mercoledì 31 marzo 2010

INTERVISTA A LEDA COLOMBINI , ESPONENTE DELL’ASSOCIAZIONE “A ROMA INSIEME” CHE SI OCCUPA DI MADRI DETENUTE “A Rebibbia ci sono anche celle dove ci sono 6 madri e 6 bambini. Poi stanno chiusi a chiave dalle 8 di sera alle 8 del mattino. Di giorno possono uscire in un giardinetto, ma stanno sempre e solo con le donne detenute e con i loro figli.”

Leda Colombini si batte per dare una vita normale ai figli delle mamme detenute.

Di cosa si occupa l’associazione “A Roma insieme”?

“Di fornire servizi sociali alla classi disagiate”

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Uno dei progetti degli ultimi anni è quello di portare fuori dalle carceri i bambini delle mamme detenute..

“Certo: dopo la riforma dell’ordinamento penitenziario del’75 per la prima volta si è dato la facoltà alle madri che non hanno la possibilità di affidarli ad altri, di portarli con sé in carcere fino a tre anni. Quella è l’età per cui un bambino stare con la madre è indispensabile e decisivo”

Però questo significa costringere i bambini ad una vita anomala?

“Sì, purtroppo quella legge da un a parte ha concesso a madre e bambino di poter vivere insieme quegli anni cruciali , ma ha aperto una sorta di contraddizione , costringendo i bambini a vivere in una condizione innaturale”

Quanti bambini ci sono attualmente in carcere in Italia?

“Non hanno mai superato i 72-75 , ma solo perché tutte quelle che possono preferiscono lasciarli fuori , a qualche altro affetto”

Che vita fanno questi bambini in carcere?

“Il loro sguardo sbatte sempre contro un muro. E invece gli orizzonti , l’altezza degli alberi, la circolazione, sono tutti stimoli che non dovrebbero mancare a loro”

Vivono in una cella?

“Sì, in spazi ridottissimi : A Rebibbia ci sono anche celle dove ci sono 6 madri e 6 bambini. Poi stanno chiusi a chiave dalle 8 di sera alle 8 del mattino. Di giorno possono uscire in un giardinetto, ma stanno sempre e solo con le donne detenute e con i loro figli. Così vivono una tensione permanente , non solo perché le madri sono di lingue, culture, usi e costumi diversi , ma perché la vedono anche spesso litigare tra di loro”

Come avete migliorato questa situazione?

“Prima di tutto abbiamo intrapreso una battaglia per portarli al nido esterno: nonostante non siano mai stati più di 12 , è stata comunque dura”

Perché?

“Abbiamo dovuto fare in modo che il Comune fornisse un pulmino per portarli al nido: ma la delibera continuava ad avere ostacoli. Alla fine abbiamo preso da parte le consigliere comunali , e abbiamo detto loro :Il disagio più grande di una persona è quello di vedersi privato della libertà. Ve li immaginate questi bambini a cui viene tolta la libertà di correre, giocare , vedere il mondo ? “A quel punto la delibera è passata”

Vengono portati tutti nello stesso nido?

No, altrimenti non sarebbe avvenuta l’integrazione e poi sarebbe stato difficile imporre al municipio di togliere tanti posti in un solo nido. E poi non le dico le reticenze delle madri..”

In che senso?

“Molte hanno una cultura ancestrale e vivono con difficoltà l’idea di separarsi dai propri figli: pensi alle nomadi. Ma poi hanno cominciato a fidarsi … e ora sono contente”

Ma non vi bastava…

“No, abbiamo pensato che i bambini dovessero avere il massimo della normalità possibile. Quindi era fondamentale che imparassero ad entrare anche nella società , a esplorare altri ambienti, altre persone. Allora abbiamo proposto le uscite del weekend”

Dove li portate?

“In tutti gli ambienti dove andrebbe una famiglia normale. Al supermercato, in montagna, al mare , allo zoo”

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Come re agiscono i bambini?

“E’ incredibile , sono stupiti persino del traffico. Molti hanno paura di tutto.Ricordo sempre una bambina che aveva il terrore di salire sullo scivolo: ma quando si è sbloccata ci è voluta un’ora per tirarla giù! E un’altra che si è portata una palla di neve in carcere per farla vedere alla madre”

Avete qualche psicologo che vi consiglia?

“No, abbiamo preferito far leva sull’esperienza di madri e di volontarie: siamo sempre attente ai loro bisogni, ma lasciandoli  molto liberi. Forse questa esperienza aiuta più noi , le vecchie befane come me , a crescere a ad andare più in profondità”

Ma che fino fanno questi bambini dopo i tre anni, se le mamme rimangono in carcere?

“Io non auguro a nessuno di vedere le cose che abbiamo visto: bambini strappati alla madre senza sapere che cosa sarebbe stato di loro. E’ per questo che abbiamo creato una specie di percorso per l’affidamento familiare di quei bambini che non avevano alternativa all’istituto. la famiglie affidatarie escono con noi 3-4 volte il sabato,  in modo che il bambino si abitui a loro . La  separazione è sempre dolorosa , ma meno traumatica”

Lei mi sta parlando di Rebibbia , ma esistono anche altre iniziative del genere in Italia?

“Grazie al nostro impulso , anche la Provincia di Milano ha messo a disposizione una villa dove sono state portate le detenute di S.Vittore, che possono vivere in un ambiente meno ostile del carcere con i propri figli”

Non avete pensato a una proposta di legge?

“Certo che sì. Presentata al Parlamento nel 2005 , corredata da 10 mila firme , si è arenata. Punta a far sì che le madri detenute possano usufruire di una custodia attenuata , anche perché nel 98% dei casi sono colpevoli di reati non socialmente non pericolosi. E poi punta a cancellare delle ingiustizie : ad esempio che quando un bambino viene portato in ospedale la madre possa assisterlo anche se accompagnata dalla scorta. Attualmente alla madre è vietato e resta solo”

martedì 30 marzo 2010

INTERVISTA A BEN HARPER “ Ho sempre fatto album che suonano come il rock degli anni 60 e 70: per me è l’età dell’oro della musica”

Ben Harper cambia di nuovo pelle e compagnia. Dopo gli Innocent Criminals e i Blind Boys of Alabama, il musicista californiano si affianca ai Relentless 7 , per riavvolgere il nastro agli inizi degli anni 70.

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Ne è scaturito l’album White lies for dark times cui fa seguito un sorprendente cd live registrato lo scorso luglio al Festival internazionale del jazz di Montreal che Harper assicura essere nato quasi per caso. Al Kennedy Center Honors di Washington ha cantato My Father’s House in  un concerto per Haiti , davanti al suo autore Bruce Springsteen e alla Famiglia Obama.

Harper perché un nuovo disco live?

“Perché più diminuiscono le vendite dei dischi , più mi affascina fare musica. Il nostro era un concerto di chiusura del festival aperto da Stevie Wonder : e la serata finale tutta la città era lì, c’erano più di 250 mila persone. La cosa più interessante è che nessuno ci aveva avvertito che l’avrebbero filmato e registrato. Sono orgoglioso che l’album porti lo show e questa band nel mondo , e non importa in quanti lo acquisteranno”

Oltre al suono , con i Relentless 7 citate anche l’iconografia degli anni 70

“Fare musica con i Relentless 7 per me significa suonare con lo spirito del passato ma con una voce e un sentimento moderno. E’ questa la sfida. Del resto nella mia carriera artistica ho sempre fatto album che suonano come il rock degli anni 60 e 70: per me è l’età dell’oro della musica”

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Perché l’album di studio s’intitola White lies for Dark Times?

“Perché credo che si attagli perfettamente a quanto vedo intorno a me. Le bugie dipendono dal giorno e credo che entriamo ed usciamo in continuazione da tempi bui: ho cercato di reagire a tutto questo con una sorta di ottimismo cinico, anche oltre le mie potenzialità e le potenzialità che vedo nel pianeta”

Cos’ha provato cantando di fronte a Springsteen e a Michelle e Barack Obama?

“E’ stato il più prestigioso tra gli onori che ho ricevuto nella mia vita artistica. Un’emozione fortissima. Senza parlare del fatto che quella sera prima di me si è esibita Aretha Franklin e c’erano personaggi come Martin Scorsese , una platea incredibile”

Come si vive oggi in America?

“Obama incarna l’enorme salto culturale che stiamo vivendo. Al di là di quanto riuscirà a fare rispetto ai promessi cambiamenti nella sanità , nelle assicurazioni, nella scuola pubblica, o nell’inflazione. La cosa più importante è già stata fatta : c’è un presidente che si chiama Barack Obama ed è nero , un gigantesco passo in avanti sul piano culturale che si nota anche nelle strade , nell’aria che si respira”

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E’ vero che parteciperà ad un album antologico degli Inxs?

“Il batterista Jon Farries è un mio buon amico. Sono già stato in studio con loro, ho suonato la chitarra slide ed ho cantato Devil inside , spero che la utilizzino per il disco, è diversa dall’originale, molto funky , sporca, il risultato è davvero buono”

Un’altra esperienza cinematografica?

“”Inland Empire” è stato il mio debutto e insieme il mio gran finale. Ero lì per prendere mia moglie  e Lynch mi ha chiesto di sedermi al piano, si è davvero trattato solo di un cameo”

Cosa ha provato alla morte di Heath Ledger ? Era suo amico , lei ha scritto una canzone per sua figlia?

“”Non ho ancora mai parlato di Heath, ma forse dovrei , arrivato a questo punto sarebbe innaturale non parlare della sua scomparsa : era la più grande forza della natura riunita in un essere umano che io abbia mai incontrato , l’amico che puoi solo sognare di avere. Mi ha regalato un piano a coda che tengo in salotto e osservo ogni giorno. Heath mi manca ogni giorno di più”

lunedì 29 marzo 2010

INTERVISTA A FRANCESCO FORGIONE, EX PRESIDENTE ANTIMAFIA “Mi chiedo come sia possibile presentare in Calabria , regno incontrastato della ‘ndrangheta , ben 21 candidati sospetti la maggior parte dei quali appoggia il presidente Scopelliti dato per vincitore?”

Il legame tra politica e criminalità organizzata è un legame duro da morire. Ma di una cosa Francesco Forgione , ex presidente della commissione Antimafia durante il periodo Prodi è sicuro “I governi possono vivere senza i clan, mentre i clan non valgono nulla senza i politici”.

