mercoledì 29 aprile 2009

INTERVISTA AD ANDREA RICCARDI , STORICO E FONDATORE DELLA COMUNITà SANT’EGIDIO


“La differenza tra Papa Wojtyla e Papa Ratzinger è soprattutto l’approccio”

Si spieghi meglio

“Benedetto XVI è un teologo, uno studioso. Giovanni paolo II era un utopista. Ma il Papa mi ha detto che intende seguire la strada di Wojtyla . Oltre all’aspetto ufficiale e accademico , non ci scordiamo che il dialogo tra le religioni , alla fine, è l’arte di vivere insieme”

Quale è lo stato di quest’arte in Italia?

“Non buono. Intanto è saltata una previsione”

E cioè?

“C’è chi diceva che in pochi anni saremmo diventati un Paese musulmano. Invece in Italia l’ortodossia cristiana ha raggiunto l’Islam”

Grazie all’immigrazione dell’Est. I rumeni..

“Ecco. Considerarli barbari mi pare una follia. I rumeni saranno italiani , tra una generazione. Dovremmo ragionare meglio sulle migrazioni dei popoli”

Invece si propongono ronde e si chiede ai medici di denunciare gli immigrati clandestini.

“Alcuni brutti episodi creano allarme. Ma troppo spesso sfuggono parole di disprezzo, che generano rabbia. E la crisi moltiplica questa rabbia”

Perché?

“E’ una crisi senza responsabili raggiungibili. Quindi ce la si prende con il vicino. Col diverso. E così si arriva ai livelli delle banlieus parigine”

Oltre al dialogo che cosa si può fare?

“Intanto pensare a uno dei problemi che crea maggior malessere : la casa”

Il governo ha varato un piano?

“Penso che sia giusto muovere il mondo dell’edilizia”

Il centrosinistra è insorto: c’è il rischio di abusi, mostri di cemento e via dicendo

“Il rischio va gestito: non posso smettere di mangiare per evitare le indigestioni”

Detto ciò il disprezzo contro il diverso è anche un’arma politica.

“Di chi non ha identità. Se esiste un’identità italiana, se essere italiani ha un senso, ci si può confrontare con tutte le diversità. Io ho una salda identità cristiana e questa mi permette grandi avventure e amicizie con mondi molto diversi. Ma se noi crediamo nell’identità italiana non è che ce la caviamo urlando contro gli zingari. O alzando i muri”

Il Padano Gentilini demonizzatore feroce dei rom, un’identità forte ce l’ha. E’ quella leghista.

“L’identità padana non esiste . Non è pelle , è una maglietta. E’ una non identità sventolata. Le posso dire un problema serio della politica italiana?”

Mi dica.

“Manca qualcuno che abbia una visione”

Che cosa sarebbe una visione?

“Ai giovani non si può parlare dei problemi di buste-paga e pensioni. Bisogna dirgli dove vogliamo far andare il paese. I vecchi democristiani , avendo una visione, si permettevano di avere rapporti più laici con la Chiesa. E più capacità di negoziazione”

Pensa che i politici italiani oggi siano in balia della Gerarchia ecclesiastica?

“No.Sinceramente non credo al politico obbediente”

Sul caso Englaro?

Con tutto il rispetto per le famiglie sofferenti , ho avuto una punta di fastidio di fronte alla drammatizzazione del problema del fine vita”

Perché?

“Questo è un paese in cui molti anziani restano soli e non vengono assistiti. Il problema è la mancanza , non l’eccesso di cure”

Vabbè , ma sul testamento biologico..

“Da cattolico non credo che la vita sia a disposizione di ognuno di noi. Vale anche per la pena di morte : la vita non è nemmeno a disposizione degli Stati”

Ma in uno stato laico ognuno dovrebbe poter decidere per sé , o no?

“Ma una società deve avere anche delle idee di fondo , e queste, in termini molto laici, le prendiamo anche dalla tradizione cattolica del Paese”

Lei è favorevole alle unioni di fatto?

“Viviamo in un mondo sfasciato. Se non si tiene in piedi la famiglia..”

E che cosa c’entra questo con le unioni di fatto?

“Sono per i diritti . Ma non si può mettere tutto sullo stesso piano : meno famiglia significa più fragilità sociale”

Lei crede nel progetto del terzo polo centrista e cattolico a cui lavora Pierferdinando Casini?

“Guardi, io non sono mai stato fanatico del bipolarismo, anche perché non credo all’effetto salvifico delle strutture e dei sistemi politici. Il bipolarismo, poi. è un sistema che drammatizza i problemi , non solo quelli etici. La seconda repubblica , bambina mai nata, ci ha regalato una classe dirigente modesta”

La sta prendendo da lontano

“C’è un problema serio di cultura politica , che oggi è immiserita. E mi sembra che i cattolici siano spesso a disagio nei due poli”

E quindi?

“Quindi il progetto di una polarità terza, laico-cattolica , non è impensabile . Anche se un amico ex segretario..”

Chi sarebbe…?

“Veltroni . Bè , lui mi ha detto che con questa terza polarità si tornerebbe alla politica dei due forni”

Che cosa gli ha risposto?

“Che il terzo polo aiuterebbe a moderare il calore di entrambi i forni. Bisogna ricominciare da un linguaggio politico della mediazione. Non solo. La classe politica , invece di correre dietro agli umori della gente , deve guidare i cittadini , scommettere sulle proprie idee e magari perdere”

Mi fa un esempio?

“La sicurezza ; se il centrosinistra dice le stesse cose del centrodestra , è ovvio che i cittadini si affidino al modello originale e non alla copia”

Il suo amico Veltroni le propose di fare politica nel Pd. Lei rifiutò.

“Sono abbastanza vecchio per decidere di non cominciare nuove avventure”

Non è che rifiutò per non vincolare Sant’Egidio a una parte politica?

“Certo. Ma rifiutare la militanza partitica sin da ragazzo è stata la scelta che mi ha cambiato la vita”

Ha rifiutato molti inviti?

“Qualcuno. Sin dai tempi della scuola”

Che scuole ha frequentato?

“Dopo una parentesi a Rimini , ho finito le superiori al Virgilio , un liceo romano. In quel periodo ho scoperto il Vangelo”

Roma esplodeva nella contestazione..

“Non vorrei essere l’ennesimo che parla del ‘68”

Non lo faccia . Mi spieghi solo come un ragazzo di diciotto anni che vive in mezzo agli sconvolgimenti sessantotteschi decide di abbracciare il Vangelo. Lei è di famiglia cattolica?

“Laica, mio padre era presidente di una banca. Leggeva il Mondo di Pannunzio, Io per un po’ ho frequentato assemblee e collettivi. Poi ho capito i limiti di questa politica e ho cominciato ad andare in periferia, in mezzo alle baracche di Ponte Marconi”

Da solo?

“Eravamo una ventina. Nel 1968 ci qualificammo nelle borgate come gruppo di ragazzi cattolici. Ci prendevamo molto sul serio”

Per un po’ ,all’inizio , avete gravitato nella galassia di Gioventù studentesca di Don Giussani

“S’è capito presto che eravamo un’altra cosa”

Nella sede trasteverina di Sant’Egidio quando ci arrivate?

“Nel 1973. Trovammo questo convento semi-abbandonato che apparteneva allo Stato”

Ci siete entrati per grazia ricevuta?

“No, in pratica lo abbiamo occupato. In quel periodo ci legammo a Don Paglia..”

L’attuale vescovo di Terni

“Allora era un ragazzone con le basettone lunghe. Si affacciò a una nostra riunione , in periferia, e da lì…Con lui ci sentivamo più dentro alla Chiesa Romana. Nel 1974 partecipammo al convegno su “I mali di Roma” , organizzato dal Cardinale Poletti e raccontammo la nostra esperienza : Vangelo , amicizia , poveri”

Che rapporti avete con la Curia Romana?

“Buoni con Poletti. Poco o niente con gli altri. Ci diceva “San Francesco aveva il cardinale protettore Ugolino da Ostia, voi avete Ugo Poletti”

Vi sentivate un po’ francescani?

“San Francesco ci piace ancora: vivere il Vangelo a contatto con i poveri , rigenerare la vita dei quartieri e delle chiese arrivando dove nessuno arriva”

Ora siete anche missionari di pace. Capi di Stato e ambasciatori bussano alla porta di Sant’Egidio . Quando siete passati dalle borgate alla diplomazia internazionale?

“io ho sempre avvertito il provincialismo dell’Italia. La prima spedizione fuori dalle mura di Roma però fu a Napoli , dove c’era il colera. A vent’anni andavamo a Istanbul del patriarca ortodosso. Mi ricordo i cristiani iracheni profughi della guerra con l’Iran che abbiamo accolto a Roma. Poi il Mozambico..”

Dove avete mediato tra la guerriglia e il governo e contribuito alla pace, nel 1992

“L’Europa dovrebbe occuparsi molto di più dell’Africa : riceviamo l’immigrazione africana, ma abbiamo abbandonato quel continente. E intanto i cinesi lì fanno affari e propongono il loro modello di civiltà . Tra l’altro , anche dal punto di vista religioso l’Africa è ingarbugliata e interessante”

Perché?

“Come in America Latina , vi nascono nuove chiese cristiane, dove si parla soprattutto di malattie e successo. Proprio in Africa ho sentito una preghiera per la carriera. Tra un po’ lì ci sarà un mini-concilio. La chiesa cattolica dovrà confrontarsi con questi fenomeni e parlare anche del rapporto tra cristiani e le guerre”

Lei ne ha viste tante di guerre?

“Sì. La prima è stata quella del Libano. Portai a Wojtyla le foto della strage di Sabra e Chatila”

Il suo accesso al Papa è sempre stato così diretto ? Quando lo conobbe?

“Nel ‘78 visitò un monastero di monache cappuccine nel quartiere della Garbatella. Il suo primo fuori programma . Noi lì avevamo un asilo per bambini di ragazze-madri. Abbiamo ancora la foto di Wojtyla seduto sui mini-banchi. Poi venne a Sant’Egidio e ci invitò a ricambiare la visita. Uscendo dalla porta disse a Don Stanislao “parlate , mettetevi d’accordo”. Ma da Giovanni Paolo II non sono mai arrivati ordini. Ecco , non mi ha ancora fatto questa domanda..”

Quali?

“Prendiamo ordini dal Vaticano?”

Di Sant’Egidio si dice di peggio

“Lo so, lo so”

Che siete una setta..

“All’inizio eravamo semplicemente un gruppo di giovani, sgangherati ma molto militanti..Altri in quel periodo facevano processi proletari”

Vi vestite tutti uguali , praticate riti..

“..praticamente satanici eh,eh”

Lei ha mai pensato di farsi prete?

“No , ci tengo alla mia condizione di laico, ma ora a Sant’Egidio i preti ci stanno”

A Cena col nemico?

“Hassan al Tourabi, ideologo del fondamentalismo islamico sudanese”

Ha un clan di amici?

“Ne ho molti , non solo nel mondo cattolico. Per esempio Riccardo De Segni”

Il rabbino capo di Roma

“Eravamo a scuola insieme. E ogni anno, il 16 ottobre, organizziamo una marcia da Sant’Egidio al ghetto per ricordare la deportazione nazista degli ebrei”

Un grande errore che ha commesso?

