venerdì 30 ottobre 2009

INTERVISTA A MARIO BALDASSARRI ECONOMISTA DEL PDL “In Italia ci sono più di 800 miliardi di spesa corrente e 730 di entrate. E’ così da 30 anni”

Economista , ma avversario storico di Giulio Tremonti. A Luglio Mario Baldassarri invitava a cena i scontenti del ministro dell’economia. Tremonti lo chiama “Dottor Stranamore”.

Senatore , sull’idea centrale di Tremonti , la salvaguardia dei conti pubblici , lei si dichiara d’accordo

“Assolutamente sì. Ma noi abbiamo più di 800 miliardi di spesa corrente e 730 di entrate. E’ così da 30 anni : da qui viene il deficit. Ma non è che non dobbiamo toccare niente. Il problema è un altro”

Cioè?

“Si possono tagliare le spese? Io dico di sì, qualcun altro dice di no”

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Qualcun altro sarebbe Tremonti?

“Esatto. Questo è il nodo. Il punto non è concedere tagli fiscali ma dove tagliare la spesa. Chi vuole mantenere alte spesa e tasse è in linea con Prodi , Visco e Padoa-Schioppa. I quali in due anni le hanno aumentate entrambe per 100 miliardi. Sta scritto nel Dpef di Tremonti”

E allora dove si risparmia?

“Si possono ottenere 35 miliardi, che permetterebbero 15 miliardi di sgravi per le famiglie e 12 per le imprese, da due voci: Acquisti di beni e servizi delle Amministrazioni Pubbliche e Trasferimenti pubblici a fondo perduto. La prima è cresciuta del 50% in 5 anni, perché? La seconda vale più di 4 miliardi l’anno. Da questa seconda voce , a parte ferrovie e trasporto pubblico locale che non si possono toccare , restano 24 miliardi da recuperare : sono sussidi alle imprese per il sud , che prendono i soldi e scappano. Vogliamo o no togliere il grasso a 100 mila italiani che ci campano e pensare a tutti e 57 i milioni?”

E le pensioni?

“La riforma va fatta, ma con questo discorso non c’entra nulla. Perché l’effetto non sarebbe immediato e perché i risparmi servirebbero alla riforma degli ammortizzatori sociali”

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Dunque tagliare il grasso per tagliare le tasse. Anche l’Irap?

“Sì, tra gli emendamenti che ho presentato ce n’è uno che prevede un taglio all’Irap da 8 a 12 miliardi. A seconda che si rendano deducibili dall’imponibile le spese per il costo del lavoro per tutte le imprese o che si introduca una franchigia per quelle fino a 100 dipendenti.”

I suoi emendamenti alla Finanziaria sono tutti a costo zero?

“ Sì. A parte quello che porta la cedolare secca sugli affitti al 20% e contemporaneamente dà una riduzione di 5000 euro agli affittuari. Se fa emergere la metà degli affitti in nero porta in cassa 2 miliardi. Se no, considerando che ora l’aliquota media è al 23% , praticamente resta tutto come prima”

Non le sfuggirà però che gran parte dei mugugni anti Tremonti viene da chi vorrebbe semplicemente più soldi da spendere

“Non sono io. Su questo Tremonti lo sostengo perché ha mille ragioni. Nessuno può chiedere un euro in più di sgravi o spesa pubblica se non propone tagli”

Più facile che un cammello passi alla cruna di un ago che un politico sia parco con la borsa

“E’ vero , ma siamo in un momento di crisi e ci vuole responsabilità”

E intanto impazza il Toto-scudo fiscale. E tutti si prenotano per gli introiti

“E’ un discorso assolutamente ridicolo. Perché produrrà 5 miliardi che saranno una tantum. Quindi dovrebbe coprire spese una tantum: io dico infrastrutture”

Abolire le Province è proprio fantasia?

“Ma sa quanto costano tutte”

Quanto?

“Quindici miliardi l’anno. Se le abolisce l’ente , non i servizi. E il vero risparmio sarebbe di 2 miliardi l’anno, lo 0,01% del Pil. Per me si può fare , ma per fare una riorganizzazione dei territori , certo per non farci cassa”

giovedì 29 ottobre 2009

INTERVISTA AD ALESSANDRA MUSSOLINI, “Il testo che sancisce l’obbligo all’alimentazione e all’idratazione forzata, non può non essere modificato”

Venti parlamentari del Pdl hanno scritto sul Foglio , una missiva a Berlusconi perché contrari al ddl Calabrò. Tra questi c’era Gianfranco Fini e Alessandra Mussolini.

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Anche lei tra i firmatari della lettera al premier per il disarmo ideologico sul testamento biologico. Non è una sorpresa..

“Già.La mia posizione , come quella del Presidente Fini , era chiara da tempo. Il documento è solo il primo atto della richiesta di una pausa di riflessione sulla legge sul fine vita. Il testo che è uscito dal Senato, che sancisce l’obbligo all’alimentazione e all’idratazione forzata, non può non essere modificato. Parlarne in Commissione serve ad evitare scontri in Aula. Le opposizioni precostituite non hanno senso. Il il biotestamento non si può ridurre a un pezzo di carta”

A proposito di pezzi di carta , ce ne sono undici in ballo in Commissione: tutte proposte alternative al ddl Calabrò. C’è confusione?

“La situazione è molto tesa , per questo bisogna fermarsi a riflettere. Solo dopo una discussione articolata si potrà arrivare a un testo unificato”

Il Cavaliere come l’ha presa?

“Come chi se l’aspettava. La spinta laica da parte di alcuni parlamentari non è una novità. Questo è un dibattito necessario nel centrodestra : temi così delicati hanno bisogno di essere sviscerati. Il pensiero di Fini , che chiede che vengano rispettate le coscienze dei deputati , è stato palese sin dal primo giorno in cui è nato il Pdl”

Finiani compatti, allora?

“Mi sembra evidente”

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Il sottosegretario Roccella ha accusato il Tar del Lazio di incompetenza. L’ideologia contagia anche i giudici?

“Il rischio è reale. Né i politici , né i giudici possono decidere su queste questioni tanto spinose. Proprio per questo il ruolo del medico deve uscirne rafforzato. Bisogna arrivare a una legge elastica , una soft law che dia risalto a quella che oramai viene chiamata zona grigia . Ognio colpo d’accetta potrebbe essere fatale in questo momento”

E se un bel giorno spuntasse la seconda versione della leggina Salva- Eluana del ministro Sacconi?

“Speriamo di no. La cosa più saggia è andare avanti sul ddl calabrò all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera”

Per sostituirlo o emendarlo?

“Non è necessario stravolgere completamente il testo base , basterà apportare qualche correzione che lo renda più malleabile”

La Commissione sanità del Senato ha dato via libera ad un’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva. Che ne pensa?

“Ben venga se può dare maggiore sicurezza alle donne sull’aborto farmacologico. Se invece c’è un retropensiero , il discorso cambia..”

Secondo lei c’è?

“Da parte di alcuni sì. La politica d’altronde è l’arte del retropensiero”

I relatori sono Raffaele Calabrò del Pdl e l’ex team Dorina Bianchi. Due facce della stessa medaglia?

“Ogni considerazione lascia il tempo che trova. Come diceva Bettino Craxi , quando non si vogliono risolvere le questioni si ricorre alle Commissioni d’inchiesta e alle indagini conoscitive. Un modo come un altro per prendere tempo”

Cosa serve per dimettersi in Italia?

“La corruzione o il ladrocinio..”

Le escort di Palazzo Grazioli non bastano?

“Staremo a vedere. Dipende dai risultati dell’inchiesta . Speriamo che non ci siano più casi del genere. Ho due figlie e l’idea che una donna possa ridursi a fare la escort mi fa rabbrividire”

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Non mi dirà ora che l’uomo è solo l’utilizzatore finale?

“Certo che no, anche chi le usa sbaglia..”

mercoledì 28 ottobre 2009

INTERVISTA AD AHEDA ZANETTI , L’INVENTRICE DEL BURQINI, IL COSTUME DA BAGNO DELLE DONNE MUSULMANE

Aheda Zanetti è una libanese trapiantata in Australia , e come lavoro fa la stilista. E’ diventata ricca grazie al burqini (burqa+bikini) , costume da bagno per donne musulmane

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Sgra Zanetti , com’è nata l’idea di realizzare un capo di abbigliamento come il burqini?

“Già nel 2002 si è iniziato a parlare frequentemente di dare alle donne musulmane la possibilità di poter partecipare attivamente ed in tutto e per tutto alla vita sociale , compreso partecipare alle varie discipline sportive, non solo il nuoto. Così nel 2006 ho deciso di lanciare una vera e propria linea di abbigliamento che comprende una serie di indumenti per svolgere varie discipline sportive coma nuoto, calcio , tennis senza venire meno al codice di costume islamico. Ho deciso così di inserirmi in una nicchia di mercato ancora scoperta.

Teme la concorrenza? Non c’è il rischio che le rubino l’idea?

“Il burqini è un marchio registrato però è vero, nei paesi musulmani ma anche altrove, stanno tentando di copiare il mio progetto. Che dire, diffidare sempre delle imitazioni”

Guardando le foto dei burqini, però, non sembra essere un indumento di grande comodità per una donna che deve stare completamente coperta, inclusa la testa, a fare dell’attività sportiva

“Si sbaglia. Il burqini è realizzato con una particolare fibra molto traspirante , leggero, aderente, facile da indossare e soprattutto si asciuga rapidamente dopo il bagno e consente ad esempio alle ragazze di giocare in spiaggia al beach volley senza problemi. Il cappuccio si chiama Hijood , concepito proprio per stare all’aria aperta , un po’ come per gli occidentali che quando stanno all’aria aperta indossano il classico cappellino. E’ stato usato anche alle Olimpiadi”

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Come è stata accolta la sua invenzione nei paesi musulmani? Ho letto che ha ricevuto anche delle minacce di morte , alcuni musulmani conservatori hanno espresso disprezzo verso la sua creazione

“Sono casi isolati , in generale abbiamo avuto e continuiamo ad avere reazioni molto positive in ogni angolo del pianeta , i musulmani sono dappertutto. Mi fanno i complimenti soprattutto perché ho consentito di migliorare lo stile di vita delle donne musulmane, ho dato loro più fiducia in se stesse , poter nuotare in libertà per molte donne musulmane era una cosa impensabile”

Però non possiamo dire che il burqini sia stato accolto altrettanto bene in Europa. . Questa estate avrà letto sicuramente che in una piscina pubblica di Parigi ad una donna musulmana che indossava il burqini le è stato impedito di scendere in acqua?