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Dagli appalti al parlamento. Il timore è sempre lo stesso . E’ possibile invertire la rotta e puntare sulla trasparenza?

“Possibile, ma soprattutto necessario. La democrazia in Italia è a un bivio. O si ricostruisce la credibilità perduta dei partiti o si soccombe”

Beh, a guardare gli slogan, quasi tutti i candidati alle regionali parlano di rinnovamento…

“Peccato però che la lotta alle mafie sia scomparsa dai programmi. In entrambi gli schieramenti”

Scelta voluta?

“Non so. Di sicuro la politica ci mette del suo. Mi chiedo come sia possibile presentare in Calabria , regno incontrastato della ‘ndrangheta , ben 21 candidati sospetti la maggior parte dei quali appoggia il presidente Scopelliti dato per vincitore? Un paradosso denunciato anche dall’onorevole del Pdl , Angela Napoli”

Un problema del Sud?

“Macché. Le mafie non esistono solo nel Meridione , ma sono un’emergenza nazionale. Il sequestro del prestigioso Café de Paris, il simbolo della Dolce vita romana o gli appalti a rischio per l’Expo di Milano sono un esempio”

Servirebbero dei paletti per poter diventare rappresentanti dei cittadini?

“Noi lo avevamo indicato in un documento rimasto lettera morta. La soglia minima doveva essere la non candidabilità in caso di rinvio a giudizio. Invece ora siedono in Parlamento perfino persone con sentenze passate in giudicato”

Per combattere la malavita organizzata sono tutti d’accordo che bisogna intervenire sui patrimoni illegali. A Reggio Calabria il governo ha deciso di far nascere la nuova Agenzia per i beni sequestrati. Un passo importante..

“Dopo gli attentati alla Procura reggina è un segnale positivo. Sottrarre la proprietà e soprattutto riuscire ad arrivare alla destinazione sociale è importante. La sede sarà in Calabria ma dovrà occuparsi di tutta l’Italia. Lombardia e Lazio , ad esempio, sono la quarta e la quinta regione dove si registra il maggior di beni confiscati. Anche se….

Cosa?

“Da un lato si fa l’Agenzia e dall’altro si permette ai boss di rientrare in possesso dei beni con le vendite all’asta. la lotta alle mafie deve essere coerente”

Un Testo unico sulle norme Antimafia servirebbe?

“Certo. Come anche l’attenzione a non sottovalutare il fenomeno”

Crede sia capitato?

“Un dato. Prima del 2008 mai nessuno aveva presentato un’indagine sulla ‘ndrangheta. E solo nel 2008 gli Usa l’hanno inserita nella loro blacklist delle associazioni mafiose. Ritardi che si pagano”

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Ora i colletti bianchi non sono più solo collusi , ma diventano padrini..

“Non è la prima volta. E’ la nuova mafia. A Brancaccio, quartiere di Palermo, il boss era un primario”

Capitolo collaboratori di giustizia. Dopo il caso di Ciancimino jr si è discusso sull’importanza delle dichiarazioni dei pentiti..

“Ciancimino jr non è ancora un pentito. E’ un caso particolare e toccherà ai magistrati appurare quanto sia attendibile. Questo però non può inficiare il prezioso contributo di giustizia che in passato hanno permesso di svelare omicidi eccellenti”

venerdì 26 marzo 2010

INTERVISTA TONINO GUERRA “Nel giorno dei morti, ho scambiato due chiacchiere con un contadino fuori dal cimitero, dove gli ho confessato che non volevo entrare per paura. Mi ha detto “Perché paura? La morte non mi annoia : viene una volta sola”

Tonino Guerra vive sulla cima di un borgo fiabesco , che odora di pietra e di legna nei camini , dove le strade si chiamano via del Padreterno o delle Tregenghe e la segnaletica manda al Santuario dei Pensieri, al Rifugio delle madonne abbandonate o al Giardino pietrificato.

Pennabili , che domina la val Marrecchia, assomiglia all’ospite più illustre.

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Il 16 marzo Tonino Guerra ha compiuto 90 anni e Bompiani lo celebra con la raccolta La valle del Kamasutra. Racconti , pensieri, poesie disegni e lettere di autori famosi.

Tonino Guerra nato a Sant’Arcangelo di Romagna , ha pubblicato oltre 50 libri e ha sceneggiato circa 120 film lavorando con Fellini . Antonioni , Rosi, Petri, De Sica, Monicelli, Bellocchio, Taviani, Angelopoulos e Tornatore , firmando capolavori e pezzi di storia del cinema. Nella sua vita ha percorso altri viaggi : pittura, ceramica, scultura, fontane, giardini , teatro, architettura , paesaggistica , tv, arredi urbani, installazioni.

Il Dalai Lama si è arrampicato fino a quassù per rendergli omaggio. Siamo di fronte ad un genio. Ma se pensi a Tonino Guerra ricordi “L’ottimismo è il profumo della vita” coniato in uno spot.

Mai pentito di quello spot?

“No, non ci penso più. Anche D’Annunzio e Fellini fecero la pubblicità , e non è che Federico venga ricordato per i maccheroni. Quel messaggio , in realtà , era contro la pubblicità: io non ci entravo , nel negozio, ma stavo fuori e dicevo al bambino di andare dentro. E’ stato molto limitato e studiato”

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Tonino, quello dell’ottimismo. E invece come si definirebbe?

“Uno stronzo qualsiasi. Io ho solo cercato di fare poesia , in tutti i modi. Anche con la fontana di Sant’Arcangelo , un tappeto d’acqua come una pagina sul quale emergono dei ruderi come un racconto. Elsa Morante mi definì l’Omero della civiltà contadina, ma è un’impalcatura che le mie spalle non riescono a reggere. Non sono Picasso , sono uno che vuol raccontare favole . Le mie cose non stanno in piedi , ma ho l’ambizione di tenere una modesta compagnia a chi vuole ascoltarmi”

Quale espressione della sua creatività  , allora , le ha dato più soddisfazione?

“Le parole, sempre . La parola è mistero, immagine, racconto , nulla. Più vado avanti e più la amo squagliata , la parola che sta perdendo il suo significato e che è piena di tutto e di niente”

Quale attore ha saputo dare più anima alle sue parole?

“Non amo fare preferenze , ma uno con la forza di Gianmaria Volontè è raro al mondo. Ho avuto un grande rapporto anche con Mastroianni , con cui ho fatto 12 film , un uomo di delicata grazia. Vorrei che tutti tornassero a vedere la scena di Ginger e Fred quando Marcello cade prima di ballare, e nel suo sguardo con lui cade tutta l’umanità contadina, tutto quell’universo stupendo verso il quale dobbiamo tornare. L’uomo on c’è più. Tutti gli ideali sono caduti. E la colpa è anche dei religiosi , che non riescono più ad addolcire l’uomo e a migliorarlo”

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Il suo ateismo non vacilla col passar degli anni?

“Io non credo in niente , però, avendo paura di morire , mi farebbe comodo se ci fosse quel prolungamento della vita che dicono. Mi consola il filosofo Severino quando afferma che non sa quale, ma dopo la morte un premio c’è sicuramente. A novembre , nel giorno dei morti, ho scambiato due chiacchiere con un contadino fuori dal cimitero, dove gli ho confessato che non volevo entrare per paura. Mi ha detto “Perché paura? La morte non mi annoia : viene una volta sola”

Che rapporti ha compleanni e celebrazioni?

“Sono sempre funerei. Bisognerebbe pensare all’insalata”

Si è allungato la vita abbandonando Roma per i suoi monti?

“Mah. Sono sopravvissuto al lager , ho fatto la fame a Roma per dieci anni, ho avuto un’operazione al cervello, uno alla pancia e ora mi hanno appena bombardato una macchiolina nei polmoni: speriamo. Ho vissuto a lungo , ma non direi proprio bene. Il chirurgo, priam di operarmi alla testa , mi disse : se tu mi aiuti , io ti aiuto. La miglior medicina è sempre la parola. Ma a cosa serve che la scienza ci voglia far vivere fino a 120 anni quando in un ospizio di Ascoli trovi dei poveri vecchi rinchiusi in catene? E’ vergognoso come s’è ridotto l’uomo. E anche la donna : non leggono più , hanno seni e sederi enormi, ma non hanno più la cultura che sale su dagli occhi. La bellezza non è quella dei chirurghi plastici, bensì un fatto luminoso che riguardano la verità , e invece siamo ridotti a muso a terra a leccare l’erba”

E’ passato mezzo secolo dalla Dolce Vita , che lei non lo sceneggiò : erano davvero tempi d’oro?

“Mah , onestamente io il mito della Dolce Vita non l’ho mai avuto. Ma devo riconoscere che Ennio Flaiano ha dato molto a Fellini”

La scena leggendaria di Amarcord (“Mio nonno fava i mattoni, fazzo i mattoni anca me ma la casa mia n’dov’è?”) viene da una sua poesia. La surreale partita a tennis immaginaria di Blow-up , invece, fu una visione sua o di Antonioni?

“Non mi sono mai vantato. Non ricordo. Antonioni era anche un grande sceneggiatore . Ho sempre sostenuto che, a parte la commedia all’italiana e i musical, il vero autore è sempre il regista”

Che ne dice di chi sta scrivendo la sceneggiatura a questi nostri tempi italiani?

“L’Italia è una baracca che perde i pezzi , ma la colpa è di tutti. Non mi va di prendermela solo coi politici”

Da quanto tempo non va al cinema?

“Molto. la cerimonia di queste sale buie , dove si potevano anche toccare le cosce alle ragazze, è finita. Ora c’è la tv, un apparecchio eccezionale col quale puoi vedere tutto quel che vuoi. La tv è schifosa , i telegiornali sono schifosi. Non vorrei più sentire parole che puzzano di politica , ma che avessero il sapore delle persone illuminate : poeti , pittori, musicisti …. Io sempre più vado restringendomi a guardare dalle finestre. Sono pieno di ammirazione per l’opera dell’uomo , ma non mi basta più. Non mi accontento più di essere uno spettatore delle grandi cose che fa l’uomo. Vorrei qualcosa di più umile e semplice. Sono qui che sto sentendo che piove. Ti piace come finale?”

giovedì 25 marzo 2010

INTERVISTA A MICAELA RAMAZZOTTI “Aspettare un bambino è un dono , un’emozione indescrivibile. Ma è anche divertente, e ti coccolano tutti. E’ un’occasione per rilassarmi , stare in famiglia, leggere , vedere i film persi”

Paolo Virzì ha scritto una storia commovente e irresistibile, dove c’è tutto quello che c’è nella vita. L’amore e la morte, l’invidia, l’innocenza, il dolore, la felicità. Micaela Ramazzotti, sua compagna, è anche una delle attrici protagoniste del film La prima cosa bella

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Lei recita spesso la parte della madre nei film?

