giovedì 8 giugno 2017

INTERVISTA A EMMA WATSON "Mi piace lasciare i libri in giro perché, se anche una sola persona venisse invogliata alla lettura, avrò contribuito un pochino a migliorare il mondo"

Emma Watson, attrice ventiseienne , cresciuta professionalmente sul set di Harry Potter, ha interpretato la Bella nel remake della Bella e la Bestia.


"Ho sempre amato questa storia e anche il film , è uno dei miei preferiti, l'avrò visto decine di volte . Belle è senza dubbio una delle mie eroine , mi ha ispirato a diventare la giovane donna che sono . Conoscevo già a memoria tutte le battute, tutte le canzoni , ben prima che superassi l'audizione e mi venisse assegnata questa parte da sogno"






In questa storia ci sono tanti messaggi. C'è un messaggio femminista di eguaglianza , quella sulla paura nei confronti del diverso e tanti altri. Lei che cosa ci ha visto?


"Femminismo, lotta per conquistarsi uno spazio quando lo spazio non è nemmeno stato pensato. Andare contro i pregiudizi, abbracciare le differenze. Certo, ci sono tante analogie con la situazione che viviamo oggi . Una cosa che mi ha sempre affascinato sono le qualità di Belle . E' una donna capace di andare oltre le apparenze, di intuire un bene profondo dove gli altri vedono il negativo. E' un potere , il suo, come quello degli supereroi. Ha una natura dominata da uno stupore quasi infantile e un'infinita curiosità , che alimenta con costanza. Infine, rifiuta di essere influenzato da chiunque : tutto il villaggio la pensa in un modo, ma a lei non interessa e rimane con la mente aperta. La prima reazione quando vede la Bestia , è ovviamente, di spavento. Subito dopo, però, subentrano la curiosità. compassione e il desiderio di conoscenza. E' un messaggio bellissimo : dobbiamo sforzarsi tutti di andare oltre. Credo che il successo di questa storia stia proprio qui"

Effetti speciali, mostri, creature incantate : ormai è un'esperta?


"Sì, ho una laurea, anzi un master di "effetti speciali" avendo fatto un addestramento estensivo in schermi verdi, animali fantastici , creature magiche e palline da tennis al posto degli attori . Orami ci sono abituata. Qui però è stato più semplice perché ho potuto interagire con una persona in carne e ossa, anche se truccata da Bestia. Molto meglio che una pallina da tennis , che solitamente non è molto espressiva"

Lei e Belle avete una passione in comune : siete entrambe avide lettrici . Ho letto che è sua abitudine lasciare libri in metropolitana , invitando a chi li trova a lasciarli a loro volta


" si tratta di un progetto chiamato Our Shared Shelf. Farei di tutto per promuovere la lettura, credo che sia una delle chiavi per incuriosirsi e aprirsi al mondo. Mi piace lasciare i libri in giro perché, se anche una sola persona venisse invogliata alla lettura, avrò contribuito un pochino a migliorare il mondo. Leggere è un esercizio per la mente, per il cuore e per l'anima. Le dico solo che il mio sogno è una Biblioteca come quella che la Bestia mostra a Belle. Saranno i diversi piani, le scale, il legno , i vecchi tomi, ma quello è il sogno della mia vita. Magari arrivasse qualcuno e mi dicesse "Emma questa Biblioteca è tua", Mi farebbe felice per l'eternità"


C'è molto di lei nel personaggio di Belle , quindi


"Sì Belle è una donna stufa di sentirsi dire che non può fare questo o quello. Sembra dire "voglio di più", che è anche il tema di una delle canzoni. Il film originale era un cartone animato , perciò ci siamo permessi di adattarlo alla realtà, per esempio, rendendola più moderna e attuale. Qualche esempio: non vado a cavallo con le ballerine, ma con gli stivali; indosso si la gonna , ma sotto porto dei pantaloni , per poter salire in sella senza usare una carrucola. Alla gonna , poi, abbiamo fatto aggiungere diverse tasche , dove lei può riporre i libri quando vuole avere le mani libere. E non porto il corsetto. E' una Belle un po' più contemporanea che unisce la classica bellezza da "principessa" a una praticità molto attuale. Sono contenta di essere riuscita a modernizzare il ruolo senza essere licenziata , non era affatto scontato!"


Il ballo con l'abito giallo e le canzoni di questo film sono ormai un punto di riferimento per generazioni di "aspiranti principesse"


"Nella nostra versione ci sono anche dei brani nuovi: uno mi ha fatto piangere. E' stato un privilegio poterli interpretare in scena , dopo averli cantanti per anni tra me e me. Purtroppo non sono riuscita a godermi una delle scene più classiche , il ballo. Ero tesa , nervosa, e mi sono dovuta concentrare per non pestare i piedi alla povera Bestia, e anche a non farmeli pestare , visto che Dan (Stevens ndb) era al suo primo valzer. La cosa importante però, è che se le godano le spettatrici, e non da future principesse che dipendono da un principe, ma come donne indipendenti che lottano per i propri diritti, le proprie ambizioni e un posto più equo nella società


 Sapeva già di avere doti canore?


