lunedì 31 gennaio 2011

INTERVISTA A NICOLE KIDMAN “Il dolore non se ne va mai, ma che in qualche modo impariamo a vivere con esso. La vita forse non torna mai quella che era , ma diventa qualcos’altro”

Buon anno, Nicole. Propositi?

“Per il nuovo anno? Preoccuparmi di meno. Non solo per il nuovo anno: per il resto della mia vita”.

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Ci sta riuscendo?

“Diciamo che va un po’ meglio. Sono una di quelle persone che si svegliano per i pensieri alle 3 di notte e compilano una lista mentale delle telefonate da fare. Mi preoccupo per i miei cari , mia madre , mio padre. Quando arrivi a una certa età , quello diventa un grosso pensiero: la speranza che siano in salute e che se la cavino bene”

Lei ha lavorato con i registi più potenti e leggendari?

“E complicati”

Ognuno di loro , ne sono certa , si sarebbe precipitato a fare Rabbit Hole ( il nuovo film della Kidman ndb) . Eppure ha scelto John Cameron Mitchell , un regista decisamente indipendente , quasi underground. Quello che ha girato Hedweig e Shortbus. Molto poco Hollywood. Perché proprio lui?

“Anche se mi hanno fatto spesso nuotare nell’acquario dei pesci grossi di Hollywood , le mie radici sono molto più vicine al modo di lavorare di uno come Mitchell. E poi, ho spesso lavorato con registi che stavano cambiando genere. Quando mi ha diretto in The Hours , Stephen Daldry aveva appena girato Billy Elliot , e veniva dal teatro. Lo stesso con Sam Mendes : quando ho fatto con lui ha teatro The Blue Room , era un regista giovane e d’avanguardia. LO stesso con Lars von Trier. Mi sento a mio agio nelle mani di artisti di questo tipo , è quello che mi attrae, quello che conosco, quello che mi appartiene. MI sento più fuor d’acqua in un progetto più lineare , più commerciale. Ormai ho capito che non do il meglio quando cerco di conformarmi”

In ogni intervista lei mi ha parlato dell’importanza per un artista di avere coraggio, di essere pronto a uscire dalle situazioni comode. Con Kubrick , in Eye Wide Shut , si è spinto nel luogo più oscuro per una coppia. Con Baz Luhrmann , per Moulin Rouge!, si è addirittura rotta le costole. Con Stephen Daldry , in The Hours, è entrata nei pensieri suicidi di Virginia Woolf . Ma per la parte di Becca , la madre di Rabbit Hole , ha dovuto convivere con l’impensabile , la perdita di un figlio. E ha detto che per lei – madre tre volte – è stata un’esperienza particolarmente dolorosa. Che le è capitato di svegliarsi in preda al panico o al pianto. Non è stata una parte più difficile di altre?

“Entrarci dentro non è stato affatto difficile. Le emozioni a cui attingere erano fin troppe. Sapevo come interpretare becca, il suo stoicismo , il suo desiderio di vivere ancora, il suo provare a vivere. Il difficile non era l’enormità del dolore , questo peso che la schiaccia come un albatros incapace di volare. Il difficile era tornare ad essere Nicole , non perdermi dentro Becca. Il difficile era tornare a casa e, come se niente fosse successo, sedermi a cenare con mio marito e nostra figlia Sunday . Ma è qualcosa che succede anche agli altri attori , e non solo a loro. Uno scrittore viene assorbito dai suoi personaggi , e poi come si fa a tornare alla propria vita? Questo aspetto è parte del percorso di ogni artista , se è un artista sincero e autentico. Ecco perché a volte mi spaventa la prospettiva di un lavoro . Quando ci sono dentro , poi, è bellissimo . Ma so che cosa comporta”

Uno dei tabù di Hollywood : la morte. Certo , ci sono state opere teatrali e televisive come Angels in America , e libri come quello dove Joan Didion racconta la morte del marito..

“L’anno del pensiero magico. L’ho letto proprio per preparare Rabbit Hole. MI ha colpito tantissimo”

La forza di quel libro sta proprio nel tentativo di capire la malattia e la morte. Come quando la protagonista , per riuscirci, si compra una divisa da infermiere di ospedale. Ecco, in Rabbit Hole , ho intuito lo stesso sforzo. Con Aaron Eckhart vi tuffate nel percorso – la terapia per i familiari sopravvissuti , la madre che si veste per tornare nel posto dove lavorava prima di mettere su famiglia – c’è questo faticoso tentativo di capire

“Non è il tentativo di capire , è il tentativo di vivere dopo aver preso qualcosa che si è portato con sé la tua energia vitale. Come nel personaggio di Virginia Woolf : Perché vivere? La vita è un dono, ma non sembra più tale quando diventa tanto crudele. E’ contro questo che combatte Becca , come se dicesse “Sto cercando di restare dentro questa vita , ma in realtà non lo voglio”. Mi tocca nel profondo il suo chiedersi “Perché dovrei invecchiare , ora che la cosa più bella della mia vita mi è stata tolta? Perché dovrei arrivare a 80 anni? Che senso ha?”. Credo sia un ostacolo che tutti noi esseri umani prima o poi incontriamo. Alcuni di noi restano sopraffatti. Altri imparano a navigare , ad attraversarlo, e per questo trovo così bella la parte in cui Dianne ( West, che fa parte della madre di Becca , ndb) dice che il dolore non se ne va mai, ma che in qualche modo impariamo a vivere con esso. La vita forse non torna mai quella che era , ma diventa qualcos’altro”

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Non voglio dire che si possa capire una cosa solo se la si è provata. Però John Cameron Mitchell ha detto che a spingerlo verso questa storia è stato il suo trauma di adolescente che ha visto morire un fratellino di 4 anni

“E’ un uomo con una profonda capacità di compassione. Ma anche divertente e, per quanto sembrino due mondi inconciliabili, il senso dell’umorismo è una parte importante di questo film”

E anche di Nicole Kidman , della sua vita e della sua carriera . Ricordo quando uscì Da morire e la gente diceva: non ci posso credere, Nicole Kidman è divertentissima

“Ho raramente l’opportunità di dimostrarlo , perché mi scelgono sempre per parti drammatiche. Ma quando ne ho l’occasione , la prendo al volo. Perché per quanto io sia interessata alle grandi domande sulla condizione umana , mi piace anche farmi una bella risata. Poco fa stavo controllando che cosa c’è stasera qui a Nashville al Comedy Club , magari facciamo un salto con Keith ( suo marito ndb) se c’è un comico di quelli bravi”

Da quando siete sposati, se non lavorate state alla larga dai riflettori e fate con la bambina un’esistenza il più possibile normale, a Nashville . In che modo questo ha influenzato la sua carriera?

“E’ stato Keith che mi ha spinto a fare questi film , fra i tanti progetti che mi erano stati offerti , e alcuni erano davvero buoni, ma ho detto no perché non volevo stare via da casa. Anche su Rabbit Hole avevo dei dubbi, dicevo “Non so se dovrei”. Ha insistito lui “Devi farlo, il lavoro è sempre una parte di te”. Mi ha praticamente cacciato dal nido, e guardi che a me il nido piace. Posso stare benissimo qui a leggere , a scrivere, occuparmi di Sunday , gingillarmi un po’ e riempire le giornate finché è passato un anno e neanche me ne sono accorta. Ma Keith sa qual è il mio percorso artistico: è da quando ero bambina che ho il desiderio di raccontare storie . Posso deviare , ma la verità è che voglio invecchiare facendo questo lavoro”

Starne lontana per un po’ l’ha aiutata a capire quanto è importante per lei il suo lavoro?

“Certo, e poi le pause mi alimentano. Leggo, scopro cose importanti di me, di quello che conta per me. Perché ho finalmente molto tempo per pensare. Prima lavoravo in continuazione , ora la maggior parte dell’anno la passo con la mia famiglia . Sunday va a scuola per 4,5 ore , così posso anche cucinare , leggere, scrivere nel diario. Dedicarmi a cose che mi fanno bene”

La vita che già negli Anni Novanta disse di sognare

“Sa che ho appena piantato un bel frutteto? Era da tanto tempo che lo volevo fare. Peschi , ovviamente, perché siamo al Sud. E poi peri , susini. Abbiamo dovuto far mettere uno steccato , se no mangiavano tutti i cervi”

A proposito di coltivare : so, per esperienza , quanta importanza dà ai dettagli per costruire i suoi personaggi. MI parli dei dettagli di questo film : la perfetta casa da sobborgo americano, i mobili eleganti , i vestiti di Becca

“Ho lavorato di nuovo con Ann Roth : quando ho una parte come questa , cerco sempre lei”

In Romania sul set di Ritorno a Cold Mountain , la costumista era lei. Per farla entrare nel personaggio della protagonista che cammina intirizzita e affamata nelle neve alta , le diede un pezzo di pancetta da tenere in tasca

“Ecco, Ann è proprio questo: mi offre il personaggio nei modi più impensabili. Mi passa una vecchia maglietta e all’improvviso mi accorgo che “ce l’ho” , che “la sento”. Per Rabbit Hole , ha voluto che i miei abiti fossero privi di colore. E poi con Aaron abbiamo passato parecchi tempo nella casa. Senza provare: quello che ci serviva era costruire il contorno della storia, trovare un’intesa. A un giornalista , di recente, ho detto che è importante anche scegliere l’odore che avrai nel film. Ogni personaggio ha un suo odore. Se non colori ogni sua minima sfaccettatura , non sembrerà reale. Devo poter sentire ogni sua emozione , e devo poterla sentire , se necessario, 15-20 volte di seguito, perché le scene vanno ripetute. Devo avere a disposizione quei pulsanti che mi permettano di ricreare , ogni volta, il personaggio”

Compresa la sua musica, immagino

“Certo. In ogni personaggio ho una mia colonna sonora. E ora, vivendo con un musicista , ho accesso rispetto a prima a molta più musica , a molti più riferimenti , a molte più ispirazioni

E immagino che tutto questo sia tanto più importante quando il budget non è stratosferico. Quanto è costato girare Rabbit Hole?

“Tre milioni e mezzo di dollari. Pochissimo. Significa che non c’è il camper con il camerino. Si sta in una casa , e si divide la stanza con gli altri. Ci si fa aiutare dagli stagisti , da ragazzi che vogliono imparare il mestiere”

Avete girato in digitale?

“Esatto. All’inizio non ne volevo sapere “Non possiamo usare la pellicola?”. “Non abbiamo soldi”, mi hanno risposto. Jane Campion e Stanley Kubrick mi hanno insegnato che ogni ostacolo può essere trasformato in un punto di forza. E alla fine, in questi , la camera digitale ci ha aiutato a trovare il film e la crudezza delle sue emozioni. Perché non devi tagliare e ricominciare , puoi tenerla accesa e ripetere la scena senza quel senso di interruzione . Ho imparato molto su questo set. Non è stato facile , e proprio per questo mi è piaciuto. Lavoro da quando avevo 14 anni, era ora che mettessi a frutto la mia esperienza per mettermi alla prova con qualcosa del genere”

Dal punto di vista intellettuale , Rabbit Hole – tratto dall’opera teatrale che ha fatto vincere il Pulitzer a David Lindsay- Abaire – ha tutte le credenziali. Ma nel mondo dello spettacolo , dove ogni cosa ha un’etichetta , questo non è un film d’intrattenimento, perché affronta temi da cui il cinema di solito sta alla larga. Qualcuno lo chiamerebbe poco commerciale. La cosa la disturba?