“Non imparare bene le lingue”

Come, un viaggiatore come lei..

“Mi piacerebbe capire meglio gli altri”

Che cosa guarda in tv?

“La  tv la accendo soprattutto d’estate”

Il libro?

“Dialoghi con Atenagora, di Olivier Clement . Apre gli occhi sul cosmopolitismo cristiano”

La canzone?

“Una di Guccini . Mi ricorda il mio mondo romagnolo fa “..tra la via Emilia e il west

Il film?

Si può fare …con Claudio Bisio. Parala di malati psichici. Mi ha ricordato le nostre belle esperienze con i disabili”

Il prezzo di un pacco di pasta?

“Mi avevano avvertito “attento a chi ti chiede anche i prezzi”. Ma non mi sono preparato. So che costa troppo”

Articolo 1 della Costituzione?

“L'Italia è una repubblica democratica eccetera..”

Quest’anno è il Ventennale. Dove era quando è crollato il Muro di Berlino?

“Il 9 novembre 1989 ero a Roma. A settembre ero stato a Varsavia a parlare di fronte a duecentomila persone per un incontro interreligioso. C’era Jaruzelski..Il clima era effervescente”

Si capiva che presto sarebbe successo qualcosa?

“Mario Marazziti , mio amico di Sant’Egidio, mi disse “Perché non mettiamo nel discorso una frase sul fatto che crollerà il muro?”. E io “Ma che me voi fà er profeta?”.Due mesi dopo..”

martedì 28 aprile 2009

INTERVISTA A SAVERIA RICCI , FONDATRICE DELLA RETE LENFORD, PER I DIRITTI DELLE PERSONE OMOSESSUALI E TRANS


Saveria Ricci , avvocata e fondatrice della Rete Lenford per i diritti delle persone omosessuali e trans . Grazie alla sua battaglia il Tribunale di Venezia ha aperto alle nozze gay.


Cosa è successo a Venezia : le nozze omosessuali non sono più vietate?


“Guardi , nel nostro ordinamento non c’è nessuna legge che proibisce il matrimonio tra persone dello stesso sesso”


Come, no?


“Non è previsto ma non è neanche vietato : di sicuro non c’è nessun divieto scritto nella Costituzione”


Però si continuano a impedire i matrimoni gay?


“Le rispondo con quanto ha scritto la Corte Costituzionale del Sudafrica quando ha introdotto le nozze gay “Il fatto che un pregiudizio duri da tanto, non ne giustifica la sopravvivenza”


Voi cercate dei mettervi fine: come?


“Facendo decidere alla magistratura , a cui, in democrazia , spetta il compito di interpretare le leggi”


Di fatto , quindi , la Rete Lenford aiuta tute le coppie gay che vogliono sposarsi..


“Magari! Non basterebbero tutti gli avvocati d’Italia. Ne assistiamo solo alcune, che hanno chiesto le pubblicazioni di matrimonio e se la sono vista rifiutare”


Cioè l’affissione all’albo del comune?


“Sì, sono una delle condizioni per potersi sposare. Servono per esempio a prevenire la bigamia. Si pubblica la richiesta di una coppia di andare a nozze , perché così un eventuale coniuge può vederla e dire “Quella è già mio marito, non si può sposare”.


E voi l’avete richiesta anche per delle coppie omosessuali..


“Sì: a Venezia, Torino, Roma, Pavia e Milano, Firenze… Per fortuna non è morto o svenuto nessun ufficiale di stato civile! Si sono limitati a negare le pubblicazioni. E noi abbiamo fatto ricorso. Il tribunale veneto, per la prima volta, l’ha accettato. Grazie all’avvocato Francesco Bilotta”


Perché?


“Il suo ricorso è uno degli atti giuridici più belli che abbia mai visto: una perla. Costringe alla riflessione anche l’interlocutore più indifferente”


Su cosa?


“Sul fatto che abbiamo una Costituzione in cui si stabilisce l’uguaglianza tra tutti i cittadini. E sul fatto che l’affettività è un diritto fondamentale che fa parte del diritto della salute : puoi avere un corpo sano , ma se non puoi vivere come gli altri i tuoi sentimenti e la tua sessualità , non stai bene”


Con queste argomentazioni , avete chiesto al Tribunale di Venezia di fare concedere le pubblicazioni a una coppia di uomini..


“Sulla base di questo e del fatto che, come le dicevo prima , la Costituzione non vieta le nozze gay”


I giudici cosa hanno fatto?


“Hanno analizzato la questione dal punto di vista tecnico e si sono chiesti se ci fossero dei diritti ancora non riconosciuti. E hanno riscontrato “nuovi bisogni legati anche all’evoluzione della cultura e della civiltà , che chiedono tutela”


Questo, in parole povere, cosa significa?


“Che hanno rinviato la decisione e chiesto un parere alla Corte Costituzionale”


Cioè al tribunale supremo a livello nazionale: perché?


“La corte costituzionale , che è composta dai migliori giuristi del paese , è chiamata a stabilire se una legge rispetta la Costituzione . Oppure se la sua interpretazione corrente non è precisamente rispettosa della Carta. E’ l’organo che detiene le chiavi della democrazia”


Cosa può fare?


“Può dire che una legge è incostituzionale. O va rivista la sua applicazione . E quindi può dare dei suggerimenti al legislatore . Prima che si pronunci, però, ci vorrà tempo : almeno un anno”


Lei cosa spera?


“Che continui ad indirizzare il Paese verso una democrazia più completa , garantendo i diritti di tutti. Coma ha fatto finora”


Ma è così importante che la società riconosca le unioni gay?


“Lo psichiatra Vittorio Lingiardi ha spiegato che non riconoscere ai gay il diritto di essere una coppia legale danneggia la loro salute e rinforza i pregiudizi omofobi”


Quindi la risposta è sì..


“C’è una minoranza di persone che ha dentro un tale impulso alla libertà , da riuscire a vivere senza il riconoscimento sociale che ti dà la legge. Ma per la maggior parte della gente non è così. E poi non c’è motivo per questa limitazione : come hanno scritto anche i giudici di Venezia , il riconoscimento delle nozze gay non minaccia “né interessi pubblici né privati”


La Rete Lenford difende i diritti delle persone gay , lesbiche e trans. Ce ne sono altri non riconosciuti, oltre al matrimonio?


“Pensi all’eredità : si dice che anche ora si possa lasciare tutto al partner gay..”


Non è vero?


“E’ possibile solo se non ci sono eredi legittimi, cioè genitori o figli. In più , se la mia compagna eredita da me, perde quasi metà del valore in tasse , perché per legge è un’estranea. A mia moglie non succederebbe. E non posso lasciare alla mia partner neppure la pensione di reversibilità. Ma pago i contributi come tutti: nella dichiarazione dei redditi non c’è la casella per l’esenzione con scritto: gay”


Lei , se potesse, si sposerebbe?


“Per lavoro faccio l’avvocato matrimonialista e ne vedo di tutti i colori. Per cui non lo so. Però preferirei essere io a decidere: non voglio che mi sia impedito”

lunedì 27 aprile 2009

INTERVISTA A FRANCA SCHIFANI, LA MOGLIE DEL PRESIDENTE DEL SENATO


La moglie di Renato Schifani , Franca, parla di suo marito.


Come vi siete conosciuti?


“Eravamo in viaggio . Lui era in compagnia di un gruppo di amici . Eravamo giovanissimi. Mi hanno colpito il suo sorriso particolare e comunicativo e il suo sguardo attento e sereno. Renato sin da ragazzo è sempre stato concreto e dotato di gran senso di responsabilità . Ma anche con una speciale sensibilità verso i deboli , caratteristiche che lo contraddistinguono ancora oggi e che mi hanno fatto innamorare di lui. Abbiamo avuto sin da subito molti interessi comuni. Poi siamo stati colleghi all’università e questo ha contribuito ad accrescere la sintonia non solo dal punto di vista emotivo, ma anche intellettuale e culturale”


Ora lei si trova nel mondo dei vertici istituzionali?


“Già quando Renato era Presidente dei Senatori di Forza Italia i suoi obblighi istituzionali erano notevoli. Adesso , però..”


Gli impegni che ha adesso sono un’altra cosa


“sì , ma io cerco di continuare la vita di sempre, anche se mi succede di viaggiare più frequentemente di prima”


Vi capita di avere discussioni animate in famiglia?


“Non più di qualunque altra famiglia normale. Ma per fortuna non ci siamo mai trovati distanti sulle scelte fondamentali”


Parlate di politica lei e suo marito?


“Credo che ne parliamo. Partecipo alle vicende politiche da comune cittadina e non da moglie del presidente del Senato. Io penso che il ruolo di moglie di un personaggio pubblico debba coniugare i doveri di rappresentanza con la riservatezza”


Come quando suo marito decise di entrare in politica?


“Ne parlammo a lungo, certo. Si presentava un futuro nuovo e con alcune incognite. Ma superammo le perplessità. Sui temi importanti , del resto, abbiamo sempre trovato una linea condivisa”


Suo marito è tifoso del Palermo. Lei?


“Anch’io certo. Il Palermo è la mia squadra del cuore, è una passione che mi porto dentro sin da quando ero ragazza. Quando i rosa-nero giocano in casa , se possiamo – anche se ormai purtroppo sempre meno – andiamo allo stadio . Altrimenti li vediamo in televisione”


A proposito di televisione . Chi le piace di più tra Vespa, Floris, Santoro e Mentana..


“Li guardo un po’ tutti per tenermi informata”


Diplomatica . Vediamo se continua a esserlo. E’ gelosa?


“IN quanto siciliana , incarno tutte le peculiarità della mia terra..Ma cerco anche di non essere assillante”


Mai pensato di trasferirvi a Roma?


“Non vengo spesso a Roma anche perché Renato è sempre molto impegnato. E a Palermo vivono i nostri due figli , uno dei quali abita ancora con noi”


La disturba quando suo marito viene criticato per il suo attaccamento a Silvio Berlusconi?


“No , anche perché essendo Renato uno spirito indipendente non nasconde mai i propri sentimenti. Posso dirle che Berlusconi ha sempre manifestato nei riguardi di mio marito sentimenti di grande stima e forte amicizia e gli ha dato, inoltre, la possibilità di crescere politicamente”


Suo marito sembra sempre positivo, sereno. Ce lo descrive, arrabbiato?


“Renato è un amante delle regole e ha una visione ordinata della vita , anche riguardo ai tempi di realizzazione di un progetto . Ecco quando le cose non coincidono con le sue aspettative allora passa alla protesta ..ma gli passa subito”


Cosa le piace più di suo marito , e che cosa meno?


“Renato ha una particolare capacità di farci sentire il suo affetto e questo lo rende presente e protettivo. Vorrei che proteggesse se stesso coma fa con noi. Mi piace meno la sua lontananza. Capisco comunque che essere la seconda carica dello Stato è una responsabilità che deve essere vissuta sino in fondo”

venerdì 24 aprile 2009

INTERVISTA A DAKOTA FLEMING


Come sono i tuoi compagni dell’High School , l’equivalente della nostra quinta ginnasio ?

