venerdì 29 gennaio 2010

INTERVISTA AD ANTONELLA PETRICONE DELL’ASSOCIAZIONE BEFREE “LE DONNE COSTRETTE A PROSTITUIRSI NEI LAGER”

Antonella Petricone fa parte dell’Associazione Befree, che ha allestito una mostra a Roma sulla Prostituzione nei campi di concentramento.

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Quando si parla dei crimini del nazismo , si pensa al genocidio degli ebrei. Voi mettete in evidenza un ulteriore elemento , poco conosciuto: la prostituzione forzata . Cos’è?

“L’11 giugno 1942 , Heinrich Himmler , il capo supremo delle SS , autorizzò i comandanti dei lager “a fornire femmine nei bordelli ai detenuti più laboriosi”. Le donne erano costrette a fornire servizi di sottomissione sessuale per motivare i militari e i prigionieri dei campi”

Erano ridotte in schiavitù?

“Di fatto. L’opposizione delle donne , l’esistenza di torture legate al genere , è un aspetto poco conosciuto del nazismo e del fascismo. Questa mostra , creata nel 2005 del gruppo viennese “Die Austeller” e dall’università delle Arti di Berlino, cerca di documentarne una parte”

Perché fino a pochi anni fa non se ne sapeva praticamente niente?

“Le vittime non ne hanno mai parlato per vergogna di essere considerate prostitute. O per paura che l’accusassero di collaborazionismo. Nessuna è stata risarcita per lo sfruttamento sessuale nei lager. Anche i nazisti, all’epoca , cercarono di nasconderne il più possibile l’esistenza”

I bordelli erano in tutti i campi?

“Sappiamo che strutture di questo tipo , chiamati “edifici speciali”, esistevano in almeno 10 campi. Tra cui Mathausen, Auschwitz, Buchenwald, Dachau e Sachsenhausen. Le prigioniere fatte prostituire venivano soprattutto dal lager di Ravensbruck ( a 80 Km da Berlino), che era tutto femminile, e da quello di Auschwitz-Birkenau, anch’esso femminile”

Quante donne sono state coinvolte?

“Almeno 200”

Erano ebree?

“No. La maggior parte di loro era di origine tedesca , imprigionate nei campi con l’accusa di essere “asociali” – categoria nella quale rientravano sia le persone con problemi mentali , che quelle considerate immorali. C’erano anche molte prigioniere politiche: tedesche, polacche, ucraine, russe o dei Paesi Bassi”

Ufficialmente , sotto il nazismo la prostituzione era osteggiata. Perché allora aprire dei bordelli nei campi?

“Era un divertimento per rinfrancare i militari tedeschi , soprattutto nella Polonia occupata. Inoltre Himmler lo considerava un incentivo per la produttività dei deportati , che dovevano lavorare nei lager a sostegno dell’economia tedesca . Era una sorta di “premio di produzione” per i più instancabili”

Quindi era usato per controllare meglio i soldati e internati nei lager?

“Esatto. Doveva anche servire a prevenire pratiche omosessuali , che il regime considerava peggiori della prostituzione”

Ma quali prigionieri potevano “usufruirne”: anche gli ebrei?

“Assolutamente no. Era un privilegio riservato ai detenuti di origine tedesca, “asociali” oppure “criminali comuni e a, quelli politici o di guerra – con la sola eccezione dei sovietici , che erano considerati quasi al pari degli ebrei. Bisogna dire che molti prigionieri politici protestarono come poterono contro i bordelli”

C’era un diverso trattamento a seconda dei “tipi” di prigionieri..

“Anche questa era una forma di controllo. C’era un sistema di funzionari tra gli internati : venivano usati per sorvegliare gli altri. Oppure c’era chi lavorava per l’industria tedesca. Erano due delle categorie che potevano guadagnare l’accesso al bordello grazie a buoni premio”

Era tutto organizzato e pianificato in modo razionale – per quanto l’insieme fosse un meccanismo assurdo, folle

“Sì, è una delle caratteristiche del nazismo. Gli “edifici speciali” erano confortevoli e ben organizzati . In più avevano ferree regole igieniche. Le donne, prima di essere costrette a prostituirsi, erano visitate , nutrite e tenute in quarantena. Erano obbligate a lavarsi dopo ogni rapporto sessuale e sottoposte a controlli medici”

Non per il loro benessere, immagino

“Per evitare la diffusione di malattie nei campi. Tutto era organizzato come un sistema produttivo. Non c’era niente di “umano”: le stanze dei bordelli erano dotate di spioncini , perché le sorveglianti potessero controllare che i rapporti sessuali avvenissero a dovere. E, soprattutto, per evitare che i prigionieri e prostitute forzate parlassero e solidarizzassero”

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E’ incredibile

“Sì, avevano previsto tutto, e in modo da evitare qualsiasi forma di ribellione o sabotaggio. Un sistema di burocratizzazione dell’orrore e dello sterminio”

Cosa ne è stato delle donne prostituite?

“Non è chiaro. Erano tenute in condizioni fisiche migliori delle altre internate. Ma se rimanevano incinte , per esempio, venivano costrette ad abortire – alcune ne sono morte. La viennese Irma Trksak , una delle sopravvissute all’inferno di Ravensbruck, racconta di quando furono liberate alla fine della guerra. Le ha descritte così “erano rottami umani. Ogni giorno dovevano concedersi a un’infinità di uomini. Uscirono dai lager distrutte , rovinate per sempre , molte sull’orlo della morte”

giovedì 28 gennaio 2010

INTERVISTA A DAVID RUNCIMAN, PROFESSORE A CAMBRIDGE , SCRITTORE DI UN LIBRO SULL’IPOCRISIA POLITICA “La divisione di fondo vede contrapposti gli ipocriti sinceri e quelli che fanno finta di non esserlo. I primi vanno ritenuti i più onesti e i meno dannosi, mentre gli altri spesso diventano pericolosi perché utilizzano toni messianici e tendono a sottrarsi a ogni confronto , manipolando a loro beneficio gli eventi”

David Runciman , docente a Cambridge e autore di Political Hypocrisy. The Mask of power (L’ipocrisia politica . La maschera del potere , Princeton University Press) pubblicato a Londra , nel quale sostiene che l’uso dell’ipocrisia in politica non è eliminabile.

“Se riesci a far finta di esser sincero , allora, ragazzo , hai buone probabilità di farcela” Questa è la raccomandazione che diede Ronald Reagan ad un giovane candidato repubblicano, e da questo, secondo gli esperti di comunicazione, è sintetizzata la filosofia che, da tempo, ispira ogni leader politico: vince chi mente senza lasciarlo trasparire.

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Professor Runciman , su quali basi poggia la sua tesi?

“Sull’analisi meticolosa e accurata del dibattito politico a partire dal Seicento, incrociato con le storie dei pensatori che durante i secoli passati hanno riflettuto su questo tema. L’idea che tutti i politici indossino una maschera è dei greci , che paragonavano ad attori i loro governanti. Delle virtù della menzogna in questo ambito parlano poi Locke , Hobbes e gran parte degli illuministi. In seguito nessuno ha cambiato idea . Io mi sono limitato a riprendere ipotesi ben note per applicarle alla realtà di oggi”

Non ci sono differenze tra il passato e il presente?

“I meccanismi sono i medesimi , nonostante le apparenze. L’unica cosa ad essere davvero cambiata è la velocità dei mezzi di informazione . Con l’arrivo prima della tv e poi dei canali satellitari all news il dibattito pubblico si è dovuto piegare a ritmi in precedenza sconosciuti. La divisione di fondo vede contrapposti gli ipocriti sinceri e quelli che fanno finta di non esserlo. I primi vanno ritenuti i più onesti e i meno dannosi, mentre gli altri spesso diventano pericolosi perché utilizzano toni messianici e tendono a sottrarsi a ogni confronto , manipolando a loro beneficio gli eventi”

Può farci qualche esempio?

“Bill Clinton e Tony Blair sono ipocriti sinceri e con ogni probabilità anche Obama. Nel secondo gruppo metto Bush e il vostro Silvio Berlusconi”

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Che cosa pensa di Berlusconi?

“Lo ritengo un leader abile , ma assai dannoso per l’Italia , visto che mostra la tendenza a nascondere e proteggere la vera fonte del suo potere, il suo impero mediatico, e non ha alcuna volontà di mettere fine al conflitto di interessi che lo rende un’anomalia assoluta nell’Intero Occidente. Sotto questo profilo quanto accade in Italia non trova riscontri altrove. Ma il vero problema non è costituito dall’ipocrisia di Berlusconi , visto che tutti i politici mentono , ma dalla difficoltà che incontra l’opinione pubblica nel comprendere il gioco. Con il risultato che lui vede crescere il potere di cui dispone e la sua ricchezza personale , mentre la maggioranza dei cittadini sembra certa che la sua zione di governo farà uscire il Paese dalla crisi. Credo che finché il vostro dibattito pubblico sarà dominato da un imprenditore che vuole farsi credere uno statista rimarrete ai margini della scena internazionale”

La sinistra deve essere ipocrita al pari della destra o dovrebbe mantenersi pura?

