lunedì 26 luglio 2010

INTERVISTA A GIANCARLO MARINI CONOSCITORE DELL'ACQUISTO SOLIDALE

Giancarlo Marini è coautore di “L’altra spesa. Consumare come il mercato non vorrebbe”

Cosa è un gruppo di Acquisto Solidale?

“ Un gruppo di persone , amici, vicini di casa, che si mette insieme per acquistare in modo critico e consapevole , cercando di capire cosa sta dietro la mela che mangia o la maglietta che indossa”

Cosa si acquista?

“Soprattutto generi alimentari , frutta e verdura preferibilmente biologici e a Km zero. Ma non solo. Oggi il paniere dei GAS è completo: dai latticini ai caffè, dalla carne alle marmellate , dagli agrumi alla pasta. Poi si è sviluppato anche il non alimentare: dai detersivi al tessile , dalle scarpe alla telefonia. E da due anni si sta lavorando sull’acquisto collettivo di energia elettrica”

Solidale verso chi?

“Da un lato verso i piccoli produttori che sono spesso in difficoltà perché sfruttati da un meccanismo commerciale della grande distribuzione che li fa a pezzi. Dall’altro solidali all’interno perché ognuno nel GAS , secondo le sue forze e i suoi bisogni, fa qualcosa. C’è chi segue gli ordini e chi mette a disposizione la casa per fare le riunioni”

Praticamente come funzionano?

“Non c’è un modello unico. Il mio GAS , ad esempio, che si chiama GAS d’8 , è nato 5 anni fa dentro un quartiere sperimentale di Milano , il QT8 , dove diverse persone si sono ritrovate. Chi facendo attività nella scuola , chi negli scout, chi in parrocchia. Insieme abbiamo ragionato sulla possibilità di costituire un GAS. Oggi siamo 25 famiglie. E sono nati altri due gruppi”

Ogni quanto vi incontrate?

“Facciamo una riunione una volta al mese. Ci sono dei referenti per le varie tipologie di acquisti: chi si occupa del caffè , chi delle verdure, chi del riso ecc. Sono loro che raccolgono gli ordini del gruppo , tengono i conti e poi distribuiscono l’acquistato. Ma la riunione mensile ha anche un valore conviviale , serve a mantenere la socialità”

Non richiede troppo tempo?

“Per me è più alienante , è più una perdita di tempo, passare tre ore del sabato pomeriggio chiuso dentro un supermercato , buttando dentro il carrello tutto quello che trovo. Inoltre, dedicando , due tre ore al mese al GAS, se vuoi, hai esaurito la tua parte. E poi vuoi mettere la possibilità di andare a ritirare, ad esempio, il formaggio da un altro gasista , prenderci un caffè, scambiare due chiacchiere.. E’ un altro modo di vedere la vita e le relazioni”

Ma si spende di più?

“I GAS non son o gruppi di risparmio. Nelle grandi catene di supermercati le cose costano meno. Se però facciamo un discorso di qualità, abbiamo calcolato che i GAS risparmiano dal 30 al 35%. Inoltre, man mano che cresce la spesa col GAS , diminuisce quella al supermercato. E diminuisce anche la spesa complessiva perché impari ad acquistare meno e meglio. Inoltre hai delle cose più buone e quindi ne butti via molto meno. Infine, di fronte a prezzi troppo bassi, dobbiamo chiederci perché : il risparmio spesso avviene sulla pelle di qualcun altro”

Un esempio può essere la ribellione dei lavoratori a Rosarno?

“Esattamente : lì i lavoratori che dovevano raccogliere le arance si sono ribellati perché venivano sfruttati. Oggi, al produttore, gli agrumi vengono pagati 10-15 centesimi al Kg. Questo significa che non gli conviene neppure raccoglierli perché non rientra nelle spese. A meno che non prenda delle persone che mette alla catena a lavorare 18 ore al giorno. Eppure tu quelle arance le paghi comunque 1 euro al chilo. Invece i GAS vanno direttamente da un produttore di agrumi , magari biologici , li pagano 80 centesimi al chilo , che è un prezzo giusto , e alla fine il chilo di arance viene 1 euro e poco più. Però non c’è stato sfruttamento anzi hai contribuito a dare dignità a chi lavora”

Chi stabilisce il prezzo?

“Il prezzo non è più dato dall’incontro della domanda e dell’offerta ma dal riconoscimento , da entrambe le parti , di un valore: quello del lavoro del produttore , e quello del tuo risparmio. Questo significa che : una volta fissato , insieme al produttore , un prezzo trasparente , quel prezzo non cambia solo perché aumentano i clienti.

Come si capisce che un produttore è affidabile?

“Andarlo a visitarlo , a vedere come lavorano. Stabilendoci un filo diretto , facendogli delle richieste , condividendo un progetto. Stabilendo un rapporto personale di chiarezza, trasparenza e rispetto. Questa è la migliore garanzia”

Nel libro spieghi che i GAS hanno anche un ruolo di sostegno di piccoli produttori in difficoltà. Un esempio?

“IL Biocaseificio Tomasoni : era un nostro fornitore storico che per vari motivi è andato in crisi di liquidità e doveva dare 150 mila euro. Le banche hanno chiuso il rubinetto e lui rischiava di fallire. La casa è circolata dentro i GAS , qualcuno ha lanciato l’idea di sostenerlo e nel giro di una settimana , in varie forme e in vari modi , abbiamo trovato i soldi. Il risultato è che non solo Tomasoni non è fallito ma, in un periodo di crisi come questo , nei prossimi mesi risucirà ad assumere altri due lavoratori”

giovedì 22 luglio 2010

KOSTAS MOSCHOCHORITOS , DIRETTORE DI MEDICINA SENZA FRONTIERE "AD HAITI DOVER PAGARE LE CURE SIGNIFICA NON CURARSI"



Kostas Moschochoritis è direttore di Medici senza Frontiere Italia . E’ stato anche coordinatore delle operazioni ad Haiti.

