lunedì 30 novembre 2009

INTERVISTA A MICHAEL CARMICHAEL , L’ESPERTO D’IMMAGINE DI OBAMA

Dopo il sì al Senato sulla Sanità, Obama canta vittoria. Ma non troppo. Si Barack Obama ha molte gatte da pelare da risolvere. Dalla grana afghana alla mannaia cinese , dalla crisi economica alla minaccia iraniana. Ora Obama deve imbattersi anche contro il calo dei consensi. “No problem” assicura MIchael Carmichael , consulente del presidente Usa. E’ un Esperto di comunicazione politica.

Nonostante il traguardo sulla Sanità , Mr Obama ne ha di grattacapi

“Mai un presidente ha dovuto affrontare tanti problemi globali : la crisi economica , le guerre in Medioriente , la proliferazione nucleare , terrorismo, fame, povertà , malattie, analfabetismo”

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E gran parte della sua credibilità si gioca sulla partita afghana ..

“Il popolo americano non vuole essere coinvolto in questa guerra più dello stretto necessario , e in questo è vicino ad Obama. Ma il presidente ha smentito le voci che davano per imminente una sua decisione sull’Afghanistan : credo che delle risposte arriveranno non prima di dicembre , quando Obama riceverà anche il Nobel”

Ma il Nobel per la Pace non lo avrà caricato di troppe responsabilità?

“La risposta è sì. Ma in meno di un anno il Presidente ha fatto moltissimo per guadagnarselo: dal suo impegno contro la proliferazione delle armi nucleari , al ritiro delle Forze Usa dall’Iraq , alla fine della tortura come politica… Questi tratti lo distinguono dai suoi predecessori , W.Bush e Cheney”

Con lo storico discorso al Cairo , Obama ha segnato una svolta nei rapporti tra Islam e Occidente

“Non era mai accaduto nella storia del mondo che un leader parlasse ai fedeli di una grande religione mondiale chiedendo loro aiuto per risolvere le crisi planetarie”

Ma nonostante i suoi sforzi, Ahmadinejad fila dritto verso il nucleare.

“C’è una strada per superare le divergenze , ed è la diplomazia piuttosto che le sanzioni economiche e lo scontro militare. E questa è la politica del presidente Obama”

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Poi c’è la Cina , padrona del debito Usa. Quanto pesa questo cappio sull’immagine del presidente?

“La Cina è una priorità per l’America. Da piccolo il presidente viveva a Jakarta, ha una visione globale differente dai suoi predecessori. Per troppo tempo l’America si è alienata dalla Cina e dalle culture asiatiche : l’apertura di Obama aiuterà ad assicurare pace , prosperità e progresso sociale.

Oggi i sondaggi su Obama lo danno in calo. Cosa è cambiato?

“ Molti sondaggi dicono che è ancora molto popolare , il doppio rispetto al suo predecessore. Gli alti e bassi sono normali in politica : non c’è nessuno sfidante potenziale che abbia la minima possibilità di battere il presidente”

E MIchelle , questa first lady così normale, piace ancora?

“Michelle Obama è la first lady più popolare da Eleonor Roosevelt. Michelle è una donna del XXI secolo : un avvocato altamente qualificato , è anche il presidente più ascoltato dal presidente”

Obama è un asso della comunicazione. Qual è il suo punto di forza?

“Obama è il più eloquente capo di governo dai tempi di Jfk. I suoi sono discorsi plastici che riecheggiano nei cuori e nelle menti degli americani di tutti i ceti.

E che ne pensa delle tecniche di comunicazione del nostro Cavaliere?

“Il Cavaliere sembra uno dei personaggi di Baldassar Castiglione. Intelligente, amichevole, ottimista ed eloquente , Berlusconi emana un’immagine popolare e di brava persona. Ma sarebbe impossibile per lui essere eletto negli Usa: il pubblico non si fida degli uomini d’affari . soprattutto se hanno grossi interessi nei media. Come dice la Bibbia , è impossibile per un ricco entrare nel regno dei Cieli . In America vige lo stesso principio : è impossibile pere un ricco diventare presidente”

La stampa internazionale non è mai stata tenera nei suoi confronti

“Ma dopo anni gli americani hanno iniziato ad accettare Berlusconi: un alleato affidabile , forse un po’ troppo vicino a Bush, molto impopolare da noi. Tuttavia speriamo che si dia da fare per aiutare Obama a superare la crisi”

venerdì 27 novembre 2009

INTERVISTA ALLE IENE A CHECCO ZALONE

giovedì 26 novembre 2009

INTERVISTA A BEYONCè “Per me è più importante sentire che tante persone mi stimano”

Beyoncè , cantante famosa in tutto il mondo

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“A me piace cambiare : immagine , ambizioni, tappe dei tour , showroom, stilisti , ruoli nei film. E’ stata una grande soddisfazione mettere da parte il mio cosiddetto glamour e diventare la legge del blues Etta James in Cadillac Records. Con 8 chili in più e un’anima tormentata e a volte persa , ma che non scordava mai la passione per la musica. Ho vissuto giorni interi nel rehab della Phoenix House a Brooklyn per capire le dissociazioni di un’artista schiava della droga. E’ stata una lezione di vita , di dolore, di umiltà”

Poi è arrivato Obsessed . Gli americani sono impazziti . I thriller piacciono anche a lei?

“Un film in cui non canto. Fantastico. Sono una donna che lotta fino all’estremo per difendere la sua famiglia, quando si scopre inseguita da uno stalker e vede il suo uomo preso da tante tentazioni. Mi sentivo la nemica di Glenn Close , ricordate Attrazione fatale? Certo, mi piacciono i thriller , mentre detesto gli horror con tutto quel sangue.. Chi non ama i film di Hitchcock ? La verità è che io mi considero una estremista delle emozioni , nel dare e nel prendere”

Cosa rende felice Beyoncé?

“Vedere una partita di basket con mio marito , vedere per strada una donna che porta un capo della line di abbigliamento “House of Dereon”, mia e di mia madre Tina , fare il lavoro che faccio , pensare che il mondo possa davvero essere migliore”

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Lei fa pochissime confidenze sulla sua vita privata , il suo matrimonio è stato celebrato nella più assoluta intimità..

“Vero. Per un motivo molto semplice . Ci sono pensieri e sensazioni che voglio tenere soltanto per me. Per esempio, il piacere di avere un nipote, Daniel. Però, quando salgo sul palco mi scopro aggressiva , non ho affatto timore di mostrare la mia carica di sensualità”

Come stupisce il pubblico dei concerti?

“Questo tour è molto scenografico e ricchissimo di costumi. I ballerini sono straordinari , io canto in perfetta sintonia con la mia band. Un tour visivo e musicale, ecco. Non ho un minuto di tregua , voglio far capire al pubblico che ho un cuore”

Al di là della carriera , che cosa la rende orgogliosa?

“Con Kelly Rowland , una vera amica, ho creato la “Survivor Foundation for Hurricane Katrina Victims”. Io sono nata in una famiglia benestante , ho avuto molto, frequentato ottime scuole private , ma sai mio padre che mia madre mi hanno sempre insegnato a dare, non solo a prendere. Sono cresciuta con valori cristiani e ne sono fiera come quando da bambina andavo a messa la domenica , tenuta per mano dai miei genitori , con il mio bel vestitino. Per me è più importante sentire che tante persone mi stimano , che non ascoltare da qualcuno la frase “Beyoncè is so hot”

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Lei ha un grande talento. Basta per essere una vincente?

“Ci vuole disciplina. Non si deve mai dare per scontata la popolarità conquistata, accontentarsi dei successi raggiunti. Sono esigente con me stessa , non con gli altri. Per esempio , dal 2002 ero legata a Jay Z , ma avevo deciso che non l’avrei sposato prima dei 25 anni e solo quando fossi stata sicura intimamente di ogni nostro passo. Così è stato. Con la stessa disciplina che metto nel lavoro, ho fatto la mia parte, in tandem con Jay-Z, nella campagna presidenziale di Barack Obama”

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La presidenza Obama sarà un incentivo per la comunità afroamericana?

“Certamente , e la cosa è molto eccitante , giorno dopo giorno :Obama è un Megawatt President . In passato, a volte bastava il successo di un cantante , la vittoria agli Oscar di un attore di colore per far esplodere l’entusiasmo e l’energia. Gli Stati Uniti hanno molte zone razziste , pronte a schizzare veleno anche contro il Presidente. Io sono cresciuta come una privilegiata rispetto alla generazione di mio padre: il razzismo era già diminuito , noi ragazzi avevamo di più , nelle scuole non ci sputavano in faccia , come era accaduto per anni. Obama è troppo intelligente , troppo forte. Fondamentale direi . Non solo per la gente di colore, ma per tutte le minoranze d’America”

mercoledì 25 novembre 2009

INTERVISTA A TRISTRAM STUART, CHE SI NUTRE SOLO DI CIBO RECUPERATO

Tristram Stuart è un ecologista convinto, e si nutre esclusivamente di cibo recuperato dai supermercati e dai cassonetti della spazzatura.

http://pensierimadyur.blogspot.com/2007/11/i-freegans.html

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Lei è un eco-integralista , un freegan : per mangiare cerca tra la spazzatura dei supermercati. Perché?

“La ragione principale per cui vado a recuperare cibo ancora commestibile nei cassonetti dei supermercati è perché si tratta di cibo che si può ancora mangiare”

Quindi tutti a pranzo tra i rifiuti?

“Assolutamente no: io non voglio incoraggiare le persone a fare quello che faccio io. Semmai il contrario: rendere impossibile il rovistare tra i rifiuti. Perché questo significherebbe che tutti gli sprechi sono stati eliminati”

Rovistare tra i rifiuti non la disgusta?

