giovedì 30 dicembre 2010

INTERVISTA ALL’EREDITIERA JOSEPHINE DE LA BAUME “Se ti vesti bene una volta , decidono di continuare a fotografarti”

Era una delle interpreti di La princese de Montpensier , l’ultimo film di Bertrand Tavernier presentato a Cannes. Ha appena finito di girare Johnny English Reborn nei panni di una spia , accanto a Rowan Atkinson. Ma Josephine Le Baume , classe 1986, non è soltanto attrice. E’ anche cantante , it-girl, ereditiera e fidanzata di Mark Ronson ( musicista e discografico inglese, produttori tra i i tanti di Amy Winehouse).

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In La Princese de Montpensier aveva fatto il provino per il ruolo da protagonista , ma alla fine ha ottenuto la parte della dama da compagnia : come sono andate le cose?

“Non sono stata scelta come principessa. Allora ho richiamato il direttore del casting , perché lavorare con Bertrand Tavernier è un’occasione che capita una volta nella vita. Sono stata insistente e il regista ha creato un altro ruolo..

Su misura per lei?

“Lo aveva già in mente , e la mia improvvisazione ha contribuito a convincerlo. Direi che è stato un insieme di tempismo e buona karma”

Se potesse scegliere tra tutti i registi contemporanei , con quale lavorerebbe?

“Solo uno? Non è giusto. Roman Polanski, Julian Schnabel , Pedro Almodovar , Woody Allen”

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Nessun italiano?

“Kim Rossi Stuart”

Insieme con suo fratello , Alexandre , ha creato un gruppo musicale , Sing Tank. Era il vostro sogno da piccoli..

“Abbiamo sempre suonato e scritto insieme. Era come avere un diario : lo si nasconde , ma segretamente si spera sempre che qualcuno lo legga. Alla fine ci siamo ritrovati a lavorare con il produttore Nellee Hooper a Los Angeles”

La si vede spesso sulle riviste di moda

“Sì, mi piace molto : se non mi interessasse , gli stilisti non si accorgerebbero di me. Adoro la teatralità della moda. E anche quando suoniamo dal vivo con i Sing Tank siamo teatrali. Abbiamo uno stile dream core , un misto di elementi sognanti e hard core”

E’ considerata una “it-girl” : la definizione le piace?

“E’ riduttiva e mi infastidisce. Non ho mai capito perché mi definiscono così”

Forse perché ama i vestiti e partecipa a ogni festa possibile?

“Macché, io non esco mai!”

Questa è una bugia.

“Scherzo , sì, forse è l’insieme delle due cose. Se ti vesti bene una volta , decidono di continuare a fotografarti”

Infatti , come le sue amiche Tatiana Santo Domingo e Olympia Scarry , anche lei è stata fotografata , accanto a suo fratello , da Bruce Weber in un servizio sugli ereditieri . Che cosa ha pensato quando le hanno chiesto di partecipare?

“Mi sono ritrovata per caso su quel set. Solo quando l’articolo è stato pubblicato ho scoperto che non era sui talenti emergenti come si era detto , ma sui giovani ereditieri: mi ha sorpreso perché non credo di appartenere alla categoria. Anche se la foto di Bruce Weber è bellissima. Preferisco si dica cosa faccia , non da dove vengo”

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E’ fidanzata con il musicista Mark Ronson. Vuole presentarlo all’Italia?

“A tutte le ragazze dico solo “non pensate neanche per un secondo di portarmelo via!” E’ uno dei produttori musicali più geniali della sua generazione”

Lui vive tra New York e Londra, lei a Parigi , dove vi incontrate?

“Negli alberghi. E nelle favole”

Prendete aerei di continuo?

“No, molto più spesso l’Eurostar , decisamente meno glamorous. Ma facciamo bellissime vacanze , quello sì. Siamo andato in un safari in Sudafrica : sveglia alle 6 di mattina, e la sera, a letto presto, esausti”

Mark ha il suo nome tatuato sul braccio destro..

“Ne parlavamo per scherzo, ma lui l’ha fatto veramente. Poi si + tatuato anche un cuore , disegnato appositamente da Elizabeth Peyton e mi ha detto : buon compleanno! Ovviamente il giorno dopo me lo sono tatuato anch’io”

mercoledì 29 dicembre 2010

INTERVISTA ALL’ECONOMISTA LORETTA NAPOLEONI “Metà del Pil italiano è in nero. Se su quelle attività economiche si pagassero le tasse, il debito si dimezzerebbe subito”

Loretta Napoleoni ,economista ed esperta di terrorismo, collabora con governi ed organizzazioni internazionali.

L’economia mondiale sta iniziando ora a risollevarsi dalla crisi del subprime , i cosiddetti titoli spazzatura che hanno messo in ginocchio la finanza globale. Lei sostiene invece che in Italia quei titoli continuano ad aumentare, Com’è possibile?

“Negli Stati Uniti le banche avevano permesso ai privati di indebitarsi oltre la possibilità di ripagare i prestiti. In Italia le banche lo permettono agli enti pubblici , con la complicità del governo”

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Sarebbe?

“Le faccio l’esempio delle Asl , che nella maggior parte dei casi sono in rosso. In Campania sono talmente senza soldi che non riescono a pagare le fatture di due anni prima. Invece di cercare di risparmiare , sono andate dalle banche d’affari”

Per fare cosa?

“In pratica la banca dice alla Asl : tu devi pagare queste fatture per i prossimi due anni ? Bene: me le compro io , ti do subito i soldi , e intanto emetto delle obbligazioni che poi vendo in borsa”

E’ lo stesso meccanismo del subprime dei mutui americani , giusto?

“Sì, solo che qui , siccome le Asl sono legate allo Stato , il debito lo garantisce il ministro dell’Economia Giulio Tremonti . Anche se non si potrebbe . Quindi il rosso delle Asl viene venduto alle banche , che lo rivendono ai cittadini come se fosse un debito dello Stato ( quindi sicuro , con un tasso d’interesse basso) e i cittadini se lo comprano senza sapere nulla. Molte di queste obbligazioni finiscono nei fondi pensioni”

In realtà, sono molto rischiose..

“Sì. E quindi dovrebbero dare un interesse molto più alto! Si stanno vendendo i debiti di un ente che non riesce neppure a pagare le fatture di due anni prima. In finanza questa operazione si chiama babbo morto”

Babbo morto , perché?

“Perché tu vendi l’eredità di tuo padre prima che muoia: senza sapere se e quando l’avrai…

Be’ , però c’è la garanzia dello Stato

“Ma non si potrebbe! Solo il Ministero del Tesoro e le Regioni a statuto speciale possono emettere obbligazioni. Non gli enti. In più le Asl rientrano nel Bilancio dello Stato , ma hanno autonomia contabile e patrimoniale. Il ministro dell’Economia copre tutto questo , però, perché altrimenti si fermano tutte le regioni. Non ci sono i soldi per farle andare avanti”

Ne è sicura ? MI sembra incredibile

“Certo. E non è il solo modo per tirare fuori soldi che non ci sono. Un’altra cosa che fanno spesso , è far sembrare il debito più basso di quel che è “

Come si fa?

“Si toglie dal bilancio statale una parte del debito con lo swap, che vuol dire cambio. Anche qui serve l’aiuto delle grandi banche d’affari: quando il debito è troppo elevato la banca lo scambia con un altro più dilazionato. Questo comporta che nel bilancio compare solo il nuovo debito, che è più basso di quello vecchio , perché è più diluito”

Ma scusi , anche se è diluito , il debito rimane lo stesso , perché di più nel tempo..

“Non solo rimane lo stesso, ma aumenta: il tasso d’interesse si abbassa per i primi tre anni , per esempio , e poi aumenta molto per quelli successivi. Ma siccome il bilancio è solo una fotografia delle entrate e delle uscite in un dato momento,il debito sembra più basso”

Prima o poi però quei soldi lo Stato dovrà pagarli

“Esatto. Però allo scadere dei tre anni loro che fanno? Un altro swap. E quindi spingono continuamente verso il futuro la data in cui dovranno pagare molto di più. Ovviamente questo di più aumenta ogni volta che si riallunga il pagamento. Questo lo fa lo Stato , ma lo fanno anche le Regioni e le Province”

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E tutto questo come fa a reggersi?

“Come facevano i subprime: è un castello di carta , prima o poi cade. Per ora regge perché il rischio di insolvenza dell’Italia è ancora buono, perché le banche decideranno di non darci più fiducia , di non allungare più il debito, finiremo come la Grecia”

Perché l’opposizione non dice niente?