“Se dico che sono carini poi voi giornalisti mi chiedete dei particolari. Ma se dico che non lo sono , mi rovino un sacco di amicizie”

Quando eri più piccola avevi la cotta per qualche attore?

“Ce l’ho ancora , per Brad Pitt. Non è giusto che mia sorella Elle abbia lavorato due volte con lui e io mai..”

Dakota ha accettato di entrare nel cast di Twilight. Sarà la vampira Jane.

Vampira per caso o per scelta?


“Sono molto contenta. Avevo già letto i romanzi . Non vedo l’ora di cominciare. Le offerte sono un caso , ma l’accettarle è sempre una scelta. Ho fatto molti film drammatici , ora sia Push che New Moon mi permettono di frequentare altri generi. Ricordo sempre che sono un’attrice, non recito me stessa e mi piace misurarmi con quello che non ho mai fatto.”


Però avevi già lavorato con Kristen Stewart?


“Sì nel corto di Kate Hudson, Cutless. Per uno strano scherzo cinematografico , lei, pur avendo quattro anni più di me , era mia madre. Dopo New Moon farò anche un altro film con Kristen , The Runaways, biografia di una band californiana al femminile”


E di Robert Pattinson che ne pensi?


“E’ carino..”


Molto carino?


“Ehi, stai per caso cercando di farmi dimenticare Brad Pitt?”


Cosa ti ha attratto del personaggio di Push?


“cassie ha un potere che la rende diversa , ho subito amato questo ruolo perché non ha niente in comune con i film che ho fatto prima”


Ma Cassie ti assomiglia qualcosa?


“NO, decisamente: non sono ribelle come lei. Direi anzi che è l’opposto di tutto ciò che sono”


Hai anche doppiato Caroline e la porta magica di Henry Selik , Neil Gailman , autore del romanzo , dice che si spaventeranno di più degli adulti . Che ne pensi?


“Hai ragione . Mi sono divertita sia leggere il romanzo che a fare il film ambientato in un mondo parallelo”

giovedì 23 aprile 2009

INTERVISTA A MENA SUVARI


Mena Suvari attrice.


Baciare una donna è una stranezza : è stato imbarazzante farlo con tanta intensità con Caterina Murino, ne Il giardino dell’Eden?


“Ancora con questo bacio..ma il film è un’altra cosa : parla della trasformazione di tre esseri umani colti dall’euforia della vita , dopo la prima guerra mondiale. E’ Hemingway . Non è un porno. E Hemingway usa una lingua perfetta , soprattutto nei dialoghi”


Però il bacio tra voi due è quello che ha fatto scandalo


“Scandalo? E’ la campagna pubblicitaria che ha puntato su quello. Serve un elemento che incuriosisca la gente per mandarla al cinema. Il nostro bacio è questo. Niente altro”


Il regista John Irvin ha dichiarato di averla scelta perché gli serviva una bionda , luminosa e ambigua: a cosa crede sia dovuta la sua ambiguità?


“Ambiguità? Non so esattamente cosa significhi. Forse la colgono nel mio sguardo”


Nel film voi tre sperimentate la bisessualità : anche lei come alcuni etologi crede che sia una condizione naturale per la specie umana?


“Oddio! Che ne so? Può darsi”


Mai provato attrazione per una donna?


“E’ una domanda troppo personale”


In tutti i Paesi Occidentali si discute se ammettere le nozze tra omosessuali : qual è la sua posizione?


“Non ce l’ho . So che la Chiesa è contraria , ma so anche che l’amore non ha confini. Credo che si dovrebbe permettere a ogni individuo di cercare la sua felicità”


E’ d’accordo sull’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali?


“Ho molti amici omosessuali. Alcuni potrebbero essere ottimi genitori. E nel mondo ci sono tanti bambini abbandonati. Perché non farli essere felici in una famiglia? Ma forse sbaglio io . Chissà”


Lei ha girato molte scene di nudo : c’è differenza tra girare delle scene vestiti e girarle spogliati?


“Dovrei dire di no. Per un’attrice è lavoro. Invece è diverso. Tanta gente che ti guarda , tu che mostri il tuo corpo. Si fa perché serve al film , ma è una sfida con se stessi”


La sua carriera è un’altalena , è passata da un film premiato con l’Oscar a una serie di ruoli minori : ha rimpianti?


“No, nessun rimpianto. Ho cominciato giovanissima come modella ed è stata una gran fortuna. Avevo dodici anni. Poi c’è stata l’esplosione di American Beauty , anche questa un vero colpo di fortuna. Peccato che dopo mi abbiano offerto tanti ruoli in cui dovevo essere soltanto la ragazza che passa in bikini sulla spiaggia. Li ho rifiutati. Per noi donne , in realtà, c’è poco spazio nel cinema : la parità coi maschi è lontana. Ma non ho rimpianti. Come si dice : non ho fatto sempre cose di gran qualità , ma ho scelto il meglio di ciò che mi veniva offerto”

mercoledì 22 aprile 2009

INTERVISTA ALL’ATTORE SCOZZESE GERARD BUTLER


In Rocknrolla lei è una magnifica canaglia . Quali sono i duri cinematografici che ama di più?


“Gli uomini veri di una volta : Robert MItchum, Lee Marvin e poi la coppia Newman-Redford in Butch Cassidy. Quegli eroi classici , purtroppo, non esistono quasi più. Anche Cary Grant mi piace molto , non è tra i tipi tosti in senso stretto , ma era un genio nel mescolare mascolinità e sensibilità femminile . Avevo proprio Grant in testa , come modello , mentre recitavo i dialoghi della commedia PS I love you”


In Rocknrolla , oltre al balletto alla Pulp Fiction con la supersexy Thandie Newton, lei balla con suo collega gangster omosessuale. Non teme che la sua immagine di supermacho possa risentirne?


“Assolutamente no. Se fosse stato il genere di cosa che potevo infastidirmi , avrei sbagliato mestiere. L’attore accetta di interpretare un ruolo e deve adattarsi alle situazioni del racconto. Trovo che il personaggio del mio compare gay Handsome Bob sia una delle cose migliori del film. Lo stereotipo del gangster macho e sciupafemmine viene rimesso in discussione. Thandie Newton , poi. è una vera bomba di sex-appeal. Il balletto lo abbiamo improvvisato scimmiottando John Travolta e Uma Thurman . Più che sexy diventiamo un po’ ridicoli”


Si parla già di un sequel?


“Non so, staremo ìa vedere. Di solito non amo ripetere qualcosa che ho già fatto , anche se mi sembra di averlo fatto bene. Per esempio , ho sentito dire che forse ci sarà un sequel, oppure un prequel di 300 , ma non m’interessa un granché”


A proposito di prequel da tempo si dice che lei sarà Jimmy Malone giovane, nel capitolo numero uno degli Intoccabili . Quando inizieranno le riprese?


“E’ da un paio d’anni che Brian De Palma mi ha scelto per la parte che fu del mio connazionale Sean Connery. Al momento c’è una controversia legale per i dritti del film per cui non so quando comincerà la produzione. Ad ogni modo, spero che le riprese comincino al più presto, perché la sceneggiatura è una delle migliori che io abbia mai letto. Secondo me vale quanto Gli Intoccabili e il primo Padrino messi insieme”

martedì 21 aprile 2009

INTERVISTA A MARCO CONFORTOLA, SOPRAVVISSUTO AL K2


Marco Confortola è sopravvissuto alla tragedia del K2dove nell’agosto 2008 persero la vita 11 persone. Lui ci ha rimesso piedi e mani.


Ripensi mai a quella notte all’aperto a 8300 metri , sorpreso dal maltempo, e alle 5 persone che hai visto morire di freddo?


“Ormai ho voltato pagina , è un episodio che appartiene al passato. Mi dispiace se qualcuno pensa che io sia insensibile – sono stato accusato di questo – perché questo è il mio carattere : sono un combattente nato e credo che sia sbagliato piangersi addosso , nell’alpinismo come nella vita


Secondo te perché ce l’hai fatta? Esperienza, fortuna , fisco : quale di queste cose ha contato di più?


“La montagna è più forte di tutto: è lei che decide. Sono qui perché l’ha voluto il K2. A questo aggiungiamoci una buona dose di fortuna più un fisico e una testa particolari. Sono come un militare e anche nelle difficoltà corpo e mente vanno nella stessa direzione. Anche quando ero seduto in mezzo alla neve a ottomila metri cercando di stare sveglio , battendo di continuo mani e piedi , ho avuto la certezza che sarei tornato a casa


Nell’alpinismo estremo la morte non è un evento poi così eccezionale. La maggior parte della gente fatica a capire come si possa andare volontariamente così incontro alla morte . A nome della categoria cos’hai da dire?


“Dico che rischia molto di più chi si mette al volante ubriaco. Noi siamo professionisti preparati, consapevoli di quello che andranno ad affrontare. Poi, certo, capita l’imprevisto ma come in tutte le cose . Gli alpinisti non sono dei pazzi che vanno a scalare le montagne per cercare delle cose che non trovano nella vita di tutti i giorni”


Ok, però facciamo un esempio nel 2006 sei salito sull’Annapurna dove le statistiche dicono che uno su tre muore. Voi eravate in quattro. Cosa pesavi prima di partire?


“Non ho mai pensato di morire , né che potesse succedere qualcosa ad uno dei miei compagni di spedizione. Volevo solo arrivare in vetta e tornare a casa il più presto possibile”


Sul K2 hai cercato di dare una mano a due coreani e al loro sherpa che poi sono morti. Qualche anno prima, sull’Everest, insieme a Silvio Mondinelli , ha salvato la vita a due spagnole . La storia dell’alpinismo , però, è piena di abbandoni , di gente lasciata in mezzo alla montagna dai propri compagni di spedizione . Come fa la gente normale a capire queste cose?


“Beh, intanto, ci tengo a dire ch ‘io sono una persona normale. Nella mia vita non faccio solo l’alpinista , sono anche guida alpina e maestro di sci. In più, lavoro per l’elisoccorso di cui conosco bene le logiche. Per esempio so che quando sto salvando qualcuno non posso rischiare oltre un tot perché altrimenti cade l’elicottero e in un colpo solo ne muoiono otto”


La stessa cosa , quindi, vale in alta montagna?


“Sull’Everest , io e Gnaro ( soprannome di Silvio MOndinelli) abbiamo aiutato due spagnole perché avevamo ancora forze , altrimenti anche noi le avremmo abbandonate. Quando sei allo stremo e cerchi di aiutare qualcuno , di solito, si finisce per morire in due. Se sono in pericolo penso alla mia vita e non a quella di altri : è naturale”


Il famoso istinto di sopravvivenza?


“C’entra anche l’egoismo. E’ una caratteristica obbligatoria per chi vuole scalare gli ottomila. Chi non ce l’ha , muore. Idem per la paura. Chi in montagna non ha mai paura è destinato a fare una brutta fine


Rimpianti?


“Aver dedicato poco tempo ai miei affetti. Amo i bambini , ma tra le spedizioni e il mestiere di guida alpina che mi costringe ad alzarmi tre mesi all’anno alle tre del mattino , ho finito per perdere l’unica persona che mi avrebbe potuto regalare questa gioia. A 37 anni è difficile ma spero ancora di innamorarmi”


Cosa si prova in cima a un ottomila?