“Intanto precisiamo che il burqini non è un abito religioso, è semplicemente un abito, uno stile di vita. Non necessariamente solo le donne musulmane lo devono indossare , magari anche donne non musulmane che per vari motivi hanno necessità di coprire il proprio corpo”

Si però lei ha deciso di battezzare la sua invenzione proprio “burqini” e sembra fatto a posta per richiamare l’elemento religioso. Solo una scelta di marketing?

“Ho usato il nome burqini come elemento creativo. Tornando all’episodio occorso a quest’estate a Parigi, è giusto che il burqa non sia consentito usarlo in piscina ma il mio è il burqini , una cosa completamente diversa, ci vorrebbe maggiore informazione”

A proposito di marketing , lei ha dato al suo prodotto il marchio della libertà. In che senso?

“La libertà per le donne musulmane di partecipare ad ogni attività sportiva. Ogni volta che una musulmana fa sport cominciano dubbi sul suo abbigliamento . Col burqini credo di averli risolti”

Lei ha lasciato il Libano quando era molto piccola , se ha avuto modo di sviluppare la sua idea in Australia dove vive da molti anni , è perché è potuta crescere in Paese tollerante e culturalmente aperto

“Sì è vero ho lasciato il Libano da molto piccola , il mio Paese a tutti gli effetti è l’Australia , un paese che mi ha dato molto”

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Quali sono i suoi principali mercati?

“Vendiamo i nostri prodotti negli Stati Uniti , Inghilterra, Canada e Medio Oriente soprattutto, però in realtà vendiamo un poi’ tutto il mondo”

Anche in Italia?

“Abbiamo fatto qualche consegna anche nel vostro paese e stiamo avendo altre richieste. Il vostro è un paese bellissimo ed i musulmani che conosco che vivono in Italia mi parlano sempre bene del bel paese”

Lei lo indossa il burqini per andare in spiaggia?

“Certamente, perché è molto confortevole”

martedì 27 ottobre 2009

LIGABUE “Sto attraversando una fase meravigliosa del rapporto col mio pubblico , un rapporto molto puro , limpido, privo di ambiguità”

Dieci concerti all’Arena di Verona , antichi gladiatori per i fans di Ligabue.

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Il trionfo di queste date non era condizionato dall’aver accettato di fare il giurato al Festival del Cinema di Venezia , con poco tempo per provare?

“Sì ero in ansia per i concerti , ma era una richiesta che non potevo rifiutare. E’ stata un’ altra esperienza , non so come altro definirla, talmente forte che devo ancora farla sedimentare , ho visto 27 film in 11 giorni e, considerando i tempi della discussione, praticamente non ho fatto altro, il che è molto bello , per 11 giorni. E’ stato anche un incontro umano di grande livello, un rapporto appassionante”

Anche a proposito delle ormai reiterate polemiche sul mancato riconoscimento sul film di Tornatore? Ci dice cosa è successo?

“Posso dire che lì si vota a maggioranza ma il presidente ha la facoltà di forzare alcune decisioni. Ma ci tengo a dirlo , il film che ha vinto ha messo d’accordo tutti. Il premio alla regia invece no. Diciamo che secondo me Tornatore l’avrebbe meritato ampiamente. Posso anche dire che la Cavani l’ha difeso fino alla morte. Così come Margherita Buy avrebbe meritato il premio come miglior attrice protagonista. Ma ci tengo a dire che lo Spazio bianco era il film più difficile da vedere per me , perché è una storia che mi riguarda personalmente , intanto perché è la storia di una donna che partorisce al sesto mese di gravidanza e poi perché è il film prodotto dall’unico amico che ho nel mondo del cinema , ovvero Domenico Procacci , per cui ho sperato fino alla fine che il mio voto non fosse decisivo , sia in un senso che nell’altro, e per fortuna così è stato”

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Tra un anno Ligabue compirà i cinquanta , quello che si dice in genere il tempo della maturità. E arriva la Mostra di Venezia , poi l’esperienza con l’orchestra nel concerto di Arena , sono segnali di maturità?

“La cosa che mi aiuta è che sono sempre stato il contrario dell’enfant prodige , anzi sono sempre stato un po’ tradivo , quindi penso sempre che devo migliorare, mettere a punto, ho ancora tanto da fare, ma di sicuro sto attraversando una fase meravigliosa del rapporto col mio pubblico , un rapporto molto puro , limpido, privo di ambiguità”

Mettiamoci anche gli evidenti cambiamenti nel modo di cantare. Cosa è successo?

“E’ successo che da due anni faccio training vocale. Un giorno è venuto da me un tipo e mi ha detto che era un miracolo se avevo ancora le corde e un cuore che pompava , ma fino ad alloare per me il problema era molto semplice, uscivo sul palco e urlavo fuori la mia emozione , punto, mi trovavo bene perché questo ti costringeva a una scelta chiara, o ci stai o non ci stai. Però mi stavo rovinando , non potevo andare avanti così. A così ho scoperto anche modi nuovi di interpretare. Anche cantare con un’orchestra sinfonica lo devo a questo cambiamento. Un conto è appoggiarsi a una batteria , o al massimo a strumenti armonicamente molto ben definiti come la chitarra e il basso, un conto ai tappeti variegati che costruisce un’orchestra”

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Ha firmato l’appello di Repubblica sulla libertà di stampa , non pensa che la musica italiana debba mobilitarsi di più rispetto a quello che succede nel nostro paese?

“Ho sempre pensato che mettere insieme dei musicisti sia una cosa praticamente impossibile. Poi è partito l’appello per l’Abruzzo e c’è stata una mobilitazione enorme. Sul piano artistico è ancora più difficile. Ognuno può parlare per sé, io ho sempre detto che cerco di esprimere la mia sensibilità a mio modo. Vuol dire che non me la sento di parlare a nome di una nazione , e neanche a nome di una città o di un paese, per le troppe realtà che ne fanno parte. Quello che faccio è cantare delle cose che conosco bene, questo sì”

lunedì 26 ottobre 2009

INTERVISTA A NUCCIO BARILLà , DIRETTORE GENERALE DI LEGAMBIENTE

Nuccio Barillà è il direttore generale di Legambiente , e fa parte del Comitato per la verità che ha denunciato i misteri sulle navi al veleno affondate in Calabria.

nuccio-barilla Ad Amantea c’erano migliaia di persone nella manifestazione a sostegno delle vostre inchieste. Quale verità cercate?

“Una verità corale su questo intrigo radioattivo. Un affare che ha dimensioni internazionali anche se si concentra in Calabria”

Navi con carichi sospetti fatte inabissare per mano della ‘ndrangheta. Che altro c’è da sapere?

“La cosa importante da dire è che già nelle inchieste dei magistrati tomi di testimonianze, commissioni d’inchiesta etc avevano fatto emergere un quadro che aveva bisogno di conferma. Dopo le rivelazioni fatte dal pentito Francesco Fonti , oltre all’impianto accusatorio c’è la prova del delitto e del relitto. La corrispondenza su un fatto concreto di tutte le accuse che in questi anni sono emerse”

Fonti ha aiutato a individuare il relitto della Kunsky , fornendo i dettagli del suo affondamento. Quante altre navi vanno cercate?

“Circa una ventina in Calabria, ma ce ne sono altre nel Mediterraneo e in altri mari e questo emerge dai dati del Lloyd’s , dalle controversie sulle assicurazioni, ma anche da precisi rapporti tra cui uno dell’intelligence italiana, il Sismi, che diversi anni fa parlava di un numero elevato di navi”

La Rigel è un’altra di quelle navi di cui si sembra si sappia tutto , ma sulla quale chiedete di indagare

“La Rigel è stata sicuramente affondata in modo doloso al lago di Capo Spartivento e sicuramente trasportava un carico diverso da quello dichiarato. Lo dice una sentenza della cassazione che condanna gli organizzatori del carico accertando sia la truffa sia il naufragio doloso”

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E allora quale altra verità c’è da chiarire?

“Si tratta di una nave di un armatore greco partita da Marina di Massa a inizio a settembre 1987 e che stranamente ci mise 20 giorni per fare un percorso relativamente breve fino alla Calabria. Oltre alla sentenza della Cassazione c’è un’altra parte della sentenza oggi archiviata, quella riguardante il trasporto dei rifiuti tossici”

L’archiviazione nasce dal mancato recupero del suo carico , quindi dalla mancanza della prova principale sul tipo trasporto

“Ci sono intercettazioni confermate da persone poi finite in carcere sul suo carico nascosto e sul suo affondamento, è stata dimostrata la corruzione dei doganieri , il traffico a fini di lucro e la presenza a bordo sia di 1700 tonnellate di polvere di marmo , sia di blocchi di cemento, elementi usati come schermo per la radioattività e come peso per sbilanciare la nave nella fase di affondamento. Nonostante tutto ciò , in tanti anni lo Stato non è mai andato a vedere cosa c’è davvero sott’acqua. Invece di avere risposte aumentano le domande su questa lentezza. Nessuno vuole aprire squarci sui traffici di quegli anni”

Che cosa s’intende per navi a perdere?

“Navi destinate ad essere perse. Carrette del mare che vengono affondate sia per compiere delle truffe , assicurando un carico per un valore molto superiore a quello trasportato , sia per far sparire sostanze difficilmente smaltibili in modo legale”

Oltre a ‘ndrangheta e armatori chi ci guadagnava?

“Parliamo di una sorta di holding internazionale tra Stati , “zona grigia” tra Stato e antistato, faccendieri senza scrupoli e criminalità organizzata che in questo contesto faceva da service per il lavoro sporco. Ma non solo. Con questi traffici la criminalità entra in contatto con il mondo della finanza e della politica, stringe i rapporti che trasformeranno poi la ‘ndrangheta in borghesia mafiosa e molti di questi personaggi li ritroviamo in consigli d’amministrazione delle società che curano questi affari a livello internazionale”

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La nave Mare Oceano ha iniziato le ricerche sui fusti della Kusky. Che vi aspettate?