“Sì, e non smetterei mai. In Tutta la vita davanti ero una mamma snaturata e strasexy, buffa e ingenua. In Questioni di cuore , di Francesca Archibugi , ero una all’antica, che costruisce la sua fortezza negli affetti. E qui sono una madre complicata e appiccicosa , molto fisica, che bacia i figli, li tocca , li stringe e questo mette in difficoltà Bruno… E’ stato un allenamento notevole girare con tutti quei bambini , maschi e femmine di ogni età , anche adolescenti più alti di me”

Perciò è pronta  a fare la mamma dal vero?

“E’ una cosa completamente diversa. Nel film di Francesca ero incinta e credevo di sapere come sarebbe stato : sbagliavo”

E com’è davvero?

“Aspettare un bambino è dono , un’emozione indescrivibile. Ma è anche divertente, e ti coccolano tutti. E’ un’occasione per rilassarmi , stare in famiglia, leggere , vedere i film persi. Vengo da un periodo carico di lavoro, quando ho finito La prima cosa bella non sapevo ancora di essere incinta. Ma sono entrata subito nella parte. Una mamma è mamma subito. Gli uomini ci mettono un po’ di più, almeno nove mesi, poi impazziscono”

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E lei che tipo di madre è e sarà?

“Mi lascerò guidare dall’istinto , che è sempre un grande aiuto. Sarò affettuosa , e non  appiccicosa come Anna , spero. I bambini vanno protetti , però guai a diventare invadenti. Non voglio essere quella che dice al figlio ultratrentenne “Hai mangiato?Hai messo la maglia?”. Io penso che il mio bambino , da come reagisce , da come si muove dentro di me , abbia già un suo carattere. Certo, sono una mamma italiana, è un’aggravante, ma farò del mio meglio”

Quindi è cominciato bene questo 2010, no?

“Non chiedo altro, non potrei avere di più! Ho un film , ho l’amore e ho la maternità che dà un senso a tutte le cose. Mi piace avere una famiglia tradizionale . Una cosa dove ci sono giocattoli , calzini di bambini , ciotole di cani e gatti”

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Quanti bambini?

“Io ne farei subito un altro, anche due, anche tre! I figli non li programmi, te li manda il destino”

E il lavoro?

“Si può organizzare. Io vedo Claudia Gerini o Tosca D’Aquino che sono mamme , lavorano e riescono a portare i figli a giocare. Certo , ci sono giornate di quattordici ore, dove bisogna incastrare il catechismo, lo sport e il pianoforte, me è bello anche così, correre per amore”

mercoledì 24 marzo 2010

INTERVISTA A SUSAN SARANDON “Il sesso ha bisogno di suspense, rischio, sorprese, attese , mosse giuste. Come una partita di ping pong . Insegna ad essere liberi delle proprie mosse”

Susan Sarandon dopo 20 anni di relazione con Tim Robbins sembra abbia una storia con Jonathan Bricklin , 31 anni, documentarista , campione di ping pong. Con Jonathan Susan ha aperto un club di tennis da tavolo a new York.

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Scusi , Susan, è vero che ha dichiarato “La prossima cosa che voglio imparare nella vita è suonare il tamburo”?

“Verissimo. Mi sono anche molto divertita a esplorare l’arte dello striptease con mia figlia Eva Amurri. L’ho accompagnata in diversi club quando si preparava al ruolo di spogliarellista per il serial tv Californication”.

Sulla storia con Jonathan dice

“Tutte sciocchezze.E’ vero, piuttosto , che ho tanti amici , uomini e donne. Mi piace uscire la sera , come se fossi una ragazza. I figli sono cresciuti , è divertente andare a sentire musica , scoprire locali nuovi. Il mio socio e io siamo a Los Angeles insieme perché vogliamo aprire sulla West Coast un caffè-sala da ping pong come il nostro club. Spin, Cerchiamo il locale adatto”

Come mai è diventata una fan del ping pong?

“E’ uno sport magnifico, che coinvolge corpo , mente , prontezza di riflessi e …sensualità. Il ping pong fa bene a tutto. Al senso dell’umorismo , alla salvaguardia di un matrimonio o alla presa di coscienza della sua crisi. Fa bene soprattutto al sesso”

Al sesso?

“Il sesso ha bisogno di suspense, rischio, sorprese, attese , mosse giuste. Come una partita di ping pong . Insegna ad essere liberi delle proprie mosse . Poi , giocare a ping pong fa perdere peso…”

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Perché lei a volte si sente prigioniera di qualcuno , di qualcosa dell’etichetta di femminista militante, di compagna ventennale di un uomo con il quale non sente il bisogno di sposarsi?

“Bisogna saper dire a se stessi: questa nuova esperienza mi aiuterà ad andare per la mia strada. Specie quando ti senti etichettata dagli altri che non conoscono la tua vita interiore, i tuoi sogni, la tua realtà quotidiana. Le donne hanno il diritto di sperimentare e scegliere ciò che vogliono per il loro corpo e la loro anima e, quindi, mi sia concessa la franchezza , anche la loro vagina. L’energia non può essere distrutta dai luoghi comuni , da certezze che gli altri ti attribuiscono e che spesso per te cambiano. Esplorare i dubbi fa parte del mio viaggio”

Da militante democratica a promoter del ping pong?

“E perché no? Meglio perdere peso giocando a ping pong o facendo l’amore nelle partite della vita piuttosto c he con la liposuzione”

Dica con franchezza: Obama l’ha delusa?

“Sì, indiscutibilmente . Diamogli tempo , ma non puoi essere eletto come uomo di pace e poi informare gli americani che manderai altri uomini a combattere. La guerra non paga mai”

Susan , la sua fame di vita, la sua allegria non sono in antitesi con il ruolo della nonna in Amabili resti?

“Niente affatto. La mia nonna è molto vitale e vivace, in Amabili resti dà energia a tutti nella giovane famiglia cui è stato misteriosamente uccisa la figlia adolescente. E’ un personaggio che mi assomiglia , con quel suo modo spiritoso di vestirsi dimostra di essere una risposta ironica e sicura di sé. Che sa parlare alla propria figlia , aiutandola”

Anche Susan Sarandon parla tanto con sua figlia?

“Anche con i figli maschi , jack e Miles, avuti da Tim. per esempio, quando Eva mi ha detto anni fa che voleva studiare al Dams di Bologna, sono stata felice. lei è cresciuta tra due culture..”

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Susan parla del film

“Ho un ricordo fantastico degli anni in cui è ambientato il film di Jackson fine Sessanta/Settanta. Sesso, politica e rock’n roll , ma non soltanto. Allora c’erano ideali , sogni e fughe che facevano crescere. Oggi tutti , giovani e vecchi , hanno paura di andare al supermercato e di scoprire , al ritorno, che magari si è perso il lavoro. Non si è più capaci di sognare e Internet dà l’illusione di comunicare”

Lei sogna ancora molto?

“Certamente. Io cerco sempre risposte , amo il cinema , sono tornata a Broadway, a teatro. Se hai avuto e dato stabilità ,questo conta. Per vent’anni ho costruito la mia famiglia , anche se poi le cose e cambiano, ciò che hai fatto resta. La vita è un insieme di errori e successi. Vivere non è facile , ma se sai rinnovarti , la vita non ti deluderà”

Però crescendo ci si indurisce, si ha più bisogno di certezze?

“Il gusto del rischio ti resta dentro , se hai la mia età. Oggi i giovani si confrontano con altre guerre..L’11 settembre ha creato in tutti un’insicurezza insormontabile”

Alla fine Sarandon osserva

“i figli crescono. A volte il rapporto con loro è più facile di quello con gli uomini. Di una cosa sono sicura : continuerò a divertirmi. Posso sempre imparare a suonare il tamburo con jack e Miles, no?”

martedì 23 marzo 2010

INTERVISTA ALL’ATTRICE RACHEL WEISZ “I paparazzi che incontro cercano Tom Cruise, che vive nel mio quartiere. Spesso non mi riconoscono nemmeno”

Era una secchiona e suo padre si aspettava che facesse un altro mestiere. Invece si è ritrovata a fare l’attrice.

Rachel Weisz a 39 anni brillano gli occhi mentre parla di suo figlio Henry Chance ( 3 anni) “I colleghi che parlano di ruoli complicati mi fanno ridere . Volete mettere fare la mamma! Non sono stata più impegnata , stanca e preoccupata di adesso. ma neanche così felice”.

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“Sul set la mia mente vive un’altra realtà. E’ come girare un interruttore. Quando il regista grida Azione , mi accendo , quando dice Stop mi spengo . A casa , poi, torno quella di sempre. Una dimensione non è migliore dell’altra , sono funzionali così. E’ un perfetto equilibrio. La maternità mi ha dato una scossa. E’ come se qualcuno mi avesse detto : Rachel guarda che adesso sei un’adulta . Anche se continuo ad avere uno spirito da manager”.

Pensa che il fatto di essere veramente madre l’abbia coinvolta di più nel film ( Amabili resti , dove interpreta una madre di una ragazzina di 14 anni, rapita violentata e uccisa da un serial killer. Ma non capace di abbandonare il mondo dei vivi ndb)

“L’attore funziona con l’immaginazione che è un arma formidabile, ma anche una difesa. Ho dovuto immaginarmi di essere una giovane donna negli anni 70 e di essere americana invece che inglese. E’ lavoro. Non posso permettermi che ci sia niente di troppo personale in una storia. Perché alla fine della giornata devo tornare da mio figlio e non posso farmi vedere né stressata , né posso lamentarmi. Anche nelle favole succedono cose tremende. Ma pur nascendo da un evento atroce , il messaggio del film è positivo : la vita è preziosa, la vita è un miracolo”

Conosceva il romanzo Amabili resti di Alice Sebold da cui è stato tratto il film?