“soddisfazione ma anche preoccupazione per la discesa. Sei talmente in alto che vedi la curvatura della Terra. E’ uno spettacolo straordinario ma non riesci a godertelo: solo una volta , sulla vetta del Cho Oyu (8200 metri) sono rimasto quaranta minuti sdraiato a pancia in su sulla neve. La vera gioia arriva un paio di giorni dopo che si è tornati nel campo base : non quello seguente perché la stanchezza è tale che non riesci ancora a ragionare”


Come si vive senza dieci nei piedi?


“Prima dell’incidente avevo il 43 di scarpe : ora ho il 35 e mezzo. L’unica vera differenza è quella. Spesso ho dolori, la notte fatico a dormire ma nulla mi impedirà di portare più forte di prima. Se tutto va bene, l’anno prossimo mi rivedrete sugli ottomila”

lunedì 20 aprile 2009

INTERVISTA A LUCA ARGENTERO


Luca Argentero ha fatto parte del film “Diverso da chi?” insieme a Claudia Gerini e Filippo Nigro.


Questo è il secondo gay della sua carriera. Non ha paura di finire incastrato in un cliché?


“No.Interpretare un gay è solo un modo di rappresentare la seduzione. Del resto Piero è molto diverso dal Lorenzo di Saturno Contro . Il suo vezzo è lo stile , ha un’attenzione maniacale per i vestiti, è molto educato e anche molto attento verso gli altri. Con Umberto Carteni , il regista, lo abbiamo creato lavorando molto sui costumi. E io ho fatto attenzione ai gomiti”


Ai gomiti?


“Certo. Se tieni i gomiti molto stretti vicini al corpo , immediatamente la tua postura cambia e sembri più composto, più attento a quello che fai. E poi mi sono documentato parlando con chi lavora all’Arcigay e leggendo dei libri. Anche se , dovendo fare una commedia , non ho voluto approfondire troppo le problematiche legate all’omosessualità”


Piero e Remo sono la coppia che tutti vorremmo essere : solidale, rispettosa , innamorata, capace di perdonare. Non sarà che funziona meglio la coppia gay?


“La risposta a questa domanda è nel titolo del film: diverso da chi? Remo e Piero sono l’apoteosi di quello che dovrebbe essere la normalità . Claudia Gerini che, in teoria , rappresenta i valori della famiglia e della normalità , si rivela una persona totalmente sballata . Allora chi è normale? E’ questo il plot del film : prima di stabilire il concetto di diversità , dovremmo fissare quello di normalità”


La politica non ci fa una bella : lontana dalla gente , ipocrita, avvitata su stessa.


“Penso che sia molto peggio di come è descritta nel film. Quando si parla di temi importanti che riguardano l’etica non riesce mai a essere saggia. Basta guardare il dibattito sulla legge sui fine vita. Dopo la morte di Eluana Englaro , mi sono reso conto che, come cittadino, da quella storia tristissima non avevo imparato niente. Perché, ascoltando i dibattiti politici, non si capiva nulla , se non che ognuno doveva difendere i propri interessi. Per capire , mi sono letto un libro di Umberto Veronesi , Il diritto di morire. E lo stesso vale per i Dico : è stata solo una querelle fra due parti che si contendevano l’elettorato”


Che posizione ha sui Dico?


“Fino a quando lo Stato non si libererà dell’ingerenza delle religioni sarà impossibile affrontare con serenità qualsiasi questione che riguardi la morte , la famiglia, il matrimonio. Ho sempre pensato che famiglia vuol dire prendersi cura di qualcun altro in ogni modo e forma. Se due persone si vogliono bene , si sostengono economicamente , si aiutano , che importanza ha se sono uomini , donne, etero, gay , africani o cinesi? Perché non devono avere gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri? L’amore è anche una questione di responsabilità”


Responsabilità , rispetto della diversità , capacità di essere padre. Nei suoi film e nella realtà lei sembra l’icona del maschio ideale. Molto diverso dai suoi coetanei . Ci fa o ci è?


“Forse quello che manca alla mia generazione è il coraggio. Sia nel lavoro che nell’amore . Io amo le sfide. Quando mi hanno chiamato per Carabinieri non avevo mai recitato , ma ho accettato la sfida. E anche in amore sono così. Da cinque anni vivo con la ragazza che amo”


Dicono che vi sposate?


“Prima o poi accadrà perché lo desideriamo. Ma la prima a saperlo sarà mia madre , non la stampa”


E magari vuole tanti bambini?


“Quando avevo vent’anni , sognavo di vincere le Olimpiadi e di avere tanti figli . Posso realizzare il secondo sogno”


Dice così , ma poi, molti uomini fuggono emotivamente


“Lo so , però secondo me si ripete l’esempio che si è ricevuto. Vorrei dare a un figlio la stessa sensazione di sicurezza e protezione , di severità e di dolcezza , che mi ha trasmesso mio padre”


I suoi genitori sono stati molto severi?


“Tante regole , ma anche tanto libertà. Mio padre è un grande sportivo : sci, tennis , pesca subacquea . Io fino ai 17 anni ero una promessa del tennis , poi ho smesso perché ho capito che non sarei mai diventato un campione”


Eccellere sempre


“Se mi dici di lavare questo pavimento, lo tiro a lucido. Non sopporto le cose fatte male. Sa qual è il mio sogno? Interpretare un supereroe”


Spiderman


“Il mio preferito è Superman. Come spiega Keith Carradine in Kill Bill 2 , gli altri eroi sono esseri umani con superpoteri che indossano una maschera. Invece in Superman la maschera è Clark Kant perché lui è un super eroe nell’essenza”


Qualche problemino di onnipotenza?


“Dice?”

venerdì 17 aprile 2009

INTERVISTE A BARBARA D'URSO

Nei suoi Mattino e Pomeriggio Cinque ci sono spesso conversazioni scollacciate, rotear di tette.

“Mi prendo in giro. Scherzo. Poi vengono anche momenti importanti , soprattutto la mattina , quando parlo dei problemi dei cittadini”

Mi faccia un esempio

“Mi sto occupando parecchie di violenze sule donne e di anoressia. Molte ragazze mi scrivono per ringraziarmi”

Accostando immagini ultra pop e casi tragici non si rischia di speculare sul dolore?

“La miscela alto-basso non l’ho inventata io. E comunque sono molto attenta a tener distinti i momenti di approfondimento da quelli di cazzeggio”

Maria De Filippi ha detto che è vergognoso mandare in onda , come fa lei, certi litigi virulenti del Grande Fratello

“Maria mi ha chiamata per dirmi che è stata fraintesa”

Quei litigi e certe gag non sono uno bello spettacolo

“Se commentati con ironia..L’atro giorno con Alessandra Mussolini abbiamo riso per un ora guardando la concorrente tettona del Gf che si strizzava il seno siliconato. Un’immagine orribile , certo, ma fa ridere”

Gli inquilini del Gf sono spesso triviali

“Credo sia più diseducativo trasmettere certi film violenti”

Questa frase profuma di retorica auto-assolutoria

“Mando in onda scene del Grande Fratello anche perché sono aziendalista. Siamo un contenitore Mediaset”

Ah, ecco. Lei lo farebbe un reality come concorrente?

“Mai. Neanche legata . Neanche sotto tortura. Ventiquattro ore su ventiquattro con le telecamere che ti spiano? E la privacy?”

La privacy ? Lei sta sotto i riflettori più tempo di Vespa, Floris, Vinci e Santoro messi insieme

“Ma lei è il primo giornalista a entrare in casa mia , per un’intervista , e a vedere il mio privato, i miei mobili..”

Lei chi preferirebbe come ospite dei suoi pomeriggi : Fini o Franceschini?

“Franceschini non l’ho mai incontrato. Fini, invece, lo conosco. E’ una persona intelligente”

Fini potrebbe essere il futuro leader del Pdl?

“Certo, perché no?”

Tra la De Filippi e la Hunziker chi accoglierebbe nel suo studio più volentieri?

“Tutti e due. Posso rispondere così?”

Solo se poi sceglie chi vorrebbe tra Fiorello e Bonolis?

“Fiorello. Praticamente l’ho scoperto io. eh, eh”

E come , scusi?

“Gli ho fatto la sua prima grande intervista. Aveva appena cominciato il karaoke. Su King, il periodico co cui collaboravo, pubblicammo le sue foto a torso nudo”

Ha fatto bene Mike Bongiorno a fare lo spot per il Fiorello di Sky?

“Sky o no, a me quella coppia diverte molto”

Lei che cosa guarda in tv?

“Non guardo le tv”

Non menta

“Faccio cinque ora di diretta al giorno. Le pare che quando torno a casa accendo la tv?”




Chi gliel’ha fatto fare di accettare di condurre trasmissioni in diretta sia il mattino sia il pomeriggio?




“E’ stata un’idea di Piersilvio”




Le deve stimare molto




“Nel 2004 mi ha chiesto l’esclusiva anche per le fiction. Ho dovuto interrompere le riprese di Orgoglio”




Quest’anno , quando ho cominciato con Pomeriggio Cinque , gli ascolti non erano un granché




“Ora superiamo spesso La vita in diretta . Mi pare una cosa incredibile . Quelli di Rai Uno sono una macchina gigante. Noi un gruppetto minuscolo”




Sarà miliardaria , visto che le trasmissioni vanno bene




“Mantengo me e i miei figli . Ma guardi che è faticoso. Fisicamente faccio una vita di cacca”




Se l’è scelta lei?




“Certo e ne sono felice. Appena sveglia , alle 5.30. faccio per tre volte il saluto al sole , yoga”




Alle 5.30 non c’è il sole




“La scena infatti è un po’ triste”




Si droga




“No. Avrei un’altra pelle se mi drogassi. Oh , ma ha visto quanto sono in forma? E ho 51 anni”




Se fosse una signora che passa le sue giornate in casa guarderebbe le trasmissioni di Barbara D’Urso?




“Sì , per rilassarmi. Io intrattengo, anche facendo ridere. E’ il mio mestiere da trentuno anni , il mio pane. Sono un animale da diretta”




La sua prima apparizione in video?




“Nel 1977, a vent’anni”




Studi?




“Al liceo, mi hanno pure bocciata”




La sua infanzia?




“Non molto felice , a Napoli. Mia madre è morta che avevo 11 anni , dopo una lunga malattia. Ricordo i flaconi di sangue accanto al suo letto, per le trasfusioni”




Suo padre?




“Era avvocato. Quando a diciotto anni gli comunicai che sarei andata via di casa mi disse “Se lo fai , per me sei morta”. E così è stato”




Il suo primo lavoro?




“La fotomodella. Uscì qualche foto sulle pagine napoletane di Vogue , eh eh. Poi mi trasferii a Milano. Nell’ambiente fashion mi risero in faccia : ero poco alta e avevo troppe tette. Con la pubblicità andò meglio . Alla fine la mia agenzia mi mandò a Tele Milano 58”




La prima tv di Berlusconi




“Prendevo una miseria e facevo di tutto: l’annunciatrice , la valletta, la conduttrice. Con Claudio Lippi, con Diego Abatantuono..”