“Secondo me i parlamentari non dicono nulla perché non capiscono nemmeno di che cosa stiamo parlando. Sono tutte operazioni che fanno le banche d’affari , molto spesso neppure i loro consigli d’amministrazione le conoscono. Quello che sa tutto è il Ministro del Tesoro , che infatti cerca di tirare i cordoni della borsa con tutti gli altri ministri. Ma intanto continua a permettere queste operazioni , sennò dovrebbe ammettere che siamo messi molto male”

Lo scenario che viene fuori è apocalittico… Dal punto di vista economico quale sarebbe la soluzione?

“Intanto più della metà del Pil italiano è in nero. Se su quelle attività economiche si pagassero le tasse, il debito si dimezzerebbe subito. Ma soprattutto la via d’uscita è un cambio drastico della classe politica: un governo e un parlamento nuovo, che siano capaci di capire queste operazioni finanziaria. Devono stabilire quanto è grande effettivamente questo debito e poi rimboccarsi le maniche”

lunedì 27 dicembre 2010

INTERVISTA ALLO SCRITTORE NICHOLAS EVANS “La felicità è una scelta , è lo stato d’animo con cui guardiamo alla vita”

Nicholas Evans, l’autore de L’uomo che sussurrava i cavalli , mentre era a metà del quinto libro - Solo se avrai coraggio – un avvelenamento da funghi gli ha compromesso i reni, appendendo la sua avita alla dialisi. L’ultimo libro , poi portato alla fine, parla della storia di morte e rinascita di Tom , ragazzino ossessionato dal mito del West americano , il cui destino inciampa sulla ferocia di un cowboy di Hollywood. Poi a cinquant’anni il protagonista riparte da un sogno infranto…

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Strane aderenze tra arte e vita…

“L’arte a volte anticipa straordinariamente gli eventi . Al momento dell’incidente che ha cambiato la mia vita e quella della mia seconda moglie ( la cantautrice Charlotte Gordon Cumming ndb) avevo tracciato la sua storia. Appena ho avuto la forza di ricominciare a lavorare, ho dato molta più forza al passato che assume senso alla luce del presente”

E il superamento dell’incidente quale luce ha gettato sulla sua vita?

“Credo che non si vincano le guerre della vita con l’odio o sbattendo i pugni contro le sventure. Credo di più nell’accettazione delle cose , nella tolleranza. La felicità è una scelta , è lo stato d’animo con cui guardiamo alla vita”

Un esempio?

“Quando eravamo ancora a rischio di morte , mia moglie, che crede nella medicina alternativa , rifiutava di farsi curare tradizionalmente. Ero talmente inferocito che abbiamo messo in crisi il nostro rapporto. Poi ho accettato , pur soffrendo e temendo le conseguenze, che seguisse la sua scelta ed è stata lei stessa a ravvedersi e a ritornare da me”

Il coraggio può rimediare agli errori , impariamo dal suo libro. La paura invece che cos’è?

“La vita si gioca tutta tra paura e amore, tra chiusura e apertura . Davanti abbiamo porte da aprire , con coraggio. Quando non lo facciamo , la nostra vita si arresta. A volte per superare la paura serve un grande dolore. Dopo quello che ho passato , e anche grazie all’età – ho 60 anni – ho imparato che conta solo vivere tanti buoni istanti nel presente , senza troppa paura del futuro”

Il libro racconta anche l’evoluzione di Tom dal ruolo di figlio a quello di padre. Lei come ha vissuto questo passaggio, essendo padre di quattro figli?

“Mio padre ha combattuto nella seconda guerra mondiale . Un evento così grande da rendergli poi forse troppo difficili i piccoli gesti di affetto di cui io avevo bisogno. Per me il baricentro dell’amore si è spostato su mia madre , solo più tardi ho capito cosa lui potesse provare. Oggi con i miei figli – tre dal primo matrimonio e una bambina da Charlotte – sono più madre che padre. Punto più a responsabilizzarli che a essere un capo”

Immancabile , anche questa volta , la scenografia del grande West americano , come in L’uomo che sussurrava i cavalli . Da dove nasce questa suggestione?

“”Sono stato bambino nella campagna inglese. La tv trasmetteva i western e io sognavo. Da adulto sono stato in quella terra , ed è meno eroica di quel che pensavo : tanta ferocia, uomini e bufali sterminati. Così quando ho visto in tv Bush in abiti da cowboy ho capito che il mito del Bene contro il Male regge ancora”

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Dietro c’è anche il suo amore per la natura , visto che predilige la campagna rispetto alla città?

“Certo. Vivo in Inghilterra , nel Devon , in un vecchio monastero. Non ho cavalli , come ci si potrebbe immaginare, ma altri animali sì. Sto meglio così. L’uomo ha cominciato a smarrirsi quando ha perso di vista l’ecosistema che gli garantisce la sopravvivenza. E per questo temo per il futuro dei miei figli”

Ma lei ha davvero chiarito , come il protagonista del romanzo, il disegno della sua vita?

“Vede , domani appena mi alzo devo andare in ospedale , e per 5 ore della mia vita aspetto solo che la dialisi sia completata. Ogni mio spostamento sarà così finché non otterrò un trapianti di reni. Allora ho due possibilità: spazientirmi per aver mangiato quei funghi oppure osservare che la vita ha due direzioni inverse. Man mano che passa il tempo impari cosa avresti dovuto sapere e fare nel tempo che precedeva. Non è una beffa , è forse questo il suo senso”

giovedì 23 dicembre 2010

INTERVISTA A MICK JAGGER “Quando sei giovane riesci a lavorare nonostante la droga, dopo diventa complicato”

Mick Jagger è universale. Il suo viso così particolare ha fatto di lui l’archetipo della rockstar. Il suo corpo e le sue movenze hanno contribuito alla creazione del mito e della fama di sex symbol.

Mick Jagger oggi è un signore molto chic che risponde pacato ad ogni domanda.

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Come si vede quando pensa a sé? Il musicista , l’uomo d’affari, la leggenda?

“No, niente di tutto questo. Sono io e basta. Gli unici momenti in cui sei consapevole di essere anche una rockstar è quando promuovi un album , un film o fai interviste”

Che effetto le fa rivedere i suoi ritratti di qualche decennio fa?

“Un po’ come aprire un album di famiglia. Qualche foto ti piace, in qualche altra ti vedi orribile”

La sua carriera è lunghissima , quasi cinquant’anni. Ha mai pensato di smettere?

“Tutto finisce prima o poi. Ma sono contento di poter fare ancora quello che mi piace. Lavorare mi diverte e mi rilassa”

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Comunque avrà un po’ di tempo libero in più , oggi. A che cosa si interessa?

“Alla politica , molto : è appassionante quello che è successo in Gran Bretagna negli ultimi mesi. Ogni giorno impari qualcosa”

Che effetto le fa vedere ancora oggi tanta gente che fa il tifo per lei?

“Bè, non è male”

Le manca qualcosa , degli anni più intensi del passato?

“Mi mancano i concerti . Esibirmi su un palco mi piace ancora moltissimo”

Lei è un 67 enne molto in forma. Alcune rockstar della sua generazione, invece, si sono perse lungo una china molto più oscura. Come è riuscito a non cadere?

“Tutti abbiamo avuto i nostri eccessi , ma non ne ricordo di così tremendi da parte mia”

Che cosa l’ha aiutata a mantenere l’equilibrio?

“Non saprei. Forse aver ricevuto un’educazione solida da bambino , dei genitori che mi sono stati vicino. Crescere in una famiglia forte ti serve anche dopo , da adulto”

Quali consigli dà ai suoi sette figli?

“Non prendere il tuo mestiere troppo sul serio. Non prendere la vita troppo sul serio”

Qualche mese fa è uscito Stones in Exile , documentario sui sei mesi trascorso dai Rolling Stones in Costa Azzurra nel 1971 per evitare problemi fiscali in patria. Ci siete voi che registrate Exile on Main St., considerato uno dei migliori albume del rock ; ma c’è anche una gran quantità di droga.

“Alcuni l’hanno usata più di altri. Era la moda del tempo”

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Oggi va per la maggiore scaricare musica da internet. Lei lo avrebbe fatto?

“Credo di sì”

Anche in modo illegale?

“Penso di sì… potevo permettermi un album a settimana , quindi…”

Tornando alla droga : perché le prendevate? Vi sentivate più creativi?

“No, anzi. Quando sei giovane riesci a lavorare nonostante la droga, dopo diventa complicato. Però come si fa a dire , se non l’avessimo presa sarebbe stato meglio , o peggio? Nessuno lo sa. E’ andata così”

La sua posizione oggi?