"Più o meno. Da ragazzino accarezzavo l'idea di fare la cantante, ma visto che la carriera da attrice ha cominciato ad andar piuttosto bene ho riposto quel sogno in un cassetto. Quando è arrivata l'opportunità di fare l'audizione per il ruolo di Belle mi è sembrato imperdibile"


Qual è la più grande differenza tra la recitazione e il canto?


"Quando reciti puoi nasconderti dentro al personaggio che interpreti , ma quando canti sei nuda , vulnerabile, c'è qualcosa che ti rende esposta e fragile"







mercoledì 8 marzo 2017

INTERVISTA A GIULIA SALEMI " Piuttosto che fare la corte a un uomo, resto single"

Giulia Salemi , è stata Miss Italia 2014 ed ex partecipante di Pechino Express. Ha avuto una brutta esperienza quand'era ragazzina
Ce ne vuole parlare?

"Facevo le superiori, vivevo a Piacenza con mia madre e sognavo di lavorare nello spettacolo. Avevo fatto un provino a Milano e stavo tornando a casa, in treno, quando mi arrivò un messaggio sul cellulare"

Chi le scriveva?
"Il responsabile del provino. Un uomo dell'età di mio padre"

Qual era il messaggio?

"L'sms diceva - Se mi seguirai ti farò volare come una farfalla -"
Niente di esplicito?
No. Ma inequivocabile"

La sua reazione?

"Scoppiai a piangere. Provavo rabbia e dispiacere. Chiamai mia madre - Rispondi in modo fermo e chiaro - mi disse e io feci così"
Risultato?
Chissà perché da allora quell'uomo mi manda gli auguri per Natale. Io, però, non mi sono ripresa facilmente dal trauma. Per un anno intero mi sono tenuta lontana dal casting"
E' più successo?
"No. Ho imparato a farmi rispettare"
Quando ha ripreso a partecipare ai casting?
"Nel 2013. La 5 stava cercando coppie per un docu-reality ambientato su un galeone, Sweet sardinia. Convinsi Luca Bergamaschi , il mio fidanzato di allora, a partecipare. Io avevo 20 anni e lui 24: abbiamo vinto e siamo stati insieme 2 anni. Poi però ho sacrificato la mia vita personale per concentrarmi sulla carriera"

La si vede spesso con Marracash. Cosa c'è fra di voi?
"Non voglio parlarne"

Che donna è in amore?

"Passionale, romantica, fedele"

Com'è il suo fidanzato ideale?

"Divertente, carismatico e che mi faccia sentire davvero donna"
In che senso?
"La maggioranza dei ragazzi sono dei narcisisti. Piuttosto che fare la corte a un uomo, resto single. Sono una donna all'antica, cresciuta nel segno della cultura persiana: se un uomo mi vuole, deve conquistarmi"

mercoledì 15 febbraio 2017

INTERVISTA AD AUBREY PLAZA " Le note di una marcia nuziale mi paiono un vero incubo. Sognerei probabilmente di scapparmene via, senza avvertire nessuno"

Aubrey Plaza è un attrice,  comica ,  conosciuta soprattutto per il suo ruolo da stagista nella serie tv Parks and Recreation. Molti dei suoi fan sono online : famosa per le sue performance su Youtube e la serie internet Troopers. In Mike & Dave : un matrimonio da sballo -  in compagnia di Zac Efron Anna Kendrick e Adam DeVine - impersona Tatiana , una festaiola sfrenata. Padre portoricano, madre anglo-irlandese, è stata educata in una scuola irlandese severa e tradizionale - nelle scuola Orsoline.


Le cerimonie nuziali ispirano spesso storie bizzarre. Ai party sono più scatenati i ragazzi o ragazze?

"Le ragazze. Però devono dissimularlo..."

L'avventura di Mike & Dave comincia con un annuncio su un sito di incontri. Lei li ha mai usati?

"Mai , non ne so niente"

Perché non ha mai provato?

"Sono vecchia scuola: mi piacerebbe essere corteggiata come nel Medioevo"

Fra cavalieri e corazze , stendardi e cavalli impiumatizzati?

"No, magari fra prati di fiorellini bianchi"

Il suo personaggio, Tatiana, è un tipo poco ritroso: c'è qualcosa che lei rifiuterebbe di fare sullo schermo?