“Intanto vogliamo sapere che cosa c’è dentro questi fusti. Queste operazioni vanno fatte con la massima chiarezza e con la volontà effettiva di trovare, non per dire “ho cercato”

Sicuramente è stata trovata la radioattività nel torrente Oliva , dove si aspetta sia stato nascosto il carico di un’altra nave, la Jolly Rosso

“Sì, radioattività dovuta a cause esterne , cioè non ambientali . Anche qui non al 100% riconducibili alla Jolly Rosso ma in attesa di riscontri precisi i sospetti sono forti”

Che danni hanno creato queste sostanze all’ambiente e all’uomo?

“Non vogliamo fare allarmismo , ma bisogna fare in fretta”

Possibile che lo Stato Italiano stia sottovalutando il problema?

“Questo 'è sicuro. Nessuno del governo è mai venuto qui. In questi mesi si è perso tempo con navi inadeguate e promesse non mantenute “

sabato 24 ottobre 2009

INTERVISTA SPECIAL PER LE PRIMARIE PD , DARIO FRANCESCHINI

Dario Franceschini si prepara al verdetto finale. Domani ci sono le primarie Pd.

Perché sceglie proprio Touadi?

“L’ho scelto perché è un politico di livello e anche perché è nero. Bisogna sfidare culturalmente la destra e svegliare il Paese: l’Italia è già una società multietnica”

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Primarie. Bersani ostenta sicurezza .. e i sondaggi gli danno ragione

“Lasci stare i sondaggi..più gente verrà e più si darà forza all’opposizione. In caso contrario, lunedì ci toccherà vedere Gasparri , Cicchitto , Bossi e Berlusconi che fanno festa…Abbiamo fatto degli errori , ma non è il momento di fare un passo indietro”

Lei è proprio convinto che l’eletto sarà il segretario di tutti?

“So bene che è un partito pieno di personalità , serva forza per guidarlo: ma io non ho altri capi alle spalle e se sarò rieletto il mio rapporto con le persone sarà diretto”

La destra secondo lei per chi tifa?

“Non ho trovato un esponente delle destra che abbia detto che vedrebbe bene me dall’altra parte..”

E da cosa è dato?

“Non so , ma francamente preferisco che sia così..”

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Oggi niente calzini turchesi?

“Brachino si è scusato li ho tolti”

I punti comune sono molti. Cosa la distingue dagli altri candidati?

“Io penso a un partito plurale , in cui ci sia una sintesi ma si rispettino le diversità: un grande partito ha dentro la sinistra ma anche i moderati , laici e cattolici , ha le grandi tradizioni riformiste del’900 ma anche migliaia di persone che stanno dalla parte del Pd, Obama , Lula o Zapatero …e che non si rispecchiano in alcuna casacca dei partiti precedenti”

La sintesi, una bella impresa..

“E’ questa la sfida , sennò restavamo Ds o Margherita. Cambiare significa anche far operazioni dolorose , rinnovare gruppi dirigenti , investire sui giovani. Per questo non avrei mai candidato capolista Bassolino”

Come si fa opposizione?

“Senza timidezze : non si parla di antiberlusconismo. Se sarò rieletto , garantirò un’opposizione intransigente e non consentirò che si torni alla stagione degli inciuci… la stessa stagione che 12 anni fa impedì di fare una legge sul conflitto d’interessi”

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Bersani apre alla sinistra extraparlamentare

“Se la proposta è ricostruire la coalizione come 2 anni fa , da Mastella a Diliberto , fatti di 12 partiti al 2% , la mia risposta è no grazie”

La Binetti è passata con Bersani, un sospiro di sollievo?

“Non faccio calcoli di convenienza. La lotta ad ogni tipo di discriminazione fa parte dei valori fondativi Pd : se in Aula 200 votano in un modo e uno nell’altro , c’è un problema di permanenza del partito”

Con lei segretario , Binetti se ne va?

“Non è potere del segretario , ci sono degli organi di garanzia”

Morando chiede delle risposte da Roma sulla questione criminalità

“Nel Mezzogiorno il problema c’è. Questi elementi vanno isolati perché screditano migliaia di amministratori onesti. Una cosa è la rilevanza penale , e lì c’è la magistratura. Un’altra è il rigore nella selezione dei gruppi dirigenti. Non ci sono vie di mezzo : o stai con Saviano o con la Camorra”

C’è rischio brogli sulle Primarie?

No, assolutamente. Piuttosto mi piacerebbe vedere la destra fare le primarie tra Fini, Tremonti e Berlusconi: gli prestiamo i gazebo”

Dario Franceschini con occhi stralunati

Chi vincerebbe ?

“Non saprei, ma mi divertirebbe”

Marino continua a parlare di inciucio fra lei e Bersani?

“E’ l’assenza di argomenti. Quale inciucio , lo dico alla luce del sole se vengo eletto i primi che scelgo sono Marino per le competenze scientifiche e Bersani per le competenze economiche

Un aggettivo per definire lei , Bersani e Marino

“Democratico, democratico, democratico”

E anche diplomatico

“Vorrei ricordare agli elettori che qui scegliamo il segretario , non il ministro dell’Economia”

Chiaro. Cosa farà domani?

“Credo proprio che dormirò”

giovedì 22 ottobre 2009

INTERVISTA A CAMILLO LORIEDO, PSICHIATRA DELL’IPNOSI

Camillo Loriedo è lo psichiatra a capo del XVIII congresso internazionale di ipnosi

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Nonostante l’ipnosi esista da millenni , viene considerata ancora una scienza da stregoni..

“E’ vero : ci sono stati momenti di grande sviluppo e momenti di crisi , in cui è stata considerata qualcosa di esoterico o addirittura frutto di un’isteria . Negli ultimi tempi però ha ripreso forza”

Anche grazie alle ultime scoperte?

“Si , perché oggi come oggi siamo in grado di scrutare ciò che avviene nel cervello , anche con risonanze magnetiche , che evidenziano le parti del cervello che si attivano o disattivano durante l’ipnosi”

Che non è uno stato simile al sonno?

“No, nonostante il termine derivi dal greco hypnos=sonno. In realtà è uno stato di veglia particolarmente focalizzato, è come se uno guardasse con un cannocchiale una stella. E’ chiaro che non ha perso la vista perché non vede il firmamento. Semplicemente il campo di coscienza si restringe e si mette sotto attenzione una parte della realtà”

E’ anche uno dei motivi per cui molte persone vi si sottopongono con reticenza?

“Sì, mi chiedono continuamente “Non mi faccia perdere il controllo”

Quindi si può indurre anche qualcuno a compiere qualcosa che non farebbe?

“No, assolutamente no. Esisteva prima il reato di plagio , che si poteva fare anche attraverso l’ipnosi. Adesso si parla correttamente di circonvenzione di incapace : io posso avere delle conoscenze che tu non hai e approfitto della tua incapacità relativa a quella situazione”

L’ipnosi fa emergere ricordi repressi?

“Sì, ci sono molte persone che possono rievocare ricordi perduti. Anche laddove i soggetti non hanno consapevolezza dei ricordi repressi”

E quelli che dicono di ricordare vite passate?

“Perché esistono vite passate?. Ho rifiutato che si parlasse di questo argomento.. e poi guardi un po’: erano tutti principi e principesse , mai nessuno che ricordasse di essere uno straccione”

E quando ci si risveglia , si è consapevoli di ciò che è tornato alla mente?

“In genere sì”

Quindi la Franzoni potrebbe ricordare di aver ucciso il figlio , per fare un esempio..

“Teoricamente sì. Io credo che lei dica la verità quando sostiene di non essere stata lei. Esistono personalità multiple in cui non c’è ricordo l’una dell’altra”

Le è mai capito durante una seduta di tirare fuori qualcosa dal paziente che si è pentito di avergli fatto ricordare?

“No, un buon terapeuta non deve mai sollecitare cose che la persona non è in grado di sopportare. Se è una cosa che ha tirato fuori lui, puoi stare sicuro al 100% che gli serve. All’inizio per me questo era difficile da accettare : ricordo ancora quando ho svegliato una ragazza dall’ipnosi perché era scoppiata a piangere. Lei si è dispiaciuta , perché stava sì piangendo, ma perché in trance era con suo padre , che aveva perso da anni”

Ma l’ipnosi serve anche a dimenticare?

“Certo: supponiamo che io abbia subito un trauma e me lo ricordi perfettamente . L’ipnosi può cancellare il ricordo che ci rende infelici”

Altri utilizzi?

“L’ipnosi può aiutare tutti quelli che hanno qualche tipo di ansia , di fobia, di dolore. Ci sono filmati della Bbc in cui le donne partoriscono cantando: fanno contemporaneamente due cose, una l’avvertono e l’altra no”

E può aiutare gli atleti?

“Sì: la concentrazione migliora molto. C’è il prof Unestahl che ha istruito la squadra svedese di sci per insegnare loro a ottenere i risultati migliori grazie all’ipnosi: dimenticano la paura di cadere”

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Quali sono le ultime frontiere?

“Le ricerche sull’empatia. Si è scoperto che se io vedo una persona che si muove, i miei neuroni motori si attivano. Un maestro di capoeira che guarda un altro che fa l’esercizio o la danza, perde peso perché i suoi neuroni motori attivano tutta l’attività muscolare uguale a quella dell’altro..”

Non mi dica che se guardo una partita di calcio consumo quanto i calciatori..

“No, perché lei non sa giocare , almeno non bene come quelli. però se guardasse un solo giocatore e fosse capace di fare le stesse mosse che sa fare lui , allora sì”

Bella scusa per i pigri

“Questo del maestro di capoiera è un esperimento molto serio. Però stiamo parlando di un maestro che guarda un altro maestro : ci vuole una grande conoscenza tecnica già acquisita”

L’empatia vale anche per le emozioni?