“Credo che dovrebbe essere legalizzata , soprattutto per tentare di contenere la violenza che gira attorno allo spaccio”

Ha mai pensato di aver avuto troppo di tutto? Di svegliarsi una mattina e dire basta , oggi me la prendo comoda ?

“No. Anche perché non mi sono poi stancato così tanto..”

mercoledì 22 dicembre 2010

INTERVISTA A CALOGERO FERROTTI , L’UNICO PM DI ENNA CHE GESTISCE 7000 CAUSE “Come ogni pubblico dipendente mi sono assunto un obbligo da portare a termine”

Calogero Ferrotti , magistrato di 67 anni , a causa mancanza di colleghi , per alcuni mesi ha mandato avanti da solo la Procura di Enna.

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Settemila procedimenti all’anno . Per non parlare di udienze , sequestri, indagini da coordinare , interrogatori , e tutto il resto. Sono i numeri della Procura di Enna , una mole di lavoro che per mesi ha dovuto gestire da solo senza l’aiuto di nessuno. C’è chi la definisce un eroe, è d’accordo?

“Nessun atto di eroismo. Si è trattato soltanto di fare il proprio dovere. Come ogni pubblico dipendente mi sono assunto un obbligo da portare a termine. Tirarsi indietro non era possibile”

La mancanza di organico è un problema che riguarda molte procure siciliane. Ci aiuta a ricostruire la vicenda di Enna?

“Iniziamo col dire che la mia Procura per essere al completo avrebbe bisogno di un procuratore capo e di quattro sostituti. Io, però, per due anni ho avuto un solo sostituto a disposizione. Dal 18 agosto neanche quello perché il mio ex collega, il Pm Marcello Cozzolino, che già aveva avuto una proroga , è andato in ferie”

Poi cosa è successo?

“Evidentemente il fatto che molti giorni ne abbiano parlato ha smosso qualcosa. A metà settembre è stato assegnato dalla Procura generale della Corte d’Appello di Caltanissetta un magistrato che mi assiste a tempo pieno. Il prossimo aprile , poi, secondo quanto stabilito dal Consiglio Superiore della Magistratura , si aggiungeranno altri tre magistrati freschi di nomina ( che non possono svolgere tutte le funzioni e che hanno poteri limitati rispetto ai sostituti procuratori”

Mancano magistrati anche a Nicosia , Gela , Caltanissetta , Ragusa e Barcellona, alcuni degli avamposti più importanti nella lotta alla criminalità organizzata in Sicilia. Come è possibile?

“Sicuramente a monte c’è un problema di mancanza di magistrati in generale. Basti pensare che attualmente su diecimila posti disponibili , ce ne sono 1350 scoperti, pari al 13,5%. In alcune sedi del Sud la percentuale di scopertura tocca addirittura il 30 o il 40%”

Come mai?

“Le cause sono molteplici . La principale deriva dall’introduzione di una norma , nel luglio del 2007, che vieta ai magistrati di prima nomina di occupare i posti di procura al termine del periodo di tirocinio. Il senso di questa legge , che per fortuna non viene applicata alle sedi disagiate e per motivi di emergenza , nasce dalla convinzione che magistrati con poca esperienza non garantiscano sufficienti garanzia di affidabilità”

Un altro motivo per spiegare la carenza di magistrati?

“C’è una crisi di vocazioni soprattutto per le funzioni di pubblico ministero. D’altronde tra separazione delle carriere e riforme il ruolo del Pm come avvocato dell’accusa si è un po’ perso. Limitando i suoi poteri in materia di conduzione di indagini a vantaggio della polizia giudiziaria , il Pm si sta trasformando in una sorta di burocrate della giustizia che va davanti al giudice con il cappello in mano”

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Fatto sta che a Roma e in buona parte del Nord di pubblici ministeri ce ne sono a sufficienza. Perché questa disparità con il Sud?

“E’ molto semplice . Pensiamo al funzionamento dei concorsi in magistratura . Il Ministero evidenzia i posti liberi per la funzione giudicante o requirente nelle varie città d’Italia. Tra gli aspiranti si forma una graduatoria e quando arriva il momento della scelta le sedi del Sud sono quelle che nessuno vuole. Risultato? I 1350 posti scoperti in Italia sono quasi tutti concentrati nel Meridione”

Tornando alla sua esperienza , nel novembre scorso è stato protagonista di uno scontro istituzionale con il Ministro della Giustizia Alfano che ha risposto così alla sua richiesta di aiuto “Amministrare la giustizia è un compito difficile e quindi se il procuratore non se la sente è meglio che si goda una meritata pensione”. Cosa ha pensato in quel momento?

“Diciamo che non me l’aspettavo”

Ha reagito dando le dimissioni. Poi è tornato sui suoi passi. Per quale motivo?

“Decisive sono state le dimostrazioni di solidarietà che mi sono arrivate da colleghi, organi di stampa , società civile e anche dall’Associazione Nazionale Magistrati di cui peraltro non faccio parte. Ho ripreso le mie funzioni anche perché altrimenti avrei provocato una situazione di stallo al mio ufficio. L’ho fatto con spirito di servizio”

Anche a livello umano quale è l’aspetto più avvilente di questa vicenda?

“Preferisco concentrarmi su quello professionale. In casi come questo il rimpianto più grosso è di non riuscire a fare tutto quello che si vuole. Tra procedimenti , indagini da condurre , interrogatori, udienze e fermi da convalidare , riuscire a fare tutto è quasi impossibile”

lunedì 20 dicembre 2010

INTERVISTA ALLA BAND MARLENE KUNTZ “Il problema è che la musica nella televisione italiana fa schifo”

Il 23 novembre i Marlene Kuntz sono tornati con un nuovo disco , Ricoveri virtuali e sexy solitudini e il suo leader , Cristiano Godano, racconta il viaggio che ha allestito nell’album per il personaggio fittizio di Paolo , un quarantenne sgomento davanti a quel melodramma di artificiosità che è la realtà

Vent’anni di carriera e otto dischi , i Marlene Kuntz negli Anni Novanta sono riusciti a diventare una delle poche icone rock della Generazione X italiana. Nel nuovo album si cita De André , il fanciullino di Pascoli, Robert Louis Stevenson, , le canzoni dei Nine Inch Nails.

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Nel primo singolo del disco , Paolo anima salva , cita De André e il suo ultimo lavoro, Anime salve. Perché?

“Perché è la storia di un uomo cresciuto con la musica di De André , che si trova spaesato davanti agli show televisivi e al mondo di internet. Cerca persone simili a lui, ma non le trova. Eppure , nonostante tutto, rimane un’anima salva , nel senso etimologico del termine : uno spirito solitario che cerca di resistere”

A cosa?

“A un contesto sociale dominato dal web , al nuovo ordine che sta sovvertendo tutto: non è possibile che al mattino , prima di bere il caffè , controlliamo la mail. Ha ragione Douglas Coupland quando dice che non siamo più romantici individui solitari , ma solo nodi della Rete”

E Paolo?

“Paolo, come altri personaggi del disco, teme queste verità , la subodora , la intuisce , ma prova a combatterla”

Invece che migliorare la qualità della vita Internet ce la sta peggiorando?

“Registro quello che sta accadendo. Non siamo più capaci di stare in disparte , la lettura è diventata un esercizio faticoso , il multitasking sta orizzontalizzando tutto e per noi che veniamo da una generazione verticale , quella che vedeva nell’approfondimento un’attitudine formativa , è spiazzante. Temo che questa superficialità si trasformi in pattume. Soprattutto culturale”

E la musica?

“Continua a perdere fascino”

Perché?

“Troppa roba in giro. La gente scarica tonnellate di dischi , ma paradossalmente , non ascolta più nulla”

Nel pezzo Ricovero virtuale , attacca anche il popolo dei forum che si dà appuntamento per scaricare la propria frustrazione sul web

“L’obiettivo non sono loro , ma l’insensibilità che veicolano. La Rete doveva essere uno spazio democratico, invece è un luogo dove spesso si dà il peggio di sé. Non sono un retrogrado : uso e abuso di Internet come tutti , ma questo non mi impedisce di vederne i difetti”

Guarda mai X Factor?

“L’ho visto , ma la parte spettacolarizzata mi annoia molto. Non penso che la musica dovrebbe passare da lì, anche se mi rendo conto che in quel contenitore transita un messaggio a favore della musica. E’ già qualcosa . Però continua a non interessarmi una gara improntata sull’interpretazione di pezzi altrui. Nel rock conta la personalità”

Ci andrebbe con i Marlene Kuntz se la invitassero?