“Credo di essere stata una delle poche persone che non l’aveva letto. Dopo l’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle era diventato un libro di culto tra le famiglie delle vittime. Il concetto che lo spirito vitale di Susie , o se preferite la sua energia , sopravviva in qualche modo e in qualche luogo è stato di conforto per molti”

Come definirebbe il suo personaggio?

“Abigail è una madre che perde una figlia , il più orribile degli eventi per una donna. Diventa distaccata , non sa come reagire e come inter4agire con chi le sta intorno. E poi se ne va, abbandonando anche gli altri due figli : deve ritrovare se stessa. Una antieroina. Ho cercato di entrare nella sua mente , nel suo dolore, nella sua umanità imperfetta. E’ questo che io cerco nei miei personaggi : non la perfezione , ma l’umanità”

Spesso i critici la definiscono felina. Le piace?

“E’ un passo avanti. Da ragazzina mi avevano convinto che il mio animale di riferimento fosse il topo…”

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Come mai?

“Mi chiamavano topo di biblioteca . Avevo sempre un libro in mano. Non è un caso che mi sono laureata a Cambridge in letteratura”

Il suo motto?

“Carpe diem , cogli l’attimo. La vita è breve: goditela”

Ha un tatuaggio?

“Sì, una scala sul fianco. Io sono una delle poche attrici inglesi che non è andata a scuola di recitazione , ma ha imparato sul fianco , in una compagnia teatrale scolastica d’avanguardia chiamata Talking Tongues. Era tutto molto fisico , ci scagliavano l’uno contro l’altro sul palcoscenico, parlavamo di amore e di sesso e usavamo molte scale in scena. Quell’esperienza teatrale è venuta al momento giusto : i miei volevano mandarmi dallo psichiatra”

Doveva essere molto diversa dalla ragazzina di 13 anni di Amabili resti..

“Sì , ero molto meno tranquilla , meno educata e meno saggia. Ero piuttosto vivace, tanto che sono stata allontanata da più di una scuola. Non dico espulsa , perché mia mamma ci rimane male se pronuncio quel verbo. Certo era una ribelle forse per reazione a mia madre che era sempre convinta di conoscere ogni mio pensiero. Non che fosse cattiva ma usava il ricatto affettivo per ottenere ciò che voleva. Comunque entrambi i miei genitori allora non avevano grande stima di me. E mio padre ha sempre pensato che avrei dovuto fare un altro mestiere”

Il cinema è stata una scelta o una coincidenza?

“La direttrice del casting di Bertolucci mi vide in teatro e mi segnalò per un provino. Ma avrei potuto esordire ancora prima : mi avevano offerto di interpretare la figlia di Richard Gere in King David , ma mio padre minacciò di andarsene di casa se avessi accettato. Ero troppo piccola. Così rinunciai e un anno dopo lui divorziò ugualmente da mia madre. Il teatro comunque resta il mio primo amore per concentrazione , intensità e stimolo intellettuale. Quando quest’anno sono salita sul palcoscenico del Donmar di Londra in un Tram chiamato desiderio mi tremavano le gambe . Quella parte , insieme a Marlon Brando, l’aveva fatta Vivien Leigh. Per quanto riguarda il cinema, invece, la più grande qualità che è necessario possedere mi sembra la pazienza”

Quali erano i suoi modelli quando ha iniziato?

“Katharine Hepburn , Shirley McLaine , Ingrid Bergman. Poi avevo una curiosa fascinazione per il mago Houdini. Il suo nome era Weiss , simile al mio, ed era ungherese come mio padre, un inventore scappato a Londra per sfuggire alle persecuzioni naziste. Sognavo di essere una sua parente . E poi c’era Elvis Presley , in qualunque momento della sua vita , magro o grasso, giovane e vecchio. Perché non era il suo fisico a interessarmi , ma il suo talento”

Se avesse potuto vivere in un’altra epoca?

“Ho sempre avuto un’attrazione per gli Anni ‘70, sul set di Amabili resti ho fatto il terzo grado  a Susan Sarandon, specie dopo che me li aveva sintetizzati con il più proverbiale degli slogan : sesso, droga e rock and roll”

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Come definirebbe il suo stile?

“Mi piace affidarmi a stilisti che sono amici e sanno come sono fatta , così mi fanno sentire a mio agio. Fuori dai tappeti rossi frequento i negozi vintage. E mi piace indossare giacche da uomo. Le trovo straordinariamente sexy sul corpo femminile. Io odio l’androgina”

Che cosa fa per tenersi in forma?

“Yoga, che mi ha fatto smettere di fumare, e pilates”

Dove tiene il suo Oscar?

“In bagno. E’ il mio rifugio”

Come combatte i paparazzi?

“Non credo di essere così famosa da meritare la loro attenzione. E vivo a New York dove prendo la metro e accompagno mio figlio a piedi all’asilo. I paparazzi che incontro cercano Tom Cruise, che vive nel mio quartiere. Spesso non mi riconoscono nemmeno”

lunedì 22 marzo 2010

INTERVISTA A VITTORIO SGARBI “SONO LA ZATTERA DELLA LIBERTà DI BERLUSCONI. POLVERINI CON ME VINCE SICURO”

Vittorio Sgarbi ha avuto l’ok da Silvio Berlusconi, anche se con molte contrarietà nel Pdl, per il rinvio delle Regionali nel Lazio. Sgarbi è forte del verdetto del Tar che lo ha riammesso alle elezioni regionali del Lazio.

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Per non rinviare il voto la Regione Lazio si affida al decreto salvaliste, che ha impugnato di fronte alla Consulta.

“E’ una stronzata. Il Dl salvaliste non è stato automaticamente validato dalla Corte Costituzionale , e poi parla semplicemente di pubblicazione  delle liste. Il tema che pongo io e che garantisce la Costituzione è quello della par condicio in base alla quale sono stati sospesi Santoro, Vespa, e Floris. E poi Montino ( vicepresidente della regione) deve confrontarsi con Maroni che, da ministro, credo sarà d’accordo con il premier”

Non sarà eccessivo evocare il fascismo se non si rinviano le elezioni?

“Certo che è puro fascismo: mi è stato proibito di fare una gara ad armi pari. Non potevo fare dei manifesti con scritto : Votatemi, forse. E’  come se uno corre con la Ferrari e Schumacher e un altro con una macchina e un pilota scarsi”

La Bonino dice che il rinvio va bene a chi ha tanti soldi

“La Bonino dice sempre cose che non hanno senso. Il rinvio delle elezioni lo chiedevano loro quindi ritengono di avere più soldi di tutti”

Perché Berlusconi appoggia la tua richiesta

“Avendo perso tutto con l’esclusione della sua lista pensa che può recuperare con la mia. In me ha visto la zattera della libertà. A patto che io abbia la capacità di affermazione con trenta giorni di propaganda elettorale, non con sei”

L’ha fatto anche Alemanno che al Comune l’ha lasciata a bocca aperta

“Almeno una volta nella vita ha detto una cosa giusta. come l’orologio rotto segna l’ora giusta una volta al giorno”

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Si è dichiarato il culo di Berlusconi

“Certo , culo nel senso di fortuna. Tant’è che ho lanciato lo slogan del “Soccorso azzurro”

Perché gli elettori del Pdl dovrebbero votare lei?

“Perché è evidente che nella valutazione delle componenti la lista di Polverini è di Fini che è un alleato di cui Berlusconi non è particolarmente amico. Sono interessato a essere percepito come parte del Pdl. E siccome il Pdl è fatto di somma di An e Fi, il 10-12% è di An , il resto di Forza Italia di cui io sono più vicino”

Se vincete farà l’assessore alla Cultura?

“Questo ovviamente dipende dalla quantità di voti che prenderò”

Ha chiesto 3-4 assessorati

“Ho misurato gli assessori sulla base dei risultati, ipotizzando un 20% dei voti. E’ un problema di accordi”

Nei sondaggi la Polverini è sotto

“Con me vince di sicuro”

Non mi dica che gli piace il suo impegno per la famiglia. Lei che è nemico del matrimonio

“E che c’entra, neanche i preti si sposano”

Il problema più grave del Lazio è la sanità. Soluzioni?

“La Sanità si risolve solo con la nostra lista perché ho candidato il ginecologo Severino Antinori , il miglior medico italiano. E’ la risposta più straordinaria che la mia lista può dare in materia”

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Val la pena di creare tutto questo caos per un posto in consiglio regionale?

“Io devo vincere una battaglia di principio, e devo avere la mia campagna elettorale in nome della legalità, tanto declamata da Travaglio, dai Di Pietro, dalla sinistra”

E se non le danno il rinvio che fa?

“Vinco lo stesso. Anzi vinco gridando quanto sono i fascisti gli altri”

venerdì 19 marzo 2010

INTERVISTA A GIANLUCA COMAZZI, IL NUOVO GARANTE PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI DI MILANO

Gianluca Comazzi 29 enne è il nuovo “Garante per la tutela degli animali” di Milano

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Dalla laurea in psicologia alla tutela degli animali. Come mai?

“Mi piacciono , li amo. Arrivo da una famiglia di veterinari che mi hanno trasmesso questa passione sin da piccolo. E appena ho potuto ho iniziato a fare volontariato nei canili di zona. Quando il sindaco ha deciso di costruire un progetto per la città ho pensato a una struttura che proteggesse gli animali. A Milano ben 200000 famiglie possiedono un cane. Di conseguenza … tante necessità , e un vero valore sociale”

Quindi è nata la sua figura?

“Era una figura prevista già dal 2005 dal regolamento Comunale , ma non era stata presa in considerazione . E il successo lo tocchiamo con mano ogni giorno. Siamo riusciti nell’intento : essere un punto di riferimento per chi ama gli animali”

Ma cosa le chiedono?

