venerdì 30 aprile 2010

INTERVISTA A MARCO MENGONI , CANTANTE “che Morgan sia in un periodo un po’ particolare. Ha sicuramente altri problemi . Prima ha detto che la canzone l’aveva scritta lui , poi che la frase “forse sì forse no” era sua. Ma io rispondo così da quando ho 16 anni , è proprio un mio modo di dire”

Marco Mengoni artista , vincente di X factor ed ex pupillo di Morgan

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Dopo la vittoria di X-Factor la tua vita è tutta , o quasi , sotto ai riflettori . Ma prima com’era?

“Io ho iniziato a cantare che avevo 16 anni , un bel po’ tardi rispetti agli altri miei colleghi. Intanto lavoravo come barista o come cameriere. Mi piaceva tantissimo fare quel tipo di lavoro. I miei genitori mi dicevano che non c’era bisogno , di stare a casa che non avevamo necessità economiche. Ma a me piaceva troppo e continuavo a farlo. Amo l’ansia e la frenesia del bar: quando alle 6 di mattina hai davanti a 6 mila persone che ti chiedono i caffè più complicati del mondo”

Come mai?

“Perché ho un carattere molto pigro. Quindi rendo meglio sotto stress. Devo avere stimoli per far bene qualcosa : ansia e ostacoli sono il mio motore. Io adoro sbagliare . In quel periodo ho anche iniziato a studiare canto in una scuola : ma non mi sentivo libero, non andava. E cos’ ho iniziato a militare in diverse band. Dal piano bar ai matrimoni , dal soul al rock, facevo di tutto”

Quando c’è stato il salto di qualità?

“La svolta è arrivata quando avevo 19 anni e ho deciso di andarmene da casa per vivere da solo a Roma. E’ lì che ho cominciato a lavorare sodo con il mio gruppo, che è lo stesso c he ora mi accompagna in tour”

Come sei arrivato al talent show di Rai due?

“E’ stata la mia band a spingermi a provare. Ho fatto l’audizione. Ed è iniziata quest’avventura . Me la sto godendo. E sai , se anche domani finisse, non avrò rimorsi”

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Tutti lodano il tuo talento. Che effetto fa sentirsi così ben voluti?

Hanno detto cose bellissime su di me, certo, ma anche bruttissime. I critici al Festival di Sanremo mi hanno smontato pezzo per pezzo e ne hanno detta di ogni sulla mia canzone. Ma è bene che sia andata così. Quando entri in questo mondo devi essere consapevole che sarai giudicato. Devi imparare a stare al gioco”

Come è stata l’esperienza del Festival?

“Sanremo è un circo : cinque giorni di delirio , sembravano tutti impazziti. Io ero stanchissimo , ma se non le faccio ora a 21 anni questa cose. Quando le faccio? Sanremo è un’esperienza molto diversa rispetto a X-factor. Lì sei ovattato e protetto , non sai niente di quello che succede di fuori. Invece al Festival ti buttano in pasto ai leoni, ai giudizi”

A Sanremo hai anche litigato con il tuo mentore. Addirittura gli hai fatto causa perché ha detto che la tua canzone l’aveva scritta lui. Come è andata?

“Dal punto di vista legale lui non si è più mosso. Credo che Morgan sia in un periodo un po’ particolare. Ha sicuramente altri problemi . Prima ha detto che la canzone l’aveva scritta lui , poi che la frase “forse sì forse no” era sua. Ma io rispondo così da quando ho 16 anni , è proprio un mio modo di dire . Io non gli avrei mai fatto causa. Ma è che Morgan non ce l’ha con me , ma ce l’ha con le case discografiche”

E come è andata a finire?

“Per ora non ci siamo più sentiti. Ma spero che un giorno scriveremo una canzone insieme”

Cosa ne pensi invece delle dichiarazioni di Morgan sull’uso della droga che gli sono costate l’espulsione del Festival?

“Non me ne frega niente di Morgan e della droga e non ho un’opinione in riguardo. Io non mi drogo , ma è anche per l’educazione che mi hanno dato i miei genitori. Ma soprattutto non giudico gli artisti per la loro vita privata ma solo per quello che fanno sul palco , se sono capaci di emozionarmi o no, per quello che mi danno”

Com’è il tuo nuovo disco, “Re Matto”?

“Una grandissima soddisfazione.L’abbiamo fatto molto in fretta , in meno di un mese mentre promuovevo quello precedente , uscito subito dopo X-factor. E intanto c’erano anche le prove di Sanremo. Io ho cercato di seguire tutto , anche perché sono fatto così. E sta andando bene . Ma io non mi monto la testa , perché chi lo sa? Ogni concerto lo faccio pensando che sia l’ultimo e così ci metto tutto me stesso”

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Hai detto che sei pigro, hai altri difetti che dovremmo sapere?

“Difetti ne ho una marea: sono permaloso e gelosissimo. Ma il mio pregio è proprio sapere riconoscere i miei difetti. Io sono una persona molto critica. E so anche che di primo impatto risulto un antipatico. Ma non m’importa , resto me stesso”

Se improvvisamente l’avventura musicale finisse che farai? Torni a lavorare al bar?

“No, il barista non lo posso più fare, avrei vita difficile adesso che una faccia abbastanza conosciuta. Mi fa piacere quando adesso mi riconoscono al supermercato , ma ti senti anche più limitato. Il centro commerciale di sabato pomeriggio è impraticabile. Forse ritornerei all’università, studiavo lingue”

Nel campo dello spettacolo ti piacerebbe fare altro , oltre che il cantante?

“Mi sono arrivate alcune offerte per il cinema , come doppiatore. E in effetti mi piacerebbe tantissimo. Ma per il momento mi concentro sulla musica. E ora pago in tour in tutta Italia. A Milano ho dovuto addirittura raddoppiare le date”

E quali sono i tuoi sogni non ancora avverati come cantante?

“Vorrei tanto scrivere un pezzo con i Subsonica e duettare con Giorgia. O magari con Mina”

Li senti ancora i tuoi ex colleghi di X-Factor?

“Li sento e li vedo spesso , almeno quelli che stanno a Roma. E spero di collaborare con tutti loro in futuro”

Sei fidanzato?

“No. Sono una persona molto sofferente di indole e non mi piacerebbe far soffrire qualcun altro. E al momento non ho tempo per impegnarmi davvero in una relazione. Ho la musica , e sto una crema: mi basta quello che ho in un rapporto ci devi mettere tempo, testa e concentrazione e perciò ora, con tanti impegni professionali farei soltanto soffrire chi mi stesse vicino”

giovedì 29 aprile 2010

INTERVISTA A MATT DILLON , ATTORE “La mia immagine , non dipende da me : è costruita in gran parte dagli altri , spesso legata ai miei personaggi

Matt Dillon è di nuovo al cinema , Blindato , in uscita a giugno , e Takers nella seconda metà dell’anno. Il fascino del ribelle cova ancora , anche se non esibito spudoratamente.

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A parte quei due capelli bianchi , lei sembra lo stesso di sempre

“Il tempo passa , porta cambiamenti positivi e negativi . Ma di certe cos e- come i capelli bianchi – me ne frego”

Però si tiene in forma

“Mi prendo cura di me stesso . Niente preparatore atletico o capricci da star . Cerco di essere moderato in tutto. Se mi viene voglia di cioccolato , non lo mangio subito. Vado un po’ in palestra e lo mangio dopo , con molto più gusto. Ma non ho il tempo di invecchiare. La maturità mi ha aperto porte che mai avrei pensato di varcare”

Per esempio

“Ho interpretato Charles Bukowski. Chi l’avrebbe detto che mi avrebbero chiesto di far rivivere l’idolo di quando ero ragazzino?”

Un mito della beat generation : alcol, eccessi , ribellione. Ribellione che, soprattutto all’inizio della carriera , era un po’ la sua parola d’ordine

“Che cosa vuole dire essere ribelli? Che non so stare zitto quando trovo che qualcosa sia sbagliato? Non ho mai pensato di essere l’unico detentore delle verità , ma ho sempre detto quello che pensavo, e ho anche pagato per averlo fatto. Il resto, l’immagine , non dipende da me : è costruita in gran parte dagli altri , spesso legata ai miei personaggi. Proprio per sfuggire a quell’etichetta , ho provato a fare il regista (Nel City of Ghosts ndb) . Per avere finalmente il controllo”

Aveva 19 anni quando diventò famoso per i Ragazzi della 56a strada e Rusty il selvaggio , entrambi diretti da Francis Ford Coppola . Le è mancata un’adolescenza normale?

“Sì. Ma se ho perso in normalità, ho guadagnato in tante altre cose : ho girato il mondo , ho conosciuto gente di tutti i tipi , e credo di aver imparato che lo scopo non è essere felici ma dare sempre il meglio di se stessi. Se poi arriva la felicità , bisogna saperla cogliere”

Nel 2006 , con Crash , stava per vincere l’Oscar con il personaggio di un poliziotto da due volti. In Blindato sarà un agente che conosce un lato oscuro. Ci prende gusto?

“Beh , se devi fare il poliziotto , che almeno sia uno complicato. Mi piace sorprendere il pubblico”

Fino a che punto ? Farebbe il gay?

“Certo, e molto volentieri. Paletti i non ne pianto, ce ne sono già fin troppi che mi vengono piantati intorno”

Che cosa intende dire?

“Che sono gli altri , piuttosto, a non giudicarmi adatto per certe parti”

Sicuro che stiamo parlando di Matt Dillon?

“Sicurissimo. Lei non ha idea. Questo è troppo carino o troppo brutto, quello è troppo vecchio e troppo giovane , quell’altro ancora non è macho abbastanza: c’è sempre un motivo per non prendermi in considerazione per un determinato personaggio. E allora sento che non mi viene data l’occasione di dimostrare la mia versatilità”

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A un certo punto si è detto che lei volesse comprare casa in Italia

“Mi piacerebbe molto. ma anche in Francia , o in Spagna . Amo la vostra parte di mondo. E Dell’Italia adoro il cinema di una volta , quello di De Sica, Antonioni, Fellini. hanno mostrato al mondo che i film potevano essere sogni, e influenzato i grandi registi di oggi. Se sono diventato attore , è anche per colpa loro”

Non sono i soldi , non sono le feste, non è la fama : che cosa la spinge?

“Non lo so con esattezza. So solo che , quando la gente viene al tuo funerale , non dice mai “aveva tanti soldi” , o “era parecchio famoso”. Ci aveva fatto caso?”

mercoledì 28 aprile 2010

INTERVISTA A MONICA BELLUCCI “A un certo punto , mi sono sentita pronta ad avere un secondo figlio e speravo che arrivasse. Solo che i figli mica sono come i film , non è che si organizzano mettendo attorno a un tavolo un regista o un produttore”

Monica Bellucci aspetta la seconda figlia dal marito Vincent Cassel.