“Perché no? Non temo di contaminarmi: piaccia o meno , la televisione in questo paese rimane il mezzo più potente per farsi ascoltare”

E a Sanremo ci andrebbe?

“Finora siamo riusciti a non andarci, chissà magari un giorno. Il problema di Sanremo è anche se riesci a rimanere te stesso devi sottoporti a tre tipi di pressione: quella dei fan , che non ti vogliono lì, quella della diretta e quella della gente davanti al palco che ti guarda come un alieno. Il problema è che la musica nella televisione italiana fa schifo”

Perché?

“Perché suona male: ti fanno provare dieci minuti e poi ti mandano in onda. Al David Letterman Show gli artisti provano per ore fino a che il suono è perfetto. Ma qui ci sono i rilevatori di share che dicono che la gente cambia canale davanti alla musica. Ormai ci ho fatto l’abitudine : l’Italia non è un paese Rock”

In che senso?

“Non c’è cultura che c’è in Inghilterra . Si pensi ai Festival : a Budapest e a Barcellona migliaia di ragazzi si trovano per ascoltare gruppi di generi diversi, in Italia ho visto con i miei occhi fan di grandi divi lanciare bottiglie a artisti che si esibivano prima di loro”

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La politica la segue?

“Non mi identifico con nessuno: un tempo simpatizzavo con Pannella e le sue battaglie, oggi rimango sbigottito davanti ai teatrini cui siamo costretti ad assistere. Non faccio l’errore di non andare a votare , perché è un mio diritto , ma mi mi angoscia la mortificazione che è in atto ai danni della cultura”

Ha un figlio di 12 anni . Cosa ascolta ?

“Lady Gaga, Fabri Fibra . ma gli ho fatto digerire anche i Quartetti di Luciano Berio”

E i Marlene Kuntz?

“No, per ora ancora no”

venerdì 17 dicembre 2010

INTERVISTA A LIGABUE “Credo che la gente da me si aspetti una qualche forma di incoraggiamento , di speranza , io non indoro mai la pillola , non dico idiozie , però le canzoni possono dare una mano”

Luciano Ligabue ha deciso di fare un regalo ai fan : ha reinciso il suo ultimo album, Arrivederci mostro, tutto in chiave acustica , impacchettandolo poi in un cofanetto col live del tour e l’edizione originale del disco.

“Mi sembrava una cosa nuova. Uno dei motivi , il più serio, è che mi piaceva far ascoltare l’album, che per me è importante, sotto un’altra luce, con maggiore attenzione ai testi , all’espressione , poi io scrivo le canzoni sempre su una chitarra acustica , quindi mi piaceva far sentire come nascono. Poi ci sono motivi motivi più futili : io ho sempre prodotto i miei dischi , tranne l’ultimo, dove tra l’altro non suono neanche una nota , quindi mi sono preso una bella rivincita, l’ho prodotto e suonato tuto da solo”

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Ma c’è dell’altro vero?

“Ma sì, uno dei mali veri della musica è che ce n’è tanta , e tutta disponibile, facile , ne abbiamo fin troppa , la ascoltiamo distratti mentre facciamo altro , e questo mi disturba. C’è musica adatta al sottofondo , ma in generale la musica ha delle priorità alte, in vetta , non cacciate lì, quindi volevo permettere a chi ne ha voglia , di approfondire : gli stessi accordi , parole, melodie , con vestiti diversi e anche diversi dal live , possono produrre emozioni diverse. Quando ascoltavo dischi , col rito dell’ascolto , lo facevo per me , era un confronto tutto mio con quello che mi arriva , ed era un buon nutrimento , un modo per prendere energia , emozioni , era un lavoro che facevo per me stesso , e mi dispiace che venga perso , quindi ho fatto questo come piccolo contributo”

Springsteen ha detto che ai suoi figli non gliene importa nulla della sua musica , vogliono che faccia soprattutto il papà. Coma va con i suoi figli ?

“Il figlio più grande , è al limite di ripudiarmi , ha dei gusti tosti , tipo Metallica , io quindi per lui sono più vicino al liscio che al rock , ma in realtà mi rispetta , è orgoglioso , soprattutto quando mi passa una stazione rock. Mia figlia ha sei anni , è ancora presto , impara le canzoni a memoria . H ancora tempo per ripudiarmi”

E quando si è trovato tutto solo in studio , via dalla pazza folla dei concerti e delle grandi produzioni , come ha trovato la strada?

“E’ stato un lavoro di ricerca. Ci sono molto modi di riprendere una chitarra acustica , in questo senso i microfoni assomigliano alla cinepresa. Piuttosto che avere un mondo cupo e molto riverberi , ho scelto un suono brillante , e ho suonato il dobro , il bouzouki, le tastiere , insomma mi sono preso tutte le responsabilità , all’opposto dell’esperienza con l’album originale. Ho cercato di far in modo che la voce fosse più rilassata possibile , a volte ho abbassato le tonalità , o rallentato il ritmo. E succedono cose strane , per esempio Un colpo all’anima è un pezzo che parla dell’assenza di una persona , ma nell’originale è una cosa su cui però invito a ballare , come a non dargli peso . Nella versione acustica il sentimento malinconico arriva più forte , e in un certo senso è più fedele al senso originale , qui la voce non ha scuse , non c’è rock a confondere , o canti bene o non ci sono scuse”

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Che vita hanno preso in questi mesi le canzoni del disco?

“Alcune dicono le cose in modo abbastanza chiaro. Poi c’è un pezzo anomalo come Caro il mio Francesco , e quello , lo sapevo , era utile soltanto a me , era la voglia di fare la mia Avvelenata , alla Guccini , è molto deciso , però non so se la gente è molto concentrata su queste beghe tra colleghi , però se certi giochi non li fai , alla fine accumuli e ti sfoghi. Spero però che abbiamo capito meglio i miei silenzi , perché a volte non rispondo alle provocazioni , in fondo la canzone è quello che ho sempre detto di non fare. Io tendo alle canzoni utili , credo che la gente da me si aspetti una qualche forma di incoraggiamento , di speranza , io non indoro mai la pillola , non dico idiozie , però le canzoni possono dare una mano”

Ha ancora senso parlare del ruolo del cantante , di quanto ha diritto a lamentarsi?

C’è un dibattito , e c’è sempre stato : fino a che punto uno che ha successo ha diritto a lamentarsi di alcuni inconvenienti che il successo porta? Da una parte sembra che il cantante abbia diritto ad avere i propri problemi , dall’altra non gli si perdona che abbia i sentimenti girati , ma io nel tempo sono abbastanza convinto che se fai un mestiere che prevede un confronto con la gente , e hai successo, è anche di cattivo gusto lamentarsi , infatti alla fine della canzone dico che si sbaglia…. però per pulirmi ne avevo bisogno , e anche questo è un modo per cercare di essere il più possibile sinceri”

Pensiamo a lamenti più seri e collettivi . Non crede che dalla società stia arrivando qualche segnale incoraggiante?

“C’è stato un programma televisivo a cui ho partecipato , quello di Fazio e Saviano e devo dire , sono molto orgoglioso del fatto che quel programma sia stato in parte ispirato dal film “Niente paura” , il documentario sulla Storia d’Italia costruito intorno alle mie canzoni. Fazio ha visto quel film e ci ha trovato lo spirito giusto per fare il programma . Ha detto : anche noi vogliamo raccontare che amiamo il nostro paese, e raccontarlo non solo con i fatti ma anche con i sentimenti. E questo è stato ed è un problema della sinistra: non state attenti ai sentimenti , come se il cuore e la pancia fossero poco importanti , da trascurare. Il programma ha avuto successo perché non ha avuto vergogna di questi sentimenti . Questo mi pare un segnale importante”

mercoledì 15 dicembre 2010

INTERVISTA A SALMON RUSHDIE “Ci sono libri scritti inizialmente con in mente con un pubblico specifico , che conquistano invece lettori molto diversi”

Salmon Rushdie esce in libreria con un nuovo romanzo “Luka e il fuoco della vita”. Un libro per l’infanzia.

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Perché ha deciso di scrivere per l’infanzia?