Come è la giornata tipo di un medico di Msf ad Haiti? Quanto dura una missione?

“In questo tipo di emergenze la gente lavora 24 ore su 24, 7 giorni su 7. In condizioni estreme. Nei prossimi giorni, ad esempio, non avevamo più le strutture per cui la nostra casa-ufficio era trasformata in ospedale e dormivano per terra col sacco a pelo , scarseggiava anche l’acqua. Sono situazioni che ti consumano. Per questo abbiamo un cambio continuo: se un operatore resta tre mesi è già stremato dal lavoro”

Il terremoto ha colpito uno dei paesi più poveri al mondo. Come era la situazione prima del 12 gennaio?

“Per niente buona. Soprattutto sul versante medico: la maggior parte dei servizi sanitari erano a pagamento , in un Paese dove la maggioranza della popolazione vive con un dollaro al giorno , dover pagare le cure significa non curarsi”

Msf era ad Haiti dal 1991: cosa è accaduto col terremoto? Anche voi siete stati colpiti?

“Avevamo tre ospedali : uno , la Trinitè, è crollato. Gli altri due hanno avuto danni seri. E ci sono state vittime sia tra il personale medico che tra i pazienti. E’ stata una delle situazioni più devastanti in cui ci siamo trovati. E di terremoti e catastrofi naturali ne abbiamo visti…”

Ci sono state oltre 230 mila vittime , 300 mila feriti e, dice la Croce Rossa 3 milioni di persone sono state colpite dal terremoto. Perché il sisma è stato così devastante?

“La situazione ad Haiti era drammatica prima del sisma. Ma il terremoto ha cancellato tutte le strutture : la pubblica amministrazione da un momento all’altro non esisteva più , non funzionavano i telefoni , e le strade erano bloccate. Anche riuscire a portare i primi aiuti erano una missione impossibile. Non potevi fare una telefonata per capire cosa accadeva in un altro posto della città. Potevi solo andarci a piedi. Inoltre anche quelli che dovevano reagire e portare aiuto erano tra le vittime”

L’intervento di emergenza com’è avvenuto?

“Per noi la priorità è stata quella di aprire le sale operatorie perché a Port au Prince non ce n’era nessuna funzionante. E questo è un rave problema quando ci sono migliaia e migliaia di feriti da curare. La prima operazione che abbiamo fatto nel nostro ospedale da campo gonfiabile è stato un parto cesareo. Un bellissimo segno di speranza”

Oggi la situazione com’è?

“L’emergenza rimane. Inoltre sta arrivando la stagione degli uragani che aggraverà ulteriormente la vita delle persone e complicherà gli aiuti. La prima necessità per gli haitiani è quella dell’alloggio : avere un tetto , anche provvisorio , sulla testa”

E dal punto di vista sanitario?

“La situazione è sicuramente migliorata. Anche perché ora i servizi sono gratis e sono di più: noi prima del terremoto avevamo tre strutture sanitarie , adesso ne abbiamo 19. Il nostro budget annuale per Haiti prima era di 14 milioni di euro ora è di 89 milioni. E questo non vale solo per noi. Tuttavia, la sostenibilità di questa situazione dipenderà da quanto sarà continuativo l’impegno internazionale. Ci vorrà molto molto tempo perché la situazione torni sotto controllo. Per questo è fondamentale non dimenticare Haiti”

Anche l’ex presidente Usa Bill Clinton ha denunciato che, dagli aiuti promessi dalle istituzioni internazionali, ad oggi è arrivato ad Haiti solo il 10%. La popolazione come sta reagendo?

“Le persone povere di Haiti sono abituate ad avere poche risorse e benessere. Ma certamente la rabbia e la frustrazione dopo il terremoto stanno aumentando : il tessuto sociale del paese è stato distrutto , molti vivono nelle tendopoli, sono senza lavoro, senza speranza. La violenza che può scaturirne non dobbiamo sottovalutarla”

Si è parlato di adozioni di bambini haitiani ma alcune associazioni , come Terres dea Hommes , denunciano che il 70% dei bimbi che si trovano negli orfanotrofi in realtà ha almeno un genitore e che c’è il rischio di un traffico mascherato da adozioni. Come stanno i bambini di Haiti?

“I bambini sono una grande parte dei nostri pazienti. Sicuramente sono stati più colpiti. Non solo da un punto di vista fisico ma anche della salute mentale. Dopo il sisma abbiamo dato assistenza psicologica a oltre 80 mila persone. Su questo c’è un grandissimo lavoro da fare. Soprattutto con i più piccoli che hanno subito uno choc che lì segnerà per tutta la vita.

Per Haiti Msf ha raccolto, intenzionalmente, 103 milioni di euro. Il 30% va nelle spese per la logistica. Perché?

“Per rispondere ad un’emergenza di questa portata le voci trasporto e logistica sono la spina dorsale dell’intervento. Posso avere anche i migliori medici e specialisti del mondo sul campo ma se non gli dai i generatori elettrici , l’acqua potabile , l’igiene dell’ospedale ecc è tutto inutile”

Raccogliete ancora fondi per Haiti?

“Raccogliamo le richieste dei donatori in base ai piani operativi dei vari progetti. Quindi in questo momento le donazioni su Haiti non sono aperte. Ma lo sono quelle del fondo emergenze che serve per avere immediatamente denaro da spendere quando accade qualcosa. E da questo fondo che abbiamo preso i primi soldi per aiutare gli haitiani”

lunedì 19 luglio 2010

INTERVISTA A DOMENICO FINIGUERRA SINDACO DI CASSINETTA "Ci siamo inventati i matrimoni per la terra. Invece di vendere territorio per fare cassa "



Domenico Finiguerra è sindaco di Cassinetta di Lugagnano , a sud di Milano , primo comune d’Italia dove l’urbanizzazione è a crescita zero.