“L’aspetto commerciale mi ha sempre interessato poco. Certo, voglio che i finanziatori rivedano i loro soldi , perché come produttrice quella è la mia responsabilità. Penso che un pubblico ci sia, lo ha dimostrato il successo clamoroso che questa storia ha avuto a teatro. E so che i soldi , per raggiungere questo pubblico attraverso la promozione , ci vogliono. Quindi sono felice che, anche grazie al sostegno dei critici , al festival di Toronto siamo riusciti a vendere il film ai distributori. Ma penso che le storie di questo tipo vadano fatte con budget sensato, e mi basta sapere che Rabbit Hole ha già ripagato quello che è costato”

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Sarà orgogliosa delle ottime critiche cha ha ricevuto

“Qui a Nashville , a un cinema d’essai, faremo una proiezione con dibattito. I biglietti sono andati esauriti online in un minuto , tanto mi chiamavano per averne, ho dovuto spiegare che io i biglietti non li ho. Però, mentre aspettavo mia figli all’uscita dall’asilo , una donna si è avvicinata , mi ha abbracciata e mi ha detto “Grazie. Grazie per aver fatto questo film. Ho perso un figlio”. Il suo unico figlio. Mi teneva stretta e piangeva “Vedi?”, mi ha detto Keith “ecco perché fai questi film”. E ha ragione. Finché avrò vita mi sforzerò di raccontare storie come questa”

La sua interpretazione è stata candidata a un premio della Screen Actors Guild

“La cosa mi rende felice, perché quella è una nomination conferita dagli attori. Essere candidata dai colleghi è il massimo per me”

E ha avuto anche una nomination al Golden Globe , la sua ottava, con tre vittorie. Ha portato a casa un Oscar per The Hours. Ha recitato in film in cui credeva che hanno fatto fiasco. Ha conosciuto il massimo del successo. Insomma , ha visto tutto. Quanto le fa effetto psicologicamente , oggi, il riconoscimento esterno, o la sua assenza?

“A oggi, i riconoscimenti per Rabbit Hole sono probabilmente i più graditi. L’ho detto anche a Keith , e penso dipenda dal fatto che li condivido con lui. A che cosa servono i premi se non li puoi condividere? E’ molto bello, ovviamente , anche perché non riesco neppure a ricordare l’ultima volta che mi hanno dato una nomination. La mia è stata una lunga carriera , e certe cose fanno sempre più piacere. Per me almeno , è così. Forse perché so che cosa significhi amare un film e vederlo scomparire perché non è stato notato o riconosciuto. Sono cose che fanno male , ma che non mi fanno arrendere. Era così già da bambina. Le avversità non mi hanno mai fermato”

Come dice la frase sulla locandina di Rabbit Hole “L’unica uscita è nel passarci attraverso”

“Mi fa piacere che l’abbia citata. Adoro quella frase. Perché è proprio vero”

venerdì 28 gennaio 2011

INTERVISTA ALLA SENSITIVA ROSEMARY ALTEA “La gente pensa che la Chiesa sia nemica dei sensitivi”

Rosemary Altea è una sensitiva, conosciuta nel Maurizio Costanzo Show. Ha scritto un nuovo libro “i miracoli accadono” , dove racconta una serie di incontri , ovviamente tra viventi e defunti , parecchi ambientati in Italia.

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Questo libro sembra scritto apposta per il pubblico italiano. E’ così?

“Sì: Il mio editore mi ha chiesto di dedicare più spazio ai miei incontri e alle mie esperienze nel vostro Paese. Così per i lettori sarà più facile immedesimarsi”

Ricordi particolari dell’Italia?

“Uno show televisivo dove mi misero a confronto con un monsignore , o qualcosa del genere , specializzato in esorcismi. Purtroppo non ricordo il titolo della trasmissione e neppure il nome di quella persona , ma se chiede al mio ufficio stampa glielo sapranno dire ( uno speciale del tg1 ndb). Speravano che litigassimo , invece ci trovammo d’accordo. Alla fine, mi disse che mi considerava un discepolo di Cristo. Nessuno se lo sarebbe mai aspettato. La gente pensa che la Chiesa sia nemica dei sensitivi”

E’ così. E lei lo sa benissimo

“Eppure molti all’interno della Chiesa credono in quello che faccio: il problema è che a volte pensano anche che sia un compito che spetta solo ai sacerdoti. E, comunque, non sempre le mie esperienze con i preti sono state così positive. Una volta a Roma, durante un incontro con un gruppo di genitori che aveva perso i loro figli , una madre mi raccontò che un sacerdote le aveva chiesto una grossa somma di denaro per “mettere la figlia in cima alla lista delle richieste di guarigione”.

In fondo anche lei si fa pagare per mettere i clienti in contatto con le anime dei morti

“Ma io non prometto niente. Anzi, comincio sempre dicendo “Se non dovesse funzionare vi darò indietro il denaro”

Però non si può dimostrare che abbia funzionato

“Quello che intendo è: se non sei soddisfatto di quello che ti ho detto , o se non sei convinto. Ma preferirei non parlare di quanti soldi chiedo”

Veramente l’ho già visto sul suo sito. C’è scritto che, in seguito alla crisi economica , ha abbassato le tariffe da 500 a 300 a consulto

“Vero. E in alcuni casi non chiedo nulla”

Ha visto il film Hereafter( parla di un uomo- sensitivo che rinuncia ai soldi per fare il ponte tra noi e all’aldilà ndb)?

“Bel film , ma sono un po’ delusa”

In che senso?

“Avrei voluto che mostrasse meglio quello che le persone come ne vedono. Quello che io, nella realtà, posso solo descrivere. Ma è interessante il fatto che Clint Eastwood abbia fatto un film come questo. Fino a vent’anni fa nessuno avrebbe ammesso di credere alla possibilità di comunicare con i morti. E adesso la gente ne parla tranquillamente”

Il suo film preferito su questo tema?

Ghost racconta esattamente come funziona. E anche il Sesto senso ( con Bruce Willis ndb). Se toglie il fatto che nel film si tratta di un maschio , la storia del Sesto senso è la mia storia. Il produttore dice di essersi ispirato alla vicenda di un medium che ora è morto. Possibile, ma se legge il mio libro ( la sua autobiografia Una lunga scala fino al cielo ndb) , vedrà che la trama è praticamente identica”

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Sempre a proposito della sua vita , nel libro accenna vagamente a problemi piuttosto gravi che ha dovuto affrontar di recente

“Molti, sì”

Questioni di salute

“Tempo fa mi era stato asportato un rene e, poi, circa tre anni fa , mi è venuto un tumore all’unico rene rimasto. Inoltro soffro anche di calcoli che, proprio a causa del cancro, non possono essere asportati. Un momento sto benissimo , un momento dopo sto così male da dover andare all’ospedale in preda a dolori fortissimi. Non penso che morirò presto, almeno non è nei miei piani , ma non c’è nulla che possa fare per tornare come prima. Da anni seguo una dieta stretta e porto sempre con me una confezione di Vicodin nel caso dovresti avere una crisi”

Inoltre la sua assistente l’ha truffata portandole via tutto

“Mia figlia era ricoverata in rianimazione , era molto grave e rischiava di morire , poi è toccato a me avere quei problemi di salute di cui le parlavo prima. Per lungo tempo non ho potuto seguire i miei affari e lei ne ha approfittato per derubarmi. Non è stato facilissimo dimostrarlo , ma ora è in prigione”

Tutto a posto quindi?

“per niente. Nessuno sa quanti soldi abbia sottratto esattamente perché insieme alò denaro ha fatto sparire tutta la documentazione. E ho ancora parecchi problemi da risolvere con l’erario”

Qualcuno potrebbe dire che quanto meno è buffo che una sensitiva non si accorga di essere stata truffata

“Io dico un’altra cosa . Che quello che è successo a me è l’ennesima dimostrazione che tutti, nella vita, attraversiamo momenti drammatici e che tutti, almeno una volta , abbiamo pensato di non riuscire a sopravvivere. Ma che alla fine , invece, ce la facciamo”

mercoledì 26 gennaio 2011

INTERVISTA AD ANJELICA HUSTON “Fare un film è come vestirsi: quando ti prepari devi immaginare che cosa succederà , come sarà il tempo, che effetto vuoi ottenere”

Anjelica Huston è la figlia del grande regista John Huston , morto nel 1987.

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Che padre era John Huston?

“Era molti padri diversi. Quando ero piccola , era spesso assente. Poi, quando riappariva, io ero la sua principessa e lui il mio Babbo Natale : tornava dai set con fantastici regali e storie meravigliose. Mio padre aveva la voce più bella che abbia mai sentito , amavo ascoltarlo. Ma era anche un uomo con un debole per gli hobby pericolosi , amava cacciare e aveva un’ottima mira. Poteva essere un gran giocherellone ed estremamente serio. E gli piaceva sfidarmi: mi spingeva a recitarmi”

A lei piaceva recitare?

“Da piccola lo facevo volentieri: io ballavo e mio fratello Tony cantava, davanti ad amici e parenti. Papà era fiero di noi. Solo più tardi , quando a 18 anni ( in Di pari passo con l’amore e la morte ndb) mi ha fatto recitare sul serio , ho iniziato a provare imbarazzo”

Il film non ha avuto successo, vero?

“Sì, infatti dopo sono andata per quattro anni a fare la modella a New York. Allora stavo con un fotografo e, quando ci lasciammo, andai a stare con mio padre a Los Angeles: erano i tempi in cui girava L’uomo che volle farsi re , e si era appena risposato”

Come la convinse a tronare al cinema?

“Fui io a decidere di ritrovarci , ma non volevo più lavorare con lui. Però papà venne da me con un libro , L’onore dei Prizzi. Mi disse “Leggi e dimmi che pensi di questo personaggio, Maerose”. Mi piacque da morire. Allora , lui mi chiese “Che ne dici se lo dirigo io e Jack Nicholson fa il protagonista?”. Non ero per niente contenta: mi toccava recitare ed essere giudicata contemporaneamente da mio padre e dal mio fidanzato ( la Huston e Nicholson ebbero una storia di 16 anni ndb) . L’idea di lavorare con entrambi mi deprimeva , ma ovviamente era una grande occasione”

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Per quel film lei vinse l’Oscar : che cosa disse John Huston?

“Niente, ma si capiva che era molto orgoglioso”

Tempo fa ha detto di avere un debole per gli uomini forti , che dominano è vero?

“Sì, ma soprattutto all’inizio. Poi ne ho fatto una overdose e ho smesso”

Come si comportava?

“Ero sottomessa , sì, ma non ho mai fatto la donna zerbino, che se ne sta muta. Ho sempre lottato , perché amo la sfida”

E’ per sfida che ha deciso di fare anche la regista , e ha diretto tre film?

“Per la mia prima regia, mi hanno chiamata all’ultimo , per sostituire un altro, e ho avuto pochissimi giorni per prepararmi. Allora mi sono messa a leggere l’autobiografia di mio padre, dove c’è un capitolo dedicato alle tecniche di ripresa. Quel libro è come se mi avesse voluto seguire e, quando sono arrivata nella casa dove avrei vissuto durante le riprese, mi sono trovata una stanza con un solo letto e un leggio. Ho posato il libro sul leggio e si è aperto su una bellissima foto di papà: aveva occhi dolcissimi e uno sguardo di sfida. E’ quello che mi ha guidato. Per tutta la durata del set parlavo con lui , gli chiedevo che cosa dovevo fare, come potevo risolvere un problema. Attraverso quella foto lui era lì, presente, e mi sfidava a far bene”

Che cosa ha imparato da lui?