“Perché anche il mio secondo figlio , Milan, voleva il proprio libro dopo che avevo scritto Haroun e il mare delle storie per suo fratello Zafar. Ora Milan ha 13 anni ed è già un appassionato di letteratura , ultimamente ha letto Cent’anni di solitudine . In questo momento provo molta gratitudine per i miei figli : senza di loro non avrei scritto questi libri , che sono stati una delle più piacevoli esperienze letterarie della mia vita”

Quando scrisse Haroun e il mare delle storie lei dichiarò di essersi ispirato a Calvino. E’ ancora così con Luka e il fuoco della vita?

“Certamente , devo molto all’opera di Calvino, sia per quanto ha fatto come narratore , che per la sua raccolta di fiabe. Ma nel libro ci sono anche altri modelli : ho pensato a Gogol , e per quanto riguarda la tecnica , a Kafka”

Si può dire che il sonno che colpisce il personaggio del padre Rashid rappresenti una metafora della Fatwa?

“Quello che ha significato per me la Fatwa è presente in maniera più significativa in Haroun e il mare delle storie. In questo caso ho pensato a temi imprescindibili come la vita e la morte. Al fatto che il padre ha cinquant’anni più del figlio , come succede a me. E che ad una certa età la consapevolezza di essere mortale è sempre presente”

Isaac Bashevis Singer disse che scriveva per l’infanzia perché i bambini non pensano che il loro scrittore preferito possa salvare il mondo. Solo gli adulti hanno pensieri così infantili.

“E’ una magnifica battuta , che contiene una gran verità . In questo ultimo libro ho cercato di affrontare temi importanti , ma quello che dice Singer è qualcosa da tenere a mente sempre , cercando di ricordare che la nostra funzione è quella di fare una buona letteratura , e che fosse, solo in quel modo , possiamo fare qualcosa di buono per gli altri”

Esiste una graduatoria di importanza nella letteratura? La letteratura per l’infanzia può essere collocata allo stesso livello di quella considerata alta?

“Io credo che non esista una graduatoria , e che sia superficiale parlare di semplice abbassamento a proposito di alcuni generi. Aggiungo che esiste sempre più di un’area grigia , alla quale appartengono libri che non si possono considerare solo per bambini né adulti. E ci sono libri scritti inizialmente con in mente con un pubblico specifico , che conquistano invece lettori molto diversi. Penso ad esempio , al best-seller ai Mark Haddon Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”

Lei non ha mai disdegnato partecipazioni a film : ritiene che il linguaggio dell’immagine stia corrompendo quello della parola scritta?

“Sono convinto del contrario . Io credo che la parola venga arricchita dal linguaggio delle immagini , e ne ho tenuto conto sin dai miei esordi , in particolare con I bambini della mezzanotte. C’è poi da considerare come stia cambiando il linguaggio delle immagini : le inquadrature sono sempre più brevi e il montaggio sempre più rapido. Le nuove tecnologie stanno cambiando tutto , anche nella visione. Ora siamo abituati a leggere una scena sempre più velocemente , e credo che questa accelerazione della percezione sia un bene per la letteratura, anche perché non credo affatto che sia un’attività in crisi. La contaminazione è utile , pensate all’uso dei flashback : un tempo generavano confusione ed oggi sono accettati comunemente ed utilizzati anche artisticamente. Sono tutte forme nuove , che servono alla creatività”

Lei ha dichiarato ripetutamente di essere ateo , ma nel suo libro appaiono divinità , per quanto goffe , decadenti e maligne.

“Nessuno può negare che l’origine della letteratura sia sacra. E che sia impossibile svincolarsi completamente da quei legami. Io rifletto sempre sul fatto che i miti antichi erano vere e proprie religioni , e quando terminarono di essere tali, divennero accessibili per noi come letteratura , non molto diversamente da Anna Karenina o Delitto Castigo. La mitologia immortala e comprime sempre alcune verità. Come il mito di Orfeo , una storia che si può raccontare in cento parole, ma che racchiude verità profondissime. E uno dei motivi per cui preferisco il politeismo al monoteismo : letterariamente è più interessante , e gli dei non sono degli esempi morali. Sono orgogliosi, dispettosi , vendicativi e spesso commettono atti orribili : si trasformano in animali per possedere delle donne , e a volte la violentano. Rappresentano un modo di ingrandire e raccontare l’umanità. Nel mio caso mi chiedo come ci dobbiamo comportare con questi dei nel momento in cui non sono più divinità , e provo per loro un sentimento di compassione”

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La colonia di ratti di cui parla nel libro fa venire in mente il Tea party

“Non credo che sia identificabile unicamente con loro : il mondo è pieno di radicali di ogni genere che usa la difesa dell’identità come arma. Di persone caratterizzate a loro volta da un’identità negativa: si definiscono da quello che odiano”

Come ha vissuto la recente svolta a destra dell’elettorato americano?

“C’è una parte dell’America che per i non americani è molto vicina all’incomprensibilità. Ed è una parte vasta e forte , che in questo momento è, purtroppo , in ascesa. Si tratta di un mondo che quasi si vanta della propria ignoranza , che non ha alcun interesse a conoscere il resto del pianeta. IO credo che l’intervento dello stato in alcuni settori fondamentali come la scuola e la salute possa essere utilissimo , senza per questo arrivare ad essere comunisti. La cosa paradossale di questa svolta preoccupante è che coloro che reagiscono in maniera più virulenta ai tentativi di riforme politiche sono gli stessi che ne beneficerebbero maggiormente”

lunedì 13 dicembre 2010

INTERVISTA A MARIA LUISA BUSI “IL PROBLEMA DEL TG1 è SILVIO BERLUSCONI”

E’ stata 16 anni filati a condurre il Tg1 , edizione delle 20 : poi una sera Maria Luisa Busi è sparita. Dopo pochi mesi è tornata su Rai 3 , per poco. “il mio programma , Articolo 3, che prendeva lo spazio di Mi manda Rai 3 , è stato chiuso dopo appena 4 puntate”.

Ha una pagina di Libero con scritto nel titolo “Non basta la ricetta dell’antiberlusconismo . Che flop la Busi. Marrazzo tirava di più”.

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L’hai conservato

“Lo uso come tappetino per il mio mouse”

Il programma te l’hanno chiusa perché andava male

“Guarda , io sono orgogliosa del prodotto che abbiamo fatto. L’ultima puntata eravamo al 5%. La verità è che certi programmi hanno bisogno di tempo per crescere”

Vuoi dire che…

“Be’, in Rai non è che avessero fatto salti di gioia vedendomi tornare in prima serata con un programma che aveva un ospite fisso come Gherardo Colombo e per titolo l’articolo 3 della Costituzione”

Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge

“Ecco, appunto. Aggiungici poi due cose: la contro-programmazione organizzata da Mediaset , con staffette tra Retequattro e Canale 5 per seguire il caso di Sarah Scazzi , e l’idea che avevamo, coraggiosa ma non semplice da far passare , di raccontare l’Italia che non ha voce”

E quale sarebbe quest’Italia?

“Avevamo servizi pronti sui disoccupati, sulle discariche abusive..”

E’ l’Italia che, secondo quanto scrivi nel libro, non racconta il Tg1

“Esattamente”

Qualcuno diche che tu ti sia dimessa prima che fosse il direttore Augusto Minzolini a sollevarti dalla conduzione

“E’ una falsità”

Eppure è una voce che gira

“E allora gira male. Perché fui io , in un primo momento , a offrire il mio posto a Minzolini: lui però rispose che non se ne parlava , perché l’ufficio marketing sarebbe stato contrario”

Lui, di tutta la vicenda, dà una spiegazione tutta diversa

“Stenderei un velo pietoso , eh?”

Tu ce l’hai con Minzolini

“No”

Dai..

“Ti dico di no. Posso pensare di aver avuto altri direttori di centrodestra , come ad esempio Clemente Mimun , con i quali il Paese è stato sempre e comunque raccontato , ma il problema , dammi retta, non è MInzolini”

E allora ,scusa , il problema chi è ?

“Silvio Berlusconi”

Ripetilo

“Sì, probabilmente è lui, il problema della Rai. Voglio dire che azienda e Tg sono ormai mortalmente tenuti sotto controllo della politica e ..”

Viene voglia di dire che la Rai è sempre stata lottizzata

“Ma mai come in questo momento. E sai perché?”

No, perché?

“Perché il populismo mediatico , ciò che insomma viene comunemente chiamato berlusconismo , richiede un nuovo tipo di narrazione. Prendi il caso del terremoto in Abruzzo..”

Prosegui

“La fase dell’emergenza , il Tg1 la racconta come si deve. Ma chi è il direttore? Gianni Riotta. Poi, giusto in concomitanza con l’inizio della complessa fase della ricostruzione , ecco che arriva Minzolini e allora noi cominciamo a raccontare che tutto va bene, che Berlusconi ha fatto un miracolo e..”