“Mille domande e richieste. Dalle colonie estive , alle segnalazioni di maltrattamenti, alle richieste di pronto soccorso … Ma la mia ambizione più grande era quella di costruire il nuovo Parco Canile Rifugio. La città non ha mai avuto un vero e proprio asilo se non quello sanitario , dove solitamente per 15 giorni si controlla e cura i cani ritrovati. La parte educativa , fondamentale per l’adozione dell’animale è sempre stata marginale. I cani abbandonati o maltrattati subiscono dei veri shock, spesso causa di aggressività Serve quindi una rieducazione verso l’uomo e verso ciò che ha fatto loro del male. E’ una fase necessaria per lo scopo di ogni canile , che dovrebbe essere quello di trovare una nuova famiglia òper ognuno di loro”

E così nasce il Parco Canile Rifugio di Milano?

“Trentacinquemila metri quadrati di parco , di cui 12000 per correre e giocare. Box, grandi,spaziosi , coperti e in parte riscaldati per la notte. In un’unica struttura abbiamo anche il canile sanitario che è il primo ricovero dell’animale ritrovato. Il cane per 15 giorni viene controllato , vaccinato, curato dai nostri veterinari , poi spostato con un semplice guinzaglio al rifugio. In questo caso si evitano ulteriori stress e traumi di trasporto in un momento così delicato”

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Quanti ospiti avete?

“Duecento cani e 100 gatti perché è anche un gattile , con storie e passati diversi. Dagli abbandonati, ai persi. Animali di persone ricoverate , in carcere o decedute. Oppure sequestrate dalle nostre guardie ecozoofile. Un nuovo grippo specializzato con il duro compito di controllare il traffico illecito , un vero business di oggi. Negozi che tengono gli animali da vendere in condizioni pietose, o peggio ancora animali allevati per i combattimenti, altra grossa fonte di guadagno”

Dove è nata l’idea di un canile diverso dai soliti?

“Prima d’arrivarci ne ho visitati moltissimi ed in ognuno vedevo un punto d’arrivo per l’animale. Io ho voluto creare un punto di partenza. Gli animali che arrivano in un canile non hanno mai alle spalle storie semplici , altrimenti vivrebbero nelle nostre case. Noi cerchiamo di ridare fiducia e di rieducarli per dar loro possibilità di una nuova famiglia , non di finire la propria esistenza nel canile che, se pur bello, rimane un canile”

Un duro lavoro?

“Durissimo. Un forte impegno che mette a dura prova la volontà di molte persone che ci aiutano ogni giorno. E oggi siamo un punto di riferimento : ci chiamano da molte parti d’Italia e non solo per chiedere consiglio su come creare una struttura simile alla nostra. Ne siamo davvero contenti”

Mi racconta una vostra giornata tipo?

“La normale esigenza di un quattro zampe senza far mancare gioco e coccole. Mattino pulizia dello stesso e del box. Poi via all’aria aperta correre e giocare con educatori cinofili o volontari. Da solo o in gruppo , a seconda del carattere. Poi mangiano . E nel pomeriggio di nuovo all’aria aperta. E’ importante far uscire il cane. Spesso ed in molte strutture , gli animali vengono lasciati nelle gabbie per anni , sino a farli impazzire. Non è nel nostro caso , abbiamo tante persone che ci aiutano e ne servono sempre di più”

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Adottare un animale in un canile spesso risulta difficile . A volte è proprio la struttura che ha molte difficoltà nell’affidare un cane ad una famiglia..

“Perché spesso in strutture l’animale è fonte di sostegno per la stessa struttura , meno cani significa meno soldi degli enti pubblici. Il nostro obiettivo e successo è proprio il contrario”

Come funziona da voi?

“La famiglia o la singola persona che viene a farci visita per adottare un nostro ospite , oltre ad avere naturalmente la possibilità di vederli tutti , viene seguita da un esperto che li aiuta a scegliere quello più adatto alle proprie esigenze , per esempio un ragazzo che vive in un piccolo appartamento verrà indirizzato su un animale di taglia medio piccola e non su un pastore tedesco che soffrirebbe lo spazio ridotto”

Il cittadino come può rendersi utile?

“Con il volontariato , come dicevo prima ; più siamo meglio è. Con l’adozione a distanza , o con un offerta per sostenere le spese di manutenzione”

Se adotto a distanza, posso comunque entrare in contatto con l’animale?

“Assolutamente sì. In qualsiasi momento le persone che per motivi di spazio o lavoro non può tenerlo a casa può avere un contatto ed un rapporto con il cane che sceglie di mantenere”

Parte dei volontari sono detenuti del carcere di Bollate . Anche questa una vostra idea?

“Abbiamo voluto che il canile fosse anche un luogo di recupero sociale per persone svantaggiate , e che potesse dare a loro una prospettiva per il futuro. I nostri volontari detenuti sono tutti quasi al termine della pena”

Canile modello, come lo pubblicizzate?

“Con le nostre iniziative comunali. Con il sito sempre aggiornato , ma la pubblicità più efficace è di sicuro il passa parola di persone che ogni giorno ci visitano. Ci chiama tutti per chiederci consigli. E ora in collaborazione con “Frontline Combo Education Program” abbiamo avviato nel nostro canile un programma educativo messo a disposizione di tutte le scuole primarie della Lombardia. Delle vere e proprie lezioni che hanno come tema “Ti presento il cane”. Sarà la Dssa Valena che spiegherà e mostrerà ai bambini insieme al suo cane Whisky , quale deve essere il giusto approccio con il quadrupede. Senza paura ma anche con un ardore controllato, perché ci si ricordi sempre che l’animale non è un giocattolo”

giovedì 18 marzo 2010

INTERVISTA A ROBERTA DE MONTICELLI, FILOSOFO “Chiunque, in qualunque partito si riconosca, deve pretendere dai suoi rappresentanti il rispetto delle forme”

Roberta De Monticelli è una dei più importanti filosofi italiani. Ci spiega perché in democrazia le forme vanno sempre salvate

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Il governo ha approvato un decreto per ammettere alle elezioni le liste irregolari del Pdl , perché – ha detto Schifani - “bisogna che la sostanza prevalga sulle forme”. E’ giusto?

“No. è un affermazione di una gravità enorme”

Ma è una considerazione che chiunque ha fatto almeno una volta nella vita…

“Nella vita di tutti i giorni sì. Ma quando si parla di Diritto , la forma è sostanza. Dire il contrario è, in line aconcettuale, ammettere che sia legittima qualsiasi azione che sembri buona a chi ne ha la forza. Ad esempio fare la marcia di Roma”

Intende la marcia su Roma dei fascisti , con cui Benito Mussolini nel 1922 ha preso il potere?

“Sì, entrambi i casi c’è il disprezzo ostentato per le procedure del diritto, per le regole giuridiche”

Che vuol dire?

“I fascisti , all’epoca, dimostrarono di poter esercitare a dispetto delle regole un potere che avevano. Ma il potere senza regole porta necessariamente ad abusi – anche se chi lo esercita è in buona fede”

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Perché?

“Nessuno di noi ha una conoscenza assoluta di ciò che è bene e ciò che è male. Per questo gli esseri umani hanno escogitato un sistema di procedure, le regole formali : servono a fissare i limiti in cui gli interessi di una parte sono affermati senza abusi sugli altri. Le procedure garantiscono la neutralità della legge , evitano l’arbitrio. Impediscono per esempio che la competizione elettorale diventi rissa”

Ma allora avremmo dovuto escludere una parte dell’elettorato italiano dalla possibilità di votare il proprio partito?

“No. Ma anche chi era contrario al decreto ho sempre detto che bisognava salvaguardare il diritto di voto dei cittadini”

E quindi?

“Il governo ha avuto troppa fretta , come se soi fosse obbligati a scegliere tra il decreto o elezioni-burla. In Lombardia il Tar ha risolto metà del problema. Ora si vedrà cosa succederà dopo il respingimento in Lazio , ma non si capisce perché il governo abbia voluto costringere il presidente Giorgio Napolitano a firmare il decreto di notte. Né perché lui abbia ceduto”

Secondo lei Napolitano ha sbagliato?

“Ha avallato il cedimento di un bastione formale. Doveva chiedere che si cercasse un’altra soluzione. Nello stesso tempo va detto su di lui la maggioranza ha esercitato una pressione brutale..”

Una pressione brutale?

“Sì, al punto che il Tg1 è arrivato a stravolgere la verità dei fatti”

A cosa si riferisce?

“In un servizio del telegiornale è stata attribuita al giurista Hans Kelsen l’idea che la sostanza deve prevalere sulla forma. A dire così , invece, era semmai Carl Schmitt , il cosiddetto costituzionalista di Hitler. E il nemico numero uno di Kelsen”

Hanno detto il contrario della verità?

“Sì. Sa cosa diceva Robert Musil? Nessuna grande civiltà può reggersi su un rapporto distorto con la verità. Senza verità la democrazia non funziona. Per questo non si può dire una cosa del genere , come non si può dire che l’ex avvocato del premier David Mills è stato assolto , invece che prescritto . Salta tutto”

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Molti nell’opposizione si aspettavano che il Pdl spiegasse “Abbiamo fatto un errore, aiutaci a far votare milioni di elettori, ne va della democrazia”. Invece non è successo

“S'ì, se l’avessero riconosciuto, sarebbe stato tutto diverso. Invece non c’è stata fiducia nella verità , né dibattito delle idee – anche per l’applicazione arbitraria della legge sulla par condicio , con l’oscuramento , addirittura , dei talk show , cioè della forma televisiva dei dibattiti di idee”

La giustificazione del governo è che la maggioranza degli italiani è d’accordo con il Pdl

“Ma questo non basta: lo sapevano già gli antichi greci. La morte di Socrate è stata la protesta della filosofia contro questa idea di governo del popolo senza tutela delle minoranze – che è dittatura. Se 100 persone su 100 decidono di uccidere tutti quelli che hanno gli occhi azzurri, la decisione è a maggioranza, ma non certo giusta e neppure democratica”

Insomma il consenso non basta a garantire la democrazia

“Sì, ad esempio , il nazismo è arrivato al potere sulla base di una pretesa maggioranza assoluta – con l’aiuto , poi, di qualche aggiustamento costituzionale fatto da Carl Schmitt , come dicevo prima”

Ma noi cittadini cosa possiamo fare di fronte alle deroghe alle forme?

“Pensare a come valutiamo oggi i nostri antenati che con il loro silenzio , la loro indifferenza , il loro disgusto della politica hanno permesso l’avvento delle non-democrazie , impedendo a intere generazioni di fiorire. Loro siamo noi”

E’ una questione di scelte del partito?