Come era Berlusconi a quei tempi?




“Aveva un pullman grigio che usava come studio ambulante. C’era un biscione sulla fiancata. Passavamo 12 ore al giorno nel sotterraneo del Jolly Hotel , a MIlano2. Lui ogni sera faceva le pulci alle trasmissioni. Dopo un paio d’anni mi chiamarono in Rai..”




L’ambiente tv..




“Lo so co si pensa. Ed è come lo si pensa. Ma io non ho mai ceduto alle avances dei marpioni catodici per fare carriera”




Dicono tutti così




“so anche questo, dato che intervisto molte televisive. Che dire? Con me ci provavano, ma niente..anche perché avevo una condizione sentimentale particolare”




E cioè?




“Ero fidanzata con Memo Remigi”




Il cantante? Ma ha vent’anni più di lei!Sperava le desse una mano per la carriera?




“Macché . ero innamorata. Viveva da me. Mi faceva un po’ da papà. Antonio Ricci e Beppe Grillo ancora mi prendono in giro. Mi canticchiano “Sapessi come è strano, sentirsi innamorati a Milano”




Remigi e Ricci . Entrambi erano a Domenica In , dove lei andava in onda a fianco di Pippo Baudo




“Contemporaneamente entrai nel cast del film La casa rossa , con Alida Valli”




Sul set, senza aver mai recitato prima?




“Evidentemente un po’ di talento c’era ..ma giuro…mai nemmeno un bacio per avere una parte. Se fossi stata più disinvolta avrei raggiunto prima certe conduzioni del sabato sera”




Non che allora avesse un’immagine da santarella




“Che cosa vuol dire?”




Su Youtube gira un video in cui lei canta..




“ah , ah . Dolceamaro”




Un pezzo zeppo di doppi sensi “..non finire adesso proprio non finire”..cantato sospirando




“Allora si cantava così, alla Viola Valentino. Ci crede se le dico che i doppi sensi li ho capiti solo dopo?”




No. Come mai incise un disco?




“Me lo propose Mario Rapallo , un piccolo discografico. Ero giovane , facevo tv, ero sulle copertine dei settimanali con Baudo. Disse che sarebbe stato un successo. Lo sa chi era il giovane esordiente della stessa scuderia che faceva con me le tournée promozionali”




Chi era'?




“Vasco Rossi. Con Vasco in quel periodo ho avuto una storia d’amore pazzesca. Mi dedicò una canzone”




Quale?




“Non l’ho detta nemmeno ai miei figli”




Una volta ha raccontato che le sue due gravidanze hanno pesato sulla carriera in tv




“C’è stata una pausa . E riprendere non è stato facile . Tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio ‘90 sono passata per Odeon Tv. La mia trasmissione Per amore , era prodotta da Marco Bassetti e Stefania Craxi , ai loro esordi. E’ allora che ho cominciato a fare la giornalista”




Con chi?




“King e Moda , i periodici diretti da Vittorio Corona . Con le mie interviste super trasgressive ci hanno fatto un libro: Debole è la carne”




E’ ancora giornalista?




“Sono stata radiata dall’Ordine perché facevo spot”




Ha mai usato il gossip per auto-promuoversi?




“No.Fabrizio Corona , figlio di Vittorio, dice che sono pazza. Che potrei fare un sacco di soldi. Ma insomma ..ho rifiutato anche 500000 euro per fare un calendario”




Il suo ultimo matrimonio è finito un paio d’anni fa a causa di un paparazzo: suo marito è stato beccato con un’altra




“Il mio ex marito sta ancora lì che piagnucola e dirama memoriali. La cosa più dolorosa è questa”




Televisivamente , invece, quale è stata la sua esperienza più dolorosa?




“Reality circus”




Un mega flop




“Era una trasmissione onesta ed elegante. Non ho mai capito perché andò così male”




La chiusero. E chiusero anche Fantasia




“Tagliarono l’ultima puntata”




Già che ci siamo infierisco: Paolo Bassetti, di Endemol, dopo la sua seconda stagione di conduzione del Grande Fratello , disse che era il caso di sostituirla , perché ormai lei sembrava una zia




“Mi ha chiamato per dirmi che non ha pronunciato quella frase. E comunque , quell’anno per la prima volta una trasmissione , il mio Grande Fratello , superò ascolti Sanremo”




Si è beccata cinque Tapiri da Striscia




“Il primo per una querelle con Elisabetta Gardini : il suo personaggio in Una donna per amico era una copia della mia Dottoressa Giò”




Elisabetta Gardini ora fa politica al fianco di Berlusconi. A lei hanno mai proposto una poltrona?




“Sì. Nel 2004 . Qualcuno dalle parti di Forza Italia mi chiesero se volevo andare a Strasburgo . Dissi di no , perché non so fare politica. Io conduco, recito, canto…lo sa che ho fatto un musical con Montesano al Sistina ? Garinei mi fece sette provini”?




E lei lo sa che su Facebook ha dei critici feroci. C’è un gruppo che si chiama “Eliminiamo Barbara D’Urso dalla Tv”. Ha centinaia di adepti?




“Lo so, Lo so.Mi fa ridere. Il gruppo dei miei fan però è parecchio più affollato”




Lei frequenta Facebook?




“Ho un profilo. Ma non sono io curarlo. Io non so nemmeno aprire una email”




A cena col nemico?




“Le potrei dire il produttore Mauro Berardi. padre dei miei figli, da cui mi sono separata più di dieci anni fa”




Qualcuno legato alla sua professione?




“Aldo Grasso”




Il critico tv del Corriere. La massacra abbastanza..




“Gli vorrei parlare. Non capisco se gli piaccio o no. Una volta mi ha messo tra i vinti della tv, proprio mentre il mio programma faceva il 27%”




Ha un clan di amici?




“Sasà imprenditore . Loredana imprenditrice..”




Il film della vita?




“Rocky Horror Picture sHow”




Il libro?




“Mille splendidi soli di Khaled Hosseini”




La canzone?




“Non è mai un errore di Raf”




Quanto costa un litro di latte?




“E che ne so? Chi ha il tempo di fare la spesa”




Quanti sono gli articoli della Costituzione?




“No, ti prego. Non lo so”




I confini dell’Iraq?




“Giammiiii”




Chi è Giammi?




“Giammauro il mio figlio maggiore. E’ appena stato in Giordania con i medici di Operazione smile”

giovedì 16 aprile 2009

INTERVISTA A ROCCO BUTTIGLIONE


Rocco Buttiglione , presidente dell’Udc

Sulla legge 40 è duro scontro Fini- Casini. E’ d’accordo con il leader?

“Qui c’è una questione istituzionale prima di tutto : uno può essere d’accordo o no sul fatto che la legge 40 sia una buona legge. Ma è una legge del Parlamento , e difendo le prerogative del Parlamento.

Un’intrusione della Consulta?

“Esiste una tendenza giurisprudenziale della Corte Costituzionale a invadere le prerogative del Parlamento. Se uno pensa che sia una brutta legge ha il diritto di pensarlo: deve fare appello non alla Corte Costituzionale , ma agli elettori , spiegando perché è una cattiva legge e facendosi dare la maggioranza per fare un’altra legge . Così funziona la democrazia”

Invece che accade secondo lei?

“Un paese in cui la Corte Costituzionale si prende il diritto di dire ai cittadini e al Parlamento avete sbagliato, vi dico io qual è la legge giusta da fare, non è più un paese democratico”

Per Antinori il referendum fu viziato dalla propaganda mediatica

“Dicono che il Papa si imponga alla società italiana : la verità è che abbiamo dei papi laici , che impongono alla società i loro valori senza passare per la sfida democratica del confronto”

Quindi per lei la legge 40 è una buona legge?

“Io penso di sì. Anzi, i mass media erano contro questa legge , tutta la mezza cultura del Paese era contro: invece il popolo ha pensato con la sua testa. Ora per loro bisogna punirlo perché non l’ha pensata come le grandi testate volevano. La sovranità non è del popolo, è dei grandi giornali”

Fede e politica sono compatibili?

“Non crediamo ad una politica priva di fede, la politica ha bisogno di fede. Una fede che sappia riconoscere il ruolo della laicità , ma pur sempre una fede : perché senza di essa la politica ricade nella corruzione , nell’affarismo , in un pragmatico deteriore”

E cos’è per voi la laicità?

“La laicità è un po’ come la fede. Non posso dirle “si fa così perché è scritto nella Bibbia”. Devo dire: “penso si debba dire fare così perché è ciò che la mia esperienza insegna”. La discussione è alla base della democrazia . Non posso dire l’eutanasia è sbagliata perché lo dice la Bibbia. Ma posso di aver tenuto tra le braccia una persona che gridava “fammi morire!”intendendo invece “aiutami a farmi vivere”. Oggi quella persona ce l’ha fatta ed è contenta di vivere”

Ha parlato di rievangelizzazione , non suona un po’ anacronistico?

“L’altro giorno sono arrivato a Messa in ritardo : non si dovrebbe ma aiuta, perché solo così mi sono accorto di tutta la gente che c’era”

E cosa ne ha dedotto?

“Negli ultimi anni il numero degli italiani che credono è cresciuto molto. Quelli che vanno a messa la domenica son di meno: ma sa, le prediche sono un po’ noiose, ci vuole una convinzione forte. La religione laica del comunismo crollata , come crollò l’altra religione laica del fascismo. Il popolo si ri-orienta ,nascono grandi movimenti cristiani, c’è una rievangelizzazione in atto che genera impegno sociale. O la politica attinge a queste energie morali , o c’è la politica del portaborse”

Passiamo all’Udc : con la Costituente si apre una nuova stagione?

“sì, partendo dall’Udc , bisogna fondare un nuovo partito con gruppi come la Rosa bianca, i circoli liberal, Magdi Cristiano Allam..e bisogna farlo dialogando con i movimenti cristiani non politici, che stanno ridando vivacità alla presenza in Italia di un popolo cristiano”

Quali sono le vostre aspettative per le prossime elezioni?

“Tanti voti , ma soprattutto tanti candidati nuovi che siano espressione di questa realtà”

mercoledì 15 aprile 2009

INTERVISTA A RINO TOMMASI


  Rino Tommasi , voce storica del pugilato e tennis in Tv.

Giornalista per la carta stampata , commentatore televisivo per Tele + e per Sky ora voce della boxe per Dahlia Tv , il nuove canale del digitale terrestre . Come prende questa nuova avventura?

“Sono molto contento , non tanto per me, quanto per il fatto che c’è qualcuno che crede nella pugilato. La boxe è lo sport più televisivo che ci sia , il più facile da capire : molto più intuitivo rispetto al calcio e la pallacanestro. Anche davanti al primo incontro , vedendo due persone picchiarsi , qualsiasi spettatore è convinto di capire chi sta vincendo. Tra tutti gli sport è quello che è invecchiato di meno”

In che senso?

“Nel senso che se  sei davanti a una partita di calcio degli Anni Quaranta dopo cinque minuti spegni il televisore. Se invece , guardi un match di Joe Luis ( pugile statunitense degli anni trenta) lo trovi ancora uno spettacolo apprezzabile”

Giornalista sportivo non solo visto che nel 1979 ha ricevuto un premio per aver intervistato il segretario di Stato americano , Henry Kissinger . Che emozione è stata?