Tu sei anche stata contestata a L’Aquila

“Ero lì per un reportage , rappresentavo il Tg1. M accolsero al grido “Minzolini! Scodinzolini!”. Fu terribile . Quel giorno compresi quanto profondo fosse lo scollamento tra noi e il nostro pubblico . Al quale , purtroppo , diamo in pasto solo massicce dosi di cronaca bianca”

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Nel libro fai un elenco di servizi eloquenti

“Vuoi i titoli? Allora: A Milano primo corso di galateo per cani metropolitani. Poi: Ai primi caldi , prese d’assalto le gelaterie di Milano. Ancora: In Italia esistono ancora scuole per maggiordomi. Devo continuare?”

Minzolini dice che questi servizi sono lo zuccherino con cui tenere attaccati i telespettatori al Tg1

“Solo che i telespettatori non sono cavalli..”

Ora che farai?

“Spero mi facciano continuare a lavorare”

venerdì 10 dicembre 2010

INTERVISTA A PATRICK ROBINSON, DIRETTORE CREATIVO DEL MARCHIO GAP “Stare bene in questo mondo interconnesso e globalizzato significa non avere paura di culture e persone diverse”

Patrick Robinson è il direttore creativo del famoso marchio Gap, abbigliamento casual, che ha aperto da poco un negozio a Milano e ne aprirà uno a Roma in primavera. 41 anni , da tre e mezzo alla testa di Gap, Patrick ha una squadra di ragazzi che lavorano per lui a caccia di idee.

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Qui e ora , in tutto il mondo, tutti con gli stessi jeans e le stesse magliette che si vendono nei vostri oltre 1330 negozi. Non è spersonalizzante?

“Al contrario. La globalizzazione è un bene. Ci vestiamo allo stesso modo da Los Angeles a Milano perché siamo connessi gli uni agli altri e condividiamo uno stile di vita. Ma nessuno ci obbliga a connetterci. Lo facciamo perché ci va. Altrimenti basterebbe spegnere il Blackberry”

Lei ci riesce?

“Io no. E lei?”

Nemmeno

“Stare bene in questo mondo interconnesso e globalizzato significa non avere paura di culture e persone diverse. E’ grazie alla nuova generazione che l’America oggi ha un presidente neo , un evento che mai avrei creduto di accadere nella mia vita. Essere globali significa condividere i problemi e trovare insieme delle soluzioni”

Però, nel mondo, c’è chi sta meglio e chi ha molto bisogno di aiuto

“Essere connessi serve anche ad aiutare gli altri. Io sono convinto che i giovani stiano costruendo un mondo migliore di quello in cui stiamo cresciuti io e lei”

E che cosa c’entra la moda?

“La moda non è più un’entità separata che decide come ci dobbiamo vestire. Gap deve interagire con il suo pubblico , è giudicato di continuo dai consumatori anche rispetto all’etica della produzione”

Quando è arrivato da Gap quali intenzioni aveva, rispetto a un prodotto già così affermato?

“Per tradizione, Gap vestiva la gente solo tre giorni alla settimana, nel weekend. Ma, intanto , il pubblico aveva cambiato abitudini , per esempio indossava i jeans anche in ufficio e al ristorante. Ci voleva una gamma più ampia di jeans . Agli stessi prezzi bassi. Abbiamo investito in ricerca: il denim è tutta tecnologia”

Lei ha lavorato in Italia , vent’anni fa , proprio a Milano, da Giorgio Armani. Che cosa ricorda?

“Che ingrassai come una botte perché scoprii il piacere del cibo”

Gastronomia a parte?

“Armani mi ha insegnato moltissimo. E’ stato un pioniere che ha cambiato l’idea stessa del vestirsi, per uomini e donne”

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Mi scusi , torno alla globalizzazione . Davvero non crede che ci siano differenze tra europei e americani?

“Certo che ci sono. Ma sempre più sottili. A Parigi o a Londra si apprezzano di più i tessuti, si conoscono i diversi tipi di lana, mentre a New York è inutile cercare di vendere pantaloni in lana perché gli americani vogliono solo il cotone, estate e inverno. A Tokyo, invece, bisogna offrire una gran varietà di accessori, in particolare borse”

Arriverà un giorno in cui da Gap si troveranno gli abiti da sera e gli smoking?

“No, non è il nostro business. Per un abbigliamento più formale c’è il nostro marchio gemello , Banana Republic e , se vogliamo divertirci con l’alta moda , ci sono le collaborazioni speciali. Per esempio , in occasione dell’arrivo in Italia , sarà lanciata una piccola collezioni di pezzi Gap rivisitati da Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, della maison Valentino”

Nelle vostre campagne a volte ci sono modelle , star del cinema , ma anche gente comune. Come li scegliete?

“In questo momento mi interessano i personaggi dello star system ma nuovi tipi di celebrity. L’idea stessa della celeBrità sta cambiando. Oggi si può essere famosi perché si ha un blog o perché si fonda un’azienda che si occupa di nuove forme di energia o perché si fanno iniziative umanitarie. Si può fare un video , metterlo su Youtube e farsi vedere da più persone di quelle che vedono un film di Hollywood”

martedì 7 dicembre 2010

INTERVISTA A KRISTIN SCOTT THOMAS “Col mio lavoro di attrice do via sempre una gran parte di me”

In Nowere Boy sarà la zia Mimi di John Lennon è Kristin Scott Thomas.

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Partiamo da Nowere Boy : questa zia Mimi non è proprio simpaticissima , modi severi, l’espressione sempre tesa, lo chignon. Era veramente così la zia di John Lennon?

“Mimi è stata spesso demonizzata nelle biografie di Lennon, ma lui , in realtà, l’adorava. Era una donna che aveva sofferto, che aveva subito forti delusioni . John era la ragione della sua vita”

Che cosa ricorda di John Lennon?

“Prima di iniziare a lavorare al film ho visto il documentario The Us vs John Lennon. Sono stata letteralmente conquistata da quel giovane gentile e appassionato , così intelligente, brillante e sincero, ma quando lui era famoso io ero ancora troppo piccola”

Perché prova simpatia per zia Mimi?

“Perché lei lo ama al di là di tutto ma non può mai esprimere questo suo attaccamento ; si deve trattenere , perché John è in realtà il figlio di sua sorella”

Un amore senza limiti. Le capita mai di avere la sensazione di dare molto e ricevere ben poco in cambio?

“Bè, col mio lavoro di attrice do via sempre una gran parte di me”

Ma nella sua vita personale?

“Le due cose sono simbiotiche. La mia professione è legata strettamente alla mia vita personale perché tutto ciò che porto sulla scena si ripercuote nella mia quotidianità: quando finisco un film sono priva di energie. E, infatti, in questo momento sono decisamente pronta per una lunga vacanza”

In effetti negli ultimi anni ha fatto un film dopo l’altro, ha tirato su tre figli , è ritornata single. E adesso?

“E adesso mi fermo e faccio finta di non essere un’attrice conosciuta. Non sarà poi una parte difficile . Voglio essere solo me stessa. Devo ricaricarmi, evere una vita autentica”

Cosa intende fare durante questa vacanza?

“Vivere. Vivere una vita normale , con amici, famiglia , viaggiare, cucinare e dedicarmi al giardinaggio”

E da dove comincerebbe?

“Potrei cominciare col dipingere le pareti del mio bagno, ad esempio, che ne ha un gran bisogno”

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Ha appena compiuto 50 anni. Come l’ha presa?

“Quando sei bambino pensi che a ogni compleanno tutto cambierà. Ma cosa cambia in realtà? Forse, però, c’è una cosa nuova: sono più tollerante nei confronti della gente. E poi sembra che sia tutto un po’ più facile”

Presto la vedremo in una nuova versione del Bel Ami di Maupassant : protagonista l’idolo delle teenager Robert Pattinson. Che cosa ci dice di lui?

“Per darle un’idea, le rivelo subito che nel film sono una delle donne che lui distrugge..”

Eravate inseguiti da orde di giovani ammiratrici sul set in Ungheria?

“Non è stato poi così male. A Budapest c’è stata un po’ di confusione , ma in fondo erano tutte ragazze carine. Spero che questo film dia a Robert finalmente l’opportunità di scrollarsi di dosso il vampiro di Twilight : Bel Ami è un ruolo adulto , con situazioni adulte e , certo, per un pubblico diverso”

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Anche Contre Toi è la storia di un incontro che cambia radicalmente la vita. Le è mai capitato qualcosa di simile?