"No proprio no. E poi in un film come questo tutto è concesso . sta a te forzare le convenzioni e arrivare a essere quanto più pazza puoi"

Da quattro matrimoni e un funerale a Due single a nozze e Le amiche della sposa , il tema nuziale è la ricetta ideale per commedie di successo . Le hanno mai fatto pensare al suo matrimonio ideale?

"No, e non so perché. Amo però l'Italia , ho appena girato un film da voi: mi è sembrato un Paese così bello... Ecco lì sì mi piacerebbe organizzare una bella festa"

Neppure da piccola sognava di sposarsi?

"Guardi, le note di una marcia nuziale mi paiono un vero incubo. Sognerei probabilmente di scapparmene via, senza avvertire nessuno"


La vena comica è un retaggio di famiglia?

"No semmai , l'effetto di un trauma infantile (ride). Avevo 12 anni quando mi presentai per il ruolo di cenerentola , al teatro della mia città : mi diedero la parte della sorella brutta e cattiva... Fu una mazzata tremenda. Ma quando mi presentai in scena e vidi il pubblico ridere da matti, provai una gran gioia. Mi dissi "Allora , sono una comica nata!"

I suoi come la presero?

"Mio padre è un uomo d'affari , mia madre un avvocato, entrambi sono spiritosissimi: sono sempre stati dalla mia , mi hanno incoraggiata a rischiare e non preoccuparmi di ciò che pensano gli altri"

Cosa la fa ridere?

"Ho un'immaginazione senza freni, e un senso dell'umorismo un po' dark : tutto ciò che è strano , caustico , e fuori dall'ordinario mi elettrizza"

Ci parli del suo film italiano?

"Non è ancora finito si intitola The Little Hours e l'abbiamo girato in un paese vicino a Lucca , Pieve Fosciana. E' una comedy basata sul Decamerone. Ah: il produttore italiano, Alessandro Bertolucci, è così bello che in strada lo fermavano tutti!"

Ha un intreccio piccante?

"Mi dica lei; protagoniste sono tre suore e quella che impersono io ha poteri speciali , quasi da strega. Devo "alambiccare" cose stranissime nei boschi. Il regista del film è Jeff, il mio compagno (Jeff Baena ndb): è stato molto romantico girarlo insieme"

Lei ha studiato dalle monache vero?

"Sì , dalla quarta elementare le mie insegnanti sono state tutte suore. Il mio primo lavoro è stato in convento: ero la loro receptionist, accoglievo gli ospiti"

Ci parli dei suoi effetti della sua educazione religiosa?

"Bè , mi ossessionano i sensi di colpa per tutti i film che ho fatto e mi tormento di notte, al buio... (ride). La mia scuola era sì cattolica , rigida e severa, ma offriva anche straordinari corsi d'arte e le suore mi hanno sempre spinto alla creatività , a forzare la mia immaginazione e stimolare il mio humour. Passavamo ore e ore in chiesa a ridere di tutto: quelle esperienze hanno avuto un peso determinante su chi sono e cosa faccio oggi"

Che spazio ha la religione sulla sua vita?

"A volte ripenso con affetto e nostalgia ai riti in chiesa, alle messe, perché mi invitavano alla riflessione. C'era - è vero - tutta una serie di regole e principi che non sentivo affatto miei , però sono cresciuta con delle persone straordinarie che educavano ad essere gentili con il prossimo: sono valori che ritengo tuttora fondamentali"


Lei è apparsa in ogni film di Baena. Quando è iniziata la vostra collaborazione professionale?

"Facciamo coppia da anni, da prima che lui debuttasse come regista con Life After Beth. L'amore ad ogni costo, nel 2014. Ammiro Jeff profondamente. Tra l'altro , è stato l'autore con David O. Russell di Le strane coincidenze della vita , uno dei miei film preferiti. Sa, sono stata io a spingerlo dietro la cinepresa"

E' la sua musa insomma

"Abbiamo sempre fatto tutto insieme. Per The Little Hours, penso che lui sia anche ispirato alle mie esperienze in collegio e per amore abbia ideato per me il personaggio della monaca-strega, un ruolo ( questo sì) da sogno. Forse è vero: sono un pochetto la sua musa"

martedì 10 gennaio 2017

INTERVISTA A JUDE LAW " Il cinema di qualità è sempre più difficile da finanziare. I 200 milioni di dollari per i supereroi si trovano subito , i 5 per un piccolo film non te li dà nessuno. Viva la Tv. Tanto, l'importante è il contenuto, non il mezzo"

Nella Serie "The Young Pope" scritta e diretta da Paolo Sorrentino, l'attore Jude Law occupa lo schermo in tutto il suo consapevole splendore. Nella vita sociale ha una nuova compagna , Phillipa Coan , ma tre figli dalla moglie Sadie Frost e una lunga relazione con Sienna Miller , con lo scandalo di averla tradita con la babysitter. Law è stato anche intercettato da News of the World , con un risarcimento ormai quasi deciso.