“Che fare un film è come vestirsi: quando ti prepari devi immaginare che cosa succederà , come sarà il tempo, che effetto vuoi ottenere . In base a questo , metti in ordine tutti i pezzi. Che nel caso del film sono prima la storia , poi gli allori, poi le scenografie e il resto”

Come sceglie gli attori?

“E’ sempre più difficile : i produttori oggi vogliono importanti nomi di cassetta , perché pensano solo a far soldi, e questo rende il cinema solo business e avidità”

Era diverso ai tempi di John Huston?

“Allora si poteva sperimentare , c’era un’industria più sana, più possibilità di scelta. E anche più divertimento, un’atmosfera migliore”

Lei che cosa fa in questo periodo?

“Non dirigo da anni. Adesso faccio solo l’attrice. Nell’ultimo anno ho girato un paio di film in Canada. Uno drammatico, dove sono la madre di Joseph Gordon-Levitt, un ragazzo malato di cancro. E una commedia , The Big Year, su un gruppo di birdwatchers. Adesso parto per l’Inghilterra per fare un film per bambini , Horrid Henry

Un ritorno all’Europa delle origini . Come ricorda l’Irlanda della sua infanzia?

“Era come vivere nelle fiabe, con genitori fantastici. Poi, quando si sono separati, sono stata mandata a scuola a Londra, dove mia madre si era trasferita. Io e mia madre eravamo molto legate , la adoravo. Quando rimase uccisa , nel ‘69, il mio mondo cadde a pezzi”

Suo padre aveva molte donne : lei ne era gelosa?

“Credo sia stato difficile per mia madre. Anche se pure lei deve aver avuto diversi boyfriend. Erano scelte loro. Certo il fatto che non si amassero più mi rendeva triste. Ma con gli anni ho capito alcune cose. Danny, per esempio : credevo fosse il fratellino minore che i miei genitori avevano fatto in un periodo in cui erano lontani, mentre papà girava La Bibbia. In realtà , Danny è solo per metà mio fratello. Sono passati diversi anni prima che scoprissi come stavano le cose, che era figlio solo di mio padre. Però adesso Danny per me è anche più di un fratello , ci amiamo moltissimo. Ci sono cose che pensi ti uccideranno , e invece poi si rivelano meravigliose e ti danno la massima felicità”

Sua madre ha avuto anche una bambina , Allegra, da un altro uomo. In che rapporti siete?

“Abbiamo un legame strettissimo: papà ha preso con noi anche Allegra, dopo la morte di mia madre”

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Qual è il film di suo padre cui è più affezionata?

“E’ come chiedere se vuoi più bene al papà o alla mamma : come scegliere? Diciamo che ogni film ha una sua musica . Giungla d’asfalto è quella classica , la Regina d’Africa , che mescola dramma e azione , a il suono del fiume del film : un lento scorrere , e improvvisamente una rapida ; è musica moderna. Gli spostati è jazz, e probabilmente era più avanti ai tempi dei tempi. The Dead- Gente di Dublino , infine, è musica da camera, riflette mio padre alla fine della vita”

Era il 1987 e The Dead , da James Joyce, sarebbe stata l’ultima volta sul set di John Huston: lei, che del film è protagonista lo sapeva?

“Non lo sai mai. Mio padre non stava bene, era malato da tempo. Anzi , aveva anche accettato di girare , diretto da mio fratello Danny , Mr North, e io ne ero felice , pensavo che, finché avesse avuto un progetto, non sarebbe morto. The Dead comunque è stato un set magico: eravamo tutti chiusi in un magazzino in mezzo al nulla del deserto californiano e miracolosamente lui ricreò lì l’Irlanda di Joyce , un mondo che era il suo, dove c’erano le sue radici. Diceva che Dio aveva fatto l’Irlanda per lui. D’altra parte , papà amava l’Europa , mentre lo disgustava la vita di Beverly Hills”

A proposito di radici: anche suo nonno Walter Huston , figlio di padre irlandese, era attore. E vinse a sua volta un Oscar, nel 1949, come non protagonista del Tesoro della Sierra madre , diretto da John..

“Mio padre lo adorava, diceva che era l’attore migliore che avesse conosciuto. A quello che mi diceva , il nonno aveva una personalità più gentile , meno complicata di quella di mio padre , si godeva la vita. Ho ritrovato un suo diario dove raccontava di aver incontrato il presidente Roosevelt : sembrava così eccitato di quella sera alla Casa Bianca , così felice… Sono parole di una dolcezza, un’innocenza che oggi abbiamo perso”

E la sua, di personalità? E’ semplice o complicata?

“Più complicata anche di quella di mio padre: sono una donna , e questo rende tutto più difficile”

Non migliora andando avanti con gli anni?

“No. L’unico vantaggio è che non sono mai stata fissata con il fisico, preferisco quello che ho dentro la testa di quello che c’è intorno. Forse perché non mi sono mai piaciuta fisicamente , ho sempre avuto difficoltà con il mio naso”

Da piccola, suo padre non le diceva che era bella?

“Sì, ma non significava niente. Da parte sua non era un complimento , era più un modo per criticarmi , mi diceva sempre “Togliti quel trucco , sei bella così, non ti serve a niente”. Insomma, non mi gratificava molto”

E i suoi uomini?

“Jack Nicholson non me l’ha detto molto, ma immagino che qualcosa di me lo abbia colpito, visto che siamo stati insieme tanto tempo. Mio marito Robert invece mi diceva “Ho sposato la donna più bella del mondo”. Come puoi non seguire per sempre un uomo che ti dice questo? Per qualche momento , riesce persino a convincerti”

lunedì 24 gennaio 2011

INTERVISTA A MAURIZIA CACCIATORI , PALLAVOLISTA “Mia madre che mi ha avuto a 20 anni è sempre stata una mamma sprint. E così avevo sempre immaginato che sarei stata io

Luccicano gli occhi a Maurizia Cacciatori , pallavolista azzurra , che ai primi di febbraio darà alla luce il suo primogenito. Un bimbo che coronerà l’amore con il cestista Francesco Orsini. Dopo sei anni nel Campionato spagnolo li ha deciso di fermarsi

“Per un po’ almeno , voglio fare solo la mamma. Sono vent’anni che faccio la giramondo”.

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Il nome scelto per il bimbo (Carlos Maria) è anche un omaggio alla sua Spagna ?

“Anche. Io ho ancora casa a Palma di Majorca. che rimane il mio angolo di Paradiso. Ma soprattutto volevamo un nome che ci facesse uscire dalla convenzione. Ci sono periodi in cui un bambino sembra non potersi chiamare in altro modo che Edoardo; poi c’è l’anno dei Mattia , dei Giorgio ecc. Noi volevamo un bimbo tutto nostro: questo , più che altro sembra sudamericano e piace sia a me che a Francesco. E’ il frutto di lunga riflessione”

Facciamo un passo indietro. Parliamo di Francesco

“Ci siamo conosciuti a Forte dei Marmi nell’estate del 2009. Colpa, o merito, di amici in comune. La nostra storia è partita molto lentamente , per colpa mia. Due anni prima , avevo visto fallire il mio matrimonio. Me ne addossavo tutte le colpe , atteggiamento tipico del mio carattere. Certo, è difficile ammettere che un matrimonio è arrivato al capolinea. Ma che cosa ci posso fare se non mi piacciono le mezze misure? Quando la storia con il mio ex marito Santiago Toledo è andata in crisi , io non ho voluto fare come tante coppie che vanno avanti pro forma , anche se la storia è finita. Ma come si fa? La vita è una sola , non si può trascinare una storia fingendo che sia tutto a posto. Insomma , dopo quell’esperienza pensavo che , alla mia età, non mi sarei nemmeno più innamorata. MI dicevo “Abituata come sono a cavarmela da sola, io non ho bisogno di nessuno , figuriamoci se m’imbarco in un’altra storia”.E’ brutto dirlo ma io sono una che sa davvero stare per conto suo , che non ha bisogno di appoggiarsi a un’altra persona . Invece Francesco è stato bravo perché non m i ha mai messo sotto pressione , non è mai stato invadente. Mi ha lasciato i miei spazi e i miei tempi. Ha saputo aspettare. MI ha conquistato con il suo carattere , la sua sicurezza in se stesso e , anche, con la sua dolcezza”

E l’ha cambiata?

“Completamente. Io non avevo mai voluto vincoli , che ho vissuto da hippy, ora sono diventata supertradizionalista . Tanto che per questo bimbo che ancora deve venire al mondo , già mi preoccupo che , prima o poi, possa volersene andare via da casa. Fosse per me , la prima fidanzatina dovrebbe averla a 40 anni! E lo dice una che, neanche maggiorenne , aveva già preso il volo”

Insomma sarà una mamma ipertradizionalista?

“Penso proprio di sì. E mi fa effetto anche perché , come esempio , ho mia madre che mi ha avuto a 20 anni ed è sempre stata una mamma sprint. E così avevo sempre immaginato che sarei stata io. In effetti, fino al test di gravidanza, accidenti se sono stata anticonvenzionale”

Che cosa ha combinato con il test?

“Innanzitutto devo dire che io credevo che, a 37 anni, non è che si restasse incinta al primo tentativo. Sarà stata fortuna o forse devo davvero ringraziare il Signore ma, insomma , avevamo appena cominciato a dirci “ma sì , dai proviamo a fare un figlio”, che subito mi ritrovo con un ritardo.. Impaziente come sono , e sempre in viaggio come al solito , compro il test di gravidanza in una farmacia dell’aeroporto Malpensa. Il test lo faccio lì, nella toilette dello scalo , non riesco proprio ad aspettare. Poi, non contenta , siccome voglio essere certa del significato di quelle linee colorate , che faccio? Blocco la prima persona che passa fuori dai bagni , un distinto signore : “Scusi , secondo lei sono incinta?”. “Faccia un po’ vedere… Ma congratulazioni!”, fa lui disponibile e professionale. In un secondo mi ritrovo tra sconosciuti che mi abbracciano e mi fanno gli auguri. Il tutto, sempre davanti ai bagni di Malpensa. Mamma mia, che scarica di adrenalina! Dovevo partire per Madrid , ma sarei potuta anche finire a Tokyo senza accorgermene. E pensare che io alle emozioni sono abituata. ma come quella mattina mai! Tanto che non ho resistito , ho subito chiamato Francesco e glielo detto così , per telefono “Sai la novità? Diventerai papà”.

E in questi mesi Francesco come si è comportato?

“E’ stato fondamentale. Mi ha tenuta con i piedi per terra. Mi ha tranquillizzata , anche riguardo al parto, mi ha troncato sul nascere tutte le paure che mi sono venute fuori i primi mesi. Mesi a cui tra tutte le analisi che ti fanno fare e la novità della gravidanza, studi il tuo corpo, impari a conoscere te stessa, come mai prima nella vita”

Un vero sant’uomo?

“Non esageriamo. Io sono una diavolina, i santi non mi piacciono…”

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Mostrate con orgoglio l’ecografia. Impazienti di vederlo?