“Sa l’unica cosa che mi disgusta qual è? Vedere tonnellate di prodotti alimentari assolutamente commestibili gettate via. In una famiglia media del Nord Italia, dove si usano bidoni per i rifiuti organici , ogni persona produce 73 Kg di avanzi alimentari . Nessuno sa quanta parte di questi rifiuti sia commestibile. Ma confrontando questo dato con quelli di altri Paesi come il Regno Unito, la cifra potrebbe essere circa l’80% del totale. Ciò vorrebbe dire che gli italiani sprecano 6y0 Kg di cibo a persona ogni anno. Esclusi gli sprechi alimentari dio mense, ristoranti , fast food e scuole”

Meno sprechi, più benefici. Quali?

“I Paesi ricchi sprecano da un terzo al 50% di tutto il cobo che viene prodotto. Come se il cibo fosse una risorsa infinita. Non è così. Per produrre cibo si erodono risorse : terra , acqua, combustibili. Con impianti devastanti sull’ambiente : dalle imponenti deforestazioni in Sud America e nel Sud Est asiatico all’impoverimento dei terreni a causa dell’agricoltura intensiva , allo spreco di acqua, alle emissioni di Co2 legate al trasporto , alla produzione , e alla decomposizione del cibo . Tutto documentato nel libro “Sprechi”

Chi c’è al top della black list degli sprechi?

“Gli sprechi ci sono lungo tutta la filiera alimentare. Mi sono focalizzato sui supermercati perché hanno un potere dominante , soprattutto nei paesi più ricchi. Loro sono colpevoli: ma tocca a noi cambiare le cose”

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Come?

“Cominciando ad esempio dalla cosmetica di frutta e verdura : le sembra impossibile imporre che siano di misura e forma uniformi? Questo obbliga i coltivatori a disfarsi di forti percentuali dei loro raccolti. Noi consumatori abbiamo il potere di questa pratica. Possiamo chiedere di cominciare a vedere sugli scaffali meno frutta meno bella , ma sempre commestibile. Più saremo , più saranno obbligati ad ascoltare la nostra voce”

Lei mette sul banco degli imputati anche le politiche di marketing . Come le offerte “prendi tre, paghi 2”..

“Il più delle volte si tratta di offerte pensate per rifilare al consumatore le eccedenze o i prodotti prossimi alla data di scadenza. Così si finisce per comprare ciò che non serve , buttando via quello che non si consuma: un quarto di tutti gli alimenti che acquistiamo finisce nella spazzatura!”

E accusa le date di scadenza..

“Esatto. Il sistema di dare una datazione , che all’inizio è stato sviluppato per proteggere il consumatore , è diventato un modo di salvaguardare le aziende. Tolte le indicazioni “da consumarsi entro” e da “consumarsi preferibilmente entro” che sono necessarie e imposte da leggi comunitarie , le altre andrebbero abolite”

I rischi per la salute?

“Le intossicazioni alimentari sono solo uno spauracchio agitato dalle industrie alimentari. Non dimentichiamo che i produttori stabiliscono le date di scadenza concedendosi argini margini di errore relativamente al tempo sufficiente perché un prodotto vada male. Quasi sempre la data stabilita anticipa di molti giorni quella effettiva di scadenza”

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Cosa possiamo fare da consumatori per limitare gli sprechi?

“La prima regola è : se compri cibo , non buttarlo. Prima di entrare in un negozio o un supermercato prepariamo una lista della spesa : avremo le idee più chiare su quello che ci serve. Eviteremo così gli acquisti compulsivi , quelli che finiscono più spesso nella pattumiera”

Quando ha cominciato a prendere a cuore il problema del cibo sprecato?

“Avevo 15 anni e avevo un maiale che nutrivo con avanzi alimentari (oggi una legge comunitaria lo vieta). Così ho cominciato a raccogliere gli avanzi della mensa scolastica , degli agricoltori che buttavano le patate imperfette, dei panettieri che si liberavano del pane non lievitato. Ho imparato presto a capire che molti rifiuti sono in realtà commestibili , e che il cassonetto migliore è quello vuoto. E sa una cosa? Non ho mai avuto niente , neanche un mal di pancia”

Perché non regalare il cibo in scadenza a chi non ha niente da mangiare?

“Quasi tutti i supermercati americani donano le eccedenze alimentari a enti assistenziali perché le distribuiscono ai bisognosi. In Italia esiste un’associazione . Last Minute Market (www.lastminutemarket.org) , specializzata nel raccogliere i surplus alimentari e distribuirli ai poveri. Spesso i supermercati hanno eccedenze di prodotti di alta qualità perché hannop ordinato troppa merce , o perché la confezione ha qualche leggero difetto. Perché buttare tutto questo buon cibo?”

martedì 24 novembre 2009

INTERVISTA AD ANDREA GAIBA , LA SUA AZIENDA HA INVENTATO UNA NUOVA CUFFIA “MENTALE” PER CONSOLE DI GIOCHI

Andrea Gaiba lavora per un azienda italiana che ha inventato una nuova cuffia per Wii Xbox e Playstation. Permette di giocare con la mente

Gaiba , avete inventato un gioco telepatico?

“La nostra cuffia non legge il pensiero. Però usa le onde cerebrali per comandare il gioco”

Le onde cerebrali?

“La mente è caratterizzata da un’attività cerebrale : le onde rilevate dall’elettroencefalogramma. Solo che noi le registriamo con sensori più comodi..”

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Niente gel o ventose?

“La cuffia è pensata per i bambini e chi gioca a casa, non c’è roba strana. Il “3i Mind Controller” è un semplice archetto che fa pressione sulla fronte e appoggia sui lobi. I sensori sono tre , quello che registra l’attività cerebrale sulla fronte”

E i giochi come si controllano?

“A seconda della predominanza di certe frequenze invece che di altre ricaviamo due stati mentali : il relax e la concentrazione. Vengono usatti per comandare il gioco”

In che modo?

“Se per esempio voglio far decollare un aereo , posso fare in modo che più sono rilassato , più l’aereo si alza. Più sono concentrato e più va veloce”

Quanto costerà e quando uscirà?

“Sarà messa in vendita nel 2010. Le cuffie vorremmo metterle sul mercato a 29 euro , il gioco sui 49. Vogliamo che sia una cosa assolutamente abbordabile per tutti. Ma non è ancora sicuro il prezzo finale: dobbiamo vedere se la tecnologia che usiamo si rivelerà più cara”

Quindi la cuffia dovrà essere usata con degli appositi videogame?

“Abbiamo preparato il pacchetto “Relax”: 12 giochi comandati con la mente. A cui si aggiunge il Mental Fitness”

Mental Fitness? Cos’è?

“Una specie di Wii Fit per la mente. Attraverso esercizi di varie discipline come yoga e Tai Chi , il Mental Fitness insegna ai giocatori a concentrarsi e rilassarsi. Abbiamo fatto testare i giochi anche a maestri di yoga”

Come hanno risposto?

“Chi è abituato ad avere il controllo delle proprie attività mentali ha performance migliori”

Avete provato a mettere a confronto , che so, un matematico e un maestro di yoga

“No, sarebbe bello! Magari viene fuori che il più concentrato di tutti e il panettiere..”

E ci si rilassa o concentra davvero?

“Certo , l’utente grazie alle cuffie può misurare in tempo reale il livello di relax e usare l’addestramento per rilassarsi”

In ogni caso riuscite a vedete gli effetti del videogioco sul cervello?

“Esatto. I videogiochi sono spesso associati all’aggressività e vengono accusati di aver creato una generazione di bambini che hanno deficit di attenzione. Con PubCompany andiamo in direzione opposta”

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Non si usa l’adrenalina , insomma.

“Per giocare non devi essere più veloce a sparare. Ma usare le proprietà della tua mente , in particolare l’attenzione e il relax. Alla fine il giocatore si addestra addirittura alla concentrazione”

Detto così sembra un rivoluzione totale del mondo dei videogiochi ..

“Lo è. L’approccio è totalmente diverso da quello del classico mondo dei giochi”

Come ci è arrivato?

“L’idea è partita proprio valutando che siamo tutti attanagliati dallo stress. E grazie al fatto che ho uno sguardo “eccentrico” rispetto a chi di solito inventa i videogame. Il problema è che i giochi vengono fatti da cosiddetti smanettoni , che sono abituati a sparare e faranno sempre giochi in cui si spara. Io invece all’università ero l’unico a non avere il computer..”

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Prima ha avuto l’idea e poi è andato a cercare le tecnologie per realizzarla. Non si è ispirato ai tentativi precedenti?

“No, sono andato a vedere le applicazioni che ci sono in campo medico , ed ho provato ad applicarle al videogioco. La mia tesi di laurea era sulle reti neurali del cervello. E le simulazioni che ne fanno i computer. Ero già abituato a misurare l’attività della mente”

La vostra idea si potrebbe applicare come metodo di rieducazione per chi ha avuto traumi cerebrali o simili?

“Questo non lo so , perché non è il mio campo. Ma immagino che esperti di altri settori possano pensare ad altre applicazioni. Io, occupandomi di videogiochi, ho sempre pensato dell’assurdità di videogame sempre più tecnologici , sempre più costosi da sviluppare , ma che alla fine basavano l’interazione tra il giocatore e il gioco sul polpastrello”

In effetti così suona molto “antiquato”..

“L’interazione che abbiamo sviluppato noi è molto individuale e “immersiva” , coinvolgente. E cosa c’è di più individuale e coinvolgente di usare la propria mente, invece di smanettare sui tasti”

Sarà anche possibile giocare in due?

“Si. Ci sono giochi come il braccio di ferro, che si fa in due. E quelli che chiamiamo “Relaxation Competition”, in cui si compete per rilassandoci. Come in “Fair Play”, un giocatore ha la cuffia, , l’altro no e deve riuscire a far uscire dei gangheri il primo. Magari, tirando fuori tutti i suoi altarini”

Un po’ pericolosine come gioco

“In effetti pericolosino. Ma divertente!”

lunedì 23 novembre 2009

INTERVISTA ALLA REGISTA FRANCESCA COMENCINI “Le donne sono le guardiane della vita”

Francesca Comencini racconta del Film “lo spazio bianco” e il momento difficile del cinema e il suo rapporto con la politica.