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Prima gravidanza iniziata a 39 anni, seconda a 44. Un bel coraggio

“Già, si dice sempre così a quelle che fanno i figli tardi. Ed è vero che fare i figli tardi richiede coraggio perché si corrono rischi , per i bambini e per se stesse. Ma io non mi sento coraggiosa , solo molto fortunata. Ho avuto una bambina , un parto naturale come una contadina dell’Umbria , e finora anche questa seconda gravidanza è bella e semplice. Ma non sono assolutamente un esempio da seguire”

Ha cercato questo secondo figlio?

“Mi piaceva molto l’idea di dare un fratellino o una sorellina a Deva. E anche Vincent lo desiderava. In realtà, molti mi avevano consigliato di far subito il secondo figlio , ma per un po’ ho resistito all’idea perché non ero pronta fisicamente ; ho vissuto la prima maternità in modo totale. Ho allattato nove mesi , non ho dormito per due anni. E, forse, non volevo niente che si mettesse tra Deva e me. Poi , a un certo punto , mi sono sentita pronta e speravo che arrivasse. Solo che i figli mica sono come i film , non è che si organizzano mettendo attorno a un tavolo un regista o un produttore”

Però si possono chiamare le cliniche della fertilità , le madri surrogate..

“Io non ne ho avuto bisogno, chissà, forse c’entra il fatto che la mia nonna paterna ebbe un figlio a 47 anni . Ma , ripeto, è fortuna. Conosco donne disposte ad attraversare il deserto in ginocchio pur di avere un figlio. Fosse capitato a me di avere difficoltà a restare incinta questa seconda volta , sarei diventata una di loro”

Sta di fatto che molte donne fanno i figli sempre più tardi , con o senza aiuti.

“Tutto è spostato in avanti. Le donne cercano la sicurezza economica , una casa, un compagno , e poi pensano ai figli. Ho letto che, solo nella regione Lazio , la maggioranza delle donne lo fa solo dopo i 35. Ma è anche vero che la nostra vita media è ormai di 85 anni! Ci pensi : se io e lei fossimo nate agli inizi del Novecento , a 40 saremmo già morte. Oppure vive, ma devastate e senza denti. Quindi , sì, certo , in linea dio massima sarebbe fare i figli presto e , certo, quando mia figlia avrà vent’anni , io ne avrò sessanta. E allora? Già oggi le sessantenni sono stupende! Il mondo è cambiato e, con tutte le cautele del caso, oggi è possibile avere un figlio a 40 e vederlo invecchiare”

Quando era incinta di Deva , ferveva il dibattito sulla legge 40 sulla fecondazione assistita. Lei si spese molto per la campagna referendaria. Oggi, nel 2010, siamo ancora al punto di partenza. Le donne disposte ad attraversare il deserto in ginocchio , se ne hanno i mezzi, vanno a fare i figli nelle cliniche private all’estero.

“Che disastro , e che ingiustizia. E’ un problema politico , o meglio, un problema di strumentalizzazione della religione da parte della politica. E , alla fine, soprattutto un problema di mancanza di informazione. Troppa poca gente andò a votare al referendum. Ed è stato solo uno dei tanti casi in cui questo paese si dimostra poco attento alla salute delle donne e ai loro diritti , un’attenzione che dovrebbe cominciare con la scuola , con ore dedicate all’educazione sessuale , per insegnare ai ragazzi l’importanza della pillola e del preservativo come strumenti di prevenzione. La pillola per non rimanere incinta, il preservativo per non morire ed evitare le malattie , come la clamidia, che rischiano di distruggere per sempre l’apparato riproduttivo femminile”

Dove partorirà?

“Non posso dire nulla , se non che il medico che mi segue è italiano. E’ un ottimo ginecologo , uno che, se vado in tilt e voglio fare due ecografie in una settimana, sa come tranquillizzarmi. Dunque, partorirò in italiano, perché io, in quel momento , voglio parlare in italiano , urlare in italiano”

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Quando si è accorta di essere incinta?

“In agosto. Ne sono stata sicura anche prima di fare il test perché mi sono toccata la pelle del viso e l’ho sentita diversa , come ispessita. Comunque , quest’anno è capitata una cosa curiosa. Erano le nove del mattino, Vincent è sceso a comprare il test in farmacia , io sono andata da Deva e lei mi ha detto “sai , mamma? Ho sognato che tu avevi il pancione e noi eravamo tutti in ospedale ad aspettare un fratellino”. Una piccola strega!”

E’ gelosa della sorellina in arrivo?

“Non ancora . La sto preparando alla novità con molta delicatezza. Le dico che io non ho avuto la fortuna di avere sorelle o fratelli, che lei sta per avere un’amica che le sarà accanto per sempre , una nuova amica per la vita”

Vincent avrebbe preferito un maschio?

“Può darsi , come molti uomini. Ma è talmente innamorato della sua principessa Deva che sono sicura sarà felicissimo anche per la seconda”

E’ un padre che aiuta?

“Molto. Più il tempo passa , più mi piace l’uomo che è diventato. Quando l’ho conosciuto era un ragazzo di 28 anni , adesso è un uomo con un grande senso di responsabilità che mi fa sentire serena. Deva ha bisogno di lui quanto di me. Penso sempre che, se mi dovesse succedere qualcosa, Vincent sarà qui con le nostre figlie. Una donna può anche dire “io i figli li faccio da sola”, e tante ci riescono pure, ma avere un compagno accanto arricchisce sia noi che i bambini”

Quante lingue parla Deva?

“E’ una piccola gitana di lusso , dunque poliglotta. Parla già francese , italiano, inglese e anche un pochino di portoghese perché andiamo spesso in Brasile. Poco tempo fa ci è andata in vacanza con suo padre e sua nonna, perché io non potevo viaggiare. E’ tornata falando portogues

Nel mondo delle donne normali , l’annuncio della gravidanza è un momento delicato. A volte il datore di lavoro storce il naso. Che cosa succede a un’attrice internazionale?

“A marzo avrei dovuto iniziare a girare un film di Philippe Garel. L’ho avvertito in tempo e lui, gentilmente, mi ha aspettata e ha spostato le riprese ad agosto. nel frattempo, invece , avevo girato The Sorcerer’s Apprentice , con Nicolas Cage , prodotto dalla Disney. Avrei dovuto tornare negli Stati Uniti per girare alcune scene in più. I medici me l’hanno sconsigliato e quindi non ci sono andata. Ma che importa!”

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Quando è incinta , non le manca il red carpet ( il tappeto rosso) , l’attenzione dei riflettori?

“E’ bellissimo , essere out per un po’ . E’ un limbo , una bolla sospesa in cui leggo, vedo le amiche , mi occupo della mia pancia, e di Deva”

Lei è una donna molto indipendente che, da ragazza , è partita alla conquista del mondo. Alla fine , però, ha messo su una famiglia unita

“Sì, ma anche molto anomala, perché ho trovato un uomo che ha lo stesso senso d’indipendenza che ho io. Io e Vincent non stiamo sempre appiccicati , passiamo anche lunghi periodi lontani. Quando lui torna a casa non gli chiedo mai “Dove sei stato?”. E lui non chiede a me. Ci unisce la nostra idea di coppia : se ami davvero non possiedi nessuno , nemmeno i tuoi figli”

Ma , con l’arrivo dei figli , appunto, forse vi sarete dovuti organizzare secondo dei binari più convenzionali , no?

“Un po’. Ma gli spazi restano . Lo so , è un modo atipico di vivere e , come ho sempre detto , oggi è così, domani non si sa”

Lo dice per scaramanzia?

“No, è che io non credo all’eternità, men che meno alla staticità degli esseri umani. Si cambia , ogni giorno separatamente. Il punto d’incontro ogni volta è un punto interrogativo. E a me va bene così”

In occasione della prima gravidanza, lei mi disse che si era molto avvicinata a sua madre

“E’ vero, non tanto perché la veda più spesso di prima: stare dietro ai miei spostamenti è molto complesso per lei. Ma mi sono accorta che mi ritrovo a fare delle cose per Deva e mi rendo conto che sono le stesse che mia madre faceva per me. Le poso la mano sulla fronte prima di dormire , come se quel calore potesse calmare qualcosa. E in effetti calma , perché io so che la mano di mia madre calmava me. Ho imparato che l’amore è un comportamento appreso. Ed ecco perché chi ha ricevuto poco amore fa tanta fatica ad amare”

Lei vive spesso all’estero , però si sarà accorta che, negli ultimi mesi , in Italia c’è stata una girandola di scandali con, centro dell’attenzione , donne disposte a tutto pur di farsi aiutare da uomini potenti. C’è chi dice “maschi, soliti mascalzoni” e chi – comprese alcune donne – critica l’arrivismo in gonnella . lei che ne pensa?

“Che le femmine della specie siano attratte dall’uomo di potere secondo me è roba antica come il mondo , non è una notizia del 2010. Nella giungla la leonessa vuole andare con il capo branco . Il potere – intellettuale , politico, economico – può essere molto erotico agli occhi delle donne”

E non importa se il leone è grasso e spelacchiato?

“No! perché è un tipo d’erotismo che non ha niente a che fare con la bellezza. E comunque, secondo me, adesso sta succedendo anche il contrario. Tanti uomini giovani sono attratti dalle donne di potere , che a loro volta si sentono rinascere al fianco di un ragazzo. Forse il gioco dell’attrazione sta diventando simmetrico. Finalmente”

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Resta il fatto che le cronache ci hanno raccontato di un esercito di ragazze che vogliono sfondare nel mondo dello spettacolo , infilandosi nel letto giusto. E a volte ce la fanno pure

“A volte. per poco tempo . E prevalentemente in televisione. Già il cinema è diverso. magari bastasse fare un po’ di sesso con qualcuno per ottenere un ruolo in un film”

E’ molto ottimista sulla condizione femminile

“Diciamo che da quando gli uomini, qualche migliaio di anni fa , hanno scoperto che le donne avevano bisogno di loro per la riproduzione della specie, hanno cominciato a fregarci. Però è anche vero che, adesso , molte donne possono prendere in mano la loro vita e dire “e io la casa me la compro da sola”

Quando guardano le foto dei summit dei grandi della Terra , però, molte ragazze continuano a sognare di essere al posto delle first lady , poche al posto di Angela Merkel

“Vero. Tante donne hanno ancora bisogno di un uomo che le protegga e le definisca. Ma sono parametri molto privati , hanno a che vedere con l’infanzia di ognuna . Io ho costruito la mia vita nel segno dell’indipendenza , non sono mai stata attratta da un uomo di potere e ho sempre avuto rapporti con uomini che stimo ma che considero miei pari. Non posso giudicare male chi sogna di fare le first lady , chi cerca un uomo che la plasmi , perché ognuno di noi sceglie in base alle sicurezze e insicurezze che ha”

Quando diventano madri , le donne dicono sempre che le loro priorità cambiano. Ma non è che succede un po’ anche il contrario? Che si fanno figli e perché altre cose – lavoro , carriera – non bastano più?