“Altroché. Io sono abituata a giocare una partita alla settimana. Una sfida lunga nove mesi per me è come se durasse nove anni. Non sono proprio capace di gestire l’attesa. Poi, per Carlos Maria sono diventata ansiosa, voglio davvero dargli il meglio, dargli tutto. Per questo ho anche deciso di conservare le cellule del cordone ombelicale. Nel caso che, da grande, debbano servirgli per curarsi. Peccato che in Italia non ci sia chiarezza su questo argomento. Per questo le conserverò in una clinica di Lipsia”

Forza che ormai ci siamo. I primi di febbraio sono dietro l’angolo.

“E infatti ho davvero tutto pronto. Forse troppo. Fosse per me , questo bambino crescerebbe persino troppo viziato. Ci pensa a Francesco a frenarmi”

Confessi : la cosa più inutile che ha comprato?

“Dei vezzosi appendiabiti tutti pieni di pizzi. Quando li ho visti ho sentito che…dovevo averli!!!”

Prima di nascere Carlos Maria ha stravolto la sua vita. E dopo?

“Quando nascerà sarò tutta per lui, e per il suo papà. Per la prima volta nella mia vita mi fermerò , mi concentrerò solo sulla vita privata. Sennò che li mettiamo al mondo a fare questi benedetti figlioli se non ce ne occupiamo? Poi, magari , tra qualche anno, riprenderò almeno la mia attività di commentatrice televisiva. Ma adesso mi voglio godere questa nuova, dolce famiglia”

venerdì 21 gennaio 2011

INTERVISTA AD ELISABETTA CANALIS “In America quello dell’attore è un mestiere come un altro, tanti campano bene recitando in diverse produzioni per tutta la vita senza mai diventare una movie star e sfondare. E’ un lavoro per cui deve essere preparato , non si scherza e non ci sono spintarelle che tengano”

Elisabetta Canalis

Il suo ego come sopporta l’altrui indifferenza?

“Il mio ego sta benissimo , meglio del solito”

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Nemmeno un po’ di invidia per i successi del suo compagno?

“In genere all’interno di una coppia sono i maschi che subiscono la campagna più forte. Mi ritengo una donna molto fortunata che è un grande esempio di talento , dedizione e passione per il proprio lavoro. Stare con lui non solo mi rende felice ma è anche una spinta a migliorarmi in tutto ciò che faccio , sono fiera di lui e non solo a livello professionale , ma perché mi ha aperto gli occhi su questioni come il Darfur . Lui, con sacrificio , è andato in quell’inferno , usando la sua celebrità per attirare l’attenzione dell’America e del mondo sulla catastrofe della guerra civile che potrebbe esplodere”

Lo descrive come un secchione?

“Tutt’altro. La cosa che mi piace di più è la leggerezza. Abbiamo tutto quel che serve per essere felici. Non sprechiamo l’occasione”

Sa che sta dando un dolore a molte persone?

“Prego?”

Lei e Clooney siete il più grande generatore d’invidia del pianeta. Infatti il gossip vuole lui gay e lei copertura mimetica

“Trovo di cattivo gusto qualsiasi risposta a questa domanda. Le posso assicurare che è un’invenzione completamente italiana , generata da scherzi camerateschi che lui , Brad Pitt e Matt Damon si fanno da anni , e le assicuro : se ne fanno tanti e pesanti… Ma in Italia qualcuno ha voluto prendere tutto sul serio. Quando è cominciata la nostra storia , ho deciso di essere solo discreta , di non parlarne. Ciò che mi dispiace è che a volte la mia discrezione è stata scambiata per superbia , e quindi dopo mi hanno bastonata. Potrebbe essere una ragione. Comunque del nostro ambiente se ne sentono di tutti i colori , se sei famoso devi per forza essere o drogato o gay o raccomandato oppure tutte le tre cose insieme , perché per molti è inaccettabile che uno sia semplicemente felice, fortunato , con una carriera avviata e magari con una famiglia ancora integra. Ma forse queste leggende servono a mitizzare i personaggi ancora di più. in fondo la normalità non interesserebbe a nessuno e non farebbe campare la stampa scandalistica”

Antonia Dell’Atte ci ha detto “tornassi indietro mi fidanzerei con uno famoso, così poi poi presenterei Sanremo

“No, davvero? E pensare che mi fece tanti complimenti qualche anno fa era stata così carina”

IN passato ha detto di odiare due cose , gli insetti e i peli maschili , e che quindi i suoi partner sono completamente depilati . Anche Clooney ha dovuto sottostare alla legge della lametta?

“Mamma mia, aiuto , a questo non risponderò mai. No, no, no. La prego , passiamo oltre”

D’accordo . Ha ricevuto i complimenti di Massimo Boldi per la sua interpretazione nella commedia A Natale mi sposo

“Mi hanno fatto piacere. Massimo è gentile. Altre volte mi sono capitati set cove c’era molta più tensione”

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Quando non è nel cast dei cinepanettoni va a vederli?

“Al cinema vado poco, preferisco affittare i dvd”

Va bene, qual è il suo film preferito?

“Mi piacciono film strani, rimasi affascinata da Prendimi l’anima di Roberto Faenza. E’ la storia d’amore tra Jung e una paziente”

Tim Burton , i Fratelli Coen c’è una Hollywood affascinante e intellettuale. Le piacerebbe..

“Certo, mi piacerebbe lavorare per loro , se è questo che vuole chiedermi, ma non credo di essere all’altezza di qualsiasi film. Per anni ho fatto televisione. Devo imparare e provare , come tutti”

Tra quelli che ha girato Clooney ce n’è uno che ama in particolare?

“Michael Clayton e Good night and Good luck , che viene usato negli atenei americani per spiegare l’importanza della libertà di stampa. E’ una cosa di cui George va molto orgoglioso. Sarebbe bello usarlo anche da noi”

Perché?

“Le rispondo con una domanda : secondo lei la stampa è veramente indipendente, non ha nessun tipo di condizionamento? Credo sia evidente nel nostro Paese soffriamo una situazione complicata”

Negli Usa molte star durante le elezioni si schierano apertamente. Perché non lo fai anche lei ora?

“Non ho mai nascosto le mie idee. ma fare propaganda a destra o a sinistra solo perché sono un personaggio pubblico non è una cosa che condivido. Mi riconosco di più nella destra anche se ora costa parecchio ammetterlo, vista la situazione politica che abbiamo. Preferisco espormi di più su singoli temi importanti : il riconoscimento delle coppie omosessuali, il sostegno agli immigrati che vogliono lavorare legalmente e dare ai propri figli un’istruzione come noi ai nostri , il futuro dell’Italia è multietnico grazie a Dio e l’America in questo è un grande esempio, infine la tutela degli animali e l’inasprimento delle pene per i maltrattamenti . Ora decida lei dove schierarmi”

In Italia si parla molto delle ragazze che si vendono per ottenere un posto , magari in tv

“Non penso che siamo il solo Paese in cui questo avvenga , però il mio ambiente è pieno di persone che lavorano onestamente . Il resto è sottobosco che ha popolarità di breve durata, il pubblico non è stupido e decide chi mandare avanti e chi no”

Ci saranno differenze tra chi fa questo lavoro in Italia chi negli Usa

“La principale è che qui in America quello dell’attore è un mestiere come un altro, tanti campano bene recitando in diverse produzioni per tutta la vita senza mai diventare una movie star e sfondare. E’ un lavoro per cui deve essere preparato , non si scherza e non ci sono spintarelle che tengano , altrimenti tutte le mogli o i figli di grandi star lo sarebbero altrettanto e invece non è così. Però, se sei bravo, hai un’enorme industria che ti accoglie”

Da noi invece …

“…meno posti, meno produzioni e molti programmi contenitore che sono macchine per fare audience e vendere pubblicità. Capisco che tutta la tv non possa essere come quella di Fazio o di Mentana , però forse ci vorrebbe un po’ di coraggio”

Ossia?

“Si potrebbe tentare di dare qualche contenuto in più , rischiando magari di perdere un po’ di ascolti. Spesso si punta solo sulla volgarità . Vorrei una tv più educativa , che male ci sarebbe? Alla fine ci guadagnerebbero tutti , chi la fa e chi la guarda , altrimenti chi può vedrà solo i canali del satellite a pagamento , e gli altri si rassegneranno a tutto ciò che passano Rai e Mediaset”

Lei oggi fa una vita diversa , ma un tempo frequentava i locali milanesi e i calciatori..

“Frequentavo calciatori nel senso che sono stata fidanzata con Christian Vieri , andavo nei locali, avevo anche vent’anni , ma con i soldi guadagnati grazie al mio lavoro ho preferito viaggiare tanto , da sola, in totale libertà. Ho visitato tanti Paesi , ma sono sempre rimasta innamorata dell’America . E’ passato molto tempo , si fanno cavolate ed esperienze, ed è giusto crescere e cambiare”

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Ha detto di non volere figli , anche su questo ha cambiato idea?

“No, non mi vedo circondata da bambini, non mi ci sono mai vista”

Il titolo del film che ha interpretato , A Natale mi sposo, è evocativo?

“Nemmeno un po’ , per ora sto bene così. La mia vita è completa , con George e i nostri tre cani. Magari potrei aggiungerne un quarto . Ne ho adottati due al canile di Los Angeles e mi piacerebbe potere ospitare , temporaneamente, altri trovatelli…ma la vedo dura”

Qual è la cosa più assurda che ha detto in un’intervista?

“Boh.. che le foto del mio calendario erano artistiche”

mercoledì 19 gennaio 2011

INTERVISTA A NINA SENICAR “Purtroppo nel mondo dello spettacolo ( e non solo in Italia) la donna è stata vista soprattutto come oggetto da esibire. Sta a noi far scoprire che abbiamo l’intelligenza , la sensibilità..”

Nina Senicar , classe 1985, si confida e oltre al fatto che le donne devono usare il lato C ( C come Cervello).

“Vengo da un paese dove c’è stata troppa violenza in generale , ma ancora più ai danni delle donne. Durante la guerra , mentre i mariti combattevano nell’esercito, alle mogli rimaste da sole in casa è successo di tutto”.

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Conosce donne che hanno subito violenza?

“No, ma sono consapevole, fin da quando ero piccola , che la violenza contro le donne esiste. Per questo ho deciso di contribuire alla campagna di sensibilizzazione”

E’ stata velina . Non ha contribuito all’immagine della donna oggetto?

“E’ così. Ma purtroppo nel mondo dello spettacolo ( e non solo in Italia) la donna è stata vista soprattutto come oggetto da esibire. Sta a noi far scoprire che abbiamo l’intelligenza , la sensibilità.. Se ci sono un conduttore e una conduttrice, lei non metterà mai un abito castigato o superclassico come lui: farà vedere qualcosa. Succede da quando esiste la tv , anche perché noi donne abbiamo una sensualità e una seduttività istintive. E’ sbagliato , però, che si punti solo su questo. Per poi magari essere sostituite da quella che mostra di più , oppure ha un seno o gambe migliori”

Come la mettiamo con i suoi calendari? L’ultimo è dell’anno scorso…

“Mai con le tette o il sedere di fuori. Da modella o testimonial di alcune aziende ho posato in costume per i loro calendari a fini promozionali , non destinati all’edicola. E ne ho fatto uno per beneficenza”

Cosa pensa delle tanti aspiranti showgirl che frequentano Casa Berlusconi?