Dove e quando ha conosciuto Paolo Sorrentino?

"A Cannes , qualche anno fa , io ero in giuria. Una sera chiacchieravo con Sean Penn , che è un mio amico, e accanto a lui c'era questo altro tizio. Sean parlava, a turno, un po' con me un po' con lui. E io faccio wow, Le conseguenze dell'amore è il mio film preferito! Ho pensato subito che avrei voluto lavorare con lui , e finalmente l'occasione è arrivata. La sceneggiatura di The Young Pope , un allineamento fortunato di pianeti"

Ritorna in televisione , dove aveva debuttato da ragazzino

"E che poi non ho più voluto fare un per un bel po'. Snobismo da una parte , dall'altra la Tv degli anni Ottanta mica era quella di oggi. E il cinema di qualità è sempre più difficile da finanziare. I 200 milioni di dollari per i supereroi si trovano subito , i 5 per un piccolo film non te li dà nessuno. Viva la Tv. Tanto, l'importante è il contenuto, non il mezzo"

In alcuni film , tipo Dom Hemingway , si è volutamente imbruttito , in The Young Pope è più bello che mai

"Ah sì molto bene (ride ndb) . Tutto merito di Paolo"

Anche della genetica

"Ho passato i miei venti e trent'anni a combattere contro me stesso , mi dava fastidio essere considerato una faccia carina perché lo vedevo come un limite al giudizio sul mio lavoro. Adesso , dopo i quaranta, quando la bellezza comincia a scomparire , i complimenti fanno piacere. Comunque, il personaggio del giovane Papa è interessante da questo punto di vista . Perché è un narciso di mente fredda , che usa il suo aspetto come strumento di potere e manipolazione. E' un uomo intelligente , profondamente spirituale eppure consapevole , dice al mondo : sono bello, guardatemi"

Si è ispirato a qualche Papa vero o a qualche Papa visto al cinema?

"Un po' alla gestualità di Pio XII, ma in gran parte è tutta una creazione originale. In particolare , quel movimento di allargare le braccia nel salutare la folla , Paolo me lo ha fatto rubare a Wayne Rooney , il calciatore, che fa così quando segna"

Ha vissuto a Roma otto mesi , com'è andata?

"Sono stato felice, ispirato, ho goduto ogni momento. Stavo in un appartamento vicino al Campidoglio , andavo a correre ogni mattina intorno al Colosseo. Ho visto la città alle cinque del mattino , assieme agli spazzini , bevuto al caffè al bar con i camionisti. Ho adorato il ritmo di Roma, indaffarata ma meno frenetica di Londra, cosmopolita ma meno tesa di New York. E' facile da girare e ogni passeggiata è miracolosa. Tu cammini chiacchierando con qualcuno , e a un certo punto , ecco, siamo alla Fontana di Trevi , oddio ma quello è il Vaticano. Pazzesco. Mi Manca"


La cartolina del cuore?

"Sono arrivato fan del Bernini e sono partito fan di Borromini. C'è un piccolo bar da cui si vede un angolo di Sant'Ivo alla Sapienza , una cima barocca che sembra il ricciolo di panna sopra un gelato. Ho portato lì a bere un caffè chiunque mi sia venuto a trovare in quei mesi"

Lei ha fatto tutto presto, nella vita. Come si sente in questa strana terra tra i 40 e i 50?

"Mi piace. Non mi sento né cinico né stanco, ma so di aver messo da parte un po' di esperienze che mi rendono abbastanza saggio, ho maturato le mie convinzioni. E' il momento giusto per fermarsi a riflettere su che cosa ho fatto e su cosa voglio fare. La presenza dei miei figli mi stimola di continuo questi pensieri. Il primogenito ormai è grande , due sono teenager, parlo molto con loro : si fanno delle domande sul domani e finisce che me le faccio anch'io"

Il primogenito, Rafferty, ha 20 anni

"Vuole diventare musicista ma ha acchiappato al volo qualche lavoro come modello per guadagnare un po' di soldi in fretta. Io non dico niente , mi sta bene che sia indipendente e , se necessario, impari dai suoi errori , come abbiamo fatto tutti"

Prova mai nostalgia per il passato?

"Sì , per gli anni Settanta, quando ero bambino. Si viveva nel presente, senza pretese. Non ho, invece, un bel ricordo degli anni Ottanta , troppo patinati, un glamour finto basato sull'apparenza. Non ci si domandava chi siamo , ma chi potremmo essere"

Pensa che il suo talento sia stato offuscato dal clamore intorno alla sua vita privata?