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“Il cinema non è un manifesto o un pamphlet : è una forma d’arte. Non può far altro che raccontare la vita delle persone producendo emozione. Non basta che un film denunci : deve far commuovere , ridere o riflettere, ma sempre passando attraverso l’immedesimazione dello spettatore”

A proposito di politica , lei appartiene ad una rinomata dinastia di parassiti

“Non voglio commentare l’invettiva di Brunetta. Dico solo che quando Brunetta e noi tutti saremmo dimenticati dalla storia, il mondo si ricorderà di Anna Magnani che rincorre il camion dei nazisti gridando “Francesco”. Lei e Roberto Rossellini , uno dei più grandi registi italiani nella storia del cinema, correranno molto più a lungo di noi e di loro”

Specie se gli autori continuano a segare le gambe?

“Noi registi dovremmo smettere a battere cassa e chiedere soldi. Finanziare la cultura non è assistenzialismo , perché tutte le democrazie europee lo fanno più di noi , ma sembra che la nostra lotta si riduca solo ad una questione di denaro , mentre il nostro obiettivo reale è una nuova legge di sistema”

Cioè?

“Il cinema genera profitti e se, per legge, fossero reinvestiti in parte nella produzione di film italiani si creerebbe un circuito virtuoso. Su questo dovremmo fare una riflessione col ministro con cui siamo costretti a confrontarci. Ma se Bondi è d’accordo con Brunetta , forse ha sbagliato ministero. Sarebbe come il ministro dell’industria dicesse che tutte le industrie fanno schifo. In Francia il ministero della cultura è stato istituito dalla destra. Un progetto sulla cultura del proprio Paese qualifica un politico vero”

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Il Berlusconi imprenditore investe 35 milioni nei film di Tornatore e Placido : la metà del finanziamento statale del Berlusconi politico a tutto il cinema italiano

“Io credo che l’uso del denaro sia molto importante e faccio film in cui i soldi spesi mi fanno dormire tranquilla , così come il mio compenso. Ma ci sono film che richiedono investimenti maggiori. Denaro privato e denaro pubblico non sono la stessa cosa , però è vero che c’è incongruenza tra un premier , che privatamente riconosce un valore commerciale e artistico all’opera cinematografica , e un suo ministro che lo nega. Sono soldi sprecati o no, quelli per il cinema?”

Di riflesso , c’è una contraddizione anche da parte del cinema nel contestare il Silvio politico salvo farsi finanziare dal Silvio imprenditore?

“La contraddizione riguarda tutti. Ci sono giornali che fanno campagne condivisibili contro l’attuale modello culturale imperante e poi dedicano paginate alla coppia Canalis – Clooney. Senza tirarci le pietre gli uni con gli altri , cito il Talmud : la colpa , come la neve, ci copre tutti. Penso che ci voglia più rigore e intransigenza da parte di tutti per uscire da questa melma”

Le colpe degli autori quali sono?

“Un’autocritica sarebbe necessaria . Il cinema italiano deve osare di più , ma stilisticamente anche sul piano dei contenuti. Io a volte l’ho fatto, ma credo che sia io che i miei colleghi dovremmo farlo di più, in questo cinema medio che non è né carne e né pesce, che dà un colpo al cerchio e uno alla botte”

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Lei si farebbe produrre da Medusa?

“Come diceva Bartleby , lo scrivano di Melville , “preferirei di no”. Quest’anno a Venezia c’era una presenza schiacciante di film Medusa , con la quale mi dicono si lavori benissimo in grande libertà. Io sono abituata a fare film di basso costo : è uno dei segreti per fare il mio percorso come voglio , girando solo cose che piacciono a me. Garantisco che è già un lusso estremo”

E’ ancora così importante l’applauso di un festival , come quello di Venezia , tra una Noemi e una D’Addario?

“I festival sono così, sin dai tempi in cui accompagnavo mio padre Luigi. Questa contaminazione tra spettacolo e circo , squallore e poesia, artisti e starlette , c’è sempre stata ed è un ambaradan che può essere irritante. Sono però occasioni assolutamente necessarie. Senza festival, non potresti mai pensare che un film da tre milioni appartenga allo tesso modo dei kolossal”

Venezia ha capito il suo film ?

“Una delle cose più belle è stata la sensazione di aver comunicato a pieno. E’ stato un piccolo miracolo . grazie anche alla dedizione di chi ha lavorato per il film giorno e notte , altro che fannulloni”

Il mondo cattolico ha esaltato Lo spazio bianco cogliendone uno spirito antiabortista?

“Nessuna donna è pro aborto, perché le donne sono le guardiane della vita. Questo film è un inno alla vita : celebrarla è compito dell’arte. Io ho tre figli, ma difendo il diritto delle donne a scegliere liberamente”

venerdì 20 novembre 2009

giovedì 19 novembre 2009

INTERVISTA AD AMANDA LEAR “Quello che importa è che Amanda Lear adesso ha una nuova carriera davanti, un’altra incredibile alle spalle, e continua avanti quando tutti si sono già fermati , morti e seppelliti”

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Perché è scappata via dall’Italia?
“Macché scappata! Sono a Parigi da 8 mesi perché sono in teatro , tutte le sere facciamo il pienone e ci resterò fino al 2010”
Ma non c’è solo il teatro : alla soglia dei 60 anni anche un altro disco..
“Sì, è una bella avventura, il Dj Deadstar mi ha avvicinata a Parigi , mi ha proposto un paio di canzoni , e ho visto che ha delle idee abbastanza nuove , all’avanguardia”
Lei si sente più pittrice, cantante , showgirl , attrice?
“Per ora sono attrice al 100%, st’avventura teatrale , è impegnativa , faticosa , però soddisfacente. Ma era giunto il momento di far vedere che con la mia voce posso cantare delle cose un po’ più jazz, un po’ più diverse”

Una voce su cui in gran parte è stata costruita la sua carriera …vero che ha cercato di ingrossarla anche grazie al whisky?
“Sì, è vero non rinnego, però non si può ridurre una carriera di trent’anni alla canzone “Tomorrow”. Dunque mi sono rifiutata di venire alla trasmissione di Conti e tutte le altre cose dove mi chiedevano sempre le stesse cose..”
Capisco ..un altro tormentone è stato l’equivoco uomo-donna?
“Sì, questo è molto italiano, tutte alle volte alla gente piace ricominciare daccapo, però è come dire a Ursula Andress “hai fatto delle foto nuda”. Eh sì, 40 anni fa . Quello che importa è che Amanda Lear adesso ha una nuova carriera davanti, un’altra incredibile alle spalle, e continua avanti quando tutti si sono già fermati , morti e seppelliti. E addirittura ci sono dei progetti pazzeschi, forse mi chiederanno anche di venire a Sanremo”
Insomma, tutto si sente tranne la suocera di cui parlava Alba Parietti..
“Ah, Alba è meravigliosa , però, nonostante sia bella, in gamba, la riducono a fare l’opinionista , e mi dispiace, perché è una ragazza che si merita molto di più. Ma non solo lei : anche la Cuccarini, la Barale, ci sono un sacco di ragazze che ci sanno fare, e purtroppo in Italia vediamo solo le tettone della Marini”
Ci sono talenti che vengono messi da parte senza motivo?
“Certo, io stessa : star internazionale , parlo 5 lingue , milioni di dischi venduti , ecco: siediti lì , mettiti un bel vestitino , eh no ragazzi dai… Molte ragazze che vedi in tv non sanno cantare , ballare né fare altro , e ti chiedi : a chi l’hanno data? E’ una cosa incomprensibile”
IN Italia si fa anche troppo gossip… la sua storia con Manuel è proprio finita?
“Sì, Sì, siamo in ottimissimi rapporti , è un ragazzo adorabile , però io purtroppo sono In Francia e lui in Italia , non si può mandare avanti una storia per telefono”

E ora ci sono i due ragazzi 18 enni di cui parlano i giovani?
“T’immagini , se vado in giro con un 18 enne ? Non ho il tempo, non ho la voglia. E sto bene così bene da sola..”
Lei è stata sposata per più di vent’anni
“Sì, è stato un matrimonio meraviglioso , l’ho perso , purtroppo, ma non lo rifarei”
Anche con Salvador Dalì è stato tanto
“Sì, una storia meravigliosa , che è durata 15 o 16 anni . Uscirà la mia biografia in Francia , “Non sono quella che voi pensate” ed è bella perché racconto di Dalì , di Warhol , di David Bowie , della mia vita incredibile”
Una vita difficile ma lei non si è mai spezzata..
“Ma sì , per questo disco si chiasma Brief encounters, è così: la felicità son tutti questi incontri , brevi o no, che ti danno un’emozione , è tutto questo che fa la vita . Ma quando è finito non mi guardo mai indietro , mi interessa cosa farò”
Tutti hanno l’idea dell’icona sexy che gira in casa con stivali alti neri..
“Io adoro i miei gatti, la mia casa , il mio giardino , adoro girare in pantofole , dipingere… tutte queste feste e chi ci va più? Se devo andare al Festival di Cannes è perché c’ho un film presentato lì , ma non vedo perché se uno non ha un cazzo da fare si mette in mostra sul tappeto rosso a farsi vedere . Non è per me”
Però un po’ d’attività fisica la farà , per restare così in forma
“Tutti i giorni , e poi non fumo , non bevo , non prendo alcolici , faccio una vita sana”

2284392325_36795d1b63_oQualche ritocchino?
“Non mi interessa , io mi trovo anche più bella di trent’anni fa , la faccia è sempre quella , sono ingrassata un po’ , ho un po’ più di pancetta o seno , ma ancora meglio. Son più tonda. Magari un giorno sono talmente cessa piena di cellulite che decido di farmi qualcosa , ma per il momento va bene così”
Rimpianti?
“Non aver potuto fare cose di miglio qualità , però va bene così , non si può fare tutto perfetto”
Un figlio lo avrebbe voluto?
“Sarebbe stato meraviglioso, ma forse è meglio così, per poi avere un bambino che ti vede alla tv a far la scema con le ciglia finte… forse è meglio che le star dello show-business non si riproducano , un bambino deve avere una madre , una persona che s’impegna per te , non una diva che va in Tv a sculettare con le tette di fuori”
Allora la rivediamo a Sanremo?
“Ma che ne so, magari sarò già morta a Natale..”

mercoledì 18 novembre 2009

INTERVISTA A MARIAH CAREY “Ho sempre creduto in Dio , e credo nel non mollare mai . Ma non direi che sono religiosa”

Ha appena conquistato dei premi importantissimi come attrice, con il film Precious , la storia di una ragazzina obesa e semi analfabeta che riesca a riscattare se stessa grazie a un’assistente sociale , cioè lei. Come è finita in questo film?