“Fu particolare ma devo ammettere che non mi disse nulla di straordinario. Fu uno scoop voluto dall’allora direttore della Gazzetta dello Sport , Gino Palumbo, per battere sul tempo il Corriere della Sera”

Primo Carnera , Mohamed Ali, Sugar Ray , George Foreman : personaggi del passato che hanno dato al pugilato un alone di romanticismo. Ora invece sembra uno sport di pura violenza. Come spiega questo cambiamento?

“La violenza c’è sempre stata e ci sarà sempre. La differenza rispetto a qualche anno fa è che mancano i personaggi . Basti pensare all’Italia che è passata da pugili come Benvenuti e Mazzinghi , in grado di riempire lo stadio di San Siro di Milano, ai vari Russo e Cammarelle. Certamente sono atleti di valore ma la classe e il carisma dei vecchi campioni erano un’altra cosa”

Ti sei laureato in scienze politiche con una tesi sull’Organizzazione Internazionale dello Sport, poi dal 1959 al 1970 sei stato il più giovane organizzatore pugilistico del mondo, il primo in Italia. Qual è il primo incontro che più ti ha emozionato?

“Senza dubbio , quello del 30 ottobre del 1974 a Kinshasa capitale dello Zaire quando Mohammed Ali riconquistò il titolo mondiale dei pesi massimi , sconfiggendo per ko George Foreman. Il match fu disputato alle quattro di notte per rendere possibile diretta televisiva a New York dove erano le 22 . Io facevo il commentatore : era un evento storico ma ricordo di non essermelo goduto al massimo perché ero fisicamente distrutto”

Nella tua vita sei stato anche un discreto tennista. Tra il 1951 e il 1972, infatti, sei stato classificato in seconda e terza categoria. In più hai vinto anche quattro titoli universitari . Hai mai pensato di diventare professionista?

“Assolutamente no. I titoli universitari sono la conferma del basso livello culturale del tennis italiano. Ho sempre avuto una passione sfrenata per Stefan Edberg e Jimmy Connors : mi sarebbe piaciuto giocare come loro”

Nel tuo lavoro ti è capitato di andare molto spesso a Wimbledon . E’ vero che lì si respira un’aria magica?

“E’ un posto speciale in ogni suo dettaglio , dai campi da gioco alle fragole con panna che vendono nei chioschi all’interno del club. E poi, l’educazione del pubblico e dei giocatori, che entrano a Wimbledon come si entrasse in chiesa”

E’ immaginabile una cosa del genere in Italia?

“Purtroppo no. Quanto a cultura sportiva siamo i peggiori del mondo. Discutiamo una settimana su un calcio di rigore quando in Inghilterra vanno allo stadio senza neanche sapere il nome dell’arbitro”

Quanto si diverte a commentare le partite con Gianni Clerici ? A volte , più che giornalisti, sembrate due comari

“Siamo due vecchi amici che hanno la fortuna di parlare di una loro passione comune. E’ qui tutto il nostro segreto del successo”

Qual è il problema del tennis italiano che da decenni non sforna più campioni? E’ strano visto che è uno degli sport con il più alto numero dei praticanti?

“Paradossalmente si stava meglio quando erano in pochi a giocarlo. Uno dei problemi principali è che non ci sono più i raccatta palle : storicamente , l’unica porta d’accesso a questo sport , a disposizione dei più poveri. Mi sbaglierò ma credo che più offriremo la possibilità alle classi meno abbienti di giocare a tennis e più aumenteranno la probabilità di avere campioni. E’ innegabile , infatti, che rispetto al ricco , il povero ha più talento”

Come spiega questa sua passione per i numeri?

“Ho sempre adorato la matematica : a scuola era la mia materia preferita. Credo che i numeri dicano sempre la verità: basta avere la capacità di saperli leggere”

martedì 14 aprile 2009

INTERVISTA A LOLA PONCE


Come si trova nel goliardico cast di Mai dire Grande fratello show ? Riesce a rimanere seria?

“Direi molto bene. Lavorare con la Gialappa’s  band, il mago Forest, e tutti gli altri della banda è uno spasso.Da quando sono impegnata con loro ho messo di frequentare i corsi in palestra : tengo in allenamento gli addominali a suon di risate! Dal punto di vista lavorativo questa è un’esperienza importante per me, in quanto mi permette di approfondire il rapporto con il pubblico . L’aspetto che in genere chi vive per lo spettacolo preferisce . Comunicare con la gente mi aiuta a tenere in allenamento intelligenza, ironia, e a essere di buonumore , la cosa più importante nella vita. Mi sentirete intonare anche le canzoni del mio nuovo album..”

Ce ne parla?

“Si tratta di un progetto che mi vede impegnata non solo come interprete ma anche nelle vesti di cantautrice. Si chiamerà Desnuda , e uscirà il 25 giugno, il giorno del mio ventisettesimo compleanno . In cuor mio , spero che quando canterò in trasmissione non mi prendano troppo in giro”

E cosa mi dice del teatro?

“E’ il mio primo , grande amore,. Tornerò sul palco per interpretare “Pia de Tolomei” , sto studiando ormai da un anno. La protagonista è una donna che ha vissuto nel 1300, attualizzata nei giorni nostri. E’ un’eroina che insegna a prendere coscienza della vita. Poi, proprio in questi giorni sto valutando una proposta per “La bella e la bestia”, un musical in arrivo da Broadway. Infine , a giugno sarò impegnata con le riprese di Cenerentola”

Ha sempre desiderato diventare una cantante?

“A dire la verità , ho attraversato un momento di crisi. Avevo 15 anni . Bazzicavo per le scene da tempo. Eh sì , ero già una vecchia cantante…Ho cominciato a otto anni , seguivo mio fratello, un musicista, ai concerti. Durante l’adolescenza però ho avuto un’impasse , forse per timidezza non mi riconoscevo più in quello che prima mi dava tanto entusiasmo. Così mi sono iscritta all’università , ho frequentato la facoltà di Odontologia per due anni e mezzo. Quando però dovevo cominciare il tirocinio , mi è passata come un film tutta la vita davanti. Mi sono detta: questo lavoro non mi renderà mai felice!”

E a quel punto?

“Ho preso il coraggio a due mani e mi sono presentata da mio padre. Gli ho detto “Porterò a termine l’università , ma non sarò mai felice . Voglio cantare”. Dopo quella confessione è cominciato un po’ tutto , non mi sono mai fermata. Ho inciso i miei dischi , ho cominciato a viaggiare . Ma non mi dispiace muovermi su e giù per il globo , sono cosmopolita. Non mi accontento della musica , mi impegno per diventare un’artista a trecentosessanta gradi”

Com’è il rapporto con la sua famiglia?

“La amo. E’ una parte di me , la base della mia vita. Il mio sostegno nei momenti difficili. Anche per motivi di lavoro sono sempre in contatto con le mie origini. Mi divido tra Roma, Barcellona, e Buenos Aires.”

Mi scusi quante lingue parla?

“Spagnolo, italiano, inglese, portoghese , e sto studiando francese”

L’Argentina offre opportunità ai giovani?

“Sì, le occasioni sono buone. Poi certo, bisogna lottare per imporsi. Ogni mondo è paese. In questo come negli altri impieghi , sono molto importanti gli incontri con le altre persone”

Quest’estate l’abbiamo vista in barca con George Clooney . Mi tolga una curiosità : che tipo è?

“Divino! Generoso , umile anche se è una star internazionale. Intelligente e ironico. George mi ha segnalato “Lola”, una canzone degli anni ‘30 che inserirò come cover nel mio prossimo album. E’ un gioiello! E potrebbe diventare la colonna sonora di un suo film , stiamo valutando una serie di possibilità. E’ un bravo attore  e un incredibile regista , spero di ricevere un’offerta per un film da lui diretto. La parte giusta arriverà”

Il suo Manuel non era geloso?

“Non mi sono mai comportata in modo tale da far ingelosire il mio partner. Lo considero scorretto. Sono una ragazza vera”

Un giorno diventerà mamma ?

“Mi sentirò completa quando avrò famiglia , un marito , dei figli. Gli affetti sono sempre importanti per la mia realizzazione personale. Vivo il presente, momento dopo momento. Voglio migliorarmi come persona e come artista”

venerdì 10 aprile 2009

INTERVISTA A LUCA ZAIA


Il ministro Luca Zaia sostiene che gli incidenti non sono causati dall’abuso di alcol. O almeno , che l’ebbrezza sia la causa soltanto di una piccola percentuale di incidenti. Zaia conosce quella situazione, come presidente della Provincia di Treviso cercò di sconfiggere la zona più colpita di croci nelle strade. Anche se nel 2007 fu beccato alla velocità di 193 Km orari . Si giustificò affermando che i limiti di velocità sono anacronistici e andavano innalzati.

E’ veramente convinto che l’alcol non sia un problema per chi guida?

“Non dico questo, però chi beve due bicchieri di vino può tranquillamente mettersi alla guida.. Non si può considerare ubriaco. I fattori di rischio sono altri”

Quali?

“La stanchezza , una telefonata, una sigaretta che magari può scivolare di mano, il volume dell’autoradio, l’assunzione di farmaci : questi , mentre si guida , sono i maggiori pericoli che possono provocare un incidente stradale”

E il consumo di alcolici prima di guidare , quanto incide sul numero di incidenti stradali?


”Molto meno di quanto si pensi. . Solo il 2,09% degli incidenti è provocato dalla guida in stato d’ebbrezza. Non bisogna demonizzare l’alcol a priori : il vino non deve essere il capro espiatorio”

Cosa si può fare per evitarlo?

“Bisogna trovare la strada giusta. Non si può considerare ubriaco chi ha bevuto due bicchieri di vino , così come bisogna essere duri con chi esagera e provoca incidenti”

Lei è un grande sostenitore e la sua partecipazione al Vinitaly ( la più importante fiera del vino al mondo ) è stata particolarmente intensa.

“Credo molto in questo settore che è un nostro fiore all’occhiello. E’ una della immagini principali del made in Italy e il successo di questa manifestazione né stata una prova: il vino italiano si beve in tutto il mondo”

Ma i più importanti prodotti italiani soffrono la concorrenza sleale della merce pirata

“Purtroppo si. Ci teniamo che vengano salvaguardati i prodotti genuini e per questo siamo molto attivi nella lotta alla pirateria agroalimentare: proprio da poco abbiamo fatto sequestrare ingenti quantità di San Marzano falsi. La produzione e la commercializzazione di certi prodotti non fanno che rovinare i nostri migliori mercati.

A proposito di mercati e prodotti italiani in questi giorni festeggia la svolta delle quote latte..

“Dopo 25 anni risolviamo un problema che ha penalizzato il mercato e la politica italiana in sede europea. Si tratta di un provvedimento equo, non è una sanatoria”

Se da una parte è andata bene , la nuova strategia europea sui vini rosati sta creando grandi malumori tra i produttori italiani

“Abbiamo subito l’Ocm vino, un provvedimento che non ci è mai piaciuto. Noi e La Francia siamo convinti che i vini non siano rossi , bianchi e rosati : difendiamo le identità territoriali e produttive di un settore cruciale come quello del vino”

L’anno prossimo si rinnovano i consigli regionali in Lombardia e Veneto. La Lega punta tutto sul Nordest , ma Giancarlo Galan  non vuole lasciare il suo posto. Lei era il suo vice e molti la vorrebbero al suo posto..