“Se vuole vincere, la sinistra deve mentire come la destra. L’utopia di uscire a mantenersi puri e casti è una zavorra terribile per la sinistra, soprattutto per quelle forze che in Italia amano presentarsi come alternative al sistema dei partiti. Ma c’è qualcuno davvero disposto a credere che chi si proclama comunista sia sincero mentre tutti gli altri sono dei bugiardi matricolati? A mio giudizio nel 2009 chi ancora ritiene il comunismo un modello mente due volte: la prima in qualità di politico ( e questo non mi scandalizza ), la seconda sotto il profilo intellettuale. Il comunismo è morto e sepolto, riparlarne dopo il crollo del Muro non ha senso. Per quanto riguarda il rapporto tra sinistra e ipocrisia non vedo alternative: o i suoi leader vi fanno ricorso , sia pure della sua accezione più positiva , oppure resteranno per sempre esclusi dal governo. E chi non governa ha poche possibilità di ricambiare le cose. Restare puri è impossibile. Chi lo sostiene è un bugiardo al cubo, un pericolo pubblico”

Nel suo libro lei afferma che anche Obama è ipocrita. Sulla base di quali elementi è arrivato a questa conclusione?

“Innanzitutto perché , se è vera la mia ipotesi che nessun politico di rilievo può davvero fare a meno dell’ipocrisia , non vedo come Obama possa rappresentare un’eccezione . Mi baso poi su un attenta lettura dei suoi libri e dei suoi discorsi. Dall’analisi emerge che Obama è sincero quando racconta la sua vita privata o riferisce le sue speranze e i suoi sogni per il futuro, mentre ha la tendenza a essere evasivo in merito alle strategie per uscire dalla crisi. Detto questo , vorrei aggiungere che Obama mi sembra l’uomo che può almeno in parte rimediare ai danni fatti da Bush durante il suo doppio mandato”

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Conclude il volume affermando che la questione cruciale con la quale ci troviamo a fare i conti non è la scelta tra menzogna e verità ma quella tra livelli diversi di menzogna..

“Ritengo che il danno peggiore per la democrazia possa venire da un inutile scontro tra opposti manicheismi. In politica non esiste un confine netto in grado di dividere le bugie dalla verità assoluta. Si tratta di un ambito dominato da un complesso legame tra verità e bugie. Mentre è normale da secoli e continuerà ad esserlo. Il vero problema è che negli ultimi anni i paladini della verità sono stati spesso uomini che hanno usato in maniera strumentale questo argomento per accrescere il loro potere. Va poi aggiunto che la caccia ai bugiardi spesso scatenata dai media ha finito per convincere i leader che la strategia migliore per ottenere consenso è tentare di nascondere tutto, in particolare gli aspetti meno edificanti della vita privata. Ecco , io credo che se riusciremo a essere tolleranti sulle piccole bugie relative alla sfera privata, allora potremo essere più esigenti in materia di verità sulle grandi questioni ( guerra o pace , lotta al terrorismo, cambiamenti climatici , energia) che non trovano tutti concordi e sulle quali si gioca il futuro del Pianeta”

mercoledì 27 gennaio 2010

INTERVISTA A MARIA PIA GARDINI UNA FUORIUSCITA FELICE DI SCIENTOLOGY “Si consigliava l’aborto. I bambini mangiano e non producono”

Maria Pia Gardini è la più famosa persona fuoriuscita dalla Chiesa Scientology e la più agguerrita combattente. Per 15 anni è stata ai vertici.

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Perché è entrata in Scientology?

“Per non perdere mia figlia: lei era dentro e mi disse “Non posso più vederti né parlarti se sei contro Scientology”. Io entrai”

Come la delfinerebbe? Cosa è?

“Di certo non una religione : non prevede di credere in qualcosa , non ha un Dio”

Ufficialmente è una filosofia religiosa applicata?

“Il fondatore , il signor Ron Hubbard , era un gran furbone. Ha preso un po’ dalla Bibbia, dal Corano, da Socrate… e ha messo tutto in un mixer”

Era uno scrittore di fantascienza

“Scientology è fantascienza : parte da una guerra galattica , milioni di anni fa . In realtà è un’associazione a scopo di lucro, lo disse la polizia nel ‘98”

Che vuol dire farne parte? Che si fa?

“Loro dicono – che facendo i loro corsi – i primi costano poco , 80-100 euro, poi via via sempre più e si paga tutto prima, eh! risolverai i tuoi problemi. Li individuano con un questionario di 200 domande. Poi inizia la purificazione”

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E in che consiste?

“Ti fanno fare un sacco di saune: 4-5 ore al giorno, è pesantissimo. Con bombe di vitamine per espellere le tossine”

Dopo la purificazione?

“Si passa all’auditing ( sorta di sedute di psicoterapia ndb) con l’e-meter, una specie di macchina della verità rudimentale. Poi dai livelli bassi del percorso , si arriva a quelli OT, i più alti , che dovrebbero rivelarti il mondo intero”

Per fare cosa? Guarire col pensiero?

“Non proprio. Ma Hubbard dice che tutte le malattie dipendono dalla tua mante… Chessò la leucemia è un comando che hai dato al tuo sangue di diventare acqua. Con l’auditing puoi curare tutto, dicono”

Cosa altro promette Scientology?

“Che acquisterai un’abilità eccezionale , userai tutto il tuo cervello, puoi provocare ciò che vuoi. Al livello più alto , l’OT8 – che io ho raggiunto – addirittura potrai essere causa su materia, energia , spazio e tempo : praticamente come Dio!”

Cosa che a lei non è successa..

“Ma va' , sono uguale a prima . Solo più povera”

I soldi sono un punto fondamentale

“In nove anni io ho speso 1.840.000 dollari. Ne ho riavuto solo 500 mila”

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Ma gli adepti sono tutti ricchi?

“No, anche persone normali. C’è chi è finito sotto i ponti..”

Perché lei,come altri, dava i suoi soldi?

“Ero sottoposta a continue pressioni e ho avuto l’impressione che se non avessi pagato non sarei tornata dall’America, dove stavo. Ti sfiniscono, per ore. Gli daresti la pelle pur di farli smettere!”

Quanti sono i membri di Scientology?

“Loro dicono 10-12 milioni nel mondo. Sono fra il milione e mezzo e i 2 milioni”

Cosa attira tutta questa gente?

“Guadagnerai di più, farai parte di una società di élite , sarai libero da droghe..”

E fra le piaghe sociali Hubbard mette anche omosessualità e comunismo

“Sì per lui gay e comunisti sono malati”

E’ vero che in Sea Org , il gruppo dirigente , alle donne è vietato avere figli?

“Si consiglia l’aborto. A Flag (Florida) c’è la clinica di un 017 che li pratica , i bambini mangiano e non producono”

Scientology, lei dice, fa poi dossieraggio

“Tutto ciò che dici in auditing è registrato e conservato in dossier. E guardi che vengono fatte domande come “Hai tradito tua moglie? Ha mai frodato il fisco? Quando? Come?”

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E’ difficile uscirne pure perché loro conoscono i segreti della gente?

“Eh si. Sei sempre oggetto a ricatto”

Ci sono membri famosi: Tom Cruise, John Travolta….

“Loro non usciranno mai, anche se Travolta forse vorrebbe. Se i loro dossier fossero resi pubblici , non lavorerebbero più a Hollywood!”

Lei ha subito minacce quando è uscita?

“Dopo le mie apparizioni pubbliche. MI hanno messo un gatto morto fuori casa , mi hanno tagliato le gomme dell’auto, hanno dato fuoco alla mia macchina”

Non ha paura, ora con il nuovo libro?

“No. E a loro dà fastidio proprio questo”

L’hanno mai querelata?

“Finora no. Se vogliono fare per questo libro , devono denunciare me , gli altri fuoriusciti e toccare pure il Vaticano (La postfazione è di Mons. Contri). Auguri!”

Lei è rimasta sempre cattolica, vero?

“Certo, non ho mai visto Scientology come una religione. Non erano contenti ma avevo il permesso di andare a messa”

Però negli Usa Scientology è riconosciuta come Chiesa e per questo le è stata accordata l’esenzione fiscale, nel ‘93

“Non in tutti gli Stati e poi hanno patteggiato 12 milioni di dollari con il fisco”

In Francia , invece, è stata condannata per frode a 600 mila euro di multa

“Anche per associazione a delinquere e abuso della professione farmaceutica”

Secondo lei l’Italia – per cui è solo un movimento religioso – è troppo tenera?