“E’ una questione prepolitica , di convivenza civile. Chiunque, in qualunque partito si riconosca, deve pretendere dai suoi rappresentanti il rispetto delle forme”

mercoledì 17 marzo 2010

INTERVISTA A LUCIANA LITTIZZETTO “Quando ci saranno donne incapaci nei posti importanti avremo raggiunto la parità. Siamo nelle mani degli uomini che fanno disastri. Pensi alla povera Polverini”

Luciana Littizzetto spopola al cinema con Genitori e figli – Agitare prima dell’uso di Giovanni Veronesi.

“Io con i miei figli sono severa, le regole ci vogliono”

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Luciana severa lei?

“Sì, anche se mio figlio ha dodici anni , è molto simpatico e mi dà fastidio controllare il diario coi compiti. Ma prende una nota al giorno , ha una creatività sorprendente nel fare idiozie e devo farlo. Quando lo punisco e non lo mando alle feste viene in pellegrinaggio “Come fanno senza di me che li faccio ridere?”. Mi rivedo in lui”

Prendeva le note?

“No. Facevo ridere i miei compagni”

Somiglia alla madre del film di Veronesi?

“No, lei vorrebbe essere tutto: madre moglie caposala amante, fa tutto male. Veronesi ha una sensibilità femminile , leggendo la sceneggiatura sono rimasta colpita dai dialoghi. La scena in cui le spiego che non può fare l’amore perché è troppo piccola , Giovanni me l’ha fatta girare 13 volte. Però abbiamo improvvisato che soddisfazione”

Per un’attrice abituata alla tv cosa significa fare cinema?

“Una boccata d’ossigeno . E’ un altro tipo di linguaggio e poi mi piace perché non sei tu che te la canti e te la suoni”

Ha girato per la rai “Fuori classe” in cui interpreta una professoressa

“La fiction è ancora un’altra cosa. La serie andrà in onda a ottobre, questa estate giriamo le ultime 4 puntate, mi piace perché racconta la scuola pubblica , con la frustrazione dei professori. Ho insegnato , so di che parliamo : è un mestiere complicato , una forma di genitorialità diversa; i risultati non li vedi , forse quello che hai insegnato servirà ai ragazzi dopo, quando li avrai persi di vista”

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La par condicio ha spento la politica in Tv. Anche la comicità?

“Hanno paura di tutto , perché la comicità si mescola con la satira e li terrorizza. E’ paradossale quello che è successo a Ballarò, a Santoro, a Porta a Porta . I politici hanno paura dei giornalisti e non capiscono che sono loro i peggior nemici di se stessi. Se non discuti di politica prima delle elezioni, quando lo fai? La gente è disamorata , se Floris , Santoro, Vespa , hanno creato affezione sui tempi politici perché interrompere le trasmissioni? E’ tutto senza senso”

Lei che farà?

“Parlo di politica lo stesso, il diritto di satira è consentito ma con quello che succede , cosa si può dire di più? Il vero cabaret sono loro : Zelig a Montecitorio manca solo l’orchestra”

Non le piacerebbe una trasmissione tutta sua?

“Non sarei capace , il mio modo di far ridere è distruttivo: in uno show se parti distruggendo hai finito prima di cominciare. IO funziono meglio se c’è l’ufficialità , con un partner come Fazio o Baudo , o se la distruzione è dichiarata , con la Gialappa’s. Non so cantare e ballare , non sono Fiorello, che è eclettico”

Però che coppia , Fiorello e Littizzetto..

“Lui diventerebbe la cosa che dovrei distruggere. La stessa Clerici mi aveva chiesto di affiancarla a Sanremo, ma che andavo a fare? Mi è simpatica e rappresenta l’Italia solida, tradizionale che non voglio rovinare”

Però a Che tempo che fa si è infilata in un bicchiere e ha fatto il Pirlesque , prendendo in giro il Burlesque di Dita Von Teese

“Ma come la giri la giri , sempre nuda resta. La faccia di Fazio , quanto gli voglio bene , era fantastica. La mia spalla ideale”

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Luciana ha ancora senso l’8 marzo?

“Ha senso perché la parità non c’è , le donne fanno una gran fatica perché gli venga riconosciuto che sono più brave. Gli uomini, invece, anche quelli ai vertici , sono per la maggior parte incapaci. Quando ci saranno donne incapaci nei posti importanti avremo raggiunto la parità. Siamo nelle mani degli uomini che fanno disastri. Pensi alla povera Polverini”

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“Ma sì, l’unica cosa che non ha fatto lei , e guardi in che guaio è finita. Per non parlare di Berlusconi , pensi come gli girano”

martedì 16 marzo 2010

INTERVISTA A MARA CARFAGNA “Io sono contraria alle quota rosa perché ho paura che impongano le donne ma che poi le donne siano considerate alla stregua dei panda”

Secondo Mara Carfagna le quote rosa alle elezioni regionali saranno un boomerang.

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Ministro ma non dovrebbe essere una cosa positiva , garantire posti alle donne in politica ?

“Vede , il percorso di uguaglianza e parità tra uomini e donne in Italia è stato complesso e difficile, forse anche più lento che in altri paesi europei. Un percorso scandito da tappe importanti , tra mille difficoltà ma che ci ha portato a dei traguardi fino a qualche anno fa impensabili. Dobbiamo accontentarci? Assolutamente no. Però non bisogna forzare il percorso ma accompagnarlo e sostenerlo e non fare delle scelte boomerang”

A cosa si riferisce?

“Io sono contraria alle quota rosa perché ho paura che impongano le donne ma che poi le donne siano considerate alla stregua dei panda, da mettere in una riserva protetta su cui poi non puntare per posti di responsabilità”

Dunque che bisogna fare?

“Lavorare sui partiti. Credo molto nel fatto che i partiti debbano favorire l’ingresso delle donne all’interno delle strutture locali. Solo così si forma una classe dirigente al femminile non improvvisata né considerata come riempitivo”

La competizione elettorale regionale si gioca molto sul rapporto tra candidato o popolazione. In Campania come sta andando?

“La mia candidatura vuole proprio avere l’obiettivo di stringere un legame ancor più forte con la mia terra , un legame che si può saldare soltanto attraverso un’investitura popolare. Una competizione elettorale con le preferenze che ti legittima poi a rappresentare l’elettorato campano”

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La gente cosa le chiede?

“Beh, tante cose. Soprattutto è scontenta della sanità che è uno dei grandi problemi della Campania. La sinistra l’ha gestita come gigantesca macchina elettorale per fare consenso sulla pelle dei cittadini campani, se è vero – com’è vero – che 100 mila campani vanno ogni anno fuori regione a farsi curare e se, tanto per fare esempio su tanti , un campano su due deve farsi un trapianto di fegato fuori regione”

Anche qui : cosa bisognerebbe fare?

“Anzitutto trasparenza nelle nomine. Direttore generale di una Asl o primario di un ospedale lo diventi soltanto se hai un curriculum , titoli e capacità . Solo allora ti nomino, ma perché sei bravo, non certo perché sei mio amico o perché mi servi e fai i voti. Bisogna stravolgere questo criterio. E dare speranza anche agli operatori medici , straordinario capitale umano mortificato da questo tipo di logiche . Sì , penso proprio che la sanità sia il vero banco di prova del nostro buon governo per i cittadini campani”

Dal centrosinistra sono arrivate molte polemiche rispetto ai candidati scelti dal Pdl per la Campania?

“Guardi , della loro campagna elettorale non me ne occupo né tanto meno me ne preoccupo. Si candidano a governare questa regione dopo esperienze assolutamente fallimentari. I cittadini campani hanno bene in mente chi è responsabile del disastro sanità , della disoccupazione, , di un tasso di crescita che è il più basso del Sud. La Campania è diventata la regione dei record negativi”

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Berlusconi ne è convinto e l’ha ripetuto in più occasioni “In Campania non si può non vincere”. E’ così?

“La gente sa che il Presidente Berlusconi è l’uomo che ha risolto l’emergenza rifiuti e contrastato più di tutti la malavita, come dimostra l’efficacia del “modello Caserta”. E lui vuole abbracciare Napoli : stiamo aspettando conferma della data per organizzare una festa in città”

Per l’evento napoletano si parla del 19 marzo.Però il 21 sarete in Piazza San Giovanni per manifestare contro l’esclusione delle liste Pdl a Roma

“Quello che è accaduto a Roma è una cosa gravissima. Di fatto si impedisce agli elettori di esercitare un loro diritto , di potere scegliere tra più candidati. Sono d’accordo con quanto ha detto il Presidente Berlusconi e condivido in pieno la linea del mio partito”

lunedì 15 marzo 2010

INTERVISTA A PETER GABRIEL “La musica , al di là di ogni barriera linguistica , è il più formidabile mezzo di comunicazione tra gli uomini”

Peter Gabriel viaggia ad un altro ritmo. Le sue giornate sono di iniziative umanitarie , investimenti sul web , un’etichetta di musica globale , bambini da crescere. “Ho smesso di fare il commesso viaggiatore per vendere i miei dischi da molto tempo ormai ,l da quando nel ‘75 lasciai i Genesis”.

A Febbraio è uscito il cd Scatch my back, cover per voce e strumenti orchestrali.

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In otto anni tante cose nel mercato sono cambiate?

“L’industria musicale è una gabbia da cui molte interessanti creature fuggono.Ci sono altre opportunità per i musicisti , come un tempo, quando tutto era nuovo , potevi fare le cose a modo tuo e avevi una stretta relazione con i fan. Questo si può recuperare solo trasformando le case discografiche in società di servizio che veicolano il lavoro degli artisti. Io stesso ho contribuito alla creazione di we7.com, un sito di ascolto in streaming che in Inghilterra è diventato il sito musicale più cliccato ; lì puoi ascoltare gratuitamente tutta la musica che vuoi ma anche, con un abbonamento di 4 euro al mese , scaricare quella che ti interessa di più. Bisogna avere solo un po’ d’immaginazione per creare proventi da quelli dei canali tradizionali. Siamo nel Rinascimento , il digitale ha salvato la musica : questa è un’epoca di grandi sfide. Che ancora l’industria non è pronta a cogliere , non ha capito, ad esempio , che ormai il supermercato della musica è iTunes”

Come le è venuta l’idea di un disco di cover?