“Nel mio paese i problemi della politica , come nell’economia , sono un fatto normale… In Italia si sta decisamente meglio”

Ma certi party non tradiscono una scarsa considerazione della donna?

“Sì, questo è vero. Ma io vedo le donne che offrono solo il loro corpo. Dovrebbero sapere , però, che la notorietà ottenuta per certe vie dura pochi mesi. Invece , qualche volta, cercano visibilità a tutti i costi, anche dando scandalo con le loro rivelazioni”

E se rivelano qualcosa di veramente accaduto?

“Ognuno fa le sue scelte. Sei tu che decidi se entrare a fare parte di una cosa scandalosa o no. Insomma, darei la colpa anche a queste ragazze : non si può addossarla tutta solo al maschio”

Lei è mai stata invitata a un party a casa di un politico?

“Mai, in tutta la mia vita. Perciò, insisto , molto dipende da come una ragazza si pone , dai compromessi che è disposta a fare. Io studiavo all’università e poi avevo tanta voglia di lavorare prima come modella , poi con la televisione . Non avrei avuto nemmeno il tempo… Poi sono stata fortunata a non capitare negli ambienti sbagliati”

Ha conosciuto Berlusconi?

“Sì, a una festa di compleanno. Ho scambiato qualche parola con lui a proposito della Serbia. Gli ho chiesto quando sarebbe entrata nell’Unione Europea e lui mi ha simpaticamente risposto. Ha dimostrato grande gentilezza , da allora non l’ho più incontrato. Né ho mai frequentato altri politici. Una volta , a una mostra a Milano , mi hanno presentata Formigoni , anche lui persona molto corretta”

In passato era inseparabile da Ezio Greggio. Ora è fidanzata?

“Appena uscita dall’Isola, ho viaggiato in tutta Italia con Velone. Anche oggi ho poco tempo da dedicare a me stessa e di conseguenza ad altri. Essere fidanzata sarebbe un impegno che non potrei assolvere. Ma questo non vuol dire che il mio cuore non batta per qualcuno”

Novità di lavoro?

“Due, molto belle. Una per il cinema, l’altra per la tv. Ma ancora non posso parlarne…”

Superstiziosa?

“Prudente”

lunedì 17 gennaio 2011

INTERVISTA A GIOVANNA MEZZOGIORNO “Lavoro da 15 anni , credo di aver dato il mio contributo al cinema italiano, ma senza sacrificare la mia vita”

Il New York Times la descrive come una “Volcanically Beautiful” (Bellezza esplosiva). Giovanna Mezzogiorno è stata inserita tra le migliori interpreti nelle previsioni per gli Oscar per “Vincere”. E’ stata , inoltre, premiata dai critici americani come best actress. (Miglior attrice).

“E’ una gran bella soddisfazione anche perché è passato tanto tempo, è come la scia lunga dopo le critiche stupende al film in America. Certo, ci aspettavamo che poi l’Italia lo nominasse per gli Oscar, ma fu scelto Baaria. Nessuna recriminazione , le logiche di certe decisioni sfuggono di più”.

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Perché “Vincere” piace tanto agli americani?

“Credo che li abbia sorpresi , non si aspettavano dall’Italia un film così duro, brutale, che non fa sconti ed è provocatorio perfino dal punto di vista delle immagini e del linguaggio. Lo considerano una specie di capolavoro , che non ha furbizie o ammiccamenti né le immagini da cartolina alle quali il cinema italiano li ha abituati”

Che rapporto c’è stato con Marco Bellocchio?

“Posso dire con la sicurezza che è nata una profonda fiducia reciproca, senza la quale un film così non sarebbe stato possibile. Io so che lui sa di avere in me una grandissima alleata. Con lui avevo fatto un provino per “La balia” , non era andato bene. Una cosa che mi rende felice è che il primo film di Marco su una donna è proprio “Vincere”. Con il personaggio di Ida Dalser fa un viaggio nella maternità , nella sessualità e in tutta la complessità dell’universo femminile”

Suo padre, Vittorio aveva lavorato con Bellocchio in “La Condanna” e alla fine era esploso contro la presenza sul set dello psicanalista Massimo Fagioli . Ricorda qualcosa di quel periodo?

“Sono solo ricordi di figlia, avevo 13,14 anni e in quel periodo ero a Roma con mio padre e andavo spesso sul set , facevo i compiti nella sua roulotte. Ricordo la fatica che faceva a lavorare, ma non avevo la maturità per confrontarmi con lui su questioni professionali. Nell’esperienza personale non ho avuto strascichi di quell’avventura . Del resto io ho incontrato un altro Bellocchio rispetto a quegli anni e il successo in America mi fa piacere soprattutto per lui , è una grande soddisfazione e una rivincita per Cannes, dove fu un grande dispiacere per tutti noi non aver vinto premi. Ma l’anno scorso sono stata in giuria a Cannes e ho capito che le logiche dei premi sono difficilmente spiegabili , le scelte sono il frutto di equilibri e compromessi”

Lei potrebbe recitare in inglese e francese , ma lavora soprattutto nel cinema italiano. E’ una scelta?

“Negli ultimi anni ho preferito stare qui soprattutto per motivi famigliari . Lavoro da 15 anni , credo di aver dato il mio contributo al cinema italiano, ma senza sacrificare la mia vita. Sono stata molto con mia madre. L’anno scorso si è aggravata ed è mancata alla fine di ottobre. Sono felice di esserle stata vicino”

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Con sua madre , l’attrice Cecilia Sacchi , lei ha ideato il premio Vittorio Mezzogiorno

“Ci tengo tantissimo , e non solo per il ricordo di mio padre. Penso che in questo momento così difficile per l’Italia e con una politica così indifferente alla cultura , nel nostro piccolo, continuare a lottare per la qualità. E sono tante in giro per il nostro paese le compagnie di valore, come il Teatro di Legno che abbiamo premiato quest’anno con la giovane attrice Lucia Mascino. Il premio è ospitato dal Festival di Giffoni e insieme vogliamo fare tante altre cose. Non bisogna arrendersi”

Il suo ultimo film è “Basilicata coast to coast”, un piccolo cult

“Mi sono divertita moltissimo , dopo “Vincere” , dopo “La prima linea” avevo bisogno di una boccata d’ossigeno. Per me ormai alternare film intensi e duri con la leggerezza delle commedie è diventata una vera necessità”

E adesso?

“Sto lavorando ad un progetto per la televisione. MI piacerebbe anche tornare a lavorare in teatro, il primo amore. Però non ho nessun affanno”

E’ vero che è tifosa del Napoli?

“Le mie città preferite sono Napoli e Milano. Napoli la sento per via di mio padre , c’è il suo imprinting nei primi dieci anni della mia vita. Poi mi sono spostata verso il nord , MIlano è la città di mia madre. Tifosa scatenata forse no, ma se il Napoli vince sono contenta”

venerdì 14 gennaio 2011

INTERVISTA A GIORGIO PANARIELLO “Il comico non è mai rassicurante : o piace o non piace. O si ama o si odia”

Giorgio Panariello si vede ovunque : al cinema ( Natale in Sudafrica ora , Amici Miei … come tutto ebbe inizio da marzo) , al teatro (Panariello non esiste) in Tv ( dal 2012).

Nel cast del cinepanettone c’è Belén Rodriguez : come s’è trovato?

“E’ la prova che il Signore , quando ci si mette sa il fatto suo . Peccato che stia con Corona . Le ho anche detto di lasciarlo : io ho la patente, lui no. Dove andate?”

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Lei che ha guidato Sanremo nel 2006 l’avrebbe presa come valletta?

“Certo. Quella rassegna ormai è tutto tranne che il Festival della Canzone. Lei e la Canalis sono perfette”

E la storia della coca?

“A me Belén ha confessato di aver tirato solo una volta , e le credo. Lavorando tutti i giorni al suo fianco, me ne sarei accorto”

Per lo stesso motivo , l’anno scorso , la Rai ha fatto fuori Morgan del Festival

“E ha fatto bene. Ognuno fa quello che vuole , ma – al contrario di Belén - Morgan ha detto che la droga fa bene , e ha sbagliato : la droga fa malissimo. So quello che dico: mio fratello è stato per anni un tossicodipendente , e s’è salvato grazie a San Patrignano”

Con Sanremo ha chiuso per sempre?

“MI sono divertito così tanto..”

Me lo immagino è stato massacrato

“E’ stata , comunque, un’esperienza straordinaria. Correvo il rischio di montarmi la testa , visto che dal 2000 al 2006 m’era andato tutto bene. Adesso so che cosa o non posso fare”

E cioè?

“Ho capito che sono come Bertinotti”

Fausto Bertinotti?

“Lui. Come Presidente della Camera non funzionava , doveva fare il guastatore. E anch’io , Sanremo, non dovevo condurlo ma interromperlo come comico. Detto questo , sono stato un pazzo che si è messo davvero al servizio delle canzoni. Non ho preso in giro i cantanti come ha fatto Chiambretti , che mi ha massacrato. E ho anche anticipato i tempi : ho tolto i fiori , ho puntato sull’eccellenza italiana , ho provato a adeguarmi allo stile Mtv , non a quello della Tv Bulgara”

Da allora , però, non ha fatto più programmi in Tv

“Con Sanremo sì è chiuso un ciclo. In Tv mi hanno strizzato , e ho lasciato che lo facessero , fino al punto di non avere più niente da dare. Avevo bisogno di ricaricarmi perché dopo tanta Tv mi ero un po’ snaturato. Così mi sono messo a fare altro : cinema , radio , teatro. Anche se otto persone su 10 mi chiedono : Che fine ha fatto? Perché non va in Tv? Quando torna?. Insomma , se non vado in Tv non esisto . Di questo parlo nel mio nuovo spettacolo teatrale”

Appunto: quando torna in Tv?

“Entro il 2012. Ho un’idea fa-vo-lo-sa”

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Di che cosa si tratta?

“Vorrei andare in giro per l’Europa , dagli italiani all’estero , e parlare con loro del nostro Paese. Recentemente sono stato in America e Canada e sono stato accolto benissimo. Anche perché seguono Rai International , un canale che in futuro mi piacerebbe tanto guidare , e svecchiare. Come scenografia ho pensato a un porto di mare, mentre le prime mete sarebbero Parigi, Bruxelles, Monaco , Francoforte, Zurigo : città dove ci sono grandi comunità di immigrati italiani. E’ tutto pronto e rodato. Prima ho scritto , poi ho testato sul campo facendo radio e serate”

Raiuno, Canale 5 o Sky?

“Sono pronto a farlo anche per Telegranducato,l’importante è avere la libertà di farlo come dico io”

A che punto sono le trattative?

“Finora non c’è niente di definitivo , ma sono tranquillissimo. In Rai il problema è che non si sa con chi parlare , mancano gli interlocutori. E noi artisti siamo come i bambini : abbiamo bisogno di essere un po’ coccolati , di sentirci della famiglia. In Rai per anni è stato così , adesso non più. E non vado in Tv così , tanto per farla. Avrei il conto in banca quattro volte più sostanzioso se avessi accettato di andarci tutti i costi , facendo Affari tuoi o Scherzi a parte. D’altra parte , c’è chi vuole passare alla cassa e chi alla Storia”

Lei vuole passare alla Storia?

“Sì. Voglio durare . Io ero un elettricista navale, e siccome ho avuto il privilegio di coronare i miei sogni , voglio rispettarli . I sogni e anche il pubblico”

Qual è la prima cosa che il pubblico ricorda di lei?