Mentre in Lombardia si registra uno dei più alti tassi di cementificazione d’Italia, lei ha proposto, quando è stato eletto sindaco nel 2002 , un programma urbanistico a crescita zero . Qui , disse, si recupera quello che c’è..

Esatto. Il nostro piano regolatore punta al solo recupero dei volumi esistenti. Siamo intervenuti ad esempio sul più antico palazzo del paese. Cadeva a pezzi : attraverso un piano di recupero abbiamo ricavato una ventina di unità abitative. Senza mangiare ulteriore territorio”

Cassinetta è edificata per meno del 20% del suo territorio..

“Il 19% per l’esattezza. E’ bastato un censimento per verificare che il numero di volumi vuoti potevano comunque garantire una buona crescita demografica. Quindi: perché costruire ancora?”

Forse perché gli oneri di urbanizzazione servono a finanziare le casse comunali?

“Possono esserci altri metodi per finanziare le spese correnti di un Comune e rispettare quanto sancito dall’articolo 9 della Costituzione: “La Repubblica tutela il patrimonio storico e paesaggistico della nazione”. Un articolo che, credo, stabilisce un obbligo morale per tutti quelli che fanno politica”

Altri metodi? Quali?

“Ai miei cittadini ho detto : non si può continuare a finanziare le spese correnti del comune con entrate una tantum derivanti dalla cessione di terreni. Per finanziare le spese , piaccia o no, bisogna aumentare le tasse. Quindi: abbiamo alzato l’Ici sulle seconde case , e abbiamo introdotto nuove fasce di reddito per l’accesso ai servizi a domanda individuale , chiedendo un piccolo sacrificio a chi ha di più”

Aumentare la tasse per finanziare un piano urbanistico zero cemento non le ha fatto perdere voti : è stato eletto con il 51% delle preferenze

“Credo che i cittadini , se correttamente informati, siano disposti a qualche piccolo sacrificio in cambio di una migliore qualità della vita”

Cioè, più tasse per tutti?

“Non solo, ovviamente . Siamo ricorsi anche alla fantasia. Abbiamo pensato ad esempio anche a opportunità di valorizzazione del territorio. Cassinetta è un bel posto , con il Naviglio Grande , la passeggiata dell’amore , le ville del ‘700..

E..

“Ci siamo inventati i matrimoni per la terra. Invece di vendere territorio per fare cassa , apriamo il portone del comune per riti civili anche a mezzanotte , a lume di candela e con lettere di poesie di Neruda o di Kahil Gibran. Oppure organizziamo scambi degli anelli in crociera sul Naviglio Grande. Per salutare amici e parenti mettiamo poi a disposizione una villa con platani secolari e suonatori di violino”

Molto romantico. Funziona?

“Da gennaio a oggi abbiamo raccolto 17 mila euro. E siamo solo a metà anno!”

Avete preso i classici due piccioni con una fava: fate cassa e valorizzate il territorio

“Abbiamo creato anche qualche nuovo posto di lavoro : le ville convenzionate per celebrare i matrimoni civili hanno creato servizi di catering , floreali, musicali. Un business interessante”

A sentirla sembrerebbe che non ci sia bisogno di grandi opere, spesso non sostenibili né dell’ambiente né dal punto di vista finanziario, per far ripartire l’economia. Nessuno la segue. Perché?

“Perché vorrebbe dire mettere in discussione un modello di sviluppo che, dal dopoguerra ad oggi, ha cementificato quasi metà del Paese. Ma le chiedo : quanti posti di lavori si creerebbero solo recuperando il patrimonio paesaggistico italiano?”

Qualcuno potrebbe obiettare che è facile parlare di opzione zero cemento in un piccolo Comune?

“E’ vero il contrario. Sa perché? Un piccolo comune ha strumenti tecnici più limitati rispetto alle grandi città per affrontare la pressione edilizia che può arrivare dai partiti del cemento”

Lei ha fatto dell’assennata gestione del territorio , della sobrietà amministrativa , dei tagli agli sprechi , un vero segno distintivo

“Certo! E ho anche fatto una proposta virtuosa ai membri del Governo che hanno confezionato una manovra economica da 24 miliardi di euro, destinata a ricadere su Enti Locali , Regioni e Comuni”

Quale?

“Metto a loro disposizione l’Auto Blu di Cassinetta , una Panda verde usata in condominio con il capo dell’Ufficio tecnico e il messo comunale . Ma a un patto”

Dica

“Che rinuncino ad almeno una delle 629.120 vetture con aria condizionata e frigobar che , secondo alcune stime, ci costerebbero 21 miliardi di euro all’anno”

A sentirla viene il sospetto che la politica sia ridotta a un apparire tutto mediatico. E’ per questo che spuntano sempre più numerosi movimenti d’opinione come Stop al consumo del territorio?

“Credo di sì. Quello che mi ha spinto ad unirmi a promotori e firmatari del movimento (www.stopalconsumodelterritorio.it) è l’idea che , da italiani, dovremmo amare un po’ di più il nostro paese e il nostro paesaggio”

giovedì 15 luglio 2010

INTERVISTA AI BAUSTELLE, GRUPPO MUSICALE ITALIANO



Il quinto disco dei Baustelle si intitola I Mistici dell’Occidente. Francesco Bianconi , leader della band, è un autore prodigio della Musica Italiana ( suoi i tormentoni Bruci la città e LA cometa di Halley tutte e due cantate da Irene Grandi).

L’ultimo disco dei Baustelle è solare.

Siete diventati ottimisti?

Francesco “Secondo me lo siamo in più , L’indaco è un messaggio di speranza. E’ quello che vogliamo dire adesso: questo mondo continua a non piacerci , ma : su coraggio”

Come nei primi dischi , in questo tornano i ricordi della gioventù . Per esempio, in Rane e Follonica. Non sono memorie tristi

Francesco “Spesso le mie canzoni sono legate al ricordare. Quando ero giovane andavo insieme ai miei amici a pescare le rane. Il pezzo riflette più in generale sul passare del tempo e su quello che ne consegue : le cose cambiano. Credo sia una delle cose più difficili per l’essere umano stere sempre in sintonia con l’età biologica che si vive. Le rane sono parole scritte da un signore di mezza età che si guarda indietro”

Lei si sente di mezza età?

