza , oggi mi sento bene così”

Si sente più equilibrata?

“Equilibrio è una parola grossa per me. Ce l’ho per un po’ , poi lo perdo, e torno a ricercarlo”

Bilancio?

“A volte buono , a volte pessimo. Sono un po’ disillusa, Indurita”

Perché?

“Per i precedenti sul mio conto. Quello che sono veramente non sempre è arrivato , soprattutto per colpa della Tv. E di Music Farm ( programma Rai due ndb)

E’ vero che dopo quell’esperienza fece sei mesi di analisi?

“Sì. Tutta quell’attenzione fu una mazzata. Ero piccola e stupida , mi scambiarono per un’altra persona : una specie di gattamorta . Tronando indietro , non lo rifarei”

Che cosa, invece, rifarebbe?

“La scelta di non cantare lamentandomi , come tante mie colleghe. C’è un filone di donne che non fa altro: cantare lamentandosi”

Nomi?

“Non li faccio perché bisogna vedere chi sono gli autori , e di solito sono sempre gli stessi. Non a caso , in Italia, quasi tutte le canzoni si assomigliano. Io infatti faccio da me”

Alessandra Amoroso è pugliese come lei : le piace?

“La sua vocalità , sì. La musicalità non mi intriga, la trovo troppo nostalgica”

Un’altra pugliese , Emma Marrone: che ne pensa?

“Ho sentito solo il pezzo sanremese con i Modà , non mi sembrava vecchissimo”

Guardando il loro successo ha mai pensato : ho sbagliato reality?

“No. Io non ho fatto un talent alla Amici , ma un reality vero. Avevo vinto Sanremo Giovani e pubblicato un album , e ne avevo pronto un altro, che non riuscivo a pubblicare. Ho visto l’opportunità , e l’ho colta. Avevo ragione : dopo Music Farm l’album è uscito e ha venduto più di centomila copie”

Nella canzone A un passo della felicità attacca l’arrivismo dilagante: andare a Music Farm che cosa fu?

“Un’occasione per smuovere un po’ le acque: quando mi proposero di farlo , accettati un programma completamente nuovo”

Music farm era nella seconda edizione

“Vabbè…Io non l’avevo mai visto”

Oggi che cosa deve dimostrare a se stessa?

“Che so vincere la paura del futuro. Mi sento precaria in tutto”

E quando cita Aristotele , nella canzone Nel regime delle belle apparenze , che cosa deve dimostrare agli altri?

“Niente. Ma ho studiato al liceo classico e non mi va di passare per ignorante. Ho appena dato un esame a Ingegneria , ho preso 24 , e me ne mancano altri cinque per la laurea. Magari prima o poi la prenderò”

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E’ sempre legata al suo fidanzato storico?

“Sì, da 15 anni. Si chiama Gigi , fa l’avvocato , e non siamo sposati. Magari ci sposeremo , ma a Las Vegas : nel mio paese , se dovessi seguire la tradizione , dovrei invitare almeno 600 persone..”

Si sente pronta per un figlio?

“Non ancora, anche se lui vorrebbe”

Lo sfizio da togliersi?

“Essere capita fino in fondo”

Sembra ossessionata dalla paura di non essere capita : secondo lei , che cosa pensa il grande pubblico di Dolcenera?

“Temo di non sembrare , a tanti, quella che sono davvero”

Cioè?

“Prima di tutto sono una musicista , poi una cantautrice. Non sono una cantante e basta”

Se anche lo fosse , una cantante e basta, quale sarebbe il problema?

“Nessun problema. Ma non canto e basta. Scrivo musica da una vita, suono il piano , arrangio… Secondo cliché stupidi , un cantautore italiano deve essere un po’ folk , trasandato e io non sono così. Ho un animo rock , e faccio canzoni pop. E allora? Non posso essere cantautore anch’io”

Che cosa ha da dire?

“In tutte le canzoni di questo album parlo di paura del futuro”

Il suo come lo immagina?

“Nel mio ambiente credo che la cosa più importante sia osare. Fregarsene dei pregiudizi e degli altri. E di non farsi bruciare dalle droghe”

Mai avuto problemi?

“Mai. Sono una sportiva , da ragazza giocavo a tennis agonistico , e mi piace mangiare bene. Ora sono pazza per la corsa : ogni due giorni, 8 Km. Purtroppo fumo: sigarette e basta, però”

Degli ultimi dieci anni che cosa ricorda con più piacere?

“Il coraggio che ho ora. Ce l’ho sempre avuto, ma adesso è più chiaro”

E’ riuscita a comprarsi una casa?

“Da poco. Ho fatto un mutuo per un appartamento a Firenze , e ora ho solo debiti. Lo sento tutto questo peso : sono una scialacquona e , se voglio comprarmi un paio di scarpe , penso al direttore della banca e la rata da pagare”

Scusi, ma che scarpe compra?

“Adoro le scarpe. Quelle belle costano”

Che cosa manca alla sua vita?

“Oddio… Non lo so. Ho la musica e ho l’amore , sono una privilegiata. In giro c’è tanta gente che soffre per amore”

Fantasticando , con chi scapperebbe?

