venerdì 29 aprile 2011

INTERVISTA ALL’ATTRICE MIA WASIKOWSKA “Devo prendere continue decisioni nel lavoro , e a volte è molto difficile. Quando ti trovi di fronte a situazioni che non conosci , quando non sai che cosa decidere, devi fidarti della tua prima reazione”

A 21 anni Mia Wasikowska è l’attrice più richiesta della sua generazione, ma il grande pubblico a volte non sa chi sia. E’ stata la protagonista dell’Alice nel paese delle Meraviglie di Tim Burton. In questi giorni è negli schermi americani nel ruolo di Jane Eyre , l’eroina del romanzo di Charles Bronte. L’attrice australiana è stata protagonista anche di I ragazzi stanno bene , dove i critici la paragonarono a Isabelle Huppert.

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Questo è un anno straordinario per lei. Era quello che voleva?

“Sì. Tutto è successo così in fretta… Ho cominciato con In Treatment ( una serie tv ndb) a 16 anni e improvvisamente mi sono aperte tutte le porte. Sono proprio fortunata”

E anche ambiziosa, suppongo

“Beh, sì. Nel senso che voglio continuare a mettermi alla prova e a scegliere progetti che, ecco, mi intimidiscano , mi facciano un po’ paura. E, soprattutto, che siano diversi uno dall’altro”

Ha mantenuto la promessa : con Jane Eyre si è persino trasformata in una convincente eroina della letteratura ottocentesca britannica

“E’ tutto merito di Cary ( il regista Fukunaga ndb) : aveva una visione precisa nel film e sapeva ciò che voleva da me. Io, da parte mia, mi sono riletta con attenzione , e sottolineavo ciò che mi sembrava essenziale per capire il personaggio. Alla fine mi sono resa conto che stavo sottolineando quasi tutto. Mi sono concentrata sul linguaggio e ho collezionato tantissime immagini dell’epoca , per capire quale fosse il portamento corretto”

I corsetti non le hanno dato una mano?

“Quelli sono tremendi , peggio di quanto mi aspettassi . Fanno male, impediscono i movimenti, schiacciano il petto, pesano sulle spalle e stampano sulla pelle quella stessa repressione che le donne di quei tempi subivano ogni giorno. Non mi sono mai sentita così felice di essere nata ai nostri giorni”

Ha girato cinque film uno dietro all’altro. Cosa fa per rilassarsi?

“Appena ho un attimo di tempo mi butto a fare fotografie. Scatto foto ovunque, senza sosta. Se mi rimane qualche ora libera mi chiudo nella camera oscura e le stampo”

Ha avuto un’infanzia perfetta e una vita felice: com’è riuscita a identificarsi con un personaggio così tormentato come Jane Eyre?

“Non mi è stato difficile entrare in quel suo mondo di perenne isolamento. Con il mio lavoro viaggio molto e anch’io, in qualche modo , mi ci ritrovo: è un isolamento diverso , ma pur sempre solitudine . Jane cerca di avere relazioni in un mondo che non ne ha e non ne offre , che è sconnesso”

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Michael Fassbinder è un Rochester pericoloso e affascinante. Una vera tentazione per una teenager come Jane. Lei , in una relazione , vuole la passione o l’amicizia?

“Spero di poter avere entrambe, no? Comunque gli amici , quelli sì , sono per sempre. I veri amici sono rari. E importanti”

Che cosa cerca in un partner?

“Dev’essere qualcuno di cui potermi fidare, su cui poter contare. E divertente”

Sta diventando famosa : la eccita o la spaventa questa prospettiva?

“Mi dà ansia l’idea di essere esposta. Non è il mondo che conosco e da cui provengo. Dovrò affrontare situazioni imprevedibili e che non potrò controllare. Certo di prenderla come viene , spero solo di essere in grado di fare le scelte giuste”

A chi si rivolge per avere consigli?

“Ai miei genitori. Parliamo attraverso Skype ogni giorno , non so cosa farei senza di loro”

Attraverso il personaggio Jane Eyre ha sofferto abusi e violenze psicologiche, l’arroganza e le umiliazioni di chi era socialmente superiore. Che cosa le è stato di aiuto?

“Fidarmi del mio istinto. Devo prendere continue decisioni nel lavoro , e a volte è molto difficile. Quando ti trovi di fronte a situazioni che non conosci , quando non sai che cosa decidere, devi fidarti della tua prima reazione”

Insomma : si chiede che cosa farebbe Jane Eyre nella stessa occasione?

“Guardi , potrebbe essere un’idea : anzi, d’ora in avanti farò proprio così”

mercoledì 27 aprile 2011

INTERVISTA A PATTY BRAVO “Io mi preoccupo se un giovane non scopa, perché a quell’età sei un animalino , ne hai proprio bisogno fisicamente. Poi, andando avanti nel tempo, non è più così, almeno per quanto mi riguarda”

Patty Bravo è appena uscita con un disco e sta iniziando il tour.

Il suo nuovo cd s’intitola Nella terra dei pinguini. Perché?
“Il titolo mi è venuto così, ridendo e scherzando in studio con i ragazzi. Poi naturalmente gli abbiamo dato un senso, con la copertina e tutto il resto”
Come delfinerebbe questo disco?
“Un bell’album”
Nel cd c’è anche una versione di Il vento e le rose, il brano di Sanremo , in duetto con Morgan.
“Morgan mi è sempre piaciuto molto , poi in questo momento mi sembrava che avesse una serie di problemi… Ho pensato che potesse essere una bella cosa per entrambi”
A proposito di Morgan . Lei, fra gli Anni Sessanta e Ottanta , è stata la prima ad essere vittima di pettegolezzi e addirittura leggende metropolitane : ogni settimana la davano per gravemente malata , tossicodipendente, malata…
“All’inizio mi faceva male , poi ho imparato a lasciar perdere”
Come?
“Mi è stato molto d’aiuto viaggiare. Ho fatto diverse traversate del deserto , tutta la strada di Marco Polo…”
Ogni tanto , però, fra un viaggio e l’altro , tornava. La prima volta con Cerchi, nel 1982.
“Il fatto che mi ero stancata moltissimo , non volevo più cantare. Poi, purtroppo, mi hanno coinvolto ancora, e sono tornata”
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Perché purtroppo?
“Scherzo”
Che rapporto ha Patty Bravo con la moda? Si direbbe che la ami molto
“In realtà io vivo in fuseaux , scarpe da tennis e una maglietta bianca. Poi, per lavoro , mi trucco e mi vesto”
Dopo averla vista a Sanremo , con quell’abito neo severissimo e i capelli che non concedevano nulla alla seduzione , quasi come un’Amish , il primo pensiero è stato “Quella strega di Patty Bravo ha captato un’altra volta in anticipo lo spirito dei tempi”. E’ possibile che nei prossimi anni smetteremo di vestirci da mignotte e adotteremo uno stile più severo?
“Credo che si stia andando verso un periodo di distruzione totale , oppure di evoluzione . Se uno evolve, si veste”
Che ricorda ha di Guy Magenta , il suo primo nome d’arte?
“Quasi nessuno, dato che quel nome è durato un giorno. L’idea era venuta a un gruppo di amici universitari: hanno messo su un gruppo , mi hanno coinvolto , e così mi sono messa un nome”
Perché gli amici la chiamano Nicola?
“Perché il mio nome è Nicola. Si chiamava così un mio zio morto tragicamente. Io non ho avuto il piacere di conoscerlo , però pare che fosse una persona stupenda. I nonni per ricordarlo mi hanno chiamato Nicola”
C’è qualche amica d’infanzia con cui si vede ancora?
“No. A scuola ero con 33 maschi , e mi ricordo che a un certo punto , quando non c’era niente da fare, io dicevo loro “Va bene ragazzi, allora mettetevi dieci alla volta, fate la pipì e io segno chi piscia più lontano...”
Se la sera esce a cena , vede più amici o amiche?
“Non mi piace andare fuori a cena perché ne ho abbastanza di ristoranti, poi non amo le persone che parlano molto forte e tutte insieme. Preferisco ricevere a casa , anche se non ho tavoli, e bisogna sedersi per terra”
Su di lei , da sempre , si dicono cose che hanno il sapore della leggenda: è vero per esempio che da bambina frequentava il futuro Papa Giovanni XXIII e mangiava il gelato con il poeta Ezra Pound?
“E’ tutto assolutamente vero. Con Ezra Pound facevamo queste passeggiate lunghissime , e lui non parlava mai . Il cardinal Roncalli ( il futuro Papa Giovanni XXIII ndb) lo conoscevo perché veniva a casa dove s’incontrava con Cesco Baseggio, il grande attore. Anche il soprano Toti Dal Monte era amica di mia nonna”
Manca solo la miliardaria e grande mecenate Peggy Guggenheim
“E Invece c’è anche lei: andavo spesso a casa sua , studiavo da lei. Dicevano che fosse di una tirchieria spaventosa . E infatti quando mi regalò un grande vaso di sottaceti se ne parlò per anni”