“Anche questo è un progetto che ho studiato pensando ad iTunes. Ogni mese qualche mio brano verrà suonato dagli artisti di cui ho inciso le cover: io faccio The book of love dei Magnetic Fields e loro la mia Not One of us ; io faccio The boy in the bubble di Paul Simon e lui Biko. Soltanto Bowie non ha accettato lo scambio , ma io volevo cantare Heroes a tutti i costi e così sarà Brian Eno, coautore della canzone , a eseguire una mia cover su iTunes”

Lei è stato un pioniere della world music , fondando un’etichetta e un festival che promuovono i suoni del mondo. Che lezione ha imparato da questa esperienza?

“Rischio di dire una banalità : che la musica , al di là di ogni barriera linguistica , è il più formidabile mezzo di comunicazione tra gli uomini. Io credo fermamente nella cimatica , la scienza che ha dimostrato come il suono abbia il potere di strutturare la materia e come anche l’universo sia stato generato da una sorta di vibrazione , un suono, responsabile di tutte le sue forme. Proprio la cimatica mi ha convinto che ritmi e melodie prodotti in qualsiasi parte del mondo sono facilmente assimilabile da chiunque , al di là dei confini geografici e delle differenze culturali. Semplicemente non sapevamo che anche il Pakistan aveva il suo Pavarotti ( Nusrat Fateh Ali Khan ndb).

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Tra le cover che lei esegue , ce ne sono molte tratte del repertorio di giovani artisti (Elbow, Arcade Fire, Regina Spektor, Bon Iver). Come si tiene informato sulle novità?

“ Anche in questo senso internet è in mezzo formidabile. I suggerimenti di www.thefilter.com , un sito più sofisticato di Amazon o iTunes , sono molto affidabili. Poi ci sono i miei figli : la maggiore mi ha fatto conoscere la passione romantica e allo stesso tempo dark di Regina Spektor e la più piccola Bon Iver”

Lei ha parlato di Rinascimento , vuol dire che il pop comincia ora a uscire dal Medioevo?

“La pop music aveva una grande energia che è stata dissipata. Al tempo dei Beatles c’era una sorta di monocoltura musicale , ma col tempo l’offerta si è centuplicata. Dobbiamo solo metabolizzare la transizione dal disco all’iPod. Ma sono anche convinto che se un album ti piace come Sgt Pepper’s vorrai averlo tra le mani, non ti basterà scaricarlo”

I talent shows sono diventati l’ultima risorsa dell’industria..

“… e l’umiliazione finale. Oggi ognuno può diventare il talent scout di se stesso. Su internet”

Il mondo non è il posto migliore che negli anni Sessanta ci auguravano diventasse, lo dimostra l’incessante lavoro delle organizzazioni che lei energicamente sostiene (Greenpeace, Amnesty, The Elders9. Qual è oggi la sua più grande paura?

“Le cose che più mi terrorizzano sono il conto alla rovescia verso l’uso di armi nucleari , il terrorismo , le guerre di religione , le pulizie etniche , il riscaldamento globale. L’ingegno umano ha creato meraviglie , sarà ben capace d’inventare energie alternative per aerei e automobili. Questa sorta di realismo ottimistico mi salva dalla paranoia. Se vogliamo sopravvivere dobbiamo rispondere in maniera pragmatica alle emergenze del mondo che ci ospita”

venerdì 12 marzo 2010

INTERVISTA A MALIKA AYANE “Lo scorso anno il mio sogno era di non dover tornare a fare la fila in un’agenzia interinale per trovare un lavoro. E in effetti ce l’ho fatta : finalmente posso vivere con la mia musica”

Malika Ayane è tornata al Festival di Sanremo tra i Big, con un brano sull’amore che si stanca, ispirato da una poesia di Prevert.

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Come è cambiata la tua vita in quest’anno ?

“Totalmente , sono successe troppe cose, e in un certo senso è ancora tutto in movimento. In quest’anno sono stata a casa forse solo una settimana di fila. L’ho passato quasi tutto in tour. Ora la mia vita ha però ha più senso. Lo scorso anno il mio sogno era di non dover tornare a fare la fila in un’agenzia interinale per trovare un lavoro. E in effetti ce l’ho fatta : finalmente posso vivere con la mia musica”

Non deve essere comunque facile , per te, che a 26 anni sei anche mamma

“Per niente , mia figlia adesso a cinque anni e ha bisogno di molte attenzioni. Quando sono a casa sono spesso distrutta e lei ha bisogno di tutte le mie energie. Poi ora che sono una mamma single è ancora più difficile. Per fortuna il mio ex compagno è un padre eccezionale e si fa in quattro per sua figlia compensando anche le mie assenze”

La storia con il tuo ex compagno ha lasciato il posto a un nuovo amore , quello per il collega Cesare Cremonini

“L’ho rincorso tanto , per lavorarci insieme. Dopo aver sentito L’ultimo bacio sulla luna, in particolare Le sei e ventisei , ho capito che era un grandissimo autore e desideravo un brano suo per me. A giugno ci siamo conosciuti , a Roma, e lui ha accettato di scrivermi una canzone , senza un fine puramente discografico. Così è nata Just believe in love, una gran bella canzone che è nel mio nuovo disco e che racchiude un po’ tutta la musica che abbiamo ascoltato negli ultimi mesi. E mentre scrivevamo Just believe in me c’è stato , chiamiamolo, qualche incidente di percorso . Ma diciamo che io lavoro con Cremonini e sono fidanzata con Cesare”

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<agenzia>Muci Palmiro</agenzia>
<descrizione>Sanremo 2009: la terza III 3 serata del festival</descrizione>
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<diritti>Diritti Mondadori</diritti>
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All’Ariston hai cantato “Ricomincio da qui” in cui sei co-autrice insieme a Pacifico

“Il brano è nato dalla musica di Fernando Arnò. Lui mi ha mandato questa melodia piano e voce, molto impetuosa. Mi ricordava certi cantanti anni ‘60 , le grandi orchestre. Mi serviva però un testo forte , che potesse stare in piedi anche da solo. Dopo aver sondato un po’ di autori ho deciso di imbarcarmi in quest’avventura da sola, con l’aiuto di Pacifico”

Di che cosa parla la canzone?

“Me l’ha ispirata una poesia di Jacques Prevert: Dejeuner du matin. Era in un libro che è saltato fuori durante il trasloco , forse la prima cosa che ho portato nella nuova casa. Volevo raccontare quel momento dell’amore quando tutto è in bilico. Perché tutti di solito parlano dell’inizio o della fine di una storia , e mai di questi attimi di mezzo. Quando stai facendo colazione e ti accorgi improvvisamente che qualcosa si è spazzato e non puoi fare finta di niente. Che vince l’insofferenza e la voglia di cambiamento. E’ quel momento preciso in cui ci si rende conto che si deve cambiare strada. L’inizio della fine”

E’ in parte autobiografica?

“Io tendo a non mettere mai il personale nelle mie canzoni”

Per la serata dei duetti hai cantato con l’étoile Sabrina Brazzo con i ballerini della Scala

“Un duetto mi spaventava perché la canzone è già difficile da interpretare da sola. E poi la diva sopita dentro di me aspettava da sempre di cantare affiancata da un corpo di ballo. Con la Brazzo ci siamo scoperte per caso reciprocamente fan . Io adoro da sempre il balletto e chi riesce a mettere tutta la grazia del mondo nel suo corpo , con grandi sacrifici e disciplina alle spalle”

In concomitanza con il Festival è arrivato anche il tuo secondo disco “Grovigli”

“Questo disco è secondo me l’evoluzione naturale del primo. Ci sono tante collaborazioni illustri , soprattutto un altro duetto con Paolo Conte nel brano Little brown bear che ha composto lui per me”

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C’è una canzone che ti piace di più delle altre nell’album?

“Sono tutti figli miei allo stesso modo. Credo però che Satisfy My Soul sarà uno dei brani che resterà di più n elle orecchie della gente”

In Grovigli c’è anche la tua versione di “La prima cosa bella” che hai cantato per il film di Virzì. Come è stato il tuo debutto cinematografico?

“Virzì l’ho incontrato solo una volta di persona , quando sono andata alla prima del film a Roma. Tra l’altro era una prima molto mondana , non mi aspettavo una cosa così. Lui è un grande , non c’è neanche bisogno di dirlo. Ha detto al pubblico di tornare a sentire la canzone dei titoli perché era coperta dagli appalusi”

Che cosa vorresti ancora per il tuo futuro?

“Mi auguro di continuare a poter fare la cantante e fare quello che mi piace nella vita. E magari avere un po’ di tempo libero per comprare dei fiori. In questo periodo sono serena. E la serenità vale molto di più della felicità. E’ il mio obiettivo più alto : la serenità”

giovedì 11 marzo 2010

INTERVISTA AD ANNA FALCHI “I miei sono stati incontri brevi , a volte intensi, molto chiacchierati”

Regina del gossip , Anna Falchi a 38 anni decide di fare un punto sulla sua vita.

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Tutto è cominciato con la moda..

“E’ tutto per caso , le cose in genere mi cadono addosso. A Rimini facevo la modella part-time per guadagnare qualcosa poi è uscito un servizio su di me “Anna dei miracoli”. Era di Fabrizio Corona. Mai più incontrato. Il servizio è stato utile , ero diversa dalle modelle anemiche in voga, sono entrata in quel mondo , che però non mi piace : è effimero, crudele, il peggiore che abbia mai conosciuto. Poi, da brava provinciale, ho partecipato a Miss Italia ( 1989 ndb) e sono stata eletta Miss Italia”

E Fellini la notò

“Mi scelse per la pubblicità di una banca , dovevo tentare paolo Villaggio. Fu una scelta strana , non somigliavo alle donne prosperose che piacevano a lui, io allora non avevo seno. Però avevamo in comune la Romagna , sul set scherzavamo in dialetto, con me si divertiva. Fu una bella esperienza”

Già, il seno..

“Avevo 19 anni , sui set mi capitava di captare commenti sulla mia piattezza. E’ stata una sciocchezza , che oggi non rifarei. Venivo citata come esempio , mia madre mi spinse a chiamare La vita in diretta per sconsigliare le ragazze e lo feci volentieri”

Nel cinema aveva cominciato bene , con registi come Dino Risi o Lizzani. Poi che è successo?