“Per me è stato un po’ così. Ricordo che quando ho sentito il desiderio di restare incinta la prima volta vivevo da mesi tra un set e una promozione, tra una promozione e un set. E, nonostante il grande amore che ho per il mio lavoro, c’è stato un giorno in cui ho pensato che non mi bastava, che avevo bisogno di altro. Ho avuto la sensazione di stare vivendo una vita che apparteneva più agli altri che a me stessa , che arrivato il momento di fare qualcosa davvero per me”

Quindi, solo i figli realizzano?

“Ma no! E’ una valutazione molto personale , e le donne dovrebbero essere lasciate libere di scegliere. Si può benissimo essere felici e realizzate anche senza figli. Certo, se la maternità ti piace, se la desideri e la vivi bene, non c’è niente di più bello che stare qui , una mano sulla pancia , e sentire questo pesciolino che si muove. E’ fantastico , è il nostro inspiegabile segreto”

martedì 27 aprile 2010

INTERVISTA AD ALDO BISCARDI , GIORNALISTA “La cupola non esiste . Le 75 intercettazioni inedite acquisite dai giudici di Napoli lo dimostrano. Il vizio di telefonare ai designatori degli arbitri e provare a pilotare le partite è diffuso e trasversale”

Per trent’anni ha fatto il processo, ma ora di mezzo c’è un processo vero , con giudici veri . Aldo Biscardi non rinuncia, però, alle sue sentenze. Sono 75 le nuove intercettazioni acquisite dai giudici , facendo gridare ad una nuova Calciopoli.

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Bergamo che chiama Facchetti dell’Inter. L’ex designatore che chiacchiera con Massimo Moratti. Ci risiamo. Ma lei se l’aspettava.

“Certo che sì. Questo secondo round di Calciopoli non mi sorprende affatto . I tentativi di pilotare il campionato esistono da sempre , anche prima del calcio delle Spa , sin dal tempo dei mecenati. Il presidente del collegio giudicante del Tribunale di Napoli , Teresa Casoria , ha accettato la richiesta dei legali di Luciano Moggi di mettere gli atti le nuove intercettazioni. Se giudici e magistrati , c he sono ben lontani dal mondo dello sport, considerano rilevanti queste telefonate significa che sta prendendo corpo l’idea che non fosse una sola persona a manovrare il campionato”

“Pranzi e cene li facevano tutti, di griglie parlavano tutti”. Sono le parole dei legali di Moggi . Tutti colpevoli, nessun colpevole?

“Se Calciopoli non era vera , credo che la seconda lo sia altrettanto. Adesso toccherà ai giudici decidere , ma sono convinto che questa nuova ondata dello scandalo sarà ancora più poderosa e sconcertante della prima”

Ancora fango sul calcio italiano. E’ in arrivo una nuova bufera come quella di quattro anni fa ?

“Ci sarà innanzitutto la riapertura del processo sportivo. Basta leggere i giornali. Il Corriere dello Sport dedica 9 colonne alla svolta dell’inchiesta. Il titolo su Giacinto Facchetti , l’allora presidente dell’Inter , è tutto un programma “Bergamo , vai da Moratti. Ha un regalino per te”. E’ chiaro che non sarà necessario attendere la prossima estate per verificare gli effetti dello scandalo. La nuova bufera si è già abbattuta”

Dopo la tempesta sarà finalmente la quiete, secondo lei?

“Forse sì, Forse no. Molto dipenderà dall’atteggiamento della Figc”

Come dovrebbe intervenire la Federazione? Con un colpo di spugna su corrotti e corruttori?

“Innanzitutto stabilendo nuove regole, più severe di quelle in vigore ora”

Per esempio?

“Tanto per cominciare abolirei le telefonate”

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Facile a dirsi..

“Quantomeno bisognerà stringere i controlli. Definire reato ciò che ora non lo è. Serve una soluzione impositiva e coercitiva per evitare che l’incubo si ripeta con Calciopoli tre , quattro, cinque..”

Stanare le cupole prime che si formino?

“La cupola non esiste . Le 75 intercettazioni inedite acquisite dai giudici di Napoli lo dimostrano. Il vizio di telefonare ai designatori degli arbitri e provare a pilotare le partite è diffuso e trasversale. Non riguarda solo due o tre persone , o addirittura uno solo”

Ma è vero che la stampa sportiva ha sempre saputo tutto? Il suo amico Maurizio Mosca non aveva avuto remore ad ammetterlo

“E’ evidente che ogni giornalista cerca di raccogliere informazioni , di sapere cosa accade”

E racimolando notizie , a volte capita di subire pressioni dall’alto..

“Certo. Ma una soluzione c’è: rispondere sempre no”

Anche lei finì nel calderone delle intercettazioni per le telefonate con Moggi. La questione fu giudicata penalmente irrilevante , ma l’Ordine dei Giornalisti la sospese

“Doveva compiere tutti gli accertamenti”

Dopo la sospensione ha deciso di non rinnovare l’iscrizione. E’ ancora convinto della scelta?

“Potrei anche riscrivermi , ma non mi interessa. Per ora ho incassato una rivincita clamorosa contro chi ha voluto pescare nel torbido”

Ultima domanda. Le querelle sullo scudetto del 2006 . A chi lo darebbe?

“Vuole la verità? Io lo toglierei di mezzo. Non se lo merita nessuno. L'Inter ha fatto male ad accettarlo, ma non è il caso che venga restituito alla Juventus. Stracciamolo , punto e basta”

lunedì 26 aprile 2010

INTERVISTA A PETER JACKSON REGISTA “Non sono credente e diffido delle religioni . Non ho un’idea personale del dopo morte , amo pensare che ci sia un’energia dello spirito che non può essere distrutta”

Dopo decenni di kolossal fantastici, incassi strepitosi per Il Signore degli Anelli e paesaggi fantastici neozelandesi , Peter Jackson spiazza il suo pubblico raccontando la storia ( tratta dal romanzo Amabili resti di Alice Sebold) di una quattordicenne fatta a pezzi e il suo spirito rimane in un limbo seguendo gli eventi di un mondo che si rifiuta di abbandonare.

Il padre è divorato dai sensi di colpa, la madre lascia la casa e i suoi due figli , la nonna è alcolizzata ma sta dietro ai nipoti. La rabbia della ragazzina è contro la caccia dei poliziotti al suo carnefice , un irriconoscibile Stanley Tucci. Il pubblico è rimasto contrariato sia per la fine del film e la maggiore attenzione alla visione artistica che agli elementi emotivi del libro.

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Perché ha scelto un film così lontano dalle abitudini del suo pubblico?

“Mia moglie Fran ha voluto che leggessi il libro già nel 2002. Dopo le prime dieci pagine sono scoppiato in un pianto disperato. Abbiamo cominciato a parlare di quanto sarebbe stato difficile e stimolante farne un film, anche se all’epoca dovevamo ancora girare Il ritorno del re , l’ultimo capitolo del Signore degli Anelli. Ma c’era già una produzione che aveva i diritti sul libro e l’impresa era impossibile. Due anni dopo ci hanno chiamato per dirci che quel progetto era naufragato. L’ho preso come un segno del fato e ho deciso di tentare”

Sua moglie, Fran Walsh , è la sua cosceneggiatrice da vent’anni

“Già. All’epoca di Meet the Feebles e Splatters. Agli schizzacervelli eravamo solo amici , ai tempi di Creature del cielo siamo diventati una coppia. Dopo 25 anni insieme siamo simbiotici. La pensiamo allo stesso modo su come un film va scritto e girato. Quando scegliamo un progetto ci sediamo in veranda , parliamo di una singola scena e ognuno scrive i suoi appunti. Poi li assemblo sul computer e lei li revisiona. Con noi lavora Philippa Boyens. Sono circondato da donne , credo faccia bene al mio cinema e alla mia qualità della vita”

Oltre a dieci film , lei e sua moglie avete prodotto due bambini. Com’è stato affrontare un argomento doloroso come la perdita di un figlio?

“Fin dall’inizio abbiamo voluto che Amabili resti , pur raccontando una storia terribile , contenesse speranza , vitalità, perfino umorismo e potesse essere visto dalla nostra secondogenita adolescente. Lo avevamo già visto in Creature del cielo : quella era la storia di un omicidio accaduto veramente, ma che occupava meno di 5 minuti di un film pieno di risate e amicizia. Qui volevamo parlare del mistero di quel che c’è oltre la morte senza lasciare che la pesantezza del tema prendesse il sopravvento , dettasse lo stile del film , facesse scappare il pubblico. Per questo è stata fondamentale la scelta della protagonista , l’irlandese Saoirse Ronan. Mi aveva mandato un filmino in cui recitava con il padre : mi colpì il suo essere una ragazzina autentica , lontana dall’omologazione delle adolescenti americane , prodotto unico di Disney Channel. E’ stato un colpo di fulmine , un’intuizione, come era successo con Kate Winslet ai tempi di Creature del cielo”

Però l’aldilà che lei disegna non ha connotazioni religiose

“Non sono credente e diffido delle religioni . Non ho un’idea personale del dopo morte , amo pensare che ci sia un’energia dello spirito che non può essere distrutta. Ho tenuto la mano a persone care mentre morivano, ho assistito al momento in cui il corpo perde la sua energia e diventa solo un involucro vuoto”

Il libro di Susie è un altro dei mondi paralleli che lei spesso racconta nei suoi film. Quanto l’essere cresciuto tra gli incredibili paesaggi della Nuova Zelanda ha influenzato la sua capacità visionaria?

“Sono nato in una zona selvaggia , in un paesino remoto che sembra lo scenario perfetto per Cime Tempestose. Figlio unico , sono cresciuto inventando storie ambientate fra le caverne , le rocce e il mare che avevo intorno. Ma nei film che faccio lascio che ogni mondo sia figlio della storia che racconto”

Le musiche di Brian Eno hanno un ruolo importante

“Altra scelta di cui sono debitore a Fran. E’ lei l’esperta musicale della famiglia. Mi ha fatto sentire brani vecchi di Brian Eno, legati al periodo ambient. L’ho chiamato per chiedergli di usarli e lui si è offerto di comporre la colonna sonora”

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Per la prima volta ha scelto un set dalla sua patria. Com’è andata?