Favorevole o contraria al fatto che oggi i ragazzi vadano via da casa a diciotto anni , appena finite le scuole?
“Bisognerebbe cacciarli anche prima”
Lui se ne è andata a quindici
“Vero. Ma anche molte persone che conosco hanno buttato fuori di casa i propri figli molto presto. Anche se oggi capisco che sia alquanto difficile a livello pratico: per trovare un buco c’è bisogno di molti più soldi”
Patty Bravo fa la spesa?
“A volte mi diverto a farla , perché no? Vado lì e chiacchiero , mi piace proprio il contatto fisico con le persone”
Qual è la sua dieta? Difficile immaginarla con un piatto di bucatini davanti
“Per la verità posso mangiarmi anche quattro torte , e in mezzo un piatto di pasta e fagioli”
Tutte voi ipermagre dite che mangiate qualunque cosa
“Peso 48 Kg da quando avevo vent’anni. Anzi, in questi giorni ho un chilo in più e sono un po’ preoccupata. Però mangio lo stesso”
Il sesso ha ancora un ruolo importante nella vita di Patty Bravo ? Qualche intervista fa aveva dichiarato che non era più rilevante nella sua vita
“Perché ci sono periodi per tutto. Io mi preoccupo se un giovane non scopa, perché a quell’età sei un animalino , ne hai proprio bisogno fisicamente. Poi, andando avanti nel tempo, non è più così, almeno per quanto mi riguarda. Adesso sto tanto bene da sola , ho raggiunto una tranquillità personale e spirituale molto alta”
L’ultima volta che si è innamorata?
“Cinque anni fa”
Quanto è durata?
“Parecchio. In realtà non è mai finita , perché io non interrompo mai i miei rapporti. Per esempio con i miei quattro ex mariti : ho un telefono che è acceso solamente di notte per loro , perché sono sempre in giro per il mondo”
C’è mai stato un momento in cui ha deciso di fare un figlio?
“Avrei potuto benissimo avere figli , e lo volevo fortemente con il mio primo amore, Gordon. Invece non è successo”
Gianna Nannini ha deciso di avere un figlio , si è impegnata in tutti i modi e, dopo i cinquanta , è diventata mamma di Penelope. Ha fatto bene?
“Perché no? Se è una buona madre , se la tiene bene, se non ha problemi di denaro, se è forte fisicamente, qual è il problema?”
A lei è mancata la figura di una mamma e un papà presenti? E’ cresciuta con la nonna , cui ero molto legata , ma non le sono mancati un po’ i genitori?
“No. Con mio padre avevo un rapporto meraviglioso. Mia madre invece l’ho scoperta a cinquant’anni e ho capito che è un essere meraviglioso che ha sofferto molto”
Favorevole o contraria al fatto che per moltissimi anni Patty Bravo viene definita l’icona gay per eccellenza?
“Non ho nulla contro i gay , ci sono sempre vissuta insieme , quindi mi fa solo piacere”
Negli anni Sessanta lei dichiarava “Delle italiane l’unica che si può ascoltare è Mina”. Quarant’anni ( e passa) dopo, è sempre dell’idea?
“Di Mina ho sempre parlato bene: sia delle sua pelle , perché l’ha strepitosa, sia naturalmente della sua voce. Mi piaceva particolarmente agli inizi , quand’era una matta scatenata”
Dicono che esista un progetto mai realizzato di un disco a due voci Mina & Patty, in cui l’una avrebbe cantato i successi dell’altra. Un’altra leggenda?
“No, anzi, lei è stata molto carina a telefonarmi : poi ho sentito anche suo figlio. Massimiliano , che la chiama Mina , e io a dirgli “Guarda che si chiama mamma”. Quel progetto non è mai andato in porto, però chissà: si potrebbe trovare pezzi nuovi, di artisti giovani..”
La sua canzone preferita di Patty Bravo
“Col tempo”
La canzone altrui?
“E’ un album . The Dark Side of The Moon dei Pink Floyd”
Favorevole o contraria al sesso come viene raccontato in questa stagione di bunga-bunga , con tutte queste ragazze che decidono quanto investire dei propri pomeriggi a pagamento? C’è chi dice “Sono fatti loro”
“Secondo me tutto questo è sempre esistito, magari più nascosto. Se si riaprissero i casini sarebbe perfetto, anche perché così i ragazzini non vedrebbero certe sconcerie per casa. Sarebbe una soluzione più regolare , controllata, pulita”
Favorevole o contraria all’eutanasia?
“Favorevole , perché se una persona decide della propria vita , può anche decidere della propria morte”
Favorevole o contraria all’aborto?
“Assolutamente contraria”
Quando lei dice spesso “Grazie a Dio”. E’ credente?
“Sono credente , credo nella natura e sono un’animista. Per esempio , io non riesco a chiamare gli animali : li chiamo esseri , perché secondo me sono di gran lunga migliori di noi, di come siamo diventati”

martedì 26 aprile 2011

INTERVISTA ALL’ATTRICE SANDRA CECCARELLI “Prima ne ero terrorizzata , adesso comincio a passare momenti piacevoli da sola : sono oro”

Sandra Ceccarelli attrice. In tre anni niente film e un viaggio in Patagonia

A proposito : bentornata ! Erano tre anni che non la vedevamo
“Tre anni in cui il cinema d’autore e di sperimentazione è quasi scomparso. Sono uscite soprattutto pellicole per ragazzini e commedie, e io non ho un repertorio comico da proporre…”
Anche in Il richiamo , effettivamente, ha un ruolo assai problematico
“Ormai mi sono rassegnata : mi disegnano depressa. Vabbè ! In questo film , almeno , ci sono varianti avventurose : la storia parte da Buenos Aires , prosegue in Patagonia… Lucia non è una donna dolente , ma bloccata : : così scissa da sé che non prova emozioni , né negative né positive. Poi conosce Lea una ragazza diretta , con sane e un pochino eccessive , dosi di vitalità. Da questo incontro-scontro ( che avrà pure il volto di un amore … più un esperimento che una vera e propria esperienza omosessuale) nasce il cambiamento”
Certo nel film non le viene risparmiato niente : aborto spontaneo , tradimento da parte del marito , malattia..
“All’inizio ero spaventata dalla sequela di sfortune , però raccontare come l’esistenza vada in un senso o nell’altro grazie a incontri casuali mi interessava. Ci vedevo analogie con la mia vita”
Quali analogie?
“Anche per me è sempre nato tutto dal caso. Ho girato il primo film a 16 anni perché Giuseppe Bertolucci mi aveva visto , durante le vacanze, nella piazzetta di Tellaro. Ma non mi era scattata nessuna voglia: fino ai 30 ho tirato a campare , studiando all’Accademia di Belle Arti , improvvisandomi illustratrice , assistente di un pittore , telefonista. Poi mi ha chiamato un amico: cercavano attori non professionisti … Ho girato Tre storie , e subito dopo sono arrivati Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi e Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni. Il progettare mi è estraneo da sempre”


Si è mai chiesta perché?
“Certo! Penso molto al passato , non sfuggo. Sono nata da genitori giovanissimi e agli antipodi : mio padre Franco , figlio di ambulanti modenesi , travolto dal successo con l’Equipe 84 ; mia madre , aristocratica austriaca , figlia di un filosofo , aspirante scrittrice ( sempre alle prese con problemi di tossicodipendenza..) Si sono lasciati quando avevo tre anni : sono rimasta con papà e ho iniziato una serie di trasferimenti in nuove città … Mi sono talmente abituata al fatto che tutto cambiasse il colpo – senza il mio contributo – che è diventato un modus vivendi. E’ venuto il momento d’abbandonarlo, però”
Perché proprio ora?
“Vari motivi … Vorrei fare teatro ma, se non studio e non mi propongo, non è che mi vengano a cercare. E poi c’è il pensiero di un figlio. Non posso più dirmi “C’è tempo”. Però non ho mai neppure convissuto , figuriamoci..”
Sono capitati uomini che non volevano convivere o è dipeso da lei?
“Per anni ho cercato persone che mi confermassero l’imprinting avuto con il primo amore: mia madre”
In che senso imprinting?
“Dopo essersene andata , ogni tanto tornava , ricompariva… Fino ad abbandonarmi per sempre : a 46 anni – io ne avevo 25 – si è buttata da un balcone. Le mie storie sono state con persone sensibili e intelligenti , ma il rapporto che instaurava in modo che io ero quella sofferente , l’altro quello sfuggente… Basta! Provo un rifiuto per situazioni simili. Da ragazzina ho bevuto una bottiglia di gin e oggi non posso sentirne l’odore : è la stessa sensazione fisica. La relazione con Giuliano (Giuliano Palma ndb) – finita da poco – già non era più così complicata”
Spaventata dalla solitudine?
“Prima ne ero terrorizzata , adesso comincio a passare momenti piacevoli da sola : sono oro! E sto pensando un po’ di più al presente : cerco di viverlo senza impaurirmi per ciò che sarà. Ah : finalmente mi sto affezionando alle canzoni straniere”
Ops! Sfugge il legame..
“Sono cresciuta cantando i brani di papà e dei cantautori italiani sugli addii, la nostalgia , le separazioni. Mi ci torturavo, quasi. Con l’analisi ho capito che prendevo lo strumento da mio padre per parlare a mamma. Ho smesso. I guai passati sono passati veramente”

venerdì 22 aprile 2011

INTERVISTA ALL’ATTRICE ANITA CAPRIOLI “Faccio un bel lavoro e non mi manca niente, perché mai dovrebbe mancarmi un uomo”

Anita Caprioli , attrice. Riesce a recitare Pirandello e accettare un ruolo nella prossima serie televisiva di Tutti pazzi per amore.