Francesco “Certo , ho quasi 37 anni. Il mondo moderno ci vuole giovani fino a 50, 60 anni , però io sono proprio nel mezzo del cammin di nostra vita. Ma non è una cosa negativa : è giusto invecchiare e portare i segni del tempo”

Per lei è un momento felice questo?

Francesco “Non saprei , sono tendenzialmente sempre malinconico di carattere. Felice non posso dirlo. Mi piacerebbe raggiungere una felicità più stabile di quella che ho raggiunto finora”

Ossia?

Francesco “Vivo per scoprire se c’è qualcosa che dura , una felicità al di là delle cose che si hanno , come stato d’estasi”

Molto mistico. Come la canzone che dà il nome all’album, I mistici dell’Occidente.

Francesco “Ho iniziato a riflettere sul misticismo dopo un furto. La canzone ha il titolo di un saggio di Ellemire Zolla , un’antologia di mistici occidentali. L’ho comprato in libreria e ho pensato “Ottimo titolo potrebbe essere un disco di Battiato”. Leggendolo è nata la canzone , che è una riflessione sul nostro tempo. Mi ha ispirato soprattutto il pensiero di Iacopone e da Todi sul valore effimero dei beni materiali. Canto : Ci salveremo disprezzando la realtà, che sono parole sue”

Che cosa intende?

Francesco “E’ un concetto molto attuale : tu puoi vivere in folle il mondo occidentale di oggi, Italia compresa. Oppure lo puoi vivere davvero, facendoti delle domande, riflettendo su quello che sei , sul senso che hai in questo mondo , cominciando a disprezzare la realtà , che non vuol dire essere snob , ma dare i prezzi , discriminare , dare pesi e valori alle cose. Questo è il misticismo che mi ha affascinato , la tendenza a considerare , se non senza importanza , almeno secondarie , le cose materiali: non si tratta di contemplazione del sacro , non c’è connotazione religiosa”

Anche la canzone San Francesco parla di povertà , ed elogia gli eremiti

Francesco “E’ molto difficile farlo, oggi. Io , al massimo, uso poco la macchina, faccio molte passeggiate , che sono gratis. Cerco di non farmi influenzare dalla pubblicità , scelgo con attenzione cosa mangiare . Ma , per esempio , non rinuncio ai miei vizi , fumo sempre tanto. Ammiro chi riesce a fare l’eremita , io non so se ce la farei”

L’anno scorso disse che voleva lasciare l’Italia , perché non le piaceva viverci. Ma è ancora qui

Francesco “ Non ho detto proprio questo , dissi solo che mi sarebbe piaciuto , e lanciavo un invito : che tutti quelli come me , che avevano il privilegio di parlare con un giornalista e si sentivano a disagio in questo momento storico , dicessero che se ne volevano andare , come forma di protesta democratica. Non nego che mi piacerebbe andare all’estero: perché bisogna soffrire, farsi del male?”

Nei Mistici dell’Occidente fa riferimento al presidente e a una massa di coglioni che sparirà. Una critica a Berlusconi?

Francesco “Non c’è riferimento a un partito , ma alla stupidità umana in generale. E’ la manifestazione del nostro disagio : io non mi sento allineato a questo tipo di governo , alla sua cultura, preferisco essere anarchico che marionetta”

Claudio “Nel disco precedente c’erano molti più riferimenti diretti alla società italiana , da Vermicino alle droghe. IN questo invece è come se ci fossimo elevati, e parlassimo da un altro livello”

Francesco “Usiamo un linguaggio più universale, è lo stesso mondo, però non lo racconta un uomo , ma quasi un dio”

Però nella Canzone della rivoluzione inneggiate una rivolta

Francesco “Delle barricate a volte ce n’è bisogno , ma non è l’unica forma di protesta. E’ solo un accenno , la nostra ottica resta mistica. La ricerca spirituale non è una rinuncia al mondo. Una massa di gente che inizia a stare zitta e a riflettere su che cosa sia giusto e che cosa sia sbagliato è molto rivoluzionaria. Il mistico è uno che va oltre : con il pensiero è molto più attivo di altri. Probabilmente un uomo che sta immobile è più attivo di uno che fa delle cose , da un punto di vista occidentale”

Siete anche tornati alle canzoni d’amore , come gli Spietati.

Francesco “E’ un interrogarsi sull’amore tra due persone e parla della possibilità di vivere i sentimenti senza sentimento. La canzone si chiede : se fosse così sarei più felice? Alla fine la risposta è: forse no , l’essere umano vive di passioni”

In Groupies si passa al sesso in hotel

Francesco “E’ un pezzo che si interroga sulle relazioni , un po’ mercificate , veloci, materiali, che vanno di moda oggi”

A lei è capitato di fare sesso con una groupie?

Francesco “Si. E mentre fai l’atto sessuale svuotato da qualsiasi lato profondo , ti viene pensare che forse la felicità non è quello. E che quella situazione è più simile a “come sta in chiesa la cera”: precaria”

Nella canzone Il sottoscritto lei canta : Vorrei amarti meglio. E’ un riferimento personale?

Francesco “E’ una canzone d’amore universale , ma naturalmente nasceva da una mia situazione reale , una relazione che però è finita”

Due anni fa raccontava a Vanity Fair che conviveva e voleva diventare padre, come il suo chitarrista Claudio , che ha due figli. Ha cambiato idea? E lei , Rachele?