“Sì , abbiamo scoperto che i neuroni specchio si attivano in presenza di determinate emozioni. Se vedo una persona che ha disgusto , la mia area del disgusto entra in sintonia con quell’altra. Non significa però che m’innamoro , anche l’altro s’innamora automaticamente di me..

L’autoipnosi è pericolosa?

“No: può servire agli sportivi . come per la Pellegrini , che pensava di affogare”

L’ha mai fatta su di sé?

“Sì , quando sono troppo stanco e non riesco a dormire. Piuttosto che prendere un Tavor..”

mercoledì 21 ottobre 2009

INTERVISTA A MAURIZIO GASPARRI , “Le Nazioni Unite dovrebbero occuparsi dei Paesi in cui le donne sono lapidate , i cristiani uccisi e i cittadini condannati a morte con disarmante facilità”

La bocciatura del Lodo Alfano e le tensioni con il Quirinale , troppi problemi con l’opposizione. La riforma della giustizia , il Lodo Mondadori, il “no” alla legge sull’omofobia e le critiche dell’Onu al governo sono altri passaggi importanti. Maurizio Gasparri ostenta sicurezza.

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Non si poteva evitare l’affossamento della legge anti-omofoba?

“Il compromesso per salvarla era stato ipotizzato e prevedeva il ritorno della legge in commissione per correggerne le imperfezioni. Il centrosinistra però ha cambiato parere ed è inevitabilmente scattata la valutazione del testo con la pregiudiziale di costituzionalità avanzata dall’Udc”

La legge però aveva avuto il via libera della commissione prima di approdare in aula?

“Si trattava di una legge squilibrata , le discriminazioni non si limitano all’orientamento sessuale ma riguardano un insieme di casi ben più ampio. E’ bene chiarirsi su questo punto : il testo necessitava di una modifica sostanziale”

Però dieci deputati del Pdl si sono astenuti e nove finiani hanno votato contro la pregiudiziale dell’Udc

“Alla Camera i deputati del Pdl sono 270 e se anche 9 di loro esprimono un’opinione diversa non mi sembra certo un problema, anche se io la penso come la maggioranza che ha votato l’incostituzionalità della legge Concia. Anche A Palazzo Madama 3 senatori su 145 votarono contro la legge sul testamento biologico e nessuno ne fece un dramma”

Sull’argomento Onu non ha perso l’occasione per bacchettare un’altra volta l’Italia

“Bisogna sempre valutare il peso politico di questi personaggi che ci criticano. Le Nazioni Unite dovrebbero occuparsi dei Paesi in cui le donne sono lapidate , i cristiani uccisi e i cittadini condannati a morte con disarmante facilità. All’Onu il lavoro non manca, se ha davvero intenzione di occuparsi delle questioni serie e soprattutto se ne è all’altezza”

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Passiamo alla riforma della Giustizia. Fini ha ribadito che i magistrati devono restare indipendenti

“Nessuno di noi ha mai detto che intende subordinare la magistratura al potere politico, vogliamo solo affrontare con legge costituzionale la questione della separazione delle carriere. E già a marzo abbiamo depositato un disegno di legge al Senato per rendere più efficiente la giustizia penale”

Si parla di decreti legislativi in arrivo per modificare i tempi di prescrizione dei processi..

“Ribadisco che puntiamo sul disegno di legge che a breve discuteremo in Senato. Poi sarà il Parlamento a decidere

Intanto il Csm ha promosso il giudice della sentenza Mondadori

“E’ un tipico caso di umorismo involontario. Sia chiaro , sono convinto che la pratica sia stata predisposta prima della sentenza. Ma le promozioni sono retroattive e quindi il Csm , per non alimentare sospetti , avrebbe potuto far passare qualche giorno”

E della sentenza cosa pensa?

“Le motivazioni sono risibili, le sembra normale che un giudice decida una sanzione da 750 milioni di euro senza nemmeno una perizia? Come ha detto il premier deve essere un genio, un personaggio sul quale ne scopriremo delle belle”

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Negli ultimi giorni Napolitano ha rimarcato più volte il suo essere super partes

“Sul Lodo Alfano Napolitano è stato una delle prime vittime della Corte Costituzionale , che nel 2004 aveva giudicato la materia in maniera diversa. In questi mesi il Capo dello Stato si era sempre espresso sulla linea di questa giurisprudenza che poi la Consulta ha clamorosamente sconfessato”

Il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok alla banca del Mezzogiorno. Qual è l’obiettivo?

“Si punta ad utilizzare il risparmio raccolto creando condizioni di vantaggio fiscale per i risparmiatori, i cui fondi vengono prestati a imprese del Sud. E’ un modo intelligente per far sì che i fondi restino nel Mezzogiorno e siano utilizzati nelle direzione giusta”

La corsa alla segreteria del Pd è alle battute finali. Cosa auspica?

“A dire il vero non mi aspetto nulla. Mi limito a prendere atto del fatto che con ogni probabilità vincerà Bersani e che il Pd sarà ancora più orientato a sinistra”

martedì 20 ottobre 2009

INTERVISTA AD ADELE ORIOLI , PORTAVOCE DELL’UAAR , UNIONE DEGLI ATEI

Adele Orioli, portavoce dell’Uaar, Unione degli atei , agnostici e razionalisti, è una delle organizzatrici del primo meeting a Roma dei non credenti italiani

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Perché un meeting degli atei?

“Per ribadire quella che dovrebbe essere un’ovvietà: la libertà di non credere. In Italia non c’è. Il diritto di libertà religiosa viene sempre più spesso inteso solo libertà di scegliersi una religione”

Per esempio?

“Pensi a quello che è successo a Genova , con gli ateobus”

Quelli con la pubblicità atea?

“La campagna diceva “la cattiva notizia è che Dio non esiste , la buona è che non ne hai bisogno”. Una cosa ironica , associata al nostro slogan “Uaar , liberi di non credere”. Dopo il sì iniziale , ce l’hanno rifiutata”

Perchè?

“Non lo sappiamo : abbiamo avviato altre azioni legali perché ci spieghino il motivo. La concessionaria pubblicitaria che è francese, ci ha fatto capire che in Francia sarebbe passata. Ma in Italia l’espressione pubblica di certi pensieri è ancora impossibile”

Sta dicendo che i non credenti , rispetto ai religiosi di ogni fede , sono discriminati?

“Sì, in molte cose. Pensi all’insegnamento della religione a scuola. E’ un’ora facoltativa , ma chi non la segue perde crediti formativi. Anche il Tar ha detto che è una discriminazione . Eppure la ministra dell’istruzione ha imposto di mantenerla. Per non parlare dell’8 per mille”

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Cosa c’entra l’8 per mille?

“Si può devolvere solo a confessioni religiose. O allo Stato , che poi comunque lo distribuisce tra parrocchie e oratori. L’Uaar ha chiesto di potere essere inserito tra i destinatari , o perlomeno che il questo governo desse la sua parte alle vittime del terremoto in Abruzzo. Ma non ci hanno neanche risposto”

I seguaci di una religione , se si ritrovano, è per pregare: voi cosa avete fatto ?

“Abbiamo discusso. Ci sono stati interventi di Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi. Abbiamo presentato il nostro Abc della laicità: tutte le nostre iniziative per far respirare un po’ di libertà a questo paese”

Cosa significa per lei essere atea?

“Io, in realtà, sono agnostica. L’esistenza o meno di un’ entità sovrannaturale mi è del tutto indifferente. Come diceva un cantautore francese , Georges Brassens , non mi comporterei meglio se non avessi la fede. Se mi comporto bene è per amore del prossimo, non per amore di un terzo o per paura di una punizione..”

E cos’è che non le piace della religione?

“Non è che non mi piace : non fa parte di me. E non condivido la presunzione delle religioni monoteiste di avere una verità che è unica e superiore a tutte le altre. Sulla base di questa presunta verità ebraismo, cattolicesimo e islam dividono il mondo tra un “noi” e un “loro”, in qualche modo da escludere e demonizzare”

Dell’Uaar si pensa che sia un’associazione da mangiapreti, invece lei fa un discorso di tolleranza..

“Tolleranza è una parola che non mi piace usare: tollerare viene dal latino e significa “sopportare con pazienza”. Ci riporta all’opposizione tra noi e loro. Io accetto la differenza altrui , non la sopporto con pazienza in attesa che l’altro cambi idea..”

Voi portate avanti anche iniziative più agguerrite , come lo sbattezzo : cos’è?

“E’ la possibilità di far annotare sui registri battesimali la propria volontà di non far più parte della Chiesa Cattolica apostolica Romana”

Perché per voi è importante?

“Perché libertà religiosa vuol, dire libertà di scelta. E quasi mai si sceglie di entrare nella Chiesa , a causa dei pedo-battesimi..”

Pedo-battesimi?

“Sì, si viene battezzati a pochi giorni o pochi mesi di vita, senza poter scegliere liberamente. Almeno deve essere garantita libertà di uscita, la possibilità di non essere più sudditi della Chiesa Cattolica”

Sudditi?

“Col battesimo non si è soltanto “persone di Cristo”, ma anche sudditi sottoposti alle autorità ecclesiastiche. In base a questo la magistratura di Prato , nel 1958, assolse il vescovo che aveva affisso in tutta la città manifesti in cui bollava come peccatori e scandalosi concubini due coniugi cattolici che si erano sposati solo civilmente”

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Voi siete anche contrari alla legge sull’obiezione di coscienza , perché?

“Era giusta trent’anni fa , quando è stata approvata la legge 194 che regola l’aborto. Serviva a tutelare chi già lavorava negli ospedali pubblici. Ma oggi chi fa il ginecologo , deve sapere che può capitargli di praticare aborti. E’ come se un pacifista volesse arruolarsi nell’esercito . Un ginecologo deve sapere che gli aborti sono parte del suo lavoro. Se li rifiuta può fare il neurologo , o lavorare in una clinica gestita dalle suore”

Alla fine i preti non le stanno molto simpatici..