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“Questo è ciò che penso di Berlusconi : penso che il suo berlusconismo abbia aggredito il Paese come una tigna , penso che l’arroganza, l’assenza di regole , la sublimazione del potere e della volgarità , abbiano convinto molti italiani nell’inutilità di ogni etica e morale”

Ho letto che a sette anni era già su un palcoscenico

“Sì, piccole parti, un gioco. Mia madre era un’attrice teatrale..”

Poi?

“Poi cosa?”

Come ha continuato?

“Oh..ho studiato. Tentai di entrare al Piccolo , c’era Giorgio Strehler , ma ero minorenne e non mi presero. Così andai a Londra , sapevo di un laboratorio , fu Importante. E così quando tornai…”

Ha fama di essere un’attrice molto selettiva

“Bè , cerco di scegliere. Cerco di capire se la storia mi convince…poi è importante il regista , il suo modo di raccontare”

Ha lavorato con molti registi, da Ermanno Olmi a Gabriele Salvatores . Oggi con chi le piace lavorare?

“Guardi, la fortuna del cinema italiano , in questo momento , è che ha molti registi bravi…Penso a Paolo Sorrentino , a Mario Martone. Però, se mi chiede di esprimere un desiderio , posso dirle che vorrei tornare a recitare con Gianni Zanasi , con cui facemmo Non Pensarci

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Parliamo delle sue colleghe

“Mi piace Margherita Buy , per la versatilità. E anche Valeria Golino , in un film porta sempre una forte personalità … Ah! E poi Anna Bonaiuto”

E il suo collega più bravo?

“No, aspetti… il gioco delle classifiche non mi diverte”

Pierfrancesco Favino, però, è bravo

“E certo che “Picchio” è bravo”

Continui

“Uff!”

Su…

“Bè, Valerio Mastrandrea e Giuseppe Battiston , per esempio, sono due grandissimi attori e anche due magnifiche persone”

Lei reciterebbe in un cinepanettone

“Veramente non me l’hanno mai chiesto”

Ma ci reciterebbe o no?

“La verità? Temo di essere abbastanza lontana dal tipo di donna che si tende a descrivere in quel genere di film”

Ha partecipato alla manifestazione delle donne che si riunirono sotto il cartello “Se non ora, quando”?

“Ero a letto , con l’influenza…”

Altrimenti, sarebbe andata..

“Si, Sì certo..”

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Parliamo di quella manifestazione..

“Okay, qualche problema con lo spirito di quella manifestazione , ce l’ho. Mi spiego: il problema non sono le ragazze che partecipano ai bunga-bunga , quelle ci sono sempre state, che senso ha dire: non siamo come loro? Sì, e allora? Il problema è la classe politica che ha reso sistematica l’offesa della donna , che ha ridotto la donna , davvero a un oggetto”

Come se ne esce?

“E’ dura. Ci vuole una rivoluzione culturale. Serviranno anni. Vede, nell’ultimo film che ho interpretato , Corpo celeste, di Alice Rohrwacher , sorella di Alba..”

Un film che dovrebbe andare a Cannes , giusto?

“Sì, speriamo… Dicevo che in questo film interpreto il ruolo di una mamma che torna con sua figlia in Calabria : e lì cosa trovo? Trovo un consumismo nuovo , moderno, fatto di miti della tivù, veline , che negli anni ha fermentato , s’è infettato con le locali tradizioni arcaiche”

Cambiamo discorso . I sentimenti

“Scusi, di chi?”

I suoi. Mi hanno detto che è sola

“Già”

Ho capito..

“No, senta , lei non ha capito : a lei sembra strano. E’ così , vero?”

Un po’ strano , lo ammetta è

“Siccome faccio un bel lavoro e non mi manca niente, lei si domanda perché mai dovrebbe mancarmi un uomo, no? Bè mi manca per il motivo banale che, in amore , non mi accontento”

Il suo segno astrologico è il Sagittario: bellissimo, ma incline all’infedeltà

“Mi vengono le bolle quando sento parlare di infedeltà! La fedeltà è un concetto arcaico, cattolico. Che toglie rispetto a un essere umano. Se scegli di stare con una donna, che senso ha di tradirla?”

Lei sa anche cucinare?

“Certo! Ma perché mi chiede se so cucinare ? Scusi che c’entra?”

mercoledì 20 aprile 2011

INTERVISTA A NAHIBA AKKARI, L’ATTRICE DI CHE BELLA GIORNATA CON CHECCO ZALONE “Noi siamo educati alla riservatezza, in Italia invece ho trovato generosità dovunque e nessuna differenza vera, a parte la sacrosanta fierezza dell’identità regionale”

Nahiba Akkari, è stata Fatah la protagonista femminile del film di Checco Zalone in “Che bella giornata”.

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“Sono fiera del mio popolo e degli intellettuali del Maghreb, repressi così a lungo. Ma la rivolta mi ha colto alla sprovvista , non ne avevo percepito la forza. Poco tempo fa ero al ristorante , con una mia zia, in Tunisia , vicino a Sousse , dove vivono i miei parenti. Stavo parlando normalmente, quando lei mi ferma “Che fai? Stai zitta , non si sa mai , ci possono ascoltare!”. E mi sono resa conto della cappa della dittatura , di quello schifo di sistema corrotto”

Ha partecipato alle manifestazioni di sostegno che si sono svolte a Parigi?

“Sì, con tutta la mia famiglia, eravamo in 8000 a sfilare. Rovesciare un regime così ha richiesto molto coraggio. Pensi che in Tunisia ho dei cugini laureati che, per trovare un impiego, avrebbe dovuto corrompere qualcuno”

Non succederà più?

“Lo spero. Aspetto. Per capire bisogna allargare la visuale ed è difficile farlo a caldo. Forse anche l’Europa avrebbe bisogno di un po’ di ribellione. Anche qui i giovani non trovano lavoro e passare da una classe sociale all’altra è sempre più difficile. A volte mi sento in colpa : mi sto occupando solo della mia carriera. Ma sto scrivendo un libro proprio su questo”

Di che parla?

“Si svolge nel futuro prossimo, 2012 , l’anno della fine del mondo, secondo i Maya. E’ la storia di una laureata costretta a un lavoro da catena di montaggio : pigia un testo per attivare le carte da credito. A un certo punto capisce che non può continuare così , lascia tutto e parte. In giro per il mondo , per capire la vita. Un viaggio iniziatico. Ho scritto solo una cinquantina di pagina , ma voglio andare avanti”

Le donne hanno più motivi di ribellarsi degli uomini?

“No, non credo. Neppure nei paesi arabi. Nella mia famiglia ho sempre visto donne molto forti, che in casa decidevano tutto. Lo fa mia madre , lo facevano la nonna e le zie. E gli uomini non erano deboli , mi rispettavano profondamente le scelte femminili”

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E del velo cosa pensa?

“Ho due cugine della mia età che recentemente hanno deciso di adottarlo”

Per una scelta di identità?

“No, solo per fede: dopo che hanno iniziato a frequentare la moschea e fare la preghiera. Ma non c’è né sottomissione , né rivolta nella loro decisione , è solo una scelta privata . E , se devo essere sincera, vedo meno rispetto per le donne in certi contesti occidentali , nella cronaca e anche nei media”

Il film di Checco Zalone l’ha catapultata in mezzo ai difetti degli italiani

“All’inizio non ci ho capito niente. Non sapevo nulla dell’Italia e Checco mi sembrava un Borat più gentile e meno volgare. Poi, poco a poco, mi sono fatta una mia idea. La questione del contrasto fra settentrionali e meridionali mi sembra inesistente. Gli italiani si parlano e si aiutano, al Nord come al Sud , e sono molto più calorosi e aperti di noi francesi , tutti un po’ arroganti. Noi siamo educati alla riservatezza, in Italia invece ho trovato generosità dovunque e nessuna differenza vera, a parte la sacrosanta fierezza dell’identità regionale”

A cosa le è servito girare così tanto il mondo?

“Quando l’hai fatto da sola, come me, impari a non stupirti e a non avere paura di niente”

Il primo viaggio?

“A 17 anni , in Turchia, con mia sorella . Abbiamo girato da sole tutto il Paese , senza incontrare una sola difficoltà : sono tornata a New York , con un’altra delle mie sorelle . E , a 20 anni , con una mia amica in Messico e in Guatemala. Siamo partite con pochissimi soldi , dormivamo sulle amache. Ho anche vissuto un anno a Valencia , per l’Erasmus”

E poi si è laureata?

“Ovvio. In scienze della comunicazione. Nel frattempo, lavoravo, perché i miei non sono ricchi. Ho fatto tutti i lavori degli studenti : cameriera, i call-center , le interviste per i sondaggi. E intanto continuavo sempre a viaggiare : sono andata in Thailandia , da sola, mi son girata la parte nord e il triangolo d’oro, al confine con la Birmania e ho seguito stage di yoga. Poi mi ha raggiunto un’amica , che studiava a Melbourne, e sono volata con lei in Australia”

Niente avventure sentimentali?