“Ho girato in Pennsylvania per rispettare i luoghi descritti nel romanzo. La troupe è stata professionale , ma decisamente meno entusiasta di quelle con cui lavoro in Nuova Zelanda . In generale , preferisco stare lontano da Hollywood”

Però con l’hollywoodiano Steven Spielberg ha trovato un’ottima intesa. E ‘ il suo produttore esecutivo

“Steven è stato una benedizione : in fase di montaggio ha rivisto il film di 12 volte , inviandomi appunti , consigli e correzioni con una freschezza di sguardo e un’obiettività che io avevo perso”

State lavorando insieme a una trilogia su Tintin

“Sì. Come ogni neozelandese sono cresciuto con almeno cinque libri di Tintin a casa. L’ho letto la prima volta a sei anni , l’ultima due anni fa. Spielberg aveva comprato i libri e abbiamo deciso di produrlo insieme. Steven dirige il primo film , io il secondo : siamo due adulti bambini che si divertono con il giocattolo preferito”

Perché ha deciso di affidare a Guillermo Del Toro (Hellboy, Blade II) la regia di The Hobbitt , la nuova saga al Signore degli anelli?

“Perché credo di aver dato tutto quel che portavo nella trilogia. Ho scritto la sceneggiatura dei due film tratti da The Hobbitt , ma adesso avanti un altro”

giovedì 22 aprile 2010

INTERVISTA A GIOVANNI GUZZETTA , COSTITUZIONALISTA “Uno Stato che non riesce a decidere se non quando è nell’emergenza fa comodo a tanti perché consente di scaricare le responsabilità sulle istituzioni che non funzionano”

Giovanni Guzzetta, costituzionalista, voleva abolire la legge elettorale Porcellum. Guzzetta Ora teme il caos visto che sulle riforme si sta facendo un ammuina.

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Spieghiamo l’ammuina

“Ancora non si è cominciato a discutere di riforme che sono partiti i distinguo , le obiezioni, i veti incrociati. Disseminati lungo tutto lo spettro politico ci sono conservatori interessati a mantenere lo status quo. Ma io la penso come De Gasperi , Calamandrei, Einaudi , che ritenevano che una volta archiviata la guerra fredda si sarebbe potuto ostruire uno Stato forte, efficace , capace di dare risposte ai cittadini”

I conservatori chi sono? Facciamo i nomi

“Più che di persone si tratta di interessi che si annidano ovunque. Uno Stato che non riesce a decidere se non quando è nell’emergenza fa comodo a tanti perché consente di scaricare le responsabilità sulle istituzioni che non funzionano : vorrei ma non posso è la la litania che tutti i governi offrono quando non riescono a fare”

Detta così viene in mente Berlusconi

“Beh, a me vengono in mente tanti. Come italiani siamo bravissimi a dare il colpo di reni quando tocchiamo il fondo. Ma tra qualche mese , gestita la crisi, dovremo agganciare la ripresa e queste istituzioni nono sono in grado di farlo. Nell’emergenza si può sopravvivere , ma non creare prosperità e credo che gli italiani siano stanchi di sopravvivere. Ecco perché le riforme non sono, come qualcuno sostiene, soltanto un problema dei professori di diritto. Uso una metafora: se ho un campo e devo farlo fruttare un conto è se uso la zappa, un altro conto se uso il trattore. L’architettura istituzionale che abbiamo è una zappa”

Le piace il semipresidenzialismo alla francese

“Intanto facciamo una premessa : le democrazie non si dividono tra presidenziali e non presidenziali. Ma tra quelle che funzionano e quelle che non funzionano. Le prime sono quelle nelle quali i cittadini hanno il potere di scegliere il governo, le maggioranze sono omogenee e in cui c’è un leader – anzi un capo , diceva Einaudi – che possa guidare le maggioranze. Così accade anche con il premierato inglese”

Però il modello inglese non seduce molti

“Il problema è quello della realizzabilità. E per tante ragioni mi pare difficile importare da noi il modello inglese. Diciamo che in Europa l’unico Paese passato da una democrazia impotente a una efficiente è stata la Francia con la Quinta Repubblica”

Il Cav e la Lega sembrano guardare proprio a Parigi

“Non ne sono sicuro: finora non ho visto una bozza. Il semipresidenzialismo francese è una cosa delicata. Ma è anche una buona occasione per l’Italia”

Con il maggioritario a doppio turno e con il Porcellum?

“La legge elettorale ha la funzione dio assicurare una maggioranza. Quella attuale lo fa , ma fa in modo che i parlamentari siano nominati. La mia preoccupazione è che ci si impicchi alle formule , e si parla per migliorare la legge elettorale finendo per ritornare al proporzionale che in Italia molti rimpiangono. Una cosa è certa : il semipresidenzialismo con il proporzionale non funziona: nel 1986 in Francia Mitterand ci si è ritrovato con una maggioranza di diverso colore”

Propone il semipresidenzialismo con l’uninominale a turno unico?

“Piuttosto che nulla mi accontenterei. Ma il problema è la volontà politica: l’importante è che tutto non resti com’è”

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E se ci limitasse alla bozza Violante?

“Tutto quello che migliora l’esistente va bene. Ma il cuore della questione resta avere esecutivi che possano governare senza ricatti”

mercoledì 21 aprile 2010

MICOL RONCHI , LA CONIGLIA DI CHIAMBRETTI NIGHT “ Il mio vero sogno, da figlia di genitori divorziati , è di avere una mia famiglia”

Micol Ronchi , è la coniglietta di Chiambretti Night. Quando non si parla con lei si nota che non siamo di fronte alla solita soubrette televisiva.

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Micol quali sono le tue passioni?

“Beh, in questo momento dormire . Però , io amo leggere , è il modo per vivere dei mondi paralleli e nella mia fantasia mi creo un po’ di tranquillità che mi aiuta nella vita di tutti i giorni. Amo anche scrivere , di tutto, anche semplicemente la rubrica che curo su rumors.it, mi dà grandissime soddisfazioni , si chiama “Diario di una coniglia part time”

Ultimo libro letto?

“Per la duecentesima volta i racconti di Herman Hesse ma il mio libro preferito in assoluto è “Il piccolo principe”

Possiamo dire che è il libro che ti ha salvato la vita?

“Sì perché rileggendolo mille volte trovi sempre un dettaglio in più , pur nella sua semplicità”

Qual è la cosa più pazza che hai fatto per passione?

“Quando leggo follie ne faccio abbastanza. Una volta sono stata sveglia tutta la notte per leggere “Il signore degli anelli”

Parliamo di un’altra passione importantissima : mi racconti il viaggio più bello?

“Avevo 14 anni , forse 15, mia madre mi ha caricato su una Twingo color Rosa punta lingua come la chiamavo io , meravigliosa, e mi ha portato in Germania , a Francoforte. Poi abbiamo fatto Olanda , Londra, tutto il sud dell’Inghilterra , Francia, Parigi , Borgogna, Svizzera. Siamo state fuori due mesi”

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Vorrei chiedere il tuo rapporto con il cibo..Qual è il tuo piatto preferito?

“La domanda richiede una certa riflessione. Io divido il cibo da senso di colpa e quello da non senso di colpa. Nella prima categoria i miei preferiti sono la carbonara e i pizzoccheri”

A proposito di serate fuori … Qual è stata la tua ultima notte scatenata?

“Ieri sera , è stato veramente il massimo dello scatenamento , ovvero stare seduta quattro ore in un locale vuoto davanti un Rossini”

Ma che locale era ? Addirittura vuoto?

“Martedì sera , serata moscia”

Ma parlando di cose serie , qual è il sogno che serbi più gelosamente?

“Devi sapere che è scritto nelle stelle che vincerò un Oscar come migliore attrice protagonista. Invece, il mio vero sogno, da figlia di genitori divorziati , è di avere una mia famiglia”

A che punto sei con questo progetto? Insomma, vorrebbe essere un modo carino per chiederti se sei fidanzata..

“Beh, il gatto è ancora vivo, quindi direi che sono fidanzata con il gatto, che però è una femmina”

Cambiamo argomento , parliamo di lavoro. Come è Chiambretti?

“Preciso , con un suo progetto a cui tiene come un figlio. E’ molto ironico , mi prende sempre in giro, ma io gli rispondo a tono. Soprattutto è una persona buona e devo dire che mi ha dato un’opportunità molto importante e quindi non ne parlerei mai male , in nessun modo”

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Nella trasmissione interpreti un personaggio , la coniglia, facendo delle domande ironiche agli ospiti e giocando con la sua passata esperienza come playmate di Playboy. ha i paura di restarne imprigionata?

“Non credo di restare imprigionata in quello che dico , in come lo dico o anche nel vestire. La coniglia mi è anche molto simpatica. Del resto , io stessa non sono poi così diversa , certo mi pongo in modo meno polemico nei confronti degli altri ma sono comunque molto ironica. Pensandoci bene , un po’ di paura di restare legata al ruolo ce l’ho ma so anche che ci sono altre cose che mi aspettano, anche diversi animali: la pantera rosa, la formica rosa , il cane rosa e poi vedremo in quali vesti di chissà quale animale”

Ma Micol Ronchi dove vuole arrivare? Posso intuire che la sua passione professionale sia il cinema?

“La mia passione sono le cose belle , in generale, e quelle fatte bene , con costanza. Già l’anno scorso , da quando ho vissuto l’esperienza con Play boy, la mia vita ha sterzato in un modo che non avrei mai preso in considerazione. Non avrei mai creduto di ritrovarmi qui, con delle persone interessate alla mia vita. Quindi il mio presente non era programmato . Siccome il passato mi ha stupito , mi aspetto che il futuro mi stupisca ancora di più , per cui non ho intenzione di scartare i regali prima che sia Natale”

Qual è stato l’incontro più importante per la tua carriera?

“Con Hefner, indubbiamente. Nella vita privata ho conosciuto una cara persona , che penso sia quello che vuole diventare qualsiasi donna , la classica donna bella , preparata, colta, carismatica , con una famiglia , il nome non lo faccio. Però nella vita professionale direi Hugh Hefner anche perché Playboy l’ho fatta grazie a lui”

E ‘ un peso la tua bellezza?

“No, anzi, non mi sembra assolutamente di essere bella. Direi che sotto c’è tanto trucco , tanta illusione. Ci hanno rifatto la facciata di San Pietro con quello che mi mettono in faccia tutti i giorni”

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Qual è il tuo rapporto con le automobili?

“Guido una C2 , mi trovo benissimo, piccola maneggevole e agile. Devo rifare le pastiglie. Invece , la mia auto preferita è la Jaguar, come quella di Diabolik”

Sii sincera : per te vale il proverbio “donna al volante pericolo costante”?

“Mia madre è un’ottima guidatrice e ancora non ho conosciuto domani uomini che parcheggino meglio di lei. Mio padre è un ufficiale polita di aeronautica , ha sempre avuto auto splendide. Andava a Monza in circuito a girare , ho guidato anche le Formula 3000. penso di poter dire che sono una buona guidatrice avendo avuto degli ottimi insegnanti. Anche se ho fatto l’esame di teoria 5 volte per ansia – arrivavo completamente bianca , terrorizzata e con lo stomaco in tumulto”

C’è un viaggio che vorresti fare in auto?