Francesco “Confermo , vorrei ancora un figlio, che è sempre più un atto di coraggio. Ma mi manca la materia prima , gliel’ho detto , sono solo”

Rachele “Io invece , anche se amo molto i bambini , non ho nessun desiderio di maternità : non credo di avere quelle stabilità emotiva che dovrebbe avere una madre. Amare mi aiuta a occuparmi anche di me, adesso come prima , vivo in uno stabile caos sentimentale. Però , chissà : mi piace pensare che nella vita tutto può succedere”

Quindi il teschio della copertina del singolo non ci deve spaventare?

Francesco “E’ solo un monito , un memento mori di questo Medioevo, del film horror che viviamo. Dice : ricordatevi di non dare troppa importanza all’esperienza dei sensi , non è tutto lì. Ricordatevi che, per quanto possiamo fare ora , finiremo così. Ma , e questo il bello : magari non è la fine”

lunedì 12 luglio 2010

INTERVISTA A LILLO E GREG. TORNANO A CANTARE NEL GRUPPO "LATTE E I SUOI DERIVATI"



Greg e Lillo girano i teatri effettuano concerti con la formazione storica “Latte e i suoi derivati”.

Nel 2010 sono tornati insieme gli Spandau Ballet , i New Trolls e Latte e i suoi derivati , dopo due anni di pausa , il cui acronimo, è casualmente Lsd

Lillo “La nostra non è stata una vera reunion. Non ci siamo mai sciolti , ci siamo presi un po’ di vacanza”

Greg “ E’ solamente un grande lassismo e una grande ignavia nel condurre le nostre attività musicali, intese come Latte e i suoi derivati”

Avete proposto un concerto in 2D.Ossia?

Lillo “ Siccome di suo era già in 3D, abbiamo distribuito degli occhialetti con uno dei due occhi tappati, perdendo così la profondità”

Greg “ In un’era in cui pare non si possa fare a meno del 3D mi sembrava un handicap perfetto per il nostro gruppo”

Come gruppo state registrando qualcosa?

Greg “ Il materiale c’è , tra i brani suonati dal vivo ma mai incisi e alcuni nuovi”

Tournée dopo i concerti romani?

Greg “Personalmente spero di no”

Lillo “Mentre Lillo e Greg sono in qualche modo nazionali , Latte e i suoi derivati è una cosa che sentiamo molto romana”

Albert Hoffman , lo scienziato che sintetizzò l’Lsd , o un qualche consorzio caseario , vi ha mai citato per plagio per il nome del gruppo?

Lillo “ No, abbiamo noi citato per plagio i consorzi”

Vi conoscete dal 1986 , quando lavoravate in una casa editrice di fumetti. Qual è il ruolo dei fumetti nella vostra carriera?

Lillo “Abbiamo una base fumettistica in quello che facciamo ; abbiamo cominciato a fare umorismo con i fumetti”

Greg “Il fumetto è rimasto come forma mentis. La visualizzazione alla quale siamo abituati , sia come creatori che come fruitori , ci ha portati ad una sintesi immediata delle situazioni che ci accadono attorno. Questo ci serve molto spesso nella costruzione degli sketch , sia radiofonici che teatrali. Abbiamo subito un colpo d’occhio sia sulla drammaturgia che sulla sceneggiatura”

Teatro, musica , televisione, radio, cinema . Come sono i vostri metodi di lavoro?

Lillo “Sono metodi diversi. La radio ti permette di essere più surreale. La televisione ha altri schemi. In teatro puoi anche fare una pausa di due minuti ed essere divertente : se la fai in televisione la gente cambia canale”

Greg “Rimane però l’impronta del fumetto umoristico che va sopra le righe senza però per questo essere troppo sfrontato o eccessivo : entra subito nel mondo del surreale

La vostra commedia teatrale Il mistero dell’assassino misterioso è rappresentata anche all’estero. Avreste mai pensato di diventare autori internazionali?

Lillo “ No, Però ragionando in maniera razionale noi non facciamo dei testi legati all’attualità o all’Italia. Nel caso nostro basta tradurre alla lettera e lo spettacolo funziona lo stesso”

Greg “Qualche sentore lo aveva avuto perché più di uno spettatore straniero ha detto che questo tipo di umorismo , tradotto, avrebbe spopolato”

Parliamo di tv. Vi hanno mai censurato o chiesto di ammorbidire uno sketch?

Lillo “Ci è capitato per esempio in certi casi quando facevamo Le iene. L’unico programma nel quale siamo stati censurati è stato Telenauta 69 che facemmo per Italia 1”

Greg “Avevamo fatto un servizio nel quale andavamo nel periodo di Natale nei centri sociali a dire ai bambini che Babbo Natale non esiste e i bambini piangevano. Questo ce lo hanno censurato , ci hanno detto che il pubblico non avrebbe capito, ma non è una censura intesa in senso classico”

Un ritornello dice che la tv parla troppo romano. Cosa ne pensate?

Lillo “Direi di no. Nel passato la maggior parte degli attori parlava in dialetto”

Greg “ La tv non la vedo : prima avevo paura a dirlo per non sembrare snob. Ma so che sia la televisione , sia il cinema, sia il teatro offrono troppo spazio al vernacolo. Credo che sia essenzialmente per questo che non sia esportabile un prodotto italiano”

Le riflessioni del grande capo Esiqaatsi, che commenta il gossip su Rai Radio 2 nella trasmissione 610 e in tv La 7 in Victor Victoria, hanno una valenza universale?

Lillo “La forza di Estiqaatsi è che è liberatorio , cioè una cosa che tutti pensano quando leggono certe notizie”

Come è nato il personaggio?

Greg “Lavorando alla radio, in redazione arrivano molte riviste. In una di queste pagine c’erano quattro pagine con su scritto “Anna Falchi , io ho scelto i mobili dell’ufficio del mio uomo”. Allora la chiosa è venuta spontanea. In realtà rimugino sulla parola Estiqaatsi, da quando uscì il documentario Koyaanisqatsi (1982) che è una parola in lingua hopi per creare il personaggio del capo indiano saggio e avulso dalle trivialità terrestri. Vorrei precisare che non è una risposta a chi edita quei giornali o chi vi è ritratto , ma chi se li compra”

giovedì 8 luglio 2010

INTERVISTA A VINCENZO CAPUANO , IL COLLEZIONISTA DI GIOCATTOLI

Vincenzo Capuano è un avvocato, ma una passione per i giocattoli antichi. Dalla sua collezione è nato prima un corso universitario e poi un museo a Napoli.