“In questo momento sto facendo il ministro a tempo pieno”

Lei e Flavio Tosi , gli uomini di punta della nuova Lega , venite indicati entrambi come possibili candidati alla presidenza della giunta regionale

“Io adesso sono impegnato a fare il primo ministro perché gli agricoltori hanno bisogno di un ministro 24 ore al giorno. In ogni caso , certe decisioni le prendono Bossi e Berlusconi”

giovedì 9 aprile 2009

INTERVISTA ALL'ATTRICE ISLA FISHER


Isla Fisher , è la fidanzata di Sasha Baron Cohen , anche detto Borat. ha una figlia , Olive “La maternità è il mio argomento preferito , ma al caffè con le amiche. Questione di privacy. Di Olive, non mia. Io faccio il mio mestiere che mi sono scelta , quindi sono preparata : ma lei no, non è un’attrice né una celebrity , e finché non mi dice che aspira a diventarlo..”. Ora è protagonista con I love shopping “Conoscevo il libro di Sophie Kinsella e i suoi sequel , ma non avrei immaginato di poter diventare Rebecca Bloomwood, il cui cuore si scioglie come una noce di burro caldo sul pane tostato alla sola vista di un negozio. Oltretutto quando ho incontrato il regista Pj Hogan ero veramente molto , molto incinta


E’ la sua grande occasione , il ruolo che può lanciare una carriera..


“Abbiamo lavorato tutti così duro per mesi , e il film esce al culmine della recessione quando forse nessuno si comporta più come Rebecca. Meglio , diventa un monito a non ricascarci”


Lei che tipo di compratrice è?


“Direi dilettante . Non ho pazienza e poi mi perdo la maggior parte delle cose che compro, che poi saltano fuori all’improvviso in qualche cassetto della cucina o del bagno. Vuol dire che non erano proprio così indispensabili , no?”


Stilisti preferiti?


“Adoro la semplicità di Calvin Klein e lo stile di Stella McCartney , che rende le donne sexy, ma senza esagerare , le mantiene modeste”


Cosa ha imparato da questo film?


“ A osare di più , in termini di accostamenti di colore. Patricia Field , la costumista, ama il rischio e mi spingeva continuamente verso i colori brillanti : guarda come sta bene questa camicia gialla con quel cappotto verde.. Il risultato è che ora qualche volta esco di casa vestita come mia mamma non approverebbe”


La maniera di fa ridere di una donna è diversa da quella di un uomo?


“Credo di no , il divertimento non ha sesso. Io ho una comicità molto fisica, ho studiato a Parigi alla scuola teatrale Jacques Lecoq , dove c’era il clown inglese Simon McBurney. Però certe occhiaie di traverso le ho rubate a Peter Sellers”


Avrà comunque un’attrice comica preferita?


“Due: Lucille Ball e Goldie Hawn. A proposito , c’è una gag , molto femminile, che si ripete nel film : io che trotterello, penzolo , inciampo sui tacchi. Ho chiesto a Patricia di procurarmi i più alti che poteva , più di quelli di Sarah Jessica Parker . Trovo irresistibile una donna che tentenna sui tacchi”


Si lamenta più come in passato che non ci siamo abbastanza parti comiche per le donne?


“No, perché ho deciso di scrivermele da sola. E’ come farsi un vestito su misura. Ho già venduto due sceneggiature , Groupies e Cookie Clean. Sono commedie , mentre da ragazza in Australia ho pubblicato due romanzi , Seduced by Fame e Bewitched.


Lei che è cresciuta in Australia , saprebbe spiegare come mai gli attori australiani hanno così tanto successo a Hollywood?


“Dunque , vediamo un po’ : sono anzi , abbronzati, parliamo un inglese esotico , sappiamo recitare ma anche accendere un barbecue , e siamo molto hot in bikini. Sì , anche Russell Crowe..”


A proposito : lei una volta ha detto che voleva essere sepolta col suo bikini. Dopo I love shopping è sempre della stessa idea, o preferirebbe i vestiti di Rebecca?


“Ma tra noi non dovrei essere quella che fa le battute?”

mercoledì 8 aprile 2009

INTERVISTA A VALENTINA MAIO, PRESIDENTE DEL LANCIANO CALCIO


Valentina Maio è la presidentessa del Lanciano in serie C1. ha trovato un compagno nel mondo del calcio e l’ha voluto nella sua squadra.


Partiamo dall’inizio : cosa l’ha spinta a entrare nel mondo del calcio e a diventare presidente del Lanciano?


“La società è fallita nel maggio dello scorso anno e il Comune ha chiesto a mio padre e ala mia famiglia di intervenire a livello economico. Non potevamo tirarci indietro. Abbiamo ricevuto tanto dalla città e da questa gente e ci è sembrato giusto dare qualcosa in cambio”


Voi siete abituati a lavorare con la famiglia , se così si può dire?


“Sì, esatto è la nostra forza. Abbiamo sempre lavorato insieme nella nostra azienda si smaltimento rifiuti e di materiali per l’ambiente. Condividiamo le stesse idee , ci vogliamo bene, andiamo pari passo. Siamo originari di Castel Frentano , il punto più alto del Lancianese . E ora siamo di nuovo tutti insieme. Mio padre è il patron , per così dire, io faccio il presidente , mio fratello Guglielmo è l’amministratore delegato . Mia cognata Ketty , che è molta creativa, si occupa del marketing , del merchandising e di tutte le iniziative di promozione che riguardano la squadra”


Il Comune vi ha chiesto un aiuto , voi siete intervenuti a salvare la Virtus Lanciano e lei a 25 anni , si è trovata a dover fare il massimo dirigente di una società sportiva : come è stato il suo esordio?


“Al principio deve ammettere che ero un po’ spaesata e c’era anche molta paura non avendo avuto esperienza sul campo. Col tempo e con molto lavoro abbiamo creato un buon gruppo, sia a livello societario che di squadra”


E che tipo di rapporti ha con i tifosi?


“Mi hanno incoraggiato molto, mi sono sempre stati vicini senza essere ingerenti: ammetto che ci sono stati momenti difficili con contestazioni per fortuna solo verbali e momenti di nervosismo. Penso sia bene ricordare che una partita di calcio è una partita di calcio. E al fischio finale , ci sono anche cose più importanti a cui dedicarsi”


Nella sua breve carriera da presidente ha dovuto però già esonerare un allenatore: si tratta di Eusebio Di Francesco , ex giocatore della Roma


“Sì è stata una decisione molto difficile , con Eusebio si era creato un bel rapporto , ma i risultati non arrivavano e c’erano delle frizioni nello spogliatoio. Non avevo altra alternativa. Ora la panchina è stata affidata a Dino Pagliari , un tecnico esperto e navigato. Per quest’anno il nostro obiettivo è quello di una salvezza tranquilla , ma entro tre anni vorremmo essere in Serie B”


L’essere entrata in un mondo prettamente maschile , non le ha creato imbarazzi o malumori anche solo tra gli addetti ai lavori?


“In realtà sono sempre stati tutti molto gentili con me , dai giornalisti , ai dirigenti delle altre società. Si è creata devo dire , molta curiosità nei miei confronti , ma questo mi spinge a fare ancora meglio il mio lavoro . Io accetto consigli da tutti , ma poi faccio di testa mia. Ho un gruppo di persone con cui confrontarmi per poi decidere”


Ha rapporti di collaborazione con altre società?


“Ho ottimi rapporti con la Roma e con Rossella Sensi , oltre che con il Milan. Spero ci possano essere in futuro forme di collaborazione con queste società che ci permettano di valorizzare i giovani. Sono inoltre molto amica del Presidente del Pescara Deborah Caldora”


Ecco parliamo appunto del Pescara , una squadra a cui è molto legata la sua vita personale e sentimentale: ci puoi spiegare il perché?


“il mio compagno , il centrocampista, Manuel Turchi , giocava nel Pescara ed è stato il mio primo acquisto da presidente del Lanciano. Lui era molto legato alla società abruzzese , ma al cuor non si comanda e sono riuscito a strapparlo alla concorrenza . Ovviamente con reciproca soddisfazione . Ci mancherebbe”


Cosa l’ha colpita di lui?


“Oltre alle qualità professionali , mi hanno colpito le sue doti caratteriali. Sa essere coinvolgente e spensierato. Ed è un ottimo papà per il nostro figlio Francesco, una piccola peste di 2 anni e mezzo”


Matrimonio in vista


“Ci sposeremo il 3 luglio”


Deve essere difficile separare famiglia e lavoro. Se i suo compagno si becca l’insufficienza in pagella , scatta il ritiro punitivo?


“No, no, manca solo quello. Siamo una coppia tranquilla , con il rispetto reciproco dei ruoli. Se la partita finisce con un risultato negativo non c’è nessun boicottaggio: anche se gli sfottò tra le mura domestiche non mancano proprio”


La sua vita è cambiata da quando è diventata presidente?


“Forse ha un ritmo più frenetico , e sono più alla ribalta. C’è molta più curiosità anche per la mia storia d’amore. Ma io cerco di essere me stessa. Impegnandomi molto , cercando un rapporto franco con tutti e rispettando il lavoro di chi è spesso nell’ombra : dai magazzinieri agli impiegati”


L’emozione sportiva più grande?


“La vittorie casalinghe con Arezzo e Pescara”


La delusione più cocente?


“L’esonero di Eusebio Di Francesco”


Cosa chiede al futuro?


“Vorrei essere in B nel giro di due anni”

martedì 7 aprile 2009

INTERVISTA A LUCIANO VIOLANTE DEL PD


Luciano Violante del Pd


Presidente , secondo lei come si sta muovendo Franceschini?


“Bene. Ma c’è una questione che non abbiamo ancora affrontato . Berlusconi , con capacità innegabili, sta cercando di dare un nuovo assetto alla società italiana e al sistema istituzionale. Oltre a fare proposte specifiche il Pd deve proporre una diversa visione complessiva del futuro , della società italiana e delle sue istituzioni . In questa visione generale si inseriscono le singole risposte , che altrimenti assumono un significato minoritario che certamente non hanno”


Il leader Pd è solo un ponte?


“Se farà bene , se avrà un risultato elettorale apprezzabile , come spero, nessuno potrà dire adesso te ne devi andare”


Sanerà le fratture interne?


“Veltroni ha un merito: con le dimissioni ha rotto il meccanismo delle componenti del Pd. In politica quando si tocca il punto tragico scatta la consapevolezza da parte di tutti. Si può solo risalire”


Il Cavaliere fa bene a ricandidarsi?


“Per lui la politica è una continua chiamata alle armi del proprio elettorato. Si crea così un permanente rapporto emotivo-irrazionale tra leader e popolo. Il centrosinistra preferisce relazioni razionali e democratiche : si candida per una carica solo chi effettivamente svolgerà quel lavoro. Spero che questa serietà venga premiata”


Finora sembra abbia prevalso il modello del leader carismatico..