“Credo che quelli che nell’immaginario collettivo sono considerati viaggi in auto memorabili , li ho visti tutti: la Toscana in Porsche decapottabile giallo limone con mio papà ; ho fatto la Sardegna , l’Europa; nel resto del mondo non vedo tanti posti romantici da fare in macchina ; ad esempio , il Sudamerica è perfetto in autobus o da pedone. L’Italia invece è un paese da fare in decappottabile”

Qual è il consiglio più importante che ti è stato dato?

“Da mia madre che, incredibilmente, quando leggerà questa cosa , si sentirà molto fiera di se stessa. L’unica cosa intelligente che mi ha detto in vita sua è stato “Micol ricordati che si sorride con gli occhi”

Vorrei chiudere chiedendoti se c’è una frase che ripeti a te stessa nei momenti difficili

“Più che una frase cerco di ricordarmi qual è la mia strada , mi ripeto di continuare e andare avanti. In due parole , guarda e passa”

martedì 20 aprile 2010

INTERVISTA A GIUSY FERRé , GURU DELLA MODA E DELLO STILE “ Non buttare via mai niente. Se ti piace un modello , come diceva Coco Chanel , non avere paura di averlo in tutte le variazioni possibili”

Giusi Ferrè è la guru della moda italiana. E’ simpatica , ma altrettanto temuta quando assegna le celeberrime “Bucce di banana” su Sky.

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Ogni giovedì , su Lei Tv , va in onda il suo nuovo programma , in cui aiuta donne normali a rinnovare il loro stile. Com’è la sua nuova trasmissione?

“Un’avventura molto faticosa ma che ci diverte tanto. Soprattutto mi preoccupo di non sembrare una sentenziosa , non voglio diventare antipatica. Cerco solo di fare riflessioni sulla moda che facciano un po’ ridere, Perché ci occupiamo di moda , ma allo stesso tempo ne prendiamo un po’ le distanze. sa , a volte i fenomeni moda sono pressoché spaventosi : si vedono certe cose sulle passerelle che nessuna persona normale indosserebbe mai. Io voglio dire che anche la troppa moda può essere fatale. Voglio sottolinearne un po’ anche gli eccessi”

Lei è una delle giornaliste di moda più famose in Italia , come ha iniziato a fare questo mestiere

“Ho cominciato a fare la giornalista nel 1980 quando fui assunta a Epoca, che era in quei tempi un grande giornale , con inviati importanti. All’ultima arrivata , cioè io, tocca quello che nessuno voleva fare: le sfilate. Io avrei voluto occuparmi di cultura , ma visto che mi toccò la moda decisi di prenderla sul serio e mi ci misi con un certo impegno. Ho visto in quegli anni nascere il sistema moda Milano. Ho avuto l’occasione di conoscere bene grandi personaggi come Ferré ( che non è parente) e Gianni Versace, la cui capacità e rapidità di scelta , l’istinto per il gusto , mi hanno subito colpita. Non capisco il disprezzo dei colleghi per chi si occupa di sfilate : chi diventa grande in questo settore è perché ha davvero talento , i fenomeni inconsistenti sono passeggeri. In qualche anno poi la moda è esplosa , è diventata un fenomeno parlarne è sempre più stimolante. Ho cercato però di mantenere sempre una certa distanza dall’ambiente : non vado mai alle feste. I colleghi embedded nella moda mi fanno paura . Ma la moda mi piace e proprio per questo , per avere la libertà di parlarne davvero , voglio stare un passo più in là”

Lei è considerata un giudice di stile. Come si diventa persone dotate di gusto?

“Parafrasando Don Abbondio , il gusto è come il coraggio : se non ce l’hai nessuno te lo può dare. Lo si può però affinare , questo sì. Per me il peggior cattivo gusto è avere abiti all’ultima moda , il capo ultimo uscito. Negli anni ‘80 addirittura le redattrici arrivavano alla sfilata con addosso un abito che sarebbe apparso alle passerelle. Era un segno di potere. Oggi, per carità. Il gusto segue l’oscillazione dei tempi. ma lo si coltiva anche attraverso la letteratura , certe letture. C’è un vecchissimo libro di Gillo Dorfles che io consiglio , “Mode e Modi”. Poi tutta la collana della fondazione Pitti Discovery. ma anche certi classici , sono fondamentali, come Henry james. O L’età dell’innocenza : c’è tutta una parte sull’abito che viene acquistato e poi lasciato nell’armadio almeno due anni prima di essere indossato per evitare di essere volgari , che è fantastica”

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C’è uno stile vincente?

“Di solito si vestono con stile le persone che fanno lavori interessanti. Ad esempio , mi è capitato di scoprire che esiste uno stile architetto tra le donne che fanno questo mestiere a un certo livello. Una moda fatta di stilisti giapponesi e pochi ma ricercatissimi gioielli. Uno stile molto intellettuale e che mischia. Perché nella moda è importante il remix : il capo vintage con quello nuovo , quello di sartoria con quello della catena low budget”

Chi , secondo lei , è un personaggio di indiscusso stile?

“Mah , certamente Carla Bruni nel suo eccesso di semplicità. Una donna che ha il passato e la natura che la aiutano , però. Ma mi piace anche la first lady americana Michelle Obama. Che ha davanti una strada faticosissima : lei è proprio nera , non come il marito, ha braccia importanti , un fisico imponente. E le piace osare , soprattutto con i colori. E’ fissata con il giallo , che è un colore terrorizzante . ma sta cercando di mettere a punto un suo stile. Sceglie solo tra stilisti molto emergenti e che vengono da paesi stranissimi. Quando è venuta in Italia , dal Papa , ha scelto un abito di Moschino : lo stilista italiano meno borghese , meno ufficiale, il più buffo. Ha un suo genio nelle scelte. Certo, non è Jacqueline Kennedy , ma i tempi sono cambiati”

E tra le italiane?

“Ci sono quelle due attrici giovani molto carine e brave , Carolina Crescentini e Laura Chiatti , che si fanno vestire molto bene. Poi adoro Alba Rohrwacher , spesso vestita Fendi. E un altro personaggio forte , che ha molto stile, è l’attrice britannica Tilda Swinton”

E in campo maschile ?

“Giorgio Armani è l’uomo più elegante del mondo. E’ più elegante e bello adesso di quando era giovane. L’età a alcuni uomini fa molto bene. Napolitano, nella sua sobrietà . Lapo , quando si fa risistemare i vestiti del nonno. Gli attori invece tendono tutti a bastirsi da barboni , come Brad Pitt , che mi dà l’idea di essere poco pulito. Un tempo si diceva il fascino del mal lavato. Ora resta solo il mal lavato”

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Quali sono le regole dello stile ?

“Vediamo : intanto quando si sceglie un abbigliamento , una volta indossato , te lo devi dimenticare , non pensarci più. Poi, avere una certa confidenza con lo specchio. Mescolare . Soprattutto non buttare via mai niente. Se ti piace un modello , come diceva Coco Chanel , non avere paura di averlo in tutte le variazioni possibili. Ma, soprattutto, non essere mai all’ultima moda . Ormai , al questione prezzo non è più una scusa per vestirsi male. Se si sa scegliere si può avere stile anche vestendosi nelle grandi catene. Tutto si gioca sugli accessori : orecchini , borse, cinture scarpe. Qui vale la pena di spendere molto si più che per gli abiti”

Come assegna le sue Bucce di banana sul settimanale Io Donna?

“Sdraiata sul divano e impugnando la lente. Guardo almeno 300 foto alla settimana e scelgo d’istinto. Ma quanto mi manca Cher!”

lunedì 19 aprile 2010

NICOLE GRIMAUDO , ATTRICE “Le mine vaganti Sono anime imprevedibili , persone che non si rassegnano ma che vogliono provare delle sensazioni autentiche”

I successi sul lavoro le hanno dato sicurezza e aumentato il suo fascino.Nicole Grimaudo è un attrice formata. I primi passi in teatro con Lavia e Polansky. Poi molta fiction con “Medicina Generale” , “Gino Bartali” e “Il mostro di Firenze per Sky”. Al cinema ha già inanellato firme di grosso calibro: Taviano, Wertmuller , Battiato, Tornatore e Ozpetek. Proprio con il regista turco Nicole ha un feeling importante, instaurato già con “Un uomo prefetto” e che ripropone oggi “Mine vaganti” in cui la ragazza siciliana recita insieme a Scamarcio e Preziosi.

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Resta da capire chi siano queste “Mine vaganti”.

“Sono anime imprevedibili , persone che non si rassegnano ma che vogliono provare delle sensazioni autentiche , individui alla continua ricerca della felicità e dell’amore”

Sei al secondo film con Ozpetek , una delle figure più importanti del cinema italiano

“La prima volta ho provato una grande emozione all’idea di incontrarlo, avevo visto tutti i suoi film e mi avevano enormemente colpito. Il suo approccio è stato sorprendente , è una persona alla mano ti mette a tuo agio ; ha la voglia di giocare con l’attore e creare una forte sintonia , di scavare nel tuo animo in modo molto nobile perché ha sempre il modo giusto di dire le cose. In approccio semplice. Ho adorato lavorare in questo clima , lui è uno che ama gli attori e stare in famiglia , vuole tutti intorno a lui, dà una sensazione di familiarità molto forte che è la premessa di un buon risultato”

Come quella grandi cene fra amici che si vedono nei suoi film ?

“E’ vero e lui non lo nasconde, che nei suoi film ci sono molti momenti che gli appartengono come le cene numerose , la voglia di condividere il cibo e la tavola. E’ una cosa che lui fa nella vita. Nelle letture-copione si sta e si mangia sempre insieme. Ozpetek cerca di instaurare un rapporto anche al di fuori del set che è molto importante”

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Qual è il suo film che preferisci?
”Devo dire che “Le fate ignoranti” è quello che mi ha colpito di più, credo ci sia un modo molto sensibile e appropriato di raccontare quella che può essere considerata una diversità , un amore, un’amicizia, i rapporti tra le persone. Un gruppo di amici di quel tipo è una rarità. Credo abbia raccontato delle cose che stanno cuore a tutti , con un occhio che è davvero una rarità nel cinema italiano”

Quali sono i registi che ami di più e con cui vorresti lavorare?

“Per il momento Crialese , Garrone, Sorrentino. Sono quelli che stanno regalano le emozioni più forti , quindi è chiaro che per un attrice il sogno è lavorare con registi che riescono a raccontare storie importanti e a portare all’stero il cinema italiano restituendogli la dignità che merita”

Quali sono i colleghi che apprezzi maggiormente?