“No, guardi, non ce l’ho con le gerarchie ecclesiastiche : quelle fanno il loro lavoro e il loro interesse. Io mi sento discriminata quando i politici italiani permettono al vaticano di imporre le sue regole a me , come nel caso dell’opposizione alla Ru486 o il tentativo di rendere obbligatorio la nutrizione forzata ai malati terminali”

lunedì 19 ottobre 2009

INTERVISTA A GIOVANNI SOLDINI FAMOSO NAVIGATORE SOLITARIO

Giovanni Soldini, 43 anni, è uno dei navigatori solitari più famosi del mondo. Milanese, ha costruito la prima barca a 16 anni. “Il motivo per cui mi è sempre piaciuta la barca a vela: puoi andare ovunque e non devi fermarti al centralizzato”.

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Non si contano i primati e le regate oceaniche vinte. Non possiamo dimenticare il trionfo all’ Around Alone , il giro del mondo in solitario del 1999, quando fu protagonista del salvataggio di Isabelle Autissier, che si era rovesciata a Capo Horn. Miglia e miglia per trovarla , poi il grido “L’ho beccata, l’ho beccata”.

Inoltre è un ambientalista, e il testimonial perfetto della slow economy. E’ un monumento al risparmio energetico “I pannelli solari sul tetto producono energia elettrica e quella in più la vendo. I pannelli tra i filari d’uva sono termici e ho un boiler da mille litri d’acqua che serve per il riscaldamento e per i sanitari. Quando non c’è il sole parte una caldaia biologica a legna e pellet . Usiamo gas solo per cucinare. La casa è superisolata , classificata in classe A, quindi c’è pochissima dispersione di calore”

Insomma , una famiglia autarchica

“Mi interesso di problemi energetici da sempre. La barca a vela riproduce in piccolo tutti i problemi del mondo. Acqua, energia e cibo. Devi fare l’economia , in mare non puoi portare l’opulenza di tutti i giorni. L’energia è il problema cruciale del mondo. E’ tutto. I popoli ricchi sono quelli che hanno energia. E l’unica strada è consumare il meno possibile”

Lei come fa?

“Le faccio un esempio. Io ho l’acqua scaldata dai pannelli termici e mi sono chiesto: perché devo mettere nella lavatrice acqua fredda e poi scaldarla con una resistenza che consuma tantissima elettricità? Perché non mandare direttamente l’acqua già calda?”

Come ha risolto il problema?

“Ho chiamato la Bosch, mi hanno detto che non si poteva fare m che non sapevano, che mi arrangiassi. Mi sono arrangiato e ho collegato direttamente il tubo dell’acqua calda. Si risparmia un’enormità. Se devo fare il lavaggio freddo giro il miscelatore e mando acqua a 30 gradi. Ho fatto lo stesso per la lavastoviglie”

A sentire lei sembra ovvio: perché la gente non lo fa?

“Per pigrizia. Perché non ci pensa. Tutti potrebbero collegare la lavatrice e la lavastoviglie al boiler. E’ una questione di mentalità. Quindici anni fa nessuno immaginava di poter risolvere i problemi energetici con i pannelli solari. Ora ci sono intere Regioni della Spagna praticamente autonome”

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Lei ha trasferito a casa le tecnologie che usa in barca? O viceversa?

“La mia barca Telecom Italia è piena di pannelli solari. Li ho studiati io con un giovane ricercatore del Cnr, poi li abbiamo proposti a una grossa società e siamo riusciti a farli fini, leggeri e stagni. Io li usavo anche 10 anni fa . Ma erano schifosi , pesanti , si bagnavano”

Quindi con i pannelli la sua barca è autosufficiente?

“In una barca da regata come l’ energia serve per fare andare gli strumenti , per il pilota automatico, per il radar , il computer. Quando c’è tanto sole e accumulo tanta energia tengo la musica a palla. Nel giro del mondo avevo anche un generatore eolico, piccolo ma efficace”

Quanto si consuma per attraversare l’Atlantico?

“Nell’ultima traversata dalla Francia al Brasile , non più di 5 litri di gasolio”

E per fare il giro del mondo?

“Io con una barca di 18 metri ho fatto 33 mila miglia in dieci mesi con 150 litri di gasolio”

E uno yacht da diporto di quelli che si vedono in mare d’agosto?

“Per fare un pieno a uno yacht di 24 metri ci vogliono 26 ,mila litri. Consuma 700 litri l’ora. Per visualizzare , considerate che un barile sono 200 litri. Andare da Porto Cervo a Tavolara con uno di quei bestioni è come prendere tre barili e dargli fuoco. Ci vorrebbe una legge che lo proibisca”

Come è finito un navigatore solitario come lei a gennaio nell’equipaggio dello Stealth, la mitica barca nera dell’Avvocato Agnelli disegnata da German Frers?

“Quella barca non era mai uscita altro che gite in giornata, per fare il bagno o poco più. John Elkann voleva attraversare l’Atlantico. Per una barca così servono almeno otto persone e così sono partito”

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John Elkann è appassionato di vela come suo nonno?

“Lo Stealth nasce come barca sportiva , dentro praticamente è vuota , non ci sono cabine , solo cuccette. Niente privacy. Non ci si lava. Si vive in comune. John si è comportato come uno di noi. Stava al timone , faceva i suoi turni di guardia, si svegliava alle due di notte se toccava a lui”

Che cosa vi siete detti in nove giorni?

“In mare sei alla pari , si parla di tutto, dall’educazione dei figli a Obama , dall’energia alla situazione politica italiana. Mi è piaciuto. John è una persona molto curiosa”

Parteciperà anche al giro del mondo?

“Non certo in barca. Con Carlo Croce , presidente Fiv, si è parlato di organizzare una barca italiana per la prossima edizione del Volvo Ocean race nel 2011, il giro del mondo in equipaggio. L’Italia non partecipa da 15 anni , è una delle regate più dure, sono barche velocissime e pericolose. Dura 11 mesi , è un po’ come la Formula 1 della vela. Speriamo solo che il progetto si faccia , e che la Fiat possa entrare nel pool degli sponsor”

venerdì 16 ottobre 2009

INTERVISTA A PIERO FASSINO , SU BERLUSCONI “Quando si incominciano a vedere nemici ovunque è il segno del declino”

Bersani è rimasto deluso da Fassino, perché si è schierato con Franceschini

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L’outing di Bersani l’ha sorpreso?

“Beh sì , sono stupito da questo suo sentimento. Bersani dovrebbe apprezzare il fatto che grazie alla mia scelta non ci sia una competizione in cui tutti gli ex Ds sono da una parte, e tutti gli ex Margherita dall’altra. Se fosse così , saremmo tornati indietro di 2 anni”

Dopo la rivelazione si troverebbe a suo agio anche nel Pd di Bersani?

“Al di là degli aspetti affettivi in questo modo chiunque vinca, sarà il segretario di tutti. Mescolare le appartenenze evitando una competizione tra le parti , è una scelta non solo utile a Franceschini , ma a tutto il Pd”

Viceversa c’è qualcuno che, scegliendo Bersani, ha indispettito Dario Franceschini?

“Non dobbiamo guardare al dibattito congressuale con sentimenti di delusione”

Epifani si schiera con l’ex ministro dell’Economia. Era prevedibile?

“Siamo un partito di uomini e donne libere. Ciascuno ha diritto di esprimere la propria opinione valgono per sé stessi però. Se Epifani sta con Bersani , non significa che tutta la Cgil stia con Bersani”

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Ma un pochino influenzerà..

“Sì, ma se ci sono tanti dirigenti della Cgil,Cisl, e Uil che sostengono Franceschini , non vuole dire che tutti i sindacati voteranno per Franceschini”

Dopo le polemiche sulla laicità , dove finiranno i cattolici del Pd?

“La pluralità è la cifra dell’identità del Pd , non ci deve spuntare”

Bocciata la legge sull’omofobia di Paolo Concia ( con il voto contrario della Binetti) : è la bagarre nel Pd

“Non ero presente. Preferisco non commentare”

Ma Franceschini parla della Binetti come di un problema

“No comment”

Va bene , cambiamo discorso . A Bersani & co sembra che le primarie proprio non vadano giù

“Un partito moderno deve avere una solida base di iscritti ( e noi ce l’abbiamo : siamo 820 mila , il partito con il più alto numero di iscritti in Europa), ma deve essere in grado di coinvolgere anche quei milioni di persone che lo votano. E le primarie coinvolgono sia gli iscritti che gli elettori”

Si parla tanto di Pd e ci scordiamo di Berlusconi e del complotto

“Quando un uomo politico inizia ad invocare il complotto è il segno di un offuscamento di lucidità”

A forza di evocarne la fine gli si allunga la vita (politica, s’intende)

“Ma è la verità. Quando si incominciano a vedere nemici ovunque è il segno del declino”

Feltri pubblica la lettera di Tremonti “sulla leadership del futuro” che ha irritato non poco . Un altro nemico immaginario?

“Un leader politico , se è davvero forte, non deve avere l’ossessione del tradimento. La vicenda delle escort , lo scontro con la magistratura , la crisi economica affrontata con provvedimenti minimi… sono queste le vere ragioni del nervosismo di Berlusconi”

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Napolitano, La Russa e persino Bersani ora invocano la tregua

“L’opinione pubblica è sconcertata di fronte a questa politica nevrastenica. Ed è giusto che la politica cominci a trasmettere messaggi di serenità e pacatezza. Ma chi incendia ogni giorno il clima è proprio il Presidente del Consiglio”

La corsa alle primarie ha distolto l’opposizione dal tuo mestiere?

“Non l’ha distolta, abbiamo fatto e continuiamo a fare opposizione”

C’è chi parla di Veronica Lario al Pd. Fantascienza?

“Ma lasci stare”

D’Alema dice : la destra mi attacca perché mi teme , da sinistra mi attaccano perché sono stupidi

“Chi conosce D’Alema sa che ha il gusto della battuta tagliente, spesso pronuncia parole di cui poi deve rammaricarsi”

giovedì 15 ottobre 2009

INTERVISTA A RAFFAELE GUARINIELLO, MAGISTRATO DI CAUSE SULLA SICUREZZA DEL LAVORO

Raffaele Guariniello , il magistrato dei casi Thyssen ed Eternit parla delle leggi sulla sicurezza e dei metodi di indagine in merito

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Nel 2008 , per la prima volta dal 1951, il numero di morti sul lavoro è calato sotto i 1200. Infatti, lo scorso anno, dati Inail , hanno perso la vita in 1120, ossia 3 morti al giorno. E’ un dato accessibile?