“Non ho avuto pazienza, e oggi mi dispiace. Mi hanno chiamato in tv e ho accettato. Un po’ per ragioni economiche. E poi perché non mi considero un grande talento: sono più che altro un asteroide”

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Con fidanzati come Fiorello e Max Biaggi è stata spesso protagonista della stampa pettegola. Erano amori veri?

“Sono stati incontri brevi , a volte intensi, molto chiacchierati. L’invadenza della stampa è stata deleteria , ha inciso sui rapporti. Non ho rimpianti nella carriera , ma in certe scelte sì. Se potessi cancellerei qualche periodo della mia vita”

Cancellerebbe anche il matrimonio con Stefano Ricucci?

“Il lato positivo è che durante il matrimonio ho avuto tempo per riflettere , ho ripreso a studiare , ho fatto teatro. Ma è stato traumatico scoprire di non aver compreso fino in fondo chi era la persona che avevo sposato. E non è stato piacevole finire sulle pagine della cronaca economica o giudiziaria. Non sapevo come uscirne , ho dovuto aspettare che finisse la tempesta mediatica”

C’è qualcuno che l’ha aiutata ad uscirne?

“Mamma e mio fratello Sauro. Anche il carattere nordico mi ha aiutata , ho faticato per ritrovare un equilibrio che in certi momenti era appeso ad un filo , ho imparato la precarietà dell’esistenza. La spinta per ricominciare l’ho avuta dalla tv , da “Ballando con le stelle”. Le prime puntate furono un disastro d’ascolti. Non mi si perdonava di aver sposato un uomo ricco , ero come Cenerentola: la madre straniera, il principe, ma la favola finiva male. hanno faticato a riaccettarmi”

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Ed è rinata come produttrice..

“Essere imprenditrice è sempre stato un sogno , lo sto realizzando con mio fratello. Provo un senso di potere che non proverei da attrice :mi piace scegliere un soggetto , decidere come svilupparlo, come trasformare le parole in immagini. Ho ottenuto credibilità nel mondo della finanza , ho imparato i meccanismi , so che non bisogna comprare azioni né giocare in borsa . Almeno in questo il matrimonio è servito”

Due vite per caso di Alessandro Arnadio, l’ultimo film che ha prodotto e che uscirà con Lucky Red a Berlino nella sezione Panorama. E’ il suo primo festival?

“Sì ed è inutile dire che ne sono entusiasta. E’ un’opera prima con Lorenzo Balducci e Isabella Regonese su due possibili destini di un uomo. Una storia alla Sliding Doors : se non fossi andata in quel luogo , se non avessi fatto quell’incontro..”

Continuerà a fare l’attrice?

“Perché no? Recitare mi diverte , è stato bello lavorare con Sergio Rubini in L’uomo nero. Ora sto girando per la tv Roma nuda di Giuseppe Ferrara, la storia di Sergio Maccarelli , “er moretto de Tor Marancia”, protagonista di quella criminalità nobile che ha preceduto la banda della Magliana. Per sfondare come produttrice ho bisogno di guadagnare. Il sogno più grande? Scoprire un nuovo Paolo Sorrentino o un Gabriele Muccino”

mercoledì 10 marzo 2010

INTERVISTA A PAOLO CONTE “ La melodia sa riempire da sola il vuoto , il testo no. La musica e le parole insieme , poi, si danno una mano, si completano a vicenda e creano l’armonia perfetta”

Paolo Conte gira i teatri con il suo ultimo tour. E’ un cantante lontano dalle tv

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I suoi concerti , considerati i migliori live d’autore , le sono spesso valsi dei premi. Come è costruito il suo ultimo spettacolo ?

“Nel tour 2010 propongo un repertorio di canzoni vecchie e nuove , e i pezzi sono tutti curati con nuovi arrangiamenti. il gruppo è quello storico , affiatato : Lucio Caliendo , Claudio Chiara, Daniele Dell’Omo, Daniele Di Gregorio, Massimo Pitzianti, Piergiorgio Rosso, Jino Touche, Luca Velotti”

L’album di raccolte “Tutto Conte…Via con me” è l’ennesimo successo. Nella sua esperienza di autore è la musica ad aprire la strada alle parole? O accade il contrario?

“Comporre la melodia delle canzoni mi ha sempre divertito di più che scriverne i testi. nel mio modo di fare la musica parto dalle note , da ciò che mi ispirano, il testo poi completa tutto”

Ha detto che la musica regala sensazioni astratte , bellissime : quando si aggiungono le liriche , l’astrazione viene meno

“Sì, perché la melodia sa riempire da sola il vuoto , il testo no. La musica e le parole insieme , poi, si danno una mano, si completano a vicenda e creano l’armonia perfetta”

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Quando ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Università degli studi di Macerata in Lettere moderne ha tenuto una lectio doctoralis intitolata “ I tempi dell’ispirazione : il pomeriggio”. C’è un momento , allora, in cui si sente di poter comporre?

“No, l’ispirazione arriva in segreto”

Ma non c’è una specie di metodo di lavoro , per dare vita a un componimento?

“Non parlerei di metodo di lavoro. Piuttosto sostengo che l’ispirazione vuole essere desiderata..”

Si considera un perfezionista?

“Entro i miei limiti direi di sì”

Già un anno fa ha avuto parole di elogio per Malika Ayane , e per lei ha scritto il brano “Little brown bear”, che eseguite in un duetto , e che è inserito in “Grovigli”, il nuovo album della cantante. Ha detto recentemente che Malika ha una voce dal timbro speciale , che le fa pensare ad un fiore..

“Sì, ho paragonato la sua voce al calycanthus , che fiorisce d’inverno, un profumo che ti porta lontano”

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Che genere di musica le piace ascoltare?

“Ascolto musica classica , autori come Ravel, Ginastera, Dvorak, e il jazz di Armstrong , Morton, Tatum, Hines”

E’ un collezionista di dischi jazz , del resto. Il primo album che ha comprato da piccolo?

“E’ stato “La de de la de da” del grande pianista americano Fats Waller”

Il suo successo è internazionale. Nel mondo musicale , in Italia, cosa c’è secondo lei, da cambiare o migliorare rispetto a quello che osserva all’estero?

“Non riscontro particolari differenze. Oggi come oggi , l’omologazione pareggia tutti”

Le è mai accaduto che un artista per cui ha scritto un brano abbia “tradito” in un certo senso, con un’interpretazione diversa da quella che si aspettava , una sua creazione?

“In tutta sincerità , il tradimento di un pezzo si verifica quasi sempre, per colpa soprattutto degli arrangiatori”

La vediamo raramente sul piccolo schermo. Perché?

“Non sono il tipo che va in televisione..”

E da spettatore , invece, le piace la televisione? Un genere di programma che l’appassiona?

“Seduto sul mio sofà guardo quasi solo sport”

Qual è il tratto del suo carattere che pensa influisca di più nelle sue creazioni?

“In assoluto direi la sorpresa di riuscire ad inventare”

I personaggi che popolano le sue composizioni sempre una notevole forza visiva , coerente del resto alla sua passione per l’arte visiva. Ha pensato mai di scrivere una storia per il cinema?

“Ci ho pensato, ma alla fine non l’ho mai fatto”

Qual è il suo rapporto con internet e in genere le nuove tecnologie?

“Direi quasi inesistente . Non ho neanche il telefonino!”

Una volta ha detto che la relazione che si stabilisce con il pubblico deve essere poetica. I suoi concerti sono sempre esauriti e molti dei suoi spettatori sono giovani : la sorprende avere un pubblico di generazioni diverse?

“Sì, mi sorprende , è molto piacevole. E naturalmente ne sono felice”

guarda anche : http://intervistemadyur.blogspot.com/2010/01/intervista-paolo-conte-ciascuno-e.html

martedì 9 marzo 2010

INTERVISTA A RAMONA BADESCU , SOUBRETTE “Sono cresciuta sotto una dittatura comunista rigida , dove tutti erano uguali e avevano poco. Non c’era libertà e nessun vestitino”

Ramona Badescu, 41 anni, romena di Craiova, si considera una donna felice a metà. Ogni domenica dalla Romania conduce una trasmissione distribuendo Fiat e appartamenti e ha aperto un ristorante italiano. Gli manca tanto una figlia.

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Anche nel suo dico Juma, juma ( tradotto = metà, metà) sottolineo questo suo sentirsi cittadina di due nazioni. ma questa bambina dove vorrebbe averla?

“Il problema non è dove, ma con chi … Trovare un uomo disposto a crescere una figlia è complicato”

Perché vuole una femmina?

“Per poterla vestire di fiocchi e merletti e insegnarle i segreti della cucina…. Vorrei che potessi fare da piccola ciò che io non ho fatto”

Viene da una famiglia benestante..

“E’ vero, ma sono cresciuta sotto una dittatura comunista rigida , dove tutti erano uguali e avevano poco. Non c’era libertà e nessun vestitino e anche il cibo era sempre lo stesso. Nonostante questo , sono diventata presentatrice e cantante …. Ero già famosa quando sono arrivata in Italia . E dopo La piovra di più”

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E’ consigliere diplomatico della camera di Commercio romena. Ma dove vuole arrivare?

“La comunità romena in Italia supera il milione 400 mila persone . L’integrazione è possibile se prevale la collaborazione tra paesi , per esempio facendo in modo che i romeni che delinquono in Italia scontino la pena nelle nostre carceri”

Ecco la sua indole politica. E’ stata confermata consulente di Alemanno per l’integrazione. Chi l’ha spinta a impegnarsi ( gratis) in prima persona?

“L’onorevole Silvano Moffa. Alemanno mi ha conquistata subito. “Vincerai, sembri Giulio Cesare”, gli dissi quando lo conobbi. E così è stato. Ai parlamentari però ora dico : con la crisi date un segnale , ridimensionate i vostri stipendi”

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Delle donne in politica chi stima?

“Sofia Loren… Una grande ambasciatrice del suo Paese, anche se non è una politicante. Sostengo Renata Polverini , una donna forte, come le ministre Brambilla , Gelmini e Meloni. Tra l’altro uno dei punti di forza di Alemanno è sua moglie Isabella Rauti . la adoro e collaboro con lei per risolvere molti casi delicati di miei connazionali”