"Moltissimo! (ride). Scherzo , non sono così presuntuoso. Però , seriamente : quando inizi a fare questo lavoro , vuoi che la gente ti stimi perché sei un bravo attore, è ovvio. Se una specie di tempesta folle altera la percezione che gli altro hanno di te, non sei contento , te la vivi male. Anche perché per me della vita privata altrui non importa nulla , sono ancora stupito che tanta gente si sia interessata alla mia"

Ultimamente , mi pare la lascino in pace

"Hanno esaurito le cose da raccontare!Del resto, c'è un limite alla quantità di panni sporchi che può produrre un uomo. Dovranno andare a rovistare tra quelli di qualcun altro"

Un po' di anni fa , quando ci siamo incontrati per un'altra intervista, lei stava per fare Amleto a teatro per la prima volta. Ricorda?

"Sì certo. E forse lei ricorda il terrore nei miei occhi . Ero pieno di paure , in quel momento era la sfida più grande che potessi affrontare"

E adesso , quale potrebbe essere?

"Se parliamo di Shakespeare , c'è n'è una per ogni decennio. Derek Jacobi , che è un grandissimo attore scespiriano , una volta mi ha detto che , per arrivare a Prospero della Tempesta, bisogna prima saltare dentro le caselle di Amleto, Macbeth, Re Lear..."


Vorrebbe diventare regista?

"Ci penso e ci ripenso, un po' mi spaventa l'idea di assumermi troppe responsabilità, un po' ricordo una cosa che mi ha raccontato Mike Nichols. Una volta era su un set e stava dando un'intervista quando lo scenografo lo interruppe per chiedergli qualcosa a proposito di due cuscini quasi identici : vuoi questo o questo? Lui senza esitare ne indicò uno. Il giornalista si complimentò per la velocità , Nichols rispose "Posso sempre cambiare idea, sono il regista"

Com'era Nichols, con cui ha girato il capolavoro Closer?

"Non ti dava particolari indicazioni , piuttosto ti raccontava una storia. E tu ti chiedevi : ma perché mi racconta questo? Poi la storia ti entrava sotto la pelle e ti provocava dei pensieri, delle reazioni che erano esattamente quelle che lui voleva vedere sullo schermo. Aveva un senso dell'umorismo impagabile , voleva leggero sul mondo e aveva una caratteristica che ho trovato anche in Sorrentino : rendeva il set un luogo familiare , dove tutti sono vitali , tutti sono inclusi. La capacità di collaborare è la chiave di ogni buon risultato"

Le piace la vita sul set?

"Da morire. Da sette mesi sono a casa e, per carità, ci sto benissimo e forse avevo anche bisogno di un momento di tranquillità domestica , però non vedo l'ora di tornare a lavorare"

martedì 6 dicembre 2016

INTERVISTA A MICHELE SANTORO “Il punto è che nel mondo della televisione si sta consumando un grande divorzio tra una parte di pubblico colto, con più mezzi economici , che sa scegliere, e una grande fetta di telespettatori ormai confinati nel trash”

Michele Santoro, ex guru dei talk-show politici, scommette su un film documentario , Robinù, cinepresa sui baby boss della camorra napoletana cooptati nel  mainstream dell’idea di rottamazione , in questo casi di vecchi capiparanza