“Ah, sì. Siamo0 l’unico Paese europea senza più una legge sul plagio”

Ora come vive?

“Con la mia pensione : 580 euro al mese”

E fa parte dell’Aris Toscana (Associazione per la Ricerca e l?informazione sulle Sette)

“Ne sono uscita: non volevo che attaccassero l’Aris per attaccare me”

Cosa la spinge , dopo 15 anni, a esporsi ancora così?

“Il bisogno di aiutare gli altri. Ho tirato fuori da Scientology 52 persone. Mica poche, eh?”

E’ felice?

“sì. E’ serena”

martedì 26 gennaio 2010

INTERVISTA AD ELENA RUSSO, L’ATTRICE RACCOMANDATA DA BERLUSCONI “Io sono una persona che ama divertirsi e lui pure. Ogni volta che ci vedevamo – fra l’altro non tanto spesso – per lui era una parantesi rilassante, una delle poche perché è sempre preso da molti impegni”

Elena Russo è l’attrice caldeggiata da Berlusconi a Saccà per una fiction.

“Sono un’attrice giovane e carina , e pensano “per forza ha fatto sesso con lui”. Ma io voglio smentire questo pregiudizio. Fin da bambina avevo il sogno di fare l’attrice , e da quando avevo 20 anni ho lavorato solo per realizzarlo. Facevo la conduttrice per le tv private napoletane e intanto affrontavo provini a Roma. Nel ‘94 mi hanno preso a Cos’è Cos’è , il programma di Jocelyn . Ho anche lavorato per la radio e in teatro : Nonostante tanti anni di professionismo , non ho mai avuto tante citazioni sui giornali come da quando è emerso il presunto scandalo che mi riguarda. Non voglio passare per quella che cercava di strumentalizzare questa storia , così sono stata zitta. Ma ora voglio spiegare come è andata”

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Come ha conosciuto Berlusconi?

“E’ stato nel 2004 . Lui mi aveva vista nel film E adesso sesso e , alla festa per i 100 anni della Titanus , mi ha fatto i complimenti. Da allora mi ha invitato cene dove partecipavano anche altre persone. Serate piacevoli, che davano la possibilità di fare incontri interessanti. Questo non significa che il Presidente del Consiglio sia diventato il mio angelo custode. Quante volte ho conosciuto altre persone importanti..”

Ma il premier , nella famosa telefonata con Agostino Saccà, che era direttore generale di Rai Fiction , premeva molto perché lei avesse delle parti

“Berlusconi ha pensato di fare una cosa carina chiamando una persona ,Saccà , che io conosco da 10 anni … Sono sempre andata direttamente da Agostino , quando sapevo che si iniziavano dei provini”

Sia sincera : non c’era mai stato nulla fra lei e il capo del governo prima di quella telefonata?

“Io sono una persona che ama divertirsi e lui pure. Ogni volta che ci vedevamo – fra l’altro non tanto spesso – per lui era una parantesi rilassante, una delle poche perché è sempre preso da molti impegni. Io tiravo fuori le barzellette da raccontare a tavola e il premier dicevo che sono un’attrice comica nata. Sottolineava sempre questa mia potenzialità”

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Non ha risposto alla domanda : è andato a letto con Berlusconi?

“La mia frequentazione con lui va ben oltre il sesso, è fatta di stima e rispetto. Anche se non posso negare che all’inizio lui mi abbia rivolto degli apprezzamenti sul mio aspetto fisico. E’ nel suo carattere far sentire le donne belle e importanti. Ma non mi ha mai corteggiato in modo serrato , inequivocabile. Sarà che ci sono abituata , se un uomo mi dice una parolina in più , spesso lascio correre , sperando che poi nasca una bella amicizia. Ma non sfrutto mai la mia bellezza , può essere un’arma a doppio taglio. Io sono una che, al primo impatto, attira gli sguardi degli uomini. Ma di quell’impatto lì , poi, che te ne fai? Una donna che non viene notata è più fortunata , si abitua ad affilare altre armi per fare colpo”

Eppure in Papi, Uno scandalo politico, il libro di Travaglio, Gomez e Lillo , si parla di lei come una delle Berlusconi girls..

“L’ho letto tutto quel libro. Come sceneggiatura di fiction è brillante, ma come descrizione di fatti accaduti è falso e sleale”

Ma Berlusconi in quella telefonata intercettata si spinge a dire a Saccà che essere carino con lei equivaleva a esserlo con lui in persona

“Se un’attrice come me , che pure ho fatto 20 film prima di conoscere Berlusconi , non la chiamano neppure per un provino.. Questa è la realtà, oggi. Quando ho cominciato io c’era una possibilità di farcela , seppure remota. Adesso se non conosci qualcuno nemmeno ti vogliono vedere. Io che avevo già fatto tanto ed ero anche amica di Saccà , per giorni e giorni ho aspettato nella sua anticamera: niente”

E Berlusconi che c’entrava?

“NI era capitata l’opportunità di essere a cena con il presidente , e faccio notare che non avrei aspettato così tanto se l’avessi visto tutte le sere. Lui mi dice quanto sono brava e chissà quanto lavoro. Io, con una battuta in napoletano, gli spiego la verità: “Manco nu’ provine riesco a fa”. Ecco perché poi ha cercato di fare una cosa carina per me con quella telefonata. Quale altra attrice , al mio posto, non avrebbe fatto presente le proprie difficoltà?”

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E’ bastata quella battuta a rendere Berlusconi così partecipe al suo caso?

“Lui, nonostante sia un uomo importante, non è uno di quelli ai quali il potere fa perdere l’anima. E’ sensibile , sa riconoscere le qualità umane negli altri. Si è accorto della mia situazione, ed è intervenuto per sbloccarla… Il signor Berlusconi non ha fatto altro che sensibilizzare una persona che già mi stimava per farmi fare un provino. Il resto fa parte del loro rapporto , si sentivano spesso per via delle rispettive cariche”

Signor Berlusconi: lo chiamava così durante le vostre cene?

“Sembrerà curioso, ma durante la nostra frequentazione io ho sempre mantenuto un atteggiamento di rispetto , anche di distanza. A tavola, invece, quando raccontavo le barzellette non potevo fare meno di chiamarlo per nome. Poi il tempo passa , non ci si vede più e torna a prevalere il lato più formale”

Non ha mai più visto e sentito Berlusconi?

“Non ci incontriamo da un bel po’ di tempo. Mi telefonò dopo che esplose il caso. Mi disse di non abbattermi perché questa storia mi avrebbe portato fortuna, mi avrebbe dato molta popolarità. Poi mi ha chiamato altre volte, sempre per rassicurarmi”

Che cosa pensa di Noemi Letizia , di Patrizia D’Addario e della separazione di Berlusconi da Veronica Lario?

“Le separazioni sono sempre cose molto dolorose e non mi va di entrarci. I rapporti tra Berlusconi e altre donne? Chi non ha accanto a sé una campagna che gli stia vicino cade molto più facilmente in certe trappole”

Anche lei ha una separazione alle spalle con Maurizio Calvesi , che è stato il suo compagno per 8 anni. Lui, come direttore della fotografia, l’ha aiutata nel lavoro di attrice?

“Maurizio e io ci siamo conosciuti nel set di Finalmente soli. Ho imparato molto da lui : è un uomo di spessore, un intellettuale. E aveva diretto la fotografia in film con star di Hollywood come Sean Penn . Per me è stato davvero un maestro”

Perché è finita tra voi?

“Lui è più grande di me, e in otto anni aveva sviluppato molto il suo senso protettivo nei miei confronti. Quando ho cominciato a voler scegliere con la mia testa , anche a costo di prendere delle sberle, Maurizio si è messo a trovare dei difetti in ogni lavoro che per me si profilava all’orizzonte. Non accettava il mio bisogno di autonomia. Così abbiamo iniziato a litigare”

Maurizio era l’ex della Ferilli: mai stata gelosa di Sabrina?

“No, non ho mai pensatoi a lei come una rivale. E con Maurizio ho passato momenti bellissimi , era impossibile rosicare per il passato. Poi, anche se ho un debole per le attrici napoletane come me, la Ferilli mi piace molto per l’ironia e la passionalità”

Elena, adesso lei è innamorata? Ha un nuovo fidanzato?

“Sono nel pieno di una burrasca e non mi va di entrare nei dettagli. Lui si chiama Salvio Simeoli e fa il mio stesso lavoro. All’inizio non credevo di potere avere una storia con un attore , poi invece ho pensato che fosse più facile capirsi. Purtroppo , stanno emergendo una serie di incomprensioni. Forse il problema è che devo anche trovare il mio equilibrio”

lunedì 25 gennaio 2010

INTERVISTA A ROSARIO CROCETTA, PARLAMENTARE PD ed EX SINDACO DI GELA SCAMPATO TRE VOLTE AD UN ATTENTATO, “La cosa magnifica sono stati i successi delle denunce e quindi il fatto che durante gli anni della mia sindacatura sono stati arrestati qualcosa come 950 mafiosi ed estortori”

Rosario Crocetta , ex sindaco di Gela, oggi europarlamentare del Pd. Sventato un terzo attentato nei suoi confronti.