“Mi è successo con il teatro. Avevo 40 anni e un bambino piccolo, quando ho affrontato il palcoscenico per la prima volta , ad Avignone. Quell’esperienza è stata un giro di boa. Affrontare il palcoscenico , essere lì, sola col pubblico, mi ha dato una forza infinita, ha motivato la mia esistenza. Adesso finalmente sono felice di essere un’attrice”

lunedì 6 dicembre 2010

INTERVISTA A SALVATORE SETTIS , PROFESSORE DI PISA “Ci sembra che gli immigrati ci rubino i pochi centesimi che abbiamo guadagnato. Invece vale il contrario

Il Professore della Scuola Normale di Pisa, Salvatore Settis, spiega perché l’Italia ha bisogno di meritocrazia anche dagli stranieri.

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Lei è ha parlato di merito e immigrazione. Ma in Italia l’idea di attirare immigrati fa rizzare i capelli a molti..

“C’è ancora il pregiudizio che gli immigrati ci rubino il lavoro. E’ una paura legata alla memoria della nostra povertà recente , ci sembra che gli immigrati ci rubino i pochi centesimi che abbiamo guadagnato. Invece vale il contrario”

Il contrario? Perché?

“Perché oggi , in quella che si chiama economia della conoscenza “, il capitale umano vale molto di più del capitale monetario. Dobbiamo metterci in testa che solo scegliamo i migliori riusciremo a competere con gli altri Paesi , anche dal punto di vista economico”

Oggi non succede..

“Nel nostro Paese c’è una drammatica disoccupazione intellettuale. Il paradosso è che l’Italia riesce ancora a formare dei talenti , ma non ad assorbirli. Un numero molto alto degli studenti italiani più bravi è costretto a emigrare , per esempio oltre la metà di coloro che hanno un dottorato”

E questo in altri Paesi europei non accade?

“Il punto è proprio il rapporto tra entrate e uscite di capitale umano , per così dire. In Gran Bretagna , per un inglese, qualificato che se ne va a lavorare all’estero, arrivano dieci stranieri. Un numero alto degli studenti italiani più bravi è costretto ad emigrare, per esempio oltre la metà di coloro che hanno un dottorato”

Quali?

“Per esempio quelli dell’Europa dell’Est , dove il livello di retribuzione delle professioni intellettuali è ancora più basso che da noi. La nostra incapacità di valorizzare il merito è un dramma in cui chi ci governa non sembra curarsi – e non parlo del governo attuale , ma quello degli ultimi vent’anni. Sono tutti ugualmente responsabile”

Di merito però parlano tutti , tanto che a volte sembra una parola vuota

“Non lo è. E’ ciò che ci permette di riconoscere il talento dov’è. Il talento non viene distribuito in base al censo, o alla dichiarazione dei redditi: è diseguale. E quindi il talento più alto può trovarsi anche in persone che vengono da famiglia povere”

Mentre se non c’è meritocrazia , ad avere accesso ai lavori più qualificati rimangono solo quelli che provengono dai ceti alti..

“Esatto. Per questo l’articolo 34 della Costituzione dice che la Repubblica deve incoraggiare i meritevoli e i capaci”

Lei ha insegnato a lungo negli Stati Uniti , un Paese che ha una grandissima mobilità sociale e la fama di essere molto meritocratico. Come funziona lì?

“Già a livello di istruzione , tanto per cominciare , le università si contendono gli studenti migliori e competono per dare loro la formazione più avanzata”

Eppure le università americane sono molto care. Non possono permettersele solo coloro che hanno soldi?

“Le università migliori , che sono circa 150 su 4000 ( tutte le altre sono più scadenti delle peggiori università italiane) sono molto care: la tuiton costa 20-30 mila dollari all’anno. Però c’è un correttivo forte: siccome queste università sono in competizione tra loro offrono gli studi gratuiti o quasi del tutto gratuiti alle persone più breve , per attirarle”

Secondo lei , in Italia, cosa si può fare per incentivare la meritocrazia?

“Bisogna cominciare dal basso , dalle scuole elementari , ed educare alla competitività. Chiedere il più possibile dagli studenti , evitare che si abbassi a livello dei programmi. Purtroppo, invece , un certo sessantottismo di maniera ha fatto confondere il dominio del merito con il dominio delle classi dominanti”

Vale anche per le università?

“Certo. Sono favorevole a un’istruzione universitaria generalizzata , ma con una selezione all’accesso, in modo tale da rendere più facile la vita a chi lavora di più e più difficile a chi non vuole lavorare. E poi bisogna limitare il numero di fuoricorso , nessun Paese europeo ne ha tanti come l’Italia”

Come si fa?

“Andrebbero aumentate le tasse universitarie , in modo molto netto , ad ogni anno fuori corso. Così chi sta in Università per 20 anni paga carissima la sua pigrizia”

La Riforma Gelmini dell’università , ora in discussione in Parlamento, secondo lei , migliorerà le cose?

“Dovremo vederla alla prova dei fatti. A me sembra che abbia sia spetti positivi che negativi. Il sistema di reclutamento dei professori che prevede è senz’altro migliore quello di oggi”

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E gli aspetti negativi?

“Il principale è che la vogliono fare senza spender un quattrino. Nella legge ogni” dieci righe c’è scritto “senza ulteriori aggravi per la finanza pubblica”. Ma a costo zero si fa molto meno di zero.

Anche se si migliora la formazione , rimane il problema di accesso al lavoro. Oggi anche molti normalisti non trovano lavori adeguati

“Per questo serve una vera vittoria del merito nel reclutamento, sia pubblico che privato. Cioè una scelta etica verso il miglioramento del Paese. Ma bisogna vedere se gli italiani sono davvero capaci di farla, o se invece vogliono continuare con questo Paese , paralizzato allo sfascio”

venerdì 3 dicembre 2010

INTERVISTA A VIRGINIA RAFFAELE “Sono single, ma se mi capitasse un amore mi ci dedicherei… Un amore bello , però, dove si sta bene , si ride”

Virginia Raffaele , attrice , è una lavora che lavora tanto. Ha fatto Il maresciallo Rocca , Romanzo Criminale, Mai dire Grande Fratello, ha fatto anche molta radio. L’anno scorso era la voce meccanica a Victor Victoria. Quest’anno è ospite fissa a Quelli che il calcio.

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Come è diventata attrice?

“Ho sempre voluto recitare. Forse perché crescendo con mia nonna Ornella , in arte Nelly , cavallerizza acrobata , per me era normale esibirsi. Il mio sogno resta fare i salti mortali sul cavallo al galoppo”

Cavallerizza acrobata?

“I miei nonni facevano il circo, poi hanno fondato il luna park all’Eur , costruendo le prime montagne russe. Infine l’attività è passata ai miei , che gestivano la rotonda dei pesci rossi e il banco del tiro con i fucili. Quando avevo sette mesi mia madre mi cullava sotto gli spari. Avevo davanti un velo, tipo zanzariera, per non essere colpita dai tappi che rimbalzavano”

Quindi è cresciuta al Luna Park

“A cinque anni imbustavo i pesci rossi e caricavo i fucili. Fino ai venti sono stata al banco , con i miei. Poi, dopo il liceo artistico, ho fatto una scuola di recitazione e ho iniziato ad andare in tournée oppure a fare la stuntwoman: invece di fare la cameriera , per pagare l’affitto, mi prestavo per le scene di scazzottate e incidenti”

Una gioventù movimentata

“In realtà, avrei scioccato di più i miei se gli avessi detto che volevo studiare Legge e fossi finita a fare l’avvocato”

A scuola sarà stata quella con i genitori più strani

“La cosa buffa era quando i miei compagni dicevano: dai, domani non si va a scuola e andiamo al luna park . Io non potevo, mi avrebbero beccata subito”

Ci va ancora, oggi , al Luna Park?

“Purtroppo due anni fa l’hanno chiuso , è stato messo all’asta. I miei hanno perso il lavoro, ed è triste. Pr me era casa : ci ho giocato da piccola , ci facevo merenda, i compiti di scuola , lì ho dato il primo bacio. Infatti sto meditando di scriverci un monologo per l’anno prossimo”

Lei lavora sempre, non si ferma mai?

“Mi tengo attiva su più fronti, ho studiato danza, canto, recitazione. Amo il mio lavoro”

Un po’ difficile avere una vita privata?

“Volendo il tempo si trova. Non sono una carrierista. Sono single, ma se mi capitasse un amore mi ci dedicherei… Un amore bello , però, dove si sta bene , si ride”

Che storie ha avuto?