“Ho lavorato con Ennio Fantastichini ed è un attore incredibile e un uomo dalla bellezza d’animo straordinaria. Sono stata anche abbastanza fortunata finora perché ho avuto tutti colleghi speciali come Favino, Prezsioi e Scamarcio sono professionisti veri a dispetto della giovane età. Tra le attrici ho una grande stima nei confronti di Giovanna Mezzogiorno anche se non ho ancora avuto l’occasione di lavorare con lei”

Racconta qualcosa dei due belli del cinema italiano. Alessandro Preziosi e Riccardo Scamarcio , con cui ha lavorato in Mine Vaganti

“Innanzitutto sono simpatici e disponibili , si riesce a collaborare con armonia. Vivono la loro bellezza in maniera sana , soprattutto perché sono dei grandi professionisti , hanno talento, sono attori straordinari con una bella faccia e questo è un punto di forza”

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Vorrei notare che con Scamarcio ti è andata male. Solitamente ha delle scene calde con le sue partner. Invece nel film di Ozpetek è un omosessuale e con il tuo personaggio non potrà nascere nulla

“E’ vero , negli altri film ha sempre avuto scene molto forti con le donne ma sono stata contenta di accompagnarlo in un percorso con un personaggio completamente diverso da quelli che ha fatto finora. Sono state felice di lavorare con lui perché lo trovo un attore straordinario”

Raccontami le tue passioni

“La mia famiglia , come passione vera. Ho un bisogno continuo di questa componente che arricchisce la mia vita ogni giorno , non potrei farne a meno. Poi i viaggio, il cibo e il sesso”

Come trascorri il tuo libero?

“Non sono una viveur doc. Mi piace stare a casa con un film, una bottiglia di buon vino , condividere delle serate intime in cui posso avere uno scambio con qualcuno e stare fondamentalmente con le persone a cui voglio bene , con gli amici a casa mia o di qualcun altro. Non amo stare in giro. Quando non sono fuori per lavoro mi piace rimettermi in contatto con la realtà e stare vicino alle persone che vedo poco”

Quando vai fuori , sei più tipo da trattoria con la tovaglia di carta o un ristorante più raffinato?

“Ammetto che crescendo comincio ad apprezzare i ristoranti eleganti. Mangiando spesso fuori mi piace sentirmi al ristorante , in trattoria c’è un ambiente più familiare ma, a quel punto resto a casa. Mi piace il ristorante che mi fa sentire al ristorante”

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Le amicizie sono quelle dei tuoi anni siciliani o sono nate dopo?

“Devo dire la maggior parte degli amici fa tutt’altro nella vita , ho portato avanti le amicizie romane , purtroppo in Sicilia sto poco , quelle storiche ce ne sono ma le frequento poco. Gli amici romani sono quelli di sempre , quando trovo qualcuno di cui mi fido , e soprattutto non fa il mio stesso lavoro, me lo tengo stretto”

Hai mai fatto una pazzia per passione?

“Una volta ho preso l’aereo per stare tre ore con mio padre il giorno del suo compleanno. Oppure sono rimasta cinque ore sotto il portone del mio fidanzato , per fargli una sorpresa perché pensava che fossi in un’altra città e per fortuna è arrivato da solo”

A proposito di pazzie per amore … Ho letto che i tuoi genitori si sono sposati con la fuitina, C’è un film molto bello , “La ragazza con la pistola”, che racconta una fuitina finita male , ovviamente con il tono della commedia

“L’ho visto molto tempo fa , bellissimo, scoppia un casino pazzesco, lei fugge a Londra… devo rivederlo , è con la Vitti , era strepitosa”

Se non sbaglio scrivi un diario..

“Crescendo ho perso l'abitudine ma sono piena di foglietti sparsi che cerco di non perdere . Mi diverto a scrivere storie che non mi appartengono , ho preso la strada del racconto , chissà dove mi porterà”

Cosa vorresti scrivere tra qualche anno della Nicole che sei diventata?

“Ho il terrore dei punti di arrivo , non riesco a vedermi in proiezione. Tutto quello che faccio è un traguardo. Ho un lavoro che mi appaga e mi dà la possibilità di esprimermi , è un sogno che diventa realtà , mi diverto e mi pagano pure”

Ti piace guidare

“Sì e guido anche molto bene. Proprio per Ozpetek ho girato delle scene in macchina anche abbastanza spericolate e ho guidato io. Adoro le auto d’epoca coma la Lancia Flaminia , e poi il Maggiolone, anche la Range Rover. Io però ho una vecchia ka scassatissima che sta sempre sotto casa ma da cui non voglio separare”

venerdì 16 aprile 2010

INTERVISTA A NEIL JORDAN, REGISTA “Pensiamo a Cuba : negli anni della Rivoluzione , Fidel castro era una figura eroica , oggi è sotto accusa. E’ quello che succede nei Paesi che ottengono l’indipendenza o rovesciano i regimi con la guerriglia. Il partito che vince occupa il potere per decenni”

Dalla filmografia di Neil Jordan si intuisce che gli interessano le linee d’ombra e la storia irlandese. La sua terra è stata lo sfondo di tre suoi film : La moglie del soldato , Michael Collins e Breakfast on Pluto. Tre film in cui su due si parlano di trans.

Anche della bibliografia di Jordan , si capisce che lo intrigano le storie ambigue e le ambiguità della storia , basta leggere Aurora con mostro marino. Il libro è uscito inosservato in Italia nel 1996 , ma ora la Bompiani la ripropone. Racconta la rivalità politica e sentimentale tra un padre e un figlio , una storia d’amore silenzioso e tradimento ambientata nei funesti Anni 30.

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L’Irlanda come isola nella corrente della storia : ma la corrente era proprio così torbida?

“Questo è un romanzo storico , ma l’ho scritto mentre lavoravo alla sceneggiatura di La moglie del soldato : libro e film che hanno qualcosa in comune , per quello che riguarda le relazioni indecifrabili e ambivalenti fra i personaggi. Anzi , forse il film ha preso qualcosa dal libro”

Era ancora una conseguenza della guerra civile di trent’anni prima?

”I due fronti erano stati concordi su un punto:l’eliminazione sistematica degli ex compagni passati a fazioni diverse. E anche la Guerra d’indipendenza dall’Inghilterra era stata lacerante : l’Irlanda non voleva un conflitto che separasse padri e figli. Questo, prima , era un Paese multiculturale , la presenza inglese nell’architettura e nella letteratura era fortissima. Quando le società affrontano queste battaglie per l’indipendenza non sanno bene a che cosa vanno incontro”

In Michael Collins lei racconta il voltafaccia di Eamon de Valera , il politico, ai danni di Collins , l’eroe , che spedisce a Londra per negoziare l’indipendenza e poi rinnega quando deve ripiegare su più miti pretese . L’eroe fu ucciso nel ‘22. Il politico , nel ‘73, era ancora presidente. L’ambiguità al potere per mezzo secolo?

“Pensiamo a Cuba : negli anni della Rivoluzione , Fidel castro era una figura eroica , oggi è sotto accusa. E’ quello che succede nei Paesi che ottengono l’indipendenza o rovesciano i regimi con la guerriglia. Il partito che vince occupa il potere per decenni”

Se l’Irlanda è passata per la stessa storia di Cuba , De Valera era paragonabile a castro e Collins a Che Guevara?

“Direi di sì, anche perché sia Collins che Guevara sono figure piuttosto spietate. Parlando dell’Irlanda , disapprovo moderatamente la violenza e la brutalità di Collins”

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In Aurora con mostro marino appare un indefinibile pesce , o cetaceo. Che finisce in padella. E , in Ondine, il suo nuovo film in uscita , un pescatore trova nella rete una strana creatura , forse una sirena. C’è qualche indecifrabile relazione anche tra il libro e questo film?

“No, Ondine è semplicemente una favola , ispirata a Il pescatore e la sua anima di Oscar Wilde. Il fatto è che sono cresciuto sul mare , ho dormito tante di quelle notti in spiaggia: sono ossessionato dall’acqua. Quando ho cominciato a scrivere racconti li concludevo sempre con qualcuno che cadeva in acqua”

giovedì 15 aprile 2010

INTERVISTA A JEFF BRIDGES “Prima di imbarcarmi in un nuovo progetto , devo veramente essere sicuro e sentirlo fino in fondo. Poi, quando accetto un ruolo, vivo in uno stato di ansia fino alla fine delle riprese”

Il più delle volte rifiuta le parti che gli offrono e dice no ai registi che si prendono la briga di chiamarlo. Poi se uno come insiste come George Clooney per il film L’uomo che fissa le capre , o se il personaggio lo coinvolge in maniera viscerale come Bad Blake in Crazy Heart , ruolo con cui ha vinto l’ultimo Oscar, allora si concede.

Brizzolato , carismatico e attraente , Jeff Bridges , ha sessant’anni e fa l’attore da cinquanta. Non ha mai inseguito il successo , eppure ha ricevuto 6 Oscar in interpretazioni meravigliose da il Grande Lebowski a The Contender.

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Jeff prende i suoi tempi per sceglier un film, perché ha altri interessi che gli stanno a cuore e perché non vuole stare lontano da sua moglie Susan Geston , sposato da trent’anni.

Lei è famoso per essere molto selettivo nella scelta dei film da girare. Il risultato è che per anni non la si vede sul set.

“Semplicemente sono molto pigro. Ho molti interessi : la musica , la ceramica, la fotografia. Prima di imbarcarmi in un nuovo progetto , devo veramente essere sicuro e sentirlo fino in fondo. Poi, quando accetto un ruolo, vivo in uno stato di ansia fino alla fine delle riprese. Non sono mai sicuro se sarò all’altezza della parte. Mi sento come un giocatore di football : sei vicino alla linea , ma non sai se riuscirai a fare meta. Quando finisco un film , sono sfinito. Così ho bisogno di prendermi i miei tempi prima di iniziare un altro”

E , per Crazy Heart, cosa l’ha convinta ad accettare?

“All’inizio ero titubante perché sulla musica country sono stati già fatti tanti bellissimi film. Poi nella realizzazione del progetto soino subentrati dei miei cari amici : il musicista T-Bone Burnett e Robert Duvall. Sapere di lavorare con persone con cui posso avere un rapporto cameratesco sul set è un altro motivo per il quale accetto un film rispetto ad altro. La sceneggiatura era fantastica , e poi anch’io, suono la chitarra. E ascolto qualunque tipo di musica : rock and roll, country music, jazz. Adoro Tom Waits, Bob Dylan e Jackson Browne”

Come ha affrontato la parte di Bad Blake?

“Come faccio ogni volta. Cerco di trovare dentro di me lati che somigliano al personaggio , oppure tento di scovarne alcuni tratti in gente che conosco. Però, devo dire che Bad e io siamo molto diversi . Lui è convinto che la creatività nasca da uno stato di autodistruttività , di infelicità. Io credo che si possa essere creativi anche con una vita felice come la mia , una vita in cui sono sempre stato amato e aiutato sia dai miei genitori che da mia moglie..Bad è alcolista , io mi sono preso delle sbronze e so come ci si sente quando non si è sobri. Ma non volevo calcare la mano e trasformare il mio personaggio in una caricatura , così ho preferito tenere sotto tono l’aspetto dell’alcol”

Alcuni critici hanno detto che Bad Blake potrebbe essere il ruolo con il quale da ora in poi verrà identificato. Lei che cosa ne pensa?