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Quello sventato dalla dda di Caltanissetta è il terzo progetto di ucciderla?

“C’era quello della Stidda , nel febbraio 2008 venne scoperto un piano . E poi l’aprile scorso venen arrestato un gruppo nel milanese accusato di stare a comprare armi per eliminarmi”

Lei oggi è intimorito , ha paura?

“Ci ho fatto il callo. Sin dal primo giorno che sono diventato sindaco mi sono trovato di fronte a queste minacce. E ho reagito sempre”

Costi e benefici?

“Man mano la mia vita è diventata molto dura. Sono sei anni e mezzo che vivo blindato, che non mi affaccio dal balcone di casa mia. Vivo a 300 metri dalla spiaggia. Quindi un poco ho fatto i conti con tutto questo. Però la cosa che è stata magnifica in questo periodo sono stati i successi delle denunce e quindi il fatto che durante gli anni della mia sindacatura sono stati arrestati qualcosa come 950 mafiosi ed estortori. E poi si è messa in campo un’associazione antiracket tra le più forti d’Italia. Sono delle cose positive. E ho avuto tanto affetto da magistratura , gente , giornali”

C’è un ma nel tono della sua voce?

“Ho avuto la notizia degli arresti a Strasburgo dove sono protetto dalla polizia francese. Ma se la notizia mi fosse arrivata a Bruxelles come avrei affrontato la mia giornata?”

Lei in Belgio non ha protezione?

“Non ed è una cosa allucinante”

Perché non è scortato a Bruxelles?

“I belgi continuano a dire che non hanno mafia , che è una cosa stupida. Gli investimenti mafiosi hanno seguito da anni i flussi migratori. basta che un ragazzo si faccia trovare all’uscita dio casa mia con un coltello ed è fatta”

Molti magistrati antimafia , specie dopo la strage di Duisburg del 15 agosto 2007, che costò la vita a sei persone , inserita in una guerra di ‘ndrangheta , hanno rilevato l’inadeguatezza di molte legislazioni europee rispetto alle mafie

“E’ un problema che riguarda quasi tutti i paesi europei. La settimana scorsa ho partecipato ad una riunione di lavoro indetta dalla Commissione europea in cui si faceva un’analisi del pizzo in Europa e dalle notizia che noi abbiamo ormai io fenomeni estortivi riguardano tutti i Paesi europei e quasi tutti i Paesi non hanno legislazioni adeguate per questo; e quindi non comprendono il reato associativo ; quasi tutte non hanno normative per la protezione delle vittime o dei testimoni; quasi tutti non hanno misure di confisca dei patrimoni. Da quando sono stato eletto mi sono sforzato di far comprendere tutto questo”

Non è lusinghiero il panorama che lei tratteggia. Ma con il suo lavoro , e magari con quello di altri suoi colleghi , sta giungendo a qualcosa?

“Per esempio l’altro giorno ho sentito la Malstrom ( commissario europeo designato per gli Affari Interni ndb) che ha riconosciuto che ormai il fenomeno della mafia non può essere considerato solo siciliano o italiano: che c’è una dimensione europea della mafie. Parlo molto con il presidente della Commissione parlamentare Libertà civili, giustizia e affari interni , l’ex ministro della Giustizia spagnola Lopez Aguilar; anche lui comincia ad occuparsi di questi problemi”

Però, da quello che lei dice, L’Unione Europea è molto indietro

“Ci sono molti paesi che sono prevenuti. Ma dobbiamo riflettere anche sul fatto che l’Italia ha avuto delle difficoltà a riconoscere il fenomeno mafioso. La prima legislazione antimafia è arrivata nell’ottobre 1981 con il 416 bis, motivo per cui venne ammazzato La Torre , ma la mafia esiste da un bel po’”

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La sua mancata protezione in Belgio si può inserire nel quadro comunitario da lei descritto?

“Il fatto è che sono un rappresentante italiano eletto al parlamento europeo. Le carte sono a posto , l’Italia chiede e il Belgio nega. Credo che un paese che ospita il Parlamento europeo debba mettere in campo strutture , forze e strumenti adeguati per difendere quel parlamento che ospita”

Il questore di Caltanissetta , Guido Marino , citando il gip che ha firmato le ordinanze di custodia per gli indagati per il progetto della sua uccisione , ha parlato di un risentimento fisiologico nei suoi confronti ma di una reazione rabbiosa di un gruppo che si sente accerchiato

“Hanno avuto colpi incredibili in questi anni. C’è tutta una situazione che è completamente negativa per la mafia. Ma attenzione alla tigre ferita. Non bisogna mai sottovalutarla , perché può avere reazioni inconsulte”

La Gela di oggi è migliore di quella di tempo fa?

“Sicuramente , ma delle ceneri di un grande incendio riemergono sempre focolai: o si domano o possono causare nuovamente incendi”

leggi anche :

http://pensierimadyur.blogspot.com/2009/08/pensierimadyur-classic-il-sindaco-di.html

venerdì 22 gennaio 2010

INTERVISTA AD ALBERTO GIORGETTI, SOTTOSEGRETARIO DELL’ECONOMIA “L’opposizione ha proposto interventi significativi di sostegno al reddito con coperture incerte se non facendo ricorso a nuove tasse. Fare interventi maldestri solo per il dialogo sarebbe un danno”

Aloberto Giorgetti è sottosegretario dell’Economia.

© Marco Merlini / LaPresse 12-05-2008  Roma Politica Galleria Colonna - giuramento dei sottosegretari del Governo Berlusconi Nella foto  il sottosegretario all'Economia e Finanze Alberto Giorgetti

Riformare le tasse significa abbassarle?

“Credo che la riforma fiscale debba andare nel senso della diminuzione , oltre che di una selettività migliore e più efficace. Ma l’obiettivo fondamentale è l’abbassamento della pressione fiscale”

E come si fa?

“Abbiamo fatto una buona manutenzione dei conti pubblici, che significa minor spesa per interessi sul debito. Se il Pil risale le risorse in più possono andare alla riduzione del carico fiscale. Il federalismo fiscale andrà di pari passo. Finora tutto è andato bene tranne la crescita del Pil”

Ma resta il nodo della spesa pubblica

“Per tagliare le tasse senza ripresa servirebbero interventi pesanti sulla spesa. Una condizione che mi pare non ci sia in un sistema Paese che ha tenuto e che comunque ha già avuto dei tagli. Altri scenari sono oggettivamente difficili in questo momento”

Il Pd non fa che chiedervi di discutere in Parlamento di questi temi

“Non c’è difficoltà da parte di alcuno a confrontarsi. La difficoltà che noi poniamo è sempre stata la sostenibilità rispetto ai conti pubblici. Per esempio l’opposizione ha riconosciuto ma considerato insufficiente il bonus famiglia: per fortuna non è stato così , ma quella misura rischiava di andare al risparmio e non ai consumi.

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Vuol dire che si diventa più attenti , con pochi soldi in tasca?

“Bisogna fare attenzione : se uno sgravio non incide sulla domanda, è solo un costo in più ma non fa bene all’economia. La nostra potrebbe esser percepita come eccessiva sofisticazione, ma guardiamo allo sbandamento della Grecia. L’opposizione ha proposto interventi significativi di sostegno al reddito con coperture incerte se non facendo ricorso a nuove tasse. Fare interventi maldestri solo per il dialogo sarebbe un danno”

Nelle riforma ci sarà l’incremento delle tasse sulle cosiddette rendite finanziarie come vorrebbero Cgil e Pd?

“Non siamo preclusi verso questo ragionamento. Ma ci sono degli elementi incongruenti. Il primo è che tassando le rendite comprimiamo ipotetiche spese dei cittadini. Poi : lo scudo fiscale è stato utile ma una critica che viene avanzata è che i capitali sono mobili. E allora chi dice che tassare le rendite dà una copertura certa? Detto questo , se c’è una proposta ragionevole siamo disposti al confronto. Ma non è detto che alla fine si decida”

Avete dovuto rinunciare al governatore più amato secondo le ultime rivelazioni, Giancarlo Galan. Da coordinatore veneto del Pdl ha elaborato il lutto?

“Guardi, inutile nascondersi . La scelta che ha fatto la coalizione su Luca Zaia è stata forte , e dopo 15 anni di buongoverno è normale che possa avere strascichi. Noi come Pdl veneto l’abbiamo osteggiato , poi accettata per la tenuta del governo”

Gli strascichi passeranno?