“Due, importanti. Una era una convivenza. Ne sono uscita nel 2006. E’ stato difficile perché ci sono stata per anni e durante un periodo di crescita, quando diventa normale appoggiarsi, anche mentalmente, a un’altra persona. Ma se ti svegli la mattina e stai già a pezzi , bisogna trovare la forza ed andarsene”

Lei come l’ha trovata?

“La cosa si è svolta così. Io dico : vado via di casa. E lui: se vuoi andare , vai. E io : allora resto. E lui: se vuoi restare , resta. Così ho capito che non c’era niente da fare. Gli uomini non prendono mai decisioni”

Ci pensa ancora?

“No, sono contentissima di averlo fatto , anzi avrei dovuto farlo prima , avrei guadagnato vita. Le storie d’amore sono belle perché soffri , sei felice , ti emozioni , stai male , ma ne vale la pena: si è vissuto. Solo una cosa non sopporto : la perdita di tempo . Gli anni non te li ridà nessuno. Perché continuare a ripetersi che ci si ama , anche quando è finita , per abitudine , comodità, incapacità di cambiare? Continuare ad aggrapparsi a un futuro che deve essere migliore e che non arriva mai?”

Ha dei momenti di depressione?

“Spesso mi isolo, per recuperare le energie. Ci sono momenti di tristezza profonda. Non è la storia del comico che visto di spalle è un attore drammatico , ma è vero che per far ridere devi conoscere il dolore”

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Lei che sofferenze ha avuto?

“Beh, crescere al luna park non è stato tutto rose e fiori. E’ una vita di sacrifici , fatica , freddo che ti congela le mani alle due di notte , d’inverno. Tutte le feste le passi lì, non c’è vacanza : Natale, Pasqua, Capodanno. La dedizione al lavoro mi ha formato, la bambola mia madre me la comprava sabato e domenica lavoravamo un po’. Ed era giusto. Ora che i bambini hanno la playstation , i cellulari e la macchina elettrica a 16 anni , si perdono tutta una parte di comprensione della vita. Io, dall’altra parte del banco , dovevo affrontare il mondo : l’onesto e il truffatore, il grande attore e il tossico, la prostituta e il bambino viziato. Abituati a questa umanità ti forma , sviluppi l’introspezione , la riflessione sulle persone. Una vera palestra : io sono stata lì 20 anni , mia madre 50 e mia nonna tuta la vita”

Nonna Ornella è ancora viva?

“No, è morta due anni fa , quando il luna park è stato chiuso. Ma lei a 94 anni aveva ben altro a cui pensare. Sapeva a mala pena come mi chiamavo, sa? Però ricordava benissimo il nome dei due cavalli: Ciccio e Zuccherino”

mercoledì 1 dicembre 2010

LICIA RONZULLI EUROPARLAMENTARE PDL “In Italia abbiamo una domanda di posti per asili pubblici spropositata rispetto all’offerta e quelli privati hanno costi insostenibili. Se lavoriamo con soluzioni fattibili , potremmo anche migliorare quelle percentuali”

Licia Ronzulli è un europarlamentare del Pdl . In aula a Bruxelles ha portato la figlia Vittoria per dar voce alle donne che non riescono a conciliare maternità e lavoro.

Onorevole , auguri per la sua maternità. Come è la vita da mamma-europarlamentare?

“Più intensa di prima ma amorevolmente piacevole. Avere Vittoria con me mi dà sicurezza e serenità per il mio lavoro”

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La foto con sua figlia stretta al petto nel marsupio durante i lavori a Strasburgo non sono passate inosservate. Qual è stata la reazione dei colleghi?

“Sono stati tutti affettuosi e gentili, è stata un’accoglienza calorosamente bipartisan”

Una domanda che a un uomo non si fa: come riesce a conciliare il doppio ruolo?

“Porto con me Vittoria ovunque sia possibile. Sono una mamma pratica , e non so se è per l’esperienza con i miei bambini del Bangladesh, ma è un ruolo che mi riesca naturale . Una mano me la dà anche mia madre, da poco in pensione”

Lei ha partorito il 10 agosto e un mese dopo era già al lavoro. Così , la ministra Rachida Dati è tornata in servizio cinque giorni dopo il parto. La ministra Mariastella Gelmini ci ha messo dieci giorni e poi ha pure aggiunto che giudica un privilegio che le donne restino a casa dopo aver partorito. Non crede sia rischioso veicolare esempi del genere?

“Sarebbe stupido adottare noi come modello pretendendo che una lavoratrice qualsiasi vi si adegui. Non riesco ad immaginare una donna che deve andare in ufficio o in fabbrica con una bimba nel marsupio o nella stanza accanto. Chi ha una carriera apicale, però, può permettersi soluzioni diverse”

Non crede però che alla pubblicazione delle sue foto su tutti i giornali sia mancato un dibattito serio sulle difficoltà che vivono le madri ogni giorno?

“Il dibattito su questo tema è sempre l’attualità. Il governo italiano lavora per trovare soluzioni che assecondino le esigenze delle madri senza svantaggiare le imprese”

Crede che il governo abbia investito a sufficienza nella famiglia?

“Purtroppo il nostro paese è, su scala europea , quello che spende in meno in welfare famigliare. Tuttavia l’anno scorso il ministero delle Pari opportunità ha investito più della metà dei propri fondi per sostenere le mamme lavoratrici con asili condominiali o asili nido nella pubblica amministrazione. Le cose non sono cambiate molto ma è un segnale importante . Il governo ha fatto il possibile con le risorse di cui dispone”

Ma in Italia poco più di un bambino su dieci usufruisce degli asili nido comunali. Molto lontano dall’obiettivo europeo che indicava il raggiungimento del 33% entro il 2010..

“In Italia abbiamo una domanda di posti per asili pubblici spropositata rispetto all’offerta e quelli privati hanno costi insostenibili. Se lavoriamo con soluzioni fattibili , potremmo anche migliorare quelle percentuali. Si possono sfruttare gli asili privati esistenti e facilitarne l’accreditamento. UN altro aiuto potrebbe essere la semplificazione normativa per aprire nuovi asili”

E come si conciliano i tagli al tempo pieno a scuola con le esigenze delle madri?

“Si parla impropriamente di tagli, io parlerei di riorganizzazione della scuola. Dai dati ministeriali risulta addirittura che siamo state aumentate le ore e le classi per il tempo pieno e gli incrementi maggiori hanno riguardato Lombardia e Veneto dove, potenzialmente , ci sono donne che lavorano”

Eppure la carriera lavorativa per una donna è spesso brevissima. Si conquista un posto dopo i 30 anni , si fa un figlio intorno ai 35 e, dopo un anno di maternità, si è nuovo fuori.

“Il bivio famiglia- carriera è inaccettabile , sono poche le tutele per chi affronta la maternità. Ho presentato al parlamento europeo alcuni emendamenti per garantire alla madre che lavora una retribuzione del 100% per i sei mesi dopo il posto. Si potrebbe incentivare la creazione di nidi aziendali , migliorare i servizi logistici per il trasporto dei bambini , adeguare gli orari di nidi/asili/ scuole al lavoro del genitore , agevolare il lavoro domiciliare”

Il governo ha sostenuto la trasformazione di Alitalia in Cai, azienda in cui le hostess con figli sotto i tre anni di età sono costrette a lavorare anche di notte , contrariamente a quanto prevede la legge. Che ne pensa?

“Ricondurre le scelte di un’azienda privata a una questione politica è scorretto. Da madre esprimo solidarietà ai figli delle hostess e condanno la scelta della compagnia”

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In Europa c’è chi sta meglio di noi, lei avrà fatto confronti con gli altri Paesi..

“Il modello dei Paesi scandinavi è quello più sensibile alle necessità delle donne e della madri. Ma non è solo un problema di leggi. Le norme sono frutto di un cammino culturale e in Italia c’è da fare molta strada”

Crede che culturalmente un uomo italiano sia pronto a stare a casa con i figli?

“Nel Nord Europa gli uomini sono più collaborativi , mentre in Italia, per tradizione e cultura , i figli sono una prerogativa materna. Mei primi mesi di vita è giusto che i figli stiano a contatto con la madre ma siccome si concepiscono in due , in due bisogna farli crescere”

Che marito è il suo?

“E’ un uomo impegnato sul lavoro ma non rinuncia alla famiglia. Entrambi ci rimbocchiamo le maniche. Lui si occupa della spesa e della cena e rientra prima la sera per fare il bagnetto a Vittoria e coccolarla”