“Il comico non è mai rassicurante : o piace o non piace. O si ama o si odia. Le cose migliori che ho fatto sono Boati di silenzio in teatro e tre edizioni di Torno Sabato in Tv. Finora…”

Ha mai pensato di aver già dato, e avuto , il massimo?

“Ho ancora tanto da offrire: voglio continuare a sorprendere e a sorprendermi”

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Fra le tante cose che fa , qual è quella che le viene meglio?

“Tv e spettacoli dal vivo. Il cinema mi verrebbe meglio se avessi copioni scritti su di me. Per via degli impegni televisivi in passato ho rifiutato La seconda notte di nozze di Pupi Avati e Ovosodo di Paolo Virzì”

Che fa parte in Amici Miei … come tutto ebbe inizio?

“Sono il Necchi , il personaggio di Renzo Montagnani . Mi sono divertito : ho anche insegnato il toscano a Michele Placido . Non è un remake , ma ad un omaggio ad Amici Miei. E’ un prequel ambientato nel ‘400, con un gruppo di cazzari tali e quali a quelli di 500 anni dopo”

Quando vuole farsi due risate che fa?

“Mi vedo il dvd di Non ci resta che piangere . O vado a teatro a vedere Arturo Brachetti , che mi diverte e mi stimola sempre. Il mio problema è che conosco la tecnica comica alla perfezione , quindi o uno di mi sorprende o non rido. Benigni ci riesce. Ma anche Giovanni Cacioppo . E poi Luciana Littizzetto , Corrado Guzzanti , Paola Cortellesi , Checco Zalone..”

Il nuovo Panariello chi potrebbe essere ?

“O Scarpaaa, c’è ancora quello vecchio . Ho solo 50 anni . Forse Sergio Friscia .

Ha fatto due film da regista , Bagnomaria e Al momento giusto: ne farà ancora?

“Mai più, non fa per me. Però ho un’idea che mi piacerebbe dirigesse Marcello Cesena ( quello di Il cosmo su comò di Aldo, Giovanni e giacomo ndb). Si tratterebbe della mia storia , con due personaggi : uno frivolo, l'altro romantico. Come sono io. Mi piacerebbe avere nel cast Kasia Smutniak , la scoperta più felice della mia vita”

Pronto per fare il papà?

“Sì. Mi manca la mamma. Non è facile per me trovare una donna che ami Giorgio e non solo Panariello. Sono diventato diffidente con le donne”

Comunque fino all’età di Briatore c’è tempo per diventare papà

“Anche di più : fino a 70 anni c’è tempo”

E’ vero che pensava che il personaggio di Naomo , la parodia di Briatore appunto, non funzionasse?

“Sì. MI ha veramente sorpreso il suo successo. Pensavo che quelle babbucce non sarebbero mai piaciute”

E’ di sinistra ed è amico di D’Alema : voterà come sempre?

“La situazione è talmente grave che il Paese dovrebbe essere guidato da industriali come Montezemolo o Marchionne. Loro capiscono il mercato e solo loro , forse, potrebbero trovare le soluzioni giuste per uscire dalla crisi”

Oggi che cosa deve dimostrare a se stesso?

“Che avevo ragione a fare tutto quello che ho fatto finora. Che non sono così male e , che sono contento di aver fatto tutto quello che ho fatto”

Non è sempre così?

“Mi metto sempre in discussione , e vorrei cominciare a farlo di meno. Vivo lo sdoppiamento fra quello che sono in pubblico e quello che sono davvero: un uomo normale”

Dopo più di 4 anni lo può dire: come si sta senza Tv?

“Si sta bene anche senza, ma se vuoi esistere in un certo modo la devi fare per forza. Non si può prescindere dalla Tv. Un’apparizione come si deve , con buoni ascolti , vale cento serate in teatro. E io, adesso, mi sento pronto. Mi sono ricostruito , sono più sereno, ho meno ansie. E se ancora non vi ho convinto , al cinema. in teatro o in Tv , stavolta ce la farò”

A 50 anni qual è il lusso maggiore che può concedersi?

“Avere la libertà di scegliere in maniera autonoma . Smettere di lavorare , per esempio , senza dover dire nulla a nessuno. Per me è fondamentale , per questo non ho mai firmato contratti di esclusiva per due o tre anni. Se poi avessi sbagliato programma , con i soldi già in tasca, mi avrebbero potuto chiedere di vendere materassi. E in quel caso sarei morto. Poter decidere della mia vita è la mia più grande conquista , a cui sono arrivato con tanta fatica e anche tanta incoscienza. Il coraggio è arrivato dopo , con la consapevolezza”

L’ultima scelta coraggiosa che ha fatto?

“Sanremo. Sapevo che mi stavo immolando e l’ho fatto. Ma fu coraggioso anche rifiutare , nel 1999, l’offerta di Rai Uno di fare quattro sabati sera in coppia con Carlo Conti. Volevo fare il mio One Man Show , avevo il progetto giusto . “Fatelo fare a Carlo” , dissi al direttore di Rai Uno Augusto Saccà . Poi, dopo un po’, mi richiamò e quei quattro sabati – con ascolti pazzeschi – li fece fare a me. Torno sabato mi ha salvato la vita , ha fatto di me un uomo. Avevo 40 anni , non avevo un soldo in tasca , e se avessi sbagliato quello show per me sarebbe stata la fine”

La tristezza del comico è un luogo comune o, ogni tanto, affiora davvero?

“Comici tristi non li ho mai visti. Forse il comico che vive in mezzo alla gente è più portato alla depressione”

Sta parlando per esperienza personale?

“Sì. Se sto un anno senza fare spettacoli , e quindi senza vedere il pubblico sto male. Mi viene l’ansia. Penso di essere passato , di non essere più amato, che nessuno riderà più per le mie battute. Per star bene ho bisogno del contatto con la gente”

Il suo sogno da attore drammatico qual è?

“Mi piacerebbe fare un film tipo Mrs Doubtfire , dove poter far ridere e commuovere. Riuscire nel drammatico è il sogno di ogni comico”

E’ vero che si tingeva i capelli?

“Sì, Dai 30 ai 37 anni. Poi ho smesso perché mi faceva tristezza. Non ha idea di quanti uomini lo facciano e dicono che sono naturali”

Qualche nome?

“Giletti, Del Noce, Morandi..”

Qual è un aspetto di Panariello che non si conosce?

“A volte sembro schivo , ma in realtà sono timido. Posso fare uno spettacolo con un palasport stracolmo, davanti a 5 mila persone, e vincere la timidezza con il mestiere. Ma se mi invitano a cena a casa , con dieci persone , suono il campanello e tutti si girano , mi sento morire”

mercoledì 12 gennaio 2011

INTERVISTA AD AMBRA ANGIOLINI “Non faccio che dire , da tempo, che dopo aver conosciuto la fortuna con Non è la Rai , ho dovuto sempre reinventarmi”

Marco Bellocchio ha concepito un adattamento teatrale per il suo primo, dissacratorio , film “I pugni in tasca”. Lo spetaccolo vedrà Ambra Angiolini nel ruolo della morbosa , flemmatica e complice Giulia e Pier Giorgio Bellocchio , figlio di Marco, nella parte del paranoico e delittuoso Alessandro. Ne parla Ambra.

Ambra Angiolini

Ambra , dopo tante opportunità del cinema , quest’occasione teatrale ha un suo bel peso..

“Altro che . Non faccio che dire , da tempo, che dopo aver conosciuto la fortuna con Non è la Rai , ho dovuto sempre reinventarmi. Ma ho la testa dura. L’incontro con Bellocchio e col suo lato dark della famiglia, della religione, della politica e dell’amore, io lo volevo a tutti i costi. Detti il peggio di me ai provini per Vincere , ma lui mi ha coinvolto nel cortometraggio La monaca , e lì m’ha anticipato l’idea de I pugni in tasca a teatro. Ho accettato subito l’operazione , con atteggiamento naturale, senza pesantezze , mettendo in gioco vent’anni di lavoro. Perché oggi , sa , ho 33 anni e ho cominciato già a 13..”

Su che i binari viaggiano i suoi rapporti con l’autore Bellocchio?

“Ho relazioni molto caute , riservate. Evito di chiamarlo. L’importante è recitare e dare senso alle sue parole. Paradossalmente io sono fortunata. Credo che per lui sia difficile slegarsi del tutto dall’esperienza del film , mentre io affronto le situazioni e le battute trovandole di grande attualità”

Oggi come definirebbe questa attualità?

“Un lavare i panni sporchi in famiglia , tra deviazioni assurde , in una sorta di malato isolamento dal mondo , senza che questo manicomio claustrofobico coi suoi orrori sia indagato coi plastici di Vespa o in una puntata di Matrix”

E lei come affronterà il personaggio Giulia?

“Intanto tutte noi interpreti femminili dobbiamo adottare i gesti non evidenti degli Anni Sessanta , una compostezza mista a qualcosa di torbido o di elegante. La mia Giulia ha attenzioni maniacali per se stessa , si cambia tante volte , e ha profondità che lei prima non vuole scoprire. E’ consapevole che il suo nucleo vive meglio in gabbia , come i canarini. E’ lucida, superficiale. Conta molto il non detto. Giulia è seducente anche perché con i fratelli non c’è un preciso mantenimento delle distanze. Gira a piedi scalzi e io che amo i tacchi 12 mi sono smontata , cammino e mi tocco in un altro modo , fino al punto in cui dietro ad un pannello prendo il sole nuda”

Non le chiedo identificazioni , ma c’è un momento che sente suo?

“Sì, in una scena muta vengo lasciato sola con Leone, il fratello puro che non sta bene, sono stizzita e accendo la musica a tutto volume, finché scoppia un rock , e allora mi scateno in un ballo violento e grottesco. Quella liberazione mi rappresenta benissimo , fare qualcosa di tuo , di impellente , in cui gli altri non ti guardino. Lì mi batte il cuore”

ambraangiolini

Lei è a suo agio da tempo , con la regista de I pugni in tasca ….

“Stefania De Santis è stata la mia apripista , quella che mi ripulì dal romano e dal non sapere fin dall’epoca di Non è la Rai, la mia insegnante di dizione e di recitazione , quella che m’ha fatto scoprire il diaframma… senza dove andare dal ginecologo , aggiustando voce alta e bassa , timbri , accenti e zeta dolce , quella che m’ha introdotto a Shakespeare e all’Antigone di Sofocle”

In realtà lei ha già fatto teatro..

“Come no. Ho lavorato un po’ nell’off romano, hop preso parte a una Duchessa d’Amalfi , di Webster con la regia di Nuccio Siano, e poi al Menecmi portati in scena a Segesta , al musical su Battisti su Emozioni. Ma lo sforzo nuovo l’ho messo a punto da un anno nel monologo La misteriosa Scomparsa di W di Stefano Benni con la regia di Giorgio Gallione , che poi riprenderò dall’autunno 2011 cambiando ritmo”

lunedì 10 gennaio 2011

INTERVISTA A VALENTINA LODOVINI , ATTRICE A BENVENUTI AL SUD “Io cambio di volta in volta : nel mio periodo sexy , adesso mi sento seducente anche in tuta da ginnastica”

In Benvenuti al Sud , il successo cinematografico della stagione era la sexy postina. Ora in un film con Alessandro Gassman e Luca Argentero è contesa ( La donna della mia vita). Ora arriva in un altro coinvolta in un triangolo amoroso con Riccardo Scamarcio. Lei è Valentina Lodovini.