“Con responsabilità Berlusconi ha inviato Galan nel governo. Questo chiarisce il ruolo del Pdl veneto e di quello che, come ha riconosciuto Letta , è stato il miglior governatore del centrodestra. Il secondo riconoscimento sarà nella giunta Zaia , in cui il Pdl dovrà mantenere un ruolo strategico”

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Anche se in veneto la Lega vi sorpasserà?

“Non credo, non ho la sfera di cristallo ma anche se fosse non sarebbe un dramma”

Lei è un ex An, indicato tra i finiani . Ma non è tra i più agguerriti

“E’ una vita che ci portiamo dietro questo tormentone. Non ho preso parte del dibattito. Ho un legame con An e Fini ma credo nel progetto strategico del Pdl. Il connubio tra Fini e Berlusconi fa parte della storia di questo Paese , ed opportuno trovare un equilibrio nuovo”

giovedì 21 gennaio 2010

INTERVISTA A CHRIS VANCE DELLA SERIE TV MENTAL , “Con un’attrice non uscirei mai”

Chris Vance , è il nuovo sex symbol del cinema. Ha 37 anni ed è protagonista della nuova serie tv Mental e prima di questo con Prison Break.

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Ora che vive a Hollywood si monterà la testa?

“Non credo proprio. Sono un ragazzo semplice , cresciuto in una famiglia della working class. Mia madre faceva la segretaria , papà era nelle costruzioni . In casa non giravano tanti soldi. Questo mi ha aiutato a rimanere con i piedi per terra. Anche se oggi ho delle entrate fisse , mi è capitato anche di recente di passare un anno senza ricevere un’offerta di lavoro. Qualche momento di sfiducia c’è stato , ma non mi sono mai perso di coraggio. Per mantenermi ho fatto di tutto : il muratore , il cameriere, l’operaio , l’imbianchino…”

La crisi economica?

“I soldi sono sempre di meno, film se ne fanno pochi. Per fortuna c’è la tv. E un trucco : evitare gli studios di Hollywood . Se avessimo girato negli Stati Uniti invece che in Colombia , i costi sarebbero stati improponibili”

Sting , suo connazionale , cantava I’m Englishman in New York . Com’è invece Los Angeles per un londinese?

“Invivibile. Devi prendere l’auto per andare ovunque, fare chilometri per un supermercato. Magari vivessi a New York … Adoro girare a piedi, assaporare gli odori e i sapori di un quartiere . Purtroppo solo star come Bruce Willis possono permettersi di vivere lontano da Hollywood . Io sono un peone , tocca stare lì. Ciò che più detesto di Los Angeles sono i party con i produttori. Secondo gli agenti fa parte del lavoro. Pretendono che tu metta da parte amici e affetti per promuovere te stesso ventiquattr’ore al giorno. Io non lo farò mai”

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Viene in mente il nostro Raul Bova , che dopo un’esperienza americana ha definito quello holywoodiano un sistema robotizzato e senz’anima , scegliendo di tornare in Italia

“Ha ragione e ha fatto bene. Molte parti vengono assegnate tra un Martini e l’altro, è come vivere in un provino continuo. Io detesto i club e andare per locali , la mondanità non fa per me. Sarà noioso , ma preferisco stare a casa e guardare la tv , andare al cinema o in spiaggia a farmi una nuotata. Il lavoro mi ha dato tanto. Ma la mia vita privata è un’altra cosa, e la tengo separata. Con un’attrice non uscirei mai”

Il Dr Gallagher ha metodi piuttosto singolari . Per alleviare il disagio di un paziente non esita a spogliarsi completamente come lui davanti a tutto l’ospedale . Qual è la cosa più strana che lei ha fatto nella vita?

“Buttarmi in acqua nudo alle sei del mattino in pieno inverno sulla costa di Brighton. Ero un bambino incosciente. Con i miei compagni di scuola abbiamo bevuto champagne , poi ci siamo tuffati . Siamo andati tutti in ipotermia”

Lei ha mai avuto un disagio mentale?

“Per fortuna no. Ma se accadesse proverei di tutto , dai farmaci all’agopuntura. L’unica cosa che non farei è vedere uno psicoterapeuta. Se ho bisogno di sfogarmi , molto meglio la mamma. Con lei ho un bellissimo rapporto. Vengo a trovarla una volta all’anno , mi manca tanto”

Cosa rimpiange di quando non era famoso?

“Gli amici veri. Quelli che ho lasciato a Londra e in Australia”

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Ha votato alle elezioni europee?

“No. La politica non ha più contenuti , è un imbroglio. Ho sentito che per fare audience in tv in Italia mettete le show girl perfino nei talk show in cui si discute della situazione del Paese. Non me ne capacito. I giornali li leggo una volta a settimana , ma solo le pagine di scienza e di cultura. La mia rivista preferita è il National Geographic”

I telespettatori adorano i modi bruschi del Dr House . Lei come le conquista?

“Se è vero che le donne vanno pazze per gli uomini che le trattano male , mi sa che non ho speranze . Jack è solare e simpatico. Il ragazzo della porta accanto. Il tipo d’uomo che una donna porterebbe a casa a incontrare i genitori . Proprio come me”

mercoledì 20 gennaio 2010

INTERVISTA A CATHY E RICCARDO COCCIANTE , UNA VITA INSIEME SIA PROFESSIONALMENTE CHE NEL PRIVATO

La moglie di Riccardo Cocciante è il boss del cantante. Cathy gli ha regalato il successo nei teatri del mondo. Cathy è la madre di suo figlio, la manager e la compagna di una vita.

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Cocciante canta Cocciante , il concerto è stato un successo strepitoso. Andato in prima serata su una rete Rai. Lei Cathy dov’era?

Cathy : Alla consolle naturalmente. Trepidante. A controllare che tutto andasse bene”

Riccardo: “Infatti è andata benissimo. Il pubblico all’inizio ha ascoltato con attenzione, per capire il ritmo del concerto, poi si è totalmente lasciato coinvolgere. E io mi sono scatenato”

Ogni concerto ha un’anima e un motore: in quelli di Cocciante è Cathy?

Riccardo: “Direi di sì è anche la mia manager”

Nasce prima la manager o la moglie?

Cathy: “La manager, sicuramente. Capitai a Roma di passaggio , facevo l’editrice, stavo per trasferirmi un po’ in America. Mi invitarono ad ascoltare Riccardo , accettai per cortesia. Intuii subito il suo talento. Il giorno dopo dissi a mia sorella che non sarei più partita : avevo trovato la mia missione”

Cosa le piacque di lui?

Cathy: “Era un artista che comunicava con la gente. Io dovevo tirare fuori il resto. Era un talento vero. L’ho sentito subito e ho capito che avevo la chance di mettermi al servizio del suo genio”

E a un certo punto gli ha detto che doveva smettere di cantare per dedicarsi alla scrittura della musica..

Cathy: “Sì, un atto di audacia. Per me era evidente che fosse questo il suo futuro e nel suo talento ho investito la mia vita”

A questo punto lo ha sedotto..

Riccardo: “Sì è lei che mi ha sedotto”

Cathy : “ Riccardo era molto chiuso. Allora mi sono detta. “Rischio ne vale la pena”. E’ nato un sodalizio al di sopra di qualsiasi banalità”

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Poi è nato David?

Cathy : “David è arrivato molto tempo dopo. E’ arrivato come una bella sorpresa quando non lo aspettavamo più. E’ nato a Miami nel settembre del 1990 : a dicembre abbiamo deciso di rientrare a Roma per riavvicinarci alla famiglia , a cui siamo molto legati”

Che genere di padre è Cocciante?

Cathy : “ Di quelli che viziano i figli”

Riccardo: “Per fortuna c’è lei. David ha ricevuto un’educazione rigida, che gli ha permesso di apprezzare i valori fondamentali della vita..”

Cathy : “ …e di comprendere che quello di suo padre è un mestiere particolare. Lui, invece, non canterà. Ha una passione diversa dalla musica, la grafica. E noi siamo contenti di questa scelta , perché non vogliamo che subisca il peso di un nome impegnativo”

Voi sempre insieme : nel lavoro e nella vita. Non è troppo?

Riccardo: “Siamo complementari. Ognuno si muove nel suo campo. Io ho delegato tutto a Cathy tenendo per me solo la parte artistica. ma lei è sempre la prima a intervenire sul mio operato, perché è una grande talent scout. Il mondo dell’arte è così particolare che poterlo condividere con chi si ama diventa fondamentale per la sopravvivenza del rapporto”

Quanto conta il giudizio di Cathy?