“A Sidney ho incontrato un ragazzo, mi sono follemente innamorata e un po’ abbiamo vissuto assieme , ci mantenevamo dandoci da fare in campagna. Raccoglievamo fragole. Si lavorava dalle 6 alle 13 e poi si andava a surfare. Una vita così semplice che mi sono detta : potrebbe essere per sempre”

Da come parla , sembra tutto così facile , ovvio e a portata di mano

“E invece no. Dopo aver viaggiato per tutta la costa est dell’Australia fino a Vanuatu , un arcipelago della Nuova Caledonia , l’amore è finito”

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Sofferenze?

“Non più di tanto. Era finita , sono tornata in Francia. Mentre studiavo , mi ero iscritta a un corso di recitazione e, dopo vari provini , ho recitato a teatro e poi in alcune serie televisive”

E poi, zac, Zalone

“Un genio. Fa finta di essere sprovveduto , invece è sveglio, intelligente , colto e sa di musica. Sul set aveva sempre la chitarra e improvvisava blues”

Non lo trova superficiale?

“Per niente. Serge Gainsbourg diceva “La connerie est la decontractation l’intelligence”, ovvero la stupidità è il lasciarsi andare all’intelligenza. E io sono d’accordo , anche se ho vissuto con un padre che odiava Gainsbourg da quando aveva bruciato un biglietto da 100 franchi. Lo trovava scandaloso , altro che Je t’aime. La considerava una totale di mancanza di rispetto per chi non aveva soldi , come lui, che faceva il garagista , come la mamma , che ancora adesso è baby sitter presso una famiglia cubana, a Belleville”

Lei non si scandalizzava?

“MI affascinava la sua capacità di provocare. Non me ne frega niente del potere e nemmeno di essere la più bella o di arrivare schiacciando gli altri. MI piace avere tempo , far felice mia madre, comprandole una gonna in un grande magazzino”

Oggi sta guadagnando parecchio

“Sì, è vero. Avere soldi è divertente , puoi fare shopping. Ma poi? Il denaro separa le persone , non le unisce. Mi domando continuamente :Nabi , sei cambiata? Perché è facile diventare stronza , stupida e cattiva. La mia famiglia e i miei amici sono la mia casa. Non voglio distruggerli”

Lo sa che è più complicato di così

“Lo so. Quando sei giovane e carina, tutti vogliono fare di te un prodotto finito , vieni macinata nel marketing. E invece devi ascoltare il tuo cuore , importi , essere esigente. Una volta ho posato per un servizio di moda e il fotografo mi ha corretto il mio naso arabo e me lo ha fatto all’insù: una follia!”

Come va con l’amore adesso?

“C’è Federico : un musicista che ho conosciuto sul set di Che bella giornata. Ha 25 anni come me , è bruno e con gli occhi scuri e , bizzarramente , un poco mi somiglia. Viviamo il nostro amore fra Roma e Parigi e non è per niente male. Sì, se riesci a chiamare la fortuna , capita che arrivi”

lunedì 18 aprile 2011

INTERVISTA AL REGISTA PAUL HIGGIS “Non sento la necessità di guadagnare altri Oscar, ma quella di raccontare buone storie”

Paul Haggis regista del nuovo film di Russell Crowe “The Next Three Days”.

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“Non credo nelle coincidenze. Dopo aver girato il mio ultimo film, mi sono reso conto che contiene le domande che mi sono posto negli ultimi anni. Che significa credere in qualcuno? Fino a che punto possiamo fidarci? E quanto lontano ci si può spingere per qualcosa in cui crediamo?. Queste domande si collegano inconsciamente alla mia decisione di abbondonare la Chiesa di Scientology e ribellarmi a certi dogmi che hanno inciso sui miei valori profondi, sulle mie relazioni personali. Ma riflettono anche certi dubbi sulla giustizia americana , provocati dalla vicende di Guantanamo”

“Volevo fare un’opera che inquietasse. Tutti ci autogiustifichiamo e cerchiamo di dare motivi nobili alle nostre azioni. Ma la convinzione di essere nel giusto rischia di farci fare cose orribili, che possono cambiarci e perderci per sempre”

Beh da Crash, il film che raccontava le tensioni razziali fra le diverse comunità d’America e che nel 2005 le valse due Oscar, fino al più recente Nella valle di Elah , che affrontava il delicato tema dei reduci dell’Iraq , ha già inquietato abbastanza..

“Cerco di porre al pubblico le stesse domande politiche , sociali e anche personali che mi pongo io. Sono quelle che metto nelle mie storie. Alcune possono diventare un film su una fuga dal carcere come questo, altre un dramma, come Million Dollar Baby, di cui ho scritto la sceneggiatura , oopure una specie di esperimento sociale – che riunisce in una giornata le miriadi si micro scontri razziali che accadono regolarmente a Los Angeles – come Crash. Ma questo non conta poi tanto”

Perché ha scelto questo particolare progetto, il remake di un film francese?

“Perché mi aveva fatto fermare a riflettere. Avevo visto Pour Elle e mi era piaciuto. Così ho cominciato a pensare come avrei trattato io quei personaggi. E poi volevo trovare il modo di dire qualcosa sulla giustizia americana , che trovo corrotta e piena di difetti. Anche uno dei miei prossimi progetti tratterà questo argomento. Sarà il remake di un film spagnolo intitolato Cella 211

Un altro remake? Ma che cosa spinge un regista a rifare il film di un altro : passione per la storia o l’idea che può fare meglio?

“La storia. Non penso di aver fatto meglio di Fred Cavayé , il regista francese. Ma ho avuto la possibilità di approfondire i personaggi e fare qualcosa di più affine al pubblico americano. Ma non sono interessato solo ai remake: è capitato. Continuerò a indagare il tema della vulnerabilità e della fiducia , centrale in questo film , con un altro progetto cui sto lavorando proprio ora, intitolato Third Person. Il potere della fede mi affascina , così come il binomio realtà e illusione”

E’ una poetica che ha mutuato da Antonioni , un regista che ha influenzato molto la sua carriera

“E’ vero, incredibilmente importante per me. Blow up ha cambiato la mia visione delle cose, per un periodo mi trasferii perfino a Londra: volevo occuparmi di moda, come il fotografo protagonista del film. Sono sempre rimasto affascinato dal modo in cui Antonioni si interrogava sulla natura delle cose , sulla natura della realtà. Quando vedi un suo film pensi di sapere bene di che cosa stia parlando : e , invece , arrivi alla fine e non solo non hai trovato risposte , ma hai nuove domande sulla vita, sulla fede , sulla verità…”

Aveva già in mente Russell Crowe ed Elizabeth Banks quando lavorava alla sceneggiatura?

“No, non è un bene preparare un film pensando a un attore : rischi di lasciarti suggestionare da ciò che ha fatto prima. Mi ha influenzato , piuttosto, Pittsburgh , la città dove abbiamo ambientato la storia. L’avevo scelta perché non volevo un luogo iconico e riconoscibile come New York o Las Vegas. Poi ho scoperto che ospita il carcere più grande del mondo e ho voluto cominciare le ricerche da là. Devo dire che sono stati tutti disponibilissimi. Non solo mi hanno aperto , letteralmente , le porte del carcere , ma mi hanno svelato le tecniche con cui la gente ha cercato di fuggire. Nessuno è mai riuscito a evadere da lì: ma qualcuno ci è andato molto vicino. Così ho potuto utilizzare nel film piani che la gente ha tentato davvero di mettere in pratica. La trama deve molto a queste ricerche. Altre cose le ho scoperte in rete , come poi fa il protagonista. La città ha fatto il resto. Uscito dal carcere mi chiedevo : “Da qui ,a piedi , ove posso arrivare?”. Ho scoperto che da un lato della strada c’era la stazione . Prendevo il treno e mi dicevo: la polizia sarà già alla prossima fermata , cosa posso fare? Ho letteralmente percorso l’intera trama mentre scrivevo”

Interessante : perché la critica americana, che è stata dura col film, ha attaccato proprio la trama, che l’ha definita irreale, priva di senso.

“Dopo tanta fatica , sì, è proprio questo che hanno detto. Invece è tutto plausibile. Devi crederci, certo. Ma quella è la sfida su cui si regge l’intero film. La verità è dura da credere. Hanno anche criticato il personaggio di Russell Crowe. Un uomo normale che fa qualcosa di straordinario. Ma se fosse un maestro del crimine non ci sarebbe storia. Le cose eroiche le fanno i disperati. Io poi penso sempre a Camus “Tutte le grandi cose hanno un inizio ridicolo”

PAUL HAGGIS

Ma dev’esserci poco da ridere quando un regista da Oscar riceve critiche così negative..

“Non ci presto molta attenzione. So di aver fatto del mio meglio e guardo avanti. Poi, sa tutto ha un tempo. Nella valle di Elah , andò male in America. Criticava una guerra che si pensava giusto. Due anni dopo è stato riscoperto. Ma io non cerco popolarità. Quello che faccio a volte funziona , altre no, l’importante è aver fatto le cose al meglio”

Un film può fare , politicamente, la differenza?