“La pellicola è basata sul romanzo Push , di Sapphire . L’ho letto molto tempo fa , è non pensavo che potesse trarne un film – troppo intenso , profondo. Poi un incredibile regista , che è anche un amico, Lee Daniels, ha acquistato i diritti. Ed è riuscito nell’impresa , creando un film drammatico, ma da cui si esce con speranza”

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Per il suo ruolo , ha dovuto evitare ogni tipo di trucco. Com’è stata trovarsi brutta?

“Non è stato facile. Anche perché non ero solo senza make-up : avevo un sacco di roba per rendermi più brutta : baffi, borsa sotto occhi… Ma il punto non era essere bella : il mio personaggio è un assistente sociale , una persona vera , che ogni giorno ha a che fare con problemi drammatici. Io ho dovuto trasformarmi in questa persona , e lasciare me dietro le spalle”

Un’altra esperienza drammatica , ha detto, è stata la partecipazione al funerale di Michael Jackson. Dove , secondo alcuni, non è riuscita a cantare come sa

“E’ stata una performance durissima. Non avevo mai cantato a un funerale. Sono arrivata lì e mi hanno detto: “Mariah , tu vai per prima”. In più avevo di fronte il corpo di Michael – e non avevo idea che sarebbe stato lì , di fronte al microfono. Insomma : se devi cantare , e stai per piangere , ti si forma un nodo alla gola. No, non ero al 100% dal punto di vista della voce. Ma lo ero da quello delle emozioni”

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A proposito di emozioni , nel disco canta praticamente solo d’amore

“Mi sono sposata da poco , sono in un momento felice. E volevo fare un disco sexy, più rhythm ‘n’ blues che pop – perché io sono proprio così ora”

Si dice che perché che Obsessed – il primo singolo – sia uno sberleffo a Eminem. E’ così?

“A ispirarmi quella canzone sono state molte cose. L’ho pensata come un inno per tutte le donne che sono prese di mira da qualcuno. Che ti insulta , e tu ti chieda perché , e la risposta è Perché a quel tizio piaci, ma lui non potrà averti. E’ la vita di tutti i giorni . Capita..”

Ok , ma a lei è capitato?

“Sì…ma davvero non voglio parlare di questo , ci sarebbe troppo da dire..”

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Il titolo del disco – Memories an imperfect angel – e in qualche modo il film , affrontano il tema dell’imperfezione. Come mai?

“E’ vero. Avevo anche una canzone intitolata Imperfect , ma non ho mai avuto la sensazione di averla davvero finita – e così non è entrata nel disco , per il quale c’erano troppe canzoni. Ma mi sto interrogando sull’obbligo costante , per le donne, di essere perfette: così ho lasciato quel concetto nel titolo del disco”

Nel prossimo video , a quanto pare si vede da vari blog, appare però tranquillissima verso di sé e il suo corpo in bikini..

“Oddio , possibile che voi abbiate visto le foto o io no? Magari non sono neppure io ..Per curiosità , come sono?”

Niente male

“Oh.Oh. Allora ok”

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Sempre sul web si parla anche di un musical sulla sua vita in arrivo

“No, non c’è in produzione nessun musical su di me. E se ci fosse , qualcuno si beccherebbe una querela , perché io non ho dato alcun via libera . In più se qualcuno lo dovesse mai farei, sarei io a interpretare me stessa . Nessuno a parte me ha davvero idea della mia di vita!”

Nel libretto del disco ci sono molti riferimenti alla Bibbia: lei lo cita , dice che ce l’ha sempre con sé, suo marito dice che prega sempre prima di mangiare..

“Dice così?”

C’è scritto così

“Ok.Ok”

Questo significa che lei è religiosa?

“La spiritualità è molto importante per me. Ho molta fede , ne ho sempre avuta. Mia mamma mi ha sempre detto “Non chiederti se, ma quando ce la farai”. Ho sempre creduto in Dio , e credo nel non mollare mai . Ma non direi che sono religiosa . Anche se grazie al mio pastore , della chiesa True Worship, andavo in chiesa più regolarmente , riusciva a renderla più divertente. Ma è morto poco tempo fa”

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Lei ha cantato durante la cerimonia d’insediamento di Obama. Come lo giudica , a 10 mesi dall’arrivo alla Casa Bianca?

“Era così difficile per tutti noi anche solo pensare che la sua elezione potesse avvenire davvero , che le mie aspettative sono state già raggiunte quando lui è diventato presidente. Sono convinta che stia cercando di fare del suo meglio. Anche se devo confessare che ora non sto seguendo molto quello che fa. Durante la campagna elettorale lo facevo , ogni giorno . Ma oggi sono più presa da questo disco, non ho tempo per null’altro!”

Nemmeno per un duetto , come quello con la Houston?Ne farebbe uno con un artista italiano?

“Già fatto. Uno dei momenti più esaltanti della mia carriera è stato il duetto con Pavarotti. Ero tesissima. Ma ora sono orgogliosa di poter dire di aver cantato con lui..”

martedì 17 novembre 2009

INTERVISTA A FRANCO CORLEONE , GARANTE DEI DIRITTI DEI DETENUTI “Il carcere spesso è una discarica sociale. Chi commette reati e poi va in galera è spesso gente povera , con situazioni familiari difficili ,Non sono mai stati davvero inseriti nella società”

Franco Corleone è stato parlamentare e sottosegretario, oggi Garante dei diritti dei detenuti

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L’introduzione del reato di clandestinità per5 gli immigrati non regolari aggrava la situazione delle carceri?

“Porta più gente in galera , ma spesso sono sempre gli stessi soggetti , con un’accusa in più addosso. Il punto è un altro, è culturale: le forze dell’ordine hanno una spinta a orientarsi sui settori marginali della società. Così , come un tempo i manicomi erano luoghi dove si confinava ogni tipo di disturbo , oggi lo stanno diventando le carceri”

I detenuti in Italia sono 65 mila , la capienza delle galere è di 43 mila posti . Rischiamo altre rivolte nei penitenziari?

“Non temo le rivolte classiche , con rivendicazioni politiche. Di certo, però andiamo verso una stagione calda. In un giorno , oggi ad esempio, nelle carceri italiane ci sono 65 mila presenze , ma in un anno entrano ed escono 120 mila persone , per fare pena, un fermo non convalidato , gente in attesa del processo e quant’altro. Eppure alleggerire il sovraffollamento nelle celle è possibile”

Ci hanno provato con l’indulto. Non è stato un fallimento?

“No. Senza l’indulto saremmo già a 80 mila detenuti. E poi la recidiva per gli indultati è stato del 26% ; per chi si fa mesi o anni di galera e poi esce è del 68%”

Passato l’indulto, lei cosa propone?

“Dietro le sbarre ci sono 15 mila tossicodipendenti . Tutti , dal sottosegretario Carlo Giovanardi in giù, dicono che la legge sugli stupefacenti non è stata fatta per tenerli in galera. Devono essere mandati in comunità o casa- famiglia. Che lo si faccia! Avremo liberato 15-20 mila posti nelle celle. Poi, si deve fare un nuovo codice penale, il nostro è del 1930. I reati finanziari ,informatici , ambientali , le truffe al bancomat , non trovano un codice adeguato. Infine, più pene alternative alla detenzione”

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Sì, ma poi chi subisce scippi o rapine vuole vedere i colpevoli dietro le sbarre

“Questo lo capisco ma noi dobbiamo rifarci alla Spagna , che ha un sistema molto più agile. Maltratti gli animali ? Vai a lavorare in un canile per un po’ di tempo. Hai sfregiato un monumento ? Pulisci e lavori gratis per il Comune. E così via , per chi guida ubriaco, ad esempio , o per chi imbratta i muri”

Il governo ha approntato un Piano Carceri per fare nuovi penitenziari. Lei lo critica. Ma è un modo per risolvere il dramma del sovraffollamento in cella

“Il governo spieghi prima perché ci sono così tanti detenuti e perché si prevede di arrivare a 70-80 mila , se le statistiche parlano di una diminuzione di reati , compresi furti e rapine. Poi spenda le risorse in modo diverso : invece di fare nuovi carceri , si potrebbero mandare i tossici in affidamento alle comunità di recupero , cosa che è prevista dalla Fini-Giovanardi , ma è applicata pochissimo”

Se i reati in Italia sono in calo , perché le carceri sono sovraffollate?

“Molte persone entrano in carcere per violazione della Fini-Giovanardi sulle droghe o per violazione della Bossi-Fini sull’immigrazione , perché non ottemperano all’obbligo di espulsione. E’ però la legge sulle droghe che fornisce il maggior numero di arresti . Tanti vanno dentro per detenzione di stupefacenti o piccolo spaccio. E il confine tra le due cose è molto labile. Fra tossicodipendenti e autore di reati connessi come furti , scippi o rapine, circa la metà della detenzione in Italia è legata a una sola legge : Fini-Giovanardi”

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L’altra metà da chi è composta?

“Ci sono 5-600 persone al 41 bis ( regime duro per i mafiosi) , 7-10 mila in regime di Alta Sicurezza ( reati gravi di sangue , o associativi di media-grande criminalità) , e 20 mila in attesa di giudizio”

Dietro le sbarre dovrebbero esserci non più di 30 mila persone?