”Mi è difficile mettermi a discutere sui numeri. Perché l’ obiettivo che dobbiamo avere è quello di contenere al massimo il fenomeno degli infortuni sul lavoro e poi quello che viene spesso trascurato, ossia delle malattie professionali”

Che se non sbaglio sono un numero intangibile

“In effetti via via si scoprono nuovi territori di malattie professionali che una volta non venivano percepite come tali; il terreno si allarga sempre più”

Ad agosto è entrato in vigore il decreto legislativo 106 , ossia nuove norme che modificano in parte ilo testo unico sulla sicurezza. Lei partecipa anche a convegni sul tema , come quello di recente organizzato dalla Informa a Roma. Ma di fatto queste norme tutelano meglio il lavoratore?

“In genere quando esce questa è la domanda di prammatica soprattutto perché mossi da un’idea utopica. E cioè che basti fare una nuova legge per produrre dei risultati. In realtà non è così. Queste leggi che abbiamo da agosto sono migliori della 626 però sarebbero bastate le leggi degli anni ‘50 del secolo scorso per fare prevenzione”

Sta dicendo che serviva solo l’applicazione di tale leggi?

“”Questo è il punto drammatico su cui noi dobbiamo davvero riflettere un po’ più operativamente di quanto si faccia in genere. Se dice che per applicarle bisogna rafforzare la vigilanza. Ma gli organi di vigilanza hanno gravi lacune sia nei numeri , sia nella professionalità”

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Si riferisce principalmente ad Asl, Ispettorato del Lavoro e Vigili del Fuoco?

“Sì. E va detto che la magistratura ha altrettanto gravi lacune. Essendo quasi tutte le norme di sicurezza sul lavoro penalmente sanzionate , se noi contiamo i processi penali che si fanno questi sono troppo pochi. Anzi ci sono delle aree dove non si fanno”

Come non si fanno?

“Io vado in certe zone e mi rispondono che tanto lavorano in nero. Allora , rispondo, muoiono anche in nero”

E dove si processa come va?

“Con troppa lentezza. La conseguenza è che poi, , con i tre gradi di giudizio, si arriva ad una stanza di prescrizione”

Nelle procure la sicurezza sul lavoro è considerata una materia secondaria oppure ci sono anche difficoltà oggettive di uffici gravati da indagini, per esempio, sulla criminalità organizzata?

“E’ indubbio che un ufficio come la nostra procura è molto organizzata. Ci sono altre procure che lo sono di meno e altre ancora che proprio non riescono. L’infortunio magari capita nel centro dove c’è la procura con tre, quattro magistrati , che non hanno modo di specializzarsi in questa materia. Quindi devono inventarsi il modo di procedere. Questo determina un ritardo ea anche una carenza nelle investigazioni. Perciò dico che dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo”

Si riferisce alla sua proposta di istituire una procura nazionale sull’argomento?

“Se non nazionale, distrettuale. Che abbia un gruppo organizzato di magistrati che faccia questo lavoro da tempo”

Com’è la metodologia di indagine in un caso di infortunio sul lavoro?

“Quella usuale è : capita l’infortunio; va l’organo di vigilanza a fare un sopralluogo , magari in certi casi più clamorosi ci va anche il pubblico ministero ma non sempre, l’ispettore vede come sono andate le cose e se ha bisogno di qualche elemento fa richiesta di documentazione; poi il pm interviene e dà da fare una consulenza o una perizia; vengono sentiti dei testi; quindi si aspettano 3-4 mesi per gli esiti della perizia”

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Secondo lei invece cosa serve?

“In più casi , non dico necessariamente tutti, è necessario capire perché un infortunio è avvenuto. Quali sono le scelte di politica aziendale che sono dietro un infortunio. Per fare questo non puoi chiedere ad un’azienda “Dammi le mail che vi scambiate tra dirigenti”. Devi fare una perquisizione , andare a guardare nei computer”

Che ne dice delle cultura della sicurezza?

“E’ una bellissima frase”

A ridosso di certi eventi sembra quasi debba diventare una materia scolastica

“A questo proposito dico, insegniamo la sicurezza nelle scuole ma intanto facciamo sicurezza nelle scuole. Sennò cadono i soffitti”

Lei è stato allievo di Conso e Bobbio : di quali insegnamenti ha fatto tesoro?

“Di Conso , andare a lavorare anche dopo cena. Da Bobbio ho cercato di imparare il rigore morale e scientifico”

E le critiche di protagonismo?

“Mi si dice “Preferisce un magistrato che fa le cose , ad un magistrato che non fa nulla?”. Io preferisco il primo”

mercoledì 14 ottobre 2009

INTERVISTA A LILIANA CAVANI, “Il portiere di notte scatenò l’ira di Dio. La commissione censura mi chiese, scandalizzata, perché nel rapporto sessuale lei stava sopra”

“Sono tutte invenzioni le storie su Mickey Rourke è un violento. Quando abbiamo girato Francesco, vent’anni fa, doveva fare una scena dove il santo si sente abbandonato da Dio : ha fatto venire le lacrime agli occhi a tutta la troupe . Poi mi ha spiegato che gli era venuto bene perché , mentre recitava, pensava a me”

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In che senso?

“Rifletteva su quello che gli avevo raccontato la sera prima, i problemi che ho sempre avuto con mio padre. Mickey è rimasto senza il suo da ragazzino: la madre lasciò il marito e si mise con un poliziotto. la sua è stata un’adolescenza difficile . Perciò si è sentito colpito personalmente dal mio dolore. Siamo stati molto vicini , e negli anni ci siamo rivisti, a volta anche con Carrè Otis ( sua ex moglie). Dicevano che ha un carattere difficile , aggressivo…non è vero niente, è un uomo dolcissimo. Diventa cattivo solo se qualcuno fa del male a chi ama: allora ti deve difendere”

Nel 1989 Lilina Cavani chiamò Mickey Rourke, reduce del successo di Nove settimane e mezzo , per affidargli la parte di Francesco D’assisi. ( Nel suo primo film del santo era Lou Castel ndb). Scelse Rourke perché aveva un fisico sportivo.

La regista , giurista nell’ultima Mostra del cinema di Venezia, ha avuto la possibilità di rivedere il suo Galileo restaurato che presentò proprio a Venezia ( un film del 1968 mai programmato in Tv perché considerato anticlericale ndb).

Come ricorda quella Venezia?

“Con perplessità. Due anni prima ero stata a Praga con Francesco d’Assisi e avevo conosciuto tanti giovani , registi e artisti; poi avevo seguito il clima esaltante della Primavera ( il periodo riformista della primavera di Praga , con cui la Cecoslovacchia contestava l’egemonia russa ndb). Ma nell’agosto del ‘68 entrarono i carrarmati sovietici, tutto cambiò. E nessuno dei nostri intellettuali alla Mostra prese posizione , ce ne stavamo al Lido a giocherellare alla rivoluzione mentre loro si davano fuoco, come Jan Palach, lo studente che qualche mese dopo , nel gennaio del ‘69 , si uccise per protestare contro l’invasione”

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La sua rivoluzione com’è stata?

“L’ho fatta con film come Francesco e I cannibali , del ‘69”

I cannibali è ispirato all’Antigone di Sofocle, con la storia attualizzata di una sorella che si scontra con il potere per poter dare sepoltura al fratello..

“Piacque molto ai produttori americani della Paramount , che volevano farne un remake. Mi offrivano 150 mila dollari di allora – ne erano costati 120 mila –. purché cambiassi il finale in un happy end. Ma come si fa a finire bene una tragedia greca?”

Alla fine degli anni Sessanta , lei frequentava anche Pier Paolo Pasolini , che in quegli anni dalle colonne del Corriere della Sera difendeva i celerini figli del popolo contro gli studenti figli della borghesia.

“Un giorno , ero sulla Ferrari turchese di Pier Paolo e correvamo al Festival di Pesaro, con Ninetto Davoli: ci avevano detto che lì c’erano stati scontri tra polizia e studenti e che Lou Castel , il mio Francesco d’Assisi , si era preso una botta in testa dagli agenti. Eravamo preoccupati. Invece trovammo tutti seduti a tavola, davanti a stupendi piatti di pesce. Ma io avevo nelle orecchie le parole di Pasolini che, per ore, si era accalorato schierandosi dalla parte dei poliziotti. Ed ero completamente d’accordo con lui. Ci siamo rivisti spesso a casa di Laura Betti, che cucinava per tutti. Lì ho conosciuto, per esempio, la Martina”

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Martina chi?

“Così la Betti chiamava Scorsese , che allora stava con Isabella Rossellini . Era peloso e sudato , timidissimo. Mi fece vedere un documentario sulla bancarella di frutta che avevano i suoi genitori a New York”

Lei, invece, in che famiglia è cresciuta?

“Quelli di mia madre: tutti anarchici. Ogni volta che a Carpi arrivava un gerarca fascista , il nonno doveva nascondersi. Mio padre invece faceva l’architetto , ha lavorato all’urbanizzazione di Bagdad”

Ai suoi tempi non era così ovvio per una donna diventare regista?

“Ero l’unica, ma per me era normale”

Era normale anche filmare scene come Portiere di notte?Il rapporto sadomaso fra Charlotte Rampling e Dirk Bogarde , lei ex deportata , lui ex ufficiale Ss? Cera più libertà espressiva?

“”Veramente Il portiere scatenò l’ira di Dio. La commissione censura mi chiese, scandalizzata, perché nel rapporto sessuale lei stava sopra”

E lei che cosa rispose?

“Che mi sembrava fosse una cosa che succede, nelle coppie”

Di Dirk Bogarde sono appena ricorsi i dieci anni della morte. Che ricordo ha di lui?

“Una persona deliziosa. Quando scoprì che nel film c’era anche Isa Miranda , una vecchia attrice caduta in disgrazia e che io avevo ritrovato a vivere in un garage senza nemmeno i mobili , le mandò un enorme mazzo di fiori”

Charlotte Rampling era bellissima?