“Non credo, ma bisogna provarci. Se poi fai cambiare idea all’uno per cento degli spettatori , devi considerarlo un successo. Quest’ultimo non è un film politico. Ma spero faccia pensare”

E i produttori di Hollywood? Come reagiscono alle sue idee poco ortodosse?

“Con un po’ di paura, magari cercando di propormi il prossimo 007 , il nuovo Batman , insomma grandi film che vendano. Non sono contrario ai film commerciali. Non sono contrario ai film commerciali. Un successo economico può aiutare i tuoi prossimi progetti. Ma sono più attratto da piccoli film come questo , che è una produzione indipendente. Non sento la necessità di guadagnare altri Oscar, ma quella di raccontare buone storie”

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Il suo primo lavoro è stato quello di scriver per una serie come Love Boat

“In realtà il mio primo lavoro fu scrivere un cartone animato di Scooby-Doo: avevo 22 anni. Love Boat venne dopo. Lavoravo come sceneggiatore free lance, mi concentravo due settimane su una serie e poi cambiavo. Un’esperienza che mi ha insegnato a scrivere. Ci sono voluti dieci anni di sceneggiatura per capire che scrivere significa sapersi guardare dentro , mettere nei testi esperienze reali. Dare soddisfazione al pubblico, certo. Ma anche provocarlo”

Una lezione che ha imparato da un suo caro amico: Clint Eastwood

“E’ vero. Un uomo eccezionale , un buon amico che mi ha aiutato molto . Guardarlo dirigere è stata la mia vera scuola. Si fida degli sceneggiatori , crede negli attori e nella troupe. E così ottiene il massimo da tutti. Non è facile: chi è in una posizione di potere spesso pensa di saperla più lunga e non si fida di nessuno. Lui no, sa spiegare cosa vuole e sa ascoltare. E in questo cerco di imitarlo”

Il suo prossimo impegno?

“Lontano da Hollywood. Sto partendo per Haiti , starò lì per un po’ per Artists for Peace and Justice , l’associazione che ho creato con Sean Penn , James Franco e tanti altri. Stiamo costruendo una scuola e una clinica. Provo anch’io a dare una mano: il mondo sarà anche inquietante ma bisogna continuare ad avere fiducia”

venerdì 15 aprile 2011

INTERVISTA A CHRISTINA AGUILERA “La mia stanza preferita è la camera da letto , dove faccio di tutto”

Christina Aguilera ha venduto più di 100 milioni di dischi, ha una stella sulla Walk of Fame di Hollywood, ha collezionato 4 Grammy Awards. Ha debuttato al cinema con il Film Burlesque, musical tutto piume e lustrini ispirato al mondo dello spogliarello raffinato e ironico.

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Burlesque è il suo primo film , e lo ha girato poco dopo essere diventata madre per la prima volta

Non è stato per niente facile . Ho lavorato 17 ore al giorno , e purtroppo non posso dire di essere stata una mamma perfetta , anche perché spesso il tempo lasciato libero dalle ripreso lo passavo in studio a registrare le canzoni , oppure a provare e riprovare le coreografie. Spero che Max , il mio bambino (nato tre anni fa dal rapporto con Jordan Bratman ndb) non appena sarà in grado di farlo apprezzi tuta questa fatica e sia fiero di me!”

E’ sul palco da quando aveva 12 anni : ha mai paura di affrontare il pubblico?

“E’ un lusso che non posso permettermi! Quando preparo un album o vado in tour , non posso ragionare troppo su quello che mi aspetta : non vivrei più. Posso solo fare del mio meglio , e credere in me stessa , mettere tutta la mia anima in ogni cosa che faccio. Non potrei vivere pensando a quanto successo potrà avere un film , anche se ovviamente spero che piaccia: sono un’artista e sento il bisogno di essere apprezzata”

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Burlesque parla di speranze e di sogni da realizzare , quali sono i suoi?

“Beh, mi piacerebbe molto lavorare ancora nel cinema , a patto di trovare un altro copione che mi incuriosisca : per il momento mi coccolo Burlesque. La mia carriera musicale , però, viene prima di tutto anche se… vorrei diventare nuovamente mamma , magari non subito, ma prima o poi… E poi, un altro sogno, molto molto frivolo: possedere più scarpe di Imelda Marcos! Ne vado pazza e le custodisco gelosamente in un armadio speciale che ha studiato per me Pasquale Fabrizio , il ciabattino delle star”

Se le dico che lei sembra sembra esibizionista , che mi risponde?

“Che è vero , lo sono per natura. Sul palco esci fuori tutta la mia parte animale , mi sento finalmente libera . Certo, non sono una persona timida. Ma nella vita di tutti i giorni si stupirebbe: è facile vedermi restia , chiusa e lontana. E lo sono di proposito , per autodifesa : nel mondo dello spettacolo ci sono davvero troppi serpenti. Non esisterebbero un secondo a morderti pur di farti del male”

Lei è molto amata dalla comunità gay

“LA prima icona gay in assoluto resta Madonna , la maestra di tutti noi. E prima di lei c’erano Barbra Streisand e Cher , due miti. Io sono ufficialmente supporter della Lgbt, la comunità formata da gay, lesbiche , bisessuali e transessuali. Sostengo da sempre la lotta alla discriminazione e lo sottolineo pubblicamente ogni volta che posso. Anche nei miei videoclip. Per esempio , in quello di Beautiful, una canzone di otto anni fa , uomini e donne si baciano fra loro , e il messaggio è chiaro : non c’è nulla di cui vergognarsi nell’amare qualcuno del tuo stesso sesso. Invece sa che cosa è davvero difficile nella vita? Trovare l’amore . L’amore che tifa superare ogni ostacolo e magari ti porta a sfidare il mondo e i suoi pregiudizi”

Da popstar a diva del burlesque : è stato difficile?

“Direi di no, perché sono una performer di burlesque da molto tempo. Frequento tanti club e possiedo una collezione di libri rari sulle origini , la storia , i primi spettacoli. E’ una vera forma d’arte. L’idea stessa del trasformarsi per poi esibirsi di fronte a un pubblico ce l’ho nel sangue ed è alla base del mio amore per lo spettacolo. E poi, il potere che una donna esercita mentre danza in uno spettacolo burlesque è una vera liberazione , rappresenta la possibilità – finalmente – di esprimere tutta la propria femminilità e la propria sensualità senza farsi condizionare dai pregiudizi. Trovo davvero inebriante salire sul palco , sentirmi a mio agio nel mio corpo , vivere un momento di creatività anche attraverso le canzoni e i passi di danza: mi fa sentire ogni volta sempre più donna”

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E che succede quando scenda dal palco e si toglie rossetto e abiti di scena ?

“Non mi vedrete mai senza le mie labbra rosse , il rossetto è il mio feticcio. E poi, vediamo…boh, non cucino. Mai. Ho uno chef personale , ho sempre a portata i numeri di telefono dei migliori ristoranti di Los Angeles. Non guido, anche se ho la patente : me la sono guadagnata grazie ad un autografo! Non faccio giardinaggio. La mia stanza preferita è la camera da letto , dove faccio di tutto: sul mio enorme letto mangio, leggo, parlo con gli altri, dormo per ore e ore , alzandomi soltanto per fare bagni interminabili. Nella vasca , perché anche se vivo nella Città degli Angeli , odio la spiaggia e la sabbia. Preferisco di gran lunga l’inverno e il freddo”

La prima cosa che fa quando si sveglia e l’ultima prima di coricarsi?

“La prima cosa è senza dubbio il caffè. Sennò non funziono. In un mondo ideale, quando sono a casa desidero soltanto svegliarmi la mattina e addormentarmi la sera con mio figlio Max, la gioia della mia vita. Se sono in tour , per fortuna c’è l’iPhone . Ogni sera annoto tutto quel che mi è successo durante la giornata. Ho centinaia e centinaia di diari. E’ un esercizio continuo. Mi permette di restare , con i piedi per terra”

mercoledì 13 aprile 2011

INTERVISTA A CRISTINA BUCCINO, FIDANZATA DI CLAUDIO D’ALESSIO “Non faccio leva sulla vita privata per ottenete popolarità , non cerco lo scoop , non mi importa”

Cristina Buccino è una delle ereditiere del quiz preserale di Carlo Conti. E’ fidanzata con Claudio D’Alessio , il figlio di Gigi.

Claudio D'Alessio e Cristina Buccino ospiti alla discoteca Club Pineta

Parliamo della storia con Claudio.

“Al riguardo vorrei dire qualcosa. Sulla nostra storia ne hanno dette di tutti i colori , mi capita spesso che i giornalisti si concentrino solo questo e non sul mio lavoro. Io e Claudio insieme stiamo benissimo , non ci sono problemi. Stiamo andando a vivere insieme , anche se in un certo senso è come se lo facessimo già. Non mi piace speculare sulla mia vita privata . Ho avuto una brutta esperienza con giornalisti che travisavano le mie dichiarazioni”

Cosa ti ha dato più fastidio?