“Berlusconi ha vinto tre volte e ha perso due volte: eil suo primo governo è durato meno del tanto vituperato governo Prodi . Siamo quasi pari”


Il Pdl sopravvivrà al Cavaliere?


“Se mi avessi fatto la stessa domanda su Forza Italia avrei detto di no, certamente. Ma il Pdl ha basi molto più solide che vanno oltre la figura del leader attuale”


E Fini reggerà al ruolo di vice?


“Non so se Fini abbia questo obiettivo , o si sia ritagliato un ruolo di garante democratico-costituzionale dentro il Pdl. Le vicende della politica sono poco prevedibili ormai. Quando Berlusconi fece il primo discorso in cui annunciava la nascita di un grande partito, in molti lo dileggiarono”


Sembra quasi che Fini vada più d’accordo con voi che con i Pdl?


“Fini è oggi un uomo delle istituzioni; per questo ha un rapporto diverso con l’opposizione”


Ha mostrato apertura anche nei confronti della Bozza Violante.


“A suo tempo neanche Forza Italia votò contro quel testo : anzi Lega e An volevano votare a favore”


Ma Forza Italia si astenne


“FI chiese che tutti si astenessero. Non voleva fa passare l’idea che la riforma fosse opera del centrosinistra”


Che differenza c’è tra il super-premier del Cavaliere a quello vostro?


“Per noi il premier deve poter chiedere il voto a data fissa dei provvedimenti del governo, ma non può scogliere la Camera . Nel testo bocciato dal referendum del 2006 il presidente del Consiglio poteva sciogliere la Camera che non gli aveva votato i suoi provvedimenti. Ma così si concentra troppo potere nelle mani di una sola persona”


Tutti d’accordo sulla riduzione dei parlamentari?


“Sì. Ma è necessaria una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini il potere di scegliere i deputati e i senatori. La riforma costituzionale va integrata con la riforma elettorale , che non è il referendum”


Quindi dice no al referendum?


“La legge Calderoli fu definita una porcata. L’esito del referendum sarebbe, se mi permette, una superporcata. I cittadini continuerebbero a non scegliere i parlamentari. E un solo partito col 35% potrebbe avere il 60% dei parlamentari. Un solo partito potrebbe cambiare la Costituzione. E’ inaccettabile. Il Pd deciderà alla direzione. La mia posizione è che bisogna votare no. Accompagnando il nostro no con la riforma elettorale”

lunedì 6 aprile 2009

INTERVISTA A VINCENT CASSEL


Vincent Cassel , presta il volto a Jacques Mesrine , il superbandito francese. Nemico pubblico n 1 , così si chiama il film , racconta del bandito Mesrine che ha rapinato, ammazzato , sedotto molte donne coinvolte in evasioni e rapimenti, stregato stampa e media, avvicinandosi alla fine ai movimenti della sinistra rivoluzionaria prima di venire ucciso in un agguato della polizia a Parigi nel 1979.


Violento , narcisista, mitomane , paranoico o sinceramente attratto , alla fine da ideali rivoluzionari ? Chi era Mesrine?


“Questo e molto altro. Un ribelle che ha passato la vita a cercare di costruirsi una giustificazione per ciò che era, servendosi anche dei giornali. Alla fine credo avesse conquistato davvero , a modo suo, una coscienza politica. Era pronto ad incontrare in Italia le Brigate Rosse. Non ne ha avuto il tempo. Raccontarne la vicenda significa fotografare due epoche della Francia , quella della Guerra d’Algeria e delle vergogna e quella dell’arrivo al potere della destra e dello stato poliziesco. Anche chi non è francese e non conosce il mito di Mesrine capirà. Io non sapevo nulla di Andreotti e della storia italiana eppure ho trovato il Divo un film magnifico , appassionante che mi ha spiegato le trame di potere che si celano dietro ogni governo”


Giustifica il bandito Mesrine?


“E’ un personaggio orribile , non ne sono mai stato affascinato neppure da giovane quando i miei amici indossavano la t-shirt con la sua faccia. Però è diventato un’icona del contropotere , non perché fosse un Robin Hood, ma perché fin dall’inizio dice non al sistema pur sapendo il prezzo che pagherà. Non è simpatico , ma ha il coraggio delle sue opinioni.


Da attore lei non sa resistere ai gangster , ai personaggi borderline


“ I cattivi rappresentano il proibito, il male è creativo , ludico , soprattutto in una società cattolica dove il peccato si identifica con le cose migliori , la gola, la sensualità , la lussuria. Per reazione amiamo flirtare con l’idea delle bestia selvaggi..


Anche al cinema il suo percorso è divergente : alterna il lavoro con il collettivo di cinema antagonista Kourtajamè a quello con la Hollywwod di Ocean’s Eleven?


“..E poi però mi rifugio nel lato oscuro di Hollywood , cioè Cronenberg! In realtà cerco solo di non annoiarmi e cogliere le opportunità più eccitanti , ma sono anche molto cosciente dell’impatto di certe mie scelte. E continuo a sperimentare per scoprire cosa mi sconvolge e emoziona di più. Mi sono chiesto “Cosa mi terrà sveglio dopo Mesrine , cosa mi darà di più?”. E ho scelto di cambiare aria , per recitare in un piccolo film brasiliano , A deriva, e di produrre e interpretare il film di Romain Gavras , che sfuda le convenzioni. L’importante è creare disturbo”


Cioè?


“Il cinema costa molto e l’ambiente è per forza un microcosmo borghese, meglio far irrompere di tanto in tanto personalità che amano il cinema , ma anche la provocazione come Jan Kounen, Gaspar Noè, Kim Chapiron . Non mi interessa la cosiddetta “tradizione francese”, quell’idea post nouvelle vague per cui - che non se ne frega se non è stato girato bene è vero –. Io sono contro il naturalismo , al contrario amo l’artificio perché mi aiuta a trovare la verità. Nemico Pubblico N1 è stato il massimo : travestimenti , toni sopra le righe , venti chili in più. Fantasmi d’attore finalmente soddisfatti”


Sempre diviso tra la Francia , l’Italia e il Brasile?


“Amo il mio paese , che è tradizionalista, ma non razzista. Giù al nord racconta la Francia profonda con le facce di Kad Merad e Dany Boon entrambi arabi di seconda generazione . Il personaggio prediletto dai francesi è Yannick Noah, di colre, secondo Zidane , di origine araba. La multiculturalità qui è un dato di fatto e mi affascina. E la cosa che mi manca di più quando arrivo in Italia , paese che adoro: mi guardo in giro e vedo solo italiani. Gli italiani mangiano italiano , ascoltano musica italiana , vedono tv italiana. A Parigi invece tutto si mescola : dopo l’eccesso di bon ton precedente , oggi Sarkozy ha chiuso un po’ più le frontiere. ma sperao che presto riaprano..


E il Brasile?


“Una cultura sorprendente , che nasce da tanti ingredienti diversi: il gusto latino ed europeo portato dai portoghesi , tracce di India , Germania e Giappone e la sopravvivenza della cultura africana in villaggi fondati e protetti per secoli dagli schiavi che riusciavo a scappare. Un plancton magnifico dentro cui nuotare e nutrirsi”


Debutterà anche come regista?


“No. Ho diretto qualche cortometraggio e ho capito che fare un film non è difficile , ma farne uno bello è praticamente impossibile . Serve una passione viscerale che a me manca. Continuerò a fare l’attore , il produttore e altre cose : non c’è solo il cinema nella vita”


E cos’altro c’è ?


“La vita”

venerdì 3 aprile 2009

INTERVISTA A ZUCCHERO, RACCONTA IL SUO VIAGGIO IN INDIA


Da trent’anni sognava questo viaggio , un viaggio mistico a Goa. Era certo che l'ì avrebbe ritrovato l’ispirazione. Zucchero racconta il viaggio.


Così finalmente ha realizzato questo sogno?


“E’ il regalo che mi sono concesso al termine del mio tour Live in Italy : 207 concerti con 80 persone al seguito e un viaggio di oltre 300 mila chilometri. Sentivo il bisogno di riposare, di provare sensazioni diverse”


Come si è trovato a Goa?


“La gente non si riunisce più sulla spiaggia per cucinare il pesce appena pescato. C’è meno tolleranza nei confronti degli stranieri ed è più difficile ottenere il visto. In compenso i tramonti sono sempre stupendi , i mercatini conservano il loro fascino e le ragazze, che fanno il bagno vestite per dare scandalo, hanno visi dolcissimi”


Che cosa l’ha colpita di più?


“I colori della natura e degli abiti , anche i più semplici. E il sorriso della gente. Anche dei poveri , che obiettivamente vivono ina miseria inimmaginabile”


Dov’è andato dopo Goa?


“Nel Kerala. I momenti più suggestivi li ho vissuti attraversando le backwater (lagune) su enormi barche di giunco munite di cabine. Ho ancora negli occhi i meravigliosi fiori di loto, le notti stellate e i villaggi dei pescatori”


Un’esperienza da ricordare?


“A Trivandrum ho sperimentato i trattamenti ayurvedici , nati proprio nel Kerala. Sono ventuno, per problemi diversi, dall’insonnia all’artrite. Mi è piaciuto quello che si fa con una goccia d’olio , che cade sulla fronte a intervalli regolari , e ti rilassa. Io mi sono perfino addormentato. Ero molto stanco , lo ammetto, ma pare che succeda a molti. E che meraviglia la dieta : io amo la cucina indiana con le sue spezie , ma nel resort ayurvedico coltivano erbe meravigliose , che danno un sapore caratteristico al cibo. Peccato non esere rimasto lì due settimane , per trarre vantaggio dalle cure e perdere qualche chilo. Ma avevo voglia di conoscere l’India e la sua musica”


Sulle tracce dei Beatles?


“Sì. Mi aveva colpito il loro Sgt Pepper’s , cui aveva partecipato anche un guru indiano , Ravi Shankar, suonando il sitar, uno strumento a corde. In effetti , la musica indiana è suggestiva. Ha cinque note , contro le nostre sette , e una sonorità sospesa , che ti trasporta in un ‘altra dimensione”


Ci sarà anche un po’ di India nelle prossime canzoni?


“Mi sono portato indietro almeno un po’ di Africa dal viaggio in Kenya e un po’ di musica gitana dalla Camargue . E in India ho fatto incontri interessanti”


Rimpiange la laurea ?


“A volte. Dopo il primo disco che ebbe un po’ di successo , pensai che avrei ripreso “dopo”. Quel dopo non è arrivato. Per il momento. Comunque Irene è brava, deve seguire la sua strada”


E’ orgoglioso di sua figlia?


“Quando fa musica , non la vedo come una figlia , ma come una collega. E non l’ho viziata più di tanto. Ho sempre aiutato i giovani, da Fiordaliso ad Andrea Bocelli, tanto per fare dei nomi. Ma non mi faccio illusioni : Irene avrà più problemi di altri, perché è mia figlia”


Ha detto “la musica è come il sesso : bisogna sperimentare sempre nuove posizioni”?


“Forse non ho usato queste parole , ma la sostanza non cambia: musica e sesso vanno coltivati con pazienza”