Come si diventa collezionisti di giochi antichi?

“Bisogna essere artisti falliti”

Sarebbe?

“Il collezionismo è una forma di espressione di sé. Se una persona ha talento artistico , crea materialmente qualcosa di bello. Se non ce l’ha , raccoglie oggetti d’arte”

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Lei come ha iniziato?

“A tre anni, a Natale dal 1965. Mio padre mi regalò un pupazzo americano , che non si vedeva in Italia . Ma a Napoli c’erano le basi Nato e arrivava molta roba di contrabbando”

Così presto?

“Quello è stato il mio numero uno , come il primo dollaro di Zio Paperone. Si chiamava Captain Action , era una specie di Big Jim con sembianze più realistiche e maschili. Aveva i costumi da supereroi. Mi ricordo di aver pensato : me lo deve conservare per ritrovarmelo. Ora ce l’ho in collezione”

A tre anni, incredibile..

“Sì. Ovviamente ho iniziato dopo a fare una collezione vera e propria. E prima sono passato per altre forme di collezionismo. Ma i giocattoli antichi sono l’unica cosa che mette insieme il bisogno di esprimermi con una memoria storica collettiva. Raccontano la storia dell’infanzia come momento centrale nella vita delle persone”

Quindi per lei i giocattoli sono una cosa seria?

“Estremamente seria . Siamo abituati a consegnare un gioco ai bambini quasi per toglierceli dai piedi , perché passino del tempo. Invece giocare è un processo profondamente simbolico ed educativo”

In che senso?

“Giocando i bimbi imparano delle regole. Ma il giocattolo è anche luogo della libertà: il bambino parte da queste proposte di modelli ma si esprime autonomamente. Le prime regole sono sui ruoli di genere : tradizionalmente ci sono giocattoli da maschi e giocattoli da femmine”

Bambole e macchinine…

“Le bambole sono destinate alle bambine perché contengono in sé il modello tradizionale della futura buona moglie e madre, che deve prendersi cura dei figli. Per permettere ai bimbi di fare altrettanto senza violare i ruoli di genere furono inventati gli orsetti di peluche : nel 1902 da una signora tedesca , Margarete Steiff”

Perché gli orsi?

“L’orso è un animale feroce, aggressivo – tutte qualità riconducibili all’immagine tradizionale maschile. Ma il cucciolo d’orso è anche tenero , può essere accudito”

Quanto vale un orsetto dell’epoca?

“Oltre 150 mila euro. Anche perché hanno un vero e proprio pedigree : i primi esemplari sono stati prodotti per i bambini delle case reali. E quindi sono qualificati dalle famiglie a cui sono appartenuti”

Giocattoli trasgressivi per le femmine ce n’erano?

“I pinocchi. Il burattino di legno era un monellaccio e liberava le bambine dal perbenismo ottocentesco : permetteva di identificarsi in un discolo senza dover assumere sembianze maschili. I giochi, poi, sono serviti anche a veicolare veri e propri messaggi ideologici”

Di che tipo?

“In collezione ho una carrozzina nazista , decorata con le svastiche. Oppure il piccolo balilla , prodotto dalla Lenci. Fu frutto di un compromesso con il regime fascista. La Lenci (quella del pannolenci) era famosa per le sue bambole da boudoir, che si mettevano sui divani per decorazione. Le più richieste erano le maschiette”

Non suonano molto fasciste..

“Infatti erano bambole di donne con i capelli corti, vestite alla moda degli Anni ‘20 e che fumavano. Quanto di più lontano dallo stereotipo della madre fascista. Il regime voleva vietarle. Ma la Lenci le vendeva moltissimo all’estero , erano un’eccellenza dell’industria italiana. Allora fu trovato un accordo : la Lenci avrebbe continuato a esportarle, ma in cambio avrebbe prodotto il pupazzo del piccolo balilla”

E’ impressionante quante cose ci siano dietro oggetti apparentemente così comuni..

“Sì. La storia del giocattolo è anche storia del costume , dell’infanzia , dell’economia. Basti pensare che la Barbie è copiata dalla tedesca Lilly; a sua volta ispirata all’eroina di un fumetto sexy degli anni 50… E’ una donna pensata per piacere agli uomini”

Quanti pezzi ha?

“Circa 1500. I miei preferiti sono gli automi dell’Ottocento e i pinocchi: sono stati interpretati in tutti i modi , anche dai futuristi”

E dove li tiene tutti questi giocattoli?

“Anche in bagno. Presto però finiranno in un museo che nascerà qui a Napoli”

Perché?

“Ad un certo punto ti rendi conto che una cosa così non è più tua. Vive di vita propria”

Lei quando l’ha capito?

“Una sera che in tv ho visto per caso un film sulla principessa Sissy. Mi sono reso conto che Siisy avrebbe potuto giocare con gli oggetti che avevo io intorno. Alcuni – come le mie bambole del ‘700 – sarebbero stati antichi anche per lei! Mi sono sentito assalito dal tempo. E dalla responsabilità di quegli oggetti che andavano oltre me”

lunedì 5 luglio 2010

INTERVISTA ALLA NUOVA BAND GIOVANILE “LA FAME DI CAMILLA”

La Fame di Camilla è un gruppo band in cui il cantante è albanese. Hanno suonato da ospiti d’onore all’Arè Rock festival.

Da dove viene il vostro nome?

Jonni “Volevamo che trasmettesse il senso di bisogno di nutrimento dell’anima. E la forte carica istintiva con cui facciamo musica. Cosa c’è di più istintivo della fame?”