“Che l’attenzione si spostasse solo su gossip , per ogni cosa è stato sempre un problema, il mio lavoro ad un certo punto non esisteva più. Hanno scritto delle cose penose. Ci tengo che gli affari miei e di Claudio rimangano in casa. La gente non deve conoscere la mia vita privata. Io sono una persona molto semplice , ho dei valori saldi , come quello della famiglia , e non mi piace spifferare le mie cose ai quattro venti. Non faccio leva sulla vita privata per ottenete popolarità , non cerco lo scoop , non mi importa. Questo vale anche per la televisione , questo lavoro oggi c’è, domani chissà”

Da come parli non sembra che per te abbia molta importanza lavorare nel mondo dello spettacolo..

“Credo molto nel destino. Non sono una di quelle che la mattina si sveglia impazzita per cercare il modo di emergere. Ho venticinque anni , se posso continuare a fare questo lavoro in maniera pulita e tranquilla allora ci sto , altrimenti non mi interessa. Mia sorella è laureata in arredamento degli interni , ho investito i miei soldi in alcune attività , qualcuno riuscirò a fare senz’altro. Ho iniziato a fare questo lavoro per caso , le persone a me vicine mi consigliavano di provare a fare qualche foto e da lì , dopo il primo casting andato subito bene , ho iniziato a lavorare per campagne importanti come Coconuda e la compagnia telefonica 3 e a prendere la cosa sul serio. Non nego che mi piace farlo, ma non era quello che sognavo da adolescente . Se non dovessi continuare questa strada , non ne morirei”

Come sta andando la sua esperienza all’Eredità?

“Un’esperienza fantastica , che mi ha insegnato molto, Carlo Conti è una persona speciale , buono e serio. Ormai sono due anni che ci lavoro e credo possano bastare. Come si dice , il troppo stroppia, ho voglia di fare altro. L’eredità è un programma accomodante , che segue un certo target , com’è giusto che sia. Sono felice di averlo fatto , per me è stata la prima vera esperienza televisiva dopo il Concorso “Veline” , ma ora ho bisogno di andare avanti”

Che ti piacerebbe fare?

“Quello che ho sempre fatto prima della televisione , la fotomodella. Ho posato per campagne importanti , e vorrei continuare a fare quello. Attraverso questa esperienza ho capito che la mia passione non è il piccolo schermo, bensì la moda. Mi rende spensierata”

Escludi quindi la Tv dai tuoi progetti futuri? Condurre un programma per esempio..

“Un lavoro da conduttrice o co-conduttrice potrebbe piacermi , ma in un programma più simpatico , non impostato. Una cosa sul genere di Zelig. Magari un giorno … ci vuole tanta gavetta”

Se ti proponessero un reality?

“Sarebbe per me l’ultima spiaggia, ma potrei valutare l’ipotesi”

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Per molte ragazze sono stati potenti trampolini di lancio. Vedi Belen Rodriguez , dall’Isola dei Famosi è arrivata a condurre il Festival di Sanremo..

“Belen è uscita dal reality come un personaggio non tanto pulito , io vorrei fare un percorso differente, solo che mi rendo conto sia difficile. Se mi proponessero un reality show tipo “La Fattoria” forse lo farei.

Hai visto Sanremo?

“No perché ero a New York , è successo qualcosa”

lunedì 11 aprile 2011

INTERVISTA ALL’ATTORE JOSH BROLIN “ Senza i miei figli , sarei diventato un narcisista come tanti”

Josh Brolin è figlio dell’attore James. A 16 anni ero uno degli interpreti di I goonies. Ma solo da qualche anno il suo nome brilla di luce propria. In particolare da quando ha interpretato Non è un paese per vecchi. Da allora ha interpretato 11 film in soli tre anni. Ha la fama di rissoso . Due anni finì in galera per aver fatto a botte in un bar e nel 2004 , durante un litigio con la moglie , i vicini chiamarono i vicini di casa. Lui disse che era solo una discussione animata.

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Viviamo in una società dove la gente è divisa tra vincenti e perdenti

“Appunto , ed è pericoloso perché il narcisismo è ormai imperante . Prima di girare Wall Street ho incontrato gente del genere : ragazzi che hanno guadagnato milioni di dollari e si sentono padroni dell’universo. Ma poi scopri che nella loro vita c’è solo profumo di soldi: niente famiglia e relazioni umane , nessun valore. Solo denaro. Il film di Woody Allen (Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni , che interpreta insieme con Naomi Watts ndb) gioca sulla fama : Roy ha scritto un romanzo di successo , ma poi non ha più combinato più niente. Vorrebbe sentirsi splendido “ Se io avessi una ragazza superbella, se io fossi famoso”…. Io, io, io…Ma come si può vivere in questo modo?”

Per un po’ di tempo anche lei ha inseguito il successo, però

“Vorrei dirle di no…. C’è stato un momento in cui la vita non mi andava così bene : ho pensato di smettere di recitare. In realtà non cercavo il successo : volevo essere orgoglioso di me stesso, facendo solo i film che veramente mi piacevano. Ho bisogno di integrità , e la fama ne prevede. Per questo ero in crisi”

Cosa facevo in quel periodo?

“Continuavo a scrivere e a fare teatro . Poi mi sono preso una pausa : ho cominciato a occuparmi di giardini. Tagliavo alberi, avevo bisogno di fare qualcosa di fisico, che i facesse uscire dall’idea fissa di aspettare la fatidica telefonata”

E’ vero che ha giocato in Borsa?

“Sì. E’ stato prima di girare Non è un paese per i vecchi. Avevo dovuto vendere il mio ranch : una parte di soldi l’ho investita in azioni. Un mio amico , che è un genio in materia , mi ha insegnato i segreti del trading : mi è andata abbastanza bene , anche perché non cercavo grandi guadagni. Mi sono salvato persino dalla grande crisi”

Complimenti. Lo fa ancora?

“Ogni tanto: mi diverte. Mi piace affrontare situazioni che sfuggono al mio controllo : mi succede coi fotografi. E con mia moglie. Li lascio fare.. Lo riconosco : è un’ossessione un po’ vigliacca”

Nel film di Allen , invece flirta con una donna alla finestra. Non pensa che il flirt sia qualcosa di antico , fuori moda?

“No.Per questo adoro l’Italia : da voi la gente si abbraccia e si bacia per strada. A me piace toccare essere affettuoso. Ma in America devo stare attento : rischio di trovarmi fotografato sui siti di gossip. Da noi la gente è sempre più sola e arrabbiata , vive in una bolla digitale, attaccata al computer o all’iPhone. Invece abbiamo bisogno di tenerezza , e quindi anche il flirt. E’ un modo di conoscersi. Anche se sei sposato. Mentre giravo il film di Woody , a Londra , per sei mesi nessuna donna mi ha guardato: è stato un duro colpo alla mia vanità”

Quindi il flirt non è pericoloso per il matrimonio?

“E’ salutare. Sapere che tu piaci alle altre e che tua moglie piace agli altri , aiuta. Ovviamente fino ad un certo livello. Se vedo Diane (sua moglie ndb) flirtare , la capisco. Se qualcun altro l’ammira, mi fa piacere. Ovviamente non voglio che dorma con nessuno”

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E cosa fa Diane , quando la vede flirtare?

“Io flirto in modo amichevole , giocoso. Non sono irrispettoso. Ho molte amiche donne : scherziamo , ci facciamo battute, e Diane se ne frega. Sa che la amo, la proteggo”

Diane Lane è la sua seconda moglie . Da Alice Adair ha avuto due figli. Come è stato diventare padre a vent’anni?

“E’ la cosa migliore che abbia fatto nella vita. Non so cosa mi sarebbe successo, se non fossero nati. Forse non mi sarebbe andata bene così bene: senza di loro , sarei diventato un narcisista come tanti”

Anche i suoi ragazzi lavorano nello show-biz?

“Eden ha 17 anni : studia. Ha recitato in un mio corto e non se farò l’attrice , ha una voce bellissima e ha già inciso una canzone con mia madre. Trevor, che compirà tra poco 22 anni , ha appena finito il college , ma già lavora nel marketing di una società per artisti. Suona, scrive, disegna fumetti , è estremamente creativo. Vorrebbe fare cose che gli piacciono di più, ma ha paura di lasciare il suo impiego. In America , il 71% dei giovani fra i 17 e i 25 anni è disoccupato. E’ un momento molto difficile, per i ragazzi: sanno che dovranno sopravvivere. I miei figli hanno talento e credo che ce la faranno , ma dobbiamo pensare anche a chi è meno datato e ha più difficoltà a emergere. Vedo che torniamo sempre allo stesso punto? Viviamo in una società malata, dove conta solo il successo”

venerdì 8 aprile 2011

INTERVISTA A NICOLA CONENNA, PRESIDENTE DELL’H2U “Il nostro vero obiettivo è quello di alimentare le automobili con idrogeno . Tra dieci anni o poco più vorrei che tutte le vetture si muovessero grazie all’idrogeno”

Nicola Conenna Presidente dell’H2U, l’Università dell’Idrogeno di Monopoli (Bari) sta curando un progetto per vetture alimentate con questo gas.

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Professor Conenna , come si sposta ogni giorno , per andare da casa al suo ufficio?