“Se in galera andasse chi commette reati più gravi, dovremmo pensare non ai 65 mila detenuti di oggi, ma a 10 mila detenuti , più i 20 mila detenuti in attesa di giudizio , anche se la custodia cautelare andrebbe ridotta al minimo. Il livello è dunque di 30 mila circa , come avveniva in Italia prima della legge sulle droghe e della detenzione straniera”

Chi sono invece i detenuti di oggi?

“ Il carcere spesso è una discarica sociale. Chi commette reati e poi va in galera è spesso gente povera , con situazioni familiari difficili , bassa scolarità. Non sono mai stati davvero inseriti nella società”

Lei incontra molti detenuti . Chi ricorda di più?

“A parte quelli celebri , Da Renato Curcio al boss Luciano Liggio , che vidi insieme a Enzo Tortora, un incontro pesante è stato quello , qui a Firenze , con un detenuto in sciopero della fame : si era cucito le labbra. Un incontro terribile fu a Pisa con un carcerato che pesava 200 Kili . Alla fine ottenne i domiciliari”

lunedì 16 novembre 2009

INTERVISTA A SANTO VERSACE , IMPRENDITORE E DEPUTATO PDL “L’Irap è criminogena perché colpisce indistintamente le imprese anche quando il bilancio è in perdita”

Santo Versace è imprenditore e deputato Pdl

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Il premier sembra avere un problema

“E’ il momento di scegliere tra chi propone una finanziaria ordinaria , e chi invece chiede al Governo di affrontare la crisi con provvedimenti che rimettano in moto la crescita dell’economia. Ora la Lega sostiene la linea del no ai tagli delle tasse senza proporre nulla in termini di sviluppo, consumi e crescita del Pil. Credo che la dimensione governativa della Lega abbia fatto perdere di vista la sua originaria ideologia “meno tasse meno spesa pubblica”

Lei ha qualche responsabilità in questa vicenda: il taglio dell’Irap è una delle sue principali battaglie

“Ho il merito di aver sollevato per primo la richiesta di taglio dell’Irap e lo rivendico. Se poi questo è divenuto il terreno di scontro tra chi vuole conservare lo status quo e chi invece , come me e altri parlamentari , vuole meno spesa pubblica e meno tasse, ne sono contento”

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Oltre all’Irap c’è dell’altro?

“Credo che questa battaglia sia l’occasione per discutere l’approccio del Governo rispetto alla Crisi internazionale , tenendo conto degli sviluppi degli ultimi mesi con l’emergere dei primi segnali di ripresa. Per alimentare questi timidi segnali , occorre ridefinire in Finanziaria alcuni rimedi che andavano bene nel 2008 ed oggi vanno ridiscussi. Non è rinviando la soluzione che si esce più rapidamente dalla crisi”

Perché definisce l’Irap “un imposta criminale”?

“L’Irap è criminogena perché colpisce indistintamente le imprese anche quando il bilancio è in perdita , e colpisce di più quelle che hanno più manodopera , con la conseguenza di scoraggiare le assunzioni e di incoraggiare la delocalizzazione all’estero delle aziende manifatturiere. Il taglio dell’Irap serve a dare ossigeno alle piccole e medie imprese italiane , che sono il 99% del totale”

Ora il premier fa un passo indietro . Si rischia che non se ne parli più?

“No. Credo anzi che Berlusconi si sia ormai convinto delle inevitabilità del taglio delle tasse , questo è scritto nel dna del Pdl e questo vogliono i nostri elettori”

Crisi, Tremonti ha fatto abbastanza per le imprese?

“Ha fatto quello che gli era consentito dalle condizioni disastrose della finanza pubblica. Ma dopo i primi tagli del 2008 occorre rivedere la manovra ed effettuare nuovi più rilevanti tagli alla cattiva spesa pubblica , in particolare tagliando i trasferimenti dello Stato alle imprese , un totale di 45 miliardi di euro all’anno”

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Un errore scavalcare Tremonti con papelli aggiuntivi alla Finanziaria?

“Senza nulla togliere al ruolo che Tremonti svolge nel governo, credo che il confronto arricchisca”

Sembra chiusa la vicenda sul Tremonti vicepremier..

“Tremonti è già il ministro con il massimo delle Competenze , in una collocazione nevralgica per il successo dell’azione di Governo. Credo che il sostegno di Bossi a Tremonti vicepremier sia una carta che il Leader della Lega vuole giocare al tavolo delle trattative per la Presidenza delle Regioni del Nord. Una mossa tattica che comprendo ma non condivido.

Ipotesi Draghi , fantapolitica?

“Sì, Draghi è una risorsa di questo paese, sta facendo bene alla Banca d’Italia e mi aspetto che dia una sua impronta alla definizione delle regole del mercato internazionale della finanza”

Parlando con lei sembra di sentire più l’imprenditore che il politico..

“Sono innamorato della politica da sempre. La mia esperienza di imprenditore mi fa dire che molte cose della politica devono cambiare. Serve un nuovo rapporto tra Stato e cittadino: uno Stato che costi meno degli 850 miliardi di euro attuali. Non possiamo mantenere una pressione fiscale alta e poi fornire servizi da paesi del terzo mondo. La politica e la burocrazia ci costano troppo per quello che producono. Ecco la riforma su cui voglio lavorare”

venerdì 13 novembre 2009

giovedì 12 novembre 2009

INTERVISTA AD ORY OKOLLOH, BLOGGER ,AVVOCATO KENYANO E ATTIVISTA POLITICA “Il web sta permettendo a me , donna nera , di giocare un ruolo prima riservato all’uomo bianco , e di farlo con successo”

Ory Okolloh è un avvocata, blogger , attivista politica keniana di 32 anni.

“L’accesso universale alla Rete è parte di un sogno per il quale non i stancherò mai di lottare: vedere i miei figli costruire qui in Africa il proprio futuro. Spetta a noi offrire loro una possibilità. Con la potenza delle idee e condividendo le conoscenze. Perché informazione significa democrazia”

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Nessuna illusione

“Con internet non cambieremo i governi , la politica o i risultati delle elezioni. Ma è in corso quella che chiamo una micro-rivoluzione. Micro perché parte degli individui : chi prima non aveva voce , oggi partecipa al dibattito politico , si scambia informazioni , denuncia abusi e corruzione. Il web sta permettendo a me , donna nera , di giocare un ruolo prima riservato all’uomo bianco , e di farlo con successo”

I mezzi utilizzati da Ory si chiamano Kenyan Pundit , blog della politica keniana (www.kenyanpundit.com) e Mzalendo ( www.Mzalendo.com) , il sito per la trasparenza nel Parlamento di Nairobi. Ushaidi (www.ushahidi.com) la piattaforma per il crowdsourcing , la raccolta di informazioni in situazione di crisi oppure di emergenza , a cui lavora insieme ad un gruppo di volontari.

Sono i nuovi rivoluzionari d’Africa Le loro armi? Software open source, giornalismo partecipativo , informazione libera . Intraprendenza, coraggio e ironia.

Ory si è laureata in legge ad Harvard : “da bambina , tutti quelli che vedevo lottare per una riforma del sistema erano avvocati : per me la parola legge significa giustizia”. Ha deciso di tornare in Africa nel 2005. A Johannesburg vive e lavora , in Kenya dove attività attività politica e sociale e nel resto del mondo dove la invitano i meeting internazionali ai nuovi media , per diffondere il suo messaggio “L’Africa non è solo morte, povertà , malattie. E’ anche talenti , impresa , innovazione”.

Come è nata l’idea di Mzalendo?

“Il parlamento keniano è un’istituzione pubblica , ma nessuno sapeva cosa facessero lì i nostri politici. Non avevano neanche un sito web. Bisognava tenerli d’occhio. Abbiamo cominciato pubblicando i loro curriculum vitae , poi siamo passati ai resoconti sulle loro attività. Con poco più di 20 dollari al mese , creatività e impegno, si può migliorare la trasparenza della cosa pubblica. Oggi 200 persone contribuiscono al progetto , soprattutto attraverso i commenti. E sono per la maggior parte donne. Non sarà Mzalendo a cambiare la politica del mio Paese , ma le persone che lo usano per informarsi, discutere, capire”

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Ushahidi invece sta modificando il modo di fare informazione. Durante l’ultima guerra a Gaza , con la stampa tenuta fuori , Al Jazeera l’ha usato per raccontare quello che accadeva. Come ci siete riusciti?

“Ushahidi in swahili significa testimone. Vedere, sentire, raccontare. E’ questa la sua forza. Le violenze scoppiate in Kenya dopo le elezioni del 2007 erano state oscurate. Avevamo bisogno di uno strumento per comunicare all’esterno quello che stava succedendo , sfruttando le informazioni inviate dai cittadini. Ne è nata una piattaforma di crowdsourcing , con la quale chiunque , durante e elezioni , calamità naturali o umanitarie , crisi politiche , può mandare informazioni via email o sms, e visualizzarle su una mappa in tempo reale. Tutto grazie a software open source”

Quali sviluppi immagina?

Farne il Firefox del crowdsourcing ! Scherzi a parte , stiamo lavorando per renderlo più veloce , migliorare l’accesso al sito e anche ottimizzare il processo di traduzione , perché le persone vogliono poterlo usare nelle loro differenti lingue”

Al progetto lavorano , gratis, persone da Malawi, Ghana , Uganda, Sud Africa . Il futuro dell’informazione africana è nel citizen journalism?

“La questione più importante è l’accesso. Pochi africani hanno la connessione in casa , ma molti usano cybercafè e uffici. Il futuro è il 3G, la connessione via telefono cellulare, che si sta diffondendo velocemente”

Solo un problema di digital divide?