“Ma era anche fragilissima. Aveva appena avuto un figlio da un compagno neozelandese , e lui voleva convincerla a lasciare andare tutto per andare a coltivare i campi in Nuova Zelanda. Quando andammo a presentare il film a New York e tutti la osannavano, all’improvviso scomparve, nessuno la trovava più. Era scappata dall’America , non reggeva quella pressione. E’ una donna molto buona. Anni dopo, Bogarde si ammalò , e lei lo aiutò molto. Non è vero che le star sono egocentriche e sprezzanti. Almeno , non quelle che ho conosciuto io”

Per esempio?

“Lou Castel, di nuovo. Teneva per sé lo stretto indispensabile. Tutto il resto di quello che guadagnava – e non era poco: lui era anche quello del fortunato Grazie, zia – lo regalava”

A chi?

“Ai marxisti-leninisti. Credeva davvero nell’uguaglianza sociale”

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In Al di Là del bene e del male lei ha lavorato con Dominique Sanda

“Una persona dolcissima. Aveva un uomo, ma si era innamorata di un assistente del film, e il fidanzato si ferì per il dolore. Come diceva Piero Tosi , il costumista : ciò che succede nel film è niente in confronto a quello che avviene nella stanza di Dominique”

Ora, se non sbaglio, lei si occupa di donne decisamente meno fortunate

“Quest’inverno dirigerò Prostitute , due puntate su Rai Uno, Produttrice Claudia Mori: storie di donne vittime. Un episodio sarà sulle prostitute, l’altro sullo stalking. Sono andata nei centri anti-violenza , nelle case di accoglienza dove si rifugiano le donne perseguitate. Ho parlato con ragazze africane e dell’est, giovanissime cui sono stati sottratti i passaporti per sbatterle sulla strada. E’ un tema dolorosissimo , mi dicono che dieci milioni di italiani vanno a prostitute: e se togliamo donne e bambini..”

martedì 13 ottobre 2009

INTERVISTA A SAMUELE BERSANI, “Se la musica è inconsistente si mangia le parole come un buco nero”

Samuele Bersani esce con il sul ultimo cd a 39 anni compiuti. Un cd che parla “di amore e del presente”

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Sulla copertina dell’album appari mentre urli disperato. Sei arrabbiato?

“Ma no, è uno scatto rubato in studio, stavo urlando per scherzo. Anche se dove stiamo andando a finire non lo so”

Hai dichiarato che viviamo in un Paese narcotizzato , dove si sta tutto televotizzando?

“Se continua così tra Franceschini e Bersani , si deciderà con il televoto. Io non andrò a votare nelle primarie del Pd , ho la sensazione che sia tutto scritto. Mio padre, che è un vecchio militante del Pci, se l’è presa con quello che ho detto a Vanity Fair . Ma ho soltanto detto che l’unico a dire cose normali ormai è Fini. Ma vorrei tranquillizzarlo : no, non lo voto”

Il tuo nuovo album contiene una canzone per la tua città adottiva . Come mai si dedica sempre una canzone a Bologna?

“Bologna mi ha fatto sempre scrivere un sacco in questi anni, è una città che ispira tantissimo. Piena di sorprese dal punto di vista creativo. Ho scritto questa canzone proprio perché sento il peso del cambiamento. Bologna ha perso la notte : dove è finita? Non ci sono più osterie , anche se ho saputo che Cesare Cremonini ne sta aprendo una. Alle 20 di sera si tirano giù le serrande dei bar. La giunta comunale con divieti e ordinanze ha cancellato la notte. Togliere la notte a una città così , piena di universitari è un dramma : la stanno trasformando in un dormitorio. Non voglio andarmene via . Anche perché quando mi allontano , mi basta arrivare al casello , mi sento male. Bologna, dicevano, rappresentava il meglio del Paese , ma io vedo una città grigia. C’è il rischio di diventare reazionari. Non voglio creare polemiche , ho scritto questo brano come una lettera d’amore all’amata”

In Pesce d’Aprile invece te la prendi con l’informazione?

“La canzone è nata tempo fa, quando avevo sentito che volevano trasformare il carcere di Alcatraz in un resort di lusso. L’idea è che ormai l’informazione sia giocata sull’eccesso ad ogni costo. Su internet ogni tanto le notizie sembrano testi di canzoni , ormai si fa a gara a chi la spara più grossa. Ora non conta più quello che fai, ma con chi dormi”

Samuele Bersani samuelebersani

Il disco contiene anche una versione del bombarolo di Fabrizio De André con la partecipazione al piano di Stefano Bollani

“Ha scelto il Bombarolo perché era una canzone che cantavo da piccolo, mi è sempre piaciuta. E così un sabato mi sono visto con Stefano Bollani abbiamo deciso di farla e dopo pochi minuti il brano era pronto”

A chiudere il disco è “16:9”. Un titolo bizzarro?

“E’ il ritratto di una ragazza che ho seguito per pochi giorni , dopo averla vista attaccare i suoi bigliettini sulle bacheche e sui muri universitari. Offriva unghie a domicilio a 10 euro mi ha incuriosito”

Come nascono i tuoi testi?

“Per me è molto più importante la musica. Se la musica è inconsistente si mangia le parole come un buco nero. Io preferisco essere un musicista che un cantautore , e credo di aver rovinato più di una canzone in passato con dei testi sbagliati. Poi le parole invecchiano. Canzoni come “Sicuro precariato” , oggi non la potrei più titolare così perché ormai neanche il precariato è più sicuro”

Come vivi il successo?

“Ma devo dire che io non sono particolarmente visibile, a me i 18enni non mi conoscono neanche perché non sono mai stato ad “Amici”. Il mio vicino di casa appena diventato tronista della De Filippi è già molto più famoso di me”

Ma andrai a X Factor

“il mio babbo dice che esagero un po’ troppo a non farmi vedere. Ho il record di assenze. E poi ho grande simpatia per Morgan , sa veramente di quello che dice. I partecipanti sono ragazzi giovani che sognano una cosa, diventare cantanti, e poi magari durano solo cinque mesi. E’ la mentalità di oggi

E il Festival di Sanremo ? Ci tornerai?

“Guardo sempre la prima serata poi mi eclisso. L’Ariston mi mette il magone. Abolirlo? Sarebbe come cancellare la Festa di Santa Lucia”

Quale musica ascolti?

“Preferisco parlare dei film che guardo e consigliarne uno che ho appena visto : Louise e Michel. O di programmi tv. Ne vedevo uno su Sky Uno che andava in onda l’una di notte: Il momento della verità. Era allucinante. Perché questo è il mondo che premia la verità anche se uno va in tv a dire che è un evasore o che tradisce la moglie. La tv legittima la merda”

Hai un blog?

“No, ma uso Facebook. La uso come il vicino del piano di sotto. Se non scrivi niente ti criticano, appena fai una roba sbagli e ti chiedono se sei davvero tu. Mah”

lunedì 12 ottobre 2009

INTERVISTA A REBECCA SOLNIT , LA DONNA CHE RACCONTA I DISASTRI

Rebecca Solnit ha scoperto l’utopia dove altri vedono l’Apocalisse. Nelle macerie dell’Aquila, nelle polveri tossiche delle Torri Gemelle , negli argini distrutti della furia di Katrina.

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Solnit è un freelance di 49 anni. L’intellettuale ha lottato accanto ai nativi americani , marciato contro il nucleare e la guerra in Iraq. Molti parlano di lei come della nuova Susa Sontag.

E’ stata mai coinvolta in un disastro?

“E’ successo vent’anni fa durante il terremoto di Lorna Prieta nella baia di San Francisco. Nelle settimane successive ho assaporato solidarietà e vita comunitaria b, il gusto di un presente dall’intensità incredibile , un’emozione per cui è difficile trovare le parole. Tra New York e Città del Messico ho incontrato decine di persone con esperienze simili”

Perchè prevale la solidarietà?

“Già negli anni ‘50 lo studioso Charles Fritz diceva che i disastri riavvicinano uomo e società , sono soluzioni temporanee all’alienazione. Altri sociologi del disastro sostengono il contrario, e cioè che il prevalere della legge della giungla è una proiezione delle elites che temono la distruzione dell’ordine sociale. In realtà più spesso prevale la calma e l’impegno per gli altri. Un paradiso all’inferno è un libro sulla psicologia del disastro che si occupa anche di risvolti sociali e politici. Convalida tutto ciò che gli anarchici hanno sempre creduto sul fallimento delle autorità istituzionali e il trionfo della società civile”

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Lei è un’anarchica?

“Ebbene sì. In America anarchia è sinonimo di caos. In Italia come suona? Henry David Thoreau diceva che il governo migliore è quello che governa meno. Credo in un potere senza centro , localizzato , organizzato dal basso . Come quello che ho visto nel mio studio dei disastri”

Tra le persone che ha incontrato per il libro , chi incarna meglio l’utopia del disastro?

“Johm Guilfoy , giovane businessman di Wall Street con un passato da atleta. Fuggiva dalle Torri Gemelle , correva più veloce dei colleghi, ha rallentato il passo per aspettarli. L’ha raccontato come fosse la cosa più ordinaria del mondo . Poi Donnell Herrington, un trentenne afro-americano che porta sul corpo le cicatrici su Katrina. E’ rimasto in città accanto ai nonni , li ha portati in salvo insieme a dozzine e forse centinaia di sconosciuti su un’imbarcazione d’emergenza. Quando ha cercato di evacuare dei vigilantes bianchi che scambiano i black per delinquenti gli hanno sparato. Donnell è diventato una vittima finché qualcuno non si è preso cura di lui. Spike Lee l’ha intervistato nel documentario When The Leeves Broke ma i giornalisti dei media mainstream non si sono curati di scavare nei retroscena di uno degli episodi più inquietanti di Katrina: uomini bianchi armati, contro i neri. Comunque, qualcosa di straordinario è successo in quei giorni a New Orleans , i politici hanno schierato un esercito a difendere la città dai suoi abitanti , i media raccontavano di orde di mostri e saccheggiatori, eppure migliaia di volontari sono accorsi ad aiutare e ricostruire. Duecentomila persone hanno offerto un tetto agli sfollati grazie al sito web hurricanehousing.org. Katrina ha aperto gli occhio sul razzismo. Forse ha dato anche una mano a Obama”

Lei critica governi e istituzioni . Esistono anche esempi positivi?