E Camilla? Chi è?

Ermal “ Non lo diremo mai!”

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Da quanto state insieme?

Lele “Tre anni ad agosto”

Come vi siete conosciuti?

Jonni “Un po’ per caso. A Bari, in un negozio di strumenti musicali dove lavorava Dino il bassista. In realtà ci cercavamo”

Siete una giovane band ma avete tutti circa 30 anni. Cosa facevate prima di trovarvi? Avevate un piano B se il successo non fosse arrivato?

Dino “Io lavoravo nel negozio di musica e vivevo la vita come ora: senza fare particolari disegni sul futuro. Dipingevo…”

Jonni “Eravamo tutti precari”

Dino “Tu facevi l’avvocato!”

Jonni “Un giovane avvocato è il più precario di tutti”

Ermal “Io lavoravo in un call center : cercavo lavori automatici , limitati e limitanti. Che mi lasciassero lo spazio mentale per la musica. Sarei potuto andare a Bruxelles alla comunità europea ma ho detto no”

Lele “Io ho cercato di mettere la testa a posto , mi sono iscritto a lingue.. Ma alla fine la musica ce l’hai dentro , ti viene a prendere in tutti i luoghi , in tutti i laghi..”

Come dice la canzone che ha vinto Sanremo. Voi quest’estate c’eravate ( fra i giovani). Che esperienza è stata?

Lele “Bellissima”

I vostri fan non si sono sentiti traditi?

Ermal “Ehhhh, manco fossimo gli Afterhours!”

Dino “ No, sono stati felici : abbiamo portato la musica indie-pop su quel palco”

Com’è il festival visto da dentro?

Lele “Una lavatrice , una centrifuga: 200 impegni. E spesso con la musica hanno poco a che fare. Ma ci siamo fatti conoscere”

Dino “Sanremo è visto un po’ male ma l’hanno fatto Afterhours, Bluevertigo , Subsonica …. Alla fine su quel palco ci vuoi stare..”

Ermal “Però forse dovrebbe chiamarsi “Festival italiano con in mezzo un po’ di musica”

Vi spaventano mai le attenzioni dei fan?

Lele “No, fanno piacere”

Dino “Il fatto è che forse non siamo ancora abituati”

Ermal “ Come quando ci hanno chiesto una foto mentre facevamo il trasloco di Dino: tutti sudati, uno schifo stavamo. E va bene. Ma poi non è che siamo i Beatle, eh?”

I vostri testi sono pieni di satelliti , luna, sole, pianeti , gravitare , milioni di stelle …

Ermal “E beh? E allora?”

Ma non è una critica! La domanda è : a chi di voi piace l’astronomia?

Ermal “ A me. Sono convinto che tutto ciò che ci circonda sia strettamente legato a quello che è sopra di noi. E anche sotto. Il concetto di sopra e sotto non esiste: è questione di gravità. Sono sempre stato un grande appassionato di astronomia : mi piace sfruttare quelle immagini un po’ più lontane per descrivere qualcosa di più vicino”

Un’altra parola che torna è fingere

Ermal “E’ quello che facciamo tutti, di continuo. Lo diceva Pirandello : l’essere umano è se stesso soltanto quando si siede alla poltrona di casa sua ed è in solitudine”

La fame di Camilla ha mai finto?

Lele “Mai. Siamo veraci, come le vongole”

Ermal “Siamo passati dalle stelle alle vongole”

Lele “sono un grande appassionato di vongole”

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Suonare in Albania , il paese di Ermal, che effetto vi ha fatto?

Lele “Non vedevo l’ora di sentirgli dire la scaletta nella sua lingua”

Ermal “E’ stato emozionante : è la mia terra , mi scorre nelle vene”

In Buio e luce c’è un brano che s’intitola “28-03-97”. E’ una data importante?

Ermal “E’ una data triste , troppo. Una carretta del mare – la Kater I Rades – fu speronata nel canale di Otranto da una nave militare italiana. Colò a picco con tutti i disperati : 120 ( era fatta per 9). Io vivevo a Bari già da 3 anni : sentii impotenza e rabbia, immobilità. Con 28-03-97 ho sciolto quella patina di ghiaccio che si era formata sulle mie sensazioni quel giorno”

E voi baresi cosa ricordate degli sbarchi?

Lele “ Non dimenticherò mai le immagini dello stadio delle vittorie ( in cui furono raccolto 20 mila clandestini , nell’agosto del 1991 ndb) : le persone ammassate, non trattate da esseri umani . Una brutta pagina. Per tutta l’Italia”

Dino “In ritardo sull’integrazione razziale lo siamo ancora”

Ermal “ E’ la parola razziale che non va bene. Come tolleranza: la odio. Che vuol dire ? Accettare passivamente le diversità? Rispetto è un’altra cosa”

Tu ti sei sentito spesso tollerato quando sei arrivato in Italia?

Ermal “Non sai quante volte! Guarda, parliamo di musica che è meglio”

Lele “Noi tolleriamo Ermal ogni giorno!”

Essere definiti band italo-albanese vi piace?

Lele “ Lo siamo. Per me è motivo di orgoglio. Poi amo la cucina della madre di Ermal!”

Dove volete arrivare?

Lele “Voglio suonare con loro 3 per i prossimi 40 anni”

Jonni “ Ma se a 70 anni è difficile pure reggere le chitarre!”

Lele “I Rolling Stones ce la fanno”

Non avete un sogno ? Suonare in un posto o con qualcuno in particolare?