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Quello con Luca e Alessandro è Una commedia degli equivoci , un po’ paradossale

Ma vera! Ho amiche che hanno vissuto situazioni simili : la commedia affronta le relazioni reali , quelle in cui si ha paura di lasciarsi andare”

Secondo me , c’è un motivo per cui il suo personaggio dovrebbe scegliere Gassman: è un leggerone , ma ripara la lavatrice

“In certi momenti gli uomini sembrano disposti a tutto , ma poi? Io preferisco farmi tutti i lavori da sola , sono in grado di dare istruzioni di montaggio all’Ikea , mi dipingo casa per conto mio . Mi annoierei a delegare a un uomo tutte queste cose”

D’altra parte , lei la parte dell’uomo l’ha fatta anche a teatro , dove ha interpretato Don Giovanni. Che cosa ha imparato sul maschile?

“A guardare il corpo femminile da un diverso punto di vista. E ad amarlo , in tutte le sue accezioni. Amo anche quello maschile , ma l’uomo è meno sfaccettato , la donna ti sorprende di più”

E imparando ad amare le donne , ama meglio anche se stessa?

“Sì, anche se è una lotta continua”

Eppure Benvenuti al Sud , dove lei è una postina alquanto sexy , dovrebbe averla riconciliata con la su immagine

“Li è esplosa la playmate di casa nostra. Mi sono divertita a giocare con il corpo e lo sguardo. Avevo voglia di sentirmi femmina, questo è il mio periodo femminile. Io cambio di volta in volta : nel mio periodo sexy , adesso mi sento seducente anche in questa tuta da ginnastica”

Che cos’è il femminile , per lei?

“Forza, sicurezza, lucidità”

Sostantivi in genere associati all’uomo. Il maschile, allora, che cos’è?

“Protezione, stabilità , fanciullezza. Libertà, vantaggi , bugie , pericolo”

Siamo su una china pericolosa. Le è andata male con gli uomini?

“Di queste cose non parlo mai. Posso dirle però che ho avuto uomini di tutti i tipi , più giovani e più vecchi di me. Belli, oppure allucinanti. Anzi, a pensarci, soprattutto cessi. Le mie amiche dicono che finalmente , con i film che sto facendo , vengo ripagata per tutti i cessi con cui sono stata. Oddio, adesso non pensi che abbia avuto chissà quanti uomini..”

Ma non si dice che una persona sceglie sempre lo stesso modello di partner?

“Io no, scelgo quello di cui in quel momento ho bisogno. Ho avuto il mio periodo del voglio star male : avevo bisogno di un uomo sbagliato , così imparavo ad affrontare le difficoltà. Poi, magari , c’è il periodo principe azzurro , mano nella mano , amore-amore-amore”

Lo dice lei , che detesta i film con la parola amore nel titolo?

“Anche a me capita il momento della coccola estrema, e magari subito dopo viene quello anaffettivo”

Difficile per un uomo starle vicino?

“Sto imparando a controllarmi , a trovarmi una stabilità emotiva, rimanendo sempre me stessa”

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Invece , il personaggio Sara nella Donna della mia vita cerca sempre di plasmarsi su ciò che ci si aspetta da lei

“E’ una bugiarda, soprattutto con se stessa. C’è un momento nel film che spiega il senso dell’identità : il chirurgo plastico spiega a Lella Costa che spesso dopo l’intervento una donna si guarda , e non si riconosce più. Bisognerebbe imparare a sentirci noi stesse , a riconoscerci”

Però le bugie che le donne del film raccontano sono forse dovute alla paura

“Sì , all’inizio credevo che fosse una storia sulla caparbietà delle donne. Invece è un film sulla nostra fragilità , sulla paura di lasciarsi andare, e di non essere accettate”

Fragile era anche il personaggio di Anna Magnani , mamma ambiziosa e disperata di Bellissima. E’ vero che lei interpreterà l’attrice prossimamente?

“Non posso dire. Però Bellissima è uno dei miei film preferiti , mi sono immedesimata a lungo in quella madre che sbaglia, fa del male alla figlia , ma al tempo stesso è piena di amore e voglia di riscatto”

Dopo La donna della mia vita , dove la rivedremo?

“Ho girato Il segreto dell’acqua: : sei mesi di set , fra Africa, Roma e Sicilia . Sono una poliziotta e anche in questo caso mi ritrovo in un triangolo amoroso con due belli : Riccardo Scamarcio e Michele Riondino. Andrà in onda in primavera , sei puntate da un’ora e mezza”

Intanto , sta girando a Treviso il nuovo film di Francesco Patierno

“Non proprio . Dopo aver letto la sceneggiatura , che tocca il tema del razzismo, il sindaco di Treviso non ci ha più voluti : ci siamo trasferiti a Bassano del Grappa”

Lei chi interpreta?

“La figlia di Abatantuono , una dura”

Com’è Abatantuono papà?

“L’attore più generoso con cui abbia lavorato : aveva più attenzione per me che per se stesso”

E Claudio Bisio e Alessandro Siani , suoi partner in Benvenuti al Sud?

“Era dura , con loro non potevo abbassare la guardia , altrimenti mi avrebbero schiacciata. Ma è stata una grande soddisfazione : lo hanno visto 5 milioni di persone! L’altro giorno , al semaforo, due signore hanno puntato dritto su di me : mi avevano riconosciuta. Non mi era mai successo di avere dei veri fan, di essere fermata per strada . Adesso mi sento proprio una rockstar”

venerdì 7 gennaio 2011

INTERVISTA A CAROLA CRESCENTINI “ Posare nudi , sulla carta, è diverso. Si diventa altro”

Carolina Crescentini ha 30 anni ed è la protagonista di Henry , il nuovo film di Alessandro Piva.

Ci crede davvero quando dice quelle cose sulla seduzione maschile , o nelle interviste – di solito – risponde la prima cosa che le viene in mente?

“Come scusi?”

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Ho letto che la prima cosa che guarda in un uomo sono le clavicole…

“E’ vero . Voi uomini , quando indossate la camicia , mostrate quello spazio fra petto e spalle che a me piace tanto. Quelle due ossa che sporgono sono un appiglio bello, e sexy”

A proposito , che ne pensa delle ragazzine pronte a tutto pur di entrare nel mondo dello spettacolo?

“Per il segreto del web , il nuovo film di Marco Pontecorvo che interpreterò , ho parlato con parecchie ragazzine che si spogliano davanti alle webcam. Non c’è alcun filtro critico , né pensiero. Rispondono semplicemente “Qual ‘ il problema?”. Per loro il sesso è una merce , non qualcosa si intimo”

A maggio è apparsa sulla copertina di Playboy: quella era arte o mercificazione?

“Vanità. Playboy è un’icona : c’è finita anche Marilyn. E poi posare nudi , sulla carta, è diverso. Si diventa altro”

Nei suoi film spesso ha girato scene di sesso : sul set com’è?

“In quel caso entro nei panni del personaggio. Non è Carolina , ma il soldato Carolina”

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E’ vero che da ragazzina si vergognava del suo nome?

“Si. Mi facevo chiamare Carlotta. Mia madre lo scelse perché le piaceva molto Carolina di Monaco . Ma adesso lo adoro”

In Henry il soldatino Carolina e Michele Riondino fanno l’amore in maniera credibile

“Quella scena l’abbiamo girata in una stanza , da soli, perché i due fidanzatini giocano a riprendersi con la telecamera. All’inizio doveva essere montata solo dentro il televisore , a tutto campo, poi il regista ha deciso di mettere a schermo pieno e , lo ammetto, mi ha dato fastidio vederla così grande. E’ un po’ forte”

Si dice che Jack Nicholson e Jessica Lange nel Postino suona sempre due volte abbiano davvero fatto sesso sul set: può succedere, secondo lei?

“Non lo so”

E voi , in due, senza tecnici in giro, con la telecamerina…

“Non scherziamo. Ero e sono fidanzata. E non voglio stare con gli attori. Non fa per me. Si innesca una strana competizione”

Nel film è un’insegnante di aerobica che si fa di eroina : lei che esperienze ha in materia?

“Mai presa eroina in vita mia. La mia generazione è cresciuta con il terrore della siringa. Per il resto, un po’ hop provato . Credo che da giovani sia anche giusto: bisogna saper riconoscere certe cose”

E’ vero che si arrabbia facilmente?

“Diciamo che abbozzo sempre. Poi, quando è troppo , sbotto, e non mi regolo. Spesso nel casino del traffico rischio le botte , ma è più forte di me : detesto l’arroganza”

Da anni tiene un diario intitolato Brevi appunti di una mente iperattiva : iperattiva perché?

“Perché è così. Sono insonne , giorno e notte scrivo e appunto di tutto : idee, sogni , ossessioni. La mente iperattiva per un periodo della mia vita è stata anche un problema. Prima di studiare recitazione ero troppo razionale , troppo di testa. Volevo essere donna , ma ero solo una ragazzina . Fare l’attrice mi ha ridato l’istinto”

E scrive favole per bambini: anche quelle d’istinto?

“Sì. Mi vengono di getto , forse perché sono infantile. Comunque, come il diario, non so se lo pubblicherò mai. Forse lo leggerò a un figlio, se lo avrò. O solo alla mia cognata Thelma”

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Sta pensando di diventare mamma?

“Non ora. Non mi sento pronta, anche se nella vita non si può mai dire”

Quando non dorme che cosa fa?

“Ieri notte non ho chiuso un occhio. Ho visto due film , Apocalypse Now Redux e poi Fahrenheit 9/11 , sentito un po’ di musica , fatto un po’ di yoga..”

Di solito recupera?

“A volte sì, a volte no. Dipende”

Le borse sotto gli occhi le rifarà chirurgicamente?

“No. Mettermi sotto i ferri mi spaventa. Per ora spalmo cremine”

Quali sono gli equivoci più ricorrenti sul suo conto?

“A parte il fatto che mi scambiano spesso per Laura Chiatti, cosa che succede anche a lei , ci sono un po’ di pregiudizi nei miei confronti per via dei film commerciali che ho fatto . Chiacchiere inutili : io faccio parte di un’industria , e non mi sono mai svenduta”

Mai stata dall’analista?

“Ho provato , ma non è andata bene. Non ero pronta”

Qual era il problema?

“Ne ho talmente tanti. Direi che il primo è il blackout. Ogni tanto la mia mente iperattiva va da un’altra parte”

Dove?

“Dovrei fare un altro giro di analisi per risponderle”

Con le ossessioni com’è messa?

“Ne ho fin qui. La prima è che ho sempre paura per i miei denti. E’ la parte più fragile ed esposta del mio corpo, forse perché da piccola ne ho rotto uno. E poi mi piacciono i nani”

I nani? Ma a livello di fantasia erotica?

“Sì, no. Diciamo che mi incuriosiscono”

Allora David Lynch è il suo regista preferito. Nei suoi film ci sono sempre

“Lo adoro. Mi turba in una forma incosciente. E’ un gran bel matto. Un genio”

Che cosa deve dimostrare a se stessa?

“Che sono meglio di quello che penso”

Problemi di autostima?

“Un po’. Più che altro sono ipercritica. Con il tempo ho imparato a volermi bene. Adesso non mi faccio calpestare da nessuno , visto che anch’io ho avuto il mio periodo masochista”

Cioè?