Riccardo : “Il giudizio di Cathy può essere anche duro, ma è sempre super partes”

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Cathy l’ha spinta all’opera popolare , è stata la prima a crederci e lei l’ha ascoltata…

Riccardo : “Sì, assolutamente. Mi sono lasciato trascinare dalla sua idea. Ci sono stati momenti in cui ho avuto dei dubbi. Lei no. Mi ha sostenuto perché ci credeva profondamente e ha avuto ragione. Tutto quello che aveva immaginato si è avverato. Persino l’autore dei testi , Luc Plamondon , a volte era più insicuro di me..Lei ha visto il futuro di Notre Dame”

Cathy: “L’unico dubbio era quanto tempo ci sarebbe voluto per arrivare al successo? E quando loro scrivevano ripetevo “Quando morirò. Notre Dame sarà sempre in giro”

Riccardo si sveglia presto per comporre. Anche Cathy è mattiniera?

Riccardo: “Noi, le preferisce la sera. La mattina per me è giovane, fresca e il suo silenzio è esclusivo”

Cathy: “Lui compone, registra e io quando capto qualcosa di interessante corro ad ascoltare”

C’è un personaggio delle sue opere che in qualche modo somiglia a sua moglie?

Riccardo: “Nessuno, assolutamente , lei è unica”

Ma questa è una dichiarazione d’amore?

Riccardo: “Certo. Non può essere nè Esmeralda , né Giulietta. Ma quando mai , no, lei è unica”

Che musica ascolta Cathy Cocciante?

Cathy : “Ho una grande sensibilità per la musica tradizionale irlandese e in generale per quella dei popoli , che ci racconta quello che siamo stati. Ma poi a casa non si ascolta tanta musica”

Riccardo: “Quando si compone non si può ascoltare musica. A me non piacciono i sottofondi sonori”

Riccardo , tornerà in Vietnam, dov’è nato?

Riccardo: “Forse un giorno , con Cathy”

Chi ha lo sguardo più magnetico tra voi due?

Riccardo : “Nella vita lei , sul palco io, perché per esistere ho bisogno di dare quello che ho dentro. Cathy è magnetica ogni giorno. Così è David . esiste e basta”

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Chi ha il carattere più forte?

Riccardo: “Lei. Io non vorrei più esistere fisicamente… Penso di avere una mente potente”

Chi è più geloso?

Riccardo: “La gelosia è una forma di protezione. E’ amare”

Che cosa cambierebbe di Cathy?

Riccardo: “E’ sempre in ritardo. E , anche se il ritardo è donna, per me che sono ansioso è terribile”

Che cosa cambierebbe di Riccardo?

Cathy: “Lo vorrei un po’ più diplomatico . Quando è offeso , vorrei ritrovasse prima il sorriso”

IL futuro?

Riccardo: “E’ adesso. Ho solo un rimpianto , quello di non essermi dedicato prima all’opera popolare”

martedì 19 gennaio 2010

INTERVISTA A PARIS HILTON “Racconto ai miei amici alcuni gossip finti. Siccome li rivelo solo a loro , se li vedo pubblicati sui tabloid la settimana successiva, scopro subito chi è stato. Sembra un autogol , perché poi escono voci non vere su di me… Però è perfetto per capire di chi fidarsi”

Nel mondo in cui vive non deve essere facile trovare amici veri. Che ne pensa?

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“E’ vero, a Los Angeles non è facile perché non si conoscono le reali intenzioni dell persone”

Che cosa cerca di solito negli altri?

“Che siamo generosi come lo sono io con loro. Che abbiano a cuore le altre persone , che ci sia feeling tra noi”

Che cosa invece non può sopportare?

“La violenza. E gli sfruttatori”

Come capisce se un amico è fedele?

“Io ho un metodo molto personale. Faccio una sorta di test. Racconto ai miei amici alcuni gossip finti. Siccome li rivelo solo a loro , se li vedo pubblicati sui tabloid la settimana successiva, scopro subito chi è stato. Sembra un autogol , perché poi escono voci non vere su di me… Però è perfetto per capire di chi fidarsi”

Che cosa le piace fare più in compagnia?

“Shopping, gossip, viaggi … O semplicemente passare del tempo insieme. Con un vero amico è la cosa più bella in assoluto”

E in amore?

“MI piace fare di più o meno lo stesso. Di solito mi innamoro di qualcuno che diventerà il mio migliore amico. L’amore per me è fiducia e fedeltà”

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E’ vero che è appassionata di découpage?

“Non proprio, ma creo libretti personalizzati per i miei amici. Per esempio, se faccio un viaggio con loro, scatto molte foto, le ritaglio e le incollo in questi diari. Ne viene fuori un quadro dei momenti trascorsi insieme, da regalare. Credo che le persone preferiscano ricevere pensieri di questo tipo che una borsa di Chanel”

Qual è la bugia più grossa di Paris Hilton?

“Ce ne sono molte. Tanti pensano che io non lavori , solo per il fatto sono una Hilton. Invece è tutto il contrario. Ho sempre lavorato sodo creando un impero personale e un marchio , completamente da sola. Sono una donna manager, abbastanza intelligente. Persino un po’ timida ma con i piedi per terra”

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Si può sacrificare la vita privata alla fama?

“Non è facile. Ma orami sono 13 anni che affronto le intrusioni nella mia privacy. Ma ci sono abituata. La stampa e i media a volte scrivono il falso per interessare lettori e spettatori, così ho imparato a non farmi influenzare da questo circo. Ci sono tante cose positive nella mia vita e non vale la pena essere infastiditi del gossip”

Che cosa desidera per il futuro?

“Continuare a fare la manager , un giorno sposarmi e avere una famiglia. E’ necessaria per dare un senso alla vita di ognuno di noi”

Pensa di essere pronta? Perché desidera una famiglia con la vita movimentata che fa?

“Sogno di avere un bimbo in grembo e poi fare tutto per lui. I miei genitori sono incredibili , stanno insieme da quando mia madre aveva 15 anni e sono anche grandi amici. Anch’io desidero , penso di essere pronta. Prima o poi accadrà”

lunedì 18 gennaio 2010

INTERVISTA A GIAN PIERO CERIZZA , INVENTORE DI “UN MARITO IN AFFITTO”

Gian Piero Cerizza è l’ideatore del “Marito in affitto”, una società pronta a dare una mano alle donne in difficoltà.

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“Marito in affitto” , uno pensa subito ad un servizio nato per accudire sentimentalmente persone sole..

“Eh sì , ma non lasciatevi ingannare dal nome. I mariti in affitto si occupano di aiutare le persone in difficoltà , principalmente le donne , nei lavoretti di casa ad esempio sistemare infissi , tapparelle rotte, riordino di box , mensole da applicare”

Però non vi occupate solo di lavoretti di casa , siete più “maggiordomi on demand” ..

“In effetti è vero. Ci sono signore senza patente che accompagniamo ogni settimana a portare il proprio cane alla toilettatura o per esempio alla casa al lago dove ne controlliamo il buon funzionamento”

Come è nata l’idea di costituire una società di questo tipo?

“L’idea è nata nel 2007. Mi trovavo in difficoltà con la mia attività di carrozziere e mentre stavo facendo un lavoretto a casa di un amico d’infanzia , un commercialista, pensavo alla potenzialità che avrei potuto avere risolvendo i problemi della quotidianità che inevitabilmente ognuno di noi ha nelle proprie case o uffici”

Perché una donna sola dovrebbe chiamare lei per sistemare un rubinetto che perde e non un idraulico vero e proprio?

“Ci siamo accorti che una donna sola preferisce avere solo un riferimento a cui rivolgersi per tutte le evenienze , col tempo poi si diventa uno di famiglia e non vogliono più avere tante persone per casa. Un marito in affitto appunto!”

Effettivamente in tv spesso si vedono servizi di persone che approfittano delle donne di una certa età per estorcere denaro esorbitante per lavori irrisori

“Infatti, invece di un marito , lei si fiderebbe no?”

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Veniamo ai costi , avete un tariffario o lavorate a forfait?

“E’ molto vasta la gamma degli interventi , il costo orario va dai 20 euro in su. Per essere più precisi facciamo sovente un preventivo gratuito”

Quali requisiti deve avere un marito in affitto per affiliarsi?

“Indispensabile è l’affidabilità per arrivare al nostro obiettivo: diventare un punto fermo a cui rivolgersi per qualsiasi problema , non solo per riparazioni di casa , ma anche per commissioni e consigli : per esempio che tipo di gomme montare sulla macchina. Questo è lo spirito del marito in affitto”

In tempo di crisi ha registrato un aumento di richieste di collaborazione , magari dea persone che vogliono integrare il proprio reddito di lavoro?

“Abbiamo ricevuto richieste di affiliazione soprattutto da persone che non avevano proprio un reddito di lavoro”

Che cifre si possono guadagnare mediamente offrendosi come il MacGyver della situazione in una città come Milano ad esempio?