“Perdonate il campanilismo: l’esempio è la mia città , San Francisco. L’amministrazione ha imparato dagli sbagli del passato e ha smesso di demonizzare i cittadini. L’attuale piano di prevenzione dei terremoti delega loro responsabilità. Ho frequentato un programma dei vigili del fuoco che insegna ai volontari tecniche anti- incendio e primo soccorso. Il sito web 72hours.com avverte che nei primi 3 giorni i cittadini devono essere pronti a cavarsela da soli. Dire alla gente di non contare sulle autorità invece di offrire rassicurazioni paternaliste è una bella inversione di rotta. I governi dovrebbero seguire l’esempio di San Francisco. Anche perché gli scienziati ripetono che il riscaldamento globale porterà più disastri. E poi serve un cambiamento metafisico : smettiamola di avere paura gli uni degli altri. Spero che il mio libro aiuti i lettori ad avere più fiducia nelle proprie risorse”

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Un’altra donna di sinistra , Naomi Klein, parla del capitalismo dei disastri?

“Ammiro il lavoro di Naomi ed era tra il pubblico quando ha presentato Shock Economy a San Francisco. Mi hanno colpita le sue parole sul terrore che si impadronisce delle persone , le rende fragili e bisognose di protezione. Le ho scritto per dirle che non ero d’accordo e ha ammesso che in alcuni casi avevo ragione. Ma nelle settimane dopo l’ho sentita ripetere una tesi che rende le persone più deboli di quelli che sono . Io , al contrario, penso che in circostanze straordinarie come i disastri scopriamo un potere che non sapevamo di avere , lo usiamo e a volte vinciamo”

La crisi economica è disastrosa ma gli americani sembrano rassegnati al “Business as usual”.Perché?

“La crisi è selettiva , alcuni rimangono senza casa e lavoro, altri no. Non è improvvisa come un terremoto , non crea la stessa comunità inclusiva . Però la gente si chiede il perché dei bonus milionari che continuano a Wall Street , si interroga sul capitalismo”

Non teme di essere bollata come un’inguaribile ottimista?

“Non importa , mi hanno detto di peggio. Vado controcorrente. Scrivo contro il darwinismo sociale della destra e la visione pessimista della sinistra. Sono piena di speranza , non un’ottimista. Conosco la sofferenza che le calamità portano con sé e al contrario degli ottimisti non credo nel lieto fine. Ho fiducia nella possibilità di chi si rimbocca le maniche e ,mette in piedi una cucina comune, scava tra i detriti , lotta per trovare acqua e medicine per chi soffre. Ho fiducia in chi scopre all’interno la porta del paradiso”

La paragonano a Susan Sontag. Che effetto fa?

“Mi lusinga a mi piacerebbe diventare quello che era negli ultimi anni della sua vita , la coscienza del suo Paese , capace di scrivere con grande empatia della sofferenza altrui. Naturalmente vorrei anche avere la sua chioma con quella spettacolare striatura bianca! La ammiro , ma tra noi c’è una differenza importante . Sontag era un’intellettuale di stile europeo, legatissima a New York , la città dove tutti credono di essere il centro dell’universo . Io preferisco i margini e vengo da un’altra America : il West dei nativi e dei pionieri , che guarda all’Asia ed è a un passo dal Messico e dalle culture indigene. Qui in California c’è un diverso allineamento con il resto del mondo”

Lei andrà all’Aquila cosa si aspetta?

“L’editore italiano ha voluto un capitolo sull’Aquila. L’ha scritto il mio traduttore , Andrea Spila, e ora sono davvero curiosa.Immagino che in Italia la società civile sia più forte e coesa degli Stati Uniti. Sbaglio? Vado a incontrare chi ha vissuto il terremoto , e imparare da loro”

Solnit è arrivata il 29 settembre

giovedì 8 ottobre 2009

INTERVISTA A DANIS TANOVIC, REGISTA E VINCITORE DELL’OSCAR NEL 2002

“Sono felice di fare film. Perché , ogni volta che ne dirigo uno , scopro di imparare qualcosa di nuovo”.

Lo dice Danis Tanovic, regista di Sarajevo autore di “No Man’s Land”. E’ nato 40 anni fa a Zenica. Nel cuore della Bosnia. Vinse l’Oscar nel 2002 per No Man’s Land. Ora ha girato Triage.

Still of Danis Tanovic in No Man's Land

“Questo è un mestiere completo: devi saper scrivere , ma anche trattare, mediare. Gestire budget. Devi saper usare la psicologia con gli attori ; e le tecniche di ripresa , la fotografia , oltre alla musica”.

“MI appassionai al cinema fin da ragazzino: adoravo Spielberg e gli effetti speciali. Ma quando mi iscrissi al corso di regia dell’Accademia d’Arte Drammatica di Sarajevo non sapevo che avrei iniziato in tutt’altro modo”

Vinse l’Oscar nel 2002 per No Man’s Land. Ora ha girato Triage.

“Sette anni fa mi chiesero se ero interessato a dirigere un film basato sul libro di Scott Anderson” racconta il regista “Lo lessi e mi piacque. Ma avevo appena finito No Man’s Land e non volevo misurarmi – subito e di nuovo – con la guerra. Il processo creativo è stato lungo : ho scritto e riscritto la sceneggiatura più volte. Ecco, diciamo che se No Man’s Land rappresentava la guerra , Triage racconta gli attimi successivi. Gli effetti. La possibilità di uscirne”

“Da anni frequento fotoreporter di guerra. Il mio miglior amico lavora per la Reuters e dopo gli anni di conflitto in Bosnia ha continuato a girare il mondo in prima linea per raccontare , testimoniare, rischiando la vita. Trovo ci sia qualcosa di romantico in quel lavoro, anche se rimango critico rispetto al sistema dell’informazione”

Danis Tanovic in No Man's Land

Che cosa imputa ai media?

“Tutti cercano lo scoop, a ogni costo , spesso prendendo il contatto con la realtà. Personalmente non credo all’oggettività dell’informazione, di cui voi giornalisti parlate sempre. La neutralità non esiste: tutto è sempre e comunque filtrato dal nostro sguardo e dalle nostre impressioni. Poi c’è il business , la politica. Non vorrete raccontarmi che non esistono pressioni e condizionamenti su chi opera nell’ambito dell’informazione? La manipolazione è evidente. Basta pensare al controllo esercitato dagli israeliani sui giornalisti nel conflitto con i palestinesi”

Secondo lei le nuove tecnologie possono offrire alternative?

“Le notizie già arrivano in modi e velocità diverse. Ma il problema sta nel fatto che nessuno te lo spiega , non ci capisci nulla. Io sono interessato all’analisi , al commento. Non ci basta sapere che c’è un attentato in Pakistan, per fare un esempio. Voglio conoscere il contesto, leggere un punto di vista, identificare il nome dell’autore con la storia che mi racconta. Perché qualcuno sia responsabile di ciò che leggo, guardo, ascolto”

Oggi in quali giornali ripone comunque la sua fiducia?

“A livello internazionale l’Economist e le Nouvel Observateur sono esempi di giornalismo che apprezzo”

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Il cinema può sostituirsi ai media?

“Penso che tutte le forme d’arte e d’espressione finiscano per fare informazione, in qualche modo. Soprattutto quando trattano il sociale e l’attualità , richiamando l’attenzione, documentando. E suscitando il confronto , creando la discussione”

Fino alla politica? Un anno fa in Bosnia, lei ha contribuito a fondare un partito multi-etnico

“Ho deciso di vivere a Sarajevo e credo sia importante provare a fare qualcosa per il mio Paese. Il Nostro Partito ( Nasa Stranka , guidato da Bojan Bajic ex membro del partito socialdemocratico di Bosnia ndb) si propone di combattere le divisioni etniche , religiose e nazionaliste che avvelenano la nostra scena politica. Perchè il ruolo dell’arte è importante , ma limitato”

Buone notizie dalla Bosnia?

“Nonostante tutto, manteniamo il nostro sense of hunour. Credo sia l’effetto del senso di sopravvivenza sviluppato durante gli anni di guerra”

E il Sarajevo Film Festival in cui lei stesso è coinvolto ? Arrivato alla quindicesima edizione continua a crescere

“E’ un evento importante. Ospita progetti interessanti, e sono sempre di più i produttori stranieri che vengono a valutarli. Certo , non possiamo competere con i festival europei che hanno a disposizione grandi budget”

Problema ricorrente , in Bosnia, quello economico..

“Il problema vero è che qui nessuno ha vinto la guerra. O almeno , questo è il risultato stabilito dagli accordi di Dayton, quattordici anni fa. Oggi la Bosnia rimane un Paese povero , arretrato. E impossibilitato a progredire. Perché la nostra Costituzione , di fatto , impedisce lo sviluppo, l’evoluzione. Siamo fermi alla spartizione che fu pattuita: qui non puoi essere un cittadino bosniaco, devi comunque essere musulmano piuttosto che cattolico , oppure ortodosso”

Danis Tanovic

Ci sono soluzioni?

“Dall’interno non possiamo fare nulla. E se l’Europa o gli Stati Uniti non intervengono, credo che la radicalizzazione religiosa diventerà un problema sempre più grave per questo Paese”

Ma lei ha fiducia nell’Europa?

“Vorrei ricordare che i bosniaci sono ancora costretti a chiedere il visto per entrare nei Paesi europei. Il paradosso è che a minare la possibilità di ingresso in Europa è la componente serba, ma a subirne gli effetti siamo noi. Io mi dichiaro europeo, mi sento a casa a Bruxelles, come a Londra , o a Parigi. Ma non vedo una politica europea”

Tornando all’inizio: che cosa ha imparato girando Triage?

“Gli effetti della guerra te li porti addosso, anche e soprattutto se faiu un mestiere speciale , romantico, come il fotoreporter. E il ritorno a casa è sempre difficile. Ma ne vale la pena”