“L’idea è svelare il volto di una sorta di stato Sociale criminale. Ci sono decine di migliaia di persone che in quella immensa piazza di spaccio d’Europa che è Napoli vivono attorno a attività criminali. Dico Stato Sociale perché senza quelle entrate molta gente non saprebbe come vivere”
Lo stato sociale criminale governato dai ragazzini
“Al vertice ci sono sempre i boss che governano grandi partite di traffico , alla base i manovali , del tutto simili a normali lavoratori , come la mamma spacciatrice che all’inizio della giornata prepara i bambini per la scuola e poi si mette al lavoro. E poi questi ragazzini che a nemmeno 18 anni sono pronti a sparare e a morire per farsi largo nella vita”
Non che a Napoli sia una grande novità
“Eh no , lo è eccome. Quando in una incursione di queste bande giovanili ( la chiamano stese , assalti a cavalcioni  dei motorini e armi in pugno ) viene trovato un bambino di 8 anni con la pistola, qualcosa di diverso sta succedendo”
Roba da fiction serale
“Infatti. Ma si capisce che la fiction Tv non ha inventato un mondo e che ciò che ci ha mostrato esiste davvero”
Ma come scusi? Per decenni abbiamo detto che la tv ha mostrato un mondo e un paese inesistente. Lei stesso ha scritto che la televisione deve tornare alla “ricerca di un senso delle cose”. Bentornato nella realtà anche a lei e bentornato alla ricerca di senso
“A m,e veramente pare sempre di averlo cercato, il senso. La ricerca del senso non ha a che vedere con la mia personale esperienza , bensì, direi , con l’ultima fase della televisione. E’ una televisione a pezzi, nel senso stretto dell’espressione”
Ovvero?
“Beh, la tv tende ormai a produrre se stessa “a pezzi”, sapendo che la Rete ne raccoglierà e rilancerà alcuni, qualche minuto, in un processo ormai inarrestabile di frammentazione dei fatti e dei pensieri. La Rete è un gigantesco blob di massa auto costruito. Prima avevano Blob , una riflessione d’autore sulla Tv. Ora ognuno ha il suo blob sui social media , costruita in ragione di se stesso. Il che porta ad un indebolimento pesante della ricerca di senso, porta alla provvisorietà dei comportamenti , anche dal punto di vista politico”
Ognuno con il suo quotidiano palinsesto di vita e pensieri. Ci illumini anche sul “comportamento politico provvisorio”
“Oggi siamo tutti grillini e domani potremo essere un’altra cosa. Non ci sono sedimentazioni che si costruiscono per rimanere. E’ un fenomeno molto visibile nell’informazione in tv”
Cosa guarda?
“Quello che guardano tutti. Molti programmi di approfondimento e milioni di persone che li seguono, il che conferma che c’è ancora una domanda forte di comprensione. Ma si fa fatica a costruire trasmissioni che abbiano una chiarezza di intenti. Sono fatte a pezzi anche loro. Tessitura breve e sincopata”
Lei sta pericolosamente avvicinando all’terno mantra di “servizio pubblico” che con incerti successi ha marchiato negli anni la Rai. Come recita appunto il mantra , “la più grande industria culturale del Paese”
“Su questa faccenda del servizio pubblico c’è in primo luogo un grande equivoco. I dipendenti della Rai pensano loro di essere gli artefici del servizio pubblico”
Invece no?
“Lo sarebbero se lavorassero per consentire al meglio delle risorse culturali della società di esprimersi. La Rai dovrebbe essere un network al servizio delle idee che nascono all’interno della società. Dovrebbe impiegare le sue risorse per realizzare prodotti , mentre gran parte di esse servono a tenere in piedi l’apparato dei dipendenti “
Ah però. Ci va giù duro. Un esercito di mangiapane a tradimento
“Il punto è che nel mondo della televisione si sta consumando un grande divorzio tra una parte di pubblico colto, con più mezzi economici , che sa scegliere, e una grande fetta di telespettatori ormai confinati nel trash. La Rai dovrebbe lavorare su questo”
E come?
“Dovrebbe impedire che avvenga questo divorzio. Le produzioni dovrebbero essere sempre dirette a un pubblico , per dir così, medio alto , colto, ma anche a un pubblico più popolare che potrebbe ancora sentire la Rai come strumento di emancipazione culturale”
E’ la Rai non capace di far questo. O proprio non afferra l’idea ? Non capisce i bisogni del Paese?
“Eh beh , qui bisogna vedere chi sono le persone che dovrebbero capire”
Andiamo sul personale?
“Mah, pensiamo a cos’era Rai Tre. Diretta da un genio come Angelo Guglielmi, circondato da collaboratori come Bruno Voglino, Lio Beghin o Giovanni Tantillo, e altri. Gente che sapeva guardare intorno e scoprire talenti : Chiambretti, Dandini, Guzzanti , e compagnia varia. Non so se è poco . Oggi il dirigente intermedio non fa questo”