“No. Anche e soprattutto la produzione di contenuti. Un esempio milioni di persone in Africa parlano swahili , ma Wikipedia in questa lingua ha qualche decina appena di contributors . Il fatto è che non siamo ancora coscienti di quanto sia importante produrre da soli le nostre narrazioni. Pensiamo molto all’accesso ad Internet. Ma quando tutti , o almeno molti, potranno connettersi , cosa sceglieranno di guardare? Yahoo o un portale keniano? Il punto è l’uso che si fa della tecnologia. Nell’immaginario comune , l’Africa è solo disastri. Ogni volta è una battaglia , anche con i nostri editori , per promuovere storie positive. E la percezione del continente che si ha all’esterno è uno dei suoi mali peggiori . Per cambiarla , dobbiamo essere noi a raccontare l’Africa che viviamo. Ma sono ottimista , perché ogni giorno nascono nuove iniziative”

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Esempi?

“Marsgroup (www.marsgroupkenya.org) , un progetto di giovani keniani nato per controllare le attività del governo, combattere la corruzione, promuovere politiche di sostegno all’imprenditoria giovanile. Mixt (www.mixt.coza) messaggistica istantanea e social network per telefonino e pc , gratis. Yola (www.yola.com) , che insegna come fare un sito web. E l’Ong Sodnet (www.sodnet.org), che usa il web per favorire lo sviluppo delle comunità più povere del Kenya”

C’è anche chi attraverso il web vuole provare ad aiutare i rifugiati a ritrovare le famiglie ( il social network , Refunite) secondo lei può funzionare?

“Non lo conosco bene , ma mi sembra un’ottima idea”

Tornando alla percezione dell’Africa che si ha all’esterno ; quale immagine alternativa proporrebbe?

“Quella dei ghepardi , come l’economista ghanese George Ayittey ha definito i giovani con meno di 28 anni e che rappresentano una parte di popolazione pari al 60% in molti paesi africani. Studiano, comunicano, informano, fanno impresa. E cominciano a voler veder riconosciuti i propri diritti, così come il merito e l’impegno. Sono loro il futuro dell’Africa”

mercoledì 11 novembre 2009

INTERVISTA AL SINDACATO DELLA UIL ANGELETTI “La strada obbligata è la riduzione delle tasse ai cittadini e in primis ai lavoratori dipendenti. Detassare la tredicesima , ad esempio, avrebbe un impatto immediato”

Il segretario della Uil Angeletti lancia le sue proposte per contrastare gli effetti della crisi.

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Per Bruxelles la ripresa in Italia è frenata dal debito pubblico

“Il crollo dell’economia sta rallentando ma la crisi sarà terminata solo quando smetteremo di perdere posti di lavoro. Noi possiamo sopportare l’economia come dovremmo a causa del debito ma qualcosa in più si può fare incentivando i consumi interni. La strada obbligata è la riduzione delle tasse ai cittadini e in primis ai lavoratori dipendenti. Detassare la tredicesima , ad esempio, avrebbe un impatto immediato”

Su questo tema ha accusato la Cgil di essere poco coerente

“Proponemmo questa soluzione già nel 2007 , quando il quadro generale era senz’altro meno drammatico , e la Cgil si oppose dandoci dei demagogici e dei populisti. Per noi la proposta era valida all’epoca e lo è adesso : è curioso che la Cgil abbia cambiato idea proprio ora”

Perché siete contrari al taglio dell’Irap?

“La priorità è incentivare i consumi. In futuro si potranno trovare soluzioni per ridurre i costi dell’industria e sopportare la competizione , ma ciò dipende anche da cosa faranno gli altri Paesi. In questo momento è inutile ridurre le tasse alle imprese e non ai lavoratori dipendenti. Servono piuttosto politiche economiche a sostegno della domanda come gli incentivi per le auto , che finiscono per aiutare indirettamente anche le imprese”

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Per il 2010-2011 resta forte l’incognita della disoccupazione

“Sinora abbiamo avuto una perdita di posti di lavoro un po’ inferiore al resto dell’Ue , ma l’emorragia non si è arrestata. Se oggi economisti e capi di governo si preoccupano tanto dell’occupazione non è perché è aumentata la loro sensibilità sociale. Tutti fanno un semplice ragionamento : se aumentano i disoccupati diminuiscono i consumi. Ormai la ricchezza si crea solo se viene distribuita e questo dimostra che la vera sfida si gioca sui consumi”

La fase peggiore della crisi è alle spalle come dice il premier?

“Probabilmente la fase peggiore l’abbiamo passata ma dobbiamo tenere alta la guardia. A ottobre negli Usa si sono persi 203 mila posti di lavoro contro i 263 mila di settembre: il calo è notevole ma finché il fenomeno non si arresta non si può dire che la crisi è finita”

Ha detto che Bankitalia è ormai solo un centro studi. Perché?

“Nel momento in cui siamo entrati nell’Euro è venuta meno la funzione principale delle banche centrali nazionali , che era quella di stampare i soldi. Bankitalia rimane un osservatorio , il migliore che abbiamo , sull’andamento dell’economia. E gli resta la funzione di controllo del sistema bancario che ha portato avanti meglio delle banche centrali di altri Paesi, anche se il funzionamento del sistema finanziario lascia molto a desiderare”

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Per quale motivo?

“Perché non si alimenta a sufficienza la ripresa. Bisogna sostenere le imprese concedendo i finanziamenti necessari a prezzi più competitivi”

La Marcegaglia punta ad un’intesa con i sindacati per il taglio della spesa pubblica improduttiva

“Sono assolutamente d’accordo. E’ inutile parlare di eliminazione degli sprechi se non si riducono molte funzioni proprie degli enti pubblici. Finora ci siamo permessi troppi lussi e invece dobbiamo utilizzare bene i pochi soldi pubblici a disposizione”

Da quali riforme bisogna partire ?

“Dalla semplificazione e dalla riduzione del peso della Pubblica Amministrazione , che è anche la riforma più difficile perché attiene alla diffusione del potere politico. Servono poi procedure più snelle per effettuare investimenti e una riforma della giustizia civile: la lunghezza dei processi mette in difficoltà i cittadini e le imprese e tiene lontani gli investimenti esteri”

Come valuta il pacchetto lavoro che Sacconi intende inserire nella Finanziaria?

“Si parla di incentivi per chi assume lavoratori in cassa integrazione e questo è importante , perché nei prossimi mesi il problema sarà proprio il loro reinserimento”

martedì 10 novembre 2009

INTERVISTA AD ANDERS OSTERGAARD, REGISTA DI “BURMA VJ” FILM SULLA RIVOLUZIONE DEI MONACI BIRMANI

Il suo film Burma Vj fa rivivere emozioni , passioni ed eroismo dei reporter locali cha hanno rischiato la pelle per documentare la rivoluzione dei monaci birmani

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Il suo film ha ottenuto decine di premi anche a Berlino e al Sundance. In America e in Gran Bretagna pubblico o critica lo hanno osannato. Sono solo immagini di repertorio , che cos’ha più di un documentario?

“Innanzitutto il film conduce nella quotidianità dei giovani reporter del Democratic Voices of Burma , dentro i loro rischi e dentro il loro eroismo. Senza quei servizi , per cui sono stati arrestati e torturati nelle migliori delle ipotesi , costretti a fuggire all’estero , non sapremo che cosa è successo in Birmania. Loro erano armati di piccole videocamere , e dall’altra parte c’erano i fucili. C’è il dramma , che io cerco sempre nei miei lavori. Senza suspense e storia non c’è documentario”

Come ottenevano e mandavano quei filmati delle proteste?

“Una volta montati i servizi , in gran velocità venivano mandati via satellite ai media internazionali. L’intero mondo ha potuto testimoniare ogni singolo evento grazie a quei servizi”

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Voi avete deciso dopo di montare tutti i servizi per farne un film?

“No, il progetto di fare un film sul Burma è nato tre o quattro anni fa. Volevamo ritrarre questo paese così chiuso al mondo tramite la vita al confine – le persone che andavano e tronavano dalla Birmania. Ma era troppo concettuale. Avevo bisogno di gente più concreta con cui parlare. E’ stato allora che mi sono reso conto che in Norvegia , in una rete televisiva , c’erano dei reportage che venivano dal Burma. Poi ho incontrato alcuni reporter che erano emigrati in Thailandia per essere addestrati alle riprese nascoste e alle fughe. Infine ho incontrato Joshua , il protagonista, che è stato subito molto generoso e ha cercato di descrivere la vita da reporter clandestino”

Ha notizie di lui e degli altri reporter?

“Joshua è scappato in Thailandia , sta preparando un altra squadra di videogiornalisti. Vuole tornare anche se la sua sopravvivenza è a rischio in Birmania, lo stanno cercando. Ma altri vj sono in prigione e non stanno bene, è inutile speculare sulle condizioni in cui sono costretti a vivere. Dico solo che in alcuni casi vivono in isolamento , in stanza grandi quanto cucce. Per aiutarli ad uscire dalla loro prigionia abbiamo avviato l’iniziativa “Free the Vjs”

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I monaci buddisti sono gli intoccabili e in genere non si ingeriscono in conflitti politici. Come mai hanno deciso di partecipare alle proteste e schierarsi contro il regime in maniera così forte , rischiando in prima persona?

“Tutto è cominciato quando alcuni monaci avevano appoggiato la gente di un villaggio birmano che moriva di stenti e di fame. Pur essendo degli intoccabili erano stati picchiati dai militari e, secondo i precetti buddisti questo è sacrilego. Pretendevano le scuse dal governo militare, e che non sono mai arrivate. Così da una questione religiosa si è passati alle proteste per i diritti umani, a Rangoon . Anche perché loro vivono di offerte e , dunque se il popolo soffre la fame , soffrono la fame anche loro. La vita lì è difficile per tutti , religiosi o no. Inoltre i monaci erano l’unica forza di opposizione organizzata. La Lnd di Aung Suu Kyi è stata messa fuori gioco da anni”

Le elezioni del 2010 ci saranno? Il regime le teme?