“Spero proprio di no. A un attore non giova essere sovrapposto ai suoi personaggi. E’ successo a mio padre Lloyd con la serie televisiva Sea Hunt (1958), che lo ha reso famosissimo in America , e so quanto sia penoso per un attore non riuscire a interpretare altri ruoli perché continuano a offrirti sempre la stessa parte”

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Lei questo rischio lo ha già corso interpretando il personaggio di Dude di Il Grande Lebowski dei Fratelli Coen

“Sì. Ed è per questo sono stato felicissimo di fare, subito dopo, il ruolo del presidente in The Contender, che chiaramente non aveva niente a che vedere con Dude. Il segreto sta nel fare una virata a 360°gradi e interpretare ruoli completamente diversi da quelli precedenti. In questa maniera disorienti il pubblico”

Felice per l’Oscar

“Vincere un Oscar è una grandissima responsabilità. Sono successi che creano pressioni enormi nella vita di un attore. Preferisco fare le cose che mi piacciono , non essere troppo notato , avere poche aspettative e lavorare un po’ – come dire – in sordina”

Con Clooney , altro candidato all’Oscar, avete fatto insieme L’uomo che fissava le Capre , come è successo?

“Ero sul set ancora nel mezzo della lavorazione di Crazy Heart. Il mio agente mi chiama e mi dice che George Clooney vuole che legga subito questo copione. Mi era molto simpatico ma non lavevo mai incontrato prima. Ho detto no, che non l’avrei letto. Ero ancora nei panni di Bad Blake e non stavo pensando al film che avrei fatto dopo . Poi mi ha telefonato George e mi ha cominciato a raccontare il film. La storia era pazzesca… Non ho smesso di ridere. Ho accettato”

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Fa questo mestiere da quasi cinquant’anni. Crede che suo padre non l’avesse avviata su questa strada avrebbe fatto lo stesso l’attore?

“Onestamente non lo so. Mi considero al cento per cento un prodotto di nepotismo. Mio padre era talmente entusiasta del suo lavoro che ha incoraggiato noi figli a fare lo steso mestiere da quando eravamo ragazzini. Non sono sempre stato contento di questo. Ma oggi , tirando le somme , sono felice di avergli dato retta”

mercoledì 14 aprile 2010

PATRIZIA RAVAIOLI , MOGLIE DEL DIRETTORE DEL RIFORMISTA, E DIRETTORE DELLA CROCE ROSSA ““In realtà Bersani parla un linguaggio più semplice dei suoi predecessori. Perlomeno si capisce cosa dice”

Patrizia Ravaioli , 44 anni, sposata con Antonio Polito direttore del Riformista, ha avuto di recente due gemelli. Il bel quadro familiare è stato turbato dalle polemiche sulla gestione della Croce Rossa , di cui Ravaioli è direttore generale , dopo un’esperienza alla lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e in una società di consulenza di Telecom Italia.

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Un’arringa?

“Molti dati pubblicati erano falsi. I debiti con le banche stanno rientrando : 28 milioni contro i 60 di qualche anno fa. Un’ispezione del Ministero delle Finanze , prima del nostro arrivo, ha scoperto somme percepite illegittimamente da alcuni dipendenti , in larga parte in buona fede , e li stiamo recuperando”

La Croce Rossa è lottizzata?

“No. Il nostro dramma è che in passato è stata assunta tantissima gente senza concorso. Noi abbiamo bloccato questa prassi”

La Croce Rossa spende di più per mantenere la struttura che per l’azione sul campo. Duecentomila euro per il direttore generale sembrano tanti..

“Non lo sono. La mia posizione ha responsabilità molto forti , di cui rispondo anche con il mio patrimonio personale , ed è una cifra molto più bassa di pari posizioni in altri enti pubblici. E’ per questo che abbiamo difficoltà ad attrarre manager competenti”

Addirittura?

“Gli stipendi della pubblica amministrazione andrebbero aumentati. Il punto è premiare chi raggiunge gli obiettivi e punire chi scalda la sedia. Proprio in questi giorni ho firmato il licenziamento nei confronti di un dirigente che non si presentava sul posto di lavoro”

Cambiamo argomento. E’ vero che lei e Antonio Polito , direttore del Riformista, vi sposate?

“Sì. Entro fine maggio”

Lei è sempre d’accordo con gli editoriali del suo fidanzato?

“Quasi sempre. Ho dissentito con certi articoli sulla vicenda di Eluana Englaro, quando lui , nel suo modo di fare così libertario , ha preso una posizione più vicina al mondo cattolico”

E sulle schermaglie tra Polito e si suoi vecchi giornali, la Repubblica e l’Unità, dove sta?

“Con Antonio a prescindere . perché è uno dei migliori giornalisti della carta stampata in Italia, e perché quello dei giornali è diventato un dibattito di appartenenza. Parliamo molto di queste cose la sera , davanti a un minestrone congelato”

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Non è facile fare figli a 44 anni. Adriano e Sofia sono arrivati senza alcun aiuto?

“No. Dopo una prima gravidanza andata male, sono ricorsa alle nuove possibilità che la medicina per fortuna ci offre”

Che pensa dello scandalo che ha coinvolto Guido Bertolaso?

“Di lui tutto il bene possibile”

Pro e contro le intercettazioni?

“Contro il loro uso sperimentale. Quando l’obiettivo è solo quello di rovinare una persona dando in pasto ai giornali il suo privato”

La sinistra è sempre più lontana dalla gente. Concorda?

“In realtà Bersani parla un linguaggio più semplice dei suoi predecessori. Perlomeno si capisce cosa dice”

martedì 13 aprile 2010

INTERVISTA A GARRY MARSHALL , REGISTA “Dai miei nonni italiani ho ereditato l’amore per l’opera e il senso della famiglia”

Garry Marshall si definisce il terrore degli spettatori maschi sopra i 45 anni. In realtà incanta , a colpi di commedia sentimentale, il popolo cinematografico. Il sessantaseienne sceneggiatore- regista è una fetta dell’entertainment americano: ha ideato le serie Happy days e Mork & Mindy . Al cinema ha firmato film come Pretty Woman , Se scappi ti sposo, Paura d’amare.

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Lo scorso San Valentino ha creato Valentine’s day (Appuntamento con l’amore) e ha incassato 52 milioni di dollari in tre giorni in Usa . Merito anche del cast Hulia Roberts ,. Jessica Alba , Jessica Biel, Shirley Mc Leine, Patrick Dempsey, Jamie Foxx, Anne Hathaway, Aston Kutcher e altre star.

Tutto ambientato a Los Angeles “OLtre ad essere una città che amo. Los Angeles è un formidabile richiamo per le dive fresche di maternità che non vogliono allontanarsi da casa . Da questo punto di vista , mi sono costruito una vera banca dati”

Lei ama lavorare con gli stessi attori. Con Julia Roberts e Anne Hathaway siete al terzo film , poi c’è l’immancabile Hector Elizondo

“Non posso proprio fare un film senza Hector. In Appuntamento con l’amore manca all’appello , al fianco di Julia Roberts , Richard Gere : non ce l’abbiamo fatta a conciliare i rispettivi impegni. Julia l’ho conosciuta quando aveva 21 anni . Ma non credete a quei registi che dicono di riconoscere il carisma dopo due battute a un provino. Ci siamo resi conto della magia di Julia durante le riprese di Pretty Woman. Il primo è stato Richard Gere , che mi disse “Con lei in scena io divento superfluo”. All’epoca uscivano pure insieme , con nostra grande preoccupazione. L’atmosfera era molto più serena ai tempi di Se Scappi ti sposo e oggi Julia è finalmente una donna appagata. Io non credo a genio e sregolatezza. La follia va bene sullo schermo, ma non nella vita. Da questo punto di vista , qualche problema me l’ha dato Robin Williams ai tempio di Mork & Mindy. Era reduce dal Saturday Night Live e aveva una tendenza alla vita spericolata e alla bravate notturne. Eh, l’ho dovuto mettere in riga”

Come ha fatto a lanciare tanti divi?

“Il segreto è cucire loro personaggi su misura. Mia sorella Penny non è una bellezza alla Brigitte Bardot , ma dopo il successo con il ruolo di Laverne nella serie Tv Laverne & Shirley ha potuto far quel che voleva , compresa la regista. Il discorso del ruolo su misura vale anche per Anne Hathaway : è stata scelta per fare un film come Rachel sta per sposarsi di Jonathan Demme solo perché si era fatta conoscere come Pretty Princess”

Appuntamento con l’amore è un tripudio di buonismo. La crisi economica non ha fatto perdere agli americani il romanticismo?

“Penso che l’attuale crisi senza l’amore sarebbe insostenibile. Il mio lavoro è proprio ricordare che in questi momenti così difficili l’amore è di grande aiuto”

Com’è cambiato il modo di esprimere l’amore in questi cinquant’anni?

“Una volta amarsi significava guardarsi negli occhi , farsi dei complimenti , sorridersi. Oggi invece è tutto un sms “ciao”,”ti amo”, “mi manchi” , “era carino il tuo vestito”. Tutto troppo tecnologico e virtuale , per i miei gusti. E anche troppo esplicito . Sa, vengo da una famiglia di origine italiane( Masciarelli è il suo vero cognome ndb)”

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Quanto queste sue origini hanno influenzato il suo cinema fatto di famiglia e sentimenti?

“Molto. Mio padre, da ragazzini, ci spacciava per Wasp , anglosassoni puri. Ma una domenica al mese andavamo a trovare i nostri nonni che parlavano solo italiano. A noi figli sembrava tutto molto strano. E alla fine ha dovuto confessare a tutti le nostri origini abruzzesi. Dai miei nonni ho ereditato l’amore per l’opera e il senso della famiglia. Frank Zappa ha detto che la vita è troppo bella per non condividerla con le persone vicine. E così nei miei film metto i miei parenti . In Appuntamento con l’amore ci sono i miei figli e persino mia moglie : glielo dovevo da quando tagliai il suo cameo in Pretty Woman. La ragazza paraplegica piena di humor che si vede nella scena dell’aeroporto è mia nipote. E il negozio di fiori al centro del film si chiama Siena Bouquet perché mia figlia ha sposato un italiano , ha fatto il viaggio di nozze a Siena e ha battezzato la mia nipotina con il nome della città”

Quali sono i tabù di ieri che oggi possono essere infranti in una commedia rosa?