E che fa?
“Va da un produttore di format esterno e gli chiede : cos’hai da vendermi? E tanti saluti. Tenendo conto poi che la sua autorità deriva da qualche input politico”
Ecco fatto. Così sono capaci tutti
“Si va a finire così in una sorta di gigantesca operazione di ordine pubblico . Tutti sono tranquilli e nessuno si agita più di tanto”
Cura del sonno?
“Un esempio. Una volta facevi, che so, La piovra. Ne discuteva tutto il Paese, ci si chiedeva se quel determinato personaggio somigliava a Andreotti o no e così via. Quella roba entrava nel circuito del dibattito pubblico come un elemento di disordine , creativo. Costringeva tutti a farsi delle domande. Ora tutti a nanna. Si tira a campare , non a scoprire cose nuove”
Ci vuole anche una politica disposta a permetterlo
“Chiaro. Il declamato riformismo di Matteo Renzi ha nella Rai un nodo di verifica importantissimo. Io capisco che chi desidera davvero riformare il Paese se la debba vedere con interessi potentissimi e organizzatissimi. Ma nel caso della Rai , questo alibi non c’è. Paradossalmente è più facile avviare una grande riforma culturale nella e con la Rai. Qui si vede se sul serio vuoi riformare la società”
Scusi però Santoro , lei sta teorizzando un potere così illuminato da darsi la zappa sui piedi , disposto a farsi mettere in discussione dall’industria culturale che controlla. La vedo dura
“E allora vuol dire che la Rai non è in grado di fare il suo mestiere di servizio pubblico e di correre più veloce della politica. Con Una Rai strumento di consenso non ci facciamo nulla, ovvio. Bisogna vedere se un’idea riformista è capace di liberare i cavalli e farli correre”
Ci vuole capacità di visione per questo. Visto che per quarant’anni se l’è girato in lungo e in largo, lei che Paese vede ora
“Un Paese molto in bilico. Che deve stare attento a non tornare indietro. In politica per esempio vorrei una bella sfida tra Renzi e il Movimento 5 stelle capace di produrre qualcosa di veramente nuovo. L’idea di tornare nel vecchio pantano , ai governi tecnici e roba del genere, credo sia la cosa peggiore che ci può capitare”
Ma lei davvero vede in giro grandi visioni?
“Mah, mi sembra tutto molto orientato alla ricerca di consensi immediati. Diciamo che se dobbiamo cercare il senso nuovo nella Tv , anche la politica dovrebbe cercare il suo , di senso. La domanda è chi e come e se sarà in grado di dare una risposta solida. Invece vedo i leader campare ogni giorno nel tempo di un tweet per dar corda ad un’opinione pubblica mutevole e leggera. Però non vorrei nemmeno far l’errore di buttar via il bambino con l’acqua sporca”
Laddove i “bambini” sarebbero Renzi e i 5Stelle?
“Beh, se teniamo conto dell’idea dei protagonisti . certo. Vorrei che si potesse estrarre il meglio in questo confronto. I 5 stelle sono ormai un partito con tendenze leniniste che criminalizza il dissenso. Renzi è condizionato da questo senso di autosufficienza che è il suo più grande limite. La Rai potrebbe aiutarlo”
E Come?
“Per esempio aiutandolo a capire che il mondo non finisce a Rignano sull’Arno”

lunedì 17 ottobre 2016

INTERVISTA A DAKOTA FANNING "Mi dispiace non essere più la bambina dei vostri ricordi"

Dakota Fanning è cresciuta sia come donna che come attrice. Sono passati ormai 15 anni quando stregò il mondo insieme a Sean Penn, in Mi chiamo Sam. La bambina prodigio di 8 anni è diventata una 22enne intelligente e volitiva.
Dal 2011 frequenta la New York University e nel tempo libero legge e fa sport. Ha un fidanzato il modello inglese Jamie Strachan. Il 20 ottobre esce in Italia "America Pastoral" il film tratto dal libro di Philip Roth di cui è protagonista con Ewan McGregor ( che ne è anche il regista). Dakota interpreta Merry , adorata figlia di uno stimato membro della comunità ebraica di Newark. Merry , causa guerra in Vietnam e il fermento della rivoluzione giovanile anni 60 , rivelerà un forte spirito anticonformista, compiendo scelte estreme che colpiranno la rispettabilità della sua famiglia.


Ha avuto problemi a interpretare un personaggio così poco amabile?

"Sono rimasta folgorata dal modi in cui Philip Roth caratterizza i suoi personaggi e dalla complessità che riesce a dar loro. E' stato un onore interpretare Merry in un mondo come il nostro in cui sono tutti ossessionati dal bisogno di piacere , dall'idea di riscatto , dalla luce in fondo al tunnel..."

Secondo lei,  perché Merry compie gesti tanto estremi?

"E' impetuosa , ha i suoi principi e le sue idee e non ha nessuna intenzione di cambiarli. Non si può interpretare un personaggio senza trovare il modo di amarlo. Mi sono nutrita delle sue convìnzioni. Le ho rispettate , pur non condividendole"

Quanto l'ha aiutata leggere il romanzo?

"Vuole la verità? L'ho letto a riprese finite. Volevo concentrarmi solo sulla sceneggiatura perché sono quelle le informazioni che recepirà lo spettatore. Il cinema offre un'esperienza diversa, una versione di Pastorale americana che prova a non tradirne l'essenza"

Lei che adolescente è stata?

"Una come tante: sentivo di non essere compresa come avrei voluto, e mi faceva imbestialire chi mi diceva che i miei problemi non erano nulla in confronto alla responsabilità che avrei affrontato in futuro, che un giorno avrei ripensato a quei momenti con un sorriso. Oggi mi ritrovo a dire le stesse cose ai più giovani"

Quindi non è una ribelle?

"Non mi descriverei come una ribelle , ma certo non sono una che si tira indietro. Tendo ad essere protettiva nei confronti delle persone che amo e mi scaglio senza pietà contro chi mi fa del male. Detto questo , ho zero problemi a seguire le regole, e zero voglia di mettermi nei guai"

Da attrice , sa che cosa significa essere parte di un sistema , come l'industria del cinema, che impone dei diktat. Ha già imparato a farsi valere?