Ermal “ Aprire il concerto dei Coldplay, anzi dei Radiohead”

Jonni “Scusa , allora facciamo che sono loro che devono fare da spalla a noi!”

giovedì 1 luglio 2010

INTERVISTA AD ANGELO FERRILLO DE "LA TERRADEIFUOCHI" IL SITO CHE DENUNCIA I ROGHI TOSSICI IN CAMPANIA



Angelo Ferrillo ha fondato www.laterradeifuochi.it, una mappa aggiornata sui roghi di rifiuti tossici in Campania, che continuano ancora oggi.
Il sito www.laterradeifuochi.it è ormai diventato un punto di riferimento per denunciare i veleni che appestano l’aria in Campania. Ma materialmente come si svolge la vostra attività?
“Utilizziamo la rete , raccogliendo segnalazioni dal territorio , foto e video, per sottoporle all’autorità giudiziaria. Ho messo a punto una mappa digitale con sistema satellitare Gps. E’ una carta geografica contenente le prove e i luoghi dei reati , dove vengono materialmente appiccati gli incendi. Abbiamo censito circa 500 aree inquinate , da verificare e bonificare, non presenti negli ultimi rapporti ufficiali dell’Arpac”
Il vostro sforzo ha prodotto dei risultati significativi? Forze dell’ordine e magistratura come seguono il vostro lavoro?
“A quasi tre anni dall’inizio della nostra attività , purtroppo, poco o nulla , sembra essere cambiato. Nel nostro territorio , ad altissima densità criminale, la politica parla di sicurezza e legalità , ma di fatto lascia polizia, carabinieri e magistrati a corto di personale e di risorse. Le procure e i tribunali sono in condizioni pessime. Il rapporto tra le forze di polizia e il numero di abitanti è tra i più bassi d’Italia. Comunque i nostri dossier non sono finiti sulle scrivanie dei pm, perché abbiamo consegnato incartamenti voluminosi pure alle Commissioni parlamentari d’inchiesta e a deputati ed eurodeputati di tutti gli schieramenti politici”
La reazione dei cittadini , invece, qual è stata?
“Le segnalazioni sono molte numerose , soprattutto su Facebook , dove abbiamo più di 11000 iscritti. Chi si rivolge a noi è perlopiù indignato e disperato ma molti sono rassegnati perché nonostante tutto si continua a bruciare ogni santo giorno. Invitiamo il ministro dell’Interno Roberto Maroni a documentarsi su quello che succede dalle nostre parti , a prescindere della lotta alla camorra militare. Lo Stato non potrà dire di avere il controllo del territorio fin quando fenomeni come questo continueranno indisturbati e impuniti”
Ma la vostra attività ha fatto diminuire il numero degli incendi?
“C’è stata sicuramente un’evoluzione del fenomeno, ma quantizzare i roghi è impossibile perché si parla di un territorio vastissimo. Adesso gli incendi si consumano maggiormente nelle ore notturne. Con il clamore suscitato dall’attenzione mediatica , i criminali sentono il fiato sul collo di tutti i cittadini che stanno denunciando e documentando insieme a noi le prove di questo disastro ambientale”
Perché tutta quella robaccia che viene bruciata in maniera così sconsiderata , non viene smaltita legalmente?
“La ragione è sempre la stessa : il profitto. Molti dei materiali rinvenuti provengono da un’economia sommersa – regionale e non – e per questo non possono essere processati legalmente. Vengono bruciati allo scopo di occultarne il luogo d’origine , per evaderne totalmente i costi di smaltimento. In altri casi , ove la produzione è legale , oltre all’occultamento , lo smaltimento illecito è motivato principalmente dal risparmio sui costi delle procedure indicate dal risparmio sui costi delle procedure indicate dalla legge. In sintesi , aziende e imprenditori senza scrupoli , preferiscono aumentare utili e competitività inquinando e attentando alla nostra salute”
Secondo voi l’emergenza rifiuti è finita?
“Col termine emergenza rifiuti si è denominata la triste vicenda delle strade di Napoli invase dai sacchetti di immondizia comune , i rifiuti solidi urbani, ma non possiamo considerarla come la vera emergenza della Campania. Le scene a cui abbiamo assistito negli anni scorsi sembrano essere stato un artificio politico-mediatico realizzato ad hoc per distrarre ed ingannare l’opinione pubblica dalla effettiva pericolosità dei rifiuti in gioco. Perché il problema vero è rappresentato dalle decine di cave e discariche non a norma , stracolme di percolato e rifiuti tossici e da finte eco-balle. Ecco , se a tutto questo aggiungiamo il problema dei roghi tossici che va avanti da almeno 20 anni . è difficile sostenere che l’emergenza sia finita”
IL tanto discusso inceneritore di Acerra non ha risolato alcun problema?
“Quello di Acerra era un territorio martoriato dall’inquinamento e la presenza nel suolo di numerose sostanze tossiche già minacciava la salute dei cittadini. Per capire cosa sta accadendo basta documentarsi sulla rete : le centraline di misurazione registrano continui sforamenti dei limiti , nubi nere e cenere piovono dal cielo. L’inceneritore di Acerra invece di risolverli i problemi ne sta creando di nuovi. E’ difficile informarsi dai media ufficiali , ma su Internet l’informazione libera consente di capire di più qual è la situazione attuale”
Una cosa sembra evidente : gli incendi mettono a rischio la salute di centinaia di migliaia di persone?
“Faccio un esempio : mentre bruciano pochi copertoni , si contaminano tutte le matrici ambientali : aria , suolo e acqua , anche a chilometri di distanza. Dai roghi si liberano sostanze pericolose , tossiche e nocive, che aumentano notevolmente i rischi per la salute e la sicurezza alimentare di milioni di cittadini. Senza entrare nel merito di dati scientifici , qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso capirebbe che non è un caso se diversi studi evidenziano , proprio in Campania, un alto rischio di ammalarsi di tumori e patologie gravi. L’obiettivo che sin dall’inizio mi sono preposto , insieme agli altri che collaborano con la terradeifuochi.it , era far conoscere quante più persone ciò che si verifica all’insaputa di molti ma a danno di tutti. Approfitto dell’occasione per invitare i ciitadini ad aiutarci nel sostenere la nostra campagna d’informazione e di denuncia nell’interesse collettivo. A disposizione mettiamo il nostro sito web e la nostra pagina su Facebook