“Per fare il marito in affitto ci vuole un minimo di spirito imprenditoriale. Noi a Monza , dopo 2 anni, siamo in quattro a lavorare a tempo piano e considerando “l’aria che tira” al giorno d’oggi , avere un lavoro è già un successo”

"E quanti collaborati avete in Italia?

“A Monza e Brianza per i lavori impegnativi abbiamo 4 collaboratori artigiani professionisti con certificazione: idraulico, elettricista , muratore, imbianchino. Invece affiliati accreditati , attualmente sono una ventina . Hanno sottoscritto con noi un contratto di franchising diventando “il marito in affitto” di una città in esclusiva”

Guardando il vostro sito sembra che abbia intenzione di fare le cose in grande , avete previsto una sezione in francese e in tedesco anche se ancora in costruzione..

“Pensiamo che le esigenze di una casalinga francese o tedesca siano del tutto simili a quelle di una casalinga italiana. Inoltre quest’anno abbiamo suscitato l’interesse di alcune testate giornalistiche polacche e greche e addirittura abbiamo avuto un servizio proposto in Germania dalla ZDF secondo canale tedesco”

Chi è il vostro cliente tipo?

“Signore solo o mogli di mariti che preferiscono dedicare i week end ai loro hobbies preferiti piuttosto che passarli con la cassetta degli strumenti in mano”

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Quindi molto spesso sostituite anche i mariti un po’ svogliati?

“Tanto per rendere l’idea, in luglio un marito ci ha chiamato per chiederci di portare la moglie e la suocera alla casa delle vacanze al mare. Non badava al prezzo ma l’importante era di fissare l’appuntamento il più presto possibile!”

Dica la verità , secondo lei i mariti italiani sono un po’ imbranati o sono più svogliati?

“Direi che per la maggior parte sono furbi . Ho sentito tante volte dire: senta un po’ cosa vuole mia moglie , così non mi stressa più”

Un’ultima curiosità se mi consente , vi sono arrivate chiamate un po’ osé…?

“Sinceramente in due anni ni sono capitate solo tre richieste telefoniche un po’ strane , tre spiritosi che con la voce femminile facevano avances”

giovedì 7 gennaio 2010

INTERVISTA A PAOLO CONTE , “Ciascuno è sovrano nella propria solitudine , nelle sue ricerche, nei suoi tentativi”

Paolo Conte ha 72 anni , è in tournée con Psiche , l’ultimo album che ha trascinato il pubblico nei teatri d’Europa , facendo registrare il tutto esaurito. Il Times lo ha definito “uno dei concerti dell’anno”.

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Come si fa stregare una platea internazionale?

“Non ho mai seguito strategie, la mia carriera è stata fortunata. Da sempre il mio è un pubblico d’élite. Si somiglia ovunque , in Germania, in Francia , America. Stesse reazioni , stesse scelte. Si tratta di un pubblico colto , curioso di cose artistiche. Soprattutto non schiavo della moda”

Per un artista italiano non è facile raggiungere chi parla un’altra lingua

“La sensibilità travalica le barriere della lingua. Prenda, per esempio, gli inglesi: è gente rigidamente attaccata ai propri gusti , ma senza dubbio preparata alla musica. Certo, mi spiace che all’estero il pubblico non capisca i miei testi , perché in Italia mi sono fatto una certa fama anche per quelli. Fra l’altro sarebbe più semplice scrivere in inglese , ma purtroppo io non la conosco. E’ la lingua più elastica di tutte , con parole corte, fantastica. L’italiano, invece, ti fa dannare , perché costringe a lavorar di forbice per far stare un verso dentro la gabbia delle cadenze musicali : bisogna fare delle acrobazie”

La sua Terra d’elezione però è la Francia

“Lo è stata , è vero. Io ho avuto il privilegio di non aver cercato fortuna all’estero: è stata la Francia a cercarmi. Ho ricevuto delle proposte e ho fatto il percorso seguendo le loro regole. Poi, siccome il successo francese è una credenziale importante , mi sono state aperte tutte le porte”

Il suo ultimo album ,Psiche, accoglie sonorità contemporanee per lei inedite

“Sì. Io compongo moltissimo e sperimento, anche. Ho sempre snobbato gli strumenti di sintesi perché, da purista, amo quelli tradizionali, con la loro letteratura precisa. Da un paio d’anni , però, mi sto lasciando affascinare da questi suoni neutri , quasi di plastica , che comunque hanno una loro strana poesia. Provando certi strumenti in sala d’incisione , ho sentito che poteva venir fuori qualcosa di interessante. Così ho deciso di usarli e intendo farlo ancora”

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Nel corso degli anni , le sono stati attribuiti dalla critica allievi come Cammariere , Capossela , Gianmarco Testa e Enrico Giaretta. Riconosce questa discendenza ?

“No. Ciascuno è sovrano nella propria solitudine , nelle sue ricerche, nei suoi tentativi. Non vedo in loro né imitazioni di cose mie , né partecipazione al mio universo . Li rispetto , mi piacciono , ma non c’è alcuna discendenza”

Cosa ascolta Paolo Conte?

“Jazz americano anni Venti , quello dei pionieri. E musica classica : amo Dvoràk e César Frank”

Durante il tour in Europa ha incrociato il compositore Philip Glass , le piace?

“Mah. Il minimalismo è interessante e apre nuove prospettive , ma può rivelarsi un ostacolo. Un po’ come per gli strumenti elettronici”

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E’ sempre appassionato di pittura?

“E’ il mio vizio più vecchio , ho cominciato da bambino. E’ un piacere al quale mi dedico ogni tanto. Sono stato anche dieci anni senza prendere in mano un pannello , ma mi piace quasi al pari della musica. Con una differenza : la musica mi tiene sempre eccitato , in movimento, la pittura è tranquilla , rilassante”

E la bicicletta , che ha ispirato la sua celebre Bartalì?

“Ho scritto qualche canzone sul ciclismo , ma non per questo sono un appassionato. Mi hanno fatto anche qualche intervista difficile , pensando che io me ne intendessi , invece ne so pochissimo. Sono appassionato di calcio , questo sì. La mia squadra? Il Milan , ma non sono un gran tifoso. Mi piace guardare le partite , esaminarle”

E’ uscita da poco la sua biografia, Prima la musica

“Il titolo racconta la fatica tremenda dello scrivere i testi. Prima compongo la musica e solo dopo mi dedico alle parole. Con un gran lavoro di forbici , gomma, matita. Non ho un argomento quando scrivo , magari lo start viene fuori da tre parole che cominciano a funzionare insieme fino a far nascere un’idea. Però poi devo fare in modo che si leghino bene con le note. Alle volte , sa, le parole minacciano la magia della musica”

martedì 5 gennaio 2010

INTERVISTA A UMA THURMAN “Il matrimonio può spaventare , innervosire, confondere . Sposarsi per convenzione porta solo al divorzio , un vero incubo”

Nel suo ultimo film “The accidental husband” ( un marito di troppo) è una psicologa che alla vigilia delle nozze scopre di essere sposata con uno sconosciuto . Errore burocratico o vendetta? Lui era un ex di una paziente che l’ha mollato su consiglio della dottoressa. Nella vita vera lei è fidanzata con Arpad Busson , re degli hedge fund.

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Uno dei suoi ultimi film parla di un marito di troppo . Ha imparato qualcosa sull’amore e sul matrimonio mentre lo interpretava?

“Credo di avere trascorso tutta la vita cercando di imparare qualcosa sull’amore e sul matrimonio. Cosa ho imparato? Non so rispondere, in realtà…Ogni volta che penso di aver capito come funzionano vengo subito smentita. C’è sempre molto da imparare , sull’argomento”

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Lei ha anche prodotto il film. Cosa l’ha spinta?

“Questa storia è stata scritta nove anni fa. Ci ho creduto subito. Una delle cose che mi è piaciuta di più è la continua necessità della gente di avere qualcuno vicino. La ricerca dell’amore , il tentativo di capire se stessi e gli altri, il voler trovare un partner. Il film è un immenso , scherzoso, esercizio sul tema . Ed è il motivo per cui mi è piaciuto dal primo istante”

E quanto è cambiata la storia nel corso di 9 anni?

“E’ cambiata totalmente . Questi progetti nascono e poi vengono rivisti e riscritti più volte. Quando un’idea è buona , l’importante è capire come sviluppare la sceneggiatura. Il problema è che poi bisogna trovare qualcuno che ci creda e che produca il film. Spesso , proprio quando perdi le speranze , incontri qualcuno che vuole portare avanti il progetto. Io mi sono trovata in quella situazione , ci ho creduto e l’ho realizzato”

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Era così importante per lei?