"Mi trovo in una posizione privilegiata perché , pur essendo ancora molto giovane, faccio questo lavoro da sedici anni. Non ci ho messo molto a capire che le mie azioni sarebbero state governate da altre persone e dalla loro percezione di chi sono e delle mie capacità. Ho imparato a riappropriarmi del mio potere decisionale perché sono sicura di essere l'unica persona al mondo a sapere che cos'è meglio per me"

Come ci è riuscita?

"Studiando, creando progetti cui sentirmi emotivamente legata e lavorando con persone affini al mio modo di pensare. E' stancante dover sempre obbedire!"

Che progetti ha?

"La trasposizione cinematografica della Campana di vetro di Sylvia Plath, di cui sarò protagonista e produttrice. Il fatto che dietro la macchina da presa ci sarà per la prima volta la mia amica Kirsten Dunst è una motivazione in più. Finora nessuno si era mai azzardato ad adattare questo testo , e credo sia un peccato perché si tratta - con il suo tema della società patriarcale e maschilista - di un libro importantissimo per noi donne"

Sua sorella Elle , che ha quattro anni meno di lei , sta seguendo le sue stesse orme. La riterrà mai una rivale?

"Questa storia della rivalità mi fa veramente ridere! E' l'esatto opposto. Io sono ambiziosa , ci sono tante sfide che voglio ancora affrontare e tanto obiettivi che vorrei raggiungere , ma se c'è una persona al mondo per cui desidero il meglio dalla vita , quella è proprio mia sorella. Capisco che le presunte gelosie possano incuriosire , ma non è il nostro caso"

Elle è molto diversa da lei?

"Credo che abbia cominciato a recitare per imitarmi , ma che pian piano sia maturata , diventando una giovane donna consapevole del proprio talento e propri desideri. Ora non ci consultiamo neanche più. Sono orgogliosa di lei"

E' stato difficile diventare donna dopo essere stata così famosa da bambina?

"Non è stato facile. Avrei potuto farmi influenzare dal giudizio altrui e fingere di essere più matura di quanto fossi, ma ho scelto di rispettare i miei tempi. Non volto le spalle al passato, ne sono orgogliosa. Però è un po' scocciante quando le persone mi fermano per strada per farmi notare quanto sono cresciuta. E' come se fossi circondata da vecchie zie. Non so più cosa rispondere: mi dispiace non essere più la bambina dei vostri ricordi"

martedì 21 giugno 2016

INTERVISTA A JULIA ROBERTS "Le faccende domestiche mi procuravano molta gioia"

Lei è un attrice meravigliosa , tra poco al cinema con Segreto dei suoi occhi con Nicole Kidman e Chiwetel Eijofor, nel quale interpreta  un investigatrice dell'Fbi la cui vita deraglia dopo il brutale omicidio della figlia. E già in preparazione per un nuovo film Mother's day dove sarà una conduttrice di televendite. A 48 anni è ancora una donna bellissima con ruoli al cinema non più solo romantici.
A casa con i suoi ogni tanto pratica un gioco con domande tipo "Se potessi essere un altro membro della famiglia , per 24 ore, chi vorresti essere?"

E lei chi vorrebbe essere?

"Mia figlia (ha tre figli Hazel Patricia e Phinneaeus , gemelli , e Henry ndb) , perché è una creatura affascinante e bellissima , oltre che meno trasparente dei fratelli"

Se invece potesse essere famosa per qualcos'altro , che cosa vorrebbe essere?

"Una grande scrittrice , o una pittrice. Quello che mi sbalordisce è il fatto di creare qualcosa dal nulla. Prenda L'anno del pensiero  magico  di Joan Didion , che ho latto da poco. Lo mettevo giù e rimanevo lì  nel letto a fissare il vuoto. Mio marito mi chiedeva "Tutto bene?"

C'è una cosa che sogna da fare da molto tempo?

"Un paio di calze fatte a maglia. E che non ho ancora capito come si lavora il tallone. Le calce sono difficili"

Quali aspetti della sua educazione sta cercando di trasmettere ai suoi figli?

"Mia madre lavorava tantissimo , fuori casa e in casa. Era una cuoca fenomenale , faceva tutto con le sue mani. Casa nostra era sempre in ordine , i nostri vestiti sempre puliti . Le faccende domestiche mi procuravano molta gioia"

Che cosa pensa della corsa alla presidenza ( e ormai candidata repubblicana alla presidenza americana ndb) di Hillary Clinton?

"E' un argomento complesso per me che sono una donna di oggi , con una famiglia e un lavoro...Non dico che lei sarebbe la "presidente delle donne", ma trovo che il suo punto di vista sia fondamentale, in un momento storico nel momento storico nel quale rappresentiamo il 51% della popolazione mondiale , e tutto sommato un certo spostamento culturale non è ancora avvenuto. Mi piacerebbe molto vedere che cosa avrebbe da offrire , una volta alla guida di questo paese"