“Mi muovo con l’automobile. Ne ho due: la prima via va a idrometano , l’altra è interamente alimentata a idrogeno”

Ci spiega il programma che sta curando in collaborazione con la Regione Puglia e il Politecnico di Bari?

“Stiamo lavorando ad un progetto che nel giro di qualche anno potrebbe permettere a tutte le auto in circolazione in Italia di alimentarsi con idrometano oppure con idrogeno”

Chi potrebbe farlo e su quali automobili?

“In sostanza, quasi tutti gli automobilisti . Per alimentare la propria automobile con idrometano è necessario possedere un modello nuovo , con alimentazione a metano o con un impianto Bi-power , senza neppure le modifiche. Le auto a metano , già molto comuni , possono andare a idrometano , una miscela mista composta in gran parte da metano da idrogeno. Per l’idrogeno serve invece che l’automobile abbia un motore opportunamente predisposto. In Germania , per fare un esempio , la Mercedes produce già vetture che possono rifornirsi di idrogeno. ne circolano già un centinaio”

Ma quali sarebbero i vantaggi per l’ambiente?

“Andiamo con ordine : l’idrometano è un nuovo combustibile ecologico costituito da una miscela al 70% di metano e al 30% idrogeno. Nel metano non c’è benzene , non c’è monossido di carbonio e le polveri sottili prodotte sono ridottissime. Già il metano , dal punto di vista dell’inquinamento , riduce il danno sanitario dell’80%. Con l’aggiunta dell’idrogeno , che non presenta affatto carbonio e ossido di azoto, possiamo arrivare ad una riduzione del danno sanitario pari al 90%.

E per le tasche degli automobilisti , quali sarebbero i vantaggi economici?

“Qui c’è da fare un discorso più complesso. Il metano, che ci giunge principalmente attraverso il mercato, dalla Russia o dall’Algeria , è soggetto ai rincari dovuti al costo del petrolio , così come la benzina o il gasolio , al quale è strettamente legato. L’idrogeno invece si può produrre in loco , cioè qui da noi. E si produce con la corrente elettrica. Ma se proviamo a immaginare di produrre energia elettrica dal sole, come in molti casi avviene in Puglia con gli impianti fotovoltaici per alimentare aziende e strutture pubbliche e private , allora possiamo facilmente comprendere quanto questo ci farebbe risparmiare. Il presidente della Regione Puglia , Nichi Vendola , presentando il progetto , ha detto di puntare proprio su una nuova economia dell’idrogeno”

Possiamo immaginare che un giorno tutti gli italiani viaggino su auto a idrometano o a idrogeno?

“Intanto va sottolineato che la miscela metano-idrogeno è di transizione. La prendiamo in esame adesso per i motori esistenti. Ma il nostro vero obiettivo , per il futuro , è quello di alimentare le automobili con idrogeno prodotto da fonti rinnovabili : sole , vento. Tra dieci anni o poco più vorrei che tutte le vetture si muovessero grazie all’idrogeno”

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Le lobby del petrolio di certo non guarderanno con favore a questo progetto. O no?

“Guardi , tra venti o trent’anni il petrolio non servirà più. Non possiamo dire se sarà esaurito, ma di certo sarà troppo costoso o comunque inadatto all’uso che ne facciamo attualmente. Per questo è necessario trovare forme alternative . Le lobby del petrolio? La transizione verso l’idrogeno e le energie alternative è ormai un processo inarrestabile. I sostenitori del petrolio possono soltanto tentare di rinviare il più possibile questo passaggio, spostandolo in avanti di vent’anni o più. Ma stia certo che quel giorno arriverà”

Lei, intanto , continuerà ad andare in giro con la sua auto ad idrogeno. Giusto?

“Sì, ma purtroppo continuo a girare con la targa prova, perché in Italia non mi è ancora consentito immatricolare un’automobile alimentata a idrogeno. In Germania, per tornare all’esempio di prima , si può invece già fare da tempo”

mercoledì 6 aprile 2011

INTERVISTA AD ENRICO BERTOLINO “Il mio concetto di comunismo è Idromassaggio per tutti”

Enrico Bertolino, 50 anni, comico e conduttore Tv.

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Il suo accessorio cult

“Il tagliapeli del naso a pile. Scambiabilissimo per un vibratore , a vederlo usare genera equivoci inquietanti”

Se fosse un personaggio di Romanzo Criminale sarebbe …

“Il Dandi. Perché nella vita è un equilibrista Un po’ di qua e un po’ di là. Il Pier Ferdinando Casini della Magliana”

Un leader per questa sinistra: l’ex valletta Mara Carfagna o l’ex fascista Gianfranco Fini?

“Una valletta fascista. Meglio ancora , un’attrice dei telefoni bianchi. Del resto come dice papà Guzzanti , la sinistra è ancora in bianco e nero”

Un consiglio a Pierluigi Bersani

“Rimettiti. E poi niente occhiali quando vai a leggere i valori da Fabio Fazio: dovresti saperli a memoria”

Favorevole o contrario a Wikileaks?

“Favorevole a Wikipedia. Un po’ più di intelligenza , un po’ meno minchiate. Per quelle ci siamo già noi”

Secondo i dispacci pubblicati , la salute di Berlusconi sarebbe rovinata dai party

“Anche i party sono rovinati da lui. S’immagina l’imbarazzo? Uno va lì con la maschera di Eyes Wide Shut e ci trova il presidente del Consiglio . Ma come si dice “No Silvio, no party”

Una tassa da applicare

“Quella sui consensi”

Un lusso a cui non può rinunciare

“L’idromassaggio. Il mio concetto di comunismo è “Idromassaggio per tutti”

Nei suoi sogni erotici da ragazzo : Cicciolina o Moana Pozzi?

”Raquel Welch , all’epoca della pubblicità per il sapone Camay. Certo, era prima che lei si rifacesse. Adesso il sapone è più naturale di lei”

Sesso, fumo e rum è la ricetta della longevità tra i monti di Vilcabamba , in Ecuador. La sua invece qual è?

“Ho troppo paura delle malattie sessuali. Diciamo un po’ d’amore solitario mentre mi fumo mezzo sigaro toscano con un po’ di rum. Bevuto con la cannuccia perché le altre mani sono impegnate”

L’ultima volta che l’ha fatto in due

“Non lo ricordo neanche più. Se è vero che l’autoerotismo uccide i neuroni..”

Mai desiderato di fare l’amore con un uomo?

“No. Aspetto che si faccia avanti lui”

Più sexy Roberto Benigni o Roberto Saviano?

“Benigni in giro con la scorta e Saviano mentre recita Dante”

Mai nella vita:candidarsi al Parlamento o tifare Milan?

“Candidarmi al Parlamento tra le file dei milanisti”

L’ultima cosa a cui pensa prima di andare a dormire

“Che spero di risvegliarmi”

Un uomo di classe :Walter Veltroni o Luca Cordero di Montezemolo?

“Walter Chiari . Anche se in quanto a eleganza Montezemolo è perfetto. L’unico che con 40 gradi all’ombra riesce a sudare dentro, nell’esofago”

Spera di non diventare mai..

“Intelligente. Perché poi non sopporterei la mia ignoranza”

La sua prossima partecipazione televisiva : a Chef per un giorno o L’Isola dei famosi?

“A L’isola dei Famosi come chef. SE mi ci vedrete , sappiate che è un fine carriera : vi prego , non eliminatemi subito”

lunedì 4 aprile 2011

INTERVISTA A KLEDI “Oggi secondo me la televisione non svolge più il suo ruolo di educatrice , ma si preoccupa di accontentare chi vuole avere successo”

Kledi Kadiu è nato a Tirana il 7 aprile 1974. Ballerino.

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Sei impegnato con l’Unicef come testimonial della campagna “IOcomeTU”. Di cosa si tratta?

“E’ una campagna di sensibilizzazione a favore di tutti quei bambini figli di immigrati nati in Italia. Si lotta per i loro diritti , perché possano vivere alla pari degli altri ragazzi italiani. E’ una campagna per abbattere i pregiudizi verso la provenienza straniera , sono ragazzi nati in Italia, con il passaporto italiano , è giusto che abbiano gli stessi identici diritti degli altri”

Nel 2005 il Presidente della Repubblica d’Albania, Alfred Moisiu , ti ha riconosciuto l’Alta Onorificenza “Ambasciatore della Nazione” con la motivazione “Per l’interpretazione virtuosa nell’arte coreografica e la rappresentazione dignitosa dell’immagine e dei valori dell’Albania all’estero”. Cosa hai provato?

“Ne sono stato orgoglioso e mi ha riempito di responsabilità. Nel mio paese mi riconoscono il merito di aver incarnato un’immagine seria , di ragazzo che ce l’ha fatta da solo e che rappresenta con dignità l’Albania. I complimenti che più mi gratificano sono proprio quelli dei connazionali che mi dimostrano affetto e gratitudine per aver contribuito nel mio piccolo a riabilitare l’immagine del nostro paese. Vorrei dire che ci sono altri miei connazionali che hanno dato un contributo che non hanno il mio stesso riscontro mediatico”

Quali sono i valori che hai portato con te dalla tua terra d’origine?