“Io credo che ci saranno , perché da una parte il regime le teme, dall’altro le promuove. Solo così avrà una copertura democratica alla repressione e al regime della paura”

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La comunità internazionale può fare qualcosa per risolvere la questione birmana?

“Innanzitutto tenere gli occhi puntati sulla Birmania, perché le proteste vengono represse, è vero, ma indeboliscono il potere militare. I miracoli succedono , vedi la liberazione dell’apartheid in Sudafrica o il crollo del muro di Berlino. Nessuno ci credeva , eppure qualcosa si muoveva lentamente e a un certo punto si era pronti per mettere la parola fine. lo dobbiamo fare soprattutto per le generazioni che verranno”

L’America può fare di più per far pressione sul governo in favore dei diritti umani dei birmani?

“Sicuramente sì , tutti possiamo far qualcosa . Ma i Birmani hanno più rapporti con i paesi confinanti : Cina , India. Ma anche la Russia, che ha interessi economici in Birmania. Ovviamente nessuno di questi tre stati ha mai mostrato un impegno in questo senso”

Ci tornerà in Birmania?

“E’ difficile che ci riesca. Sono preso sicuramente di mira. L’ultima volta che ho messo piede lì mi sono finto maestro insieme al mio collaboratore. Ma non credo che funzionerà la prossima volta”

Burma Vj lo vedremo al cinema?

“Abbiamo un distributore in Italia , ma non è prevista una distribuzione al cinema. Andrà in onda su Report e sul canale Fox Cult. L’anno prossimo sarà distribuito in dvd”

Il prossimo film ? Sarà sempre all’insegna dell’impegno civile?

“Sarà sicuramente un documentario, anche perché sono giornalista e mi piace lavorare sugli archivi , quindi è ovvio. Ma in questo momento non so niente. Sto viaggiando molto in America e in Europa. In cerca di un tema che mi ispiri. Poi devo trovare il dramma. Senza dramma, emozioni , empatia non c’è film che funzioni. I monaci e miei reporter hanno funzionato perché non erano fredde immagini , ma persone con sentimenti e coraggio …molto coraggio”

lunedì 9 novembre 2009

INTERVISTA A PASQUALE DI PIETRO , PRESIDENTE DELLA SOCIETà ITALIANA DI PEDIATRIA “I bambini si contagiano facilmente , ma non è detto che il virus H1N1 nei loro confronti sia più aggressivo”

Pasquale Di Pietro è il presidente della società italiana di Pediatria. Opera al Gaslini di Genova.

“Sono stato frainteso da Fazio ( viceministro della Salute) . Non c’è bisogno di fare la profilassi sui pazienti sani. Le priorità sono quelli con le patologie cliniche , come fibrosi cistiche e distrofie muscolari. Per il loro bene bisogna stringere i tempi, evitando ritardi e confusione”.

Il direttore del dipartimento di emergenza del Gaslini calcola un boom del 40% nell’accesso degli ambulatori e ai pronto soccorsi pediatrici. Ci deve essere un buon senso sia da parte delle mamme che dei media

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Pace fatta con Fazio?

“Tutto chiarito. Per me non c’è nessun problema. La Sip, con i suoi 9 mila pediatri iscritti , ha partecipato alla campagna del ministero contro la nuova influenza. Siamo in prefetto accordo con le strategie di Fazio. L’unica nota dolente sono i ritardi: bisogna accelerare i tempi della profilassi attraverso il coordinamento e la promozione , dando la priorità ai casi più gravi. Ma qualcosa sembra essersi sbloccato a livello regionale. I messaggi “forti”, di tanto in tanto, servono”

Qual è l’anello debole della catena nell’iter dei vaccini?

“Il problema è organizzativo. E’ necessario migliorare la comunicazione e la promozione attiva dell’antidoto. Al Gaslini abbiamo deciso di somministrarlo ai pazienti cronici che dovessero essere ricoverati. Certo, le dosi non basteranno per tutti. Bisognerà valutare caso per caso, a seconda della gravità della patologia”

Chi fisserà le priorità tra i pazienti a rischio?

“Questa domanda non dovrebbe farla a me, ma al ministro”

Decide Roma?

“Credo che i casi specifici , ovvero i livelli di gravità delle patologie croniche, verranno valutati a livello locale. Il ministero ha fissato le linee guida , ma l’operatività effettiva della campagna di immunizzazione è affidata alle regioni”

Il vaccino è stato testato sui bambini. Gli effetti indesiderati gravi possono essere esclusi?

“Dopo sei mesi d’età non c’è nulla da temere. Anche l’Istituto superiore di sanità ha ribadito che l’antidoto è del tutto innocuo. Per le patologie croniche , in particolare, il vantaggio enorme”

E’ vero che i piccoli sono i più colpiti dal virus?

“Sì, ma bisogna pesare bene le parole. I bambini si contagiano facilmente , ma non è detto che il virus nei loro confronti sia più aggressivo. I messaggi lanciati dal ministero spesso vengono enfatizzati”

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Come si spiega le morti delle due undicenni?

“Si tratta di eventi eccezionali. Anche in passato è capitato che bambini sani venissero stroncati dall’influenza. Finché i numeri non saranno così alti da poter fare una statistica, si parlerà di pura fatalità”

Ma il livello di allarme tra i genitori è alle stelle?

“Noi cerchiamo di fare il possibile per rassicurarli. Al Gaslini riceviamo fino a 300 telefonate al giorno. L’accesso al pronto soccorso e agli ambulatori pediatrici è cresciuto del 40%. IN alcune zone si rischia lo straripamento , ma ce la stiamo mettendo tutta per curare i pazienti e contenere le psicosi”

Condivide la decisione di non chiudere le scuole?

“E’ stata una scelta intelligente..”

Il primo boom di contagi tra gli adolescenti è stato registrato questa estate nei college inglesi. Ci sono luoghi o situazioni da evitare?

“Non esistono regole assolute. Bisogna affidarsi al buon senso e rispettare alcune norme igieniche , come lavarsi spesso le mani e non starnutire senza coprire la bocca”

Consigli alle mamme?

“Non preoccuparsi se il bambino ha un po’ di febbre. E prima di portare i propri figli al pronto soccorso , rivolgersi al medico o al pediatra”

sabato 7 novembre 2009

giovedì 5 novembre 2009

INTERVISTA A NATHALIE IMBRUGLIA “A 34 anni mi sento bene come mai prima. E’ più sexy di quando ero più giovane”

Il titolo del suo nuovo album è “Come to life” , venire alla vita , che significa?

“Si riferisce al non limitarsi a vivere la vita che tutti pensano dovresti vivere. Ma di essere se stessi , di crescere e buttarsi nella mischia”

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Ma è una dichiarazione di una nuova vita anche per Natalie Imbruglia?

“Non è un ritorno perché io non sono mai andata da nessuna parte , sono sempre rimasta qui! Ma devo dire che a 34 anni mi sento bene come mai prima. E’ più sexy di quando ero più giovane. Ma soprattutto sono più sicura di me e più rilassata. In un certo senso sono una nuova donna : molto meglio avere trent’anni che 20. Forse perché hai più esperienza di vita. Sono più felice. E ho parlato con molte donne sopra i 30 che condividono questa mia sensazione”

La grande novità di questo disco è la collaborazione con Chris Martin , il cantante dei Coldplay , che le ha scritto alcuni brani

“S, non mi sembrava vero. E sono sempre stata una grandissima fan dei Coldplay , ho visto tutti i loro concerti. E un giorno Chris Martin chiama il mio avvocato , perché non ha il mio nuovo numero. Pur conoscendoci da anni ci eravamo completamente persi di vista. E gli propone un pezzo che ha scritto per me. Io gli faccio sentire il disco , gli è piaciuto. E alla fine mi ha scritto un altro brano appositamente per l’album. E’ stato un vero privilegio , una grande opportunità collaborare con un artista così onesto. Perché mi ha dato molti consigli spassionati sul mio lavoro. Alla fine le canzoni con Chris sono diventate tre : Fun , Lukas e Want.

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La moglie di Chris , Gwineth Paltrow era gelosa?

“Dovreste chiederlo a lei. Ma certo che no!”

C’è qualche altro artista con cui le piacerebbe collaborare prossimamente?

“In realtà non ho mai pensato a collaborazioni, forse perché ce ne sono così tante che amerei , troppe”

Inizialmente aveva pensato di prodursi da sola

“Ho avuto un problema con la mia precedente etichetta , la Sony. Volevano che facessi uscire i singoli molto prima che l’album fosse finito. E non mi andava . Così ho deciso di produrmi da sola. Stavo per fondare la Malabar Records quando l’Universal mi ha fatto un’ottima offerta. Ci saremo trovati d’accordo su tutto: io ero felice , a loro piaceva tantissimo il disco. Quindi è uscito con loro”

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E ora ci sarà il tour?

“Prima c’è la promozione del disco e poi ovviamente partirò con i concerti : stiamo decidendo dove e quando. Ma non vedo l’ora perché penso che questo disco funzionerà veramente bene live”

In concerto farà anche “Torn” , la canzone che più di dieci anni fa le ha regalato il successo?

“Certo. Io amo quella canzone. Trovo sbagliato che un artista smetta di esibirsi nelle hit che lo hanno più famoso magari perché crescendo gli sembra che la sua musica degli inizi fosse troppo semplice , poco sofisticata. Io penso che Torn sia grandiosa , e poi la devo fare per i miei fan”

Ha divorziato da poco. E ora?

“Al momento sono sposata solo al mio lavoro. Avere una relazione è una cosa molto difficile”

Rispetto agli inizi la sua immagine è diventata più sexy

“Sì’, prima avevo paura di espormi, non mi sentivo sicura. Ora mi sento molto più fiduciosa in me stessa e quindi ho fatto questo nuovo video , molto sexy. L’importante è prendere la decisione da soli e non farsi forzarsi da qualcuno , soprattutto quando si è molto giovani”

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Ha iniziato come attrice di soap operas , non pensa mai al cinema?