"Finalmente abbiamo potuto raccontare in un film per famiglie una romantica storia d’amore tra due uomini , anche se abbiamo evitato baci per incorrere in censure. E creare una coppia interrazziale tra Jamie Foxx e Jessica Biel. Poi, mostriamo donne impegnate che oggi sono considerati normali: Julia Roberts è una donna soldato. Anne Hathaway è una segretaria che arrotonda lo stipendio facendo la telefonista erotica. La vera rivoluzione nei rapporti di coppia è arrivata quando le donne hanno iniziato a lavorare davvero. Da qui sono nati i conflitti , ma anche tanti spunti interessanti per le storie da raccontare. In Tv, vedo che nelle serie drammatiche ci sono ottimi personaggi femminili. Ma con poche eccezioni alla Sex and the City , l’industria dell’entertainment è ancora sostanzialmente maschilista , specie per quanto riguarda la sfera sessuale. Si preferisce mostrare donne della polizia scientifica che sezionano cadaveri piuttosto che domatrici sessuali. Una volta ho provato a fare una commedia cui le donne avevano il potere sessuale : ai produttori sono venuti i capelli dritti”

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Anche ai tempi di Happy Days i problemi con la censura erano notevoli

“Giravamo negli anni 70, ma con la scusa che la serie era ambientata nei 50, quando neri e gay non esistevano per la società americana , i produttori ci tagliavano tutto. In un episodio Fonzie doveva andare alla famosa marcia in Alabama per gli afroamericani: fu trasformata in un meglio identificato raduno per l’uguaglianza razziale. In un altro episodio , doveva uscire con una vergine, ma la parola era proibita. La definimmo “una ragazza pura come la neve che inizia a franare tipo slavina”. Dall’altra parte , però giornalisti e intellettuali mi attribuivano interpretazioni al di là delle intenzioni. Definirono Fonzie la personificazione dell’ideologia marxista , di quel proletariato in ascesa contro la borghesia. In realtà l’avevo modellato su un ragazzetto con il quale ero cresciuto , che vestiva rigorosamente giubbotti di pelle nera e alzava il pollice verso l’alto dicendo “Hey”

lunedì 12 aprile 2010

INTERVISTA A LAURA PUPPATO , SINDACO PD DI MONTEBELLUNA NEL VENETO “Furbescamente il Carroccio affibbia la Colpa dell’impoverimento del Veneto a “Roma ladrona” ma a Roma governa il centrodestra”

Il segretario nazionale della Lega ha detto che la Puppato doveva fare il candidato presidente del Centrosinistra nel Veneto. Laura Puppato, neo sindaco di Montebelluna, ha detto che non è il segretario di un altro partito a decidere.

Lei, Puppato, è sindaco di Montebelluna da 8 anni . Ed ha avuto un record di preferenze alle regionali…

“Sì, ventimila, un centinaio in meno del Pdl Giorgetti”

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Perché il Pd al nord ha pochissimo appeal?

“L’appeal dipende dalla credibilità delle persone, dal lavoro onesto , proficuo , determinato che si fa. Quando amministri devi affrontare questioni concrete e non puoi bluffare. Bisogna ripensare la nostra politica. Nel partito sono prevalsi equilibri difficilmente comprensibili , veti incrociati che hanno impedito di fare le primarie e diminuito di molto la nostra attrazione per gli stessi elettori democratici. Nel Veneto questo è stato l’errore degli errori. E’ mancato l’orecchio a terra”

Perciò Bortolussi , il vostro candidato anti-Zaia, ha perso con tanto distacco?

“Zaia non ha voluto neppure un confronto e lo ha fatto in un modo supponente. Noi Democratici saremmo dovuti partire per tempo e raggiungere , informare l’elettore. Dobbiamo ambire a capire dove sono stati i nostri errori : continuare a negarli non va bene. La nostra non è un’incapacità a fare coalizione , a ripartire con il traino giusto , a dire cose chiare a cominciare da come avremmo governato noi il Veneto, spiegando che siamo profondamente diversi da chi ha vinto queste tornata elettorale”

Ma in Veneto , forse, era una partita persa

“Non ci sono partite perse in partenza , il Caso Puglia insegna”

La Lega ha avuto un exploit di voti

“In una campagna elettorale priva di contenuti, il malessere del Veneto è approdato nei consensi della Lega come ultima spiaggia. Ma Zaia sappia che anche per loro non ci sono più alibi. Il Veneto dagli anni ‘70 e oggi si è impoverito come non mai. Ha avuto il maggiore contraccolpo della crisi economica. Le aziende vanno via da qui , non ci sono né servizi , né infrastrutture , né reti telematiche . Furbescamente il Carroccio affibbia la Colpa a “Roma ladrona” ma a Roma governa il centrodestra”

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E Il Pd da dove comincia la missione – riconquista del Nord?

“Ho proposto di creare un Pd del Nord , un nucleo operativo del partito che abbia come proprio obiettivo la rinascita del Nord. Il Pd deve essere più vicino anche dal punto di vista geografico. L’altro errore nel partito è stato il timore del ricambio. Spero non accada più, perché sbagliare è umano, preservare il diabolico”

Anche per lei il Pd non ha bisogno di fighetti e rischia di trasformarsi in semplice comitato elettorale?

“Il Pd non ha bisogno di liturgie. Per il resto , abbiamo un leader che è Bersani, non ne vedo altri all’orizzonte. Diamogli il tempo per ricostruire il tessuto di un partito capace di guidare il paese”

venerdì 9 aprile 2010

INTERVISTA AD ALBERTO CAPUTO, PSICHIATRA E SESSUOLOGO, AUTORE DEL LIBRO “SCHIFOSI TRADITORI” SUL TRADIMENTO “IL TRADIMENTO? ALLE 8.30 FUORI DALLE SCUOLE”

Alberto Caputo è uno psichiatra, psicoterapeuta e sessuologo. Ha scritto una guida per riconoscere e smascherare i partner infedeli.

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Cura tanti traditori o traditi? A giudicare da questa maxi confezione di Kleenex..

“Beh c’è il kit del piccolo psichiatra : caramelle e fazzolettini. E sì : su questo divano passano tanti che hanno conosciuto l’esperienza dell’infedeltà”

E’ così diffusa?

”Almeno il 55% delle coppie italiane sessualmente attive sperimenta qualche forma di tradimento verso il partner”

Quindi nessuno è esente dal tradimento?

“Nessuno è esente dalla possibilità di essere infedele. Esiste una spinta neurobiologica molto forte al tradimento : è la possibilità di un rimescolamento genetico. L’abbiamo ereditato dai migliori cervelli del paleolitico!”

Uomini e donne tradiscono in modo diverso?

“L’uomo è tendenzialmente poligamico seriale; la donna poliandrica opportunista”

Sarebbe?

“Lui fa prevalere il concetto di quantità sulla qualità. Lei basa tutto sulla qualità”

Insomma è biologicamente diverso..

“Eh sì, siamo una specie a bassa natalità: produciamo un cucciolo per volta , dopo 9 mesi. La donna cerca un compagno che possa garantire la sopravvivenza dei piccoli. Dopo almeno due figli , però, arriva la spinta di rimescolazione genetica. Lo sa che il 10% dei terzi figli e il 25% dei quarti non è concepito dal padre con cui cresce”

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Sorprendente!

“Dal punto di vista sociologico però i tradimenti di lui e lei non differiscono”

Cioè?

“Ora ci si sposa per amore, le donne si sono emancipate socialmente ed economicamente e il tradimento è passato dal grande contenitore della colpa e del peccato a quello della vergogna”

Lei dice che anche oggi tradire è vissuto come un diritto

“E certo io ho il diritto di vergognarmi di una cosa che ho commesso. E quindi la posso commettere”

Quanti tipi di schifosi traditori esistono?

“Almeno tre. I seriali , che sono compulsivi e si dividono in collezionisti e qualunquisti ( qui abbondano gli uomini). Poi ci sono i paralleli ( più donne): monogamici , che portano avanti due storie lunghe insieme , e quelli poligamici , che ne hanno tante. E infine gli occasionali : l’occasione fa l’uomo ladro, no?”

A proposito di occasioni: dov’è che si tradisce di più? Va ancora forte l’ufficio?

“Prima di più: ci si passa un sacco di tempo , si è giustificati, c’è il gioco di ruolo col capo, c’è la trasferta con i colleghi…ma qual è un nuovo luogo interessante?”

Mi dica..

“Ore 8.30 fuori dalle scuole”

Davvero?

“E’ il modo più innocente per incontrare qualcuno dell’altro sesso in un contesto del tutto accettato socialmente. Accompagno i bimbi vado a prendere un cappuccio. Va di moda : se passa davanti alle scuole dopo le 8.30 vedrà tutte le auto dei genitori ancora lì! Attenzione se il vostro partner all’improvviso vuole portare i figli a scuola, eh eh

Altri luoghi sono i social network , no?

“Disastrosi. Ma quelle sono relazioni finte, di solito non durano..”

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Così come si è portati per il tradimento , c’è chi lo è a essere tradito?

“Spesso il cornuto sceglie di non vedere e provoca l’altro finché poi quello non lo tradisce”

C’è una scala di valore nei tradimenti? Per dire : è più difficile accettarne una con un gay o una trans?

“Se il tuo uomo va con un gay o con una prostituta, in fondo non sei in competizione come donna. Il discorso dei trans è molto diverso : cos’è uomo? donna? E’ molto difficile da accettare. Per la donna è tragico : se vai con essere mitologico , chi sei? Fa ancora molta paura”

Di peggio c’è quello con un parente o un amico?

“Sono tradimenti infami, i più infami : viene meno il patto di sangue e di amicizia”

Ma si può superare il tradimento?

“Di chi parla ? Del traditore o del tradito?”Di tutti e due?

“Un tradimento è una ferita narcisistica difficilmente rimarginabile . Il dolore che si prova corrisponde a quello fisico”

E il traditore soffre?

“Raramente: si crea tutta una serie di spiegazioni che gli impediscono di vedere le cose. Ma vale anche per i traditi però”

E’ vero che chi non tradisce non immagina di essere tradito?

“Beh sa, il tradimento è come un delitto: non esiste finché non si scopre”

Scusi ma non sarebbe più facile lasciare piuttosto che tradire?

“E’ vero tradire comporta un sacco di energie, menzogne, soldi, tempo : una fatica immane. Se lo facciamo però è perché evidentemente abbiamo delle spinte biologiche e psicologiche!”

E’ meglio dirlo o no?

“La vecchia regola era: negare anche l’evidenza. Oggi il tradimento può anche rientrare nell’evoluzione di una coppia. ma anche quello negato alla fine è una zavorra. Come la carta di credito : lo paghiamo il 15 del mese successivo”

Ed è meglio sapere o no?

“Sa alla fine qual è la cosa migliore? Investire nella fiducia dell’altro più che in controllo”