“La lealtà e il rispetto. Ma la mia persona è anche il frutto di una solida educazione familiare e di una vita vissuta all’insegna dell’arte. La danza, come ogni altra forma di sport, aiuta a maturare, ad essere migliori e ad avere successo , nella professione , ma soprattutto nella vita”

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Come hai vissuto l’ondata di successo che ti ha travolto? Te l’aspettavi?

“No, non me l’aspettavo, è successo come spesso accade, in un modo che non si può spiegare. Alla fine io cosa ho fatto? Semplicemente il mio lavoro , quello che ho sempre fatto fin da piccolo. Non credo sia solo merito della bravura , ma anche dei tempi giusti, di un incastrarsi di eventi”

Anche un po’ di fortuna?

“Spesso sento dire che si ha successo per la fortuna. Io non credo a questa cosa. Io devo tutto al lavoro che ho fatto , allo studio, termine che oggi si va sempre più dimenticando. La fortuna aiuta solo chi si impegna. Poi dipende da cosa si intende per successo, prima di tutto deve essere personale. Ho avuto il mio più grande successo quando ho finito la scuola di danza in Albania e sono stato scelto come ballerino solista nel corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Tirana. Se me l’avessero detto a quei tempi , mai avrei creduto di poter trovare successo in Italia”

Per anni i tuoi fan ti hanno visto nel corpo di ballo di Amici di Maria De Filippi . è stata una tua scelta quella di non essere presente in questa edizione?

“Sono nato in quel programma e ho partecipato a quasi tutte le edizioni , fino a che non è arrivato il momento di cambiare. E’ stata una decisione non discussa. E’ arrivata la proposta di Rai 5 (Step -Passi di danza ndb) e in più c’era l’impegno con la tournée (Non solo Bolero ndb) , preso precedentemente. Credo che un artista abbia bisogno di nuovi stimoli , di cambiare ed accettare altre sfide , aldilà della riconoscenza che sempre avrò nei confronti di Maria”

Che rapporto hai oggi con lei?

“Ottimo. Lei è contenta dei miei progetti , come io dei suoi . Mi ha sempre valorizzato il suo sostegno . In futuro non escludo di poter tornare a lavorare con lei”

Hai raggiunto il successo percorrendo l’iter tradizionale delle audizioni e della gavetta. Cosa pensi dei ragazzi che escono dai Talent Show?

“Questo è un virus dei giorni nostri, una prassi normale. La tv, da mezzo per intrattenere il pubblico, sembra essere diventato l’unico modo per avere un posto di lavoro. Oggi secondo me la televisione non svolge più il suo ruolo di educatrice , ma si preoccupa di accontentare chi vuole avere successo. E’ bene che possa essere un mezzo per divulgare un’arte come la danza o come il canto, ma se deve prendere il posto della scuola , allora il mondo è finito!”

Hai fatto televisione, cinema , teatro, hai persino scritto un libro. Spesso abbiamo sentito parlare parlare del Kledi-artista, non si può dire lo stesso della tua vita privata. Fosse per te i giornalisti di gossip non mangerebbero..

“Si chiama vita privata proprio perché è privata. Credo che dipenda dal fatto che so fare qualcosa. Vedo molta gente che non ha nulla da dire e che per avere la sua razione di popolarità mette in piazza la sua privata, frequentando feste e facendosi vedere in occasioni mondane. Io lavoro molto e non ho tempo per questo , non sono un tipo da gossip”

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Hai tempo per l’amore?

“Questa è l’altra faccia della medaglia. Il mio lavoro mi ha dato tanto , ma anche io ho dato tanto a lui. Ho avuto storie che non sono andate bene forse proprio è per la vita che faccio , un po’ zingara. Non è facile avere un rapporto stabile o trovare una persona in grado di capire in miei ritmi e il mio mestiere”

Quindi oggi sei single?

“”Sì. Non è ancora arrivata la persona giusta. Da sette mesi sono su e giù per l’Italia, pur volendo non potrei. Ma non nego che se incontrassi la donna per cui ne vale la pena, lascerei parte del lavoro a casa”

Hai un ideale di donna?

“No, anche in quello sono molto istintivo. Mi deve colpire all’istante”

venerdì 1 aprile 2011

INTERVISTA A CRISTINA PARODI “In questo periodo di contrasti politici viene ascoltato chi grida di più. Mi piace un’informazione che sia totale, perché il cittadino ha diritto di essere informato con onestà”

Cristina Parodi , volto del Tg5 , è considerata una delle giornaliste più belle della televisione.

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Mi parli dei suoi esordi

“E’ stato lo sport ad introdurmi nel giornalismo. Quand’ero ragazza praticavo tennis al livello agonistico ,e ho cominciato a svolgere lavori nella comunicazione , come ufficio stampa di eventi sportivi. Nel periodo dell’università ho conosciuto alcune persone di Odeon Tv , rete nella quale ho condotto il mio primo programma calcistico. Nel 1990 sono passata a Mediaset , che allora si chiamava Fininvest , occupandomi ancora di un programma calcistico, si chiamava Calciomania. Il calcio non mi coinvolgeva molto, ma comunque me ne occupavo con dedizione. Mi sono appassionata davvero a questo mestiere quando a Mediaset iniziarono le prime vere news con la Guerra del Golfo , nella diretta di Emilio Fede , quando tutta la redazione veniva coinvolta anche per fare le notti. In quel momento mi resi conto di quello che mi piaceva fare e quando nacque il progetto con Enrico Mentana , mi candidai per il Tg5”

Sognavi di fare qualche altro lavoro prima di iniziare la tua carriera?

“Non ho mai avuto il sacro fuoco del giornalismo. Ho fatto molti lavori per mantenermi durante il periodo dell’università , dalla modella o alla correttrice di bozze. Mi piaceva anche l’idea di continuare nella ricerca universitaria , mi sono laureata in lettere moderne con una tesi in storia dell’arte , ma in quel periodo mi occupavo anche di calcio e la mole di lavoro mi ha sfinita . Così ho deciso di dedicarmi solo al giornalismo”

Era difficile per una donna farsi strada in un ambito come il giornalismo sportivo?

“Era il periodo in cui le donne iniziavano ad interessarsi ed occuparsi di calcio. Oltre a me, c’era Antonella Clerici, Simona Ventura , Alba Parietti , ed era una novità. Stavamo sul campo , facevamo le interviste , e la nostra presenza era apprezzata . Io non ero appassionata di calcio , ho dovuto studiare molto per preparami. Ho avuto maestri che mi hanno insegnato molto , come Maurizio Mosca e Marino Bartoletti , sono stata aiutata , mai discriminata. Il giornalismo sportivo ti insegna ad essere molto attenta , non puoi dire una cavolata , perché il pubblico che segue queste trasmissioni è molto preparato”

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Oggi segue il calcio ?

“No! L’ho abbandonato . Lo seguo giusto per mio figlio , che è un grande appassionato”

In Italia oggi si parla spesso di libertà di stampa. Per alcuni c’è n’è poca, per altri troppa. Da giornalista qual è la sua posizione?

“Secondo me la libertà di stampa c’è. Il vero problema è che la maggior parte delle testate preferiscono prendere posizione da una parte o dall’altra. Mancano delle testate “super partes”.

Qual è il giornalismo che piace a lei?

“Quello che sa dare informazioni senza prendere posizione , appunto. In questo periodo di contrasti politici viene ascoltato chi grida di più. Mi piace un’informazione che sia totale, perché il cittadino ha diritto di essere informato con onestà”

C’è qualcosa nella sua carriera che non ha fatto e che vorrebbe fare?

“Vorrei continuare ad occuparmi del sociale , cosa che ho fatto solo sporadicamente. Mi piacerebbe poter dare il mio contributo a cooperazioni e progetti finalizzati ad incrementare lo sviluppo di paesi ancora sottosviluppati. Sono stata di recente in Mozambico e ho curato un reportage per Terra”

Qualcosa che non rifarebbe?

“Nulla. Ogni esperienza , anche le cose non andate a buon fine, mi hanno insegnato qualcosa”

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La passione giornalistica accumuna lei e sua sorella Benedetta Parodi . Vi scambiate consigli?

“Solitamente sono stata io a suggerire perché ho iniziato prima. Lei ora ha preso una strada diversa, ha iniziato una carriera nel mondo della gastronomia. In questo insegna lei a me”

Lei non cucina?

“Io sono nella media lei è davvero sopra la norma”

Per nove anni è stata il volto che noi tutti abbiamo associato al programma Verissimo . Cosa pensa della conduzione di Silvia Toffanin e del taglio che ha deciso di dare al programma?

“Sono due cose diverse. Verissimo allora era stato uno dei programmi di intrattenimento quotidiano , due ore di diretta al giorno. Oggi è una nicchia più salottiera. Molto curata , ma sono due cose diverse. Lo trovo gradevole”

E’ considerata un’icona di bellezza , stile ed eleganza. Come vive questa etichetta?

“Con grande orgoglio e soddisfazione. Da parte mio cerco solo di rispecchiare il più possibile il mio stile e il mio gusto”

C’è una donna della televisione che ammira particolarmente?

“Daria Bignardi mi piace molto come immagine e come personalità”