“Certo che mi piacerebbe fare l’attrice , ma non ho tempo. Anche se ho appena girato un film totalmente indipendente , “Closed for winter”, per cui sono rimasta tre mesi in Australia”

E come è diventata una cantante?

“Ero a Londra e avevo fame, stavano per rispedirmi in Australia. Sapevo che avrei potuto farlo , diventare una cantante, ma credevo ci sarebbe voluto ancora tanto tempo”

Lei è anche molto attiva nel sociale

“ Mi batto per la lotta alla fistola ostetrica , milioni di donne nel mondo soffrono di questo problema. Ne ho parlato anche a Ginevra al Forum delle Nazioni Unite , e l’anno prossimo tornerò in Nigeria per la quinta volta per portare aiuti”

Dove vivi ora in Australia o in Gran Bretagna?

“Vivo a Londra a Notting Hill , adoro vivere lì. La crisi economica ? Sinceramente non me ne sono mica accorta”

mercoledì 4 novembre 2009

INTERVISTA A FABRIZIO CICCHITTO DEL PDL “Ci sono forze economiche , politiche ed editoriali che non hanno mai accettato il risultato del 2008 e che lavorano per buttare tutto all’aria”

Cicchitto , il caso Tremonti ha portato non poco scompiglio nel Pdl

“Nel Pdl è in corso una riflessione sulla politica economica. La linea del rigore ha salvato il Paese , malgrado la sinistra cavalcasse tutte le richieste di spesa pubblica possibili e immaginabili . Ora si discute su questa politica possa coniugarsi con qualche misura che favorisca la crescita”

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“Questa discussione si è purtroppo caricata anche di elementi personali. Mi auguro che riusciremo a risolvere il problema in tempi rapidi. Ognuno ha delle ragioni serie da far valere”

La battaglia di Bossi per Tremonti vicepremier è stata una mossa per alzare il prezzo delle regionali?

“Tremonti appartiene al Pdl, la politica economica non è monopolio di nessuno. Quindi va discussa anche con la Lega. Il problema degli organigrammi interni al governo, è un problema da discutere all’interno del Pdl”

La Lega ha già messo la bandiera sul Veneto. I giochi sono fatti?

“I giochi non sono fatti fino a quando non c’è una decisione definitiva controfirmata da tutti i partiti. Questo ancora non è avvenuto : è ancora tutto in discussione, compreso il Veneto”

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Il Cavaliere è giunto a ipotizzare nomi alternativi a Tremonti. E’ tutta acqua passata?

“Talora vengono attribuite a Berlusconi false dichiarazioni , e poi si crea un meccanismo infernale per cui la smentita è sempre poco credibile. C’’è un problema di costume anche nel giornalismo italiano , così è difficile lavorare”

Il rapporto tra Fini e Berlusconi pare rinsaldato dopo lo scontro con la Lega. Un’illazione anche questa?

“Uno scontro politico vero e proprio con la Lega non c’è. Certo è che in questo momento mi sembra di registrare dei buoni rapporti tra Berlusconi e Fini”

Lei è tornato a parlare della teoria del complotto. Tira brutta aria?

“Non ho mai usato il termine complotto. Ho detto che ci sono forze economiche , politiche ed editoriali che non hanno mai accettato il risultato del 2008 e che lavorano per buttare tutto all’aria”

Il Pdl ritroverà un po’ di stabilità ?

“Credo di sì , basta un minimo di intelligenza. La sinistra è in difficoltà. Possiamo aiutarla solo noi con delle contraddizioni interne”

I sondaggi vi danno in calo

“L’elettorato non gradisce affatto la conflittualità interna”

Bisogna ricominciare a tessere i rapporti con l’Udc prima che Rutelli ve lo porti via?

“Dobbiamo lavorare per avere un rapporto positivo con la componente più ragionevole dell’opposizione, che è l’Udc. Poi da cosa nasce cosa”

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Il rischio scissioni Pd mina questo fragile bipolarismo. Questo può avere conseguenze anche nel Pdl?

“Le cose sono assolutamente indipendenti , devo dire che dopo le primarie del Pd c’è sempre una grande euforia che dura tre giorni. Stavolta forse ne durerà due”

Come lo vede Bersani?

“Il dato politico reale è che , la si può infiorare come si vuole , ma ha vinto la componente post-comunista . Bisogna vedere se di ciò se ne prenderà atto ma non si andrà oltre, o se questo aprirà un travaglio profondo all’interno del Pd”

E sul caso Marrazzo che dice?

“Ho già espresso solidarietà a Marazzo. L’imbarbarimento della politica deriva anche dal fatto che i giornali di sinistra , e la sinistra, da mesi non hanno fatto altro che attaccare Berlusconi sul terreno della vita privata. E le conseguenze sono devastanti per tutti.

Tanto che rassegna le dimissioni

“Le dimissioni di Marrazzo sono un atto che deve contribuire un gioco al massacro , che suscita in me disagio e sofferenza. La politica non può risolversi in questa carneficina. Chi ha iniziato questa nuova fase si è assunto una gravissima responsabilità”

martedì 3 novembre 2009

INTERVISTA A LUCA ARGENTERO “Solo guardando all’amore nel senso puro del termine si può arrivare a tutelare gli omosessuali”

Luca Argentero ha interpretato un amore omossessuale in due film.

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Argentero lei ha interpretato il ruolo dell’omosessuale in due film, “Saturno contro” e “diverso da chi”. Ora nel suo ultimo lavoro “oggi sposi” di Luca Lucini , indossa i panni del classico maschio italiano. Quale delle due vesti preferisce?

“Difficile parlare di una preferenza. Si tratta di interpretazioni che richiedono un tipo di approccio differente. In “Saturno Contro” , il mio primo film, l’omosessualità è vissuta come una ricerca di se stessi e mi sono affidato al regista Ozpetek per trovare la migliore interpretazione. In “Diverso da chi” , invece, il personaggio incarna un’omosessualità a tratti inconsapevole , non necessariamente cercata, non voluta, quasi poi ripiegata sul gioco, sull’atteggiamento della commedia. Quella stessa comicità caratterizza quest’ultimo lavoro. Nelle vesti dello sposo mi sono divertito tanto , soprattutto nella fase che va dalla proposta di matrimonio al sì sull’altare”

Lei è stato anche testimonial della collana Ciak , dedicata alla lotta contro l’omofobia. Il parlamento ha bocciato le aggravanti di pena per il reato di omofobia. Che ne pensa?

“Non è una legge lo strumento giusto per tutelare i gay. Le regole non cambiano gli atteggiamenti di violenza e odio a cui assistiamo. Serve un cambio di mentalità. Solo guardando all’amore nel senso puro del termine si può arrivare a tutelare gli omosessuali. I sentimenti non hanno colore, sesso, o altre forme. Non conoscono ostacolano così gravi da farli diventare pretesti per le aggressioni. La diversità va accettata. Trovo che in Italia ci sia un modo retrogrado di pensare”

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Ma per entrare nel ruolo dell’omosessuale si è avvicinato all’universo gay?

“Non ho seguito un metodo, né tanto meno mi sono avvicinato a persone vicine al mondo omosessuale. Mi sono sempre affidato al regista di turno che mi ha aiutato a tirare fuori quella parte intima e sensibile che richiedeva il personaggio. Mi sento un attore versatile che varia a seconda dei film in cui recita”

Sposo nel film e nella vita. Come sta vivendo i primi mesi del suo matrimonio?

“Nel film interpreto la parte la parte di un poliziotto foggiano che vuole sposare la figlia dell’ambasciatore indiano. Nella preparazione delle mie nozze ho rivissuto davvero un po’ di quello che ironicamente viene mostrato nel film. Quasi un incubo per quante cose è necessario preparare in un matrimonio. In ogni caso desideravo sposarmi da tempo. Da quattro anni ho una campagna stabile e penso sia normale pensare anche alla famiglia. Sono contento”

Sul set Michele Placido , che fa da regista nel suo ultimo film “Il grande sogno”, è il padre delle protagoniste : come è stato essere stato essere colleghi?

“Placido è una persona molto simpatica che si presta a giocare moltissimo. Ma, come regista, è totalmente diverso: un rapporto gerarchico, di grande rispetto e professionalità. Sul set il fatto di imparare a parlare il dialetto pugliese è stato molto divertente. Mi ha aiutato un mio amico foggiano a perfezionare la lingua”

Il poliziotto che lei interpreta è un po’ trucido. Funziona ancora il mito dell’uomo dell’uomo bello e maledetto?

“Il mito funziona sempre ma va attualizzato. Basti pensare a uomini come James Dean che sono immortali. Ogni epoca ha bisogno del suo bello e maledetto. Ma il poliziotto che io incarno è il classico maschio italiano che , dopo peripezie avventure , intraprende la strada del matrimonio e vive in famiglia”

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In questi giorni è ripartito il Grande Fratello , il reality show che l’ha portata al successo. Qual è la sua idea del programma?

“Tornando indietro lo rifarei. E’ stata un’esperienza di convivenza forzata, una sorta di esperimento di vita, che mi ha insegnato tanto. Per i ragazzi che vogliono fare spettacolo è un buon trampolino di lancio. Per me il passaggio al cinema è stata un’evoluzione fortunosa. Il Grande fratello rimane un’occasione da sfruttare , ma non a tutti riesce ad andare avanti. In molti rimangono infatti fermi alla partecipazione al reality, senza poi affermarsi nel cinema o , in generale, al mondo della televisione”

Prima la televisione , poi il cinema e nei prossimi mesi il debutto al teatro con “Shakespeare in Love”: come si sta preparando alla prima volta sul palco?

“Sono un po’ spaventato, ma il teatro è una formazione straordinaria. Dal punto di vista educativo credo sia fondamentale per un attore. Sono emozionato all’idea di ritrovarmi solo davanti ad una platea. Continuo ad amare il cinema. Però , per me, i due mondi sono paralleli , nel senso che è giusto percorrerli entrambi, senza che uno escluda l’altro. Sono convinto che il teatro mi darà molto”