“Paolo Nutini, un figo della Madonna . Il mio fidanzato lo sa : se Paolo chiama , io vado”

venerdì 1 luglio 2011

INTERVISTA A ROSIE HUNTINGTON-WHITELEY , MODELLA , SCELTA COME INTERPRETE PER TRANSFORMERS 3 “Credo che tra una foto e una scena di nudo ci sia differenza. In un film mi sarei più intimidita”

Rosie Huntington- Whiteley ha preso il posto di Megan Fox nel nuovo Transformers, il terzo capitolo. Rosie è una delle poche modelle che sono diventate un nome oltre a un corpo. Tanto da essere inseguita ogni volta che mette il naso fuori dalla su casa con il suo boyfriend , l’attore Jason Statham. Di lei dicevano che sarebbe diventata la nuova Kate Moss.

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Qualche tempo fa ha detto che in un film le sarebbe piaciuto il personaggio della ragazza con la pistola. La domanda è :ottiene sempre quello che vuole?

“Prima di tutto non avrei mai , mai pensato di interpretare un film, ma se fosse successo , è vero che mi sarebbe piaciuta una storia d’azione. La ragione è che sono molto “fisica” , atletica, e inoltre, è il genere di film che amo vedere al cinema. Mi piace perdermi in un mondo che non ha niente a che vedere a che fare con la realtà. Così Transformers è così: vieni completamente assorbito da tutti quegli alieni , robot, esplosioni, effetti speciali”

Ha detto anche che il suo sogno è diventare una bond girl. Ci sta lavorando?

“No, ma se mi offrissero quella parte, non ci penserei un secondo. Sono cresciuta guardando i film di James Bond. Sono glamour , sexy, divertenti, leggendari e così britannici”

Parliamo del suo provino per Transformers 3. Si dice che l’abbia fatto con addosso solo lingerie. Sexy, si dice

“E’ una scena in cui mi sveglio e indosso una sottoveste. E’ una delle prime scene del film, la prima dove appaio io”

In ogni caso , sempre di lingerie si parla

“Quello che intendo è che non avevo addosso un paio di slip e un reggiseno. Quando si parla di lingerie sono molto precisa. Per ovvi motivi”

Ho sempre creduto che le donne comprino lingerie di pizzo pensando agli uomini, in realtà , non importa niente. La sua opinione da esperta

“Penso che abbia ragione. Ma le donne hanno bisogno di piacersi. Può essere per via di quello che indossi , oppure perché sei andata dal parrucchiere o a farti le manicure, l’importante è sentirti in qualche modo speciale. Ed è a questa sensazione di sicurezza in te stessa che gli uomini reagiscono. Per questo indossare lingerie funziona”

Sarebbe meglio se anche gli uomini facessero un po’ più di attenzione a quello che indossano sotto i pantaloni?

“Per loro è un po’ più difficile, non hanno la varietà di scelta che abbiamo noi”

Ma per lei qual è il minimo sindacale?

“Scapperei di fronte a un paio di boxer indossati da più di un giorno e ai buchi nei calzini . E non sopporto le mutande sparse nel pavimento”

Perché per lei , come quasi tutte le modelle , non è un problema posare senza vestiti , mentre la maggior parte delle attrici ha difficoltà a girare scene di nudo?

“Personalmente non ho nessuna difficoltà. Il nostro corpo è la cosa più incredibile che abbiamo come esseri umani , e come donne la più importante espressione della nostra femminilità. Non mi vergogno di mostrarmi nuda e non mi turba vedere gli altri. Ma credo che tra una foto e una scena di nudo ci sia differenza. In un film mi sarei più intimidita”

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Il regista di Transformers chiese a Megan Fox di ingrassare un po’. A lei?

“No, non mi ha domandato né di prendere peso, né di perderlo. Comunque, alla fine, ero un po’ ingrassata. Abbiamo girato per sei mesi , durante i quali ho fatto parecchio esercizio fisico e, quindi, ho anche mangiato di più. Inoltre era la prima volta in otto anni che trascorrevo più di tre settimane nello stesso posto . Il fatto di non viaggiare continuamente mi ha aiutato a mettere su qualche chilo”

Lei ha preso il posto di Megan Fox. Essere la sostituta non è mai semplice

“In realtà non si tratta dello stesso personaggio , dal momento che io sono la nuova fidanzata del personaggio interpretato da Shia. Piuttosto temevo che le persone intorno a me non fossero contente. Mentre sia gli atri attori sia la troupe mi hanno accolta tutti benissimo”

Lo immaginavo visto che si erano lamentati pubblicamente della Fox. Le hanno spiegato i motivi di questo attrito

“Nessuno ha parlato del passato e io per prima ero interessata a saperne di più. Non sono affari miei”

Pare che Megan Fox non l’abbia presa bene. Né Agyness Deyn prese sportivamente il fatto che lei l’avesse scalzata nella campagna della Burberry . Quello delle modelle è un mondo crudele

“Lo è , come ogni settore dove c’è competizione. Ho imparato che chiunque è sostituibile. Devi lavorare tanto , tanto, tanto e io in questo film ho dato tutto quello che potevo. Non so se avrò l’opportunità di girarne un altro, ma so che quella della modella è una vita breve e che sono pronta a qualcosa di nuovo”

E’ pronta anche per il matrimonio. ? Si è parlato di un anello che Jason Statham le avrebbe dato di recente

“Preferirei non parlare della mia vita personale”