“Sì, perché volevo interpretare una commedia , cosa che non ho potuto fare spesso: sono sempre stata considerata un’attrice drammatica , a parte qualche ruolo atipico , come in Henry and June e Pulp Fiction. Insomma , una non adatta a far sorridere. Così, ho visto che gli altri non mi proponevano niente , ho deciso di far da sola e ho preso in mano questo soggetto. E adesso , dopo qualche altra commedia presa al volo , mi è aperta una nuova opportunità di carriera”

Una carriera piuttosto movimentata..

“Già. Sono stata un po’ schizofrenica , nelle scelte. Soprattutto quando ero molto giovane passavo da un ruolo all’altro. Però io ho lavorato sempre , senza fermarmi mai , dai 16 ai 39 anni. Non conosco molti attori che abbiano fatto altrettanto. E poi preferivo così. All’inizio tendono a farti fare dei ruoli specifici , scelgono un personaggio che ritengono adatto a te e te lo appiccicano addosso. Io invece non volevo diventare uno stereotipo , ho combattuto e ho cercato di diversificarmi, di pensare in modo creativo”

Amore concreto o amore romantico. In quale dei due crede?

“Abbiamo bisogno di entrambi. Per me l’amore è una delle cose più importanti che ci siano e non esiste amore fra due persone che sia uguale a un altro: esattamente come le impronte digitali. Testa e cuore si contrappongono sempre , anche nel cinema”

Un marito di troppo dà molto peso al matrimonio e alle convenzioni

“La base del matrimonio è la relazione fra due persone. Se non tieni conto di questo , meglio che non ti sposi. Il matrimonio può spaventare , innervosire, confondere . Sposarsi per convenzione porta solo al divorzio , un vero incubo”

Ma per lei il matrimonio è importante?

“Io penso che il coinvolgimento sia tutto. Coinvolgersi con qualcuno in un progetto significa tendere un cavo tra due palazzi e camminarci sopra. E’ un rischio , ma se fai sul serio è inevitabile . Io l’ho sempre fatto, ho rischiato tutta la vita : ho sofferto molto , ma ho provato anche molta gioia”

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C’è stato però un periodo in cui si è detta “Non mi sposo mai più”?

“Sì, Sì, Sì, Sì”

E ora, in questo momento?

“Ci sto lavorando su. Si può vivere anche senza lasciarsi coinvolgersi , ma a me , alla fine, non interessa. Mi piacciono le persone che rischiano : sono più sincere”

Figli, carriera , partner. Una vita molto impegnata

“Terribilmente. Sono sempre di corsa. Ho un’agenda molto fitta e non sono mai stata un tipo organizzato. Quindi non è facile . Sono perennemente in lotta contro il tempo”

Si è mai presa un giorno di vacanza?

“Forse qualche giorno di malattia. E’ l’unico modo per saltare il lavoro. Una mia amica , anche lei madre , diceva ironicamente che entrambe dovevamo sperare di avere un piccolo incidente. Per essere ricoverate per un breve periodo e finalmente tirare il fiato”

Però lei ama lavorare

“Purtroppo sì. Ho sempre avuto tantissima energia e anche quando sono a casa non riesco a stare ferma. Ho ciò che definiscono una sindrome ossessivo compulsiva : devo sempre fare qualche cosa”

Ci sono cose che rimpiange di aver fatto?

“No, perché da ogni errore si può imparare qualcosa”

lunedì 4 gennaio 2010

INTERVISTA A MONTE HELLMAN , REGISTA INDIPENDENTE AMERICANO , HA LANCIATO QUENTINB TARANTINO “La cosa che affascina di Quentin è il suo entusiasmo e la sua smisurata conoscenza del cinema. Ha quest’abilità di convincere la gente a credere in lui”

Monte Hellman Regista di culto indipendente americano , ha lanciato Quentin Tarantino producendone il film d’esordio “Le iene”

Il suo primo contatto al cinema ?

“Il primo film che ho visto , da bambino, era un film con Will Rogers , non ricordo il nome. Il suo personaggio mi piaceva molto e mi arrabbiai molto quando morì”

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Ha lavorato spesso con Nicholson , di cui è anche amico..

“Io e Jack siamo diventati amici prima di lavorare insieme. Penso che buona parte del suo successo dipenda dal fatto che dà l’impressione di mostrare alla cinepresa tutto di sé, anche se in realtà non lo fa”

E’ più difficile dirigere un attore sei suo amico?

“Io cerco di diventare amico di ogni attore con cui lavoro. Sul set non do troppe istruzioni , se non serve. In America diciamo “se non è rotto, non aggiustarlo”. E poi mi piace essere sorpreso”

Una volta Gary Oldman ha detto che un bravo attore dev’essere egoista

“Sono d’accordo. Per un musicista , il suo strumento è la cosa più importante da proteggere , altrimenti non potrebbe suonare. Nel caso dell’attore , lo strumento è lui stesso , perciò è giusto che chiuda – o addirittura pretenda- ciò che serve a farlo lavorare meglio : un certo tipo di cibo, comfort , un ambiente isolato per provare. Un attore è come una tartaruga. Se provi ad entrare nel guscio non otterrai nulla . Devi far in modo che esca da solo , mettendolo a suo agio.

Prima di diventare un regista a tempo pieno ha fatto molti lavori tra cui l’autista di camion e il corriere di film a domicilio..

“Ho fatto anche il venditore di gelati e il rappresentante di tessuti! Ma non le consideravo vere professioni , erano lavori che facevo tra un film e l’altro. Ogni esperienza è utile in una prospettiva del regista”

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Come ha conosciuto Quentin Tarantino?

“Il produttore Lawrence Bender mi aveva proposto di dirigere il film “le iene”, sceneggiato dall’allora esordiente Tarantino. Dopo un incontro a quattr’occhi con Quarantino, però , fu chiaro che non era disposto a contemplare altri registi per il film all’infuori di sé stesso. Siamo rimasti d’accordo che io l’avrei aiutato a trovare i finanziamenti e i contatti giusti. La cosa che affascina di Quentin è il suo entusiasmo e la sua smisurata conoscenza del cinema. Ha quest’abilità di convincere la gente a credere in lui. E’ un ragazzo unico”

Lei ha sposato una delle sue attrici . Quanto è facile , per un regista , innamorarsi di un’attrice con cui lavora?

“A volte uno pensa di innamorarsi dell’attrice in carne ed ossa ma in realtà si è solo innamorato del personaggio che interpreta. E’ un gioco pericoloso : spesso l’attrice è l’opposto del suo personaggio”

Le è capitato spesso di girare scene di sesso?

“Per me il problema in un film non è girare scene di nudo, ma di sesso. Per quanto tu le faccia , c’è sempre qualcosa di poco credibile. Anche per una scena di sesso reale come quella tra Donald Sutherland e Julie Christie in “A Venezia …un dicembre rosso shocking”, la gente non ci crede lo stesso. Io cerco sempre di chiudere la scena prima di arrivare al sesso”

Qual è la situazione più difficile per un regista?

“Arrivate sul set e scoprire che non si può girare perché mancano ancora le attrezzature. Mi è capitato ogni giorno durante le riprese del mio film “Iguana”. Arrivammo alle 8 del mattino e non potevamo cominciare fino alle 4 del pomeriggio. Questo perché la produzione lavorava male”

L’esperienza più piacevole?

“Le riprese di “Amore , piombo e furore” con l’attore Fabio Testi , un mio grande amico. Girammo in Spagna , c’era grande cameratismo con lo staff e con gli attori. Gli aiuto-registi erano tutti italiani , ogni notte alla fine delle riprese si mettevano a cucinare e così potevamo gustare tutti insieme uno squisito piatto di pasta”

Segue il cinema italiano?

“Solo quando vado ai festival , mentre giro un film non ne ho mai il tempo. Uno dei miei registi italiani preferiti è Ermanno Olmi. I suoi “Centochiodi” e “Cantando dietro i paraventi” mi sono piaciuti molto

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So che conosceva bene Sergio Leone..

“Sì, è successo quando anch’io ho cominciato a girare film western. Adoro le sue pellicole , soprattutto “C’era una volta in America” , ma ancor più mi piaceva il suo lato umano. Era una persona straordinaria , siamo diventati subito amici”

Cosa pensa del Caso Roman Polanski?

“Qualunque cosa uno pensi su ciò che è successo 30 anni fa , una cosa è certa : quella persona , 30 anni dopo , non è più la stessa che ha compiuto quei fatti. Riaprire quel capitolo ora non abbia molto senso”

Billy Wilder disse che un regista dev’essere “un poliziotto , una levatrice , uno psicanalista , un adulatore e un bastardo”. E’ d’accordo?

“Sono d’accordo . Infatti ricordo che una volta Marlon Brando mi disse “Non penso che tu possa essere un buon regista”. E io “Perché?". E lui “perché non sei un Bastardo”