“Anni fa un fidanzato mi aveva convinto che poteva stare assieme a me e a un’altra , e io l’ho lasciato fare pensando che prima o poi avrebbe scelto me. Insomma, mi espongo tantissimo , mi metto completamente a nudo. E questo può far venire la voglia , a qualcuno, di fustigarmi. Adesso mi copro”

Si sente in debito con qualcuno?

“Con il mio agente. A lui devo gratitudine. Mi ha sempre trattata nello stesso modo , dai tempi in cui non mi volevano nemmeno vedere per lo spot del Dixan”

Nel 2004 , però, è stata ingaggiata per lo spot di Quattro salti in padella…

“Parlavo un toscano improbabile. E dopo un po’ girai anche quello del Martini: pensavo di imitare Charlize Theron , invece feci la segretaria. E nemmeno andrà in onda”

giovedì 6 gennaio 2011

INTERVISTA A VALERIA MARINI “Contro gli stupratori e i pedofili , la castrazione chimica potrebbe funzionare”

Valeria Marini è una delle 14 milioni di donne che in Italia sono state vittime di violenza fisica

“Mi seguiva ovunque , mi chiamava amore : un giorno me lo sono trovato addirittura sul pianerottolo di casa. Da allora , non rientro più sola, ho paura”

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Valeria Marini ha prestato il suo volto a “Libere di essere”, evento dell’associazione culturale Pantarei.

Qual è il questo messaggio?

“Che bisogna parlare , denunciare, non tenersi tutto dentro”

Il problema , però, è quasi sempre in casa: mariti , fidanzati. Difficile denunciare.

“Infatti molte donne hanno così paura che non trovano il coraggio, e subiscono in silenzio tutta la vita”

Lei quel coraggio l’ha trovato, quando denunciò Cecchi Gori per alcune liti tra il 2004 e il 2005 : come è finita?

“Che ho ritirato la querela ed è morta lì. In quel caso c’era stato un fraintendimento”

Ha avuto altre brutte esperienze?

“Nulla di particolare , ma un po’ di schiaffi nella vita li ho dovuti schivare”

Come se ne esce?

“Solo in un modo: con leggi più dure contro chi commette violenze sulle donne”

Per esempio?

“Guardi , io sono contro le soluzioni estreme o le pene troppo pesanti. Ma contro gli stupratori e i pedofili , la castrazione chimica potrebbe funzionare”

mercoledì 5 gennaio 2011

INTERVISTA A JOHNNY DEPP “In ogni personaggio che un attore interpreta c’è qualcosa che ti appartiene”

Johnny Depp, nell’ultimo film recita per la prima volta con Angelina Jolie in “The Tourist”.

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C’è la notizia della candidatura al 68mi Golden Globe , i premi della stampa estera di Hollywood , per lei addirittura doppia. Come si sente?

“Sono commosso e felice . Mi sento quasi in competizione con me stesso , è una cosa stranissima. Del resto questa cosa della candidatura è bella positiva perché c’è qualcuno che riconosce il valore di ciò che fai ma è sempre strano giudicare un lavoro artistico”

C’è la possibilità che lei torni dietro dietro la macchina da presa per dirigere un film?

“C’è una possibilità , ho un più di progetti in mente ( le 35 ore di documentario di Keith Richards saranno montate nel 2011 ndb) ma escluso la possibilità di scegliere ancora me stesso come attore , ne sceglierei un altro perché entrambi i ruoli sono pesanti e difficili”

Nella sua filmografia è protagonista di ruoli da protagonista trasgressivo e ribelle . Stavolta nel film diretto da Florian Henckel von Donnersmarck interpreta un ruolo di un uomo normale : vi ha trovato qualche analogia con la sua vita?

“IL personaggio che interpreto in questa commedia d’azione è molto differente da me , anche se in ogni personaggio che un attore interpreta c’è qualcosa che ti appartiene . Eppure , questo ruolo l’ho sentito molto diverso . Lo sforzo maggiore , la sfida è renderlo il più stra-normale possibile”

Come ci è riuscito?

“Ho lavorato sull’esperienza. Questo personaggio mi ha fatto venire in mente un uomo che ho conosciuto per davvero , un ragioniere che aveva un hobby singolare: appena ne aveva l’opportunità partiva e se ne andava in giro per il mondo a fotografare i cartelli delle città, le vie, le insegne dei negozi che avevano il suo stesso cognome. Per il mio ruolo mi sono ispirato a lui”

Ma i ruoli che le piacciono di più sono quelli sopra le righe o quelli in cui recita quasi sottotono?

“Intanto sento che devo ringraziare registi come Tim Burton e Jim Jarmusch che mi hanno dato la possibilità di interpretare dei ruoli magnifici. Ogni volta che accetto un copione , cerco sempre di rimanere fedele alla sceneggiatura e di seguire la visione del regista, ma cerco contemporaneamente di riempire quel piccolo spazio che resta libero e che mi compete. Interpretare personaggi normali ai quali aggiungere quel qualcosa di interessante è una vera sfida. Sognavo un personaggio come Frank Tupelo ( quello di The Tourist ndb) , un uomo che non ha mai avuto esperienze particolari”

Le è mai capitato di non avere coincidenza di visioni col regista ?

“Si mi è successo di avere una divergenza d’opinione e questo è un problema perché quando si viene scritturati il regista si aspetta che tu possa interpretare il personaggio al meglio delle tue capacità. A volte essere troppo dotati può essere controproducente. Con Florian fortunatamente non mi è mai successo , lui aveva idee grandiose per il personaggio che interpreto”

Nella sua galleria di personaggi ce n’è qualcuno che, per costruirlo, non l’ha fatta dormire di notte?

“Si è successo per il film “il libertino” non perché fosse particolarmente ostico o non lo conoscessi bene, ma si è trattato di riprese molto rapide e ravvicinate. Abbiamo girato un film epico in soli 45 giorni con ritmi forti e pressanti che mi hanno fatto passare qualche notte in bianco”

E’ vero che lei e Angelina Jolie non vi conoscevate prima di girare questo film?

“”Sì , e quando ci siamo incontrati è subito scattata un’alchimia , ci siamo subito sintonizzati”

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Nel film c’è una sequenza di un bacio particolarmente passionale , tra lei e la Jolie. L’unica peraltro , anche se la stampa aveva scritto di una scena un po’ erotica sotto la doccia : che è successo, è stata tagliata ?

“”No è che quella scena in realtà non l’avevo mai girata con Angelina ma con Christian De Sica . Quanto al bacio , diciamo che è stato emozionante , una scena impegnativa”

Venezia e il suo romanticismo vi hanno aiutati?

“Vivere quattro o cinque mesi a Venezia è un dono fantastico per chiunque, ma ancora di più per un attore che si trova in laguna per lavoro. E’ stato bellissimo vivere in questo luogo fantastico all’interno di questa cornice meravigliosa , e questo ha sicuramente aiutato il nostro lavoro anche se coi sono state alcune distrazioni esterne , perché quando si è popolari bisogna sempre stare attenti al muro dei paparazzi in agguato perenne ovunque : dietro ad Angelina c’erano muri di paparazzi”

C’è un film a cui avrebbe rinunciato per scrivere canzoni?

“Mah, io mi accontento di fare la professione più umile : quella di chi ha la faccia per vivere”

lunedì 3 gennaio 2011

INTERVISTA A RUSSELL CROWE “Nella nostra vita incontriamo una volta sola il cane giusto e una volta sola la donna giusta. Io ho avuto una grandissima fortuna : li ho trovati entrambi

Vorrebbe sempre vivere tra le 700 mucche scozzesi e i cavalli che alleva in Nuova Zelanda. Ha smesso di bere caffè e ha ridotto le sigarette che fuma. Ama stare a casa , insieme ai suoi due figli, Charles e Tennyson.

Per la moglie Danielle Spencer, sposata nel 2003, sarebbe disposto a tutto. Il suo ultimo thriller , The next Three Days, è diretto da Paul Haggis, lo stesso di Crash, e parla di un tranquillo insegnante che mette a punto un elaborato piano di fuga per liberare dalla prigione la consorte , condannata per omicidio.

Il suo cachet si aggira sui 20 milioni di dollari, anche se i suoi film recenti non sono andati molto bene.

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Signor Crowe che cosa l’ha convinta a lasciare la Nuova Zelanda per buttarsi a capofitto in questo thriller americanissimo?

“E’ interessante che lei lo definisca un thriller: io la vedo come una love story pura e semplice”

Mi spieghi perché

“Perché per me l’unica domanda che conta è fino a che punto il protagonista , John Brennan, è in grado di spingersi per salvare Lara ( la protagonista , interpretata da Elizabeth Banks ndb), la donna che ama , e la sua famiglia?”

Attenzione però : Lara è accusata di aver assassinato il suo boss. Come la mettiamo con la legge?

“Questo film affronta problematiche complesse e, come può immaginare , in materie legali vado piuttosto cauto …. si naviga in acque torbide . Va detto però che non tutti siamo convinti , sempre e comunque, che la legge abbia ragione ; semmai siamo più naturalmente inclini a credere nella giustizia”

Lei non sembra avere granché fiducia neanche nel sistema giudiziario. O sbaglio?

“Bè… Ci sono continuamente casi di persone accusate di colpe mai commesse , e di altre che escono impunite pur essendo colpevoli. Non stiamo certo parlando di una scienza esatta”

Le è mai capitato di essere stato accusato ingiustamente?

“Mi sta prendendo in giro?”

Non mi permetterei mai. Torniamo al lavoro. Nl film il suo personaggio rischia qualsiasi cosa per liberare sua moglie . Lei cosa non farebbe per amore di sua moglie?

“La lista di cose che non farei per mia moglie si limiterebbe – credo – a una pagina bianca”

Appassionato e romantico , dopo tanti anni di matrimonio . Come tiene viva la relazione?

“Con molto impegno , come succede a tutte le coppie che lavorano e hanno figli. Con due ragazzini a scuola , io spesso sul set e Danielle in sala di incisione , dobbiamo darci il cambio e distribuirci i compiti. Quando non lavoro , sono impegnato a tempo pieno con i ragazzi : li porto a scuola , li vado a prendere. Poi c’è la cena , il momento delle storie da leggere prima di dormire , e si sono già fatte le 8 di sera. Non mi resta tanto tempo per sfruttare la mia creatività . M ami va benone”

Nomina spesso i suoi bambini : come passa il tempo con loro?

“Sono entrambi maestri di Lego. Charles , il più grande, è un fanatico di videogiochi : passiamo ore al computer insieme”

Lo lascia vincere?

“Cosa?! Nooo, voglio insegnarli piuttosto a essere competitivo e determinato”

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Che progetti ha per Natale?

“Lo passo a casa con la famiglia , in compagnia degli amici. Con un grande pranzo”

Ha dimenticato i suoi animali?

“Figuriamoci! Li conto fra gli amici …. Le voglio raccontare una bella storia. Diversi anni fa avevo un cane straordinario, Chasen, che sorvegliava le mie mucche. Non le dimenticherò mai : era uno di quei cani che capiscono assolutamente tutto quello che gli dici , parlava con gli occhi e ti intendeva al volo. Il mandriano , per questo , continuava a ripetermi “Ricordati, Russell : nella nostra vita incontriamo una volta sola il cane giusto e una volta sola la donna giusta. Aveva ragione e io ho avuto una grandissima fortuna : li ho trovati entrambi”